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Fratta Polesine (Ro). In occasione delle GEP 2026 presentato al museo Archeologico nazionale il video di ricostruzione del villaggio protostorico di Frattesina. Ne parlano ad “archeologiavocidalpassato.com” la direttrice Pulcini e il prof. Cardarelli. E poi ecco il video integrale su Frattesina

Un momento delle GEP 2026 al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro) (foto drm-veneto)

Serata speciale quella di sabati 26 settembre 2026 al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro) in occasione delle GEP 2026 con la presentazione al pubblico dei nuovi strumenti realizzati nell’ambito del progetto “Prima Europa. La Protostoria del Polesine”: il video documentario sul sito di Frattesina, i brevi video dedicati alle produzioni artigianali e alle loro catene operative e le copie tattili degli oggetti provenienti dal sito di Villamarzana. La direttrice Maria Letizia Pulcini ne ha parlato ad archeologiavocidalpassato.com inquadrando le novità nel più ampio progetto del MIC per il miglioramento dell’accessibilità al museo. Quindi il prof. Andrea Cardarelli del dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza università di Roma, codirettore con Paolo Bellintani (CPSSAE), dello scavo archeologico del villaggio protostorico di Frattesina (Ro), e regista del video, illustra ad archeologiavocidalpassato come è nato e cosa propone al pubblico il video di ricostruzione del villaggio di Frattesina, frutto dei risultati delle campagne di scavo 2022-2024. Infine archeologiavocidalpassato, grazie alla disponibilità del prof. Cardarelli e della direttrice Pulcini, è in grado di presentare il video integrale di 20 minuti in visione al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine. Video è stato realizzato nell’ambito del progetto “Prima Europa: la protostoria del Polesine” coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza col supporto di Fondazione Cariparo. Testi di Paolo Bellintani (CPSSAE), Andrea Cardarelli (Sapienza università di Roma), Lorenzo Cardarelli (Georg-August-Universität Göttingen, Sapienza università di Roma). Realizzazione Lorenzo Cardarelli. Regia Andrea Cardarelli. Le ricerche archeologiche sono state coordinate da Paola Salzani (Sabap Vr-Ro-Vi). Gli scavi archeologici negli anni 2022 e 2024 sono stati diretti su concessione ministeriale da Andrea Cardarelli (Sapienza università di Roma) e da Paolo Bellintani (CPSSAE) e coordinati sul campo da Michele Baldo (archeologo, libero professionista) e Nicola Cappellozza (SAP società archeologica) con la collaborazione di Federico Gioga (CPSSAE).

“Oggi finalmente chiudiamo un percorso, felicemente”, spiega la direttrice Maria Letuia Pulcini ad archeologiavocidalpassato.com, “perché restituiamo al pubblico dei nuovi materiali a cui abbiamo lavorato nel corso dell’ultimo anno, insieme a tutti i partner del progetto Prima Europa, la protostoria del Polesine, finanziato dalla fondazione Cariparo e coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza. Materiali che arricchiscono la fruizione del museo, migliorano la fruizione del museo, e permettono al pubblico di comprendere al meglio quelli che sono i risultati delle ultime indagini archeologiche che si sono svolte in Polesine proprio nel corso degli ultimi tre anni: per cui abbiamo un video ricostruttivo di Frattesina, dei video di archeologia sperimentale e poi delle riproduzioni tattili di materiali che provengono dal sito di Villamarzana.

“Questo progetto – continua Pulcini – si inserisce in un progetto più ampio, in parte finanziato anche con fondi PNRR del ministero della Cultura per il miglioramento dell’accessibilità nel nostro museo, ma in tutti i musei statali del Veneto. Quindi questa è la prima tappa di un progetto molto più lungo che si svilupperà nel corso dei prossimi anni. La speranza – conclude la direttrice – è che renda il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine un museo aperto a tutte le persone, a tutte le comunità e che riesca a essere sempre più accessibile”.

“Il video che presentiamo oggi con la ricostruzione di com’era il villaggio di Frattesina”, spiega il prof. Andrea Cardarelli ad archeologiavocidalpassato.com, “è frutto di un lavoro piuttosto lungo che abbiamo fatto per dare evidenza all’importanza e alla complessità del villaggio. Di Frattesina erano note tante cose, in particolare erano note le attività artigianali, l’importanza del centro produttivo e di scambio, però si avevano meno notizie riguardanti l’assetto del villaggio, come erano fatte le case, e quant’altro. Le ricerche che abbiamo condotto in questi anni ci hanno dato parecchie informazioni in questo senso e conseguentemente è statio possibile realizzare questo video.

“Nel video – continua il prof. Cardarelli – si vede una ricostruzione di com’era il villaggio, un’animazione virtuale, realizzata in parte in computer grafica in parte con l’intelligenza artificiale, con la quale il pubblico può capire, può vedere realmente com’era fatto questo villaggio: quanto era grande, come erano fatte le case, che vita si svolgeva al suo interno.  E questo era l’obiettivo che ci eravamo posti. Il video dura circa 20 minuti, e dopo la presentazione di oggi (sabato 26 settembre 2026, ndr) sarà disponibile al museo anche in inglese e quindi è un’offerta al pubblico di maggiore conoscenza di questo importantissimo insediamento, unico in Europa per quanto riguarda la tarda età del Bronzo”.

Ed ecco il video sul villaggio protostorico di Frattesina, dalle ricerche all’abitato della Tarda età del Bronzo, nuovo supporto multimediale del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro) presentato in occasione delle GEP 2026.

Stintino (Ss). Per le GEP 2026 al museo della Tonnara la mostra “I reperti archeologici subacquei dal mare di Stintino” e la conferenza “Il patrimonio archeologico subacqueo di Stintino e del Golfo dell’Asinara”

Il museo della Tonnara in via Lepanto a Stintino (Ss) partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio, la più estesa e partecipata manifestazione culturale d’Europa, promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e coordinata in Italia dal ministero della Cultura, con un appuntamento dedicato alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio archeologico subacqueo di Stintino e del Golfo dell’Asinara, attraverso una conferenza, l’inaugurazione di una mostra e visite guidate. Domenica 27 settembre 2026, alle 17.30, inaugurazione della mostra “I reperti archeologici subacquei dal mare di Stintino” con una selezione di reperti archeologici provenienti dal mare di Stintino, testimonianze di un patrimonio sommerso che racconta la storia del territorio e il suo rapporto con il Mediterraneo. A seguire la conferenza “Il patrimonio archeologico subacqueo di Stintino e del Golfo dell’Asinara” curata dall’archeologa Gabriella Gasperetti e Alessandra Carreri, funzionarie della soprintendenza ABAP di Sassari e Nuoro. È l’occasione per riscoprire il patrimonio culturale sommerso, conoscerne il valore e riflettere sull’importanza della sua tutela e valorizzazione.

Marzabotto (Bo). Per le GEP 2026 il museo nazionale Etrusco di Marzabotto promuove una visita tematica con accesso straordinario alla necropoli nord della città di Kainua

Domenica 27 settembre 2026, alle 16, in occasione delle GEP 2026 (GEP) il museo nazionale Etrusco di Marzabotto promuove una visita tematica con accesso straordinario alla necropoli nord della città di Kainua. Le visite tematiche sono una passeggiata della durata di circa un’ora e mezzo accompagnati dallo staff del museo. Ogni mese il tema proposto è sempre diverso e permette di conoscere Kainua e la sua storia sotto una luce nuova ogni volta. Il costo è 10 euro e include l’accesso al museo e parco archeologico. Bambini fino a 10 anni non pagano, gratuito anche per i possessori Card Cultura dei musei bolognesi. Per partecipare è necessaria la prenotazione scrivendo a mn-bo.prenotazionikainua@cultura.gov.it

Ferrara. Per GEP 2026 al museo Archeologico nazionale la Compagnia del Vado presenta “Asinaria” di Tito Maccio Plauto con intermezzi musicali e di danza proprio “all’uso della corte di Ercole I d’Este”

In occasione delle GEP 2026, alle 18.30, al museo Archeologico nazionale di Ferrara, con apertura straordinaria fino alle 21 (ultimo ingresso alle 20.30), la Compagnia del Vado, gruppo teatrale nato nel 1999 all’interno della Contrada di Santa Maria in Vado, presenta “Asinaria”, una delle più celebri commedie di Tito Maccio Plauto, tra le cinque opere rappresentate a Ferrara nel 1502 durante i festeggiamenti per il matrimonio di Alfonso I d’Este e Lucrezia Borgia. La commedia, articolata in cinque atti, racconta le vicende di un giovane innamorato che vuole riscattare una prostituta per venti mine d’argento. Ad aiutarlo nell’impresa sarà il padre, che escogita un piano per procurarsi il denaro da un mercante, ma in cambio pretende di trascorrere con la ragazza la prima notte. Tra inganni, equivoci e travestimenti, la vicenda si avvia verso una soluzione nel più autentico e divertente stile plautino. Lo spettacolo sarà arricchito da intermezzi musicali e di danza proprio “all’uso della corte di Ercole I d’Este”. Un’occasione speciale per riscoprire il teatro antico attraverso lo sguardo della tradizione rinascimentale ferrarese, nella suggestiva cornice del museo Archeologico nazionale di Ferrara.

Concordia Sagittaria (Ve). Nell’area archeologica di piazza Costantini l’incontro “Vivere e morire nell’antica Concordia. Nuovi rinvenimenti dal complesso paleocristiano”, dedicato alla scoperta della storia e dell’archeologia dell’antica Iulia Concordia

Domenica 27 settembre 2026, alle 16.30, per le GEP 2026, l’area archeologica di piazza Costantini a Concordia Sagittaria (Ve) ospita l’incontro “Vivere e morire nell’antica Concordia. Nuovi rinvenimenti dal complesso paleocristiano”, dedicato alla scoperta della storia e dell’archeologia dell’antica Iulia Concordia, attraverso i nuovi rinvenimenti del complesso paleocristiano. Intervengono Federico Bonfanti, direttore del museo nazionale Concordiese, e Maria Letizia Pulcini, direttrice del MAN di Fratta Polesine. Un’occasione per conoscere e valorizzare il patrimonio archeologico di Concordia Sagittaria. L’iniziativa è realizzata con il contributo dell’associazione Il Palo ETS ODV di Concordia Sagittaria.

Taranto. Per le GEP 2026 il museo Archeologico nazionale con PlaneTaras propone “Persefone e l’equinozio”: osservazioni al telescopio e visite tematiche incentrate su Demetra e Persefone

Sabato 26 settembre 2026, dalle 20 alle 22.30, il museo Archeologico nazionale di Taranto ospita l’incontro “Persefone e l’equinozio”. In occasione dell’Equinozio d’Autunno del 23 Settembre, infatti, PlaneTaras propone, in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Taranto, il racconto del mito di Persefone, rapita da Ade e condotta negli inferi. La costellazione della Vergine, identificata con Demetra madre di Persefone, conduce progressivamente il Sole verso il suo momento più basso dell’anno. Nella cupola del planetario sarà visibile il momento del passaggio e saranno raccontati il significato astronomico e il mito legato ad esso. Nell’ambito della medesima serata, il Museo offre un affascinante percorso guidato incentrato su Demetra e Persefone, tra le divinità più venerate della Magna Grecia. Attraverso lo studio dei loro attributi sacri e delle drammatiche scene del Ratto di Persefone, scopriremo come gli antichi interpretavano il ciclo delle stagioni. Un percorso simbolico che svelerà la metafora eterna di morte e rinascita per l’anima del defunto. La visita al planetario e l’osservazione al telescopio saranno organizzate, per piccoli gruppi, con turni della durata di 10/15 minuti. Le visite tematiche guidate, su prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti, sono previste alle 21 e alle 22 (prenotazioni al numero 099 4532112). Entrambe le attività saranno incluse nel biglietto di ingresso al Museo dalle 19.30 alle 23.30 (ultimo ingresso alle 23) al costo di 1 euro, in concomitanza con le Giornate Europee del Patrimonio.

Vibo Valentia. Per le GEP 2026 al museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia apertura serale con visite guidate alla mostra “Archeologia Salvata. Dal saccheggio alla memoria. Storie di tutela, traffici clandestini, sequestri e restituzioni”

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia sabato 26 settembre 2026 è prevista l’apertura serale, dalle 20 alle 24, al costo di 1 euro. Nel corso della serata saranno realizzate delle visite guidate alla mostra in corso: “Archeologia Salvata. Dal saccheggio alla memoria. Storie di tutela, traffici clandestini, sequestri e restituzioni”. Attraverso la visita alla mostra si scopriranno tutte le informazioni che un reperto archeologico porta con sé e l’importanza del suo contesto di ritrovamento. Infatti, è il contesto che ci consente di ricostruire la storia di ogni singolo oggetto, di chi lo ha realizzato, usato, deposto in una tomba o offerto in un santuario

GEP 2026 ai parchi di Paestum e Velia: visite tematiche, percorsi archeo-paesaggistici, laboratori, esperienze inclusive e soprattutto uno sguardo dietro le quinte, tra cantieri di scavo, restauri, nuove ricerche e il nuovo allestimento completo del museo Archeologico nazionale

Sabato 26 e domenica 27 settembre 2026 tornano anche ai Parchi archeologici di Paestum e Velia le Giornate Europee del Patrimonio, la più estesa e partecipata manifestazione culturale d’Europa, promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e coordinata per l’Italia dal Ministero della Cultura. Nell’ambito del tema dell’edizione 2026 “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”, i Parchi propongono un ricco programma di visite, percorsi tematici, attività adatte a tutti e aperture straordinarie serali al costo di 1 euro, per riscoprire il patrimonio archeologico attraverso prospettive diverse. A Paestum e Velia il racconto di queste due giornate prende forma nei monumenti e nei paesaggi, ma anche negli scavi in corso, nelle nuove ricerche e nelle attività che ogni giorno contribuiscono a restituire nuovi significati a luoghi dalla storia millenaria. Un’occasione per entrare nei cantieri di scavo, conoscere il lavoro “dietro le quinte”, scoprire il nuovo allestimento completo del Museo di Paestum, rileggere monumenti e paesaggi attraverso visite tematiche, partecipare a un percorso esperienziale Autism Friendly e sperimentare direttamente la tradizione della ceramica attraverso il laboratorio “KÉRAMOS”. Nelle due giornate è anche attivo “Paestum e Velia on the road”: un servizio di navetta gratuita tra i due siti. Si parte alle 15 dal parcheggio Voza, nei pressi del bar Anna, a pochi passi dall’area archeologica. Lo stesso bus ripartirà da Velia alle 18.30 e tornerà a Paestum. Per usufruire del servizio è necessario ritirare il “ticket navetta” in biglietteria.

PAESTUM

Sabato 26 settembre 2026: area archeologica di Paestum, alle 10 appuntamento presso Porta Principale. “Paestum tra ieri e oggi. Storia e restauri nella città dei templi”: visita tematica nell’area archeologica di Paestum. In questa occasione, la narrazione storica inerente alla nascita e trasformazione della città di Poseidonia/Paestum si intreccia con il racconto degli interventi di restauro, antichi e moderni, che hanno mutato il volto di alcuni dei più importanti monumenti pestani. 

Sabato 26 settembre 2026: museo Archeologico nazionale e area archeologica di Paestum, alle 10.30. “Colora la tua visita sotto il cielo blu di Paestum”: percorso esperienziale Autism Friendly in collaborazione con Il Tulipano Art Friendly e Cilento4all. Per informazioni e prenotazioni info@tulipanoart.org 

Sabato 26 settembre 2026: museo Archeologico nazionale di Paestum, alle 11.30. “Paestum fuori le mura: visita guidata alle nuove sale del museo”: visita guidata alle sale del Museo, recentemente inaugurate, dedicate alle necropoli, alle tombe dipinte e al territorio della città greco-lucana e ai nuovi scavi e ricerche in corso. Sarà illustrato l’allestimento e il lavoro di preparazione svolto “dietro le quinte”. 

Sabato 26 settembre 2026: area archeologica di Paestum, ore 14-16, appuntamento presso Porta Principale. Visita guidata al cantiere di scavo presso il Comitium, nell’area del Foro. Lo scavo archeologico sarà presentato dall’équipe dell’università di Bochum che conduce le attività di ricerca. In collaborazione con l’università di Bochum.

Sabato 26 settembre 2026: area archeologica di Paestum – Santuario meridionale, alle 21. “Resilienza pestana. La città che si reinventa nel tempo”: visita tematica. Il percorso racconta come la comunità pestana abbia affrontato mutamenti politici, ambientali e culturali: dalla fondazione greca, quando i coloni organizzarono il territorio con ingegno e misura, alla stagione lucana che rinnovò la presenza politica senza cancellare l’eredità achea. Con Roma la città riorganizzò spazi, l’economica, la politica, la religione e la cultura integrando perfettamente la colonia nella rete del dominio romano e resistendo attraverso la memoria dei suoi santuari. Nei secoli dell’abbandono Paestum non scomparve, ma continuò la sua silenziosa presenza nel paesaggio rurale. La riscoperta moderna e la tutela contemporanea hanno infine restituito voce a questa lunga storia di adattamenti, mostrando come il patrimonio sappia proteggersi, rinnovarsi e rinascere nel tempo.

La visita si articola in sei tappe tematiche:

  1. Fondazione e adattamento – la città greca tra mare e terra
  2. Crisi e rinnovamento – la Paestum lucana
  3. Resistere come supremazia del potere – la città romana
  4. Abbandono, silenzio, rinascita – Paestum medievale e moderna
  5. La riscoperta moderna – la fortuna del saper resistere
  6. Paestum oggi – resilienza come responsabilità

Domenica 27 settembre 2026: museo Archeologico nazionale di Paestum, alle 11. Laboratorio di ceramica Kéramos “La tavola mediterranea”. I Parchi archeologici di Paestum e Velia invitano a vivere un’esperienza unica che unisce creatività, arte e storia con i laboratori di ceramica “KÉRAMOS”, in programma una volta al mese presso i Parchi fino a dicembre. Domenica 27 settembre, il Museo di Paestum apre le porte al laboratorio creativo “LA TAVOLA MEDITERRANEA”, un’occasione speciale per riscoprire le tradizioni alimentari e l’arte della ceramica del mondo greco-romano. Un viaggio nel tempo attraverso forme, colori e sapori guiderà alla scoperta della quotidianità antica, tra piatti, anfore e decori ispirati ai reperti esposti nel Museo. Un modo coinvolgente per toccare con mano la storia, immergendosi nei saperi artigianali che da sempre raccontano il legame tra cibo e cultura. Biglietto per la partecipazione al laboratorio 2 euro (dai 6 anni in poi) che si aggiunge al costo del biglietto di ingresso ai Parchi (ove previsto) e all’abbonamento Paestum&Velia e che può essere acquistato presso le biglietterie dei Parchi oppure online: https://www.vivaticket.com/it/ticket/keramos-laboratori-di-ceramica/304047 

Domenica 27 settembre 2026: area archeologica di Paestum, ore 10-13, appuntamento presso il Tempio di Athena. Visita guidata al cantiere di scavo presso il Tempio di Athena, nell’area del Santuario Settentrionale. Lo scavo archeologico sarà presentato dall’équipe dell’università di Salerno che conduce le attività di ricerca. In collaborazione con l’Università di Salerno.

VELIA

Sabato 26 settembre 2026: Area archeologica di Velia. Percorsi tematici “Un’altra Velia”:

Ore 12, ELEA, LA FONDAZIONE, PARMENIDE E ZENONE: il percorso trae ispirazione dagli straordinari risultati degli scavi recentemente condotti sull’Acropoli, che hanno restituito tracce di un santuario risalente agli anni della fondazione della colonia magnogreca di Elea, verso la metà del VI sec. a.C. Tra i rinvenimenti più significativi compaiono armi greche e italiche che per la prima volta danno concreta evidenza al racconto erodoteo della fuga dei Focei dalla Ionia sotto la spinta dell’invasione persiana. Il percorso include la presentazione dei due più illustri cittadini di Elea che contribuirono con il sapere e l’attività politica a scrivere la prima costituzione della città focea, poco dopo gli anni della fondazione.

Ore 17, L’EDIFICIO IMPERIALE DI CASA COBELLIS: edificio pubblico, complesso di particolare rilevanza, la cui scoperta ha notevolmente ampliato il quadro delle conoscenze sulla fase romana della città. Parzialmente inglobata in una masseria moderna da cui prende il nome, la struttura è caratterizzata da diverse fasi costruttive che risultano di difficile comprensione senza una adeguata spiegazione. Il suo arco cronologico di vita e di utilizzo va dalla prima età imperiale per poi decadere verso la fine del III sec. d.C. quando diventa cava di materiale da reimpiego.

Sabato 26 settembre 2026: area archeologica di Velia, alle 10.30. “Tra terrazze ed edifici: i quartieri occidentale ed orientale di Velia in corso di scavo”: visita guidata ai cantieri di scavo delle Università di Bochum, di Friburgo e di Napoli presso i quartieri occidentale ed orientale. Il percorso attraverserà, a partire dalla città bassa, monumenti, tracciati e complessi architettonici ancora inediti: case, magazzini, officine, opere di servizio, di difesa e di protezione delle fasi greca e romana della città.

Sabato 26 settembre 2026: area archeologica di Velia, alle 21. “Le immagini delle parole. Senofane, Erodoto e gli altri”: percorsi con lanterne e letture commentate delle fonti letterarie di Elea presso il complesso monumentale di Casa Cobellis.

Domenica 27 settembre 2026: area archeologica di Velia, alle 10. CRINALE DEGLI DEI, passeggiata lungo il Crinale degli dei, il percorso archeo-paesaggistico che si snoda lungo le terrazze sacre di Velia, tra l’Acropoli e l’entroterra. Durante la passeggiata si potranno ammirare panorami e scorci unici di Velia, del suo mare e del suo territorio. Lungo il crinale, oltrepassando Porta Rosa, ci si immerge in un territorio vivace e ricco.

Domenica 27 settembre 2026: area archeologica di Velia, alle 16.30. “Dietro le quinte del restauro: le terme pubbliche di Velia”: gli ultimi restauri ci raccontano e introducono ai monumenti di Velia. Uno sguardo diverso sulle terme romane e sulle tecniche di conservazione.

Tutte le iniziative sono incluse nel prezzo del biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia, escluso il laboratorio di ceramica KÉRAMOS. Sabato 26 settembre e domenica 27 settembre 2026: apertura del Museo di Paestum e delle aree archeologiche di Paestum e Velia e del Museo di Paestum dalle 8.30 alle 19.30, ultimo ingresso ore 18.30. Sabato 26 settembre 2026: apertura straordinaria serale delle aree archeologiche di Paestum (area del Santuario meridionale) e Velia (parte bassa) e del Museo di Paestum dalle 20 fino a mezzanotte (ultimo ingresso 23.15) con biglietto d’ingresso al costo di 1 euro. LINK PER L’ACQUISTO DEL BIGLIETTO SERALE: https://www.vivaticket.com/it/ticket/giornate-europee-del-patrimonio/299576

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale per le GEP 2026 apertura straordinaria e visite guidate

Al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) ci sono ancora dei posti disponibili per le attività promosse in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2026.

Sabato 26 settembre 2026, dalle 19.30 alle 23 (ultimo ingresso alle 22.30). Apertura straordinaria con visita ai depositi sotterranei del museo e alla barca cucita, con ingresso simbolico ad 1 euro. Visita a cura del personale e della direzione del museo. Prenotazione obbligatoria per i turni di visita: 0426 21612, drm-ven.museoadria@cultura.gov.it;

Domenica 27settembre 2026, alle 11 e alle 16.30, per Adrikà-mostre, visita guidata della curatrice Silvia Nonnato alla mostra “E L’IMMAGINE PRESE VITA”. Ingresso gratuito per gli invitati. Info e prenotazioni allo 0426 21612, drm-ven.museoadria@cultura.gov.it

Fratta Polesine (Ro). Per le GEP 2026 al museo Archeologico nazionale presentazione del video ricostruttivo del villaggio protostorico di Frattesina e apertura straordinaria serale a 1 euro

In occasione dell’edizione 2026 delle Giornate Europee del Patrimonio, sabato 26 settembre 2026 il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro) propone un appuntamento dedicato alla presentazione di alcuni nuovi strumenti pensati e realizzati per migliorare la fruizione museale, in particolare per permettere al pubblico di comprendere meglio i risultati delle ultime indagini archeologiche. L’ingresso, sia per l’evento di presentazione sia per l’apertura straordinaria serale dalle 19.30 alle 23, prevede il costo simbolico di 1 euro. Durante l’apertura straordinaria sarà possibile conoscere e visionare i nuovi materiali presentati nel corso dell’incontro.

Frame del video della ricostruzione del sito protostorico di Frattesina (foto drm-veneto)

Alle 17.30, saranno presentati il video ricostruttivo del villaggio di Frattesina, pensato per restituire al pubblico l’immagine e l’organizzazione dell’insediamento antico, insieme a una serie di brevi video dedicati alle principali produzioni artigianali del villaggio, per illustrare e rendere comprensibili le relative catene operative. Saranno inoltre presentate copie tattili di oggetti provenienti dal sito di Villamarzana, realizzate per favorire una fruizione più ampia e inclusiva del patrimonio archeologico. La presentazione (prenotazione obbligatoria: drm-ven.museofratta@cultura.gov.it; 0425 668523) vedrà la partecipazione di tutte le figure professionali e specialistiche che hanno contribuito alla realizzazione del progetto e dei nuovi strumenti di valorizzazione, offrendo l’occasione per raccontare il percorso che ha portato dalla ricerca scientifica alla sua restituzione attraverso nuove modalità di comunicazione e fruizione.

Lo scavo del sito protostorico di Villamarzana (foto drm-veneto)

Tutti questi nuovi materiali sono stati realizzati grazie alla collaborazione con il dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza-Università di Roma, il C.P.S.S.A.E. e il dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, nell’ambito del progetto “Prima Europa. La Protostoria del Polesine” con il sostegno della Fondazione CARIPARO e coordinato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Verona, Vicenza e Rovigo. La ripresa degli scavi e il programma di iniziative pubbliche realizzati nell’ambito del progetto nel corso degli anni confermano così la volontà di fare dell’archeologia non soltanto un’attività di ricerca, ma anche un’occasione di incontro e partecipazione, creando un dialogo diretto tra archeologi, istituzioni, comunità locali e visitatori. L’obiettivo è rendere sempre più accessibili e comprensibili le testimonianze delle antiche comunità locali e permettere a un pubblico più ampio di avvicinarsi alla più remota storia del territorio.