Ercolano (Na). Per le GEP 2026 al parco archeologico tutti sold out i turni di visita diurne e serali. La direttrice Colaiacomo: “Apriamo una finestra su un patrimonio spesso meno conosciuto, ma straordinario, quello della scrittura antica”

Il parco archeologico di Ercolano partecipa anche quest’anno alle GEP 2026, la più grande manifestazione culturale d’Europa promossa in Italia dal Ministero della Cultura, in programma il 26 e 27 settembre 2026. L’edizione di quest’anno, che ha riscosso un grande successo di pubblico determinando il sold out di tutti i turni di visita, è dedicata al tema “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”, che sottolinea l’importanza di preservare l’identità culturale e storica delle comunità. “Le Giornate Europee del Patrimonio sono un’occasione preziosa per raccontare al pubblico non solo la bellezza di Ercolano, ma anche il lavoro quotidiano di tutela che la rende possibile”, dichiara Federica Colaiacomo, direttrice del parco archeologico di Ercolano. “Con “Resistere al tempo” apriamo una finestra su un patrimonio spesso meno conosciuto, ma straordinario, quello della scrittura antica, e lo facciamo insieme alle professionalità — restauratori, archeologi, architetti — che ogni giorno si prendono cura di questi luoghi. La sera del 26, invece, vogliamo che il pubblico viva la città antica in una veste diversa, sospesa tra memoria e meraviglia, in cui diverse espressioni artistiche dialogano con le rovine illuminate. È il senso più profondo del tema di quest’anno: proteggere il patrimonio significa anche saperlo rinnovare, renderlo vivo e accessibile a tutti”.
Visite diurne: “Resistere al tempo. La scrittura a Ercolano”
Sabato 26 e domenica 27 settembre 2026 il Parco propone attività didattico-culturali dedicate alle fonti scritte di età romana — tavolette cerate, papiri carbonizzati, graffiti e iscrizioni — tra conoscenza e conservazione. Un restauratore, un archeologo e un architetto del Parco accompagneranno il pubblico adulto in una visita tematica dedicata ai principali contesti di rinvenimento degli archivi documentali ercolanesi, con il contributo della prof.ssa Maria Vittoria Bramante (UniPegaso), storica del diritto ed epigrafista. Il percorso sarà arricchito dal “Gruppo Storico Oplontino”, con un banchetto didattico di strumenti scrittori romani e una breve scena teatralizzata. Per le famiglie con bambini è previsto il laboratorio esperienziale “Cera una volta”, abbinato alla visita guidata al sito, durante il quale i più piccoli sperimenteranno la scrittura latina su riproduzioni di tavolette cerate con stilo, accompagnati dalla scena teatralizzata “Il segreto della tabula”.
Apertura straordinaria serale: “Amore e Guerra”. Teatro musica e danza nella città antica illuminata
Sabato 26 settembre 2026, il Parco apre eccezionalmente le porte per una serata dedicata al legame tra eros e polemos, amore e guerra, raccontato attraverso danza, musica e parola, con il format de “I Venerdì di Ercolano”. Il pubblico potrà muoversi liberamente tra le strade, le botteghe e le domus dell’antica Herculaneum, illuminate da un suggestivo allestimento artistico, incontrando lungo il percorso sette performance artistiche — tre di danza, due musicali e due teatrali — ripetute ciclicamente per l’intera serata.
Firenze. Per le GEP 2026 apertura non stop del museo Archeologico nazionale con visite guidate e laboratori. Ecco il programma

Sabato 26 settembre 2026, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, apertura straordinaria non stop dalle 8.30 alle 22 del museo Archeologico nazionale di Firenze con ingresso a 1 euro a partire dalle 18.
Alle 15 e alle 16.30, visita guidata con il curatore Gregorio Aversa, “L’antico che ispira: reimpieghi, imitazioni, copie”. Tra le opere appartenenti alle collezioni greche del MAF si nascondono una serie di curiosità che permettono di esaminare come, sin dall’antichità, i modelli artistici siano stati ripetutamente reinventati, adattandoli alle esigenze più disparate. A partire da sensibilità artistiche di alto livello, l’artigianato ha così prodotto manufatti comunque sempre di buona qualità, a garanzia che la replica fosse uno strumento utile a diffondere quella cultura che oggi definiamo “classica”.
Alle 15.30 e alle 18, visite guidata per adulti e bambini, con laboratorio di disegno, a cura dei Servizi Educativi, dal titolo “Il Sarcofago delle Amazzoni: la suggestione del mito, il racconto di un’antica storia che si rinnova nella vita e nell’arte”. Un viaggio alla scoperta di un’opera straordinaria che non è soltanto un reperto archeologico, ma anche una fonte di narrazioni mitologiche, come la nota storia di Achille e Pentesilea, e di ispirazioni letterarie e musicali dei secoli futuri.
Alle 19 e alle 20.30, visita guidata con la funzionaria restauratrice Giulia Basilissi “Custodire il passato – Il lavoro dei restauratori raccontato al pubblico”. Cosa significa restaurare un reperto archeologico? Quali sono le sfide che i restauratori affrontano per conservarlo e quali informazioni possono emergere durante il loro lavoro? Attraverso il racconto di due recenti interventi condotti sui materiali della Sezione Egizia, il pubblico sarà accompagnato alla scoperta del ruolo fondamentale del restauro nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale. L’incontro prenderà in esame il restauro del rilievo raffigurante la dea Maat e di un frammento di scultura in terra cruda proveniente da Deir el-Medina.
Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa (Pz): ecco il ricco programma di iniziative per ripensare l’eredità storica tra ricerca scientifica e creatività contemporanea

Dal 25 al 27 settembre 2026 i musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa (Pz) aderiscono alle Giornate Europee del Patrimonio (GEP 2026), la più estesa manifestazione culturale europea promossa dal Ministero della Cultura con il patrocinio del Consiglio d’Europa. Il tema di quest’anno, “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”, si traduce in un fitto calendario di iniziative volte a ripensare l’eredità storica come materia viva, inclusiva e in costante trasformazione attraverso la promozione di un dialogo integrato tra ricerca scientifica e creatività contemporanea. Le attività vedranno protagonisti i luoghi della cultura dell’Istituto — dal parco paleolitico di Notarchirico al Castello svevo di Melfi, fino al parco archeologico di Venosa — affiancando alla fruizione dei monumenti focus archeologici, performance artistiche e presentazioni editoriali. Iniziative in collaborazione con università della Tuscia, liceo Artistico “P.F. Campanile” di Melfi, Comune di Venosa, Archeofuturo APS, Fondazione Elpis, Club per l’Unesco del Vulture, Archeoclub di Melfi.
IL PROGRAMMA A MELFI

Venerdì 25 settembre 2026, Castello Svevo – museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino”: alle 10.30, inaugurazione della mostra “Installazioni Artistiche Temporanee. Dialoghi tra Storia, Natura e Futuro”, nell’ambito della collaborazione con il liceo Artistico “P.F. Campanile” di Melfi.
Sabato 26 settembre 2026, Castello Svevo – museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino”: ore 10–12.30 / 17–19.30, visite guidate alla mostra “Installazioni Artistiche Temporanee” condotte dagli studenti del liceo Artistico “P.F. Campanile”. Alle 18, presentazione del libro “Strumenti sonori e contesti del mondo antico” di Alessandra D’Eugenio, viaggio tra archeo-musicologia e reperti archeologici, a cura dell’Archeoclub di Melfi. Ore 20–24, apertura serale al prezzo simbolico di 1 euro.
Domenica 27 settembre 2026, Castello Svevo – museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino”: alle 17.30, presentazione del programma di residenze d’artista e di ricerca IN-RUINS, promosso da Archeofuturo APS. L’incontro offrirà un’occasione di confronto diretto con gli artisti e le artiste residenti Nona Inescu, Nazira Karimi, Niccolò Masini e Lucas Cornejo Pasara, per riflettere sulle intersezioni tra patrimonio archeologico e produzione artistica contemporanea.
IL PROGRAMMA DI VENOSA

Sabato 26 settembre 2026, parco archeologico (ore 10-13): apertura straordinaria dell’Anfiteatro Romano e alle 10, visita guidata della nuova area di scavo, in collaborazione con la missione archeologica dell’università della Tuscia diretta dal prof. Salvatore De Vincenzo. Un’occasione per approfondire dal vivo le metodologie d’indagine. (Prenotazione obbligatoria al n. 0972.36095). Museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” (ore 20 –24): apertura serale al prezzo simbolico di 1 euro e apertura straordinaria delle Cisterne Romane, testimonianza dell’ingegneria idraulica dell’antica Venusia. Loggiato del Castello “Pirro del Balzo” (ore 18.30): “A cinque voci”, performance sonora del duo Polisonum (F. Lilli e D. Loforese). L’intervento, realizzato nell’ambito della residenza d’artista In-ruins (in collaborazione con Archeofuturo APS, Fondazione Elpis e il Comune di Venosa), esplora la dimensione acustica e materica del monumento.
Domenica 27 settembre 2026, parco paleolitico di Notarchirico (ore 10–13): apertura straordinaria; alle ore 10:30 visita guidata dedicata ai bambini e alle loro famiglie (prenotazione obbligatoria al n. 0972.36095). Parco archeologico (ore 17.30): passeggiata nel Parco dal tema “Le strade romane”, organizzata da Club per l’Unesco del Vulture.
Per le GEP 2026 a Pompei “Dies in Arena” e “Ludi pompeiani”; a Boscoreale banchi didattici e rievocazioni con personaggi in costume; a villa San Marco di Stabia spettacolo e sessioni didattiche; a villa di Poppea a Oplontis percorsi guidati e performance

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio (GEP), la più estesa e partecipata manifestazione culturale promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e coordinata per l’Italia dal ministero della Cultura, il parco archeologico di Pompei promuove un ampio calendario di rievocazioni e attività didattiche nelle giornate di sabato 26 e domenica 27 settembre 2026. L’iniziativa, che si inserisce nell’edizione incentrata sul tema “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”, vedrà coinvolti musei e luoghi della cultura sull’intero territorio nazionale con visite guidate, aperture straordinarie e convegni. Nella serata di sabato 26 settembre è inoltre prevista l’apertura straordinaria dei musei statali al costo simbolico di 1 euro. Il programma predisposto dal parco archeologico di Pompei propone un’immersione nella storia antica attraverso ricostruzioni filologiche, laboratori pratici e performance dal vivo dislocate nei vari siti.

A Pompei la giornata di sabato 26 settembre 2026 sarà interamente dedicata alla pratica dei combattimenti gladiatori romani con l’evento “Dies in Arena”, a cura del Gruppo Storico Romano con Ars Dimicandi, con la partecipazione di Militum Schola, del Gruppo Storico Lucerino e di Taberna Anticae Arelatensis. La mattinata si aprirà alle 11, nella Basilica con il primo atto, intitolato “Popolo e Potere”, un’introduzione al munus gladiatorio (il combattimento tra gladiatori) inteso come elemento culturale, politico e sociale del I secolo d.C. Alle 12.30, al Quadriportico dei Teatri, si terrà il secondo atto, “Il Ludus”, incentrato sulla ricostruzione della scuola gladiatoria, la presentazione delle differenti tipologie di combattenti, l’analisi filologica delle armature e la spiegazione dei rituali e delle gerarchie interne. Per tutta la mattinata, fino allo svolgimento della performance, la zona del Quadriportico ospiterà banchi didattici dedicati alle armi antiche. Da qui partirà un corteo che, percorrendo via Stabiana e via dell’Abbondanza, raggiungerà l’Anfiteatro. All’Anfiteatro si svolgerà alle 15.30 il terzo e conclusivo atto, “Munera” (combattimenti) con l’ingresso del corteo imperiale, di figure di corte e magistrati, seguito dalle esibizioni di quattro coppie di gladiatori spiegate al pubblico a fini divulgativi e concluse con il coinvolgimento diretto dello spettatore nella valutazione delle sfide.

La giornata di domenica 27 settembre 2026 a Pompei vedrà la terza edizione dei Ludi Pompeiani, a cura di Dyron Consulting. All’interno dell’Anfiteatro verranno messe in scena la cerimonia inaugurale e l’ovatio municipale (celebrazione militare) in onore di Gaius Cuspius Pansa, per poi proseguire con un’alternanza di momenti dedicati alla danza storica, ai giochi gladiatori e legionari, al rito della manumissio (la liberazione di uno schiavo da parte del padrone) al matrimonio romano. Banchi didattici per laboratori e approfondimenti saranno presenti dalle 9.30 nell’accampamento allestito nell’area adiacente all’Anfiteatro.
A Boscoreale, sabato 26 e domenica 27 settembre 2026, dalle 9 alle 18, nel piazzale d’ingresso dell’Antiquarium, saranno attivi banchi didattici focalizzati su tessitura, cosmesi, profumeria, farmacopea e chirurgia, giochi, numismatica con possibilità di coniazione della moneta, scultura, arti, mestieri e prodotti di stagione. Inoltre verranno proposti laboratori a numero chiuso (per un massimo di 8 partecipanti ciascuno), suddivisi in due turni giornalieri dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, dedicati alla tessitura, alla cosmesi e alla profumeria, accompagnati da rievocazioni con personaggi in costume all’interno della Villa. Le iniziative di rievocazione sono curate dall’associazione Legio XXX Ulpia Victrix.
A Stabia, a Villa San Marco, la giornata del 26 settembre 2026 sarà incentrata sulla rappresentazione “Rectina! Il giorno in cui il cielo cadde su Pompei”, con un’accoglienza del pubblico a partire dalle 10 e successive repliche dello spettacolo distribuite nel corso della giornata, alternate a sessioni didattiche e approfondimenti aperti ai visitatori fino alla chiusura del sito. Eventi curati da Dyron Consulting.

Anche a Villa di Poppea a Oplontis, sono in programma laboratori didattici e rievocazioni storiche curate dal Gruppo Archeologico Kyme con la collaborazione di: Gruppo Storico Oplontino, Archeoclub di Torre Annunziata, Aps Proloco Spartacus, Centro studi storici “Niccolò D’Alagno” e ArevOd – Ospitalità Diffusa per un Turismo di Qualità. Sabato 26 settembre 2026 la fascia mattutina dalle 10 alle 13 ospiterà itinerari guidati e banchetti didattici sul tema “Teatro, musica e maschere del mondo antico” con l’esecuzione musicale del doppio flauto. Durante l’apertura serale dalle 20 alle 22.30 si terranno percorsi tematici dedicati a “Terme e sport”, la prima edizione dei “Neronia Oplontini” con la premiazione di due atleti da parte dell’imperatore Nerone e lo spettacolo dei “Ludi Gladiatorii”.
Domenica 27 settembre 2026, sempre a Oplontis, la mattinata sarà dedicata alla performance “Poppea e Cleopatra: fascino e potere”, incentrata sulla cosmesi e sui gioielli di epoca egizia e romana in relazione agli Ori di Oplontis, con la presenza delle due figure storiche. Nel pomeriggio, dalle 16 alle 18.30, le visite guidate e i banchetti si focalizzeranno sulla navigazione e sul commercio del vino nel mondo antico, con riproduzioni di imbarcazioni romane e la lettura di composizioni poetiche a tema.
Roma. Il museo nazionale Romano aderisce alle GEP 2026: ecco l’articolato programma nelle sedi di Palazzo Altemps, Terme di Diocleziano e Palazzo Massimo

Il museo nazionale Romano anche quest’anno aderisce alle GEP – Giornate Europee del Patrimonio, la più grande manifestazione culturale europea promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea con il coordinamento del ministero della Cultura. Nelle giornate del 26 e 27 settembre 2026, la manifestazione si svilupperà attorno al tema “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”: un invito a riflettere sulle sfide che interessano i beni culturali, materiali e immateriali, e sulla responsabilità condivisa di garantirne la cura, la valorizzazione e la trasmissione alle generazioni future. Il museo nazionale Romano aderisce all’iniziativa con l’apertura delle sedi di Palazzo Massimo, Palazzo Altemps, Terme di Diocleziano sabato 26 settembre, dalle 19 alle 22.30 (ultimo ingresso ore 22), con ingresso al prezzo simbolico di 1 euro oltre a un ricco programma di eventi in calendario.
PROGRAMMA 26 SETTEMBRE 2026

Palazzo Altemps, alle 10.30, “Al Museo… tra benessere, arte e cultura”: visita e dance well per persone con malattia di Parkinson in collaborazione con ParkinZone Onlus. Prenotazione obbligatoria entro le 19 del venerdì precedente, scrivendo una mail a: info@parkinzone.org.

Palazzo Altemps, alle 20.30, “SAGGEZZA – Figure antiche per il mondo futuro”: spettacolo scritto da Sergio Basile e diretto da Yuri Napoli con la produzione di Imprenditori di Sogni. L’opera è ispirata al saggio di Michel Onfray “Saggezza. Saper vivere ai piedi di un vulcano”, nel quale il filosofo francese guarda ai protagonisti dell’antica Roma come esempi concreti di una filosofia capace di trasformarsi in comportamento, scelta, disciplina e stile di vita. L’attività è inclusa nel biglietto speciale a 1 euro, fino a esaurimento dei posti disponibili.

Terme di Diocleziano, dalle 10 alle 18, “Rievocazione storica. Alla corte di Massimiano: il ritorno dell’Imperatore alle Terme di Diocleziano” a cura dell’APS “Protectores Domini Nostri”. I visitatori avranno l’opportunità di incontrare l’Imperatore Massimiano Erculeo in persona e i suoi soldati tra gli spazi del museo per scoprire non solo la storia della grandiosa opera da lui voluta e fondata ma anche la politica e la vita quotidiana del IV secolo d.C. L’evento è pensato per tutte le età e propone un viaggio immersivo nell’età tetrarchica integrato da banchi didattici con ricostruzioni storiche, materiali d’epoca e approfondimenti sull’architettura. L’attività è inclusa nel biglietto ordinario del Museo.

Terme di Diocleziano, alle 16, in Sala Ottagona, visita guidata speciale alla mostra “AEGYPTUS – Dal Nilo al Mediterraneo. Oasi e deserto in epoca romana” a cura di Elisabetta Bruscolini. Il progetto espositivo racconta un capitolo poco noto della storia antica, la presenza di Roma nelle oasi del deserto occidentale egiziano tra il I sec. a.C. e il V sec. d.C, invitando i visitatori a riflettere sul valore della ricerca archeologica e sulla capacità del patrimonio culturale di raccontare storie ancora poco conosciute dal grande pubblico anche attraverso diverse forme d’arte e nuove tecnologie. L’attività è inclusa nel biglietto ordinario del Museo con prenotazione direttamente in biglietteria, nel limite dei posti disponibili (max. 25 persone).

Terme di Diocleziano, alle 19 e alle 21, percorsi didattici a cura del personale del museo. Prenotazione direttamente in biglietteria. La partecipazione all’attività è compresa nel biglietto speciale al costo simbolico di 1 euro, fino a esaurimento dei posti disponibili (max 25 persone).

Terme di Diocleziano, alle 20, recital lirico di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma: il progetto nasce nel 2016 con l’obiettivo di favorire la trasmissione di sapere e promuovere le nuove promesse dell’opera lirica. La partecipazione all’attività è compresa nel biglietto speciale al costo simbolico di 1 euro, fino a esaurimento dei posti disponibili.

Palazzo Massimo, alle 20, percorsi didattici a cura del personale del museo. Prenotazione direttamente in biglietteria. La partecipazione all’attività è compresa nel biglietto speciale al costo simbolico di 1 euro, fino a esaurimento dei posti disponibili (max 25 persone).
PROGRAMMA 27 SETTEMBRE

Palazzo Altemps, alle 16, visita alla mostra “Mircea Cantor – Costellazioni dell’antico£” con il curatore Pier Paolo Pancotto. Il percorso espositivo, curato da Pier Paolo Pancotto e Federica Rinaldi, propone 15 opere dell’artista in un dialogo site-specific ed emozionale con la collezione di sculture antiche del Museo. Un’occasione unica per approfondire la ricerca di Cantor sul tema della memoria e sulle dualità della vita quotidiana. L’attività è inclusa nel biglietto ordinario del Museo con prenotazione il giorno stesso in biglietteria, nel limite dei posti disponibili (max. 25 persone).
Il Polesine fa rete e lancia un fine estate-autunno all’insegna dell’archeologia: Adrikà ad Adria e Delta; Giornate Europee del Patrimonio a Fratta Polesine; festival internazionale sulle Vie dell’Ambra a Rovigo. Un ricco programma proposto dai musei Archeologici nazionali di Adria e Fratta Polesine, dal museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, Comune di Rovigo, C.P.S.S.A.E., Circolo del Cinema di Adria e Fondazione per lo Sviluppo del Polesine, col sostegno di Fondazione Cariparo

Il Polesine fa rete e annuncia un fine estate-autunno all’insegna dell’archeologia con un programma condiviso per valorizzare l’archeologia del territorio: si inizia nella prima metà di settembre con Adrikà – Rassegna del Cinema Archeologico ad Adria e Delta dal 9 al 13 settembre 2026; quindi a fine settembre con le iniziative delle Giornate Europee del Patrimonio a Fratta Polesine il 26 settembre 2026; infine a novembre col Festival Internazionale sulle Vie dell’Ambra a Rovigo dal 7 al 15 novembre 2026. I dettagli sono stati illustrati il 9 luglio 2026 a palazzo Cezza a Rovigo, presenti l’assessore alla Cultura del Comune di Rovigo Erika De Luca; Chiara Vallini, conservatore del museo Grandi Fiumi di Rovigo; Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria; Maria Letizia Pulcini, direttrice del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine; Sandra Bedetti, consigliera d’amministrazione di Fondazione Cariparo; Elisabetta Brusa, direttrice artistica del festival internazionale “Sulle vie dell’Ambra”, collegata da remoto; Paolo Bellintani, presidente del CPSSAE; Emanuela Finesso, presidente del Circolo del cinema “Carlo Mazzacurati di Adria; Andrea Cardarelli, presidente dell’Istituto italiano di Preistoria e protostoria, già docente di Protostoria europea all’università di Roma “La Sapienza”, presente con un intervento registrato.

L’incontro è nato dalla volontà di rafforzare il lavoro di rete sul territorio, promuovendo una progettualità condivisa che valorizzi il patrimonio archeologico e culturale conservato nei tre Musei attraverso la collaborazione tra Enti, la messa in comune di competenze e la costruzione di un’offerta culturale coordinata e rivolta a un pubblico sempre più ampio. Pur mantenendo ciascuno la propria identità scientifica e culturale, i tre musei condividono infatti l’obiettivo di promuovere una visione unitaria del territorio, nella consapevolezza che la storia del Polesine costituisce un patrimonio comune, che trova forza proprio nella collaborazione tra enti, istituzioni, università, associazioni e comunità locali. L’incontro del 9 luglio 2026 rappresenta quindi non solo la presentazione di tre importanti appuntamenti culturali, ma anche il segno concreto di un percorso condiviso che intende rafforzare il sistema museale e archeologico del territorio, valorizzando il dialogo tra ricerca, tutela e divulgazione. Un percorso reso possibile anche grazie al sostegno della Fondazione CARIPARO, il cui contributo ha consentito di sviluppare progetti innovativi dedicati alla ricerca, alla valorizzazione e all’accessibilità del patrimonio culturale.

A quarant’anni dalla mostra “L’antico Polesine. Testimonianze archeologiche e paleoambientali”, che segnò una tappa fondamentale nella conoscenza e valorizzazione del patrimonio archeologico provinciale, il Polesine continua a restituire nuovi dati e nuove prospettive di ricerca. È cambiato, però, anche il modo di raccontare l’archeologia: oggi, accanto ai risultati scientifici, si valorizzano il percorso della ricerca, le metodologie, il lavoro interdisciplinare e il ruolo della tutela, con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico in una conoscenza più consapevole e partecipata del patrimonio culturale. In questo quadro, l’archeologia dialoga sempre più con altri linguaggi della cultura e dell’arte, sperimentando forme di comunicazione innovative capaci di coinvolgere pubblici diversi. Il cinema, il teatro, la musica, la divulgazione scientifica, le nuove tecnologie, l’archeologia sperimentale e gli strumenti per una fruizione più accessibile e inclusiva diventano occasioni per avvicinare il patrimonio a una comunità sempre più ampia, trasformando il museo in uno spazio di esperienza, confronto e partecipazione. È in questa prospettiva che i musei Archeologici nazionali di Adria e Fratta Polesine-Direzione regionale Musei Veneto, insieme al museo dei Grandi Fiumi di Rovigo-Comune di Rovigo, al C.P.S.S.A.E., al Circolo del Cinema di Adria e alla Fondazione per lo Sviluppo del Polesine e a tutti gli Enti e le Associazioni in partenariato e in collaborazione hanno scelto di presentare congiuntamente alcune delle principali iniziative che caratterizzeranno la programmazione culturale tra la fine dell’estate e l’autunno.

Adrikà 2026, il cinema archeologico torna nel Delta del Po. Dal 9 al 13 settembre 2026 appuntamenti tra Porto Viro, Loreo e Adria con film, incontri, spettacoli e grandi ospiti. Tra gli eventi speciali “AquaDueO” con la Banda Osiris e Telmo Pievani e i film muti accompagnati dal vivo dall’Ensemble Jazz del Conservatorio “Antonio Buzzolla”. La rassegna di cinema archeologico Adrikà torna a settembre con un programma che intreccia cinema, archeologia, divulgazione e spettacolo, coinvolgendo il territorio del Delta del Po in cinque giornate di eventi. Organizzata dal circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” di Adria, in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Adria e con la direzione artistica di ArcheoVisiva, la rassegna è realizzata con il patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Rovigo e della Veneto Film Commission, con il sostegno del Comune di Adria, dell’Ente Parco Regionale del Delta del Po, della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, di Banca Adria Colli Euganei, del Rotary Club di Adria e dell’Associazione CADA.

La manifestazione prenderà il via con due appuntamenti di anteprima: mercoledì 9 settembre 2026 a Porto Viro e giovedì 10 settembre a Loreo 2026. Il cuore della rassegna sarà quindi ad Adria, dove l’11, 12 e 13 settembre 2026 si alterneranno proiezioni di film d’autore a tema archeologico, incontri con esperti ed eventi collaterali. Le proiezioni si svolgeranno al Cinema Teatro Politeama, recentemente restituito alla città, e al Teatro Pertini, mentre gli incontri e gli approfondimenti troveranno spazio nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Adria. Durante la manifestazione sarà inoltre possibile visitare gratuitamente il museo, che ha recentemente arricchito il proprio percorso espositivo con una nuova installazione dedicata alla celebre barca “cucita” rinvenuta a Corte Cavanella di Loreo e recentemente restaurata.

Giornate Europee del Patrimonio 2026 a Fratta Polesine. Nuovi strumenti per raccontare Frattesina: accessibilità, ricerca e innovazione. Il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine è ospitato in una delle barchesse di Villa Badoer, capolavoro di Palladio inserito dal 1996 nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Il percorso espositivo racconta la storia delle comunità che vissero sulle rive dell’antico Po di Adria durante l’età del Bronzo finale (1200-900 a.C.). I reperti più significativi provengono dal villaggio di Frattesina, scoperto poco fuori dall’attuale centro abitato di Fratta Polesine, e dalle sue necropoli (Narde e Fondo Zanotto). In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, in programma il 26 settembre 2026, il Museo presenterà al pubblico un insieme di nuovi strumenti di mediazione culturale pensati per migliorare la fruizione del percorso espositivo e rendere l’esperienza di visita sempre più accessibile, inclusiva e coinvolgente. L’iniziativa rappresenta un momento significativo nel percorso di rinnovamento del museo, che affianca alla ricerca archeologica nuove modalità di comunicazione del patrimonio, capaci di dialogare con pubblici diversi e di favorire una partecipazione attiva alla conoscenza. Una parte dei nuovi materiali è stata realizzata grazie ai finanziamenti del PNRR – M1C3-3 Intervento 1.2 “Rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei musei, biblioteche e archivi” del ministero della Cultura. Tra questi figurano ad esempio pannelli con testi in linguaggio facilitato, pensati per rendere i contenuti del percorso espositivo più accessibili. Tra i nuovi materiali, saranno presentati due importanti novità sviluppate nell’ambito del progetto “Prima Europa. La Protostoria del Polesine”, coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza in collaborazione con Sapienza università di Roma, C.P.S.S.A.E. e università di Padova, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ha permesso la ripresa delle indagini nei siti di Frattesina e di Villamarzana dal 2022 al 2024.
La prima è un video di ricostruzione del villaggio di Frattesina, realizzato da Sapienza università di Roma sulla base dei dati emersi dalle campagne di scavo condotte negli ultimi tre anni. Attraverso una ricostruzione scientificamente fondata, il filmato permette di immergersi nell’antico abitato, illustrandone l’organizzazione degli spazi, le attività produttive e la vita quotidiana, offrendo ai visitatori una nuova chiave di lettura del sito archeologico e delle collezioni del museo. La seconda riguarda una serie di riproduzioni tattili di reperti provenienti dal villaggio di Villamarzana, realizzati con finanziamenti PNRR, ma grazie alla collaborazione con l’università di Padova che ha realizzato le scansioni dei reperti. Questi supporti ampliano le possibilità di fruizione del patrimonio museale, favorendo un’esperienza di visita più inclusiva e multisensoriale e rendendo accessibili anche reperti particolarmente significativi ma di difficile manipolazione. L’appuntamento delle Giornate Europee del Patrimonio rappresenta così un’occasione per mostrare come ricerca, tutela e innovazione possano tradursi in strumenti concreti di valorizzazione, rendendo il museo un luogo sempre più aperto, accessibile e capace di raccontare il patrimonio archeologico attraverso linguaggi contemporanei, senza rinunciare al rigore scientifico.

Festival Sulle vie dell’ambra diretto da Elisabetta Brusa, al museo dei Grandi Fiumi di Rovigo. Per vocazione e per missione museo di comunità, il museo dei Grandi Fiumi di Rovigo coltiva progetti, collaborazioni e relazioni: oltre a studiarne e valorizzarne il patrimonio, queste risorse diversificano le proposte culturali, favoriscono la pluralità degli apporti disciplinari, ampliano l’accoglienza a pubblici con molteplici esigenze e caratteristiche. Un Festival dentro un Museo può assumere un significato particolarmente ricco. Può non trattarsi, infatti, di una semplice “offerta culturale”, ma di un dispositivo sociale capace di trasformare il Museo da luogo di conservazione a spazio vivo di produzione di identità e di legami, in grado di superare la visione della cultura e degli eventi come ambito separato per cominciare a leggerli, invece, come una modalità operativa necessaria per affrontare la complessità contemporanea con l’obiettivo di incidere sui processi di sviluppo del territorio e sulla qualità della vita della comunità. Questa è stata, fin dalle origini, l’ambizione del Festival Sulle vie dell’ambra, arrivato quest’anno alla sua terza edizione e, non a caso, “inquilino speciale” del museo dei Grandi Fiumi, grazie alla presenza nel Museo di questa preziosa resina, patrimonio del territorio polesano.

In questa terza edizione Ambra: oro del Baltico e del Polesine, che si svolgerà dal 7 al 15 novembre 2026, il Festival, sostenuto dalla Regione del Veneto, dal Comune di Rovigo e dalla Fondazione Cariparo, si propone ancora una volta non solo di consolidare l’interesse e il successo ottenuto negli anni precedenti, ma di trasformare Rovigo in un crocevia culturale europeo. E se l’anno scorso il paese ospite era l’Estonia, quest’anno focalizzeremo l’attenzione sulla Polonia, cercando di approfondire la storia commerciale e culturale che si è sviluppata intorno al polacco “oro del Nord”, visto che anticamente l’ambra proveniente dai paesi baltici veniva paragonata all’oro. Il Festival svilupperà, inoltre, anche un progetto ulteriore, In cammino, percorso che si concentrerà sul tema dei “pellegrinaggi” che si effettuavano attraverso la via Romea Germanica, strada che nel Medioevo non servirà più per trasportare l’ambra, convertendo la “strada dei mercanti” nella “strada dei pellegrini”. Tra le varie attività promosse dal Festival: mostre, concerti, installazioni, spettacoli di danza e di teatro, conferenze, attività didattiche e ludiche -dentro e fuori il Museo-, sottolineiamo il Convegno internazionale Dal Baltico al Po. L’ambra nella Protostoria europea a cura del CPSSAE (14 novembre 2026, Museo dei Grandi Fiumi, Rovigo).
Paludi (Cs). Per le GEP 2025, “Passeggiata nell’abitato antico” tra il parco archeologico di Castiglione e il museo civico
Domenica 28 settembre 2025, alle 10.30, il parco archeologico di Castiglione di Paludi e museo civico di Paludi (Cs), per le GEP 2025, “Passeggiata nell’abitato antico”. Si camminerà attraverso il patrimonio più antico che la comunità di Paludi ospita, quello custodito al parco archeologico di Castiglione di Paludi e al museo civico, lungo un percorso di conoscenza attento alla storia, all’archeologia, alla cultura, alle civiltà passate, alle tradizioni. Così il sindaco di Paludi Domenico Baldino: “Accoglieremo con la nostra consueta ospitalità quanti vorranno trascorrere momenti piacevoli nel parco archeologico di Castiglione, per celebrare il patrimonio che custodiamo, migliorarne la conoscenza, diventarne sempre più consapevoli custodi. Siamo fieri di portare avanti e sostenere azioni che puntano alla valorizzazione di luoghi, quali il parco di Castiglione ed il museo civico, che devono sempre più essere sentiti come patrimonio collettivo”. Così Donatella Novellis, direttrice scientifica del parco archeologico di Castiglione e del museo civico di Paludi: “Anche quest’anno il patrimonio culturale straordinario che la comunità di Paludi custodisce partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio, dedicate a un tema particolarmente vicino all’archeologia del sito di Castiglione, ovvero le architetture e l’arte del costruire. L’abitato fortificato ellenistico (IV-III sec. a.C.) che il sito conserva rappresenta una testimonianza splendida di architettura antica, che attesta in modo eloquente la perfezione consapevole e la cura del costruire nel mondo antico”. L’evento vedrà la presenza consueta dell’amministrazione comunale e la partecipazione attiva della Pro Loco Paludi, nelle persone del Presidente Giuseppe Blefari insieme ad associate e associati. Alla passeggiata nel parco archeologico di Castiglione, con partenza alle 10.30 di domenica 28 dal suo ingresso, seguirà la visita al museo civico, con particolare attenzione alla mostra permanente sulla civiltà contadina. In caso di condizioni meteo avverse, ci si ritroverà alle 10.30 direttamente al museo civico, al Centro Culturale Polifunzionale.

























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