Taranto. Nel weekend di Ferragosto il museo Archeologico nazionale non riposa: visite guidate nelle sale con i capolavori del MArTa. Accesso con il Green Pass anche alla mostra “Taras e Vatl”

Nei giorni delle Feriae Augusti (riposo di Augusto) il museo Archeologico nazionale di Taranto invece non riposa. Dotati di Green Pass, come previsto dal DPCM del 23 luglio 2021, sarà infatti possibile visitare il MArTa che per il week end del 14 e 15 agosto 2021 ha previsto percorsi guidati. Alle 17 del 14 agosto e alle 11 del 15 agosto 2021, sono infatti previste visite guidate nelle sale espositive che ospitano i capolavori del MArTA: la sezione dedicata ai celebri Ori di Taranto, quella degli “Atleti e Guerrieri” con il famoso sarcofago contente i resti umani del famoso Atleta di Taranto, la sezione romana, e quella dedicata alla preistoria, solo per citarne alcune. Un percorso guidato che regalerà alcune sorprese e che consentirà di entrare in contatto con oltre i ventimila anni di storia conservati in uno dei musei archeologici più importanti del mondo. Le visite guidate dovranno essere prenotate attraverso il servizio di e-ticketing www.shopmuseomarta.it e consentiranno l’accesso anche alla mostra (piano terreno) “Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto. Archeologia di Vetulonia a Taranto” e all’esposizione (secondo piano) di partiture musicali “So Strange … so music. La Musica si vede”.
Taranto. Dal 6 agosto al museo Archeologico nazionale si entra con il Green Pass

Dal 6 agosto 2021, in ottemperanza alle disposizioni governative (D.L. del 23 luglio 2021), per accedere al museo Archeologico nazionale di Taranto è obbligatorio per i visitatori esibire il Green Pass corredato da un valido documento di identità. Le disposizioni non si applicano ai bambini di età inferiore ai 12 anni. Per informazioni sul Green Pass:https://www.dgc.gov.it/web/
Taranto. Al museo Archeologico nazionale aperta la mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia”, secondo atto del progetto culturale unico tra il museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia e il MArTa, con la presentazione quasi integrale del corredo del tumulo etrusco di Poggio Pelliccia del quale per la prima volta è proposta la ricostruzione in scala 1:1


Locandina della mostra “Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto. Archeologia di Vetulonia a Taranto” fino al 9 gennaio 2022 al MArTa
Taras & Vatl, atto secondo. A un mese dall’apertura al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia della mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia” (fino al 7 novembre 2021), dove il mondo magno-greco e quello etrusco si incontrano tra similitudini e importanti correlazioni con oltre cento reperti che raccontano l’antica colonia spartana ma anche i popoli indigeni pugliesi, in un percorso espositivo che integra la narrazione etrusca con quella magno-greca (vedi Vetulonia. Inaugurata la mostra-evento 2021: “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia”. Due giganti delle civiltà antiche a confronto con oltre cento reperti: la colonia spartana di Taras-Taranto e la potente città etrusca di Vatl-Vetulonia. Le tappe di un progetto di studio su Etruschi e Magna Grecia | archeologiavocidalpassato), è stata inaugurata al museo Archeologico nazionale di Taranto la mostra “TARAS e VATL. Protagonisti del Mediterraneo a confronto”, fino al 9 gennaio 2022.
Due giganti dell’Italia antica, la colonia spartana di Taras-Taranto e Vatl-Vetulonia, la famosa città della Dodecapoli etrusca, protagonisti del Mediterraneo, sono al centro di un Evento culturale unico, a cura di Eva Degl’Innocenti (direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto) e Simona Rafanelli (direttrice del museo civico Archeologico di Vetulonia) articolato in due mostre (una al museo civico Archeologico di Vetulonia, l’altra al museo Archeologico nazionale di Taranto) e un Convegno internazionale che si terrà a Taranto dal 17 al 19 novembre 2021. Oltre a testimoniare la fruttuosa collaborazione fra i due Musei archeologici, il progetto è espressione della volontà di stabilire una solida interazione fra realtà territoriali distinte attraverso il dialogo intrecciato fra due antiche civiltà, quella magnogreca e quella etrusca, proiettato storicamente nel bacino del Mediterraneo.

Nucleo dell’esposizione tarentina è la presentazione quasi integrale del corredo del tumulo di Poggio Pelliccia, monumentale complesso funerario innalzato nel territorio vetuloniese, in uso tra metà VII e metà del V sec. a.C., del quale viene proposta l’inedita ricostruzione in scala 1:1 della camera e di buona parte del dromos di accesso. La scelta è giustificata dalla varietà degli oggetti deposti nella tomba, che sebbene pesantemente saccheggiata ha restituito materiali sufficienti a far capire l’ampiezza della rete commerciale entro la quale Vetulonia era inserita tra età orientalizzante ed età classica, e a comprendere il livello di benessere raggiunto dalle élites locali tra l’età orientalizzante e l’età classica (VII-V sec. a.C.).


Veduta aerea del tumulo etrusco di Poggio Pelliccia a Vetulonia (foto p. nannini / sabap si-gr-ar)
“È la prima volta che si offre alla fruizione pubblica una ricostruzione in scala reale 1:1 di un monumentale complesso funerario di questo tipo. Attraverso il dromos – corridoio – di accesso, il visitatore arriva alla camera funeraria della tomba a tholos dove scopre gli straordinari reperti provenienti proprio dal sito del territorio di Vetulonia”, spiega la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti. “Una porta del tempo che abbiamo ricostruito, grazie all’arte e alla tecnica della cartapesta di artisti e artigiani di Putignano e Massafra, valorizzando anche questo importante patrimonio del territorio pugliese”.

Un corredo “internazionale”. Oltre ai vasi di bucchero, che rappresentano la produzione vascolare “nazionale” etrusca, si segnalano quelli provenienti “dall’estero”, ovvero da Corinto (brocche da vino e contenitori di profumi) e dalla Grecia orientale (Rodi, Samo, Chio), anche con pezzi preziosi, quali i calici di Chio e il raro vasetto configurato a testa di aquila, prodotto raffinato delle fabbriche di Rodi. Si aggiungono vasi importati da Atene, con pezzi antichi e di pregio. Dallo scacchiere asiatico provengono altri oggetti, tra i quali una rara anforetta, prodotta in Lidia. Le oreficerie, realizzate a Vetulonia, e i resti di cofanetti d’avorio danno un’idea del livello di benessere raggiunto dalle élites locali in età arcaica.

Dalle necropoli urbane di Taranto. La seconda sezione della mostra “TARAS e VATL. Protagonisti del Mediterraneo a confronto” illustra i costumi funerari e la cultura materiale di Taranto nel medesimo orizzonte cronologico (VII-V sec. a.C.) in cui la tomba di Poggio Pelliccia sembra essere rimasta in uso. Attraverso l’esposizione di corredi delle necropoli urbane dell’antica colonia fondata da Sparta, normalmente conservati nei depositi del museo Archeologico nazionale, si apprezza la dimensione della rete di relazioni culturali e commerciali che in età arcaica e classica facevano capo alla colonia spartana, coinvolgendo i centri del Mediterraneo che, negli stessi anni, intrattenevano rapporti con l’Etruria.

Il mare unisce e racconta gli oggetti esposti nella mostra, tra cui reperti provenienti dall’Asia Minore e dalle isole dell’Egeo, narrando le profonde affinità tra le due importanti civiltà, a cominciare dall’artigianato artistico della produzione orafa a cui fa riferimento anche la mostra tarantina. Accanto alla sezione dedicata a Vetulonia, vi sono le testimonianze provenienti da Taranto e dall’importante tradizione orafa locale raccontata anche nel sito peuceto di Ruvo di Puglia. Si possono, infatti, ammirare anche i reperti legati al rapporto tra l’antica colonia spartana e i popoli indigeni pugliesi ed una ricostruzione in miniatura della sepoltura magno greca di un fanciullo, con costumi funerari e corredi riferibili allo stesso orizzonte cronologico del sito di Poggio Pelliccia.
Al via il 3° Roselle Archeofilm con proiezioni serali nell’area archeologica, e pomeridiane a Grosseto nel Polo culturale Le Clarisse e al museo di Storia Naturale. In programma otto film e tre conversazioni con protagonisti dell’archeologia

Tre serate sotto le stelle per viaggiare nel tempo e nello spazio restando comodamente seduti in poltrona. Dopo il successo delle scorse edizioni, dal 16 al 18 luglio 2021, “va in scena” il terzo appuntamento con Roselle ArcheoFilm – Premio “O. Fioravanti”, ingresso gratuito, prenotazione consigliata. Ricco e coinvolgente il programma di questa edizione che attraverso sapienti regie e grandi produzioni internazionali permette al pubblico di entrare in contatto con storie, uomini e civiltà che hanno fatto la storia o meglio le storie. Tra i temi del Festival le ultime scoperte sulla piramide di Cheope, le più antiche tracce dei Celti, la nascita delle città in Mesopotamia e la ri-nascita del museo di Baghdad, il rinvenimento di alcune sulle vette dell’Himalaya, la ricostruzione in 3D della straordinaria Selinunte “Ripartire dalla cultura”. Soddisfazione da parte del sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna che commenta: “Anche quest’anno il Comune promuove e contribuisce alla realizzazione di Roselle Archeofilm – Premio O. Fioravanti. Un appuntamento che s’inserisce perfettamente tra le nostre iniziative per incoraggiare la cultura in questa importante stagione di ripartenza”.

Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeofilm
E Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeofilm: “Anche in questa edizione di Roselle Archeofilm – Premio “O. Fioravanti abbiamo proposto opere cinematografiche provenienti da tutto il mondo, ma soprattutto rappresentative di realtà storico-archeologiche diversissime. Gran parte di questi film sono stati premiati in festival internazionali. Tra questi è recentissima la menzione speciale al film Il popolo delle dune, del regista David Geoffroy, al TAC International Film Festival in Oregon (Usa) per la sensibilità verso i mutamenti climatici (a Roselle il film è in programma sabato 17 luglio 2021, alle 21.15). Proponiamo queste opere non solo per aggiungere virtute e canoscenza a favore di un pubblico sempre più numeroso, ma per aumentare la sensibilità verso il territorio, il paesaggio storico e il patrimonio archeologico, quest’ultimo troppo spesso interessato da trafugamenti che alimentano il mercato clandestino. E la Toscana ne ha subito purtroppo le conseguenze per secoli, impreziosendo i grandi musei, non ultimo il Louvre”.


Roselle Archeofilm nell’area archeologica (foto roselle archeofilm)
In programma tre serate (alle 21.15) nell’area archeologica di Roselle e due proiezioni pomeridiane (alle 18.15) a Grosseto, negli spazi del Polo culturale Le Clarisse e al museo di Storia Naturale. La manifestazione è organizzata da Archeologia Viva/Firenze Archeofilm con direzione regionale Musei della Toscana / Area archeologica nazionale di Roselle e Associazione M.Arte. Il Festival, sostenuto da Santina Grotto, si svolge con il patrocinio di Comune di Grosseto in collaborazione con museo Archeologico e d’Arte della Maremma, fondazione Grosseto Cultura; con il contributo di fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e la partecipazione di Conad e Banca Tema. Ogni sera in programma oltre ai film, anche una conversazione con i protagonisti dell’archeologia tra cui Susanna Sarti, direttore area archeologica nazionale di Roselle; Chiara Valdambrini, direttore museo Archeologico e d’Arte della Maremma; Eva Degl’Innocenti, direttore museo Archeologico nazionale di Taranto; Simona Rafanelli, direttore museo Archeologico “I. Falchi” di Vetulonia. Informazioni: 0564.402403 (area Archeologica nazionale di Roselle), 0564.488752 (museo Archeologico e d’Arte della Maremma).


Susanna Sarti, direttore dell’area archeologica nazionale di Roselle (foto mibact)
Programma serale. Venerdì 16 luglio 2021, alle 21.15. Apre il film “Il mondo di Cheope” di Florence Tran (Francia, 52’). La piramide di Cheope. La grandiosità dell’edificio affascina ma suscita anche le teorie più irrazionali, basate sulla negazione di due secoli di ricerca. È il momento di raccontare i fatti scientifici, mostrarli, fornire le chiavi di lettura che permettano di coinvolgere, allo stesso tempo, la passione e lo spirito critico degli spettatori. Segue il film “Selinunte, città tra due fiumi” di Antonino Pirrotta, Alessandra Ragusa (Italia, 22’). Com’era Selinunte nel periodo del suo massimo splendore? Le ricostruzioni 3D dell’acropoli che si alternano alle riprese dal vero, danno un’idea di come doveva apparire prima della sua distruzione. Un racconto ricco di storia dove si intrecciano arte, cultura, mitologia e culti arcaici e nel quale Selinunte, anche se virtualmente, ritrova il suo antico splendore. Conversazione con Susanna Sarti, direttore dell’area archeologica nazionale di Roselle.


Chiara Valdambrini, direttore del museo Archeologico e d’Arte della Maremma (foto maam)
Programma serale. Sabato 17 luglio 2021, alle 21.15. Apre il film “I popoli delle dune” di David Geoffroy (Francia, 52’). Su una spiaggia normanna, alcune scoperte archeologiche senza precedenti guidano una squadra di archeologi sulle orme di un popolo celtico la cui cultura sembra differire da quella dei loro vicini del resto della Gallia. Ma non c’è tempo da perdere: l’erosione del mare rischia di distruggere per sempre le ultime tracce della vita degli uomini e delle donne che vissero qui tra II e I secolo a.C. Segue il film “La memoria di un filo” di Franco Zaffanella (Italia, 30’). Il film nasce dalla curiosità atavica di ripercorrere un percorso sperimentale di vita primitiva, consapevoli che la sperimentazione diretta è la chiave necessaria per capire la cultura di un popolo. L’obiettivo prefissato è la realizzazione di un indumento, partendo dalla semina di piantine di lino. Conversazione con Chiara Valdambrini, direttore del museo Archeologico e d’Arte della Maremma.


Simona Rafanelli, direttrice del museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, ed Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, all’inaugurazione della mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia” (foto MArTa)
Programma serale. Domenica 18 luglio 2021, alle 21.15. Apre il film “Mesopotamia in memoria. Appunti su un patrimonio violato” di Alberto Castellani (Italia, 50’). Il film è un’indagine sul “passato” e sul “presente” della Mesopotamia e sulla stagione della nascita della cultura urbana in Iraq. Grazie al secolare apporto della ricerca archeologica emerge una lunga storia fatta di insediamenti e di figure entrate nel mito. Segue l’assegnazione del premio “Olivo Fioravanti” 2021. Segue il corto “The Sound of that Beat Nazione” di Mirko Furlanetto (Italia, 5”). Una madre accompagna per la prima volta il figlio a visitare il Museo Nazionale di Baghdad, con lo scopo di spiegargli l’importanza di questo luogo. In un territorio in “ripartenza”, la valorizzazione e la conservazione del patrimonio archeologico e artistico rappresentano il “battito” di una Nazione. Conversazione con Eva Degl’Innocenti, direttore del museo Archeologico nazionale di Taranto, e Simona Rafanelli, direttore del museo Archeologico “I. Falchi” di Vetulonia.

Il regista Olivier Vandersleyen
Programma pomeridiano. Proiezioni fuori concorso in collaborazione con il museo Archeologico e d’Arte della Maremma. Venerdì 16 luglio 2021, alle 18.15: Grosseto, museo di Storia naturale della Maremma (str. Corsini 5). Film “I primi uomini dell’Himalaya” di Clark Liesl (Regno Unito, 50’). In Nepal migliaia di grotte ospitano tombe con mummie estremamente ben conservate, oltre a manoscritti, ceramiche e gioielli. Ma la scoperta più incredibile si trova nel DNA rinvenuto che spiega come questi homo sapiens sapiens siano riusciti ad adattarsi e sopravvivere a un clima estremo e a tale altitudine. Sabato 17 luglio 2021, alle 18.15: Grosseto, Polo culturale Le Clarisse (via Vinzaglio 27). Il film “La Stele della Tempesta” di Olivier Vandersleyen (Belgio, 64’). Cinquant’anni fa l’egittologo Vandersleyen tradusse una stele rinvenuta in Egitto poco dopo la fine della seconda guerra mondiale. La stele descrive la terribile tempesta che invita chiaramente a badare alle Piaghe d’Egitto, come descritto nel libro dell’Esodo…
La Puglia protagonista della maratona elettorale on line di Coop.Alleanza 3.0. Ancora pochi giorni per scegliere chi restaurare tra i tesoretti monetali di Lizzano e Maruggio (museo Archeologico nazionale di Taranto) e il capitello medievale dal museo Archeologico provinciale “Ribezzo” di Brindisi

L’Italia è piena di tesori nascosti, a volte poco valorizzati: sono grandi e piccole opere d’arte un po’ dimenticate, che si portano dietro i segni del tempo e che vorremmo restituire in tutto il loro splendore alla comunità. È la rivincita dei tesori nascosti. L’occasione di tornare a risplendere per piccole e grandi opere d’arte, caso mai di prestigio, ma per troppo tempo lasciate nei depositi o in attesa di un restauro. Per il quinto anno consecutivo riparte la maratona elettorale “Opera Tua”, voluta da Coop. Alleanza 3.0, in collaborazione con Fondaco Italia, l’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiali e il Touring Club Italia, che ogni mese metterà in sfida, per ogni regione, un capolavoro d’arte da far tornare al suo antico splendore. Questo mese tocca alla Puglia. Taranto e Brindisi si contendono, attraverso il voto popolare on line, l’ammontare necessario al restauro di due importanti opere: un tesoretto monetale unico ritrovato tra Lizzano e Maruggio e custodito all’interno del museo Archeologico nazionale di Taranto e un capitello medievale ospitato, invece, dal museo Archeologico provinciale “Ribezzo”. A decidere quale otterrà il restauro sei tu, partecipa e vota fino al 14 luglio 2021. All’indirizzo www.coopalleanza3-0.it, si dovrà cercare il form dedicato a “Opera tua” e votare per il tesoro preferito.

“Per Taranto, ma anche per le comunità lizzanesi e maruggesi, si tratta di una occasione straordinaria per rivendicare il valore delle importanti origini di questo territorio”, spiega Eva Degl’Innocenti, direttrice del MArTA di Taranto, “perché in entrambi i casi parliamo di tesoretti monetali che dal 1905 (per le 36 monete rinvenute a Maruggio) e dal 1951 (44 monete ritrovate a Lizzano) attendono un meritato riconoscimento pubblico, data la portata e il valore numismatico della scoperta. Il “ripostiglio” di Maruggio candidato al restauro porta in dote 36 monete della prima metà del IV secolo a.C.. Di Lizzano invece sono le 43 monete d’argento e una di bronzo della seconda metà del IV secolo a.C.”. Il Medagliere del museo Archeologico nazionale di Taranto è considerato, fin dalla sua costituzione, uno dei più importanti d’Italia, e grazie alla creazione di risorse digitali open source, parla di questo territorio pugliese, delle sue origini, della sua storia così imponente e importante, in tutto il mondo. Un progetto, quello della digitalizzazione che il MArTA sta portando avanti da alcuni anni, ma che avanza solo dopo il restauro delle opere, come quelle che ad esempio il museo Archeologico nazionale di Taranto ha voluto candidare in questa originale campagna elettorale destinata al bello e alla storia. “I tesoretti di Lizzano e Maruggio sono parte dell’orgoglioso medagliere del Museo di Taranto e recuperarli sarebbe davvero straordinario ai fini dello studio, della catalogazione e del restauro”, conclude Eva Degl’Innocenti, “ma anche del recupero di identità storica per i territori di riferimento. Taranto, Lizzano e Maruggio meritano di vincere e servirà l’adesione di tutti”. In caso di vincita, le monete saranno sottoposte a un’indagine preliminare, seguita da un’attenta ripulitura e, ove possibile, dal ripristino della patina e delle superfici.

Anche il capitello medievale custodito nel museo Archeologico provinciale di Brindisi è alla sua seconda chance. Realizzato in marmo nell’XI secolo, rappresenta una danza di dodici figure alternate maschili e femminili, che si snodano attorno al fusto, tenendosi per mano, abbassando e alzando le braccia all’altezza delle spalle. Proviene certamente da Sant’Andrea all’isola, una delle isole che proteggono naturalmente il porto di Brindisi e nella quale, prima della costruzione del Forte a Mare, si erigeva un’abbazia medievale. In caso di vincita, il capitello verrà sottoposto a una analisi preliminare, seguita dalle operazioni di consolidamento e pulitura. Si procederà con l’asportazione delle ossidazioni createsi nel corso del tempo, e l’applicazione di un filtro protettivo fungerà da garanzia per la longevità dell’intervento.
Week end al museo Archeologico nazionale di Taranto nel segno della bellezza. Al MArTa arriva l’Estetista Cinica, al secolo Cristina Fogazzi, dispensando consigli di bellezza e biglietti di ingresso gratuiti al museo

Week end al museo Archeologico nazionale di Taranto nel segno della bellezza. Cristina Fogazzi, l’imprenditrice conosciuta come l’Estetista Cinica che con il suo marchio aziendale ha rivoluzionato il mercato della cosmetica, è a Taranto il 3 e 4 luglio 2021 per promuove un nuovo approccio alla bellezza e sostenere i luoghi della cultura italiana. Con il progetto “Bellezze al Museo”, infatti, il suo eco-truck total pink anima piazza Garibaldi dispensando consigli di bellezza e invitando le appassionate del marchio a visitare uno dei patrimoni più importanti al mondo: quello del museo Archeologico nazionale di Taranto – MarTA. Prima di Taranto, il tour ha fatto tappa ad Ancona e poi proseguirà per Matera. Per tutto il weekend, dalle 10 alle 18, l’Estetista Cinica e il suo team offrono consulenze personalizzate sui temi di cura di sé e omaggeranno tutte coloro che si avvicineranno al beauty-truck con un biglietto gratuito di ingresso al museo. “Giriamo le piazze come moderni ambulanti”, afferma Cristina Fogazzi. “Un tempo passava il furgone dell’arrotino che si annunciava con la sua celebre frase; io ho voluto interpretare quel pezzo d’Italia a modo mio: Donne è arrivata l’Estetista Cinica…. cellulite, brufoli, pori dilatati. In questo modo e con l’ironia che da sempre ci contraddistingue vogliamo richiamare l’attenzione sui temi di bellezza femminile e di body positivity, ma nello stesso tempo vogliamo dare il nostro contributo per riavvicinare le persone all’arte e a quell’Italia straordinaria che è stata fortemente penalizzata dai vari lockdown”. E la direttrice del MArTa, Eva Degl’Innocenti: “Parliamo alle donne di un museo che racconta tanto le donne e lo facciamo nello stile di Opaka Sabaleida, di cui conserviamo ancora il meraviglioso corredo in oro. Perché la bellezza è coinvolgente, così come il buon gusto, la cura del corpo e dello spirito; la bellezza ha un effetto moltiplicatore che può trasformarsi in promozione, ma anche in occasioni di sviluppo territoriale”. E conclude: “Dopo un anno difficile, abbiamo tutti bisogno di arte e bellezza. Taranto e il suo museo Archeologico nazionale ne hanno tanta da far conoscere al mondo”.
Al museo Archeologico nazionale di Taranto apertura notturna straordinaria per la Notte europea dei Musei: visita alle mostre, conferenza e performance teatrale su Medea, visita guidata tematica sui giochi nell’antica Grecia, scoperta di tesori mai visti dai depositi

“Questa settimana”, anticipa Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, “celebriamo la Notte europea dei Musei di sabato 3 luglio con conferenze, spettacoli teatrali, percorsi guidati e laboratori sui “tesori mai visti” dei depositi del MArTA. La “Medea” di Euripide sarà la protagonista di un percorso alla scoperta dell’importante figura mitologica”. Sabato 3 luglio 2021 si celebra infatti la diciassettesima edizione della Notte europea dei Musei 2021, promossa dal Ministero della Cultura francese con il patrocinio dell’Unesco, del Consiglio d’Europa e dell’ICOM (International Council of Museums). Anche il ministero della Cultura italiano aderisce all’iniziativa, promuovendo l’accesso a tutti i luoghi della cultura statali al costo simbolico di 1 euro, salvo le gratuità previste per legge.

Per l’occasione, il museo Archeologico nazionale di Taranto effettuerà un’apertura notturna straordinaria fino alle 23, aprendo al mondo il suo importante patrimonio archeologico, insieme alle due mostre attualmente presenti: “Silent Spring” promossa dal Circuito del Contemporaneo, della scultrice Claudia Giannuli (vedi La “primavera silenziosa” si risveglia al MArTA: apre al museo Archeologico nazionale di Taranto “Silent Spring” della scultrice Claudia Giannuli, la prima delle mostre del Circuito del Contemporaneo, in continuità e in dialogo con i tesori esposti | archeologiavocidalpassato), e quella realizzata in collaborazione con il MAP Festival e che porta in esposizione con “So strange…so music. La musica si vede” partiture musicali del XX e XXI secolo trasformate in vere e proprie opere d’arte. La tariffa di 1 euro è attiva per ingressi dalle 20 alle 22 (fascia oraria delle 22 compresa). Ogni visita dovrà obbligatoriamente essere prenotata: l’ultimo slot di ingresso è quello delle 22. Le visite debbono essere prenotate attraverso il portale www.shopmuseomarta.it.

Ma il MArTa amplia la sua offerta prevedendo anche eventi speciali realizzati proprio per la Notte europea dei Musei. Alle 20.30 e alle 21.30 la sala Incontri del museo Archeologico nazionale di Taranto ospiterà una conferenza a due voci sulla figura di Medea nella tragedia di Euripide e nell’iconografia, a cura della presidente dell’AICC-Associazione italiana cultura classica delegazione di Taranto, prof.ssa Francesca Poretti, e della presidente dell’associazione Amici dei Musei Taranto, prof.ssa Patrizia De Luca. Al termine della conversazione, la figura di Medea sarà al centro di una breve rappresentazione teatrale all’interno del chiostro del Museo del CREST di Taranto. L’evento delle 21.30 è una replica di quello delle 20.30. Si accede all’evento con l’acquisto del biglietto del Museo per la fascia oraria delle 20.30 e delle 21.30, acquistando un biglietto-evento attraverso il portale www.shopmuseomarta.it.

Lo sport e i giochi nell’Antica Grecia saranno invece al centro della visita guidata tematica che alle 21.15 farà scoprire ai visitatori le collezioni legate allo sport, tra cui la tomba dell’atleta di Taranto. Alle 20, 20.30, 21, 21.30 e 22 vi saranno visite guidate sui capolavori del MArTA a cura dello staff del Museo. Si accede alle visite acquistando un biglietto di ingresso per la fascia oraria desiderata.

Dalle 20 alle 23, nella sala multimediale del secondo piano il personale del Museo accoglierà i visitatori alla scoperta dei tesori mai visti dei depositi del MArTA, “Dal deposito al restauro”: il pubblico potrà conoscere i segreti del lavoro “dietro le quinte”.
Vetulonia. Inaugurata la mostra-evento 2021: “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia”. Due giganti delle civiltà antiche a confronto con oltre cento reperti: la colonia spartana di Taras-Taranto e la potente città etrusca di Vatl-Vetulonia. Le tappe di un progetto di studio su Etruschi e Magna Grecia

Due giganti delle civiltà antiche a confronto. Taras-Taranto, in Puglia, colonia spartana, uno dei centri più importanti della Magna Grecia e Vatl-Vetulonia, in Toscana, potente città della Dodecapoli etrusca. È in questo connubio stretto che si è inaugurata al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia la mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia” (fino al 7 novembre 2021) che segna il primo passo di un progetto più organico che culminerà con una mostra e un convegno internazionale al MArTA sui rapporti tra Taranto, Magna Grecia e Etruschi. Il mondo magno-greco e quello etrusco si incontrano tra similitudini e importanti correlazioni: oltre 70 reperti partiti dal MArTA, insieme a una trentina dal museo Archeologico nazionale di Firenze, cui si aggiunge una piccola selezione dai sequestri della Guardia di Finanza di Roma, ora ospitati al museo “Isidoro Falchi”, ora raccontano l’antica colonia spartana ma anche i popoli indigeni pugliesi, in un percorso espositivo che integra la narrazione etrusca con quella magno-greca.

La mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia” è aperta sempre dal martedì alla domenica con orario 10-14 e 15-19. Info: tel. 0564948058, 0564927241; mail: museo.vetulonia@comune.castiglionedellapescaia.gr.it. Per la visita della mostra gli ingressi saranno organizzati in piccoli gruppi in modo da mantenere il distanziamento sociale e svolgere l’attività in sicurezza, anche in questo caso nel rispetto delle direttive imposte per il Covid-19. Si ricorda che per l’accesso in Museo è obbligatorio l’uso della mascherina. Nel mese di luglio, dedicato alle #NottidellArcheologia2021, sono in programma eventi e serate dedicate alla nuova esposizione.

Primo passo di un grande progetto. “A quasi 30 anni dall’edizione del convegno di Studi sulla Magna Grecia che analizzò il rapporto tra queste civiltà”, spiega la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, “oggi dedichiamo un progetto di studio, educazione, conservazione e valorizzazione a questo dialogo culturale attraverso un lavoro scientifico e culturale congiunto tra il MArTA e il museo Isidoro Falchi dì Vetulonia”. Le tappe del progetto prevedono: dal 20 giugno al 7 novembre 2021, la mostra “Taras e Vatl. Dèi del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia”, nella sede del museo Ccvico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia; dal 23 luglio 2021 al 9 gennaio 2022 la mostra “Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto. Archeologia di Vetulonia a Taranto”: nelle sale del MArTA saranno esposti i reperti provenienti dal tumulo di Poggio Pelliccia a Vetulonia e appartenenti alle collezioni del museo civico Archeologico. Sarà ricostruito in scala 1:1 dai maestri cartapestai di Massafra e Putignano il tumulo di Poggio Pelliccia; dal 17 al 19 novembre 2021 a Taranto si svolgerà un convegno di studi internazionale sul rapporto tra Taras e Vatl, Magna Grecia e Etruschi.







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