Ostia antica (Roma). Il parco archeologico presenta il progetto video “Per aspera ad Ostia”, un racconto in più capitoli, per andare a scoprire – in pillole – la storia di Ostia antica e di Portus, porta e porto di Roma

Panoramica dell’area archeologica di Ostia antica, la porta e il porto di Roma (foto parco archeologico ostia antica)
Il parco archeologico di Ostia antica presenta il progetto video “Per aspera ad Ostia”, che il Parco pubblica su YouTube e su Facebook: un racconto corale in più capitoli, per andare a scoprire – in pillole – la storia di Ostia antica e di Portus, porta e porto di Roma. Sul canale YouTube del Parco trovate al momento pubblicati i primi 4 capitoli. In questa clip Renato Sebastiani, già archeologo del parco archeologico di Ostia antica, spiega come funzionava il sistema Ostia-Portus, cioè la logistica e l’organizzazione degli spazi e dei lavori, connessi al trasporto delle merci via Tevere fino al porto fluviale di Roma, Emporium (Testaccio).
“Con la creazione dei porti marittimi imperiali – spiega Sebastiani – Ostia e Portus si legano indissolubilmente divenendo il fulcro del complesso sistema dei transiti commerciali diretti a Roma e una titanica manifestazione delle capacità organizzative romane. Con la grande riorganizzazione imperiale si crea un sistema, un sistema che diventa un sistema funzionale a scala della città e delle necessità della città. Perno di questo sistema è indubbiamente la capacità di stoccaggio e movimentazione delle merci, delle navi e delle merci. Quello che stupisce è la scala organizzativa. In questo caso della logistica. Questo spazio controllato da Roma è uno spazio dove si commercia, si vive, si cresce. Le élite locali trovano i loro spazi. Noi abbiamo una grande fortuna: Ostia è la più grande città romana visitabile che ci è rimasta. E qui noi in pochi chilometri abbiamo la possibilità di leggere un sistema. Che ha retto per secoli”.
#domenicalmuseo: il 6 aprile, prima domenica di primavera a ingresso gratuito, Pompei torna in testa alla classifica assoluta con 20mila ingressi seguita per la prima volta dalla Reggia di Caserta (17.413 ingressi), mentre il Colosseo con 15.252 ingressi “retrocede” al terzo posto
Nella prima domenica di primavera a ingresso gratuito, domenica 6 aprile 2025, per la #domenicalmuseo, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali, sul gradino più alto del podio dei siti più visitati d’Italia tornano gli Scavi di Pompei con 20mila ingressi (a marzo erano stati 16.709, al secondo posto), seguiti – ed è una novità – dalla Reggia di Caserta con 17.413 ingressi (a marzo erano stati 14.171, al quarto posto). Chiude il podio il Colosseo con 15.252 ingressi (a marzo erano stati 17.386, che gli erano valsi il primo posto).

Tanto pubblico al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria per la #domenicalmuseo (foto marrc)
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 20.000; Colosseo. Anfiteatro Flavio 15.252; Foro Romano e Palatino 13.764; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.000; museo Archeologico nazionale di Napoli 6.900; museo e area archeologica di Paestum 5.726; Villa Adriana 5.216; area archeologica di Ostia antica 5.124; parco archeologico di Ercolano 5.103; Terme di Caracalla 3.482; Terme di Diocleziano 2.494; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 2.448; Palazzo Altemps 2.277; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.854; Palazzo Massimo 1.719; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.715; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1.651; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.096; Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 1.043; anfiteatro campano – Santa Maria Capua Vetere 945; museo delle Civiltà 930; parco archeologico di Cuma 904; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 900; Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 866; musei nazionali di Cagliari 705; Ostia antica – Castello Giulio II 698; Villa di Poppea-Oplontis 695; Area archeologica di Velia 655; museo Archeologico nazionale di Firenze 617; museo Archeologico nazionale Mario Torelli e parco archeologico di Venosa 595; museo Archeologico nazionale di Canosa di Puglia 564; museo Archeologico dell’antica Capua e Mitreo di Santa Maria Capua Vetere 559; museo Archeologico nazionale del Melfese Massimo Pallottino e Castello svevo di Melfi 478; parco archeologico delle Terme di Baia 465; museo Archeologico nazionale Giuseppe Andreassi e parco archeologico di Egnazia 464; Anfiteatro Flavio di Pozzuoli 434; museo Archeologico nazionale di Aquileia 428; Appia antica – Villa di Capo di Bove 407; Mausoleo di Teodorico 402.
Grosseto. Alla biblioteca comunale Chelliana presentazione del libro “Femminicidio e violenza di genere nell’antica Roma” a cura di Marina Lo Blundo che ad archeologiavocidalpassato.com ricorda come è nato il libro, illustra la sua articolazione in capitoli (fonti giuridiche, epigrafiche, letterarie, storiche e anche iconografiche) e come il tema sia affrontato per la prima volta in modo organico
Quale era la condizione della donna nel Diritto Romano? Quali gli stereotipi di genere che la avvolgevano? E ancora: quali sono i casi di femminicidio più famosi nella storia romana? Attuale nel dibattito contemporaneo e nelle cronache quotidiane, quello del femminicidio e della violenza di genere è un fenomeno che affonda le sue radici molto indietro nella storia. L’analisi della situazione in età romana permette di comprendere come, pur se in un panorama giuridico nettamente cambiato, molte dinamiche di violenza, di sottomissione, di possesso, fossero ben presenti allora come oggi. Sabato 8 marzo 2025, alle 17, alla biblioteca comunale Chelliana in via Mazzini 36 a Grosseto, presentazione del libro “Femminicidio e violenza di genere nell’antica Roma” a cura di Marina Lo Blundo, edito da DieLLe Editore. Intervengono le autrici Marina Lo Blundo, funzionaria archeologa al parco archeologico di Ostia Antica; Alessandra Randazzo, giornalista pubblicista, divulgatrice di archeologia e social media manager; Giulia Santini, studentessa di Conservazione e Valorizzazione dei Beni culturali all’università internazionale Uninettuno. Modera l’incontro Enrico Pizzi, giornalista ed editorialista per tv9 Telemaremma. Ingresso libero. In esclusiva per archeologiavocidalpassato.com Marina Lo Blundo spiega come è nato il progetto del libro, come è articolato col contributo delle diverse autrici, e perché la violenza di genere nell’antica Roma è la prima volta che viene affrontato sotto ogni punto di vista in modo organico.
“Femminicidio e violenza di Genere nell’antica Roma”, spiega Marina Lo Blundo ad archeologiavocidalpassato.com, “nasce come idea il 25 novembre 2023 a seguito dell’omicidio di Giulia Cecchettin. E sulla scia della suggestione di un’iscrizione che è conservata nei depositi del parco archeologico di Ostia antica di Prima Florentia che è una giovane donna, sposa, di 16 anni e mezzo, uccisa dal marito Orfeo che l’ha gettata nel Tevere. Da questo caso di femminicidio ho cominciato a parlare con quelle che sono diventate le altre autrici del libro, che sono Giulia Santini, Alessandra Randazzo ed Elisa Mancini, ed è venuta fuori proprio l’idea di scrivere un libro che a partire dall’idea di questa iscrizione interrogasse un po’ il passato, interrogasse la storia delle donne romane, e andasse a cercare se effettivamente nelle fonti di qualsiasi tipo – quindi giuridiche, epigrafiche, letterarie, storiche e anche iconografiche – se fosse trattato il tema della violenza di genere e del femminicidio. Uso queste parole moderne, queste definizioni moderne per parlare di tempi antichi, perché l’idea del libro è quella proprio di calarci nel passato, leggere il passato, cercando di trovare delle chiavi di lettura per comprendere anche il presente. Quindi da qui viene questo titolo anche se appunto il termine femminicidio è molto moderno. È entrato solo di recente nel nostro vocabolario. E quindi nasce con questo intendimento”.
“Nel volume sono raccolti i contributi miei, e delle altre autrici”, illustra Marina Lo Blundo ad archeologiavocidalpassato.com. “Partiamo dalle fonti giuridiche. Quindi il primo capitolo è dedicato alle fonti giuridiche che regolano la condizione della donna nell’antica Roma. Passiamo poi agli stereotipi di genere che aleggiavano sulle donne, e che ci sono noti anche dalla letteratura – principalmente dalle Satire di Giovenale – ma da qualunque altro tipo di fonte letteraria e storica che noi possiamo andare a interrogare. Poi passiamo a parlare della sessualità. E questi due capitoli sugli stereotipi e la sessualità li ha scritti Elisa Mancini. La sessualità delle donne, la sessualità in senso ampio – perché è molto sottile la linea di confine tra piacere e sopruso, quando si parla di sesso, a maggior ragione nell’antica Roma. Poi passiamo a interrogare le fonti letterarie per andare a vedere i miti legati a Roma. Cosa succede, quali donne sono legate ai miti romani della fondazione della città, e quali sono le storie di queste donne. E poi le fonti storiche e quindi più “cronachistiche”. Ci affidiamo a Tacito e a Svetonio che ci raccontano le storie delle donne della famiglia imperiale; di casi di femminicidio, di violenza di genere. Abbiamo solo due iscrizioni note per il mondo romano che parlano esplicitamente di un uomo che uccide la propria moglie. Però questi sono stati due punti di partenza per poi andare a indagare il fenomeno nel suo complesso. Poi passiamo alle fonti iconografiche perché la storia dell’arte romana è ricca di rappresentazioni delle donne e soprattutto della violenza perpetrata alle donne attraverso episodi del mito. Infine – conclude Lo Blundo – facciamo una gita a Roma, una sorta di viaggio, di topografia dei luoghi in cui si sono consumati o si ricordano femminicidi. E quindi andiamo sulla rupe Tarpea; andiamo nel luogo di sepoltura delle Vergini Vestali che venivano condannate per incesto; e andiamo poi sulla via Appia dove c’è il cenotafio di Annia Regilla, uccisa per volontà del marito Erode Attico”.
“È la prima volta che il tema del femminicidio, della violenza di genere nel mondo romano”, spiega Marina Lo Blundo ad archeologiavocidalpassato.com, “viene affrontato da tutti questi punti di vista che ho detto fin qui, perché fino adesso sono stati affrontati magari puntualmente ora dal punto di vista giuridico, ora dal punto di vista storico, ora dal punto di vista letterario, ma mai era stata realizzata un’opera completa che racchiudesse tutti questi temi. Inoltre il taglio che abbiamo voluto dare, noi autrici – siamo tutte divulgatrici dell’antico principalmente sui social e sul web -, è stato un taglio principalmente divulgativo, quindi un’opera che si rivolge a tutti non necessariamente appassionati di storia, non necessariamente esperti del settore, ma proprio a un pubblico il più ampio possibile, perché l’idea è quella che leggendo le esperienze del passato di ragionare sul presente”.
Da Torino a Fratta Polesine, da Marzabotto a Firenze, dall’Appia a Ostia, da Baia a Taranto: alcune idee per festeggiare in museo l’8 marzo, Giornata internazionale della Donna
TORINO. Sabato 8 marzo 2025, alle 18, in occasione della Giornata internazionale della Donna, in sala Conferenze del museo Egizio “Dal cuore dell’Iran all’antico Egitto: Pegah Moshir Pour e il ruolo femminile nei millenni”: talk sul ruolo femminile nei millenni con Pegah Moshir Pour. Un racconto sui diritti delle donne, dalle figure femminili dell’antico Egitto alle donne che oggi combattono per i propri diritti. Pegah Moshir Pour analizzerà come Cleopatra, Nefertiti e Hatshepsut abbiano sfidato le convenzioni sociali del loro tempo e come il loro esempio possa ispirare l’attivismo contemporaneo. Una lettura della storia antica e contemporanea guardate con la lente dei diritti. Pegah Moshir Pour dialogherà con la curatrice del museo Egizio Federica Facchetti e l’egittologa Cinzia Soddu. L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/…/dal-cuore-delliran… Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.

MALESCO (VB). Sabato 8 marzo 2025, alle 16.30, alle al museo Archeologico della Pietra Ollare di Malesco (Verbano-Cusio-Ossola), in occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’incontro “La figura femminile nell’antichità. Echi di donne: il mondo muliebre attraverso i reperti archeologici”. Angelo Moro cercherà di raccontare attraverso i reperti archeologici il ruolo della donna nell’antichità, portando le testimonianze più importanti dalla Preistoria all’età romana. Dopo la conferenza ci sarà una visita guidata nella sala archeologica

FRATTA POLESINE (Ro). In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’8 marzo 2025, alle 15.30, il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine propone l’evento speciale “Un tè in museo. Conversazioni sul femminile nell’Età del Bronzo”: un incontro dedicato alla scoperta della vita delle donne in un’epoca lontana ma ancora profondamente affascinante. Guidati dalla direttrice del museo, Maria Letizia Pulcini, le visitatrici e i visitatori intraprenderanno un viaggio nel tempo alla scoperta del ruolo delle donne nell’Età del Bronzo. Quali erano le attività quotidiane? Quali responsabilità spettavano loro? Come si differenziano le loro vite da quelle delle donne di oggi? Attraverso reperti, studi e ricostruzioni, sarà possibile immergersi in un passato ricco di storie e suggestioni. L’evento si svolgerà in un’atmosfera intima e accogliente, con una tazza di tè caldo tra le mani, favorendo un dialogo aperto e coinvolgente tra la direttrice del museo e i partecipanti. Sarà un’occasione unica per riflettere sulla condizione femminile nel corso della storia e per celebrare insieme la forza e il ruolo delle donne nelle diverse epoche. Attività a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. Tel: 0425668523; drm-ven.museofratta@cultura.gov.it. Per tutto il giorno, inoltre, è previsto l’ingresso gratuito in museo per tutte le donne. Per evitare sprechi, alle partecipanti e ai partecipanti è consigliato di portare con sé la propria tazza!

MARZABOTTO (Bo). Sabato 8 marzo 2025, al museo nazionale Etrusco di Marzabotto una visita tutta speciale; “Tra sacro e profano, i diversi volti del femminile nella città di Kainua”. Una visita tematica, della durata di un’ora circa, dedicata ad alcuni aspetti del mondo femminile etrusco partendo dalle testimonianze emerse dagli scavi della città etrusca di Kainua: dee e aree sacre, devozione, spiritualità, ma anche vita quotidiana, costumi e condizione sociale. La partecipazione alla visita è gratuita con due orari: alle 10.30 e alle 14. Costo di accesso al Museo e area archeologica 3 euro, gratuito per tutte le donne nella giornata dell’08 marzo. È gradita la prenotazione scrivendo a drm-ero.museonazionaletrusco@cultura.gov.it

FIRENZE. Sabato 8 marzo 2025 il museo Archeologico nazionale di Firenze celebra la Giornata Internazionale della Donna con un duplice appuntamento: alle 10, visita guidata del direttore, Daniele Federico Maras, “La donna etrusca, libera e intraprendente, contro le maldicenze degli autori greci”; alle 11.30, visita guidata al giardino del museo a cura dei Servizi Educativi, “Dagli agrumi di Maria Maddalena de’ Medici alle tombe etrusche : storia del giardino del MAF”, su prenotazione obbligatoria scrivendo a claudia.noferi@cultura.gov.it. Nella giornata di sabato 8 marzo l’ingresso al museo sarà gratuito per tutte le donne. In caso di maltempo la visita al giardino sarà sostituita con un percorso all’interno.

APPIA ANTICA (Roma) Sabato 8 marzo 2025, in occasione della Giornata internazionale della Donna, l’ingresso è gratuito per le donne in tutti i musei e i luoghi della cultura statali e nei siti del parco archeologico dell’Appia Antica. Il Mausoleo di Cecilia Metella, Villa dei Quintili, l’Antiquarium di Lucrezia Romana e il Complesso di Capo di Bove vi aspettano dalle 9 alle 18.30 (con ultimo ingresso 60 minuti prima della chiusura a Villa dei Quintili e 30 negli altri siti). Non è necessario prenotare. Villa di Sette Bassi offrirà una visita accompagnata gratuita per tutte le donne alle 15. Posti limitati, si consiglia di munirsi di biglietto in anticipo. SOLD OUT – Il Mausoleo di Cecilia Metella ospiterà, inoltre, la visita guidata gratuita per tutte le donne: “Appiae. Femminile Plurale – L’Appia come luogo d’incontro tra donne di diverse epoche” sul tema: “Guardare l’Appia con uno sguardo rinnovato: dall’epoca romana al Romanticismo, le donne sono sempre state in secondo piano o è la storia contemporanea che le ha volute relegare sullo sfondo?”.

OSTIA ANTICA (Roma). “Storie di donne al Museo Ostiense”: in occasione della Festa della Donna, l’8 marzo 2025 il parco archeologico di Ostia Antica offre una visita guidata al museo Ostiense a cura del direttore Alessandro D’Alessio e di Cristina Genovese, responsabile scientifico del museo Ostiense, dedicata alle figure femminili che popolano il Museo. La visita guidata è gratuita, compresa nel biglietto d’ingresso agli Scavi di Ostia che, sabato 8 marzo, sarà gratuito per tutte le donne. I posti sono limitati. La prenotazione a questa visita è obbligatoria all’indirizzo e-mail pa-oant.comunicazione@cultura.gov.it

ROMA. In occasione della Giornata internazionale della Donna, la soprintendenza speciale di Roma, diretta da Daniela Porro, aderisce all’iniziativa del ministero della Cultura #8marzoalmuseo offrendo a tutte le donne l’ingresso gratuito nei luoghi della cultura. Sabato 8 marzo 2025, quindi, ingresso gratuito per tutte le donne alle Terme di Caracalla. L’area archeologica è aperta dalle 9 alle 17.30, ultimo ingresso alle 16.30.


BAIA (Na). Sabato 8 marzo 2025, in occasione della Giornata Internazionale della donna, i musei e i parchi archeologici statali saranno aperti gratuitamente per le donne. Al museo Archeologico dei Campi Flegrei e Castello di Baia e al parco archeologico delle Terme di Baia sarà possibile seguire degli approfondimenti ad opera del personale del Parco con al centro proprio la donna. Al Castello di Baia, alle 10.30, “La donna romana nelle collezioni del Museo”; al parco archeologico delle Terme di Baia, alle 10.30 e 12.30, “Baia si racconta: Clodia, storia di una donna indipendente”. Gli approfondimenti saranno inclusi nel biglietto.
TARANTO. 8 marzo 2025: inaugurazione mostra “Penelope”. Nella Giornata internazionale della Donna, il museo Archeologico nazionale inaugura la mostra internazionale dedicata a Penelope. La mostra, visitabile fino al 6 luglio, a cura di Alessandra Sarchi e Claudio Franzoni, con l’organizzazione di Electa, giunge a Taranto dopo l’esposizione al parco archeologico del Colosseo, dedicando tutto il suo racconto a una delle figure femminili più potenti dell’opera omerica. Il telaio e la tela, il gesto e la postura, il mondo del sogno e del talamo, il velo e il pudore, saranno la trama narrativa scelta dai curatori per ripercorrere il mito e la fortuna di Penelope che giunge a noi, dalla remota età in cui affondano i poemi omerici. “Penelope” non si limita a ripercorrere la storia della moglie di Ulisse, ma ne esplora le molteplici sfaccettature attraverso un percorso espositivo che intreccia la tradizione letteraria con la rappresentazione visiva. Nell’esposizione del MArTA dipinti, sculture, rilievi, incunaboli, stampe e testimonianze provenienti da numerosi musei italiani ed esteri e collezioni private, restituiscono gli aspetti salienti della figura di Penelope e della sua fortuna nel tempo. L’esposizione colloquierà con oltre venti reperti del museo tarantino, alcuni provenienti dai depositi, scelti per rappresentare al meglio i nuclei tematici della mostra. All’interno del percorso espositivo anche un omaggio a Maria Lai, artista che ha messo al centro del suo lavoro le materie tessili.
Parco archeologico di Ostia Antica. Coperti i mosaici della Necropoli di Porto all’Isola Sacra per l’inverno

Tomba E25, necropoli di Porto sull’Isola Sacra: mosaico delle Stagioni e il mito di Alcesti, prima della copertura (foto parco archeologico ostia antica)

Tomba E25, necropoli di Porto sull’Isola Sacra: mosaico delle Stagioni e il mito di Alcesti, dopo la copertura (foto parco archeologico ostia antica)
Dopo che a dicembre 2024 erano stati coperti i mosaici dell’area archeologica di ostia Antica (vedi Ostia Antica (Roma). Completata la copertura stagionale dei mosaici per la loro conservazione. Torneranno visibili a primavera. Ecco l’elenco dei mosaici interessati | archeologiavocidalpassato), con la fine del mese di gennaio 2025 sono state ultimate le operazioni di copertura dei mosaici della Necropoli di Porto all’Isola Sacra per l’inverno. Anche questi mosaici, così come quelli degli Scavi di Ostia saranno ri-scoperti con l’arrivo della bella stagione.
Ostia antica. Al parco archeologico la visita guidata “Ostia ebraica. Itinerario tra i luoghi della memoria della comunità ebraica di Ostia antica”
“Ostia ebraica. Itinerario tra i luoghi della memoria della comunità ebraica di Ostia antica”: in occasione del Giorno della Memoria 2025, domenica 26 gennaio 2025, alle 10.30, nell’area archeologica di Ostia antica visita guidata tra i luoghi che testimoniano la presenza e l’importanza della comunità ebraica nell’antico porto di Roma, con un focus particolare sulla Sinagoga (la più antica del Mediterraneo occidentale). In relazione alla Sinagoga, si illustreranno i progetti di studio in corso e, soprattutto, i contenuti del progetto di restauro il cui studio di fattibilità è stato curato insieme alla Fondazione Beni Culturali Ebraici. La prenotazione dà diritto all’accesso gratuito all’area archeologica. L’appuntamento è alle 10.30 davanti all’ingresso del museo Ostiense.

La sinagoga di Ostia antica (foto parco archeologico ostia antica)
L’obiettivo principale è quello di divulgare la conoscenza della presenza, del ruolo e dell’importanza della comunità ebraica a Ostia dagli inizi dell’età imperiale (epoca cui risale la più antica iscrizione nota in Italia che menzioni Iudaei, rinvenuta nella necropoli ostiense di Pianabella) al V-VI secolo, quando la sinagoga di Ostia venne definitivamente abbandonata. La visita, che sarà tenuta dal direttore del parco Alessandro D’Alessio, dalla funzionaria archeologa Claudia Tempesta e dall’arch. Adachiara Zevi, interesserà il museo Ostiense, la cosiddetta Schola del Traiano e la Sinagoga. L’iniziativa si svolge in partnership con l’associazione “Arte in Memoria”, con la quale il parco ha una lunga e consolidata collaborazione, e con la Fondazione Beni Culturali Ebraici, con cui è stato sviluppato il citato progetto per il restauro della Sinagoga.
Libri sotto l’albero. È uscito il libro “Femminicidio e violenza di genere nell’antica Roma” a cura di Marina Lo Blundo (Dielle Editore)

È uscito il libro per i tipi di Dielle Editore, “Femminicidio e violenza di genere nell’antica Roma” a cura di Marina Lo Blundo e con i contributi di Giulia Santini, Elisa Mancini, Alessandra Randazzo. “L’idea è sorta un anno fa, nel novembre 2023”, spiega la curatrice, l’archeologa Marina Lo Blundo. “Nell’introduzione al volume spiego com’è andata: da un post sui social del Parco archeologico di Ostia antica, in cui si parlava dell’iscrizione funeraria della giovane Prima Florentia, uccisa dal marito, rinvenuta nel corso degli scavi della Necropoli di Porto all’Isola Sacra, si è ingenerato su instagram un dialogo virtuoso e propositivo con quelle che sono diventate le altre giovanissime e competentissime autrici del volume: le archeologhe Giulia Santini, Alessandra Randazzo, ed Elisa Mancini. Da lì a proporre l’idea all’editrice, la straordinaria Cinzia Rosati, è stato un attimo e così eccoci qui, dopo un anno, con la copia in mano e quasi non crederci di essere riuscite a farlo”.

Femminicidio e violenza di genere nell’antica Roma ha il duplice scopo di affrontare per la prima volta compiutamente in una monografia un tema solitamente toccato in maniera puntuale, dal punto di vista ora storico, ora giuridico, ora epigrafico, ma mai letto in una visione d’insieme. L’altro scopo è quello di dare voce alle donne romane, solitamente mute e narrate da autori uomini, attraverso le voci delle quattro autrici. Qual era la condizione della donna nel Diritto Romano? Quali gli stereotipi di genere che la avvolgevano? Come esprimevano la loro sessualità? E poi: quali sono i casi noti di femminicidio nella storia romana, sia in quella più antica, dove si fonde e confonde col mito, che in quella della tarda repubblica e dell’impero? Cosa ci racconta l’epigrafia a proposito di femminicidi e della condizione delle donne? E come l’arte esprime la violenza su di esse? Queste le domande che le quattro autrici si sono poste e alle quali daranno risposta in un volume che vuole essere innanzitutto di carattere divulgativo, per raggiungere quante più persone, donne e uomini, studentesse e studenti, nella convinzione che la conoscenza del passato è la chiave per comprendere il presente e per scrivere il futuro.
Ostia Antica (Roma). Completata la copertura stagionale dei mosaici per la loro conservazione. Torneranno visibili a primavera. Ecco l’elenco dei mosaici interessati
Al parco archeologico di Ostia Antica sono visibili il mosaico nelle Terme dei Sette Sapienti, il mosaico degli Atleti alle Terme di Porta Marina, i mosaici nel caseggiato di Bacco e Arianna, il mosaico del Serapeo, il mosaico dei Mensores, il mosaico dei Cisiarii. Per tutti gli altri bisognerà attendere la primavera quando saranno nuovamente scoperti e fruibili. Come ogni inverno, infatti, alcuni dei più delicati mosaici ostiensi sono oggetto di un’attività di copertura stagionale con lo scopo di preservarli dall’esposizione alle intemperie, agli sbalzi termici e all’umidità. I mosaici sono protetti con teli in delta-lite, materiale che fa sì che sulle superfici su cui è posto non si formi umidità, muschio, brina, deleteri per la conservazione dei mosaici.
L’operazione copertura è iniziata ai primi di dicembre con la copertura dei mosaici della Domus di Apuleio, della Domus delle Colonne e del Mitreo di Felicissimo. E si sono concluse prima di Natale. Questi i mosaici interessati dalla copertura stagionale: il mosaico di Piazzale della Vittoria, il mosaico a soggetto geometrico delle Terme dei Cisiarii, il mosaico dell’Augusteum della Caserma dei Vigili, i mosaici delle Terme di Nettuno (mosaici di Nettuno, di Anfitrite, di Scilla, dei lottatori e dei simboli), il mosaico della Caupona di Fortunato, i mosaici del Piazzale delle Corporazioni, i pavimenti della Domus di Apuleio, il mosaico del vestibolo delle Terme dell’Invidioso e del Caseggiato dell’Invidioso, il mosaico del Mitreo di Felicissimo, il mosaico delle Province, i mosaici del Caseggiato dell’Invidioso, il mosaico policromo del Sacello di Porta Romana, il mosaico del Mitreo degli Animali, il mosaico policromo del Caseggiato del Portico di Tufo, il mosaico nilotico nel cortile delle Case a Giardino, i mosaici della Domus dei Pesci, i mosaici della Domus delle Colonne, i mosaici delle Terme di Buticoso, i mosaici della Domus dei Capitelli di Stucco.

















#domenicalmuseo: per domenica 1° dicembre 2024, l’ultima dell’anno a ingresso gratuito, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali, Pompei esce dal podio dei primi tre posti della classifica assoluta dei siti visitati: sul primo gradino torna il Colosseo con 13.691 ingressi, seguito dal Pantheon (12.564) e dalla Reggia di Caserta (11.675).
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