Firenze. Al museo Archeologico nazionale “Un uomo dal multiforme ingegno: pomeriggio dedicato all’Odissea al MAF”: conferenza, visita guidata e presentazione dell’Urna con Ulisse e le Sirene appena restaurata

Sabato 3 ottobre 2026, apertura straordinaria del museo Archeologico nazionale di Firenze, dalle 14 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.15) per “Un uomo dal multiforme ingegno: pomeriggio dedicato all’Odissea al MAF” con attività comprese nel costo del biglietto di ingresso. Info: man-fi@cultura.gov.it.
Ore 14.30, “Uthuste: l’Odissea secondo gli Etruschi”, conferenza e visita guidata del Direttore, Daniele Federico Maras. Gli Etruschi conoscevano bene i poemi omerici e le loro storie e li rappresentavano su diverse tipologie di manufatti, dando ogni volta significati e interpretazioni diverse, tutte da scoprire.
Ore 15.45, “Tutti i colori di Ulisse e le Sirene”, presentazione dell’Urna con Ulisse e le Sirene, per la prima volta esposta al pubblico fiorentino dopo il restauro, a cura di Claudia Noferi e Giulia Basilissi. Anche opere conservate nelle collezioni del museo da anni, possono dare nuovi spunti per la ricerca e regalare sorprese ai nostri pubblici; è il caso dell’urna volterrana in alabastro con Ulisse e le sirene, che torna a splendere con i suoi colori, riportati alla luce grazie al recente restauro.
Ore 16.45, “Il mio nome è nessuno: l’avorio racconta”. Visita guidata e laboratorio per bambini dai 4 agli 11 anni, a cura dei Servizi Educativi, della durata di circa un’ora. I nostri piccoli visitatori avranno la possibilità di scoprire una delle opere più celebri del nostro museo, la splendida Pisside della Pania in avorio; per l’occasione diventeranno anche piccoli incisori e porteranno a casa un ricordo della loro esperienza.
Firenze. Per le GEP 2026 apertura non stop del museo Archeologico nazionale con visite guidate e laboratori. Ecco il programma

Sabato 26 settembre 2026, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, apertura straordinaria non stop dalle 8.30 alle 22 del museo Archeologico nazionale di Firenze con ingresso a 1 euro a partire dalle 18.
Alle 15 e alle 16.30, visita guidata con il curatore Gregorio Aversa, “L’antico che ispira: reimpieghi, imitazioni, copie”. Tra le opere appartenenti alle collezioni greche del MAF si nascondono una serie di curiosità che permettono di esaminare come, sin dall’antichità, i modelli artistici siano stati ripetutamente reinventati, adattandoli alle esigenze più disparate. A partire da sensibilità artistiche di alto livello, l’artigianato ha così prodotto manufatti comunque sempre di buona qualità, a garanzia che la replica fosse uno strumento utile a diffondere quella cultura che oggi definiamo “classica”.
Alle 15.30 e alle 18, visite guidata per adulti e bambini, con laboratorio di disegno, a cura dei Servizi Educativi, dal titolo “Il Sarcofago delle Amazzoni: la suggestione del mito, il racconto di un’antica storia che si rinnova nella vita e nell’arte”. Un viaggio alla scoperta di un’opera straordinaria che non è soltanto un reperto archeologico, ma anche una fonte di narrazioni mitologiche, come la nota storia di Achille e Pentesilea, e di ispirazioni letterarie e musicali dei secoli futuri.
Alle 19 e alle 20.30, visita guidata con la funzionaria restauratrice Giulia Basilissi “Custodire il passato – Il lavoro dei restauratori raccontato al pubblico”. Cosa significa restaurare un reperto archeologico? Quali sono le sfide che i restauratori affrontano per conservarlo e quali informazioni possono emergere durante il loro lavoro? Attraverso il racconto di due recenti interventi condotti sui materiali della Sezione Egizia, il pubblico sarà accompagnato alla scoperta del ruolo fondamentale del restauro nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale. L’incontro prenderà in esame il restauro del rilievo raffigurante la dea Maat e di un frammento di scultura in terra cruda proveniente da Deir el-Medina.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Non solo un affare di mummie: alle origini dell’Egittologia in Toscana” con Daniela Picchi, responsabile della Sezione Egizia del museo civico Archeologico di Bologna, secondo incontro de “I pomeriggi dell’Archeologico”

Al museo Archeologico nazionale di Firenze, con ingresso da via della Colonna 38, per “I pomeriggi dell’Archeologico”, secondo incontro della nuova stagione: giovedì 24 settembre 2026, alle 17, la conferenza “Non solo un affare di mummie: alle origini dell’Egittologia in Toscana” con Daniela Picchi, responsabile della Sezione Egizia del museo civico Archeologico di Bologna, che apre lo sguardo sul ruolo importante della Toscana nella nascita dell’Egittologia. Una storia che affonda le sue radici nel XVII secolo quando, attraverso il porto di Livorno, giunsero a noi numerose antichità e mummie egizie. Proprio queste ultime furono sottoposte a studi anatomici per comprendere le tecniche di imbalsamazione e, in generale, i rituali funerari di una delle civiltà più affascinanti del passato. Le ricerche più recenti hanno permesso di ricostruire la storia di molti di questi reperti e resti umani, alcuni dei quali sono oggi conservati presso il museo Archeologico nazionale di Firenze, restituendo loro memoria, dignità e anche un possibile contesto archeologico di provenienza. Ingresso libero esclusivamente su prenotazione scrivendo a man-fi@cultura.gov.it
Firenze. Al museo Archeologico nazionale la conferenza “L’arte di illuminare presso gli Etruschi” con Vittorio Mascelli (musei Vaticani), primo incontro de “I pomeriggi dell’Archeologico”

Al museo Archeologico nazionale di Firenze tornano “I pomeriggi dell’Archeologico”. Il primo incontro della nuova stagione giovedì 10 settembre 2026, alle 17, la conferenza “L’arte di illuminare presso gli Etruschi” con Vittorio Mascelli, reparto Antichità etrusco-italiche, museo Gregoriano Etrusco – Musei Vaticani. “… gli Etruschi, ingegnosi come erano, producevano oggetti di ogni tipo…” Con queste parole Ateneo di Naucrati, ricorda, ancora nel II secolo d.C., la maestria degli Etruschi nel produrre splendidi candelabri in bronzo. Ma quali erano le tecniche utilizzate dai Tirreni per vincere il buio e rischiarare gli ambienti domestici al calare della sera? Dall’uso di candele di cera, di grasso animale, a quello di oli combustibili e degli strumenti che all’uomo moderno possano apparire tra i più bizzarri mai prodotti, si farà insieme un viaggio approfondito tra vita quotidiana e devozione religiosa nell’Etruria Antica, incrociando fonti scritte e dati archeologici. Ingresso gratuito con prenotazione, scrivendo a man-fi@cultura.gov.it
Firenze. In occasione della Festa della Rificolona apertura serale straordinaria del museo Archeologico nazionale con laboratori, visite guidate e finissage della mostra “ECA SREN TVA”

Lunedì 7 settembre 2026, in occasione della Festa della Rificolona il museo Archeologico nazionale di Firenze (ingresso via della Colonna 38) apre le sue porte straordinariamente dalle 18 alle 22, con laboratori per bambini e visite guidate per grandi e piccini, compresi nel costo del biglietto di ingresso. Ultimo ingresso ore 21.15.
Ore 18.30, VISITA GUIDATA E LABORATORIO DIDATTICO. La “Festa delle Lampade della Dea Neith” nell’Antico Egitto e il mito della rinascita di Osiride. Una visita guidata per grandi e piccini alla scoperta delle opere meno note della Sezione Egizia, attraverso la storia del culto e del mito della rinascita di Osiride, simbolo della vita che non ha mai fine. A seguire laboratorio didattico a tema per bambini dai 6 agli 11 anni. Attività della durata di circa 1 ora e 15 min, a cura dei Servizi Educativi del Museo; prenotazione obbligatoria scrivendo a man-fi.didattica@cultura.gov.it
Dalle 18.30, VISITE GUIDATE “La famiglia de’Medici, il Palazzo della Crocetta e la sezione dei bronzi delle antiche collezioni”. Le visite saranno svolte dalla curatrice della Sezione Etrusca, Claudia Noferi, e partiranno ogni 30 minuti dalla Sala della Chimera al primo piano del museo.
Dalle 19, FINISSAGE DELLA MOSTRA “ECA SREN TVA” con Luchadora. Alcune delle opere della collezione del museo Archeologico nazionale di Firenze viste attraverso gli occhi di una delle grafiche e illustratici più interessanti del panorama fiorentino Luchadora, alias Alessandra Marianelli, che sarà presente per le ultime visite guidate, accompagnata dalla funzionaria Giulia Basilissi, co-curatrice della mostra.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale tornano i “Pomeriggi dell’Archeologico” che spaziano dall’Antico Egitto al Medioevo: ecco il programma da settembre a dicembre

Da settembre a grande richiesta riprendono al museo Archeologico nazionale di Firenze i “Pomeriggi dell’Archeologico”. Insieme a prestigiosi relatori e relatrici, verranno affrontati i temi più svariati spaziando dall’Antico Egitto al Medioevo, perché tante sono le anime dell’archeologia e del MAF. Si tratteranno pratiche della vita quotidiana, di ideologia funeraria, di storia dell’archeologia, di tutela del patrimonio durante le emergenze e di molto altro. Ecco l’elenco degli incontri in programma fino a dicembre 2026. Ingresso gratuito esclusivamente su prenotazione. Per informazioni: man-fi@cultura.gov.it, 055-2357717.
PROGRAMMA. 10 settembre 2026, “L’arte di illuminare presso gli Etruschi” con Vittorio Mascelli (musei Vaticani); 24 settembre 2026, “Non solo un affare di mummie: alle origini dell’Egittologia in Toscana” con Daniela Picchi (museo civico Archeologico di Bologna); 8 ottobre 2026, “La riscoperta della città medievale di Tusculum (Monte Porzio Catone): quando storia e archeologia da sorelle gelose si trasformano in alleate preziose per la ricerca” con Valeria Beolchini (EEHAR-CSIC); 19 novembre 2026, “La museruola di Kroton. Equipaggiamento equino e arte della cavalleria presso gli antichi Greci” con Gregorio Aversa (MAF); 26 novembre 2026, “Costantino e la Basilica di San Pietro in Vaticano” con Paolo Liverani (università di Firenze); 10 dicembre 2026, “Archeologia nel cratere del sisma. Tra ricostruzione, tutela e valorizzazione. Il caso della basilica di San Benedetto di Norcia” con Claudia Cenci (soprintendente), Gabriella Sabatini (MAF), Marco Cruciani (SABAP Umbria).
Cabras (Or). Alla vigilia della grande mostra “Tyrrhenòs e Sardò. Principi Etruschi e Guerrieri Nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce” a cura di Paolo Giulierini, Daniele Maras, Giorgio Murru e Raimondo Zucca, al museo “Marongiu”, il direttore Maras fa qualche anticipazione e invita tutti a visitarla

I Greci la chiamavano “l’Isola dalle vene d’argento”: la Sardegna era una terra ricca di risorse minerarie, al centro delle rotte che attraversavano il Mediterraneo antico. Proprio il commercio dei metalli rappresentò una delle principali connessioni tra Sardegna ed Etruria. Navi, uomini e merci solcavano il Tirreno dando vita a una fitta rete di relazioni. È da questo dialogo che prende forma la mostra “Tyrrhenòs e Sardò. Principi Etruschi e Guerrieri Nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce” a cura di Paolo Giulierini, Daniele Maras, Giorgio Murru e Raimondo Zucca, nella nuova sala del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or), che verrà inaugurata per l’occasione, da sabato 18 luglio a lunedì 9 novembre 2026. La mostra, promossa dalla Fondazione Mont’e Prama, in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Firenze e il Comune di Cabras, propone un percorso che racconta il legame tra due grandi civiltà del Mediterraneo attraverso reperti, manufatti e testimonianze archeologiche.
A poche ore dall’inaugurazione, il direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze e co-curatore della mostra Daniele Maras ci regala qualche anticipazione sulla mostra “Tyrrhenòs e Sardò” invitando il pubblico a visitarla.
“Le statue a grandezza naturale di Casale Marittimo e della Pietrera, cioè le più antiche sculture a grandezza naturale dell’Italia peninsulare”, spiega Daniele Maras, “andranno a incontrare, tra poco, i Giganti di Mont’e Prama. Quindi le più antiche sculture a grandezza sopra il vero dell’Occidente mediterraneo. È un incontro spettacolare all’interno di una grande iniziativa. Una mostra organizzata dalla Fondazione Mont’e Prama insieme con il museo Archeologico nazionale di Firenze dal titolo Tyrrhenòs e Sardò. Principi Etruschi e Guerrieri Nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce. Speriamo che tutti possano partecipare e invitiamo tutti a essere presenti a questa grande iniziativa che porta la Sardegna e la Toscana di nuovo a essere unite dopo migliaia di anni di tempo”.
Magliano in Toscana (Gr). Al museo Archeologico aperta la mostra “Il Piombo di Magliano. Nel labirinto della lingua etrusca”: il museo Archeologico nazionale di Firenze porta il Piombo di Magliano dopo oltre 140 anni nel luogo del suo ritrovamento

Dopo oltre 140 anni, il Piombo di Magliano, una delle più importanti e complesse iscrizioni della civiltà etrusca, torna nel luogo del suo ritrovamento. Il museo Archeologico nazionale di Firenze, in collaborazione con il Comune di Magliano in Toscana (Gr), ha inaugurato, sabato 11 luglio 2026 al museo Archeologico di Magliano in Toscana, la mostra “Il Piombo di Magliano. Nel labirinto della lingua etrusca” a cura di Daniele F. Maras, visitabile gratuitamente fino all’11 ottobre 2026. L’iniziativa rappresenta un momento di grande valore simbolico: il museo Archeologico nazionale di Firenze esce dalle proprie mura e rafforza il proprio ruolo di museo del territorio, riportando temporaneamente nelle comunità di origine uno dei reperti più rappresentativi delle proprie collezioni.

“Il museo Archeologico nazionale di Firenze continua a svolgere la sua funzione di polo culturale del territorio”, commenta Daniele F. Maras, direttore del museo fiorentino e curatore della mostra, “come era già nel progetto di Luigi Adriano Milani, che diresse il Museo oltre un secolo fa e curò personalmente l’acquisto del Piombo di Magliano. Questa nuova esposizione fa seguito a quelle di Vetulonia, Arezzo, Rosignano Marittimo e Bibbona, allestite negli ultimi due anni nel desiderio di riunire gli odierni abitanti dei luoghi etruschi attorno alle nostre collezioni, attraverso oggetti dal forte valore identitario, che rafforzano così la propria relazione con le persone”. “Accolgo con estremo entusiasmo il ritorno del Piombo di Magliano nella nostra comunità. Questa esposizione”, dichiara Tamara Fattorini, vicesindaco del Comune di Magliano in Toscana, “non è solo un evento culturale di altissimo profilo, ma rappresenta l’avvio di un percorso strategico e importantissimo di valorizzazione del nostro territorio che unisce le nostre radici storiche a una nuova visione di promozione turistica. Il Piombo, simbolo identitario del nostro passato etrusco, è per la prima volta qui sotto gli occhi dei cittadini. Ci teniamo a ringraziare davvero di cuore il museo Archeologico nazionale di Firenze, per la disponibilità e la collaborazione, come amministrazione comunale, custodiremo con grande cura e orgoglio questo reperto storico”.

Il Piombo di Magliano fu scoperto casualmente nel 1882 durante lavori agricoli. I fratelli Busatti, proprietari del terreno e consapevoli dell’eccezionale valore del reperto, decisero di venderlo al regio museo Archeologico di Firenze per la somma di 1.000 lire, affinché fosse custodito in una grande istituzione museale a vantaggio della ricerca scientifica. Da allora il reperto è sempre rimasto a Firenze. Oggi, grazie alla collaborazione tra il museo Archeologico nazionale di Firenze e l’amministrazione comunale di Magliano in Toscana, la popolazione locale ritrova uno dei simboli più significativi delle proprie radici, testimonianza di un passato etrusco mai dimenticato e ormai entrato nella memoria collettiva del territorio. Il Piombo di Magliano è un disco di metallo inciso su entrambe le facce con due lunghe iscrizioni etrusche disposte a spirale, che registrano una serie di riti dedicati alle divinità etrusche dell’Aldilà. Databile alla metà del V secolo a.C., è la quinta iscrizione etrusca per lunghezza finora conosciuta, dopo il Libro di lino della Mummia di Zagabria, la Tegola di Capua, la Tavola di Cortona e il Cippo di Perugia. Rappresenta una testimonianza eccezionale della cultura e della religione etrusca e del ruolo centrale che la scrittura ebbe in questa civiltà, contribuendo alla nascita dell’alfabeto latino utilizzato ancora oggi.

L’allestimento della mostra, progettato dallo studio fiorentino De Ferrari+Modesti, rinnova in modo permanente le sale del Museo Archeologico di Magliano in Toscana, introducendo una nuova sezione dedicata alla lingua e alla scrittura etrusca che, al termine dell’esposizione, continuerà ad arricchire il percorso di visita. Il Piombo di Magliano è stato inoltre sottoposto a una scansione laser e continuerà a essere presente nel museo anche dopo il rientro dell’originale a Firenze grazie a una stampa 3D e a un elaborato video realizzati dall’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR. L’originale del Piombo di Magliano resterà esposto a Magliano in Toscana fino all’11 ottobre 2026, per poi tornare al museo Archeologico nazionale di Firenze, dove sarà accolto nella rinnovata sezione del museo Topografico dell’Etruria, attualmente in corso di riallestimento. La mostra è realizzata anche grazie al contributo della Fondazione Cassa Risparmio di Firenze, concesso nell’ambito del bando attività culturali 2026.


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