Cabras (Or). Alla vigilia della grande mostra “Tyrrhenòs e Sardò. Principi Etruschi e Guerrieri Nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce” a cura di Paolo Giulierini, Daniele Maras, Giorgio Murru e Raimondo Zucca, al museo “Marongiu”, il direttore Maras fa qualche anticipazione e invita tutti a visitarla

I Greci la chiamavano “l’Isola dalle vene d’argento”: la Sardegna era una terra ricca di risorse minerarie, al centro delle rotte che attraversavano il Mediterraneo antico. Proprio il commercio dei metalli rappresentò una delle principali connessioni tra Sardegna ed Etruria. Navi, uomini e merci solcavano il Tirreno dando vita a una fitta rete di relazioni. È da questo dialogo che prende forma la mostra “Tyrrhenòs e Sardò. Principi Etruschi e Guerrieri Nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce” a cura di Paolo Giulierini, Daniele Maras, Giorgio Murru e Raimondo Zucca, nella nuova sala del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or), che verrà inaugurata per l’occasione, da sabato 18 luglio a lunedì 9 novembre 2026. La mostra, promossa dalla Fondazione Mont’e Prama, in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Firenze e il Comune di Cabras, propone un percorso che racconta il legame tra due grandi civiltà del Mediterraneo attraverso reperti, manufatti e testimonianze archeologiche.
A poche ore dall’inaugurazione, il direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze e co-curatore della mostra Daniele Maras ci regala qualche anticipazione sulla mostra “Tyrrhenòs e Sardò” invitando il pubblico a visitarla.
“Le statue a grandezza naturale di Casale Marittimo e della Pietrera, cioè le più antiche sculture a grandezza naturale dell’Italia peninsulare”, spiega Daniele Maras, “andranno a incontrare, tra poco, i Giganti di Mont’e Prama. Quindi le più antiche sculture a grandezza sopra il vero dell’Occidente mediterraneo. È un incontro spettacolare all’interno di una grande iniziativa. Una mostra organizzata dalla Fondazione Mont’e Prama insieme con il museo Archeologico nazionale di Firenze dal titolo Tyrrhenòs e Sardò. Principi Etruschi e Guerrieri Nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce. Speriamo che tutti possano partecipare e invitiamo tutti a essere presenti a questa grande iniziativa che porta la Sardegna e la Toscana di nuovo a essere unite dopo migliaia di anni di tempo”.
Cabras (Or). Entra nel vivo la quinta edizione del Festival internazionale dell’Archeologia, dedicato al racconto dell’archeologia mediterranea, alla ricerca scientifica e al dialogo tra culture, territori e comunità, promosso dalla Fondazione Mont’e Prama: ecco il ricco programma della tappa al museo “Marongiu”

Dal 24 al 29 giugno 2026 la Fondazione Mont’e Prama accoglie studiosi e appassionati nel segno della ricerca e della partecipazione con la quinta edizione del Festival Internazionale dell’Archeologia, una manifestazione che negli anni si è affermata come uno degli appuntamenti culturali più rilevanti dedicati al racconto dell’archeologia mediterranea, alla ricerca scientifica e al dialogo tra culture, territori e comunità. Il Festival si è aperto mercoledì 24 giugno 2026 a Santu Lussurgiu (Or), nella cornice della Chiesa di San Leonardo de Siete Fuentes, con una serata inaugurale dedicata al rapporto tra storia locale e grande storia mediterranea. Protagonisti studiosi di rilievo internazionale come Giampaolo Mele e Franco Cardini, seguiti dal concerto Amaius, produzione originale che unirà le sonorità di Elena Ledda, Mauro Palmas e altri importanti musicisti sardi. Con il Festival Internazionale dell’Archeologia, la Fondazione Mont’e Prama conferma ancora una volta il proprio impegno nel costruire un modello culturale capace di mettere in relazione ricerca, territorio, comunità locali e grandi reti internazionali, facendo della Sardegna un punto di riferimento nel dibattito contemporaneo sulla valorizzazione del patrimonio culturale mediterraneo.
Dal 25 al 28 giugno 2026 il Festival si sposta a Cabras (Or), nel nuovo parco del museo civico “Giovanni Marongiu”, trasformando ancora una volta il Sinis in uno spazio di confronto culturale internazionale. Al centro del programma ci saranno i grandi temi del mare come luogo di connessione tra civiltà, le nuove ricerche archeologiche in corso nel territorio di Mont’e Prama e Cabras, il dialogo tra archeologia, tutela del patrimonio e cooperazione scientifica internazionale. Tra gli ospiti attesi figurano, tra gli altri, e numerosi archeologi, storici, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni culturali sarde, italiane ed europee. Una particolare attenzione sarà dedicata anche ai grandi progetti espositivi e scientifici promossi dalla Fondazione Mont’e Prama, al percorso di valorizzazione internazionale della civiltà nuragica e al racconto delle nuove campagne di ricerca che stanno contribuendo a ridefinire la conoscenza del patrimonio archeologico del Sinis.
Gran finale lunedì 29 giugno 2026 nel Teatro di Tharros (Or), con un evento speciale che unirà archeologia, musica e spettacolo: il tributo a Ennio Morricone e Carl Orff, con l’esecuzione dei Carmina Burana da parte dell’Orchestra Roma Sinfonietta e del Coro Polifonico Pierluigi da Palestrina di Cabras, in uno dei luoghi più iconici del patrimonio culturale sardo.

PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 25 GIUGNO 2026. Alle 20.30, a Cabras, nuovo parco del museo civico G. Marongiu, presenta e conduce: Ambra Pintore.“Tra il Sinis e Ustica”: l’accordo di collaborazione tra la Fondazione Mont’e Prama e la Fondazione Sebastiano Tusa. Linee di studio e di ricerca con Anthony Muroni (presidente della Fondazione Mont’e Prama), Valeria Li Vigni (presidente della Fondazione Sebastiano Tusa), Ennio Turco (soprintendente del Mare), Roberto La Rocca (archeologo subacqueo della soprintendenza del Mare); “Storie dal Mare” con Attilio Mastino (storico, epigrafista, saggista, già rettore dell’università di Sassari), Ferdinando Maurici (storico, saggista), Pascal Arnaud (professore dell’università di Lione, massimo esperto di navigazione nel Mediterraneo); “Andar per mare. Terre, navi, rotte, uomini e Dei” con Massimo Cultraro (archeologo, egeista, direttore di ricerca CNR), Louis Godart (storico, filologo, accademico dei Lincei), Silvia Romani (storica, professoressa università statale di Milano). Introduzione e Intervallo musicale a cura della cantautrice Chiara Effe

PROGRAMMA DI SABATO 27 GIUGNO 2026. Alle 20.30, a Cabras, nuovo parco del museo civico “G. Marongiu”, presenta e conduce: Ambra Pintore.“Dioniso. Il Dio dei Misteri” di Cristoforo Gorno con Cristoforo Gorno (scrittore, autore e conduttore televisivo), Giorgio Ieranò (professore dell’università di Trento, saggista, traduttore teatrale), Laura Larcan (giornalista de Il Messaggero); “Ricerche archeologiche nel Sinis di Cabras. La prospezione archeologica e geofisica nella Laguna di Cabras. Nuove acquisizioni” con Pier Giorgio Spanu (professore dipartimento Storia Scienze dell’uomo e della Formazione, università di Sassari), Rita Auriemma (professoressa dipartimento di Beni culturali, università del Salento), Maria Mureddu (archeologa, Fondazione Mont’e Prama, direttrice scientifica progetto di ricerca), Paolo Emanuele Orrù (professore dipartimento di Scienze della Terra, università di Cagliari), Filiberto Chiabrando (professore dipartimento di Architettura e Design, Politecnico di Torino); “Lo scavo archeologico al Nuraghe Cannevadosu” con Raimondo Zucca (archeologo, epigrafista, già professore università di Sassari), Maura Vargiu (archeologa, funzionaria SABAP per l’area metropolitana di Cagliari e le provincie di Oristano e Sud Sardegna), Nicoletta Camedda (archeologa, Fondazione Mont’e Prama, direttrice di scavo); “L’ipogeo di San Salvatore si racconta” con Paola Derudas (archeologa, università di Lund), Nicoletta Camedda (archeologa, Fondazione Mont’e Prama, curatrice dell’Ipogeo di San Salvatore). Introduzione e intervallo musicale a cura di Federica Urracci Trio: “Un viaggio tra canzone d’autore, atmosfere soul e arrangiamenti eleganti” con Federica Urraci (voce), Alessio Sanna (tastiere) e Guglielmo Moro (percussioni)

PROGRAMMA DI DOMENICA 28 GIUGNO 2026. Alle 20.30, a Cabras, nuovo parco del museo civico G. Marongiu, presenta e conduce: Ambra Pintore. “Archeomafie: l’aggressione criminale e la salvaguardia dell’eredità culturale” con Tsao Cevoli (archeologo e giornalista), Lidia Vignola (archeologa, scrittrice, comunicatrice scientifica), Elena Anna Boldetti (soprintendente SABAP per l’area metropolitana di Cagliari e le provincie di Oristano e Sud Sardegna), Monica Stochino (soprintendente SABAP per le provincie di Sassari e Nuoro); LE MOSTRE DELLA FONDAZIONE: “La riunione del corpus statuario di Mont’e Prama” con Anthony Muroni (presidente della Fondazione Mont’e Prama), Andrea Abis (sindaco di Cabras), Luca Cheri (archeologo, direttore scientifico della Fondazione Mont’e Prama); “Tyrrhenòs e Sardò. Principi Etruschi e Guerrieri Nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce” con Paolo Giulierini (archeologo, etruscologo, direttore del museo di Cortona, direttore scientifico della mostra), Daniele Maras (archeologo, etruscologo, direttore del MAN di Firenze), Raimondo Zucca (archeologo, epigrafista, già professore università di Sassari), Giorgio Murru (archeologo, storico, Fondazione Mont’e Prama, direttore del Menhir museum di Laconi); “Tharros. Time Upon Time al Museo Diocesano Arborense” con S.E. Mons. Roberto Carboni (arcivescovo della Diocesi di Oristano), Silvia Oppo (architetto, direttrice del museo diocesano Arborense), Luca Cheri (archeologo, direttore scientifico della Fondazione Mont’e Prama, curatore della mostra), Ilaria Orri (archeologa, Fondazione Mont’e Prama, curatrice della mostra); “Sardegna Isola Megalitica – Barcellona. Una straordinaria esperienza” con Viviana Pinna (archeologa, Fondazione Mont’e Prama, curatrice dell’area archeologica di Mont’e Prama), Stefano Giuliani (archeologo, DRM, direttore dell’Antiquarium Turritano), Manuela Puddu (archeologa, responsabile dell’Ufficio Didattica Educazione e Ricerca del MAN di Cagliari), Nicoletta Buffon (amministratore delegato di Villaggio Globale International). Introduzione e Intervallo musicale a cura di Angelica Perra Trio: “Estratti musicali dallo spettacolo Parole di Pietra – omaggio a Maria Lai” con Angelica Perra (flauto e voce), Gianluca Pischedda (violoncello e voce), Massimo Satta (chitarra).
Cabras (Or). Pasqua tra i Giganti: al museo “Marongiu” per la prima volta riuniti in un’unica esposizione le 25 statue scoperte a Mont’e Prama insieme a 15 modelli di nuraghe e un betile. Muroni: “Oggi Cabras riabbraccia la sua storia”. Le anticipazioni (riunione Giganti e mostra Etruschi e Nuragici, due civiltà in dialogo/confronto) ad “archeologiavocidalpassato.com” del presidente Fondazione Mont’e Prama

I Giuganti di Mont’e Prama riuniti nel percorso provvisorio al museo civico Archeologico “Giovanni Marongiu” di Cabras (foto nicola castangia / fond. mont’e prama)
Pasqua tra i Giganti a Cabras. Per la comunità scientifica e per tutti i residenti, che hanno avuto la possibilità di vederli in anteprima il 3 e 4 aprile 2026: per la prima volta tutti i Giganti di Mont’e Prama riuniti in un’unica esposizione al museo civico Archeologico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or): l’intero complesso scultoreo dei Giganti di Mont’e Prama, precedentemente diviso tra laboratori di restauro e il museo Archeologico nazionale di Cagliari. il percorso espositivo è stato ufficialmente aperto al pubblico domenica 5 aprile 2026. Venticinque le statue, a cui si aggiungono quindici modelli di nuraghe e un betile, per un totale di quaranta reperti. Un evento atteso, reso possibile grazie alla collaborazione tra diverse Istituzioni. E da maggio i Giganti di Mont’e Prama saranno in dialogo con i principi etruschi in una grande mostra.

tourismA 2026: da sinistra, Piero Pruneti, Anthony Muroni, Paolo Giulierini, Ilaria Portas, Giorgio Murru, Nicola Castangia (foto graziano tavan)
È stato proprio il presidente della Fondazione Mont’e Prama, incontrato a Firenze, in occasione di tourismA 2026, dove è intervenuto su “Ricerca e valorizzazione nel Parco archeologico naturale del Sinis (Cabras – Or)” con Paolo Giulierini archeologo, Giorgio Murru archeologo, il fotografo Nicola Castangia e l’assessore regionale ai Beni culturali della Regione Sardegna Ilaria Portas, ad anticipare ad archeologiavocidalpassato.com le novità che avrebbero interessato il museo di Cabras nella primavera 2026.
“Nell’ultimo anno – spiega Muroni ad archeologiavocidalpassato.com – il museo di Cabras è passato da 500 mq dedicato alle esposizioni a 1500 mq. Dunque triplicati gli spazi. Questo ci consente di fare tutta una serie di attività nuove. La prima, riunire finalmente il complesso statuario monumentale di Mont’e Prama a Cabras. Era una promessa che il ministero aveva fatto nel 2021 con l’istituzione della Fondazione Mont’e Prama. Va riconosciuto al ministero, alla soprintendenza, al museo Archeologico nazionale di Cagliari di aver mantenuto l’impegno assunto. E in queste ore le statue sono già tutte a casa. Ora si deve studiare un allestimento temporaneo che sarà pronto nei giorni precedenti la Pasqua e avremo finalmente questa novità. L’avere così tanti spazi ci consente anche di fare mostre temporanee. La prima tra queste, un bellissimo dialogo tra i principi etruschi e nuragici. Un dialogo tra due civiltà che sono state unite più che divise dal mar Mediterraneo. Ci sono stati tanti scambi, tanti spazi che hanno condiviso, e nella mostra che sarà curata dal direttore scientifico Paolo Giulierini e ospitata a Cabras dal mese di maggio al mese di ottobre, avremo veramente la possibilità su un’esposizione di 500 mq di scoprire davvero tante analogie, tange possibilità di studio e di dialogo”.
Scoperti per caso nel 1974 a Mont’e Prama, i Giganti rappresentano la più imponente testimonianza della statuaria antropomorfa del Mediterraneo antico che, grazie ad un lavoro certosino di restauro, si presenta al pubblico nella forma di pugilatori, arcieri e guerrieri. Colossi di pietra, alti oltre due metri, che hanno riscritto la protostoria della Sardegna e del Mediterraneo, portando la civiltà nuragica al centro del dibattito archeologico globale. Oggi, queste figure monumentali non sono solo reperti, ma simboli identitari della Sardegna nel mondo. Questa nuova esposizione traccia un percorso inedito, ripensato da zero, che offrirà ai visitatori una esperienza di visita nuova. I Giganti si potranno ammirare temporaneamente nell’attuale Sala del Paesaggio, tra giochi di luci e ombre sorteggiate da albe e tramonti, in attesa di essere trasferiti definitivamente, nel corso del prossimo anno, nell’ala del Museo progettata appositamente per accoglierli.

Anthony Muroni al centro del gruppo della Fondazione Mont’e Prama davanti ai Giganti riuniti al museo di Cabras (foto nicola castangia / fond. mont’e prama)

Pasqua 2026: tutti in fila per ammirare i Giganti riuniti al museo di Cabras (foto fond. mont’e prama)
“Oggi Cabras riabbraccia la sua storia”, afferma Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama. “Per la prima volta, i Giganti di Mont’e Prama sono esposti tutti insieme in un unico, suggestivo spazio espositivo. Si tratta di una veste temporanea, senza apparato iconografico, in attesa che la mostra, nella sua versione definitiva, prenda casa nella Sala dei Giganti, il prossimo anno La nuova Sala del Paesaggio, fresca di un intervento infrastrutturale che ne ha permesso il raddoppio in tempi record, si affaccia sulla laguna che porta sulla collina di Mont’e Prama. Una scelta voluta e dovuta alla volontà di mantenere saldo il legame tra il complesso monumentale e il luogo in cui tutto ebbe inizio, con la scoperta del 1974. La riunificazione è il frutto di una sinergia istituzionale senza precedenti che ha visto collaborare il ministero della Cultura, la Regione Sardegna, la soprintendenza, il Comune di Cabras e i musei nazionali di Cagliari. Questa operazione non è solo un atto museale, ma la restituzione di un’identità collettiva ad un territorio che vede, nei suoi Giganti, gli ambasciatori della cultura nel mondo”.

Museo civico di Cabras: la luce del tramonto accarezza i Giganti di Mont’e Prama riuniti (foto nicola castangia / fond. mont’e prama)
“La riunificazione di tutti i Giganti di Mont’e Prama al museo di Cabras”, sostiene Andrea Abis, sindaco di Cabras, “è il compimento di un percorso lungo e complesso di rivendicazione culturale, legittimità scientifica e attenzione all’interesse economico territoriale Sono stati anni difficili, carichi di momenti in cui questo traguardo appariva lontano, complicato, persino irraggiungibile, eppure oggi possiamo dire tutti insieme di avercela finalmente fatta. Restituiamo al suo luogo di origine, Cabras e il Sinis, ma in fondo a tutta la Sardegna, un patrimonio identitario unico, simbolo di un’eredità che ci appartiene e che abbiamo il dovere di custodire”.

L’assessore regionale Ilaria Portas davanti ai Giganti riuniti al museo di Cabras (foto da FB – profilo ilaria portas)
“Oggi è una giornata che resterà scolpita nella storia della nostra Isola”, commenta Ilaria Portas, assessore regionale ai Beni culturali. “Per la prima volta dal loro ritrovamento nel 1974, i Giganti di Mont’e Prama sono finalmente riuniti tutti insieme, in un’unica sala, nel cuore del Museo Giovanni Marongiu di Cabras. Vedere queste 25 statue monumentali, accompagnate dai modelli di nuraghe e un betile, occupare finalmente lo stesso spazio è un’emozione che tocca nel profondo la nostra identità. Non è solo un’esposizione archeologica, è il ritorno a casa di un popolo. Come assessora, voglio sottolineare con forza che questo risultato straordinario è il frutto di cooperazione. Se oggi possiamo ammirare questo complesso scultoreo unico nel Mediterraneo tutto insieme, è merito di una sinergia senza precedenti tra la Regione autonoma della Sardegna, il ministero della Cultura, il Comune di Cabras, la Fondazione Mont’e Prama, la Soprintendenza e i Musei Nazionali di Cagliari museo Archeologico nazionale di Cagliari. Ognuno ha contribuito in modo giusto e generoso, dimostrando che quando le istituzioni remano nella stessa direzione, la Sardegna vince. Questo è il segnale chiaro di come vogliamo continuare a investire: con una visione che mette al centro il nostro inestimabile patrimonio archeologico come motore di sviluppo e di orgoglio per tutto il territorio. I Giganti, le statue più antiche d’Europa e del Mediterraneo occidentale – conclude -, tornano a guardarsi negli occhi e a dialogare con noi, e come ha affermato oggi Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama Oggi Cabras riabbraccia la sua storia“.
Firenze. L’archeologia sarda, il patrimonio distrutto dalle guerre, le riflessioni sull’uomo Sapiens, le pitture rupestri dell’Amazzonia hanno conquistato il pubblico e le giurie dell’VIII edizione di “Firenze Archeofilm”. Ecco tutti i film premiati, le menzioni, e le motivazioni
Il fascino dell’archeologia sarda, le pitture rupestri dell’Amazzonia, il patrimonio distrutto dalle guerre, le riflessioni di Bruno Bozzetto sull’uomo “Sapiens” hanno conquistato il pubblico e le giurie dell’VIII edizione di “Firenze Archeofilm”, il festival di Archeologia Arte e Ambiente organizzato dalla rivista Archeologia Viva (Giunti Editore) al Cinema La Compagnia di Firenze. In 5 giorni (dall’11 al 15 marzo 2026) sono stati proposti al pubblico 80 film da tutto il mondo di cui oltre la metà anteprime. Domenica 15 marzo 2026, nel pomeriggio, le premiazioni.
Vincitore del Premio “Firenze Archeofilm”, al film più votato dal pubblico in qualità di giuria popolare, è il film “Carlo Tronchetti. La mia Sardegna archeologica” di Nicola Castangia, soggetto e sceneggiatura di Anthony Muroni, consulenza scientifica di Giorgio Murru (Italia 2024-2025, 45’). L’archeologo Carlo Tronchetti racconta l’avventura degli scavi da lui diretti in Sardegna dal 1977 in poi nei siti di Nora, Mont’e Prama, Sant’Antioco e Tharros. Il film conduce lo spettatore in un viaggio, narrato dallo stesso protagonista, che si rivela ricco di suggestione, dove il dato scientifico dello scavo archeo logico è intriso di aneddoti, accompagnato da suggestive riprese aeree, ricostruzioni virtuali e immagini storiche d’archivio.
“Sono onorato che il nostro documentario abbia ricevuto questo prestigioso premio”, ha dichiarato il regista Castangia. “Mi onora soprattutto il fatto di aver potuto lavorare con Carlo Tronchetti, uno dei padri dell’archeologia sarda e di aver avuto al mio fianco figure autorevoli come Anthony Muroni e Giorgio Murru. A Anthony Muroni va in particolare il merito di aver ideato questo progetto, che ci ha consentito di ascoltare dalla viva voce del protagonista Carlo Tronchetti alcune fasi importanti dell’archeologia sarda del XX secolo. Rivolgo un sincero ringraziamento ai collaboratori che hanno partecipato alla realizzazione del progetto, a tutto il pubblico che ha accolto con grande entusiasmo la proiezione del nostro documentario e all’impeccabile organizzazione della rassegna Firenze Archeofilm”.
Il Premio “Studenti Unfi” per il miglior cortometraggio assegnato da una giuria di 100 studentesse e studenti dell’università di Firenze è andato al film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’). Le sinfonie di diversi autori di musica classica fanno da sfondo a tre cortometraggi dedicati all’uomo e al suo comportamento nei riguardi della natura e della società. Temi diversi con un comune denominatore: l’amore per la violenza e la non accettazione del diverso. Un’i dea originale di Bruno Bozzetto che vuole invitare a riflettere sull’aggettivo “sapiens” associato a quell’essere umano che ama la violenza, non accetta il diverso, danneggia la natura, gli animali e la società.
Il Premio “Università di Firenze” attribuito dai docenti dell’Ateneo fiorentino è stato assegnato al film prodotto da Rai Cultura “Nella mente degli uomini. Unesco 1945-2025” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo (Italia 2025, 60’). “Poiché la guerra ha inizio nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che devono essere costruite le difese della pace”. Le parole nel 1945 pronunciate nel preambolo della costituzione dell’UNESCO risuonano di drammatica attualità. Dal ponte di Mostar ai Buddha di Bamiyan, dalla città vecchia di Mosul, ai monumenti dell’Ucraina, ricostruire il patrimonio culturale distrutto dalla furia delle guerre, continua a essere una delle principali missioni dell’UNESCO.

Frame del film “Nella mente degli uomini. Unesco 1945-2025” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo
Questa la motivazione: “Mescolando sapientemente memoria d’archivio e girato contemporaneo, Nella mente degli uomini racconta l’impegno transnazionale dell’UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale in zone di guerra. L’opera sottolinea con forza non solo il fondamentale operato di questa agenzia, ma soprattutto come i beni archeologici siano pilastri insostituibili dell’identità di un popolo, e che proteggerli o ricostruirli non sia solo un dovere conservativo, ma uno strumento fondamentale di riconciliazione e diplomazia universale”.
Due le menzioni: al film “Fengyang. L’antica capitale dimenticata della Cina” di Stéphane Bégoin (Francia, Cina 2025, 52’). Motivazione: “Una città imperiale dimenticata, riportata alla luce nella Cina centro-orientale grazie alla tenacia di un giovane archeologo. Con una narrazione innovativa che mescola diversi linguaggi e che rifugge ogni retorica, Fengyang ci svela la storia di una grande impresa di ricerca archeologica in una regione del mondo per noi lontana e ancora poco valorizzata dalla pratica documentaristica contemporanea”. E al film “Vitrum – il vetro dei Romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Motivazione: “Vitrum racconta con sensibilità e precisione la nascita di una materia che accompagna da millenni la vita dell’uomo, unendo arte, tecnica e quotidianità. La trasparenza del vetro porta luce attraverso le finestre e dà forma a oggetti, contenitori e gioielli, fondendo natura e cultura, bellezza e ingegno umano. Il ritrovamento del relitto da parte di Guido Gay nelle acque italiane al largo della Corsica, dà il via alla ricostruzione di un percorso di scoperta di un materiale antico proiettato verso la contemporaneità”.
Infine il Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria” è stato assegnato all’unanimità, dalla giuria composta da Fabio Martini, Maddalena Chelini e Massimo Tarassi, al film “Les secrets des fresques d’Amazonie / I segreti dipinti dell’Amazzonia” di Juan José Lozano (Francia, Colombia 2025, 55’). Nel sud-est della Colombia, all’interno del Parco Nazionale di Chiribiquete, la foresta pluviale amazzonica custodisce un tesoro archeologico che gli scienziati stanno appena iniziando a esplorare. Enigmatiche pitture rupestri si estendono su centinaia di metri quadrati di parete rocciosa, nascoste alla vista per decenni. Per i ricercatori colombiani, è finalmente giunto il momento di decifrare questa storia dipinta o incisa, per raccontare meglio le vicende dei popoli amazzonici che un tempo vivevano qui.

Frame del film “Les secrets des fresques d’Amazonie / I segreti dipinti dell’Amazzonia” di Juan José Lozano
Motivazione: “Il film narra l’avvio delle ricerche e degli studi nella foresta pluviale amazzonica all’interno del Parco nazionale di Chiribiquete. Il focus è posto sulle numerosissime pitture parietali. Ignote sino a pochi anni orsono, le figurazioni rappresentano personaggi enigmatici, faune, scene di comunità la cui cronologia di dettaglio deve ancora essere definita ma che risalgono probabilmente a più fasi del più antico popolamento umano dell’America meridionale. Il tema viene trattato con prudenza e grande delicatezza, il film trasmette emozione e mostra una notevole capacità empatica che coinvolge lo spettatore, mettendo in secondo piano la pur corretta impostazione scientifica. La sapienza tecnica del regista si fonde con la narrazione sciolta ed essenziale”.
Menzione speciale al film “Abiseo, la foresta culturale del Chachapoya” (Perù) di Rosemarie Lerner (Perù 2025, 22’). Motivazione: “Anche in questo notevole film il tema concerne una cultura precolombiana, la cultura Chachapoya, che ha lasciato all’interno del Parco nazionale di Rio Abiseo una importante documentazione architettonica e figurativa. Il film si caratterizza per il rigore narrativo, la correttezza scientifica, la naturalezza e l’immediatezza della comunicazione”.
Torino. A Palazzo Madama “arrivano” i Giganti di Mont’e Prama con “Un viaggio nel mondo dell’archeologia della Sardegna” promosso dalla Fondazione Mont’e Prama con il Cagliari Calcio in occasione dell’incontro con la Juventus
I Giganti di Mont’e Prama arrivano a Torino: cultura e sport insieme per celebrare le nostre radici. Sabato 29 novembre 2025, alle 11, la Fondazione Mont’e Prama con l’incontro con “Un viaggio nel mondo dell’archeologia della Sardegna” porta la storia archeologica del Sinis nella suggestiva Sala delle Feste di Palazzo Madama, grazie alla collaborazione con il Cagliari Calcio, che sarà a Torino per il match con la Juventus alle 18. Apriranno l’incontro i saluti istituzionali di Gregorio Thaon Di Revel Mazzonis, responsabile Ufficio Mostre della Fondazione Torino Musei; di Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama; di Stefano Melis, direttore generale del Cagliari Calcio; di Bastianino Mossa, presidente FASI; e di Francesco Pongiluppi, vicepresidente della FASI. Quindi due conferenze per raccontare il passaggio dalla pietra al culto dell’acqua e il motivo per cui oggi, i Giganti, meritino di essere conosciuti e protetti: “Dalla pietra all’acqua” a cura dell’archeologo Giorgio Murru con le immagini di Nicola Castangia e “La scoperta dei Giganti e la loro valorizzazione” a cura dell’archeologa Ilaria Orri.
Aosta. Al Mega Museo, per “Aostae 2025”, RICORDI DI SCAVO, giornata di studio in ricordo degli archeologi che hanno trasformato la loro passione in eredità culturale: Antonina Maria Cavallaro, Patrizia Framarin, Rosanna Mollo e Franco Mezzena. Ecco il programma
Per la rassegna Aostae 2025, che celebra i 2050 anni della fondazione di Augusta Praetoria, sabato 8 novembre 2025, dalle 9.30 alle 17, al Mega Museo – Area megalitica, RICORDI DI SCAVO, giornata di studio in ricordo degli archeologi che hanno trasformato la loro passione in eredità culturale. Attraverso la presentazione di studi scientifici e ricordi personali, verranno omaggiati Antonina Maria Cavallaro, Patrizia Framarin, Rosanna Mollo e Franco Mezzena, gli archeologi scomparsi che hanno fatto la storia della soprintendenza regionale e della ricerca archeologica non solo valdostana. I colleghi di una vita, che con loro hanno condiviso scavi, esperienze, studi, fatiche e successi, si riuniranno nel loro ricordo in una giornata di emozioni e memoria.

Quando non c’erano i droni: Franco Mezzena sulla scala per le foto sull’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans ad Aosta all’inizio degli anni Ottanta del Novecento (foto graziano tavan)
Programma. Alle 9.30, caffè di benvenuto; 10, saluti istituzionali; 10.30, L’ARCHEOLOGIA VALDOSTANA TRA PASSATO E FUTURO (sala Civica): tavola rotonda moderata da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Interventi: “Percorrendo la via delle Gallie: gli studi sulla strada e i ponti romani di Bard” di Maria Clara Conti (già università di Torino) e Alessandra Armirotti (soprintendenza Regione Autonoma Valle d’Aosta); “Quattro interpreti dell’archeologia valdostana, tra impegno scientifico e civile” di Andrea Vanni Desideri (università di Firenze); “Une collaboration exemplaire de part et d’autre des Alpes” di François Wiblé (ancien archéologue cantonal du Valais – Suisse); “Incontri ravvicinati: maestri e compagne di viaggio” di Maria Cristina Ronc (già soprintendenza RAVA); “Rosanna Mollo e il grande progetto stratigrafico del foro” di Sandro Caranzano (Centro Studi Archeologici Herakles); “In ricordo di Rosanna Mollo, Antonina Maria Cavallaro, Patrizia Framarin e Franco Mezzena. I pionieri e i paladini dell’archeologia valdostana” di Gaetano De Gattis (già soprintendenza RAVA); “Dalla pietra all’acqua. Viaggio nella preistoria della Sardegna” di Giorgio Murru (Museo di Laconi – Or); “Un magistero in levare” di Stefano Mammini, (archeologo e giornalista); “Quarant’anni di archeologia, scienza, passione e persone” di Lorenzo Appolonia, (già soprintendenza RAVA); “La fotografia per la promozione della conoscenza dei beni archeologici” di Nicola Castangia (fotografo e libero professionista); “Non citra nec ultra: un’archeologia di frontiera” di Paolo Güll (università del Salento); “Francesco Zorzi e Franco Mezzena tra scavi e scoperte al servizio del Museo di Storia Naturale di Verona” di Massimo Saracino (Musei civici di Verona); 13.30, pausa pranzo; 15, IN RICORDO DEGLI ARCHEOLOGI: dialogo condotto da Alessandra Armirotti, Gianfranco Zidda e Marcello Mezzena. Intervengono i colleghi di una vita: Lorenzo Appolonia, Giorgio Avati, Laura Berriat, Laura Caserta, Elisabetta Corni, Alda Dal Santo, Luciano David, Battista De Gattis, Gaetano De Gattis, Cristina De La Pierre, Roberto Domaine, Nathalie Dufour, Luciano Finessi, Enrichetta Jorioz, Dante Marquet, Francesca Martinet, René Monjoie, Sandra Moschella, Corrado Pedelì, Renato Perinetti, Enrico Peyrot, Sara Pinacoli, Tonino Sergi, Chantal Trèves, Massimo Vantini; 17, momento conviviale.
Cabras (Or). Il film “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici” di Jacques Plaisant si è aggiudicato il premio del pubblico della IV edizione del Sardegna Archeofilm Festival, quattro serate con proiezioni, incontri con registi e studiosi, nell’area archeologica di Mont’e Prama. Il premio Archeociak all’Ic di Uta (Ca). Applausi per il film fuori concorso “Carlo Tronchetti – La mia Sardegna Archeologica” di Nicola Castangia

Giulia Pruneti e Tore Cubeddu proclamano il film “I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant vincitore del premio Sardegna Archeofilm Festival 2025 (foto mont’e prama)
Il pubblico della IV edizione del Sardegna Archeofilm Festival, che si è tenuto nell’area archeologica di Mont’e Prama, a Cabras (Or), ha premiato il film “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici” di Jacques Plaisant (Francia, 52’) cui è andato il premio Sardegna archeofilm 2025 a conclusione di una rassegna che ha riunito per quattro giorni – dal 2 al 5 luglio 2025 – archeologi, registi, divulgatori e appassionati da tutta Italia, consolidandosi come uno degli appuntamenti di riferimento per il cinema documentario dedicato all’archeologia, alla storia antica e alla memoria dei popoli. Oltre venti i titoli selezionati, provenienti da diversi Paesi, capaci di raccontare scoperte, ricerche, avventure intellettuali e siti straordinari, con una particolare attenzione ai temi dell’identità e del patrimonio culturale mediterraneo. A consegnare il premio il direttore artistico Tore Cubeddu e Giulia Pruneti di Archeologia Viva che hanno animato le serate del festival. Al secondo posto nella speciale classifica del pubblico si è classificato “Némos andando per mare” di Marco Antonio Pani (Italia, 110’), al terzo “Maasai Eunoto” di Kire Godal (Kenya, 34’).

Frame del film “Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion / I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant
La pellicola francese “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici” di Jacques Plaisant (Francia, 52’) rievoca una delle più grandi conquiste intellettuali dell’umanità: la decifrazione dei geroglifici da parte di Jean-François Champollion, avvenuta nel 1822 grazie alla stele di Rosetta. Ma il racconto si arricchisce di una nuova prospettiva, rivelando il ruolo determinante del fratello maggiore Jacques-Joseph, figura chiave e fino a oggi rimasta in ombra. Attraverso archivi familiari e studi recenti, il documentario riscrive una pagina di storia della linguistica e della ricerca archeologica.

Giulia Pruneti e Paolo Carboni consegnano il premio Archeociak 2025 all’istituto comprensivo di Uta (Ca) (foto mont’e prama)
Nella serata finale è stato consegnato anche il Premio Archeociak, in collaborazione con l’Associazione Babel, rivolto a studentesse e studenti delle scuole primarie e secondarie della Sardegna con lo scopo di promuovere la conoscenza e la valorizzazione dell’archeologia e della storia dell’Isola attraverso la scrittura cinematografica. Il riconoscimento è andato all’istituto comprensivo di Uta (Ca) con il progetto “La pietra del tempo”. Sul palco, per la consegna, Paolo Carboni, direttore artistico del Babel Festival.

Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama, al Sardegna Archeofilm Festival 2025 (foto mont’e prama)
Soddisfatto il presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni, che ha sottolineato l’importanza di una manifestazione (realizzata in collaborazione con Firenze Archeofilm, Archeologia Viva e Giunti Editore) che anno dopo anno è riuscita a crescere e ad attirare l’attenzione di un pubblico sempre più numeroso. Vinta anche la sfida di portare la rassegna cinematografica nell’area archeologica di Mont’e Prama, in un luogo dove la narrazione del passato assume un significato particolare, con gli scavi a poche decine di metri dal pubblico.
La serata finale del Sardegna Archeofilm Festival è stata l’occasione per presentare fuori concorso “Carlo Tronchetti – La mia Sardegna Archeologica” (Italia, 45’), un documentario-intervista realizzato da Nicola Castangia, con soggetto e sceneggiatura di Anthony Muroni e consulenza scientifica di Giorgio Murru. Carlo Tronchetti, presente alla proiezione, è stato un protagonista assoluto della scena archeologica sarda, e attraverso un racconto appassionato ha ripercorso dal vivo la sua lunga carriera: dagli scavi di Mont’e Prama e Nora fino a Tharros e Sant’Antioco. Il racconto filmico è scandito da riprese aeree, ricostruzioni tridimensionali e fotografie d’archivio, che restituiscono con intensità la passione, la visione e la dedizione di una vita spesa a difendere e valorizzare il patrimonio della Sardegna.

Giorgio Murru, Nicola Castangia, Giulia Pruneti, Anthony Muroni e Carlo Tronchetti al Sardegna Archeofilm Festival 2025 (foto mont’e prama)
Carlo Tronchetti, al termine della proiezione, ha voluto ringraziare la Fondazione Mont’e Prama per avergli dato la possibilità di raccontare un pezzo memorabile dell’archeologia sarda, che lo ha visto protagonista dagli anni Settanta in poi e, con la consueta ironia, ricordando quel periodo fantastico, ha concluso la sua riflessione sul palco con una citazione del film Blade Runner: “Io ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare”. Muroni, dal suo canto, ha sottolineato come il film sia il giusto tributo a un archeologo vivente e rappresenti anche “un segnale contro la tendenza dei nostri tempi a dimenticare troppo facilmente le persone che hanno lasciato un segno nel corso delle loro attività di ricerca e studio”. Piero Pruneti, fondatore di Archeologia Viva, la prima grande rivista italiana di divulgazione archeologica, partner della manifestazione, è intervenuto a conclusione del Festival per annunciare che il documentario realizzato da Nicola Castangia sarà in concorso alla prossima edizione del Firenze Archeofilm, un riconoscimento per un lavoro, ha affermato, “che avrebbe dato del filo da torcere al film vincitore di questa edizione del Sardegna Archeofilm”.
Cabras (Or). Nell’area archeologica di Mont’e Prama al via il Sardegna Archeofilm Festival: quattro serate con proiezioni, incontri con registi e studiosi, e approfondimenti tematici
Si apre mercoledì 2 luglio 2025, nell’area archeologica di Mont’e Prama a Cabras (Or)la nuova edizione del Sardegna Archeofilm Festival, rassegna cinematografica dedicata all’archeologia e al racconto per immagini, organizzata dalla Fondazione Mont’e Prama in collaborazione con Firenze Archeofilm, Archeologia Viva e Giunti Editore. Per quattro serate consecutive, fino al 5 luglio 2025, l’area archeologica si trasforma in un’arena a cielo aperto, dove si alternano proiezioni, incontri con registi e studiosi, e approfondimenti tematici pensati per un pubblico curioso e appassionato. Ingresso libero e gratuito

Il volto di Alessandro, dal grande mosaico del Mann. reso tridimensionale: frame del documentario di Vanni Gandolfo (foto mann)
La serata inaugurale, mercoledì 2 luglio 2025, apre alle 21, con il film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo (Italia, 52’). Un affascinante viaggio che svela i segreti e le sfide dietro il restauro di uno dei più straordinari tesori dell’arte antica: il leggendario mosaico di Alessandro e Dario raffigurante il volto di Alessandro Magno custodito al MANN. Il capolavoro, il mosaico più importante mai ritrovato a Pompei, costituisce una delle fonti più anomale, ma anche attendibili, per immaginare le vere sembianze del grande condottiero macedone. L’intervento di restauro, che combina tecnologie diagnostiche all’avanguardia e metodologie innovative, ha lo scopo di preservare un’opera importantissima, essenziale per la comprensione della cultura ellenistica. Parallelamente, il documentario dedica spazio significativo alla ricerca del volto “umano” di Alessandro mediante l’intelligenza artificiale. Interviene il regista Vanni Gandolfo. Segue “Il Mito nella Storia del Cinema: dall’epica classica ai blockbuster”, un viaggio attraverso il cinema epico, dall’Odissea agli Avengers, per esplorare la rappresentazione del mito e della storia sul grande schermo. Incontro con Paolo Giulierini (etruscologo). Introducono Tore Cubeddu e Giulia Pruneti. Chiude la serata il film “Maasai Eunoto” di Kire Godal (Kenya, 34’). Gli indigeni Masai lottano ancora oggi per mantenere vive le loro tradizioni. Attraverso le voci di guerrieri e anziani durante il loro emotivo rito di passaggio nel 2022, Maasai Eunoto segue il passaggio del guerriero Masai allo stadio di anziano, rivelando il passato e il presente nascosti di una delle cerimonie di iniziazione culturale più importanti dell’Africa.
Giovedì 3 luglio 2025, alle 21, la serata apre con il film “Ojo” di Fry J. Apocaloso (Italia, 3’42’’). In un ritmo serrato, immagini fluide e in continua trasformazione invadono il centro dello schermo, seguendo un moto centripeto che ha origine da un unico punto: l’occhio del gigante. Attraverso un gioco di forme e transizioni, assistiamo a tutto ciò di cui è stato il testimone metaforico, dalla sua costruzione in terra sarda fino alle sue esperienze nel mondo. Intervengono gli autori e i rappresentanti della FSFC, introduce Tore Cubeddu. Segue il film “Boreddu e i giganti di Mont’e Prama” di Salvo Carramusa (Italia, 6’). I giganti di pietra – custodi di una storia non ancora ben conosciuta – giacevano, nascosti, nel sottosuolo del Sinis. Avrebbero voluto tornare alla luce – dopo quasi tre millenni. Ma temevamo l’insidia dei tombaroli. Finché non incontrarono un bambino di nome Boreddu, una notte, capace di tender loro un tranello, farli arrestare e aiutarli a ritornare alla luce. Ora vivono, di nuovo, all’interno del museo di Cabras, e hanno incominciato a raccontarci la loro, e la nostra, storia. Intervengono gli autori, introducono Tore Cubeddu e Giulia Pruneti. Chiude il film “Balentes” di Giovanni Columbu (Italia, 70’). Tratto da un fatto realmente accaduto in Sardegna nel 1940, sullo sfondo del fascismo e alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, il film racconta un furto di cavalli compiuto ai danni di un allevamento militare. Protagonisti sono due ragazzini di 11 e 14 anni. I loro propositi sono del tutto idealistici: liberare i cavalli affinché non muoiano in guerra. Riescono nell’intento ma sulla via del ritorno vengono intercettati dalla milizia e uno dei due viene ucciso. Interviene Giovanni Columbu, introducono Tore Cubeddu e Giulia Pruneti.
Venerdì 4 luglio 2025, è il programma, alle 21, il film “Nemos” di Marco Antonio Pani (Italia, 110’). L’Odissea interpretata da pastori, contadini, artigiani, pescatori e marinai della Sardegna, che attraverso l’improvvisazione guidata danno vita a un racconto dolceamaro, epico e universale, in cui la modernità si intreccia con la forza delle tradizioni. Quindi il Talk cinema e archeologia: Tonino Zera scenografo dialoga con Giulia Pruneti e Tore Cubeddu.
Sabato 5 luglio 2025, ultima serata, alle 21, si inizia con il film “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici” di Jacques Plaisant (Francia, 52’). Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della storia dell’umanità̀. Ciò̀ che è poco noto è che dietro questo genio si nasconde un uomo nell’ombra: Jacques-Joseph, il fratello maggiore della famiglia Champollion. Il recente studio degli archivi di famiglia getta nuova luce sull’avventura intellettuale della decifrazione. Segue l’incontro con Carlo Tronchetti archeologo. Interviene Nicola Castangia, introduce Giorgio Murru. Quindi il film “Carlo Tronchetti. La mia Sardegna archeologica” di Nicola Castangia (Italia, 45’I). L’archeologo Carlo Tronchetti racconta l’avventura degli scavi da lui diretti in Sardegna dal 1977 in poi nei siti di Nora, Mont’e Prama, Sant’Antioco e Tharros. Il documentario conduce lo spettatore attraverso un viaggio, narrato dallo stesso protagonista, che si rivela ricco di suggestione, dove il dato scientifico dello scavo archeologico viene intriso di aneddoti che consentono al racconto di scorrere leggero, accompagnato da suggestive riprese aeree, ricostruzioni virtuali e numerose immagini storiche d’archivio. Carlo Tronchetti riesce a miscelare nel suo racconto il dettaglio scientifico, i ricordi ricchi di spensieratezza e le profonde emozioni provate in quei luoghi duranti gli scavi archeologici nei siti che oggi, grazie anche al suo lavoro, hanno una rilevanza internazionale: Nora, Sant’Antioco con l’antica città di Sulky, Tharros e Mont’e Prama con le statue dei Giganti. Chiude la serata e il festival la cerimonia di premiazione con l’assegnazione del premio del pubblico “Sardegna Archeofilm” 2025, e l’assegnazione del premio del concorso “Archeociak”.
Bosa-Cabras (Or). Al via il Festival dell’Archeologia, quattro giorni di incontri e approfondimenti promossi dalla Fondazione Mont’e Prama. Ecco il programma
La Fondazione Mont’e Prama si prepara a inaugurare il Festival dell’Archeologia, che prende il via martedì 17 giugno 2025 con un calendario fitto di incontri e approfondimenti, tra la Planargia e il Sinis, fino al 20 giugno 2025. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.
L’apertura è prevista a Bosa, martedì 17 giugno 2’25, alle 20, nell’ex Convento dei Cappuccini, con una serata dedicata alla storia antica del territorio e all’eredità medievale del castello Malaspina. Dopo i saluti delle autorità, interverranno gli studiosi Attilio Mastino e Antonio Corda su “Bosa e la Planargia in età antica”, seguiti da Franco Giuliano Rolando Campus, con una riflessione sulle fortificazioni medievali sarde “Rocche fortificate medievali della Sardegna e il castello Malaspina di Bosa”. Presenta e conduce Ambra Pintore. La conclusione dell’incontro, alle 22, sarà affidata al Quintetto Atlantico, con Enzo Favata, Daniele di Bonaventura, Marcello Peghin, Salvatore Maltana, U.T. Gandhi.
Da mercoledì 18 giugno 2025, il Festival si trasferisce al museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras per tre serate tematiche. La prima, con inizio alle 20.30, è dedicata alle grandi mostre internazionali della Fondazione Mont’e Prama, con la partecipazione dei curatori di alcuni dei principali musei europei: Carme Rovira Hortalà, curatrice museo Archeologico della Catalunia di Barcellona; Manfred Nawroth, curatore Neues Museum di Berlino; Natalia Demina, curatrice museo Ermitage di San Pietroburgo; Paolo Giulierini, già direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. Presenta e coordina Nicoletta Buffon, amministratore delegato di Villaggio Globale International. Verranno inoltre presentate le esposizioni realizzate in Sardegna, tra cui “Il ritorno dei Giganti”, a cura di Anthony Muroni; “Aristocrazie sarde ed etrusche nel mondo mediterraneo”, a cura di Paolo Giulierini; una mostra su Tharros al museo Diocesano Arborense di Oristano, con Silvia Oppo, Luca Cheri, Ilaria Orri, Nicoletta Camedda, Viviana Pinna, Maria Mureddu; “Sulle spalle dei Giganti. La Preistoria moderna di Costantino Nivola”, con Luca Cheri e Giorgio Murru. Presenta e conduce Ambra Pintore. La serata sarà introdotta da un intervento musicale del duo Federica Urracci & Alessio Sanna.
Giovedì 19 giugno 2025, il Festival affronta i temi di identità, narrazione storica e accessibilità. Alle 20.30, lo scrittore Francesco Grasso dialogherà con l’archeologa Maria Emanuela Alberti sull’immaginario mediterraneo nei romanzi storici “Isole nella storia. Le radici della Sicilia nei romanzi storici”. Seguirà “La Carta di Ustica e la collaborazione tra la Fondazione Sebastiano Tusa e la Fondazione Mont’e Prama” con Anthony Muroni, Valeria Li Vigni, Massimo Cultraro e Giorgio Murru; per poi concludere con l’incontro “Non toccarmi. Uso e accessibilità del corpo nelle opere d’arte” a cura di Claudio Pescio e Roberta Scorranese. Presenta e conduce Ambra Pintore. Introduzione e intervallo musicale a cura di Chiara Effe.
Il Festival si chiuderà venerdì 20 giugno 2025 con una serata interamente dedicata all’archeologia sarda e mediterranea. Alle 20.30, “Relazioni tra Sardegna nuragica, Egeo e Mediterraneo orientale” con Massimo Cultraro, Raimondo Zucca, Carlo Tronchetti e Anna Paola Delogu; “Prospezioni archeologiche nella laguna di Cabras” con Rita Auriemma, Piergiorgio Spanu e Maria Mureddu; “Indagini archeologiche nel nuraghe Cannevadosu di Cabras” con Raimondo Zucca, Nicoletta Camedda e Maura Vargiu; “Spazi di lavoro, spazi di preghiera. La vita quotidiana a Tharros attraverso le ricerche dell’Università di Bologna” a cura di Anna Chiara Fariselli; “Città e paesaggio costiero: le ricerche dell’Università di Cagliari” a cura di Carla Del Vais. Presenta e conduce Ambra Pintore. Introduzione e intervallo musicale a cura di Ilaria Porceddu e Emanuele Contis.
Milano. Al museo civico Archeologico l’incontro Giganti prima dei Giganti – La statuaria preistorica in Sardegna” promosso da Fondazione Mont’e Prma con Cagliari Calcio e FASI
Sabato 12 aprile 2025, alle 10.30, nella sala conferenze del civico museo Archeologico di Milano nuova tappa della campagna di comunicazione della Fondazione Mont’e Prma congiunta con Cagliari Calcio e FASI – Federazione delle associazioni Sarde in Italia in occasione dell’incontro di calcio di Serie A Inter – Cagliari. Dopo i saluti istituzionali di Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama; Stefano Melis, direttore generale del Cagliari Calcio; e Bastianino Mossa, presidente della FASI, la conferenza “Giganti prima dei Giganti – La statuaria preistorica in Sardegna” a cura di Giorgio Murru e Nicola Castangia. Segue “Il Parco Archeologico Naturale della Penisola del Sinis” a cura di Ilaria Orri. È richiesta la registrazione su Eventbrite.






















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