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Giornate europee dell’Archeologia 2021. Il museo Archeologico nazionale di Taranto propone conferenze, visite guidate a tema, approfondimenti con gli archeologi, attività didattiche con l’Unicef

Mosaico pavimentale policromo da una domus del V secolo (foto MArTa)

giornate-europee-dell-archeologia_logo-per-l-italiaPer le Giornate europee dell’Archeologia 2021 il museo Archeologico nazionale di Taranto prevede conferenze, visite guidate tematiche e approfondimenti a cura di archeologi e attività didattiche realizzate in collaborazione con il Comitato Italiano per l’UNICEF Onlus. Si inizia venerdì 18 giugno 2021. Dalle 15.30 alle 16.30 sarà la professoressa Silvia De Vitis, archeologa e responsabile del progetto didattico tra l’Istituto Calò e il MArTA, ad accompagnare i visitatori lungo un percorso all’interno delle Sale XXIV e XXV del Museo alla scoperta della Taranto tardoantica e altomedievale.

unicef_Logo-Lost-in-EducationSabato 19 giugno 2021 dalle 8.30 alle 12.30 gli studenti di prima e seconda media dell’Istituto comprensivo “Europa-Alighieri” di Taranto, parteciperanno all’interessante progetto “Lost in Education”, voluto dal MArTA e da UNICEF nell’ambito del Patto Educativo di Comunità per Taranto. Dopo una visita guidata alla scoperta dei reperti delle sale del MArTA legati al tema dei giochi atletici e dello sport in Magna Grecia, a cura dello staff del Museo, vi saranno delle simulazioni di attività sportive dell’antica Grecia (salto in lungo con i pesetti, gli halteres) e introduzione al gioco del rugby a partire dai suoi antecedenti dell’antichità classica. L’attività didattica, della durata di circa 1 ora e 30, si svolgerà nel Chiostro del Museo. Dalle 17 alle 19 si potrà prenotare la visita guidata alle collezioni del Museo con approfondimenti dedicati al tema delle calzature nell’antichità classica.

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Caterina Greco, direttrice del museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo

Sempre sabato 19 giugno, alle 18.00, invece si suggella un altro importante patto collaborativo tra due istituzioni museali, nel segno della ricerca storico-archeologica e del lavoro congiunto. In diretta sui canali Facebook e YouTube del MArTA, infatti, la direttrice del museo tarantino, Eva Degl’Innocenti, introdurrà la relazione della direttrice del museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo, Caterina Greco, che parlerà della storia dell’importante museo “Antonino Salinas” dal 1820 ad oggi, tra storia, formazione e prospettive future.

Statuetta di acrobata in terracotta conservata al museo Archeologico nazionale di Taranto (foto MArTa)

Domenica 20 giugno 2021, le Giornate Europee dell’Archeologia continuano dalle 11 alle 13: lo staff del museo Archeologico nazionale di Taranto, accompagnerà il pubblico in una visita guidata in presenza dedicata a “Ludus. Giochi e giocattoli nel mondo greco e romano attraverso le collezioni del MArTA”. Sempre domenica 20 giugno, dalle 17 alle 19, è prevista un’ulteriore visita guidata tematica con approfondimento in sala, a cura del personale del Museo, dal titolo “Il mestiere dell’archeologo. Dallo scavo stratigrafico all’allestimento museale“. L’attività si svolgerà dalle 17 alle 19 con le seguenti modalità: approfondimento di circa 30 minuti nella Sala multimediale del Secondo piano sulla metodologia dello scavo stratigrafico, seguita da una visita accompagnata all’intero percorso espositivo (1h30 ca. di durata) con focus sullo scavo e lo studio dei contesti archeologici. Tutte le visite guidate sono inserite nel costo del biglietto di ingresso: la fascia oraria delle visita deve essere prenotata on-line acquistando il biglietto del Museo per lo stesso orario di ingresso della visita all’indirizzo: www.shopmuseomarta.it.

Taranto. Per i “Mercoledì del MArTA”, secondo appuntamento con il progetto FISH. & C.H.I.P.S: presentazione live al museo Archeologico nazionale di Taranto del documentario “Ionio. A Dialogue between two seas” di Lorenzo Scaraggi con Nicolò Carnimeo

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Il video documentario “Ionio. A dialogue between two seas” di Lorenzo Scaraggi (foto MArTa)

Una breve ma intensa narrazione tra solchi delle mani e banchine dei porti, imbarcazioni, lingue e suoni, rimandi storici e memorie dei luoghi. È presentato così il documentario “Ionio. A Dialogue between two seas”, realizzato dallo sceneggiatore e regista Lorenzo Scaraggi e con la cura dello sceneggiatore e protagonista, il prof. Nicolò Carnimeo, nell’ambito della rassegna FISH. & C.H.I.P.S. finanziato dal Programma di Cooperazione Transfontraliera Interreg V-A Grecia-Italia 2014-2020. Il video documentario sarà presentato ufficialmente all’interno del museo Archeologico nazionale di Taranto, il 16 giugno 2021, in una diretta live alle 18 sulle pagine Facebook e YouTube del MArTA. Il docufilm sarà presentato dalla direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, dall’assessore alla Cultura, Tutela e sviluppo delle imprese culturali, Turismo, Sviluppo e Impresa turistica della Regione Puglia Massimo Bray, dall’assessore a Cultura e Sport del Comune di Taranto Fabiano Marti; dal coordinatore del progetto FISH. & C.H.I.P.S. e docente dell’università di Foggia prof. Danilo Leone, dal coordinatore del segretariato congiunto Programma Interreg V-Greece-Italy Gianfranco Gadaleta; dalla prof.ssa Maria Turchiano (università di Foggia), dal prof. Kostas Sbonias (Ionian University) e da Diamanto Rigakou (Ephorate Corfù). “Il docufilm”, spiegano dalla produzione, “nasce con l’obiettivo di far dialogare due mari, due città: Taranto e Corfù. Due punti di attracco che per secoli hanno visto partire e approdare marinai, mercanti, guerrieri, filosofi, artisti e sognatori”. E la direttrice del MArTA Eva Degl’Innocenti: “È un racconto visivo fatto di narrazioni diverse, in lingue diverse che parlano, però, lo stesso linguaggio: quello del mare e della storia”.

Con il progetto “MArTa 3.0” il museo Archeologico nazionale di Taranto vince il Premio Gianluca Spina edizione 2021 assegnato dal Politecnico di Milano ai progetti di innovazione digitale più significativi nei processi interni e nell’offerta al pubblico

Il museo Archeologico nazionale di Taranto vince il Premio Gianluca Spina edizione 2021. Il prestigioso riconoscimento assegnato dall’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali del Politecnico di Milano e dall’Associazione Gianluca Spina, Presidente del MIP Politecnico di Milano prematuramente scomparso il 21 febbraio 2015, premia i progetti di innovazione digitale più significativi nei processi interni e nell’offerta al pubblico. Il MArTA porta sulle rive dello Ionio la medaglia più ambita, il primo premio, inquadrando sotto il nome di “MArTA 3.0” un progetto (progetto scientifico-culturale a cura della direttrice Eva Degl’Innocenti) costituito da una serie di azioni che hanno fatto meritare il riconoscimento, dalle innovazioni tecnologiche per il back-office, al tour virtuale 3D, dall’artigianato creativo e digitale del Fab Lab del Museo – il MArTA Lab, passando per la call to action “Il MArTA sono io”, la digitalizzazione di oltre 40mila opere in open data e open source, fino al nuovo allestimento del MArTA, in corso, con un nuovo percorso espositivo (all’interno dell’esistente) che sarà valorizzato da contenuti immersivi e di intelligenza artificiale, nonché con la nuova hall del Museo.

La nuova identità visiva e digitale del museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTa

“Il valore del progetto che oggi è stato premiato potrebbe racchiudersi nelle parole del grande archeologo italiano Riccardo Francovich, uno dei grandi maestri dell’archeologia mondiale, che diceva: “l’archeologia non serve solo a comprendere il passato ma a costruire il presente e il futuro”, esordisce la direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti, richiamando anche il payoff del MArTA “Past for Future”. Un premio importante che la direttrice sente di condividere con tutto lo staff del Museo, con tutti gli esperti esterni, le start-up e le imprese che insieme all’istituzione museale hanno creato il “MArTA 3.0” e nuove prospettive di governance pubblico-privata. “Saperi e competenze che lavorano con un obiettivo comune”, commenta la direttrice Eva Degl’Innocenti, “nel segno della maggiore diffusione di questo valore condiviso che è la nostra storia ma anche il nostro progetto di società futura”. La cerimonia di consegna del Premio Gianluca Spina si è svolta il 25 maggio 2021 in collegamento dal Politecnico di Milano e in contemporanea con le istituzioni culturali finaliste: la Pinacoteca di Brera e la Sovrintendenza Capitolina con l’area archeologica del Circo Massimo. Questo il video (postato da Lo Strillone di Puglia) di presentazione del progetto “MArTA 3.0” illustrato dalla direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti.

Al museo Archeologico nazionale si è parlato di “Taranto e le risorse del mare”, prima conferenza del progetto FISH. & C.H.I.P.S, Il mare come valore identitario ed esperienziale da non perdere

Tutta la storia di Taranto è legata al mare: tema approfondito dal progetto FISH. & C.H.I.P.S. (Fisheries and Cultural Heritage, Identity and Participated Societies) che ha coinvolto anche il museo Archeologico nazionale di Taranto (foto MArTA)

Tutta la storia di Taranto è legata al mare. Dal mare arrivano, nel corso della storia del territorio, cultura, popoli, progresso, invenzioni, biodiversità, pratiche sociali e religiose, sviluppo e il talento di trarre dal mare i propri mezzi di sostentamento. E proprio al mare come valore identitario ed esperienziale da non perdere si è ricolto il progetto FISH. & C.H.I.P.S. (Fisheries and Cultural Heritage Identity and Participated Societies) tra Taranto e Corfù, realizzato nell’ambito del programma Interreg V/A Grecia-Italia 2014-2020 dall’università di Foggia (capofila), dalla Regione Puglia, da Confcommercio Taranto e dal museo Archeologico nazionale di Taranto, in collaborazione con l’Istituto Talassografico CNR, l’associazione Maremosso, il Teatro Le Forche, l’associazione I Cavalieri de le Terre Tarentine e il GAL Luoghi del Mito e delle Gravine, per l’Italia, e dall’università Ionia di Corfù, dall’Eforeia di Corfù (ministero della Cultura) e dalla comunità dei pescatori di Petriti, per la Grecia. Il progetto si è incentrato su uno studio globale e multi-interdisciplinare delle attività produttive legate al mare e/o che gravitavano intorno ad esso, analizzando il ruolo dello sfruttamento del mare nelle economie locali, regionali e mediterranee e la loro struttura sociale e organizzativa nella lunga durata, a partire dall’archeologia, e identificando e valorizzando gli aspetti identitari delle comunità costiere in relazione alla “memoria storica” del territorio (variazioni nel tempo dell’identità sociale dei pescatori). Il progetto ha valorizzato la tradizione e il grande patrimonio di esperienze nell’ambito della pesca e della mitilicoltura, creando intorno alla storia da recuperare nelle due aree del Mediterraneo oggetto del progetto, ovvero Taranto e Corfù, un asse di interventi conservativi e di valorizzazione dei beni culturali materiali e immateriali del patrimonio costiero e marino dell’Adriatico e dello Ionio.

Fin dall’antichità il mare ha rappresentato per Taranto una risorsa (foto MArTA)

“Il progetto FISH. & C.H.I.P.S., concepito nell’ambito Programma Interreg V-A Grecia-Italia 2014-2020 è nato per contribuire a ristabilire un rapporto tra Taranto e il mare, rarefattosi, se non del tutto annullatosi, negli ultimi decenni”, dichiara il prof. Danilo Leone, coordinatore scientifico del progetto. “Con l’aiuto delle comunità di pescatori pugliesi e greche, in questi tre anni abbiamo cercato di dare spessore storico e culturale a una pratica di lunga durata, di recente provata dalla crisi, e di avviare un processo di sviluppo sostenibile dei due territori, valorizzando il patrimonio culturale, materiale e immateriale, costiero e marino, e restituire agli stessi integrità e valore. In questi mesi siamo saliti sulle barche dei pescatori, abbiamo vissuto accanto a loro, registrando le singole azioni, gli strumenti, i racconti, le esperienze. Questa rassegna intende restituire alla comunità il racconto di questi viaggi, le tante storie delle acque di Taranto, storie di resilienza, di resistenza, di lavoro, di viaggio, di commercio”.

La conferenza introduttiva della rassegna FISH. & C.H.I.P.S. che si è tenuta on-line mercoledì 9 giugno 2021 racconta questo percorso. Relatori dell’appuntamento il prof. Danilo Leone, la prof.ssa Maria Turchiano e il prof. Giuliano De Felice, docenti dell’università di Foggia, introdotti dagli interventi della direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, dell’assessore allo sviluppo economico e turismo del Comune di Taranto Fabrizio Manzulli e del direttore del dipartimento di studi umanistici dell’università di Foggia prof. Sebastiano Valerio. Una storia legata in realtà ai due mari, il mar Piccolo e il mar Grande, e alle loro risorse che da sempre, fino a tempi recenti, hanno costituito la base dell’economia e uno degli elementi identitari della città di Taranto. Non è un caso che Aristotele, in un passo della Politica, parli proprio di Taras, insieme a Bisanzio, come esempio di una polis il cui demos era prevalentemente costituito da pescatori. La strategica posizione e la favorevole conformazione geografica di Taranto furono sin dalla Preistoria alla base della fiorente economia del pescato. I porti di età greca e romana, che videro sbarcare le flotte di Silla, Cesare e Ottaviano, hanno lasciato poche tracce, ma sono noti attraverso le descrizioni di Strabone, Plutarco, Procopio di Cesarea e altri autori. Questo storico e imprescindibile rapporto con il mare si era rarefatto negli ultimi decenni, quasi trasformando quella che è sempre stata città di mare, in una città sul mare. Per chi avesse piacere di seguire (o rivedere) la conferenza del 9 giugno, ecco il link della diretta:

Taranto. Per i “Mercoledì del MArTA”, appuntamento on line con Franco Perrelli (università di Bari) su ‘’Il teatro greco come avanguardia’’, introdotto da Eva Degl’Innocenti direttrice del museo Archeologico nazionale

Locandina dell’incontro on line “Il teatro greco come avanguardia” con Franco Perrelli

I canoni del teatro greco e quelli dell’avanguardia, in una correlazione stretta tra il passato e il presente, saranno al centro della conferenza che il prof. Franco Perrelli, ordinario di Discipline dello spettacolo ed Estetica all’università “Aldo Moro” di Bari, nonché Premio Pirandello 2009 per la saggistica teatrale, terrà on-line mercoledì 26 maggio 2021 alle 18. La conferenza ‘’Il teatro greco come avanguardia’’ con il prof. Franco Perelli, che sarà introdotta dalla direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti, l’ultimo degli appuntamenti di maggio, evocherà i momenti fondamentali di questa rinascita poetica e figurale del classico nel moderno teatro d’avanguardia. L’appuntamento è in diretta live sui canali Facebook e YouTube del museo Archeologico nazionale di Taranto, agli indirizzi: https://www.facebook.com/MuseoMARTA e https://www.youtube.com/channel/UCiMfIYMTR-HQKbrYWx3NlPQ

Teatro greco come avanguardia al museo Archeologico nazionale di Taranto (foto MArTA)
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Il prof. Franco Perrelli

“All’insegna di Nietzsche e di Artaud, l’avanguardia teatrale che si è imposta a partire dagli anni Sessanta del Novecento, si è insistentemente rivolta al teatro greco classico per trasformare l’esperienza scenica in quello che Ludwik Flaszen ha definito un genere di rituale o di cerimonia”, dice il prof. Perrelli, “Grotowski, Eugenio Barba, il Living, Schechner, Brook e Ariane Mnouchkine sono così tornati sui miti classici (Orfeo, Antigone, Alcesti, Medea ecc.) e sui grandi tragici, elaborando nuove forme di espressione teatrale e ispirandosi ampiamente alla pittura vascolare antica”.

Taranto. Per i “Mercoledì del MArTA”, appuntamento on line con Carmela Roscino (università di Bari) su “Visioni del teatro a Taras: temi drammatici e iconografia sui vasi apuli a figure rosse”, introdotto da Eva Degl’Innocenti direttrice del museo Archeologico nazionale

Locandina dell’incontro dei “Mercoledì del MArTA” con Carmela Roscino (università di Bari) su “Visioni del teatro a Taras: temi drammatici e iconografia sui vasi apuli a figure rosse”

Per le conferenze dei mercoledì del MArTA sul tema del teatro, mercoledì 19 maggio 2021, la prof.ssa Carmela Roscino, professore associato di Archeologia classica all’università “Aldo Moro” di Bari, parla di “Visioni del teatro a Taras: temi drammatici e iconografia sui vasi apuli a figure rosse”, introdotta da Eva Degl’Innocenti direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto. Appuntamento sul canale YouTube e Facebook del MArTA alle 18.

Sulla produzione vascolare tarantina sono diffuse le scene di rappresentazioni teatrali (foto MArTA)
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La prof.ssa Carmela Roscino (università di Bari)

“Nel repertorio iconografico della ceramica a figure rosse della Magna Grecia e della Sicilia, e in particolare nella produzione tarantina, le scene di matrice drammatica occupano un posto di rilievo”, spiega la prof.ssa Roscino, “offrendo prova da un lato della diffusione del modello teatrale ateniese in ambito mediterraneo e dall’altro del grande interesse verso questi temi degli artefici e dei fruitori dei vasi”. Come venivano concepite queste immagini? Con quali intenti? E quale valore esse possono rivestire per la storia del teatro a Taras? È quanto sarà approfondito nel corso dell’incontro di mercoledì prossimo, attraverso una selezione di significative testimonianze vascolari, tra cui alcune di quelle conservate nel museo Archeologico nazionale di Taranto.

Roma. Aperta alle Scuderie del Quirinale la mostra “TOTA ITALIA. Alle origini di una Nazione”, oltre 400 reperti (da 36 enti di 12 regioni italiane) per raccontare la prima grande unificazione della penisola al tempo di Augusto

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Locandina della mostra “Tota Italia. Alle origini di una Nazione” alle Scuderie del Quirinale fino al 25 luglio 2021

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Statua di Apollo lampadoforo (I sec. a.C.), bronzo da Pompei (foto Archivio dell’Arte -Luciano Marco Pedicini)

Un’occasione unica per vedere riuniti nello stesso luogo reperti dall’assoluto valore storico, quali il Trono decorato a rilievo delle Gallerie nazionali Barberini Corsini di Roma, il Ritratto di Augusto con il capo velato del museo Archeologico nazionale delle Marche, il Busto di Ottavia Minore del museo nazionale Romano – Palazzo Massimo alle Terme; corredi funerari iconici come il Corredo della “tomba dei due guerrieri”, conservato al museo Archeologico Melfese “Massimo Pallottino” e il Corredo di una tomba femminile proveniente dalla necropoli di Montefortino d’Arcevia e custodita nel museo Archeologico nazionale delle Marche. E ancora la Cista portagioielli con iscrizione in latino arcaico del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, il Sostegno di mensa con due grifoni che attaccano un cerbiatto del museo civico di Ascoli Satriano fino al celebre Rilievo con scena di battaglia tra un cavaliere greco e un persiano custodito nel museo Archeologico nazionale di Taranto. Dove possiamo ammirare tanti tesori tutti insieme? Alle Scuderie del Quirinale a Roma dove, fino al 25 luglio 2021, è aperta la mostra “Tota Italia. Alle origini di una Nazione”, una nuova grande esposizione, inaugurata dal Presidente Sergio Mattarella, e curata da Massimo Osanna e Stéphane Verger, resa possibile grazie allo straordinario impegno della Direzione Generale Musei e di tutto il sistema museale italiano. Ben 36 prestatori, fra musei statali e civici nonché soprintendenze di Stato, dal Veneto alla Calabria, per un totale di 12 regioni, hanno fatto “rete” per raccontare, in un momento così complesso, un periodo cruciale della storia del Paese, manifestando concretamente, nonostante la situazione di chiusura forzata in cui tali Musei si trovavano, la capacità e la volontà di riaprire e mostrare un patrimonio culturale unico al mondo.

Corona dal corredo di una tomba femminile (III sec. a.C.) dalla necropoli di Montefortino d’Arcevia conservata nel museo Archeologico nazionale delle Marche di Ancona (foto Sabap-Marche)
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Statua di Marsia con ceppi da schiavo (III sec. a.C.) da Paestum (foto pa-paeve)

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Ritratto di filosofo su erma iscritta, Parmenide (prima metà I sec. d.C.,) da Velia (foto pa-paeve)

“Con Tota Italia la cultura riparte alle Scuderie del Quirinale con uno sguardo introspettivo, capace di indagare, attraverso il nostro patrimonio, le radici più profonde della nostra identità”, sottolinea Dario Franceschini, ministro della Cultura. “La stretta sinergia fra una delle sedi espositive più prestigiose del Paese e il ministero della Cultura ha permesso infatti di allestire in breve tempo una mostra di grande spessore scientifico e culturale, che ripercorre la progressiva fusione delle differenti popolazioni italiche in un’unica nazione nel segno di Roma”.  E Mario De Simoni, presidente e ad di Ales – Scuderie del Quirinale: “Dopo l’imprevista ma straordinaria esperienza della mostra su Raffaello le Scuderie riaprono con una mostra di grande rilievo culturale e simbolico, realizzata con la direzione generale Musei del MiC. Una mostra che vuol essere segno tangibile della partecipazione delle Scuderie allo sforzo delle riaperture, plastica rappresentazione della collaborazione armonica di tutto il sistema museale italiano e stimolo per un’ulteriore riflessione sui valori dell’unità nazionale, nell’anno del 160° anniversario della moderna unità d’Italia, del 150° dalla proclamazione di Roma Capitale, del 75° dalla proclamazione della Repubblica”. Aggiunge Matteo Lafranconi, direttore Scuderie del Quirinale: “Una straordinaria prova di coesione sinergica tra istituzioni nazionali; un’autentica mostra-gioiello che rivela ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, la formidabile ricchezza del patrimonio diffuso nei musei di tutta Italia e il suo potenziale inesauribile come terreno della migliore ricerca scientifica”.

Ritratto di Augusto con il capo velato (fine I sec. a.C.) conservato al museo Archeologico nazionale delle Marche di Ancona (foto sabap-marche)

“Tutta l’Italia giurò spontaneamente fedeltà a me” (Iuravit in mea verba tota Italia sponte sua) scriveva Augusto nelle sue Res gestae divi Augusti (“Le imprese del divino Augusto”): il titolo della mostra riprende proprio la famosa formula del giuramento di Augusto, l’uomo che per la prima volta riunificò l’Italia in un territorio omogeneo, non solo dal punto di vista politico e amministrativo ma anche culturale, religioso e linguistico. Partendo dalla straordinaria varietà e ricchezza culturale dell’Italia preromana, affascinante mosaico di genti e tradizioni, Tota Italia racconta il processo di romanizzazione, che fu scontro, incontro e ibridazione, e ripercorre le tappe che condussero all’unificazione sotto le insegne di Roma, dal IV secolo a.C. all’età giulio-claudia.

Triade Capitolina (II sec. d.C.) conservata al museo civico Archeologico “Rodolfo Lanciani” di Guidonia Montecelio (foto Giovanni Coccia)

Roma, cuore pulsante di un gigantesco impero globale, conquistò il suo spazio e il suo ruolo relazionandosi, di volta in volta, con le tante culture e popolazioni che avevano guadagnato nei secoli un posto sulla scena del Mediterraneo, avendo come primo grande teatro del suo espansionismo la penisola italiana. Un’unificazione sotto il segno di Roma ma capace di conservare, al contempo, quella divisione in regioni che testimonia ancora oggi la ricchezza e la varietà delle nostre tradizioni.

Decorazione di uno scudo (episema) con Taras (IV sec. a.C.) dal santuario di Rossano di Vaglio conservata al museo Archeologico nazionale della Basilicata “Dinu Adamesteanu” a Potenza (foto mic)
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Sostegno di mensa (trapezophoros) con due grifoni che attaccano un cerbiatto (seconda metà IV sec. a.C.) conservato nel museo civico di Ascoli Satriano (foto sabap-Barletta-Andria-Trani e Foggia)

Lungo un percorso coerente ed unitario, articolato su entrambi i piani delle Scuderie sarà possibile ammirare nella stessa sede espositiva le opere più significative di quella varietà espressiva che concorse alla formazione dell’Italia augustea e dell’Impero. Oltre 400 reperti esemplari, quali statue, elementi di arredo, produzioni ceramiche, a testimonianza del complesso dialogo tra Roma e il resto della Penisola. Il filo conduttore della prima parte della mostra sarà la varietà dei popoli italici prima dell’unificazione romana; in primo piano, dunque, gli aspetti sociali, culturali e artistici caratterizzanti la variegata composizione etnica della Penisola. La seconda parte del racconto sarà incentrata sulla guerra, documentata attraverso oggetti iconici o grandi fregi figurati in grado di fornire nitide istantanee dell’espansione di Roma e dell’impatto sui suoi avversari, a partire dall’unificazione romana dopo le guerre puniche fino all’età di Augusto.

Rilievo con scena di battaglia tra un cavaliere greco e un persiano (III sec. a.C.) conservato al museo Archeologico nazionale di Taranto (foto MArTA)
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Affresco con anatre appese e antilopi (prima metà I sec. a.C.) dalla Villa dei Papiri di Ercolano, conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

“Attraverso una selezione di opere di eccezionale rilevanza conservate nei principali musei italiani”, spiega Massimo Osanna, direttore generale Musei del ministero della Cultura, e curatore dell’esposizione, “con la mostra Tota Italia. Alle origini di una Nazione si è inteso proporre una riflessione su quel lungo e grandioso processo di unificazione culturale, linguistica e giuridica e di trasformazione degli assetti economici, sociali e territoriali che, sotto la spinta di Roma, portò le varie popolazioni dell’Italia antica a riconoscersi in un’unica grande entità comune. Nella prima parte della mostra, alcune delle più rappresentative testimonianze archeologiche delle culture proprie delle genti italiche illustrano la grande varietà dei modi di vivere e di esprimersi, di costruire e di abitare, di onorare i morti e di venerare le divinità diffusi nella Penisola prima della cosiddetta romanizzazione. Nel prosieguo del percorso espositivo, le marcate differenze tra i popoli tendono a sfumare gradualmente ed emergono con forza i tratti comuni e distintivi di quella Tota Italia che, dopo la guerra sociale e, definitivamente, al tempo di Augusto, riconobbe sé stessa come nazione unica e centro del mondo mediterraneo. Una mostra corale – conclude -, in cui opere provenienti da tanti musei italiani raccontano la storia di una straordinaria ricchezza culturale che affonda le sue radici nell’Italia più antica e nella prima, grande unificazione augustea della Penisola, e che permea ancora profondamente l’Italia di oggi attraverso i tanti lasciti di Roma nella cultura, nella lingua, nel diritto, ma anche nei confini regionali, nel tracciato delle strade, nelle città e nei paesaggi rurali”.

La “primavera silenziosa” si risveglia al MArTA: apre al museo Archeologico nazionale di Taranto “Silent Spring” della scultrice Claudia Giannuli, la prima delle mostre del Circuito del Contemporaneo, in continuità e in dialogo con i tesori esposti

La locandina della mostra “Silent Spring” di Claudia Giannuli aperta al museo Archeologico nazionale di Taranto nell’ambito del Circuito del Contemporaneo (foto MArTA)

Con la riapertura al pubblico (mercoledì 12 maggio 2021) del museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTA, dopo l’emergenza sanitaria, sabato 15 maggio 2021, alle 11.30, inaugura la prima delle mostre del Circuito del Contemporaneo al MArTA: “Silent Spring”, personale della scultrice pugliese Claudia Giannuli, a cura di Antonello Tolve, all’interno del Circuito del Contemporaneo, progetto con la direzione artistica di Giusy Caroppo, in continuità con le collezioni archeologiche tarantine. L’artista pugliese ha scelto infatti come sua cifra espressiva la ceramica che nel Museo di Taranto incontrerà una delle più importanti collezioni di ceramica antica del mondo. “La presenza di arte contemporanea all’interno dei musei archeologici di per sé non è una novità, ma è certamente più rara una compenetrazione così forte dei processi che ci hanno condotto a questa mostra”, dice la direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti. “All’esposizione di Claudia Giannuli si giungerà attraverso una sorta di percorso catartico che dal passato condurrà al presente e al futuro, dal secondo al primo piano delle nostre collezioni, e attraverso le tracce cariche di simbolismo erotico e funerario, rintracciabili nei reperti del MArTA, fino a svelare la proposta della giovane artista contemporanea”.

Riparte dunque dal museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTA, il Circuito del Contemporaneo, progetto strategico con la direzione artistica di Giusy Caroppo, che ha l’obiettivo di costituire stabilmente in Puglia una rete policentrica d’eccellenza per la produzione e fruizione di arte contemporanea (arti visive, performative, identitarie). Chiuse ad ottobre 2020 le mostre INHUMAN, con opere di Kendell Geers, Oleg Kulik e Andres Serrano, ed HEIMAT di Jasmine Pignatelli al Castello di Barletta (BT), il Circuito del Contemporaneo tocca il museo di Taranto in occasione della riapertura al pubblico, con “Silent Spring” mostra personale di Claudia Giannuli (Bari, 1979) a cura di Antonello Tolve, organizzata dal Museo MArTA in collaborazione con l’associazione culturale Eclettica – Cultura dell’Arte, vincitrice dell’avviso pubblico “Custodiamo la Cultura in Puglia” per la raccolta di progettualità artistico-culturali in attività di audience engagement, sviluppo e ricerca da realizzarsi nella Regione.

La direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, alla presentazione della mostra “Silent Spring” (foto MArTA)

La mostra nasce dopo una lunga riflessione dell’artista, in sinergia con la politica di apertura a linguaggi e temi contemporanei avviata fin dall’insediamento da Eva Degl’Innocenti, direttrice del MArTA, museo archeologico fra i più importanti d’Italia, che espone reperti dalla Preistoria all’Alto Medioevo; un progetto che sigla il connubio tra l’alto valore culturale del Museo e il format di Giusy Caroppo che indica il MArTA di Taranto quale epicentro strategico del Circuito, aperto al Mediterraneo e a una rete di istituzioni museali nazionali e internazionali. “È la conferma”, continua la direttrice, “che quel past for future scelto come valore alla base della politica culturale del museo di Taranto è più che mai attuale. Gli oltre 20mila anni di storia conservati nel museo tarantino fanno parte del DNA di ognuno di noi e hanno bisogno di essere riconosciuti per generare valore in una visione di Archeologia al Futuro, con un dialogo e una interazione continua con la contemporaneità”.

Un’opera della scultrice Claudia Giannuli per la mostra “Silent Spring” al museo Archeologico nazionale di Taranto (foto MArTA)

Così i messaggi si fondono, e insieme ai miti e ai rituali narrati dall’archeologia e dai reperti del MArTA, gli avatar e le installazioni inedite di Claudia Giannuli scandiscono le tappe di un percorso di vigore e vitalità. MArTA è viva e silenziosamente riporta in luce i suoi monili, i fregi sulle vesti, e persino la sua femminilità anche grazie all’opera dell’artista pugliese intenzionalmente esplicita nelle sue espressioni muliebri. Alla mostra si arriverà infatti attraverso un percorso obbligato, una sorta di viaggio catartico tra i simbolismi naturali e sessuali riproposti dai reperti in esposizione, fino al primo che ospita la personale di Claudia Giannuli, “Silent Spring”. “È una strategia di condivisione di visioni, quella che ha portato il Circuito del Contemporaneo a incontrare il MArTA”, afferma il direttore artistico Giusy Caroppo, “con l’obiettivo di avviare un dialogo tra collezione e spazi del Museo ma, soprattutto, decretarne il valore di epicentro strategico del Circuito, per il ruolo che l’Istituzione ricopre nel sistema dei Musei Nazionali e nel Mediterraneo. Un elemento propulsore che si arricchisce delle sollecitazioni simboliche e concettuali che la città stessa di Taranto può offrire alla ricerca contemporanea. Ripartire dal MArTA – prosegue – vuole essere emblematico per ribadire la mission del Circuito che, con la produzione di progetti inediti, rafforzando partnership già fidelizzate, mira a ibridare linguaggi e saperi, identità, storia e futuro della nostra ricca Terra di Puglia. Una tessitura di relazioni e sollecitazioni, che intercetta collaborazioni proficue, come quella con Antonello Tolve, fine critico d’arte e curatore di Silent Spring, o quella del sound artist Piero Mottola che, dopo aver avviato workshop on-line durante le restrizioni di quest’inverno, attende di portare a termine la ricerca per l’opera collettiva Taranto Voices, in dialogo con il Conservatorio e i cittadini”.

La mostra “Silent Spring” è al primo piano del museo Archeologico nazionale di Taranto (foto MArTA)

Alla mostra, ospitata nelle sale espositive del primo piano del Museo, si può accedere dopo la visita alle collezioni del secondo piano, nei giorni di apertura del Museo. Come previsto dalla normativa vigente e dalle procedure per il contenimento del virus COVID-19, si accede alla mostra e al Museo con prenotazione obbligatoria e con l’acquisto del biglietto unicamente on-line, dal martedì alla domenica; il lunedì è riservato ai gruppi; dal lunedì al venerdì la prenotazione deve avvenire entro un’ora prima dell’orario di visita; sabato, domenica e tutti i giorni festivi la prenotazione (e quindi l’acquisto) del biglietto dovrà avvenire il giorno prima della visita, sempre on-line. Il Museo è aperto dal martedì al sabato dalle 8.30 alle 19.30, con ultimo accesso alle 17.30; la domenica dalle 9 alle 13 (ultimo accesso della mattina alle 11) e dalle 15.30 alle 19.30, con ultimo accesso alle 17.30. Il lunedì è riservato ai gruppi (un gruppo è costituito da un numero minimo di 3 persone e da un numero massimo di 15 persone). Il lunedì il Museo è aperto dalle 8.30 alle 19.30, con ultimo accesso alle 17.30. Come previsto dalla normativa vigente e dalle procedure per il contenimento del virus COVID-19, si può accedere al Museo in un numero massimo di 15 persone ogni 30 minuti. I biglietti saranno disponibili on-line sul sito del Museo all’indirizzo www.museotaranto.beniculturali.it

Taranto. Nel giorno della riapertura, il museo Archeologico nazionale di Taranto inaugura la prima edizione del “Festival della Cultura Classica” sui miti e le Metamorfosi: conversazione, reading, danza e concerto

Locandina del primo “Festival della Cultura classica” al museo Archeologico nazionale di Taranto

Nel giorno della sua riapertura, mercoledì 12 maggio 2021, il museo Archeologico nazionale di Taranto inaugura la prima edizione del “Festival della Cultura Classica”, voluto dal MArTA e dalla delegazione di Taranto dell’Aicc (Associazione Italiana di Cultura Classica”) intitolata ad Adolfo Mele, docente, storico e noto studioso tarantino e già componente del Comitato scientifico del MArTA. “Ci fa particolarmente piacere tornare a lavorare assieme, con la presidente dell’Aicc delegazione di Taranto, prof.ssa Francesca Poretti nel segno di quella tradizione storica, archeologica e filosofica che sta a cuore ad entrambi”, spiega la direttrice Eva Degl’Innocenti, presentando questa prima edizione del festival che si svilupperà tra contenuti virtuali e in presenza. Appuntamento alle 17. L’evento sarà in diretta live sui canali Facebook (https://www.facebook.com/MuseoMARTA) e YouTube (https://www.youtube.com/channel/UCiMfIYMTR-HQKbrYWx3NlPQ) del museo Archeologico nazionale di Taranto.

Dettaglio di un vaso esposto al museo Archeologico nazionale di Taranto sul tema dei miti (foto MArTa)

I miti e le Metamorfosi saranno al centro della manifestazione che, dopo gli interventi della direttrice Eva Degl’Innocenti e della presidente Francesca Poretti, presenterà  come programma: la conversazione della prof.ssa Patrizia De Luca, storica dell’arte, che parlerà della favola di Amore e Psiche nelle arti figurative, il reading di letture dedicate alle Metamorfosi di Apuleio recitate dagli attori tarantini Marina Lupo e Franco Nacca e le performance di danza del Centro Studi danza Koros – Mozart, concerto per pianoforte n. 23 con la coreografia di Angela Barbanente e con la danza di Vittoria Todaro.

Taranto. Il museo Archeologico nazionale riapre il 12 maggio con ingresso solo con prenotazione on line. Il lunedì riservato ai gruppi

Bentornati al MArTA! Il museo Archeologico nazionale di Taranto riaprirà al pubblico mercoledì 12 maggio 2021. Si accede al museo con prenotazione obbligatoria e con acquisto del biglietto unicamente on-line sul sito web del museo al seguente link www.shopmuseomarta.it. Potrà accedere al museo un numero massimo di 15 persone ogni 30 minuti. Il museo è aperto dal martedì al sabato dalle 8.30 alle 19.30, l’ultimo ingresso è alle 17.30. Il museo chiude alle 19.30. Il lunedì l’ingresso è riservato ai gruppi (ogni gruppo può essere costituito da un minimo di 3 persone ad un massimo di 15 persone), è aperto dalle 8.30 alle 19.30, l’ultimo ingresso è alle 17.30. Il museo chiude alle 19.30. La domenica il museo è aperto dalle 9 alle 13 (ultimo ingresso della mattina alle 11) e dalle 15.30 alle 19.30, l’ultimo ingresso è alle 17.30.