Taranto. Al museo Archeologico nazionale con l’Orchestra della Magna Grecia la terza edizione “InCanto al MArTA!”, la rassegna musicale che introduce alle feste natalizie: doppio concerto il 12 novembre e il 14 dicembre

“InCanto al MArTA!”: torna la terza edizione della rassegna musicale che introduce alle feste natalizie con due concerti, il 14 novembre e 12 dicembre 2021, organizzati dal museo Archeologico nazionale di Taranto e dall’Orchestra della Magna Grecia. Saranno matinée musicali di circa 50 minuti che faranno vivere il clima della festa tra musica e archeologia. Il concerto è incluso nel costo del biglietto del museo. Per poter assistere al concerto è necessario prenotarsi all’evento, cliccando sul link, ed acquistare il biglietto di ingresso al Museo. Successivamente all’acquisto, l’utente riceverà tramite email all’indirizzo indicato il codice coupon tramite il quale potrà prenotare la visita al museo da domenica 14 novembre sino a domenica 21 novembre 2021. Per prenotare la visita è sempre necessario andare sul sito www.shopmuseomarta.it selezionare il giorno e l’orario in cui si desidera visitare il museo e inserire il codice coupon ricevuto tramite email nella sezione “codice promozionale”.

Si parte il 14 novembre 2021 con 16 coristi e un direttore impegnati in uno dei programmi più classici della liturgia cristiana ovvero il “In Salterio Alleluja”. Il 12 dicembre 2021 invece il programma diventa internazionale con “Spirit of Gospel”: un concerto con coristi, pianoforte e chitarra. I concerti saranno ospitati nell’area antistante la sala multimediale al terzo piano del Museo e avranno capienza di 90 posti per ogni singolo evento. Il ticket di ingresso dei singoli concerti è incluso nel costo del biglietto del museo.
Taranto. Per i “Mercoledì del MArTA” appuntamento on line con Simona Rafanelli (museo di Vetulonia) e Lorenzo Mancini (Marta) su “Taras e Vatl. Dialogo a due voci al centro del Mediterraneo”, introdotto da Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo Archeologico nazionale, e Francesca Poretti, presidente Aicc-Ta

Due protagonisti dell’antico Mediterraneo, la colonia spartana di Taras-Taranto e Vatl-Vetulonia, la potente città della Dodecapoli etrusca, uniti nel segno del mare: nell’orizzonte mitico dei racconti di fondazione, incentrati su eroi o semidei legati all’elemento acquatico, come sul piano dei rapporti culturali, economici e materiali che li pongono al centro di un network esteso da una sponda all’altra del Mar Mediterraneo.

Simona Rafanelli, direttrice del museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, ed Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, all’inaugurazione della mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia” (foto MArTa)
Di “Taras e Vatl. Dialogo a due voci al centro del Mediterraneo” ne parlano mercoledì 10 novembre 2021, alle 18, unicamente on-line, in diretta sui canali Facebook e YouTube del MArTA, la direttrice del museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia Simona Rafanelli, curatrice del progetto insieme alla direttrice del MArTA Eva Degl’Innocenti, e il funzionario archeologo del MArTA Lorenzo Mancini, nel segno di due mostre intitolate a Taras e Vatl (“Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto. Archeologia di Vetulonia a Taranto” al MArTA di Taranto e “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia” al Museo Falchi di Vetulonia) e a pochi giorni da un importante Convegno Internazionale dedicato ai rapporti fra Magna Grecia ed Etruria nel quadro dell’Italia preromana (17-19 novembre 2021). La conferenza sarà introdotta dalla direttrice del MArTA Eva Degl’Innocenti e dalla presidente dell’associazione italiana di Cultura classica AICC – delegazione di Taranto prof.ssa Francesca Poretti. L’appuntamento che si realizzerà nell’ambito dei tradizionali “Mercoledì del MArTA”, è organizzato dal museo Archeologico nazionale di Taranto e dall’associazione italiana di Cultura classica AICC – delegazione di Taranto.
Vetulonia. Prorogata al 9 gennaio la mostra-evento “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia” al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi”

È stata la mostra-evento dell’estate 2021, ed ora è destinata ad esserlo anche per l’autunno e le festività 2021: parliamo di “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia”, ospitata all’interno del museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia. Proprio il continuo afflusso di visitatori e lo straordinario successo riscosso, anche dei cataloghi, già esauriti e in ristampa, ha convinto il Comune di Castiglione della Pescaia e la direzione scientifica del museo a prorogare la mostra (che doveva chiudere il 7 novembre 2021) fino al 9 gennaio 2022 con un grazie agli enti prestatori dal museo Archeologico nazionale di Taranto al museo Archeologico nazionale di Firenze. E per i mesi di novembre e dicembre saranno tantissimi gli appuntamenti a corollario della mostra, a cominciare dalle visite guidate ogni domenica mattina alle 11 in compagnia di un archeologo dello staff museale. Quindi, se non ne avete avuto ancora il tempo, ci sono ancora due mesi per scoprire e ammirare i tesori archeologici tra Vetulonia e Taranto.

La mostra. Due giganti delle civiltà antiche a confronto. Taras-Taranto, in Puglia, colonia spartana, uno dei centri più importanti della Magna Grecia, e Vatl-Vetulonia, in Toscana, potente città della Dodecapoli etrusca. È in questo connubio stretto che si è ideata al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia la mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia”. Il mondo magno-greco e quello etrusco si incontrano tra similitudini e importanti correlazioni: oltre 70 reperti partiti dal MArTA, insieme a una trentina dal museo Archeologico nazionale di Firenze, cui si aggiunge una piccola selezione dai sequestri della Guardia di Finanza di Roma, ora ospitati al museo “Isidoro Falchi”, raccontano l’antica colonia spartana ma anche i popoli indigeni pugliesi, in un percorso espositivo che integra la narrazione etrusca con quella magno-greca (vedi Vetulonia. Inaugurata la mostra-evento 2021: “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia”. Due giganti delle civiltà antiche a confronto con oltre cento reperti: la colonia spartana di Taras-Taranto e la potente città etrusca di Vatl-Vetulonia. Le tappe di un progetto di studio su Etruschi e Magna Grecia | archeologiavocidalpassato).
Taranto. Per i “Mercoledì del MArTA” appuntamento on line con l’archeologa Grazia Semeraro (università del Salento) su “Tra medicina ed archeologia. Nuove ricerche a Hierapolis di Frigia”, introdotto da Eva Degl’Innocenti direttrice del museo Archeologico nazionale

Locandina dell’incontro on line “Tra medicina e archeologia. Nuove ricerche a Hierapolis di Frigia”
“Tra medicina ed archeologia. Nuove ricerche a Hierapolis di Frigia” è il titolo dell’appuntamento on-line di mercoledì 3 novembre 2021, alle 18, nell’ambito della rassegna dei “Mercoledì del MArTA”. A relazionare in diretta on line sui canali YouTube e Facebook del Museo, sarà Grazia Semeraro, ordinario di Archeologia classica dell’università del Salento e direttrice della Missione Archeologica Italiana a Hierapolis di Frigia in Turchia, introdotta dalla direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti.


Grazia Semeraro (università del Salento)
“Cosa sappiamo sui modi in cui nell’antichità si affrontavano le malattie? Cosa ci può dire l’archeologia sui sistemi di cura ed in particolare sui farmaci?”, dice la prof.ssa Grazia Semeraro. “L’intervento si focalizzerà su questi temi attraverso un aggiornamento relativo alle ricerche interdisciplinari condotte in una delle grandi città romane dell’Asia Minore, Hierapolis di Frigia, dove la Missione Archeologica Italiana guidata dall’Università del Salento ha appena terminato i lavori della campagna di scavo 2021. Il tema della cura della salute è presente in molti aspetti della documentazione archeologica di Hierapolis, dall’epigrafia alle pratiche rituali messe in evidenza dalla ricerca nei luoghi di culto della città romana e bizantina. Di notevole interesse sono le innovative ricerche su una classe di oggetti che, grazie al contributo delle analisi chimiche, risultano essere impiegati per il commercio di balsami ed unguenti per uso farmacologico, prodotti in Asia Minore ed ampiamente distribuiti su scala mediterranea.
Taranto. Per i “Mercoledì del MArTA” appuntamento on line con l’archeologo Paolo Gull (Università del Salento) su “Convenzione di Faro: una sfida fra locale e globale”, introdotto da Eva Degl’Innocenti direttrice del museo Archeologico nazionale

A quasi un anno dalla ratifica italiana della “Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società”, stipulata nella città portoghese di Faro il 27 ottobre del 2005, se ne torna a discutere in un luogo come il museo Archeologico nazionale di Taranto che dei processi partecipati ha fatto una sua mission. Appuntamento il 27 ottobre 2021, alle 18, nell’ambito dei “Mercoledì del MArTA”, con la relazione del prof. Paolo Gull, professore associato di Metodologia e tecnica della ricerca archeologica dell’università del Salento, su “Convenzione di Faro: una sfida fra locale e globale” che si terrà on-line, in diretta sui canali YouTube e Facebook del MArTA. “La Convenzione di Faro”, chiarisce la direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti, che curerà l’introduzione dell’appuntamento, “stabilisce un concetto chiave per il patrimonio culturale di un paese perché incoraggia a riconoscere che gli oggetti e i luoghi sono importanti per i significati e gli usi che le persone attribuiscono loro e per i valori che rappresentano. Essa offre una struttura per coinvolgere la società civile nei processi decisionali e di gestione relativi al contesto del patrimonio culturale”.


Paolo Gull (università del Salento)
La “convenzione” venne approvata nel 2005 nella città portoghese di Faro con l’intenzione di fare della cultura uno strumento di pace in linea di pensiero con le Convenzioni UNESCO del 2003 sulla protezione del patrimonio culturale immateriale e la promozione della diversità delle espressioni culturali. Il retroterra storico è rappresentato dalla guerra combattuta tra i paesi dell’ex Jugoslavia dal 1991 al 2001, durante la quale ricchezze del patrimonio culturale, come il ponte di Mostar o la Biblioteca di Sarajevo, vennero distrutte, in quanto simbolo della storia e dell’identità dell’etnia da debellare. E il prof. Gull: “La Convenzione quadro sul valore del patrimonio culturale per la società (Faro 2005) contiene numerosi concetti innovativi che hanno avuto però, nel nostro Paese, un’accoglienza contrastata. Tali principi sono in realtà profondamente radicati nei presupposti teorici e metodologici delle nostre discipline e pongono una serie di problemi rispetto alla gestione tradizionale dei beni culturali italiani (e non solo) che vanno affrontati, pena la perdita di contatto tra il patrimonio culturale e la società civile. Tuttavia, fare propri i principi della convenzione non può ridursi ad una loro accettazione acritica perché questi vanno a definire una nuova frontiera di sollecitazioni ponendo questioni inedite in cui la dimensione locale e territoriale del patrimonio culturale si confronta con lo scenario globale disegnato dal mondo del XXI secolo”.
Taranto. Per i “Mercoledì del MArTA”, eccezionalmente di venerdì, appuntamento on line con l’archeologa medievalista Silvia De Vitis su “Taranto rupestre”, introdotto da Eva Degl’Innocenti direttrice del museo Archeologico nazionale


L’archeologa medievalista Silvia De Vitis
A Taranto lo chiamano più genericamente carparo per indicare il banco di calcarenite che è la struttura geologica dell’area della città vecchia: elemento fondamentale della storia del territorio tarantino. Se ne discute venerdì 22 ottobre 2021, alle 18, in diretta sui profili YouTube e Facebook del museo Archeologico nazionale di Taranto, nell’ambito della rassegna dei “Mercoledì del MArTA”, questa volta straordinariamente traslata di due giorni rispetto all’appuntamento canonico di metà settimana. A relazionare sul tema affascinante della “Taranto rupestre” sarà l’archeologa medievalista Silvia De Vitis, archeologa esperta della città di Taranto che su quel banco roccioso ha cavato, creando suggestivi impianti ipogei, e costruito in superficie.

“Sin dall’età romana”, spiega Silvia De Vitis, “si assiste a una funzionalizzazione degli ambienti cavati, e gli scavi ne hanno permesso di verificare la funzione funeraria, e forse non solo. Con la ricostruzione bizantina della città – continua l’archeologa e ricercatrice – assistiamo ad una vera e propria fase rupestre, emblematicamente indicata dal nome di un percorso matrice dell’urbanistica medievale della città: via Cava”. La relazione di Silvia De Vitis, introdotta dall’intervento della direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, esaminerà, dunque, le conoscenze sinora acquisite, evidenziando come anche la Taranto bizantina abbia avuto, al pari di quasi tutti i centri dell’arco ionico-materano, una vera e propria fase rupestre.
Taranto. Per i “Mercoledì del MArTA”, appuntamento on line con Bianca Ferrara (università “Federico II” di Napoli) su “Santuario di Hera al Sele. Nuovi risultati dalle recenti indagini”, introdotto da Eva Degl’Innocenti direttrice del museo Archeologico nazionale

Torna mercoledì 13 ottobre 2021, alle 18, l’appuntamento con le conferenze scientifiche dei “Mercoledì del MArTA”. Protagonista dell’appuntamento che si svolgerà unicamente on-line sarà la prof.ssa Bianca Ferrara con la sua relazione “Santuario di Hera al Sele. Nuovi risultati dalle recenti indagini”. L’appuntamento, trasmesso in diretta alle 18, sui canali YouTube e Facebook del museo Archeologico nazionale di Taranto, sarà introdotto dalla direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, e poi condotto sul tema dalla relatrice prof.ssa Bianca Ferrara, professore associato di Archeologia classica dell’università di Napoli “Federico II”.

“Le indagini che il dipartimento di Studi umanistici sta conducendo da diversi anni nel Santuario di Hera alla foce del Sele posto a 9 chilometri dalla città greca di Poseidonia/Paestum sono ricche di novità”, spiega la professoressa Ferrara. “In particolare dal 2013 si sta indagando l’area denominata Zona C che si trova a circa 530 metri a E/SE dal cuore del santuario. Lo scavo sta portando alla luce due edifici che si sovrappongono, pur se con un diverso orientamento. L’edificio più recente, di età tardo-repubblicana, ha una planimetria quasi quadrata con diversi ambienti posizionati intorno a una corte centrale per una superficie di circa 504 mq. L’edificio più antico, databile probabilmente della prima metà del VI sec. a.C., posto a una quota più bassa, e solo in parte indagato, è orientato N/S e realizzato con larghi blocchi isodomi; restituisce una planimetria grosso modo rettangolare. Dal 2014, inoltre, si sta realizzando una ricognizione sistematica del territorio e dal 2017 una serie di analisi geofisiche (georadar, magnetometria)”.
Taranto. “Capolavori dietro le quinte” è il tema della XVIII giornata FIDAM al museo Archeologico nazionale: le decine di migliaia di oggetti conservati nei depositi possono divenire una risorsa per coinvolgere i fruitori in esperienze creative ed educative

Il dibattito sul patrimonio artistico e sulle nuove strategie di rigenerazione sociale in un’ottica democratica ed inclusiva trova anche quest’anno una ulteriore occasione di collaborazione tra il MArTA e l’Associazione Amici dei Musei di Taranto per un approfondimento nella XVIII giornata FIDAM (Federazione Italiana Amici dei Musei), che si terrà al Circolo Ufficiali della Marina Militare domenica 3 ottobre 2021, alle 10. Il tema della giornata, “Capolavori dietro le quinte”, invita a riflettere sulla realtà dei depositi museali, oggi non più considerati semplici luoghi di custodia, ma spazi di studio e di ricerca, presìdi attivi di tutela. Il deposito, che nell’immaginario collettivo è un luogo polveroso e inaccessibile, in cui i musei “nascondono” i loro tesori, sta diventando un nodo cruciale della prassi museale che guarda al pubblico in un’ottica interattiva e partecipativa. I milioni di oggetti conservati nei depositi possono divenire una risorsa per coinvolgere i fruitori in esperienze creative ed educative. Molti musei americani e del Nord Europa stanno già sperimentando la formula del visible storage o dell’open storage, con risultati straordinari. In Italia le iniziative sono ancora limitate ed il MArTA è tra i protagonisti di un percorso virtuoso, che segue peraltro le raccomandazioni di ICOM Italia in merito ai depositi museali, redatte in occasione della giornata di studi sul tema, tenutasi a Matera nel 2019.

Nel museo tarantino è infatti in corso un imponente lavoro di digitalizzazione in 2D e 3D di oltre 33mila reperti conservati nei depositi, per renderli accessibili a tutti. Già dal 2016, inoltre, alcuni reperti conservati nei depositi del MArTA vengono periodicamente presentati al pubblico con l’ausilio di restauratori ed archeologi del museo, grazie al progetto “Tesori mai visti del MArTA”. Anche la mostra temporanea “Taras e Vatl”, visitabile fino a gennaio 2022, costituisce una ulteriore occasione per far conoscere al pubblico alcuni materiali provenienti dai depositi, utili a delineare il rapporto culturale tra due importanti centri.

L’appuntamento tarantino è in programma domenica 3 ottobre 2021, alle 10, nella sala conferenze del Circolo Ufficiali di Taranto. Nell’ambito della XVIII Giornata Nazionale dei Musei, la FIDAM (Federazione italiana degli Amici dei Musei), l’associazione Amici dei Musei di Taranto, la soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo e il museo Archeologico nazionale di Taranto, presentano una giornata di studi dedicata proprio all’esperienza del MArTA. Dopo i saluti introduttivi dei Patrizia De Luca, presidente dell’associazione Amici dei Musei di Taranto, relazioneranno la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti su “Tesori dai depositi del MArTA. Dall’oblio alla pubblica fruizione”, e poi il funzionario archeologo del Museo di Taranto, Lorenzo Mancini su “Taras incontra Vatl. Connessioni mediterranee in mostra al MArTA”. Prenotazioni obbligatorie telefonando a Rosanna Dellorusso 349.4463087.
Taranto. Nel chiostro del museo Archeologico nazionale il Teatro delle Forche porta in scena “Oedipus Rex” nell’ambito del progetto “Custodiamo la cultura” della Regione Puglia

La complessità dell’essere umano, il dramma della colpa, le varie sfaccettature della psiche andranno in scena al museo Archeologico azionale di Taranto nell’Oedipus Rex del Teatro delle Forche venerdì 1° ottobre alle 17.30. Nell’ambito del progetto “Custodiamo la cultura”, finanziato dalla Regione Puglia, il Teatro delle Forche di Massafra porta in scena infatti “Oedipus Rex”, l’Edipo Re che Sofocle utilizzò per raccontare la tragedia di un uomo, il re, prima idolatrato e rispettato, e poi considerato l’ultimo degli uomini. “È il dramma della colpa”, scrive il regista Carlo Formigoni, “ma si è colpevoli se la colpa è involontaria? Siamo noi responsabili delle colpe dei padri? Possiamo sfuggire ad un destino avverso? Oedipus chi rappresenta? Che sia come dice il poeta visionario Eliot Non può avere futuro chi ha ucciso il passato. Tante domande alle quali Sofocle suggerisce altrettante risposte”. Così il maestro Carlo Formigoni, che ha dedicato tutta la sua vita al teatro, diventando anche un esempio da seguire in tutta Europa, nonché Premio ANCT alla Carriera 2013, porta al Museo uno dei classici del teatro greco attraverso un percorso che è quasi di autoanalisi per gli spettatori. “Questo lo richiedono i classici greci”, dice, “come la moderna psicanalisi invitandoci a scoprire l’Oedipus nascosto in noi”. In scena nel Chiostro del Museo ci saranno Giancarlo Luce, Vito Latorre, Salvatore Laghezza, Antonio D’Andria, Onofrio Fortunato. Scenografia di Mariella Putignano. Regia di Carlo Formigoni. Ticket: intero 8 euro, ridotto 2 euro per i 18-25 anni, gratuito under 18 anni. Prenotazione obbligatoria gestita dal Teatro delle Forche telefonando al tel. 0998801932 oppure inviando una e-mail a info@teatrodelleforche.com. L’ingresso al Museo, per assistere allo spettacolo teatrale, sarà quello su corso Umberto.

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