Firenze. Per le GEP 2026 apertura non stop del museo Archeologico nazionale con visite guidate e laboratori. Ecco il programma

Sabato 26 settembre 2026, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, apertura straordinaria non stop dalle 8.30 alle 22 del museo Archeologico nazionale di Firenze con ingresso a 1 euro a partire dalle 18.
Alle 15 e alle 16.30, visita guidata con il curatore Gregorio Aversa, “L’antico che ispira: reimpieghi, imitazioni, copie”. Tra le opere appartenenti alle collezioni greche del MAF si nascondono una serie di curiosità che permettono di esaminare come, sin dall’antichità, i modelli artistici siano stati ripetutamente reinventati, adattandoli alle esigenze più disparate. A partire da sensibilità artistiche di alto livello, l’artigianato ha così prodotto manufatti comunque sempre di buona qualità, a garanzia che la replica fosse uno strumento utile a diffondere quella cultura che oggi definiamo “classica”.
Alle 15.30 e alle 18, visite guidata per adulti e bambini, con laboratorio di disegno, a cura dei Servizi Educativi, dal titolo “Il Sarcofago delle Amazzoni: la suggestione del mito, il racconto di un’antica storia che si rinnova nella vita e nell’arte”. Un viaggio alla scoperta di un’opera straordinaria che non è soltanto un reperto archeologico, ma anche una fonte di narrazioni mitologiche, come la nota storia di Achille e Pentesilea, e di ispirazioni letterarie e musicali dei secoli futuri.
Alle 19 e alle 20.30, visita guidata con la funzionaria restauratrice Giulia Basilissi “Custodire il passato – Il lavoro dei restauratori raccontato al pubblico”. Cosa significa restaurare un reperto archeologico? Quali sono le sfide che i restauratori affrontano per conservarlo e quali informazioni possono emergere durante il loro lavoro? Attraverso il racconto di due recenti interventi condotti sui materiali della Sezione Egizia, il pubblico sarà accompagnato alla scoperta del ruolo fondamentale del restauro nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale. L’incontro prenderà in esame il restauro del rilievo raffigurante la dea Maat e di un frammento di scultura in terra cruda proveniente da Deir el-Medina.
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