Il Polesine fa rete e lancia un fine estate-autunno all’insegna dell’archeologia: Adrikà ad Adria e Delta; Giornate Europee del Patrimonio a Fratta Polesine; festival internazionale sulle Vie dell’Ambra a Rovigo. Un ricco programma proposto dai musei Archeologici nazionali di Adria e Fratta Polesine, dal museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, Comune di Rovigo, C.P.S.S.A.E., Circolo del Cinema di Adria e Fondazione per lo Sviluppo del Polesine, col sostegno di Fondazione Cariparo

Il Polesine fa rete e annuncia un fine estate-autunno all’insegna dell’archeologia con un programma condiviso per valorizzare l’archeologia del territorio: si inizia nella prima metà di settembre con Adrikà – Rassegna del Cinema Archeologico ad Adria e Delta dal 9 al 13 settembre 2026; quindi a fine settembre con le iniziative delle Giornate Europee del Patrimonio a Fratta Polesine il 26 settembre 2026; infine a novembre col Festival Internazionale sulle Vie dell’Ambra a Rovigo dal 7 al 15 novembre 2026. I dettagli sono stati illustrati il 9 luglio 2026 a palazzo Cezza a Rovigo, presenti l’assessore alla Cultura del Comune di Rovigo Erika De Luca; Chiara Vallini, conservatore del museo Grandi Fiumi di Rovigo; Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria; Maria Letizia Pulcini, direttrice del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine; Sandra Bedetti, consigliera d’amministrazione di Fondazione Cariparo; Elisabetta Brusa, direttrice artistica del festival internazionale “Sulle vie dell’Ambra”, collegata da remoto; Paolo Bellintani, presidente del CPSSAE; Emanuela Finesso, presidente del Circolo del cinema “Carlo Mazzacurati di Adria; Andrea Cardarelli, presidente dell’Istituto italiano di Preistoria e protostoria, già docente di Protostoria europea all’università di Roma “La Sapienza”, presente con un intervento registrato.

L’incontro è nato dalla volontà di rafforzare il lavoro di rete sul territorio, promuovendo una progettualità condivisa che valorizzi il patrimonio archeologico e culturale conservato nei tre Musei attraverso la collaborazione tra Enti, la messa in comune di competenze e la costruzione di un’offerta culturale coordinata e rivolta a un pubblico sempre più ampio. Pur mantenendo ciascuno la propria identità scientifica e culturale, i tre musei condividono infatti l’obiettivo di promuovere una visione unitaria del territorio, nella consapevolezza che la storia del Polesine costituisce un patrimonio comune, che trova forza proprio nella collaborazione tra enti, istituzioni, università, associazioni e comunità locali. L’incontro del 9 luglio 2026 rappresenta quindi non solo la presentazione di tre importanti appuntamenti culturali, ma anche il segno concreto di un percorso condiviso che intende rafforzare il sistema museale e archeologico del territorio, valorizzando il dialogo tra ricerca, tutela e divulgazione. Un percorso reso possibile anche grazie al sostegno della Fondazione CARIPARO, il cui contributo ha consentito di sviluppare progetti innovativi dedicati alla ricerca, alla valorizzazione e all’accessibilità del patrimonio culturale.

A quarant’anni dalla mostra “L’antico Polesine. Testimonianze archeologiche e paleoambientali”, che segnò una tappa fondamentale nella conoscenza e valorizzazione del patrimonio archeologico provinciale, il Polesine continua a restituire nuovi dati e nuove prospettive di ricerca. È cambiato, però, anche il modo di raccontare l’archeologia: oggi, accanto ai risultati scientifici, si valorizzano il percorso della ricerca, le metodologie, il lavoro interdisciplinare e il ruolo della tutela, con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico in una conoscenza più consapevole e partecipata del patrimonio culturale. In questo quadro, l’archeologia dialoga sempre più con altri linguaggi della cultura e dell’arte, sperimentando forme di comunicazione innovative capaci di coinvolgere pubblici diversi. Il cinema, il teatro, la musica, la divulgazione scientifica, le nuove tecnologie, l’archeologia sperimentale e gli strumenti per una fruizione più accessibile e inclusiva diventano occasioni per avvicinare il patrimonio a una comunità sempre più ampia, trasformando il museo in uno spazio di esperienza, confronto e partecipazione. È in questa prospettiva che i musei Archeologici nazionali di Adria e Fratta Polesine-Direzione regionale Musei Veneto, insieme al museo dei Grandi Fiumi di Rovigo-Comune di Rovigo, al C.P.S.S.A.E., al Circolo del Cinema di Adria e alla Fondazione per lo Sviluppo del Polesine e a tutti gli Enti e le Associazioni in partenariato e in collaborazione hanno scelto di presentare congiuntamente alcune delle principali iniziative che caratterizzeranno la programmazione culturale tra la fine dell’estate e l’autunno.

Adrikà 2026, il cinema archeologico torna nel Delta del Po. Dal 9 al 13 settembre 2026 appuntamenti tra Porto Viro, Loreo e Adria con film, incontri, spettacoli e grandi ospiti. Tra gli eventi speciali “AquaDueO” con la Banda Osiris e Telmo Pievani e i film muti accompagnati dal vivo dall’Ensemble Jazz del Conservatorio “Antonio Buzzolla”. La rassegna di cinema archeologico Adrikà torna a settembre con un programma che intreccia cinema, archeologia, divulgazione e spettacolo, coinvolgendo il territorio del Delta del Po in cinque giornate di eventi. Organizzata dal circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” di Adria, in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Adria e con la direzione artistica di ArcheoVisiva, la rassegna è realizzata con il patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Rovigo e della Veneto Film Commission, con il sostegno del Comune di Adria, dell’Ente Parco Regionale del Delta del Po, della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, di Banca Adria Colli Euganei, del Rotary Club di Adria e dell’Associazione CADA.

La manifestazione prenderà il via con due appuntamenti di anteprima: mercoledì 9 settembre 2026 a Porto Viro e giovedì 10 settembre a Loreo 2026. Il cuore della rassegna sarà quindi ad Adria, dove l’11, 12 e 13 settembre 2026 si alterneranno proiezioni di film d’autore a tema archeologico, incontri con esperti ed eventi collaterali. Le proiezioni si svolgeranno al Cinema Teatro Politeama, recentemente restituito alla città, e al Teatro Pertini, mentre gli incontri e gli approfondimenti troveranno spazio nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Adria. Durante la manifestazione sarà inoltre possibile visitare gratuitamente il museo, che ha recentemente arricchito il proprio percorso espositivo con una nuova installazione dedicata alla celebre barca “cucita” rinvenuta a Corte Cavanella di Loreo e recentemente restaurata.

Giornate Europee del Patrimonio 2026 a Fratta Polesine. Nuovi strumenti per raccontare Frattesina: accessibilità, ricerca e innovazione. Il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine è ospitato in una delle barchesse di Villa Badoer, capolavoro di Palladio inserito dal 1996 nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Il percorso espositivo racconta la storia delle comunità che vissero sulle rive dell’antico Po di Adria durante l’età del Bronzo finale (1200-900 a.C.). I reperti più significativi provengono dal villaggio di Frattesina, scoperto poco fuori dall’attuale centro abitato di Fratta Polesine, e dalle sue necropoli (Narde e Fondo Zanotto). In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, in programma il 26 settembre 2026, il Museo presenterà al pubblico un insieme di nuovi strumenti di mediazione culturale pensati per migliorare la fruizione del percorso espositivo e rendere l’esperienza di visita sempre più accessibile, inclusiva e coinvolgente. L’iniziativa rappresenta un momento significativo nel percorso di rinnovamento del museo, che affianca alla ricerca archeologica nuove modalità di comunicazione del patrimonio, capaci di dialogare con pubblici diversi e di favorire una partecipazione attiva alla conoscenza. Una parte dei nuovi materiali è stata realizzata grazie ai finanziamenti del PNRR – M1C3-3 Intervento 1.2 “Rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei musei, biblioteche e archivi” del ministero della Cultura. Tra questi figurano ad esempio pannelli con testi in linguaggio facilitato, pensati per rendere i contenuti del percorso espositivo più accessibili. Tra i nuovi materiali, saranno presentati due importanti novità sviluppate nell’ambito del progetto “Prima Europa. La Protostoria del Polesine”, coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza in collaborazione con Sapienza università di Roma, C.P.S.S.A.E. e università di Padova, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ha permesso la ripresa delle indagini nei siti di Frattesina e di Villamarzana dal 2022 al 2024.
La prima è un video di ricostruzione del villaggio di Frattesina, realizzato da Sapienza università di Roma sulla base dei dati emersi dalle campagne di scavo condotte negli ultimi tre anni. Attraverso una ricostruzione scientificamente fondata, il filmato permette di immergersi nell’antico abitato, illustrandone l’organizzazione degli spazi, le attività produttive e la vita quotidiana, offrendo ai visitatori una nuova chiave di lettura del sito archeologico e delle collezioni del museo. La seconda riguarda una serie di riproduzioni tattili di reperti provenienti dal villaggio di Villamarzana, realizzati con finanziamenti PNRR, ma grazie alla collaborazione con l’università di Padova che ha realizzato le scansioni dei reperti. Questi supporti ampliano le possibilità di fruizione del patrimonio museale, favorendo un’esperienza di visita più inclusiva e multisensoriale e rendendo accessibili anche reperti particolarmente significativi ma di difficile manipolazione. L’appuntamento delle Giornate Europee del Patrimonio rappresenta così un’occasione per mostrare come ricerca, tutela e innovazione possano tradursi in strumenti concreti di valorizzazione, rendendo il museo un luogo sempre più aperto, accessibile e capace di raccontare il patrimonio archeologico attraverso linguaggi contemporanei, senza rinunciare al rigore scientifico.

Festival Sulle vie dell’ambra diretto da Elisabetta Brusa, al museo dei Grandi Fiumi di Rovigo. Per vocazione e per missione museo di comunità, il museo dei Grandi Fiumi di Rovigo coltiva progetti, collaborazioni e relazioni: oltre a studiarne e valorizzarne il patrimonio, queste risorse diversificano le proposte culturali, favoriscono la pluralità degli apporti disciplinari, ampliano l’accoglienza a pubblici con molteplici esigenze e caratteristiche. Un Festival dentro un Museo può assumere un significato particolarmente ricco. Può non trattarsi, infatti, di una semplice “offerta culturale”, ma di un dispositivo sociale capace di trasformare il Museo da luogo di conservazione a spazio vivo di produzione di identità e di legami, in grado di superare la visione della cultura e degli eventi come ambito separato per cominciare a leggerli, invece, come una modalità operativa necessaria per affrontare la complessità contemporanea con l’obiettivo di incidere sui processi di sviluppo del territorio e sulla qualità della vita della comunità. Questa è stata, fin dalle origini, l’ambizione del Festival Sulle vie dell’ambra, arrivato quest’anno alla sua terza edizione e, non a caso, “inquilino speciale” del museo dei Grandi Fiumi, grazie alla presenza nel Museo di questa preziosa resina, patrimonio del territorio polesano.

In questa terza edizione Ambra: oro del Baltico e del Polesine, che si svolgerà dal 7 al 15 novembre 2026, il Festival, sostenuto dalla Regione del Veneto, dal Comune di Rovigo e dalla Fondazione Cariparo, si propone ancora una volta non solo di consolidare l’interesse e il successo ottenuto negli anni precedenti, ma di trasformare Rovigo in un crocevia culturale europeo. E se l’anno scorso il paese ospite era l’Estonia, quest’anno focalizzeremo l’attenzione sulla Polonia, cercando di approfondire la storia commerciale e culturale che si è sviluppata intorno al polacco “oro del Nord”, visto che anticamente l’ambra proveniente dai paesi baltici veniva paragonata all’oro. Il Festival svilupperà, inoltre, anche un progetto ulteriore, In cammino, percorso che si concentrerà sul tema dei “pellegrinaggi” che si effettuavano attraverso la via Romea Germanica, strada che nel Medioevo non servirà più per trasportare l’ambra, convertendo la “strada dei mercanti” nella “strada dei pellegrini”. Tra le varie attività promosse dal Festival: mostre, concerti, installazioni, spettacoli di danza e di teatro, conferenze, attività didattiche e ludiche -dentro e fuori il Museo-, sottolineiamo il Convegno internazionale Dal Baltico al Po. L’ambra nella Protostoria europea a cura del CPSSAE (14 novembre 2026, Museo dei Grandi Fiumi, Rovigo).
Paludi (Cs). Per le GEP 2025, “Passeggiata nell’abitato antico” tra il parco archeologico di Castiglione e il museo civico
Domenica 28 settembre 2025, alle 10.30, il parco archeologico di Castiglione di Paludi e museo civico di Paludi (Cs), per le GEP 2025, “Passeggiata nell’abitato antico”. Si camminerà attraverso il patrimonio più antico che la comunità di Paludi ospita, quello custodito al parco archeologico di Castiglione di Paludi e al museo civico, lungo un percorso di conoscenza attento alla storia, all’archeologia, alla cultura, alle civiltà passate, alle tradizioni. Così il sindaco di Paludi Domenico Baldino: “Accoglieremo con la nostra consueta ospitalità quanti vorranno trascorrere momenti piacevoli nel parco archeologico di Castiglione, per celebrare il patrimonio che custodiamo, migliorarne la conoscenza, diventarne sempre più consapevoli custodi. Siamo fieri di portare avanti e sostenere azioni che puntano alla valorizzazione di luoghi, quali il parco di Castiglione ed il museo civico, che devono sempre più essere sentiti come patrimonio collettivo”. Così Donatella Novellis, direttrice scientifica del parco archeologico di Castiglione e del museo civico di Paludi: “Anche quest’anno il patrimonio culturale straordinario che la comunità di Paludi custodisce partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio, dedicate a un tema particolarmente vicino all’archeologia del sito di Castiglione, ovvero le architetture e l’arte del costruire. L’abitato fortificato ellenistico (IV-III sec. a.C.) che il sito conserva rappresenta una testimonianza splendida di architettura antica, che attesta in modo eloquente la perfezione consapevole e la cura del costruire nel mondo antico”. L’evento vedrà la presenza consueta dell’amministrazione comunale e la partecipazione attiva della Pro Loco Paludi, nelle persone del Presidente Giuseppe Blefari insieme ad associate e associati. Alla passeggiata nel parco archeologico di Castiglione, con partenza alle 10.30 di domenica 28 dal suo ingresso, seguirà la visita al museo civico, con particolare attenzione alla mostra permanente sulla civiltà contadina. In caso di condizioni meteo avverse, ci si ritroverà alle 10.30 direttamente al museo civico, al Centro Culturale Polifunzionale.
Paestum e Velia. Per le GEP 2025 un ricco programma che invita a leggere le città antiche come opere collettive, nate dall’incontro tra tecnica, mito e immaginazione e lo fa anche al calare del sole con un’apertura serale straordinaria
Il 27 e 28 settembre 2025 tornano anche nei Parchi archeologici di Paestum e Velia le GEP 2025, l’appuntamento europeo che ogni anno invita a riscoprire il valore dei Luoghi della Cultura attraverso visite guidate, laboratori ed eventi speciali. Il tema scelto per questa edizione, “Architetture: l’arte di costruire”, diventa il filo conduttore di un ricco programma che invita a leggere le città antiche come opere collettive, nate dall’incontro tra tecnica, mito e immaginazione e lo fa anche al calare del sole con un’apertura serale straordinaria.
A Paestum, sabato 27 settembre 2025, è possibile: esplorare i tesori nascosti del Museo con il percorso “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum” (15, 17); partecipare a un esclusivo laboratorio di restauro a porte aperte e scoprire come la storia prende vita attraverso le mani esperte dei restauratori; assistere a una visita al cantiere di scavo del Tempietto presso le mura di cinta, per osservare da vicino l’archeologia in azione; lasciarsi guidare tra le architetture senza tempo di Poseidonia-Paestum con una visita tematica al Museo (ore 16).
A Velia, il viaggio continua con: un percorso tra l’Acropoli e i suoi scorci panoramici; la visita guidata “Pietra, Mito e Acqua alle Terme Ellenistiche” con approfondimenti di storia, archeologia e restauro (ore 16); la scoperta dell’Edificio Imperiale di Casa Cobellis (ore 17).
Domenica 28 settembre 2025. A Paestum: alle 10, “Alle origini della città: il più antico Tempio di Athena”, visita allo scavo in corso nei pressi del Tempio di Athena, guidata dai ricercatori dell’università di Salerno e della Scuola di Specializzazione Or.Sa.; alle 10, 12, 15 e 17 tornano le visite “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum”, un’occasione unica per scoprire i reperti custoditi nei sotterranei del Museo; alle 11, “Le Donne nell’Antichità” – KÉRAMOS”: Laboratorio di Ceramica a Paestum, per scoprire il ruolo della donna nel mondo greco – romano e la produzione artigianale femminile e creare oggetti ispirati ai reperti.
A Velia: alle 10, il percorso Crinale degli Dei guiderà tra le terrazze sacre della città antica, tra archeologia e paesaggio; alle 11, visita guidata “Pietra, Mito e Acqua alle Terme Ellenistiche”, per approfondire la storia, il mito e le tecniche costruttive di Elea.
Apertura serale – Sabato 27 settembre 2025. In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2025, sabato 27 settembre, Paestum e Velia si accendono di una luce speciale con un’apertura serale straordinaria dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso 22.30), al costo simbolico di 1 euro. A Paestum, alle 20 e 21.30, sarà possibile esplorare il Santuario meridionale, tra Tempio di Nettuno e Basilica, con percorsi tematici accessibili a tutti oppure intraprendere un percorso alla scoperta dei tesori nascosti nei depositi sotterranei grazie all’iniziativa Oltre il museo. Storie dai depositi di Paestum”, alle 20.30 e 21.30.
A Velia, “Le immagini delle parole. Senofane, Erodoto e gli altri”, percorsi con lanterne e letture commentate delle fonti antiche accompagneranno la visita a Casa Cobellis, alle ore 21:00, per una serata immersi nella storia. Biglietti: https://www.vivaticket.com/it/ticket/giornate-europee-del-patrimonio/279832.
PAESTUM E VELIA ON THE ROAD. Navetta gratuita in partenza da Paestum a Velia e ritorno: un’occasione unica per ammirare la bellezza di due importanti città della Magna Grecia. Si parte alle 15 dal parcheggio Voza, nei pressi del bar Anna, a pochi passi dall’area archeologica. Lo stesso bus ripartirà da Velia alle 18 e vi riporterà a Paestum. Per usufruire del servizio è necessario ritirare il “ticket navetta” in biglietteria. Un’occasione unica per scoprire Paestum e Velia sotto una luce completamente nuova. Tutte le iniziative sono incluse nel prezzo del biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. Sabato 27 settembre e domenica 28 settembre 2025: apertura del Museo di Paestum e delle aree archeologiche di Paestum e Velia e del Museo di Paestum dalle 8.30 alle 19.30, ultimo ingresso 18.30. Sabato 27 settembre 2025: apertura straordinaria serale delle aree archeologiche di Paestum (area del Santuario meridionale) e Velia (parte bassa) e del Museo di Paestum dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso 22.30) con biglietto d’ingresso al costo di 1 euro. Tutte le attività sono comprese nel biglietto di ingresso e nell’abbonamento Paestum&Velia.
Ercolano. Per le GEP 2025 “La casa che vorresti”, un viaggio tra le domus guidati dagli archeologi alla scoperta della vita privata dell’antica città. E il sabato ingresso serale a 1 euro
Il 27 e 28 settembre 2025 il parco archeologico di Ercolano aderisce alle GEP 2025 con un’iniziativa che porta i visitatori dentro le mura domestiche dell’antica città vesuviana. Il programma, dal titolo evocativo “La casa che vorresti”, propone un viaggio tra gli edifici privati di Ercolano, dove ogni abitazione diventa testimone di storie, trasformazioni e mutamenti sociali. Non solo dimore, ma veri e propri specchi dei gusti e delle mode di un’epoca che, poco prima dell’eruzione del Vesuvio, aveva già conosciuto cambiamenti e rifunzionalizzazioni. Le visite si svolgeranno la mattina, dalle 9 alle 13, con turni a cadenza oraria (9, 10, 11, 12) per un massimo di 25 persone ciascuno, previa prenotazione su ercolano.coopculture.it. Ogni percorso, della durata di un’ora, sarà condotto dai funzionari del Parco, che guideranno i visitatori alla scoperta della vita privata dell’antica città in un’esperienza coinvolgente. L’attività è gratuita, inclusa nel biglietto di ingresso al sito, previa prenotazione su ercolano.coopculture.it. I partecipanti dovranno presentarsi all’ingresso dell’area archeologica dieci minuti prima dell’orario di visita prenotato. È un’occasione unica: le case di Ercolano, straordinariamente diverse l’una dall’altra, raccontano l’evoluzione urbanistica, sociale ed economica di una comunità a cui è stato concesso dalla storia di poter rivivere dopo una tremenda distruzione, l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Un’opportunità imperdibile per riscoprire il sito da un punto di vista inedito e sorprendente.
Apertura straordinaria serale sabato 27 settembre 2025 con turno di visita dalle 20 alle 22: ingresso simbolico a 1 euro (escluse le gratuità previste per legge). Uscita obbligatoria dall’area archeologica entro le 22.30 e deflusso completo con uscita dal Parco entro le 23, un’apertura straordinaria serale nella quale si ripropone il format de “I venerdì di Ercolano”, con performance di teatro, arte e musica. I visitatori potranno esplorare liberamente l’area archeologica illuminata di sera, passeggiando tra le strade, le botteghe e le sontuose domus dell’antica Herculaneum, approfondendo la conoscenza del sito grazie all’applicazione Ercolano Digitale, scaricabile gratuitamente sul posto. Attraverso un itinerario dedicato all’evento, l’app fornirà contenuti didattici e accompagnerà i visitatori lungo un percorso arricchito da performance di danza, interventi teatrali e musicali, ideati per dialogare in modo inedito e suggestivo con il patrimonio archeologico.
Pompei. Per le GEP 2025, rivivono le arti, i mestieri, la vita quotidiana e militare con le Rievocazioni storiche: due giorni per immaginarsi nella storia del I secolo d.C. Sabato passeggiate serali nei siti della Grande Pompei a 1 euro
Il Foro, il Quadriportico dei Teatri, l’Anfiteatro, la Palestra grande, Via dell’Abbondanza, il Teatro grande, il Tempio di Iside a Pompei si animeranno sabato 27 e domenica 28 settembre 2025 in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio (GEP) con rievocazioni storiche di mestieri, momenti di vita quotidiana e militare di epoca romana. Un’occasione per adulti, bambini e famiglie per vivere e immaginarsi nella storia e comprenderne le abitudini, gli usi e i costumi. Il ricco programma di performance ed esibizioni a cura di esperti rievocatori è promosso dal parco archeologico di Pompei in collaborazione con Legio XXX Ulpia Victrix, Gruppo Storico Romano e Compagnia dell’Aquila Bianca. Il programma sarà identico per entrambe le giornate, garantendo a tutti i visitatori un’esperienza completa. In occasione delle GEP, l’ingresso diurno alle aree archeologiche è a tariffa ordinaria. È inoltre prevista in tutti i siti del Parco l’apertura serale sabato notte 27 settembre 2025 al costo di 1 euro (riduzioni e gratuità come da normativa), dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso alle 22). Il costo di ingresso serale in tutti i siti e a Pompei per ciascun itinerario, sarà di 1 euro, incluse le performance “Pompei. Vox Feminae”. A Villa San Marco e Villa Arianna ingresso gratuito. https://www.ticketone.it/eventseries/pompei-giornate-europee-del-patrimonio-aperture-serali-3962841/?affiliate=IGA
Al Foro (Macellum, Tempio dei Lari Pubblici, Tempio del Genius Augusti) dalle 9.30 18 si potrà rivivere una giornata dell’epoca con “Pompeiani: una giornata nel tempo”, ricostruzione di un mercato con artigiani, venditori, cittadini, danze e dibattiti pubblici. E sempre al Foro, ma nell’Edificio di Eumachia, sabato dalle 11 alle 11.30 e domenica dalle 16 alle 16.30 si potrà ascoltare il discorso della sacerdotessa Eumachia ai fullones (lavandai) di cui era protettrice e a cui è dedicato l’edificio, intervallata da danze antiche, con la performance teatrale “De Mulieribus”.
Al Quadriportico dal mattino e fino alle 18.30 si potranno esplorare usi e costumi antichi, tra arte e tecnologia girando tra i banchi didattici, a cura di esperti che tratteranno il tema “Scientia e Vita: Pompei si racconta”.
Al Teatro grande invece dalle 12 alle 13 e dalle 17 alle 18 si potrà assistere a esibizioni, di natura anche didattica, sulla gladiatura. Mentre dalle 16 alle 16.30 sabato, e domenica dalle 11 alle 11.30 la vita quotidiana e i mestieri femminili a Pompei saranno raccontati attraverso una serie di 3 performance teatrali, “De Mulieribus” (La sera prima delle nozze, La spatola di Sperata, Ogni mattina nella domus di Aulus Rustius Verus), intervallate da danze antiche.
Al Tempio di Iside prenderanno vita i Tableaux Vivants “Nel nome della Dea: Invocazione e offertorio al Tempio di Iside di Pompei”, con processione finale lungo via dell’Abbondanza, nei seguenti orari: dalle 10 alle 10.30 e dalle 14.30 alle 15.
L’Anfiteatro sarà, invece, per eccellenza luogo dedicato ai Ludi Pompeiani, con combattimenti ricostruiti fedelmente e accompagnati da spiegazioni didattiche sulle figure coinvolte, le armi, le regole e il contesto sociale. Ampio spazio sarà dedicato alla movimentazione legionaria, con esercitazioni dimostrative e narrazione storica sull’organizzazione militare: legionari, centurioni, ufficiali e marinai (Classiarii).
Nel piazzale antistante l’arena dalle 9.30 alle 18.30 sarà allestito un accampamento storico, con laboratori didattici civili e militari. Mentre all’interno dell’edificio, dalle 10.00 alle 12.45, si potrà assistere ai Ludi Pompeiani: spettacoli gladiatori, legionari, danza storica con coreografie ispirate all’epoca romana, curate da danzatrici in abiti d’epoca ed intrattenimento didattico. L’intera manifestazione sarà scandita dal grande Corteo Storico, che partirà dalla Palestra Grande con una cerimonia religiosa alle 15 cui seguirà alle 15.30 il corteo civile e militare lungo Via dell’Abbondanza fino al quadrivio e ritorno. Alle 16.30, al rientro del corteo nella Palestra, avranno luogo una cerimonia con rito civile e una militare in onore dell’Imperatore Tito – figura centrale del contesto rappresentato e dimostrazioni di battaglie legionarie. Alle 17.30 il corteo civile e militare rientrerà all’accampamento sul piazzale dell’Anfiteatro.
A Pompei e a Boscoreale il 27 sera, oltre alla passeggiata serale che a Pompei prevede più itinerari (uno alla Villa dei Misteri e l’altro all’area dell’Anfiteatro con visita alla mostra “Essere donna nell’antica Pompei” presso la Palestra Grande e ad alcune domus vicine) sono in programma anche le performance artistiche “Pompeii: Vox Feminae” dedicate a figure femminili dell’antica Pompei: Pompei, Odeion (Teatro Piccolo) 27 settembre “Amaryllis” e a Villa Regina, Boscoreale 27 settembre “Wilhelmina”. Sarà possibile usufruire del servizio navetta Pompeii Artebus in partenza da Piazza Esedra (orari consultabili sul sito www.pompeiisites.org). Dalle 19 alle 23.30 ci sarà un’attivazione straordinaria del servizio navetta che collegherà i 3 siti del circuito di Castellammare: museo Archeologico di Stabia alla Reggia di Quisisana, Villa Arianna e Villa San Marco. Biglietti in vendita sul circuito on-line www.ticketone.it (+ 1 euro per la vendita on-line) o presso la biglietteria di Piazza Anfiteatro o presso la Villa dei Misteri (solo cashless). È consigliata la prenotazione on-line.
Inoltre, ad Oplontis per la serata del 27 settembre 2025 l’Archeoclub d’Italia aps-sede di Torre Annunziata “Mario Prosperi”, in collaborazione col Gruppo storico oplontino e la rete di Ospitalità Diffusa ArevOd, organizza itinerari tematici gratuiti alle 20.30, 21, 21.30, in linea con il tema delle Giornate europee del patrimonio, quest’anno dedicato alle “Architetture: l’arte di costruire”. Mentre al museo Archeologico di Stabia Libero d’Orsi è in programma sulle terrazze della Reggia “Echeia. Nuove Risonanze”, installazioni sonore e live performance a cura di Marco D’Acunzo e Marina Lucia con Ensemble Progetto Porpora. L’evento è organizzato dalla Funneco aps in collaborazione con il Parco e con il contributo del Comune di Castellammare di Stabia.
Bologna. A Palazzo Marescalchi, sede Sabap, per GEP 2025, “Dialoghi con il territorio. Scavi e ricerche delle Soprintendenze di Bologna e di Modena Reggio Emilia e Ferrara”: i risultati dei più recenti interventi di scavo e ricerca condotti sulle province di competenza
Nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2025 la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le provincie di Modena Reggio Emilia e Ferrara organizzano un incontro con i funzionari archeologi referenti per il territorio e con professionisti e studiosi esterni, nel corso del quale verranno presentati i risultati dei più recenti interventi di scavo e ricerca condotti sulle province di competenza: “Dialoghi con il territorio. Scavi e ricerche delle Soprintendenze di Bologna e di Modena, Reggio Emilia e Ferrara”. Appuntamento venerdì 26 Settembre, alle 16, nel Salone d’Onore di Palazzo Marescalchi, sede Sabap-Bo, in via IV Novembre 5 a Bologna. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Dopo i saluti istituzionali di Francesca Tomba, soprintendente ABAP per la Città metropolitana di Bologna, e di Eugenia Valacchi, soprintendente ABAP per le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, introduce e modera Valentina Manzelli, archeologa SABAP e referente area funzionale Educazione e Ricerca. Intervengono Sara Campagnari, Monica Miari (archeologhe SABAP), Angelo Di Michele (Coop. Archeologia), su “Bologna, Villa Cassarini: indagini ai margini dell’abitato protostorico”; Vanessa Poli (archeologa SABAP), Paola Poli (libera professionista), Valentina Santi (SAP Società Archeologica S.r.l.), su “Valsamoggia (BO), il sito pluristratificato di via Chiesaccia”; Carolina Ascari Raccagni (Archeologa SABAP), Nicola Cassone (GEA), Flavia Amato, Marco Bruni (liberi professionisti), su “Ca’ Bianca Nuova e il copparese in epoca romana”; Valentina Di Stefano (archeologa SABAP), Laura Cerri (libera professionista), su “Nuova campagna di prospezioni geofisiche nel sito di Maccaretolo a San Pietro in Casale (BO): analisi preliminari e prospettive di ricerca”; Annalisa Capurso (archeologa SABAP), Nicoletta Raggi, Cristian Tassinari (TECNE S.r.l.), su “Il rustico di via Elsa Morante a Villanova di Castenaso (BO): scavo e valorizzazione di un sito ad orientamento anomalo lungo la via San Vitale”.
Campagnano di Roma. Per GEP 2024 al museo Archeologico del Pellegrino presentazione del libro “Le vie cave in Etruria meridionale” (Antiqua Res Edizioni, 2024) curato da Francesca Ceci, Elena Foddai, Stefano Francocci e Stephan Steingräber
In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2024, con il tema “Patrimonio in cammino”, il museo Archeologico del Pellegrino di Campagnano di Roma presenta la prima opera interamente dedicata alle antiche vie scavate nel tufo della Tuscia. Domenica 29 settembre 2024, alle 17, al MAP, dopo gli interventi Alessio Nisi, sindaco di Campagnano di Roma; Vincenzo Girolami, sindaco di Castel Sant’Elia; e Gianfranco Piergentili, sindaco di Corchiano, presentazione del libro “Le vie cave in Etruria meridionale” (Antiqua Res Edizioni, 2024) curato da Francesca Ceci, Elena Foddai, Stefano Francocci e Stephan Steingräber. Daniele Federico Maras, direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze, dialoga con gli autori. Modera Michele Damiani, museo Archeologico del Pellegrino. Il libro raccoglie contributi di studiosi sul paesaggio e la viabilità rupestre della Tuscia, ed è la pubblicazione degli atti del convegno internazionale tenutosi a Castel Sant’Elia e Corchiano nel 2022. L’evento si tiene al museo Archeologico del Pellegrino (MAP), il museo civico di Campagnano dedicato al tema del viaggio nell’antichità, in perfetta sintonia con il tema proposto dalle Giornate Europee del Patrimonio, promosse dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea, coordinate in Italia dal ministero della Cultura. I presenti potranno acquistare il volume a prezzo speciale fino a esaurimento copie o su prenotazione. L’evento sarà arricchito da una rievocazione storica della figura del Viaggiatore Etrusco, a cura di Suodales APS.
Agrigento. Per GEP 2024 il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi propone l’archeo-trekking “Dal Tempio Romano all’agrumeto secolare, passando dall’ipogeo Giacatello”

Il tempio romano nel parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento (foto regione siciliana)

L’ipogeo Giacatello nel parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento (foto regione siciliana)

L’agrumeto Diodoros nel parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento (foto regione siciliana)
Il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi invita a vivere un’esperienza straordinaria, dove la storia millenaria incontra la bellezza della natura. Domenica 29 settembre 2024, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, alle 16, sarà possibile immergersi nell’archeo-trekking “Dal Tempio Romano, all’agrumeto secolare, passando dall’ipogeo Giacatello”, un viaggio affascinante tra passato e presente. La visita guidata, a cura di CoopCulture, porterà i partecipanti attraverso tre luoghi unici e suggestivi: il tempio romano ed il suo portico, aperto alla fruizione dopo un attento restauro; l’ipogeo Giacatello, una maestosa cisterna sotterranea di epoca greca, un capolavoro nascosto; l’agrumeto Diodoros, un giardino di agrumi e piante aromatiche che profuma di storia e di vita. Partenza dal chiostro all’ingresso del museo Griffo. La partecipazione è gratuita, ma è consigliata la prenotazione su www.coopculture.it. Un’occasione speciale per lasciarsi incantare dalle meraviglie del Parco e scoprire angoli segreti dove il tempo sembra essersi fermato.






















































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