A Firenze al via TourismA, il salone di Archeologia e Turismo culturale: in 3 giorni 350 relatori e oltre 30 convegni. Ecco alcuni appuntamenti da non perdere
Il conto alla rovescia sta per scadere. Venerdì 21 febbraio 2020, alle 9, all’auditorium del Centro congressi di Firenze, con l’intervento di Eike Schmidt, direttore della Galleria degli Uffizi, al convegno Save Art dedicato al cinquecentenario di Raffaello, apre come da tradizione TourismA 2020, dal 21 al 23 febbraio 2020, l’evento espositivo e congressuale dell’anno a firma Archeologia Viva dedicato ai beni culturali: E come da tradizione sarò anche quest’anno Alberto Angela, domenica 23 febbraio pomeriggio, a concludere il grande evento fieristico. In tre giorni circa 350 relatori interverranno in oltre 30 convegni su temi che spaziano dalle grandi scoperte archeologiche alle proposte di valorizzazione di musei, monumenti e parchi, dall’arte all’ambiente, dalle città murate ai siti Unesco, ai nuovi itinerari, alle tecnologie d’avanguardia, al cinema. Tanti gli ospiti particolari di cui è confermata la partecipazione: Andrea Carandini, Louis Godart, Giuliano Volpe, Pupi Avati, Mario Tozzi, Edoardo Winspeare, Giorgio Ieranò, Eva Cantarella, Philippe Daverio, gen. Roberto Riccardi, Valerio Massimo Manfredi, Vittorio Sgarbi…

Il salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio di Firenze ospita l’anteprima di TourismA (foto Valerio Ricciardi)
Anteprima, che è un po’ inaugurazione un po’ presentazione, nel Salone de’ Cinquecento a Palazzo Vecchio di Firenze, Giovedì 20 febbraio 2020, alle 20. Interverranno: Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Firenze; Giuliano Volpe, del Consiglio Superiore per i Beni culturali e paesaggistici del MiBACT; Piero Pruneti, direttore Archeologia Viva e TourismA. Maria Angela Turchetti, etruscologo, della direzione regionale Musei della Toscana, parlerà di “Benvenuti in Toscana, terra degli Etruschi”. Ingresso libero (senza prenotazione). Palazzo Vecchio sarà aperto dalle 19.30 (entrata lato via dei Gondi). L’ambiente monumentale non è riscaldato. Durata dell’evento: un’ora circa.
Il programma. Venerdì 21 febbraio 2020. In Auditorium (9-13.15), “SAVE ART 2020” Che bellezza. Raffaello, l’armonia e i suoi contrari, a cura di Art e Dossier in collaborazione con Giunti T.V.P. Editori. Nel quinto centenario della morte di Raffaello Sanzio (1483-1520) ¬– il pittore più frequentemente associato ai concetti di grazia, armonia e bellezza – Save Art propone una riflessione su alcune questioni connesse al tema: il canone e l’accademia come modelli imprescindibili, il piacere di prescindere da quei modelli, il disinteresse per ogni possibile canone, e infine… brutto è bello? Introduce Piero Pruneti, direttore Archeologia Viva e “tourismA”, coordina Claudio Pescio direttore editoriale Art e Dossier.
Sempre venerdì 21 febbraio, ma in Sala Onice (9.30-12.45), “ITER” Archeologia Patrimonio e Ricerca italiana all’estero, a cura di Ettore Janulardo, della Scuola di Specializzazione in Beni archeologici dell’Università di Firenze. Alle 9.30, i saluti di Piero Pruneti e l’introduzione di Ettore Janulardo; 10, Livio Zerbini, missione archeologica dell’università di Ferrara in Georgia e Romania, “Dalla Colchide alla Dacia di Traiano”; 10.20, Lorenza Manfredi, missione archeologica del Cnr in Marocco-Algeria, “Fabulosissimum Atlantem: presente e futuro delle ricerche sulle miniere e gli itinerari antichi nel Maghreb”; 10.40, Daniele Morandi Bonacossi, missione archeologica dell’università di Udine nel Kurdistan iracheno, “La Mesopotamia del nord fra impero assiro e Alessandro Magno. Ricerche nel Kurdistan iracheno”; 11, pausa; 11.50, Oliva Menozzi, Eugenio Di Valerio, Maria Giorgia Di Antonio, Luca Cherstich, missione archeologica dell’università di Chieti a Cipro, in Egitto e Libia, “Archeologia a rischio, monitoraggio e sostenibilità”; 12.10, Giovanni Salmeri e Anna Lucia D’Agata, missione archeologica dell’università di Pisa e del Cnr in Turchia, “Archeologia di una città di frontiera tra Anatolia e Siria: Misis (antica Mopsouhestia) in Turchia sud-orientale”; 12.30, pausa; 14:15 (in Auditorium), Patrizia Piacentini Missione archeologica italo-egiziana dell’università di Milano in Egitto, “Ultime dall’Egitto. Le mummie di Assuan: l’anello mancante”. E poi venerdì, si apre un articolato capitolo sugli Etruschi. In Sala 4 (9-14): VIE ETRUSCHE IN TOSCANA, presentazione di percorsi culturali e turistici del costituendo Prodotto Turistico Omogeneo regionale “Toscana Terra Etrusca” – Convegno e Workshop, a cura di Toscana Terra Etrusca(34 Comuni toscani già all’interno del Distretto Etruria Meridionale – capofila Comune della Città di Chiusi), contributi e collaborazioni: Regione Toscana, Toscana Promozione Turistica, Comitato Scientifico TTE, Direzione regionale Musei della Toscana; in sala 9 (9.30-13): MARE ETRUSCO, La Corsica nel contesto del Tirreno antico, a cura di Jean Castela, direttore INEACEM – Corsica, e Simona Rafanelli, direttore museo civico Archeologico “I. Falchi” di Vetulonia; in Sala 9 (14-15.30): ARCHEOLOGIA GROSSETANA, Excursus fotografico dall’archivio della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena Grosseto Arezzo.
Seconda giornata, sabato 22 febbraio 2020. All’Auditorium (8.30-12.20), ARCHEOLOGIA AL FUTURO, esperienze di Archeologia Pubblica in Italia, a cura di Giuliano Volpe dell’università di Foggia, responsabile del Progetto di rilevante interesse nazionale “Archeologia al futuro”. Alle 8.30, i saluti di Piero Pruneti (Archeologia Viva), e introduzione di Giuliano Volpe; 9, Guido Vannini, Michele Nucciotti (università di Firenze), “Archeologia pubblica e territorio. Tra Toscana e Giordania”; 9.20, Daniele Manacorda, Valeria Di Cola (università di Roma Tre), “Alla scoperta del primo miglio della via Appia”; 9.40, Alexandra Chavarria, Gian Pietro Brogiolo, Francesca Benetti, Clemente Santacroce (università di Padova), “Ritorno al futuro: per un’archeologia partecipata, democratica e sostenibile”; 10, Marco Milanese, Pier Giorgio Spanu, Fabio Pinna (università di Sassari e università di Cagliari), “L’isola dell’archeologia. Dalla Sardegna un impegno contro lo spopolamento e la crisi”; 10.20, Enrico Zanini, Franco Cambi, Marco Valenti (università di Siena), “Non petrolio ma energia rinnovabile. Come l’Archeologia Pubblica promuove lo sviluppo”; 10.40, pausa; 11.30, Mario Tozzi CNR, presidente Parco regionale dell’Appia antica, conduttore televisivo, “Raccontare la ricerca annoia? Come stimolare la partecipazione”; 11.50, Andrea Carandini, presidente nazionale FAI e Daniele Manacorda, università di Roma Tre, dialogano con Giuliano Volpe autore del libro “Archeologia pubblica. Metodi, tecniche, esperienze” (Carocci 2020). Segue, sempre in Auditorium (12.20-13.15), proclamazione del PREMIO “RICCARDO FRANCOVICH, a cura della Sami (Società archeologi medievisti italiani), presiede Paul Arthur presidente Sami e docente all’università del Salento: premiazione musei-siti vincitori 2020: Museo dell’Alto Medioevo di Ascoli Piceno e Complesso archeologico di Sant’Eulalia a Cagliari; premio speciale al regista Edoardo Winspeare per la divulgazione delle tradizioni medievali tramite il cinema (Pizzicata, Filia Solis) e per il suo attivismo a favore di cultura e paesaggio. Omaggio all’antica danza popolare della Terra d’Otranto.
Tra archeologia e turismo l’appuntamento in Sala Onice (10-17), VIAGGI DI CULTURA E ARCHEOLOGIA, rassegna di itinerari turistico-culturali, a cura di TRAVELMARK – Comunicazione per il turismo: alle 10.20, FRANCIA E SPAGNA, a cura di Kailas, Elisa Bianchi e Andrea De Pascale archeologi, “In viaggio con l’archeologo tra Francia e Spagna: dalle grotte preistoriche ai castelli”; 11.10, THAILANDIA, a cura di I Viaggi di Maurizio Levi, Dante Bartoli archeologo, “L’antico Regno del Siam”; 12, PAKISTAN E GIORDANIA, a cura di Azalai Travel Design, Chiara Marcotulli archeologa, “Dalla Via della Seta alla Via dell’Incenso: in Pakistan e Giordania con l’archeologa”; 12.50, pausa; 13.40, ROMAGNA, a cura di Visit Romagna, Chiara Astolfi direttore Visit Romagna, Sergio Fioravanti direttore Fondazione RavennAntica – Parco Archeologico di Classe, Giacomo Costantini assessore al Turismo Comune di Ravenna, Riccardo Pattuelli assessore al Turismo Comune di Comacchio; 14.30, CROAZIA, a cura di Parco Nazionale del Krka (Croazia), Joško Zaninović direttore Museo Archeologico di Puljane, Alessandro Campedelli ricercatore DiSCI – Università di Bologna, “L’anfiteatro romano di Burnum: dall’archeologia alla ricostruzione virtuale”; 15.20, TURCHIA, a cura di I Viaggi di Maurizio Levi, Dante Bartoli archeologo, “Turchia Orientale: in Anatolia tra siti classici e islamici, armeni e siriaci”; 16.10, ALGERIA, EGITTO, a cura di Agenzia Viaggi Rallo / I Viaggi di Archeologia Viva, Roberta Petrilli archeologa, “Algeria: dalle città romane alla pentapoli mozabita. Egitto: sulle orme di Belzoni”.
XVI incontro di Archeologia Viva (sempre in auditorium). Prima parte venerdì pomeriggio (14-18): si inizia alle 14.15, con Patrizia Piacentini (che chiude anche la sezione di Iter sulle missioni italiane all’estero); 14.45, Giorgio Ieranò, docente di Letteratura greca all’università di Trento, “Il mare d’amore. Eros, tempeste e naufragi nella Grecia antica”; 15.15, Ghjuvan-Guido Talamoni, presidente Assemblea della Corsica, “Un saluto dalla Corsica etrusca”; 15.30, pausa; 16.30, Dario Di Blasi, direttore artistico di FIRENZE ARCHEOLFILM, Giuditta Pruneti direttore editoriale, presentazione Festival internazionale del cinema di Archeologia Arte Ambiente 2020; 16.45, Jacopo Tabolli, funzionario archeologo Soprintendenza ABAP di Siena, “HINTHIAL. Un nuovo luogo sacro all’ombra di San Gimignano”; 17.15, Andro Krstulovic-Opara, sindaco di Spalato, “Spalato 1700 anni: dal palazzo di Diocleziano alla città”, introduce Miljenko Domijan presidente Consiglio Nazionale per i Beni culturali della Croazia.
XVI incontro di Archeologia Viva, sabato 22 febbraio 2020, seconda parte (14-18). Si inizia alle 14, Giorgio Murru, coordinatore scientifico Museo Zapata di Barumini e direttore Museo dei Menhir di Laconi, “Spiriti e Dei nella statuaria preistorica della Sardegna”, apertura e chiusura al suono delle launeddas del maestro Luigi Lai; 14.30, Vittorio Sgarbi presidente MART, “Il fenomeno “arte” nella vicenda umana. Dedicato a Sebastiano Tusa”; 15, Eva Cantarella scrittrice, “Gli inganni di Pandora: l’origine delle discriminazioni di genere nella Grecia antica”; 15.30, pausa; 16.10, Donato Coppola, museo Civiltà preclassiche Murgia meridionale – Ostuni (Br), “La grotta di Santa Maria di Agnano a Ostuni nella sua storia millenaria”; 16.30, Louis Godart accademico dei Lincei, “Viaggio nel Mediterraneo antico: da Minosse a Omero”; 17, Eugenio Giani storico e presidente Consiglio Regionale della Toscana, “Magnus Dux Etruriae: gli Etruschi e Cosimo I de’ Medici”; 17.30, Valerio Massimo Manfredi archeologo e scrittore, “Malta: viaggio nell’Isola dei Giganti”.

L’auditorium del Palacongressi di Firenze stracolmo per Tourisma, il salone di Archeologia e Turismo culturale (foto Graziano Tavan)
XVI incontro di Archeologia Viva, domenica 23 febbraio 2020, terza parte (8.45-18). Si inizia con tre film a cura di Rai Cultura (8.45-10.30): “La falsa bellezza: Rai Storia racconta la storia del falso”, proiezione estratto del ciclo di Rai Storia dedicato al falso in arte e in archeologia “La vera storia del falso”. Introduce Giuseppe Giannotti vicedirettore Rai Storia. Interviene: Marcello Barbanera docente di Archeologia alla Sapienza Università di Roma. “1909-2019: 110 anni di archeologia italiana in Grecia. Rai Storia racconta la Scuola Archeologica Italiana di Atene”, proiezione estratto dal documentario di Rai Storia “A scuola di archeologia. 110 anni di ricerca italiana in Grecia” di Eugenio Farioli Vecchioli, regia Agostino Pozzi e Stefano Stefanelli, consulenza scientifica Luca Peyronel. Introduce Eugenio Farioli Vecchioli, autore e capo progetto Rai Cultura. Interviene: Emanuele Papi, direttore Scuola Archeologica Italiana di Atene. “Gli italiani a Abu Simbel: da Belzoni a Gazzola. Rai Storia racconta l’Egittologia italiana”, proiezione estratto dal documentario di Rai Storia “Nella terra dei Faraoni. L’avventura dell’egittologia italiana” di Marta Saviane, consulenza scientifica Luca Peyronel. Introduce Luca Peyronel, docente di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino oriente Antico all’Università degli Studi di Milano. Infine: Rai Storia e i nuovi progetti 2020 sul patrimonio culturale archeologico- Alle 10.30, Lorenzo Nigro, direttore Missione Archeologica in Palestina & Giordania, “Gerico. La rivoluzione della preistoria”; 11, pausa; 11.45, Paolo Giulierini, direttore MANN, “Preistorici, Etruschi e Romani: il MANN si fa in tre…”; 12.15, Pupi Avati regista, “Su Dante e per Dante: il film che mancava…”, interviene Dario Nardella sindaco di Firenze; 13, pausa; 14.30, Roberto Pisoni direttore Sky Arte, “Sky porta l’arte al cinema”: “Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza”, “Raffaello”, “Pompei. Eros e mito”; 14.45, presentazione e proiezione di “Le tre vite di Aquileia” realizzato da Sky Arte – 3D Produzioni e Istituto Luce-Cinecittà, regia Giovanni Piscaglia. Introduce Antonio Zanardi Landi presidente Fondazione Aquileia; 16, pausa; 16.30, Alberto Angela, divulgatore scientifico e scrittore. Intervista “a tutto campo” a cura di Piero Pruneti.
A quarant’anni dalla prima esperienza, torna a Verona il grande cinema archeologico grazie ad Archeologia Viva con Verona Archeofilm: nove titoli e l’incontro con Francesca Ghedini

La presentazione di Verona Archeofilm: da sinistra, il direttore artistico Dario Di Blasi, l’assessore alla Cultura Francesca Briani, e il direttore artistico di Schermi d’Amore Paolo Romano (foto Graziano Tavan)
Trentatré anni dopo l’ultima edizione (patrocinata dalla Regione Veneto) e quarantaquattro anni dopo la prima edizione (a cadenza biennale) partita quasi in sordina al teatro Romano di Verona, torna nella città di Giulietta il grande cinema archeologico con il Verona Archeofilm, che si è concretizzato grazie ad Archeologia Viva / Firenze Archeofilm, che ha fornito il supporto scientifico, e al Comune di Verona / Area Cultura e Turismo, che ha garantito il supporto tecnico-logistico. Il risultato è – per quest’anno – un mini-festival cinematografico di Archeologia, Arte e Ambiente con nove titoli per una giornata tra passato e presente. E con un impegno, ribadito dal direttore artistico Dario Di Blasi, dall’assessore alla Cultura e Turismo Francesca Briani, e da Margherita Bolla direttore del museo Archeologico al Teatro Romano di Verona, che a questa prima edizione – una sorta di anteprima-assaggio – già dall’anno prossimo avrà una durata più consona a un festival cinematografico – almeno tre giorni – e una location prestigiosa, cioè quel teatro Romano che questo festival l’ha visto nascere quasi mezzo secolo fa. E così il Verona Archeofilm si viene a inserire a pieno titolo nella Città di Verona, “il cui tessuto archeologico”, sottolinea l’assessore Briani, “è il principale scenario urbano e rappresenta da sempre la sua più forte attrattiva culturale e turistica. Il nuovo e prestigioso appuntamento – continua – va ad aggiungersi ai due Festival storici di Verona dedicati al cinema, e cioè Schermi d’Amore, che ha riaperto i battenti proprio quest’anno dopo otto anni di assenza, e Corti per Piccoli, che tra pochi mesi festeggerà i primi vent’anni di attività”. Sull’opportunità di proporre il Verona Archeofilm in una location prestigiosa e più attinente ai contenuti proposti interviene anche il direttore artistico di Schermi d’Amore, Paolo Romano: “Ricordo ancora le prime edizioni al teatro Romano: c’era un’atmosfera speciale”.
Tutto in una giornata: nove film e un incontro speciale. Appuntamento al teatro Ristori di Verona martedì 22 ottobre 2019, con due sezioni: una pomeridiana, dalle 16.30; l’altra serale, dalle 21. Ingresso libero. “Sono particolarmente contento poter riportare a Verona il grande cinema archeologico che proprio da questa città ha mosso i primi passi”, spiega il direttore artistico Dario Di Blasi. “La rassegna veronese alla fine degli anni ’70 del secolo scorso fu tra le prime del genere a livello europeo: solo Parigi era partita un anno prima. E poteva contare, tra gli organizzatori, personaggi come Valerio Massimo Manfredi e Giuseppe Orefici, archeologi e comunicatori che negli anni sarebbero diventati famosi mostrando tutto il loro valore”. La formula scelta per Verona Archeofilm è quella classica di Firenze Archeofilm, dal cui archivio Dario Di Blasi ha scelto i film a carattere storico-archeologico tra i migliori a livello mondiale presentati alla rassegna internazionale fiorentina che fa da capofila al festival diffuso per la valorizzazione dei territori locali. “L’antica Pompei, i misteri di Tutankhamon, il labirinto del Minotauro, i secoli bui del Medioevo, la battaglia di Canne, i segreti di Verona sotterranea”, riassume Di Blasi, “sono alcuni dei grandi temi che sfileranno sullo schermo del teatro Ristori”. E nel tardo pomeriggio, all’interno della programmazione filmica, ci sarà l’incontro speciale con l’archeologa classica Francesca Ghedini, professore emerito dell’università di Padova, che parlerà di “Verona e non solo: architettura e potere nel mondo romano” intervistata da Piero Pruneti, direttore della rivista Archeologia Viva.
Il programma di martedì 22 ottobre 2019. Sezione del pomeriggio, dalle 16.30 alle 19. Apre il film “Malagne gallo-romana” di Philippe Axell (Belgio, 18′). L’Archeopark di Malagne è sorto intorno ai resti di un’imponente villa gallo-romana ed è impegnato nella rievocazione del passato. Ecco come dopo anni di studio, le terme di Malagne sono state ricostruite e “restituite” dal computer. Segue “Tutankhamon, i segreti del faraone: un re guerriero / Toutankhamon, les secrets du pharaon: un roi guerrier” di Stephen Mizelas (Regno Unito, 50′). Tutankhamon è uno degli ultimi faraoni della XVIII dinastia. Il suo favoloso tesoro, scoperto intatto quasi un secolo fa, ne ha fatto il faraone più famoso e più studiato della storia. Il corredo della sua tomba è una fonte inestimabile di informazioni sull’antico Egitto, ma anche su questo giovane re, il cui regno è ancora un mistero per gli archeologi. Chi era veramente? Un fragile re-bambino o un signore della guerra? Morì di malattia o venne ucciso in battaglia? Tre oggetti con cui il faraone riposa aiutano gli archeologi a rivelare il suo vero volto… Alle 18, incontro/intervista con Francesca Ghedini, professore emerito di Archeologia all’università di Padova, su “Verona e non solo: architettura e potere nel mondo romano”. Segue il film “Alla scoperta di Verona sotterranea. Il sito archeologico di Corte Sgarzerie” di Davide Borra (Italia, 15′). I resti romani dell’imponente Capitolium di Verona vengono descritti grazie al racconto in prima persona di Scipione Maffei in costume d’epoca. La descrizione dell’area archeologica di Corte Sgarzerie passa attraverso una complessa stratificazione architettonica. Il video è frutto di un grande lavoro di computer grafica e ricostruzioni virtuali. Quindi “Apud Cannas”, regia e supervisione 3D di Francesco Gabellone (Italia, 16′). La battaglia di Canne, la “battaglia per eccellenza”, studiata dai militari di ogni tempo per una strategia bellica che ha fatto scuola, viene da molti descritta con notevoli differenze di vedute. In questo film animato, su base 3D, lo studio diretto delle fonti viene coniugato con l’uso delle tecnologie per la rappresentazione e la comunicazione di quegli eventi, i protagonisti, le condizioni politiche e sociali di contesto. Chiude il pomeriggio il film “Vivere tra le rovine / Living amid the ruins” di Isılay Gürsu (Turchia, 14′). Il film esamina la complessa relazione tra archeologia e società contemporanea, concentrandosi su come le comunità che abitano vicino ai siti archeologici siano influenzate dal contesto in cui vivono. Il cortometraggio conduce lo spettatore nell’antica regione della Pisidia, sulla catena montuosa del Tauro nel sud-ovest della Turchia.

Una scena del film “Creta, il mito del Labirinto / Crète, le mythe du Labyrinthe” di Mikael Lefrançois, Agnès Molia
Il programma della sera, dalle 21 alle 23. Apre il film “Creta, il mito del Labirinto / Crète, le mythe du Labyrinthe” di Mikael Lefrançois, Agnès Molia (Francia, 26′). Creta, tra il 3000 e il 1400 a.C., fu la culla della prima grande civiltà del mondo greco: i minoici. Primo popolo europeo a padroneggiare la scrittura, hanno costruito sontuosi edifici dall’architettura complessa e monumentale. I miti greci sono stati a lungo sfruttati per spiegare queste strutture, fino ai recenti scavi che hanno infine portato alla decodificazione di questi edifici. Segue il film “Il misterioso vulcano del Medioevo / Le mystérieux volcan du Moyen-Âge” di Pascal Guérin (Francia, 52′). Il film mette in primo piano il lavoro minuzioso di ricerca, perseveranza, collaborazione e intuizione, degli scienziati che hanno dedicato tanti anni alla ricerca di questo misterioso vulcano. Questa scoperta sarebbe fondamentale per comprendere come le eruzioni vulcaniche, hanno trasformato il clima del pianeta e gli ecosistemi in cui viveva la società… Quindi il film “Alla ricerca dei secoli bui / W poszukiwaniu Sredniowiecza” di Jakub Stepnik (Polonia, 8′). Il film è la storia del lavoro degli archeologi che hanno scavato la fortezza medievale di Kłodnica, nella Polonia orientale. Un’opportunità per narrare la bellezza della professione dell’archeologo e l’intimità del contatto con i reperti che tornano fra le mani dopo mille anni. Chiude la prima edizione di Verona Archeofilm “La casa di Giulio Polibio a Pompei” di Alessandro Furlan (Italia, 12′). La casa di Giulio Polibio rivive oggi grazie alla messa in video di un grande studio interdisciplinare coordinato dal Laboratorio di Ricerche Applicate della Soprintendenza Archeologica di Pompei sulla base dei diari di scavo della casa, stilati negli anni ’70, e di altri dati analitici e sperimentali.
Oman primo, Mesopotamia seconda, Pisidia terza: il Vicino Oriente affascina il pubblico dell’Aquileia Film Festival chiamato ad assegnare il premio Aquileia al miglior film. Alberto Angela (a lui la cittadinanza onoraria) ha fatto sognare gli appassionati, rimasti tutti nonostante il fortunale
Il fascino e l’archeologia del Vicino Oriente ha conquistato il numeroso e appassionato pubblico dell’Aquileia Film Festival che per quattro sere, dal 23 al 26 luglio 2019, si è assiepato nella suggestiva piazza Capitolo (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/07/22/dalla-mesopotamia-alloman-da-creta-allegitto-dalla-pisidia-a-venezia-al-via-il-x-aquileia-film-festival-quattro-serate-di-cinema-archeologia-arte-e-grandi-divulgatori-scientifi/) per seguire la rassegna di cinema arte e archeologia, organizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm, il patrocinio del comune di Aquileia e il sostegno di Vini Jermann, giunta quest’anno alla sua decima edizione.
Si è aggiudicato il premio Aquileia del pubblico, un mosaico realizzato dalla Scuola Mosaicisti del Friuli, come annunciato da una nota dell’agenzia AgiCult, il docu-film “Oman, il tesoro di Mudhmar / Oman, le trésor de Mudhmar” di Cédric Robion (Francia, 2017; 52’) che segue gli scavi in Oman condotti da un team di scienziati francesi. Il loro obiettivo è capire come gli abitanti di queste terre siano riusciti a prosperare in un ambiente così ostile, creando tecnologie innovative per la gestione dell’acqua. All’équipe di giovani archeologi il deserto riserverà non poche sorprese nel corso di questa emozionante avventura archeologica nel cuore del Vicino Oriente. Al secondo posto il film “Mesopotamia in memoriam. Appunti su un patrimonio violato” di Alberto Castellani (Italia, 2019; 50’) che propone un’indagine sul “passato” e sul “presente” della Mesopotamia e in particolare sulla grande stagione della nascita e dello sviluppo della cultura urbana in Iraq. Grazie al secolare apporto della ricerca archeologica emerge nella “terra tra i due fiumi” una lunga storia fatta di insediamenti e di figure entrate nel mito. Al terzo posto il film “Vivere tra le rovine / Living amid the ruins” di Isilay Gürsu (Turchia, 2017; 14’) che esamina la complessa relazione tra archeologia e società contemporanea, concentrandosi su come le comunità che abitano vicino ai siti archeologici siano influenzate dal contesto in cui vivono. Il cortometraggio conduce lo spettatore nell’antica regione della Pisidia, sulla catena montuosa del Tauro nel sud-ovest della Turchia.

Aquileia Film Festival 2019: il sindaco di Aquileia, Emanuele Zorino, conferisce la cittadinanza onoraria ad Alberto Angela (foto agicult.it)
Un fortunale, che si è abbattuto su Aquileia proprio alle 21 dell’ultima serata, venerdì 26 luglio 2019, ha stravolto la scaletta, ma non il pubblico che è rimasto impassibile per seguire film e incontro in programma. Così alle 22, passato il temporale, ha aperto la serata Alberto Angela, intervistato dal direttore di Archeologia Viva Piero Pruneti, che ha fatto sognare il pubblico conducendolo per mano tra le curiosità dello sbarco sulla luna e qualche aneddoto del backstage delle sue recenti riprese a Houston, passando a parlare poi del fascino di Cleopatra e della battaglia delle Egadi con un omaggio all’archeologo Sebastiano Tusa recentemente scomparso. Dopo la conversazione è salito sul palco il sindaco di Aquileia Emanuele Zorino che ha conferito ad Alberto Angela la cittadinanza onoraria e la targa con il sigillo della città deliberata nei giorni scorsi dal consiglio comunale per la lunga amicizia con Aquileia (da 7 anni partecipa al Film Festival), “per il lungo e proficuo rapporto con il territorio aquileiese e la sua cittadinanza che negli anni si è consolidato, per il servizio reso nel valorizzare e dare visibilità al proprio paese con un’opera di divulgazione a livello nazionale e internazionale, per l’attenzione e il rispetto che da sempre riserva ad Aquileia e alle sue tante sfaccettature storiche, archeologiche, architettoniche e artistiche, per la costante disponibilità e le numerose partecipazioni a iniziative che hanno visto il coinvolgimento dei cittadini”.
Così è slittato a fine serata, fuori concorso, il film “Tutankhamon, i segreti del faraone: un re guerriero / Toutankhamon, les secrets du pharaon: un roi guerrier” di Stephen Mizelas (Regno Unito, 2017; 50’). Tutankhamon è uno degli ultimi faraoni della XVIII dinastia. Il corredo della sua tomba è una fonte inestimabile di informazioni sull’antico Egitto, ma anche su questo giovane re, il cui regno è ancora un mistero per gli archeologi. Chi era veramente? Un fragile re-bambino o un signore della guerra? Morì di malattia o venne ucciso in battaglia? Tre oggetti con cui il faraone riposa aiutano gli archeologi a rivelare il suo vero volto…
Vieste ArcheoFilm, al castello di Vieste sul Gargano tre serate con il cinema di Archeologia Arte Ambiente e incontri con i protagonisti
Il cinema archeologico del Festival diffuso del Firenze Archeofilm fa tappa sul Gargano al castello di Vieste dove da venerdì 12 a domenica 14 luglio 2019, alle 21, con ingresso libero, arriva l’atteso Festival internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente organizzato dalla Città di Vieste – assessorato alla Cultura – in collaborazione con Archeologia Viva/Firenze Archeofilm; direttore artistico Dario Di Blasi, che ha selezionato i filmati dall’archivio di Firenze Archeofilm; direttore editoriale Giuditta Pruneti; coordinatore per il Comune di Vieste Feliciano Stoico; con il contributo di Giuliano Volpe dell’università di Foggia. Cinque film che concorrono al premio “Venere Sosandra – Vieste 2019″ assegnato dal pubblico. Nelle tre serate, condotte dalla giornalista Giulia Pruneti, si spazia dalla nascita dei giochi olimpici in Grecia ai misteri della terra dei faraoni fino ai grandi scontri navali come quello risorgimentale di Lissa. Senza dimenticare i temi ambientali e scoprire l’origine degli sconvolgimenti dell’ecosistema globale ma anche le narrazioni (riviste e corrette) dei grandi eventi che hanno fatto la storia tra cui la celebre battaglia di Canne. Ogni sera, tra una proiezione e l’altra, incontri condotti da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, con i grandi esperti della comunicazione del passato tra cui Valerio Massimo Manfredi archeologo e scrittore, Daniele Manacorda archeologo medievista dell’Università di Roma3, Giuliano Volpe archeologo dell’università di Foggia e Nicolò Bongiorno regista e produttore cinematografico. In caso di maltempo la manifestazione si svolge nella Sala Normanna del Castello.
Il festival apre venerdì 12 luglio 2019, alle 21, con il film “Tutankhamon, i segreti del faraone: un re guerriero / Toutankhamon, les secrets du pharaon: un roi guerrier” di Stephen Mizelas (Regno Unito, 50’). Tutankhamon è uno degli ultimi faraoni della XVIII dinastia. Il suo favoloso tesoro, scoperto intatto quasi un secolo fa, ne ha fatto il faraone più famoso e più studiato della storia. Il corredo della sua tomba è una fonte inestimabile di informazioni sull’antico Egitto, ma anche su questo giovane re, il cui regno è ancora un mistero per gli archeologi. Chi era veramente? Un fragile re-bambino o un signore della guerra? Morì di malattia o venne ucciso in battaglia? Tre oggetti con cui il faraone riposa aiutano gli archeologi a rivelare il suo vero volto… Segue il film “Apud Cannas” di Francesco Gabellone (Italia, 16’). La battaglia di Canne, la “battaglia per eccellenza”, studiata dai militari di ogni tempo per una strategia bellica che ha fatto scuola, viene da molti descritta con notevoli differenze di vedute. In questo film animato, su base 3D, lo studio diretto delle fonti viene coniugato con l’uso delle tecnologie per la rappresentazione e la comunicazione di quegli eventi, i protagonisti, le condizioni politiche e sociali di contesto. Ospite della serata: Valerio Massimo Manfredi archeologo e scrittore.
Seconda serata sabato 13 luglio 2019. Alle 21 si inizia con il film “Olimpia, alle origini dei Giochi / Olympie, aux origines des Jeux” di Olivier Lemaitre (Francia, 52’). Sia santuario religioso che sito sportivo, Olimpia fu, per quasi mille anni, sede dei giochi più prestigiosi dell’antica Grecia. Gli archeologi hanno indagato gran parte del sito e hanno rinvenuto grandi quantità di ceramiche dipinte che rappresentano gli atleti. Ma queste scene sono una rappresentazione accurata della realtà? Utilizzando ricostruzioni e immagini tridimensionali, il documentario riporta in vita le meraviglie passate di Olimpia e immerge lo spettatore nel cuore dei celebri Giochi. Segue il film “Il misterioso vulcano del Medioevo / Le mystérieux volcan du Moyen-Âge” (vincitore Premio “Firenze ArcheoFilm 2018”) di Pascal Guérin (Francia, 52’). Il film mette in primo piano il lavoro minuzioso di ricerca, perseveranza, collaborazione e intuizione, degli scienziati che hanno dedicato tanti anni alla ricerca di questo misterioso vulcano. Questa scoperta sarebbe fondamentale per comprendere come le eruzioni vulcaniche, hanno trasformato il clima del pianeta e gli ecosistemi in cui viveva la società… Ospite della serata: Daniele Manacorda, archeologo dell’università di Roma3.
Serata finale domenica 14 luglio 2019, alle 21: sullo schermo il film “I leoni di Lissa” (vincitore Premio “Firenze ArcheoFilm 2019”) di Nicolò Bongiorno (Italia/Croazia, 76’). Il documentario evoca la storia della battaglia navale di Lissa (1866, Terza Guerra d’Indipendenza), scontro simbolo e icona della marineria moderna. Attraverso un mosaico di suggestioni visive, storiche e mitologiche, lo spettatore viaggia con grandi maestri dell’esplorazione subacquea fino al grembo profondo di un capitolo dimenticato dell’Unità d’Italia. Un’immersione di grande importanza scientifica e archeologica, raccontata come una fiaba. Ospiti della serata: Giuliano Volpe, archeologo dell’università di Foggia, e Nicolò Bongiorno, regista e produttore cinematografico. Quindi si passa alla cerimonia di premiazione con l’attribuzione del “Premio Venere Sosandra – Vieste 2019″ per il film più votato dal pubblico. Chiude la serata e il festival il docufilm fuori concorso dedicato al Gargano: “Il tesoro di Monte Pucci” di Giorgio Salvatori (Italia, 20’). I lavori di scavo nella necropoli di Monte Pucci continuano a riservare sorprese. L’ultima, sorprendente scoperta è un anello che reca nel castone un’immagine che richiama la figura dell’eroe greco Diomede. Primo e unico indizio della presenza nell’area garganica del leggendario padre fondatore delle Isole Tremiti e di altri antichi insediamenti nel Gargano.
All’anfiteatro romano di Roselle (Grosseto) week end con l’ArcheoFilmFestival – Premio “O. Fioravanti”: cinema archeologico e incontri con i protagonisti dell’archeologia
Notti archeologiche nell’anfiteatro romano di Roselle (Grosseto), dal 5 al 7 luglio 2019, per la prima edizione di Roselle ArcheoFilmFestival – Premio “O. Fioravanti”, evento organizzato da Comune di Grosseto, ArcheologiaViva – Giunti Editore, Firenze Archeofilm, Polo museale della Toscana, area archeologica nazionale di Roselle, M’Arte Associazione. In programma cinque film selezionati da Dario Di Blasi dall’archivio cinematografico di Firenze Archeofilm, e tre incontri con protagonisti dell’archeologia condotti da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Si inizia sempre alle 21.15, l’ingresso è libero e gratuito, e ogni sera brindisi finale offerto da La Selva. In caso di pioggia le proiezioni si terranno nella sala della Pro Loco di Roselle. Questi i temi scelti per la prima edizione. Per gli amanti dell’Egitto, si potrà conoscere da vicino il vero volto di Tutankhamon (ignaro faraone-bambino o spietato signore della guerra?). Per il mondo romano si entrerà in un altro anfiteatro, quello francese di Arles, dove combattevano i Gladiatori raccontati qui in una versione ben più attendibile delle fantastiche interpretazioni hollywoodiane. E poi l’origine dei Giochi olimpici a Olimpia, santuario religioso e sito sportivo per quasi mille anni; la realtà storica di Tirreno e Adriatico tra Focesi, Fenici ed Etruschi; la vicenda del misterioso vulcano responsabile di un catastrofico cambiamento climatico nel Medioevo.
Si inizia venerdì 5 luglio 2019 con il film “Tutankhamon, i segreti del faraone: un re guerriero / Toutankhamon, les secrets du pharaon: un roi guerrier” di Stephen Mizelas (Regno Unito, 50’). Tutankhamon è uno degli ultimi faraoni della XVIII dinastia. Il suo favoloso tesoro, scoperto intatto quasi un secolo fa, ne ha fatto il faraone più famoso e più studiato della storia. Il corredo della sua tomba è una fonte inestimabile di informazioni sull’antico Egitto, ma anche su questo giovane re, il cui regno è ancora un mistero per gli archeologi. Chi era veramente? Un fragile re-bambino o un signore della guerra? Morì di malattia o venne ucciso in battaglia? Tre oggetti con cui il faraone riposa aiutano gli archeologi a rivelare il suo vero volto… Segue l’incontro/dibattito con Maria Angela Turchetti, direttore area archeologica nazionale di Roselle. Chiude il film “Gladiatori, il ritorno / Gladiateurs, le retour” di Emmanuel Besnard, Gilles Rof (Francia 2016, 26’). Oltre quindici secoli dopo la loro scomparsa, i gladiatori sono tornati nell’anfiteatro di Arles in Francia, con combattimenti e corsi di formazione. Promotore di questo ritorno è l’esperto di arti marziali Brice Lopez, che da vent’anni dedica la sua vita a ricostruire meticolosamente le regole e il contesto di queste antiche battaglie. Con il suo team offre ai ricercatori e al pubblico una nuova visione, lontana dalle fantasiose versioni hollywoodiane, di quello che è stato il primo grande spettacolo nella storia dell’umanità.
La serata di sabato 6 luglio 2019 apre con il film “Olimpia, alle origini dei Giochi / Olympie, aux origines des Jeux” di Olivier Lemaitre (Francia, 52’). Sia santuario religioso che sito sportivo, Olimpia fu, per quasi mille anni, sede dei giochi più prestigiosi dell’antica Grecia. Gli archeologi hanno indagato gran parte del sito e hanno rinvenuto grandi quantità di ceramiche dipinte che rappresentano gli atleti. Ma queste scene sono una rappresentazione accurata della realtà? Utilizzando ricostruzioni e immagini tridimensionali, il documentario riporta in vita le meraviglie passate di Olimpia e immerge lo spettatore nel cuore dei celebri Giochi. Segue l’incontro/dibattito con Simona Rafanelli, direttore museo civico Archeologico “I. Falchi” di Vetulonia. Chiude il film “I confini del mare Tirreno e Adriatico diviso tra Etruschi, Fenici e Focesi” di Maurizia Giusti (Syusy Blady) (Italia, 36’). Il Mediterraneo, prima di diventare il Mare Nostrum dei Romani, cinque secoli prima di Cristo era diviso tra diverse popolazioni che se ne contendevano il controllo, strategico per i commerci e per il dominio sul mondo occidentale. Segnò questa spartizione la grande battaglia navale di Aleria o Alalia in Corsica, dove si scontrarono Fenici, Etruschi e Focesi.
Terza e ultima serata domenica 7 luglio 2019. Si comincia con il film “Il misterioso vulcano del Medioevo / Le mystérieux volcan du Moyen-Âge” di Pascal Guérin (Francia, 52’). Il film mette in primo piano il lavoro minuzioso di ricerca, perseveranza, collaborazione e intuizione, degli scienziati che hanno dedicato tanti anni alla ricerca di questo misterioso vulcano. Questa scoperta sarebbe fondamentale per comprendere come le eruzioni vulcaniche, hanno trasformato il clima del pianeta e gli ecosistemi in cui viveva la società… Quindi l’ultimo incontro/dibattito. Interviene Carlo Citter, docente Archeologia medievale all’università di Siena. Si passa quindi alla cerimonia di assegnazione del Premio “Olivo Fioravanti – Roselle 2019” al film più votato dal pubblico e del Premio “Progetto Roselle” della giuria scientifica presieduta da Andrea Zifferero (università di Siena), e composta da Maria Angela Turchetti (Polo museale della Toscana), Matteo Milletti (SABAP-SI), Mariagrazia Celuzza (MAAM Grosseto), Luca Passalacqua (università di Siena); Elisa Papi, Mirko Marconcini, Giulia Reconditi, Valerj Del Segato (università di Siena, team di scavo). Alla cerimonia interviene Stefano Casciu, direttore del Polo museale della Toscana.
Alla seconda edizione del Firenze Archeofilm col reportage sottomarino sulla battaglia di Lissa trionfa Nicolò Bongiorno che dedica il premio a Sebastiano Tusa. Premiati inoltre il “giallo” sui Neanderthal e l’Arte a rischio sismico

Il manifesto della seconda edizione di Firenze Archeofilm, festival internazionale di archeologia arte ambiente
Il film “I leoni di Lissa” di Nicolò Bongiorno si è aggiudicato il premio “Firenze Archeoflm” 2019 assegnato dal pubblico in qualità di giuria popolare durante la cinque giorni organizzata al Cinema La Compagnia da Archeologia Viva (Giunti Editore) in cui sono state proposte al pubblico 80 pellicole da tutto il mondo, 50 delle quali in concorso. E per un’edizione dedicata all’archeologo Sebastiano Tusa, morto tragicamente nel disastro aereo in Etiopia, grande esperto di archeologia marina e “papà” della soprintendenza del Mare dell’assessorato ai Beni culturali della Regione Siciliana, non poteva esserci scelta migliore del pubblico che lo straordinario docu-film di Nicolò Bongiorno “I leoni di Lissa”, una sorta di reportage sottomarino, a 110 metri di profondità, alla riscoperta del relitto della nave ammiraglia italiana sconfitta e affondata dalla flotta austriaca nella battaglia navale del 1866 simbolo della marineria moderna. Nella serata finale di Firenze Archeofilm sono stati consegnati altri due premi. Al film “Art Quake” di Andrea Calderone, che descrive il difficile rapporto tra produzione artistica e terremoti, specie in Italia, è andato il Premio Università di Firenze, consegnato direttamente dal rettore dell’Ateneo fiorentino, Luigi Dei. Infine il Premio Museo e Istituto fiorentino di Preistoria è andato al film del regista francese Thomas Cirotteau: “Chi ha ucciso i Neanderthal” un thriller dell’antichità che racconta la scomparsa improvvisa di questa specie tra ipotesi di genocidio, cambiamenti climatici o semplice diluzione genetica.

Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, consegna al regista Nicolò Bongiorno il Premio Firenze Archeofilm
“Dedico questo premio a tutti gli amanti del mare, ha commentato commosso il regista presente alla premiazione. Molto devo a mio papà, Mike; che per primo mi ha trasmesso la passione per il mare. Quest’opera è stata per me un viaggio anche interiore nello spazio e nel tempo. Dedico questa mia vittoria al grande archeologo subacqueo Sebastiano Tusa, tragicamente scomparso”. È uno dei passaggi dell’intervista (che qui proponiamo) realizzata a Nicolò Bongiorno subito dopo la consegna del premio “Firenze Archeofilm” da parte del direttore di Archeologia Viva, Piero Pruneti. “I Leoni di Lissa” (Italia, 2019; 76’) è uno splendido documentario realizzato da Allegria Films per la regia di Nicolò Bongiorno che ripercorre, esplora e cerca di ricostruire, attraverso una coraggiosa discesa negli abissi, le vicende della battaglia di Lissa. Saliamo così a bordo di una sorta di astronave-sarcofago che conserva a bordo una memoria che non si è mai spenta. Come colonna sonora del documentario è stato scelto un lavoro di Matteo Milani, Lis02er, che fa parte di una raccolta più completa. Un viaggio narrativo all’interno del suono, dove ognuno dei dieci frammenti rappresenta un momento emotivo, cristallizzato emotivamente, ciascuno diverso, ma parte di un tutto.
Firenze Archeofilm 2019 dedicato a Sebastiano Tusa, l’archeologo scomparso nel disastro aereo in Etiopia. Ecco l’ultima sua intervista, rilasciata da Tusa a TourismA. Il programma della prima giornata del festival
“Il mestiere dell’assessore, che non conoscevo, se fatto bene ti prende – direi – quasi anche la notte… per cui per me continuare a fare l’archeologo è stato molto difficile. Lo riesco a fare solo la sera, tardi, quando rientro a casa… Io continuo caparbiamente perché prima di tutto è una passione e poi perché ritengo sia importante continuare le ricerche già iniziate e soprattutto perché penso che non farò l’assessore a vita…”. Inizia così l’intervista – l’ultima intervista purtroppo prima della sua tragica morte in Etiopia – che l’archeologo Sebastiano Tusa, nella veste di assessore ai Beni culturali della Regione siciliana, ha rilasciato agli organizzatori di Tourisma 2019, dove – come avevamo scritto – il 23 febbraio 2019 era intervenuto in un confronto sul cosiddetto “ponte Morandi” di Agrigento (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2019/03/11/archeologia-in-lutto-nel-disastro-aereo-del-boing-737-precipitato-in-etiopia-e-morto-larcheologo-sebastiano-tusa-siciliano-doc-docente-di-paletnologia-e-archeologia-marina-ha-creato-la-so/). E ora, all’indomani del terribile schianto del Boing 737 dell’Ethiopian Airlines da Adis Abeba a Nairobi, precipitato sei minuti dopo il decollo, dove Tusa, con altri 156 passeggeri, ha trovato la morte, il direttore di Archeologia Viva, Piero Pruneti, non solo mette a disposizione di tutti (lo pubblichiamo anche noi con piacere), ma, di concerto con il direttore di Firenze Archeofilm Dario Di Blasi, ha deciso di dedicare proprio all’archeologo Sebastiano Tusa l’edizione 2019 di Firenze Archeofilm, il festival di Archeologia, Arte e Ambiente in programma al cinema La Compagnia di Firenze da mercoledì 13 a domenica 17 marzo 2019, oltre ottanta film provenienti da tutto il mondo, tra cui moltissime anteprime, che accompagneranno il pubblico a spasso nel tempo e tra i luoghi più remoti del pianeta (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2019/03/05/firenze-archeofilm-2019-ecco-il-programma-delle-cinque-giornate-di-proiezioni-con-una-sessantina-di-film-in-concorso-da-una-ventina-di-paesi-alla-fine-saranno-consegnati-tre-premi/).

Il manifesto della seconda edizione di Firenze Archeofilm, festival internazionale di archeologia arte ambiente
Cinque giorni di grandi film. Si potrà così entrare, per la prima volta dopo trent’anni dall’ultima missione, nella Piramide di Giza al seguito dell’equipe di archeologi che hanno scoperto una nuova camera segreta. Oppure, restando in Egitto, capire chi fu davvero il faraone bambino, Tutankhamon, tra miti, leggende e false maledizioni. Spazio anche alle realtà di casa nostra con un filmato che ripercorre le gesta del toscano Girolamo Segato, l’uomo che pietrificava i corpi, mentre si potrà assistere alle prime visite turistiche a Pompei negli anni sessanta attraverso filmati originali. Ci si potrà poi avvicinare alle civiltà più lontane da noi come quella delle antiche città di pietra ormai inghiottite dalla giungla in Tanzania, o, salire sulle vette dell’Himalaya dove sono state scoperte alcune mummie perfettamente conservate risalenti a 5000 anni fa. Creta e i resti del famoso labirinto del Minotauro, le imprese navali dei Vichinghi, la corsa contro il tempo degli archeologi nelle zone di guerra, la celebre Battaglia di Canne (in 3 D) e il mercato nero dei fossili di dinosauri in Mongolia solo alcuni degli altri argomenti proposti al pubblico. Sarà quest’ultimo che, in veste di giuria popolare, potrà votare i film in concorso attribuendo così il “Premio Firenze Archeofilm” alla pellicola più gradita.

La maschera funeraria di Tutankhamon: uno dei tesori trovati da Carter e Carnarvon nella tomba del giovane faraone
Prima giornata, mercoledì 13 marzo 2019. Si inizia con la Cina per sapere di più sulle straordinarie “ruote idrauliche” capaci fin dall’antichità di sfruttare la potenza del fiume Giallo per l’irrigazione dei campi. Un’arte perduta nel ventunesimo secolo, rinata oggi grazie ad un lontano discendente dell’inventore. Sarà poi la volta di Tutankhamon con un film che cerca di indagare su chi sia stato veramente questo personaggio: un fragile bambino o un signore della guerra? Spazio anche ai misteri di casa nostra dove, in una piccola chiesa delle Marche, gli archeologi stanno cercando di risalire alle ultime ore di vita di ben 18 mummie perfettamente conservate. Una sfida a bordo di alcuni kayak lungo le antiche rotte di navigazione nei Caraibi è oggetto invece della pellicola che documenta un progetto di archeologia sperimentale senza precedenti. E ancora il pubblico potrà conoscere l’Irlanda tra Neolitico e presente dove sull’orlo di vertiginose falesie incontriamo ancora oggi abitanti/custodi di questo paesaggio. Si resta al Nord col film che porta alla riscoperta della verità sui leggendari Vichinghi e il loro viaggio epico verso le Americhe. E ancora. “Creta e il Mito del labirinto”, il titolo del film che illustra la grande capacità del popolo minoico nella costruzione di edifici che hanno alimentato la leggenda. Prende le mosse da uno dei “gialli” più antichi il film che indaga sulla scomparsa dell’Uomo di Neanderthal improvvisamente 30.000 anni fa. Genocidio, epidemie, cambiamenti climatici? Il regista del film accompagna il pubblico attraverso una sorta d’indagine criminale nei laboratori forensi di tutto il mondo. Infine uno sguardo all’ambiente e alle criticità del nostro tempo con uni straordinario viaggio in Artico, al momento il luogo più fragile del pianeta a causa del riscaldamento globale.



































































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