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Rovereto. Al museo di Scienze e Archeologia per “I giovedì dell’archeologia”, Paolo Bellintani dell’Umst – soprintendenza di Trento parla di “Frattesina e le vie dell’ambra nella Protostoria europea”, un nodo strategico in una complessa rete di scambi dal Baltico al Levante mediterraneo

rovereto_civico_i-giovedì-dell-archeologia_frattesina-e-le-vie-dell-ambra-nella-protostoria-europea_locandina“Frattesina e le vie dell’ambra nella Protostoria europea” è il tema affrontato da Paolo Bellintani dell’Umst – soprintendenza per i Beni e le Attività culturali della Provincia Autonoma di Trento, giovedì 18 aprile 2024, alle 18, nel secondo dei due appuntamenti de “I giovedì dell’archeologia”, i tradizionali incontri con gli esperti per gli appassionati dell’antico, a ingresso gratuito al museo di Scienze e Archeologia di Rovereto, organizzati dalla Società Museo Civico di Rovereto, con la Fondazione Museo Civico e la Fondazione Alvise Comel, e con il sostegno del Comune di Rovereto, della Comunità della Vallagarina e della Provincia autonoma di Trento. La partecipazione è libera e gratuita. L’attività è riconosciuta ai fini dell’aggiornamento per gli insegnanti e del credito formativo per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado.

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L’archeologo Paolo Bellintani del CPSSAE segue gli scavi nel sito del villaggio protostorico di Frattesina (Ro) (foto graziano tavan)

Alla fine dell’età del Bronzo, tra XII e X sec. a.C. ca., lungo un ramo scomparso del Po e a ca 40 km dal suo antico delta e dalla costa adriatica nord-occidentale, si sviluppò un centro abitato a metà strada tra il villaggio e la città, in cui ad un’economia di sussistenza a base agricola si affiancò un sistema produttivo e di scambio mai visto in precedenza nel Nord Italia. Frattesina di Fratta Polesine (Rovigo – Veneto) fu una sorta di “Venezia della Protostoria”, ossia un nodo strategico all’interno di una complessa rete di scambi, estesa dal Baltico al Levante mediterraneo, necessaria all’approvvigionamento di materie prime e prodotti, come metalli, ambra, vetro, avorio, ecc., di fondamentale importanza nelle dinamiche di auto-rappresentazione delle élite dominanti sia delle opulente civiltà vicino orientali che delle comunità tribali dell’Europa “barbarica” dell’età del Bronzo.

Gambolò (Pv). Al via la seconda edizione di “Ciak: si scava! 2024”, Festival internazionale del Cinema di Archeologia: tre giorni con i migliori film del RAM film festival. E una novità: “Ciak: si scava! For kids”, una sezione dedicata ai più piccoli

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Il castello Beccaria Litta a Gambolò (Pv) che ospita “Ciak si scava!” (foto comune di gambolò)

Al via la seconda edizione del festival del cinema archeologico di Gambolò “Ciak, si scava, 2024”, Festival internazionale del Cinema di Archeologia organizzato dal museo Archeologico Lomellino e il Comune di Gambolò in collaborazione con la Fondazione Museo Civico di Rovereto e del RAM Film Festival e con la rivista Archeo. Appuntamento venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 aprile 2024 nel Salone Litta, la prestigiosa sala del castello di Gambolò (Pv). Tre giorni con le migliori e più recenti produzioni internazionali di cinema archeologico tratte dall’edizione 2023 del RAM film festival. Il Festival prevede l’assegnazione di due premi: Città di Gambolò, al film più votato dal pubblico; e Museo Archeologico Lomellino, a quello scelto dalla giuria di esperti. Ci sarà inoltre una novità per i più piccoli: “CIAK: SI SCAVA! FOR KIDS”. Si tratta di un momento dedicato ai più piccoli, che si tiene sabato 13 aprile 2024, dalle 10.30 alle 12, sempre in Salone Litta, con la proiezione di una selezione dedicata. La manifestazione di Gambolò è un’ulteriore occasione di apprezzare film e documentari di grande valore culturale, che non si trovano nella distribuzione cinematografica ordinaria e nelle piattaforme digitali.

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Frame del film “Panorami Sommersi. Le Origini di Venezia” di Samuele Gottardello

PROGRAMMA DI VENERDÌ 12 APRILE 2024. Alle 21, apertura della manifestazione e presentazione RAM film festival. Quindi proiezione del film “Panorami Sommersi. Le Origini di Venezia” di Samuele Gottardello, (Italia, 52’, 2023). Un viaggio nella Laguna di Venezia, alla ricerca delle radici romane della città insieme a pescatori, archeologi, artisti, subacquei e a una ragazza non vedente. Nel film, racconto archeologico e antropologico si intrecciano in una narrazione non lineare come i canali della Laguna. Mentre le mani degli archeologi affondano nel fango e riscrivono la storia delle origini di Venezia, nell’acqua torbida si scorgono le vestigia di una civiltà scomparsa ma che si può ancora intravedere nei racconti dei protagonisti.

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Frame del film “Memorie di un mondo sommerso” di Philippe Nicolet

Segue il film “Memorie di un mondo sommerso” di Philippe Nicolet (Svizzera, 58’, 2021). Il documentario mostra la vita quotidiana dei contadini del Neolitico e dell’età del Bronzo nel territorio alpino, che dovettero già adattarsi stabilmente ai cambiamenti climatici del loro ambiente. In questi villaggi sommersi, ciò che è eccezionale è l’enorme conservazione delle vestigia, come oggetti domestici o i resti delle loro abitazioni, databili e ricostruibili con grande precisione. Nel 2011, 111 di questi paesi sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, nei sei Stati dell’arco alpino.

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Frame del film “Durango 550 – il sentiero dei Pueblo ancestrali / Durango 550 – Path of the Ancestral Puebloans” di Nathan Ward

PROGRAMMA SABATO 13 APRILE 2024, pomeriggio. Alle 16, apre il film “Durango 550 – il sentiero dei Pueblo ancestrali / Durango 550 – Path of the Ancestral Puebloans” di Nathan Ward (Stati Uniti, 27’, 2022). Il Dipartimento dei Trasporti del Colorado, gli archeologi e le tribù nativo americane locali, gli Ute meridionali, gli Hopi e i Pueblo della tribù Laguna, lavorano ufficialmente insieme per scoprire gli antichi insediamenti intorno a Durango. Una collaborazione unica, un nuovo approccio che unisce scienza e credenze culturali tradizionali. Segue il film “La vera storia dei pirati / The True Story of Pirates” di Stéphane Begoin (Francia, 52’, 2022). Come vivevano i pirati e chi si nasconde dietro la leggenda? Il film cerca di ricostruire la storia poco conosciuta della pirateria seguendo due indagini archeologiche: la prima nell’Oceano Indiano alla ricerca della famosa nave pirata Speaker che affondò nel 1702, la seconda a Sainte-Marie Island, dove i pirati si nascondevano e vivevano. Dopo l’intervallo, il festival continua con il film “Dreamland – Terra dei sogni” di Lucas Dye (Stati Uniti, 7’, 2023). Il documentario segue le vicende del collettivo Tuumben K’ooben, con sede nello stato messicano del Quintana Roo, mentre inventa nuovi modi per preservare l’ambiente naturale e l’identità maya locale. Con lo sviluppo delle tecnologie, cresce anche la loro ambizione: decidono di creare un centro agroecologico e di conservazione su un terreno chiamato “Dreamland”, terra dei sogni.

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Frame del film “Dame e principi della preistoria / Dames et princes de la préhistoire” di Pauline Coste

Chiude il pomeriggio il film “Dame e principi della preistoria / Dames et princes de la préhistoire” di Pauline Coste (Francia, 52’, 2021). Le eccezionali sepolture del Paleolitico sono ancora poco conosciute dal grande pubblico. Risalenti a 25.000 anni fa, il loro studio rivela un ornamento inatteso e di grande bellezza, e pone una domanda essenziale: chi erano questi individui sepolti con tanta cura? Attraverso diverse sepolture in Francia, nella Repubblica Ceca, in Italia e in Russia, si cercherà di comprendere meglio la Donna del Caviglione, ritrovata nel Nord Italia, che ci servirà da filo conduttore lungo tutta questa ricerca.

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Frame del film “Neanderthal, sulle tracce di un’altra umanità / Neanderthal in the Footsteps of Another Humanity” di David Geoffroy

PROGRAMMA DI SABATO 13 APRILE 2024, sera. Alle 21, apre il film “Neanderthal, sulle tracce di un’altra umanità / Neanderthal in the Footsteps of Another Humanity” di David Geoffroy (Francia, 2022, 52’). Minacciato dall’erosione del mare e dal riscaldamento globale, il sito di Le Rozel ha restituito rare testimonianze della vita quotidiana di una comunità di Neanderthal sulla costa della Normandia circa ottantamila anni fa. Qui gli archeologi hanno riportato alla luce tremila impronte umane, che costituiscono finora il maggior ritrovamento al mondo di quel tipo per l’epoca preistorica. Le indagini proseguono portandoci indietro nel tempo, seguendo le tracce di un’umanità ormai estinta. film-Expédition-Pétra-sur-la-piste-des-Nabatéens_di-Nathalie-Laville-e-Agnès-MoliaSegue il film “Spedizione Petra, sulle tracce dei Nabatei / Expédition Pétra, sur la piste des Nabatéens” di Nathalie Laville e Agnès Molia (Francia, 2022, 52’). Da una ventina d’anni, gli archeologi cercano di trovare tracce dei Nabatei, un antico popolo arabo di mercanti, la cui storia è andata perduta. Di loro rimangono monumentali tombe scavate nella roccia, a Petra nell’attuale Giordania e nel cuore del deserto dell’Arabia Saudita, nella segreta città di Hegra. Laïla Nehmé si è posta una sfida audace: tracciare, grazie a una spedizione senza precedenti, la mitica via dell’incenso percorsa per tre secoli dai carovanieri nabatei.

film-I-segreti-dei-geroglifici-I-fratelli-Champollion_di-Jacques-Plaisant

Frame del film “I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion / Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion” di Jacques Plaisant

PROGRAMMA DI DOMENICA 14 APRILE 2024. Alle 15, apre il film “I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion / Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion” di Jacques Plaisant (Francia, 52’, 2022). Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta gli i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi nella storia dell’umanità. Quello che si sa poco è che dietro a questo genio si cela un uomo nell’ombra: Jacques-Joseph, il fratello maggiore della famiglia Champollion. Uno studio recente degli archivi familiari getta nuova luce sulla loro avventura intellettuale. Segue il film “Alla ricerca della musica dell’antichità / A la recherche de la musique de l’antiquité” di Bernard George (Francia, 53’, 2020-2021). Da trent’anni, grazie al contributo delle tecnologie digitali, una disciplina in rapida crescita, l’archeologia musicale, riporta in vita musiche perdute, sacre o profane, che scandivano la vita delle antiche civiltà. Dopo l’iIntervallo, il Festival riprende con il film “La terra di Yrnm” di Nicola Ferrari (Italia, 52’, 2022). L’isola di Pantelleria, sinonimo di vacanze, passito e capperi, ospita una delle aree archeologiche più importanti del Mediterraneo. Da anni, ogni estate, più di 50 tra archeologi e studenti provenienti da tutto il mondo si recano sull’isola e riaprono gli scavi interrotti l’anno precedente. Ad accompagnare le loro attività il racconto di Sebastiano Tusa, archeologo siciliano di fama internazionale, soprintendente del Mare e assessore dei Beni culturali della Regione Siciliana, prematuramente scomparso.

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Frame del film “Arte paleolitica: la nostra storia” di Elisabetta Flor e Luca Scoz

Chiude l’edizione 2024 del festival il film “Arte paleolitica: la nostra storia” di Elisabetta Flor e Luca Scoz (Italia, 18’, 2022). L’arte accompagna l’umanità fin dagli albori della sua esistenza. È un tentativo primordiale di interpretazione dell’ambiente naturale? Forse qualcosa di più. Dall’Uomo di Neanderthal ai cacciatori Sapiens dell’epoca glaciale, questo documentario traccia una linea che, dalle principali testimonianze di arte paleolitica dell’Italia nord-orientale, come le pietre dipinte del Riparo Dalmeri, sfocia nella più attuale e drammatica riflessione sul rapporto fra l’umanità e l’ambiente naturale.

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Frame del film “L’era dei giganti / The Time of the Giants” di Pascal Cuissot

CIAK SI SCAVA! FOR KIDS! Sabato 13 aprile 2024. Alle 10.30, apre il film “L’era dei giganti / The Time of the Giants” di Pascal Cuissot (Francia, 52’, 2020). Negli ultimi vent’anni, il numero delle nuove specie di dinosauri scoperte si è moltiplicato. Combinando le immagini 3D altamente realistiche di NHK con le evidenze paleontologiche più recenti, questo ambizioso e spettacolare documentario mostra le strategie di crescita e sopravvivenza dei dinosauri al largo delle coste del Giappone. Seguono i film “A misura di bambino. Crescere nell’antica Roma” di Gianmarco D’Agostino (Italia, 5’, 2021); “Il bambino che sarà cavaliere” di Gianmarco D’Agostino (Italia, 7’, 2020); “Il discorso di Txai Surui / The Speech of Txai Surui” di Studenti del Multimedia Project of Escola Parque (Brasile, 4’, 2022).

Rovereto. Al museo di Scienze e Archeologia per “I giovedì dell’archeologia”, Massimo Capulli dell’università di Udine parla di “Strade d’acqua: navi e navigazione interna in epoca antica” partendo dalle ricerche archeologiche subacquee nel fiume Stella

rovereto_civico_i-giovedì-dell-archeologia_strade-d-acqua_locandinaI fiumi sono le grandi vie di comunicazione del presente ma ancor più del passato, testimoni del sorgere e del fiorire delle civiltà. Ma anche fili rossi che intrecciano le storie dei popoli, e che ne conservano le tracce. Se ne parla, giovedì 11 aprile 2024, nel primo dei due appuntamenti de “I giovedì dell’archeologia”, i tradizionali incontri con gli esperti per gli appassionati dell’antico, alle 18, a ingresso gratuito al museo di Scienze e Archeologia di Rovereto. Massimo Capulli, dell’università di Udine, intratterrà il pubblico su “Strade d’acqua: navi e navigazione interna in epoca antica”. Il ciclo è organizzato dalla Società Museo Civico di Rovereto, con la Fondazione Museo Civico e la Fondazione Alvise Comel, e con il sostegno del Comune di Rovereto, della Comunità della Vallagarina e della Provincia autonoma di Trento. La partecipazione è libera e gratuita. L’attività è riconosciuta ai fini dell’aggiornamento per gli insegnanti e del credito formativo per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado.

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Massimo Capulli (università di Udine)

La quasi totalità delle grandi civiltà del nostro passato è sorta lungo i fiumi o lungo coste che ben erano interconnesse all’entroterra tramite corsi d’acqua: una su tutte Roma. I fiumi sono il sistema vascolare del nostro pianeta e all’uomo hanno sempre fornito acqua per bere, cucinare o irrigare, quando ne ha avuto la tecnologia, anche energia da sfruttare. Ma i fiumi sono anche strade che non necessitano di disboscamenti e di essere lastricate: come possono quindi non conservare tracce importanti del passato? Oltre 10 anni di ricerche archeologiche subacquee nel fiume Stella, in Friuli, hanno dimostrato come molte pagine di storia possano ancora essere scritte, non solo sulle attività che l’uomo ha promosso lungo i diversi corsi d’acqua, ma soprattutto sui tanti territori che hanno attraversato.

Il secondo appuntamento giovedì 18 aprile 2024 sarà con Paolo Bellintani su “Frattesina e le vie dell’ambra nella Protostoria europea”, sempre alle 18.00, in sala conferenze “Fortunato Zeni” del museo civico di Rovereto. Ingresso libero.

Ala (Tn). Per le “Conferenze del Parco” naturale locale Monte Baldo incontro con l’archeologo Maurizio Battisti della Fondazione museo civico di Rovereto su “Le radici preistoriche del territorio di Ala e i suoi antichi percorsi viari”

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Il territorio di Ala di Trento nella valle dell’Adige (foto fmcr)

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Coltello retico, uno dei reperti dell’età del Ferro rinvenuti nel territorio di Ala di Trento (foto fmcr)

Grazie ad alcune testimonianze preistoriche importantissime emerse tra Ala e Avio, come alcune selci dei Neanderthal o i ritrovamenti dell’età del Ferro di epoca retica, possiamo permetterci di formulare alcune ipotesi sul popolamento e sulla viabilità preistorici di quelle zone, prima dell’epoca romana. La valle era davvero interamente allagata e di conseguenza spopolata? Oppure per gli spostamenti erano fondamentali sia i percorsi sul fondovalle, sia i sentieri che si arrampicavano sui pendii circostanti? Un ruolo determinante era giocato anche dalla principale via di comunicazione che ha sempre messo in contatto le culture alpine e transalpine con quelle italiche e mediterranee: il fiume Adige. Martedì 26 marzo 2024, alle 18, in sala Zendri, in via M. Soini 7/E ad Ala (Tn), nuovo appuntamento con “Le conferenze del Parco”, questa volta nell’ambito dell’archeologia, per la conoscenza e alla valorizzazione del territorio del parco naturale locale del Monte Baldo e dei suoi ecosistemi. Interviene Maurizio Battisti, responsabile della sezione Archeologia della Fondazione museo civico di Rovereto, su “Le radici preistoriche del territorio di Ala e i suoi antichi percorsi viari”. Partecipazione libera e gratuita. Organizza il parco naturale locale Monte Baldo con la Fondazione museo civico di Rovereto, in collaborazione con i Comuni di Brentonico, Mori, Avio, Ala, Nago-Torbole.

Lavis (Tn). Al via la sesta edizione di Cinema Archeologico: tre martedì con tre corti e tre film scelti dall’archivio del RAM film festival di Rovereto

lavis_cinema-archeologico_rassegna-2024_locandinaTutto pronto al teatro auditorium comunale di Lavis (Tn) per il primo appuntamento della sesta edizione del Cinema Archeologico, organizzato dall’associazione culturale Lavisana e dal Comune di Lavis in collaborazione con la Fondazione Museo Civico di Rovereto, il RAM film festival e l’assessorato alla Cultura del Comune di Lavis. Si tratta di tre appuntamenti dedicati al patrimonio culturale raccontato con il linguaggio coinvolgente e suggestivo del cinema: un viaggio attraverso periodi storici, territori, culture e punti di vista diversi, per accrescere la propria conoscenza del mondo. In programma, dal 5 al 19 marzo 2024, documentari e docufiction sui temi della tutela di siti, monumenti, memorie e paesaggi, intesi come beni inestimabili da preservare per le future generazioni; del progresso nella ricerca archeologica, che permette di scoprire sempre più a fondo il nostro passato; e dell’esplorazione non solo di luoghi ma anche di tempi lontani. Si affronterà il tema della morte, visiteremo Petra e viaggeremo sulle navi dei pirati. Ogni serata sarà introdotta da un corto d’animazione, un particolare mezzo di espressione che descrive storie e tradizioni in modo creativo. I film sono tradotti e doppiati a cura della Fondazione Museo Civico di Rovereto, che organizza il RAM film festival, raccogliendo documentari da tutto il mondo e conservandoli nel proprio archivio. L’ingresso è gratuito.

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Frame del film “Archeology 3.0 – Making the dead speak” di Stéphane Jacques

Si inizia martedì 5 marzo 2024, alle 21, con la proiezione dei primi due film, che in modo diverso ci mostrano un possibile rapporto con i nostri antenati. La serata sarà introdotta dal poeticissimo corto d’animazione “Joss Lotuses to Grandma” di Stefie Gan (Stati Uniti, 2022; 6’): una ragazza ritorna in Malesia dopo la morte di sua nonna. Il corto animato esplora il loro legame, il biculturalismo degli immigrati e i riti culturali, come l’offerta di fiori origami, che si conservano e che possono aiutare a guarire dal dolore della separazione e della perdita. E, attraverso l’espressività del suo segno animato, ci aiuta a comprendere i sentimenti delle protagoniste e l’importanza del legame con il passato e con le tradizioni. Seguirà poi il film “Archeology 3.0 – Making the dead speak” di Stéphane Jacques (Francia, 2023; 53’) con interviste a ricercatori di tutta Europa accomunati dall’uso di nuovi e sofisticati metodi scientifici in ambito archeologico. Si possono far parlare i corpi dopo la morte? Fino a non molto tempo fa servivano campagne di scavo su vasta scala e scheletri interi. Oggi, grazie alle nuove tecnologie, anche le parti più piccole del corpo umano possono essere sufficienti a ricostruire le vite di migliaia di anni fa: dalla preistoria all’Egitto dei faraoni, da Homo sapiens ai Galli, l’archeologia sta per dar voce ai morti come mai prima d’ora.

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Frame del film “Expédition Pétra, sur la piste des Nabatéens / Spedizione Petra, sulle tracce dei Nabatei” di Nathalie Laville e Agnès Molia

Seconda serata martedì 12 marzo 2024, alle 21. Apre il corto “Bride’s Dream” di Joe Chang (Cina/Canada, 2023; 7’): la guerra civile in Cina, scatenata dal tramonto della dinastia Han, divide due sposi novelli, Zhang e Whan Hui. Lui è chiamato in battaglia e lei resta ad aspettarlo, tra la vita e la morte, tra la realtà e il sogno. I disegni animati sono accompagnati da brani cantati dell’Opera di Pechino. Segue il film “Expédition Pétra sur la piste des Nabatéens” di Nathalie Laville e Agnès Molia (Francia, 2022; 52’): da una ventina d’anni, gli archeologi cercano di trovare tracce dei Nabatei, un antico popolo arabo di mercanti, la cui storia è andata perduta. Di loro rimangono monumentali tombe scavate nella roccia, a Petra nell’attuale Giordania e nel cuore del deserto dell’Arabia Saudita, nella segreta città di Hegra. Laïla Nehmé si è posta una sfida audace: tracciare, grazie a una spedizione senza precedenti, la mitica via dell’incenso percorsa per tre secoli dai carovanieri nabatei.

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Frame del film “The True Story of Pirates / La vera storia dei pirati” di Stéphane Begoin

Terza e ultima serata martedì 19 marzo 2024, alle 21. Apre il corto “The Sprayer” di Farnoosh Abedi (Iran, 2022; 9’): nella terra occupata dall’Esercito degli Spruzzatori, nessuno ha il diritto di coltivare le piante: i soldati spargono infatti veleno su tutta la flora che incontrano. In molti non sanno nemmeno come cresce o come sia fatta una pianta, finché uno dei soldati non scopre un seme piantato nella polvere: la sua curiosità è solo l’inizio di qualcosa di straordinario e rivoluzionario. Chiude la rassegna il film “The true story of pirates” di Stéphane Begoin (Francia, 2022; 52’): come vivevano i pirati e chi si nasconde dietro la leggenda? Il film cerca di ricostruire la storia poco conosciuta della pirateria seguendo due indagini archeologiche: la prima nell’Oceano Indiano alla ricerca della famosa nave pirata Speaker che affondò nel 1702, la seconda a Sainte-Marie Island, dove i pirati si nascondevano e vivevano.

Rovereto. “Sguardi”: quattro puntate per raccontare le quattro sezioni del RAM film festival 2023 in tv e su YouTube con protagonisti, registi, esperti e divulgatori. Ecco il programma

rovereto_rassegna-RAM-2023_sguardi_locandina.jpgQuattro puntate per racconta il RAM film festival, la più longeva rassegna di film dedicati all’archeologia e al patrimonio culturale ma anche uno spazio di incontri, mostre, eventi enoculturali nella città di Rovereto, che quest’anno ha avuto come sguardi  gli “Sguardi sul clima”. Inizia mercoledì 14 febbraio 2024 la nuova stagione di SGUARDI insieme ai/alle protagonisti/e, a registi/e, esperti/e di cambiamenti climatici e di archeologia, divulgatori/trici della scienza, tra luoghi storici del Festival e nuove location suggestive. Le puntate saranno dedicate ciascuna a una sezione del Festival (L’Italia si racconta, Cinema archeologico, Cultura animata e Sguardi dal mondo) per conoscere ospiti e registi dell’edizione 2023, scoprire il dietro le quinte e approfondire temi e nuove tendenze del cinema documentario. SGUARDI è un programma a cura di Matteo Gentilini, Alice Manfredi e Sara Zanatta in collaborazione con Claudia Beretta, Valentina Poli e Eleonora Tomasini. Una realizzazione Motion Studio con la partecipazione di Graziano Galvagni. Una produzione Fondazione Museo storico del Trentino e RAM film festival – Fondazione Museo Civico di Rovereto. La serie – in quattro puntate – andrà in onda sul canale 12 del digitale terrestre nello spazio History Lab Live, ospitato da Telepace Trento emittente comunitaria, tutti i mercoledì alle 21 e alle 22.30 e in replica la domenica alle 22. Gli episodi saranno inoltre visibili anche sul canale YouTube della Fondazione Museo storico del Trentino (youtube.com/museostorico). In queste quattro puntate si parlerà naturalmente di cinema ma anche delle altre tematiche che hanno interessato, e animato, la 34ma edizione del festival. Si incontreranno registi e documentariste, esperti di cambiamenti climatici e di archeologia, divulgatori/trici della scienza, passeggeremo per la città per mostravi anche le iniziative collaterali in location suggestive e ogni puntata sarà dedicata a una sezione del Festival.

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L’archeologa Marta Coccoluto, coordinatrice del parco archeologico di Baratti e Populonia (foto graziano tavan)

La prima puntata (in onda mercoledì 14 febbraio 2024, alle 21 e 22.30) è dedicata alla sezione più internazionale Sguardi dal mondo che racconta i popoli e le culture più lontane da noi. Ospiti di puntata sono l’antropologa Nora De Marchi che presenta i film in concorso, l’archeologa Marta Coccoluto, coordinatrice del parco archeologico di Baratti e Populonia, che riflette sugli scavi dal punto di vista del turismo e della sostenibilità, il regista Daniel Cos Gayont col suo cortometraggio “Il mito di Inkari…”. Un film che a sua volta ha una storia da film!

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La regista Pauline Costa al RAM film festival di Rovereto (foto fmcr)

La seconda puntata (in onda mercoledì 21 febbraio 2024, alle 21 e 22.30) racconta la sezione storica del festival, quella dei film sull’archeologia: un’offerta che quest’anno ha spaziato dai tesori dei faraoni ai banchetti della Roma antica, fino all’archeologia subacquea in cerca di una nave dei pirati. Come spiega una delle giurate, l’archeologa Anna Maria Ravagnan, ospite di puntata insieme alla regista Pauline Coste e alla restauratrice Barbara Caranza, ufficiale dell’esercito italiano specialista per la protezione del patrimonio culturale in caso di conflitto armato e impatto da disastro.

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Tobia Berti, fotografo e filmaker, al RAM film festival di Rovereto (foto fmcr)

Nella terza puntata (in onda mercoledì 28 febbraio 2024, alle 21 e 22.30) è protagonista la cultura animata, sezione molto amata e non solo dal mondo dell’infanzia. I cortometraggi in concorso sono introdotti da Tobia Berti, fotografo e filmaker, mentre il regista Farnoosh Abedi presenta in un video dall’Iran il suo ultimo lavoro, “The sprayer / Lo spruzzatore”, vincitore di sezione. La giovane trentina Sara Segantin, scrittrice attivista e alpinista, protagonista al RAM con due appuntamenti, parla di resistenza climatica.

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La regista Elena Giogli al RAM film festival (foto fmcr)

Nell’ultima puntata (in onda mercoledì 6 marzo 2024, alle 21 e 22.30) si fa ritorno in Italia per la sezione “L’Italia si racconta” dedicata alle opere italiane o sull’Italia che parlano di patrimonio immateriale, ovvero tradizioni, riti, comunità ma anche personaggi del nostro territorio. Li raccontano il regista Michele Trentini, qui in veste di giurato, ed Elena Giogli che firma la sua opera prima “Il custode della memoria”. Ultimo ospite della stagione è Francesco Trovò, una vera “autorità” in materia di edilizia storica veneziana e di cambiamenti climatici.

Archeologia 2024. Ecco le date da fissare in agenda per le grandi kermesse di incontri e confronti, e le rassegne del cinema archeologico in Italia

Siamo all’inizio di gennaio. Avete pronta l’agenda per fissare le date degli appuntamenti da non perdere? Le grandi kermesse di incontri e confronti aprono e chiudono l’anno. Le rassegne del cinema archeologico più importanti sono concentrate tra l’ultimo scorcio dell’inverno e l’avvio dell’autunno.

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L’ingresso al Palacongressi di Firenze per tourismA (foto archeologia viva)

Si inizia a febbraio con tourismA – Salone dell’Archeologia e del Turismo Culturale, momento di esposizione, divulgazione e confronto di tutte le iniziative legate alla comunicazione del mondo antico e alla valorizzazione delle sue testimonianze promosso da Archeologia Viva, diretta da Piero Pruneti (Giunti editore). Appuntamento al Palacongressi di Firenze dal 23 al 25 febbraio 2024): sarà la decima edizione che, a detta degli organizzatori si annuncia straordinaria. Inaugurazione generale: giovedì 22 febbraio 2024, nel nuovo tempio della cultura Giunti Odeon; inaugurazione riservata a operatori e ospiti: venerdì 23 febbraio 2024, in Palazzo Strozzi Sacrati sede della Regione Toscana.

Si chiude a novembre con la XXIV Borsa mediterranea del Turismo archeologico, promossa da Regione Campania, Città di Capaccio Paestum e Parco Archeologico di Paestum e Velia, col patrocinio del ministero della Cultura, del ministero del Turismo, e del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Appuntamento al Next – ex tabacchificio di Paestum (Sa) dal 31 ottobre al 3 novembre 2024: 160 espositori, 20 Paesi esteri. 150 conferenze e incontri con 600 relatori, workshop con bayer europei e nazionali, un viaggio nell’antichità con la mostra di archeologia virtuale e i laboratori di archeologia sperimentale, orientamento alla formazione e al lavoro.

firenze_archeofilm_2024_logo-locandinaA marzo arriva il Firenze Archeofilm, il Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente, giunto alla sesta edizione, organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore) nell’ambito delle manifestazioni promosse da “tourismA”. Appuntamento dal 6 al 10 marzo 2024 a Firenze, al Cinema La Compagnia (via Cavour 50r), con ingresso libero e gratuito. Anche in questa edizione saranno selezionati documentari prodotti a livello mondiale.

rovereto_rassegna-RAM-2024_logo-locandinaA ottobre, invece, è il momento del RAM film festival – Rovereto Archeologia Memorie, giunto alla 35.ma edizione, organizzato dalla Fondazione Museo Civico Rovereto, dedicato all’archeologia e al patrimonio culturale materiale e immateriale. Appuntamento a Rovereto, sede principale il teatro Zandonai, dal 2 al 6 ottobre 2024, con proiezioni, incontri, esposizioni, corsi di formazione, visite guidate alla scoperta del territorio e molto altro, in una contaminazione tra conoscenza, emozione e informazione. In programma i più recenti e spettacolari documentari, docu-fiction e corti animati sulla ricerca archeologica e sul patrimonio culturale materiale e immateriale – siti, monumenti, popoli, culture e tradizioni lontane – per sensibilizzare il pubblico rispetto alla bellezza e alle fragilità dei tesori del nostro passato e del nostro presente attraverso la prospettiva esperienziale del cinema.

licodia-eubea_festival-della-comunicazione-e-del-cinema-archeologico_logoNeanche il tempo di archiviare l’edizione roveretana che è già il momento del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico di Licodia Eubea (Ct) giunto alla XIV edizione, evento cinematografico dedicato alla divulgazione dell’Antico attraverso le arti visive, organizzato dall’associazione culturale Archeovisiva con la collaborazione logistica dell’Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea “Mario Di Benedetto” e il sostegno di Regione Siciliana, Sicilia Film Commission, ministero della Cultura e Comune di Licodia Eubea. Appuntamento al teatro della Legalità e nella chiesa di San Benedetto e Santa Chiara di Licodia Eubea, piccolo borgo nel cuore degli Iblei, dal 7 al 13 ottobre 2024.

Lubiana (Slovenia). Serata di cinema archeologico per gli studenti nell’ambito del progetto interfacoltà “Siamo a novembre”: proiezione di due film in prima visione nazionale a cura del RAM film festival di Rovereto

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Serata di cinema archeologico per gli studenti di Lubiana nell’ambito del progetto interfacoltà “Siamo a novembre”, che riunisce la Facoltà di Lettere e l’Accademia di Belle Arti e Design dell’università di Lubiana. Giovedì 30 dicembre 2023 nella sede dell’Accademia delle Belle Arti di Lubiana, al Dipartimento di video e nuovi media di Lubiana, il dipartimento di Archeologia dell’università cittadina e l’Accademia delle Belle Arti organizza una serata di cinema archeologico per gli studenti, in collaborazione con il RAM film festival di Rovereto, con due documentari che saranno in prima visione per la Slovenia. L’evento si svolge anche in onore del centenario dello studio dell’archeologia presso la facoltà di Lettere dell’università di Lubiana ed è gratuito. In apertura intervento di Claudia Beretta e Maurizio Battisti (RAM film festival, Fondazione Museo Civico di Rovereto) e Katharina Zanier (Dipartimento di Archeologia delle FF).

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Frame del film “Les visages oubliés de Palmyre. I volti dimenticati di Palmira” di Meyar Al-Roumi

Alle 18, proiezione del film “Volti dimenticati di Palmira / Les visages oubliés de Palmyre” di Meyar Al-Roumi (Francia 2020, 53’). Gli archeologi stanno andando alla ricerca dei ritratti tombali di Palmira, sparsi in tutto il mondo. Obiettivo della ricerca è scoprire la storia della città antica attraverso i volti dei suoi abitanti. Svelare i segreti di questi monumenti ci permette di comprendere il carattere straordinario di Palmira e la sua identità multiculturale. Il film è in francese e inglese con sottotitoli in inglese e francese. Maggiori informazioni: http://www.unfilmalapatte.fr/films.asp?id=40.

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Frame del film “The Oath of Cyriac / Il giuramento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois

Alle 19.40, proiezione del film “Il giuramento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois (Andorra 2021, 72’). Durante il conflitto siriano, un piccolo gruppo di archeologi e operatori museali lotta per preservare i reperti archeologici nel museo nazionale di Aleppo. Come salvare 50mila manufatti in una città assediata? Nulla è garantito in questa corsa contro il tempo, ma una cosa è certa: se le collezioni del museo andranno perdute, con esse scomparirà anche parte della storia e del patrimonio dell’umanità. Il film è in arabo con sottotitoli in inglese. Maggiori informazioni: https://theoathofcyriac.com/.

Rovereto (Tn). Prende forma il progetto “Le eredità di Paolo Orsi”: due giorni di confronto, coordinati dall’archeologo Maurizio Battisti, per creare una rete di enti – dal Trentino a Calabria e Sicilia – interessati a valorizzare la straordinaria figura dell’archeologo roveretano

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L’archeologo roveretano Paolo Orsi (foto fmcr)

Due giorni per mettere le basi del progetto “Le eredità di Paolo Orsi”, promosso dalla Fondazione Museo Civico, sotto l’egida del Comune di Rovereto e nella cornice di progetti culturali supportati da Fondazione Caritro. Con un obiettivo: creare una rete di enti interessati a valorizzare la straordinaria figura dell’archeologo roveretano. L’appuntamento è al museo della Città di Rovereto il 17 e il 18 novembre 2023 dove si ritroveranno alcuni degli enti che hanno già dato adesione tra cui l’Accademia degli Agiati, la Biblioteca civica “G. Tartarotti”, la soprintendenza per i Beni culturali della Provincia autonoma di Trento, l’università di Trento, il museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri (RC), la direzione regionale dei Musei della Calabria, il parco archeologico e naturalistico della Valle dei Templi, il Comune di Santa Severina (Kr), del Comune di Locri (RC), la Scuola di Specializzazione in Beni archeologici di Siracusa, la soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Palermo, il parco archeologico e paesaggistico di Siracusa e museo Archeologico regionale “Paolo Orsi”. Inoltre la rete ha già l’adesione informale di altri soggetti nazionali e internazionali, come ad esempio la Scuola Archeologica Italiana di Atene, e l’obiettivo comune è quello di continuare ad ampliarla.

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Frame del film “Paolo Orsi. La meravigliosa avventura” di Andrea Andreotti

Paolo Orsi, archeologo che ha visto l’inizio della sua straordinaria carriera a Rovereto e in particolare al Museo Civico, è stato uno studioso eccezionale e instancabile, capace di tessere legami che vivono ancora oggi tra la sua terra d’origine e le regioni dove maggiormente ha operato, in Sicilia e in Calabria. Ma la sua influenza è sentita in tutta Italia e all’estero grazie alla capacità di intrattenere relazioni scientifiche e a un metodo di lavoro che è diventato uno dei cardini della ricerca archeologica. La Fondazione Museo Civico di Rovereto, con il sostegno del Comune di Rovereto, non ha mai smesso di lavorare alla valorizzazione di uno dei suoi personaggi più illustri, e ha realizzato eventi, pubblicazioni e mostre in suo onore. Negli ultimi anni, di particolare rilievo è l’acquisizione dagli eredi del suo epistolario privato, il cui studio e messa in rete nell’ambito di alcuni progetti sostenuti dalla fondazione Caritro hanno permesso di gettare una luce del tutto unica sul grande archeologo.

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Ritratto dell’archeologo Paolo Orsi, nato a Rovereto nel 1859 (foto fmcr)

L’incontro, coordinato dall’archeologo del museo civico Maurizio Battisti, prevede la presentazione del progetto e dei soggetti presenti, e una giornata “operativa”, dove verranno concordati da parte degli esperti aggiornamenti alla pagina di Wikipedia relativa all’archeologo, grazie anche alla presenza di un rappresentante di Wikimedia Italia. Sarà inoltre presentato un progetto di realizzazione di una pagina dedicata a Paolo Orsi sulla piattaforma Vikidia, l’enciclopedia on line dei ragazzi (classe III C, SSPG “Degasperi”, I.C. Isera-Rovereto).

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L’archeologo Paolo Orsi raccoglie appunti seduto su un capitello del tempio di Apollo Aleo, appena scoperto a Punta Alice nel Crotonese (foto fmcr)

Il programma. Venerdì 17 novembre 2023, museo della Città. Alle 15.30, accoglienza; 15.45, saluti istituzionali: Giovanni Laezza, presidente della Fondazione Museo Civico Rovereto; Micol Cossali, assessore alla Cultura del Comune di Rovereto; 16, Maurizio Battisti, responsabile sezione Archeologia della Fmcr, presenta il progetto “Le eredità di Paolo Orsi”; 16.30, presentazione degli enti invitati a collaborare; 18, Maurizio Battisti presenta il programma della giornata successiva con intervento di Matteo Ruffoni di Wikimedia Italia. Sabato 18 novembre 2023. Sala conferenza della Fondazione Caritro. Alle 9, Maurizio Battisti descrizione della pagina web di Wikipedia dedicata a Paolo Orsi; 9.30, tavola rotonda: proposte e registrazione correzioni, modifiche e implementazioni alla pagina (da mettere in opera nei giorni successivi). La discussione continua anche dopo la pausa caffè; 12, presentazione del progetto di una pagina dedicata a Paolo Orsi sulla piattaforma Vikidia, l’enciclopedia on line per i ragazzi, a cura della III C dell’istituto “Alcide Degasperi” di Rovereto.

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L’archeologo roveretano Paolo Orsi “protagonista” della giornata di studi al museo della Città di Rovereto

“Il museo sta lavorando da molto tempo sugli archivi di Paolo Orsi”, dichiara Giovanni Laezza, “e questo nuovo progetto permetterà di rinnovare legami con istituzioni di tutta Italia per favorire gli scambi, promuovere occasioni di approfondimento, verificare anche la correttezza delle informazioni sul web. Con la creazione di una rete, sebbene informale, auspichiamo il fiorire di tante altre iniziative nel tempo”. E Micol Cossali: “Paolo Orsi è l’incarnazione di una città che ha saputo affiancare la vocazione commerciale con quella per la cultura e dove l’archeologo roveretano ha potuto trovare terreno fertile per coltivare la propria passione fino a diventare lo straordinario archeologo che tante pagine della nostra storia ha riscoperto. La rete che attorno alla sua figura si è venuta a creare grazie alla Fondazione Museo Civico e a tutti gli attori coinvolti, rappresenta una occasione di crescita nel solco da lui tracciato”.

Rovereto. Serata finale del RAM film festival con teatro Zandonai esaurito in ogni ordine di posti, dopo cinque giorni con incontri sempre sold out: il pubblico premia il film “The lost Mountaineers” e il premio “Paolo Orsi” al film “The Time they spent here”. Ecco tutti gli altri premi e le molte menzioni

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RAM film festival 2023: teatro Zandonai esaurito in ogni ordine di posti per la serata finale (foto graziano tavan)

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Neri Marcorè al teatro Zandonai di Rovereto nella serata finale del RAM film festival 2023 (foto graziano tavan)

Con un teatro Zandonai gremito in ogni ordine di posti si è chiusa una grande edizione del RAM film festival Rovereto Archeologia Memorie, con focus Sguardi sul Clima: nei cinque giorni di programmazione, dal 4 all’8 ottobre 2023, un pubblico attento e competente ha apprezzato i 62 film in concorso suddivisi in quattro sezioni: Cinema archeologico (la sezione più corposa, quest’anno associata al premio biennale intitolato al grande archeologo roveretano “Paolo Orsi”), L’Italia si racconta, Sguardi dal Mondo, e Cultura animata; ma ha anche “esaurito” i posti disponibili in tutti gli incontri e negli approfondimenti con gli ospiti, fino ad assiepare anche i palchi più in alto dello Zandonai per seguire nella serata finale l’incontro speciale con Neri Marcorè. Il festival, dedicato all’archeologia e alle memorie del passato, e alle sfide per la conservazione del patrimonio culturale nel futuro che cambia, con particolare attenzione all’emergenza climatica, ha rappresentato una vetrina unica per l’esplorazione delle culture antiche e per la scoperta di nuove prospettive sulla nostra storia.

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Giovanni Laezza, presidente dalla Fondazione museo civico di Rovereto, al teatro Zandonai di Rovereto nella serata finale del RAM film festival 2023 (foto graziano tavan)

“La partecipazione del pubblico a questa edizione del festival ha confermato l’interesse crescente per il nostro festival”, ha commentato Giovanni Laezza, presidente della Fondazione Museo Civico di Rovereto che organizza il RAM, “e la nutrita rappresentanza di addetti ai lavori, fatta di decine registi, produttori, autori, membri delle giurie, esperti che hanno partecipato alle proiezioni, e anche al momento speciale a loro dedicato per potersi scambiare impressioni e contatti, contribuisce a posizionare la città di Rovereto in un circuito di eventi legati al cinema a livello nazionale e internazionale, ampliando gli orizzonti oltre i confini cittadini. Il RAM Film Festival Rovereto Archeologia Memorie continua così a svolgere un ruolo fondamentale nel promuovere la consapevolezza e l’importanza della conservazione del nostro passato e della divulgazione al grande pubblico di contenuti importanti attraverso il cinema e i momenti informali”.

PREMIO RAM film festival del pubblico. Sintesi di quanto proposto nella ricca programmazione, prima della performance di Neri Marcorè, sono state le premiazioni dei film segnalati dalle giurie tecniche e dal pubblico. I favori del pubblico sono andati al film “The lost Mountaineers” di Andrea Andreotti e Diego Busacca (Italia 2023, 50’), produzione Museo storico del Trentino, che ha vinto il premio RAM Film Festival.

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Il regista Andrea Andreotti solleva il premio RAM film festival assegnato dal pubblico al film “The lost Mountaineers” (foto graziano tavan)

Il documentario realizzato con la consulenza scientifica di Ben Appleby, Aldo Miorelli, Antonella Previdi, Giacomo Zanetti e Lorenzo Gardumi, è dedicato a un DUKW, un mezzo anfibio americano affondato nel Lago di Garda il 30 aprile 1945. I soldati a bordo del mezzo furono dichiarati dispersi ma non dimenticati e le ricerche sono arrivate ad un punto di svolta più di settant’anni dopo. Il documentario, presentato per la prima volta in assoluto al pubblico, ha ricevuto anche una menzione speciale da parte della giuria del premio “L’Italia si racconta”.

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Frame del film “Saving Venice / Salvare Venezia” di Duncan Bulling

Molto apprezzati nel voto del pubblico, giunti a pochi decimi di punto dal vincitore, anche il documentario britannico “Saving Venice / Salvare Venezia”, di Duncan Bulling (Regno Unito 2022, 52’), prodotto da LionTv, in anteprima italiana, e “Memorie di un mondo sommerso”, di Philippe Nicolet (Svizzera 2021, 58’), prodotto dalla Association Palafittalp/Studio NVP3D dedicato alle palafitte dell’arco alpino.

PREMIO PAOLO ORSI per il Cinema Archeologico. La giuria internazionale composta da Barbara Maurina (presidente), Mark Pearce e Annamaria Ravagnan, ha assegnato il premio al film “The Time they spent here / Il tempo che hanno trascorso qui” di Edward Owles (Regno Unito 2023, 23’), produzione Richard Tacon, presentato al RAM in prima mondiale. Qual è la magia dell’arte rupestre? Due veterani archeologi di Tanum, in Svezia, cercano il modo migliore per documentare e preservare le antiche incisioni locali risalenti all’età del Bronzo.

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Barbara Maurina, presidente della giuria per il Cinema archeologico, legge la motivazione per l’assegnazione del premio Paolo Orsi al film “The time they spent here” (foto graziano tavan)

Ecco la motivazione: “Un cortometraggio piccolo per dimensioni ma grande per il contenuto e l’intensità, a tratti lirica, con cui racconta l’appassionato lavoro di due attempati studiosi che hanno dedicato la loro vita a registrare, analizzare e tutelare le incisioni rupestri di Tanum nella Svezia nord-occidentale, le quali costituiscono la più grande concentrazione di arte dell’Età del Bronzo in Europa. Una vera e propria missione, volta alla salvaguardia di un patrimonio archeologico oggi più che mai minacciato dall’azione degli agenti atmosferici. Il documentario con profonda sensibilità, umanità e delicatezza riesce a comunicare in modo originale e convincente l’essenza della vocazione dell’archeologo e a fondere in un perfetto equilibrio il messaggio scientifico con il linguaggio cinematografico”.

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Frame del film “A la recherche de la musique de l’antiquité / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George

Menzione speciale al film “A la recherche de la musique de l’antiquité  / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George (Francia 2021, 53’), produzione O2B films. Da trent’anni, grazie al contributo delle tecnologie digitali, una disciplina in rapida crescita, l’archeo­logia musicale, riporta in vita musiche perdute, sa­cre o profane, che scandivano la vita delle antiche civiltà. Motivazione: “Un affascinante film che racconta le metodologie della ricerca volta a restituirci la musica antica. A partire del papiro musicale del Louvre, passando per l’antica canzone rinvenuta in Turchia e la partitura iscritta sul muro del Tempio di Apollo a Delfi, il racconto si snoda svelando i molteplici risvolti del lavoro di deciframento dei documenti, in grado di restituirci non solo i suoni antichi ma anche le modalità di amplificazione impiegate nell’antichità. Un tema assai complesso, ma affrontato con un linguaggio chiaro e accessibile al grande pubblico e reso cinematograficamente accattivante da una fotografia di qualità e da un ritmo ben cadenzato”.

PREMIO L’ITALIA SI RACCONTA. La giuria composta da Isabella Bossi Fedrigotti (presidente), Michele Trentini, Sara Zanatta, non presenti alla serata finale, ha assegna il premio, consegnato da Alessandra Cattoi, al film “The black Italian Renaissance / Il rinascimento italiano nero” di Cristian di Mattia (Italia 2023, 90’), produzione Alice Cinema, Why Tales, Rufus Film. Il film racconta le vite di personaggi afro-discen­denti nell’Italia Rinascimentale, legati tra loro dalla diffusione delle esplorazioni geografiche del XV e XVI secolo, e che, in modi diversi, hanno segnato la Storia. I loro volti fanno capolino tra le tele di alcune delle più grandi opere d’arte di tutti i tempi. I loro nomi sono sparsi tra i libri mastri di archivi antichi. Raccontando le storie di nobili, schiavi, ambasciato­ri e cavalieri, il documentario svela come il concetto rinascimentale di “razza” fosse diverso da quello che conosciamo oggi.

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Alessandra Cattoi, direttrice del museo civico di Rovereto, legge la motivazione del premio L’Italia si racconta assegnato al film “The black Italian Renaissance / Il rinascimento italiano nero” di Cristian di Mattia (foto graziano tavan)

Motivazione: “Bridgerton, la serie con affascinante lord inglese dall’incarnato lievemente scuro, non ha inventato nulla. In Italia, nel corso del Rinascimento decine di quadri, di sculture, di documenti attestano la presenza nella società, specialmente in quella alta, di centinaia di persone di colore. E non necessariamente come schiavi, al pari di quanto successe in altri Paesi; e neppure sempre come servitorielli secondo quanto testimoniano le sculture dei neri puttini guardaporta. Sono consiglieri e confidenti, ambasciatori e segretari come anche balie a camerieri. Il documentario “The black italian Renaissance” ha colpito per l’originalità della ricerca, per l’accuratezza dello studio e per la testimonianza che la nostra società, almeno in un certo passato, era in effetti multiculturale”.

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La regista Elena Giogli al RAM film festival (foto fmcr)

Menzione speciale al film “Il custode della memoria” di Elena Giogli (Italia 2023, 66’), produzione Tiwi. Il racconto di vita di un uomo che incarna l’anima popolare della sua città. Dino Marinelli per più di 25 anni è stato il custode della Pinacoteca di Città di Castello, in Umbria. Ha vissuto da solo all’interno del museo, studiando totalmente da autodidatta e nel corso del tempo è diventato uno scrittore e una guida artistica riconosciuta a livello internazionale. Un vero custode della memoria. Motivazione: “Il documentario riesce a costruire con intelligenza emotiva l’incontro tra il pubblico e Dino Marinelli, personaggio originale ed eccentrico in compagnia del quale si attraversa quasi un secolo di storia di una città della provincia italiana, con le sue bellezze materiali, il suo orgoglio linguistico, i suoi aneddoti artistico-culturali, la sua vena ironica e scanzonata. Il registro biografico ben si accompagna alle cronache d’epoca; i materiali di repertorio, anche i meno “nobili”, così giustapposti alle parole di testimoni-amici invitano, senza retorica, a riflettere sul potere della memoria e sul raro dono di saperla tramandare con passione”.

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Frame del film “The lost Mountaineers” di Andrea Andreotti e Diego Busacca

Menzione speciale al film “The lost Mountaineers” di Andrea Andreotti e Diego Busacca (Italia 2023, 50’), produzione Museo storico del Trentino. Motivazione: “Gli autori ricostruiscono efficacemente le drammatiche vicende legate all’inabissamento di un mezzo anfibio americano nelle acque del Garda alla fine della seconda guerra mondiale e ne narrano anche i ripetuti tentativi di individuazione e recupero del relitto. Lo fanno attraverso un abile lavoro di ricerca e restituzione delle diverse fonti. La qualità dei materiali d’archivio, delle testimonianze dirette e il ritmo del montaggio ci appassionano a una pagina di storia meno nota, ambientata in un lembo suggestivo di paesaggio che non avevamo ancora percepito sotto questa luce”.

PREMIO SGUARDI DAL MONDO. La giuria, composta da Duccio Canestrini (presidente), Nora Demarchi, Cecilia Pennacini, ha assegnato il premio al film “Carraco / Raganella” di Carlos Cazurro (Spagna 2022, 65’), produzione Carlos Cazurro e Manu Sevillano. Il film è un racconto che rende onore alle storie di vita quotidiana poiché spesso trattano temi univer­sali. Miguel ha bisogno di telefonare ma non ha campo. Sceglie quindi di usare il tradizionale car­raco, una “raganella” per far rumore, un metodo di comunicazione che gli aveva insegnato suo non­no. Scopre poi che questo codice fu inventato dagli abitanti di Valladolid, in Spagna, molto tempo fa e decide di indagare sulla questione.

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Duccio Canestrini, presidente della giuria Sguardi dal mondo, legge la motivazione del premio assegnato al film “Carraco” (foto graziano tavan)

Motivazione: “Carraco racconta la riscoperta, attraverso la memoria personale e collettiva, di un codice di comunicazione alternativo e condiviso fra la popolazione dei Monti Torodo, nei pressi di Vallodolid. Questo codice prevede l’uso di una “carraca”, uno strumento di legno che, fatto ruotare su sé stesso, produce un suono ritmico, modulabile. Favola rurale raccontata attraverso il linguaggio stilistico del falso documentario, il film narra di una storia locale che richiama temi universali quali la riappropriazione della memoria collettiva, dell’identità locale, del senso di comunità e appartenenza. I 65 minuti di narrazione si susseguono con un ritmo energico e coinvolgente, rivolgendosi allo spettatore con un linguaggio cinematografico inedito e sorprendente”.

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Frame del film film “Namarali” di Tim Mummery

Menzione speciale al film “Namarali” di Tim Mummery (Australia 2021, 52’) produzione Yorna Woolagoodja e Tim Mummery. Motivazione: “Il film racconta con sensibilità e attenzione la storia dell’artista aborigeno Donny Woolagoodja impegnato a preservare le raffigurazioni degli spiriti Wandjina che adornano le grotte della regione del Kimberly, nell’Australia occidentale. La forza della narrazione visiva attraversa lo spazio e il tempo – attingendo anche a immagini di repertorio – fino a ricreare grazie a un intenso approccio partecipativo il complesso cosmogonico del “Tempo del sogno”.

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Frame del film “I am Kanaka / Io sono un Kanaka” di Genevieve Sulway

Menzione speciale al film “I am Kanaka / Io sono un Kanaka” di Genevieve Sulway (Regno Unito 2022, 15’), produzione Genevieve Sulway. Con una storia oscura e solo il 5% della popolazio­ne che parla la lingua nativa, le Hawaii rischiano di perdere per sempre le proprie tradizioni. Questo film offre una speranza sul futuro grazie all’ex-inse­gnante Kaina Makua e il suo programma no-profit rivolto a giovani indigeni svantaggiati, con l’obiet­tivo di preservare il patrimonio culturale hawaiano, parlando anche di sostenibilità ambientale. Motivazione: “Nonostante l’immaginario paradisiaco che le contraddistingue, la natura spettacolare e l’enorme afflusso turistico, le isole Hawaii rischiano di perdere per sempre le proprie tradizioni. Reagendo all’espropriazione delle loro terre, al degrado e alla miseria, gli orgogliosi nativi kanaka ci insegnano la sostenibilità, a partire dal recupero della lingua madre e dalle danze Hula, proibite dai missionari e dai coloni. Un piccolo documentario, antropologicamente perfetto, che illustra una filosofia etnica comunitaria”.

PREMIO CULTURA ANIMATA. La giuria, composta da Andrea Artusi (presidente), Davide Lorenzon, Tobia Berti, ha assegnato il premio al film “The sprayer / Lo spruzzatore” di Farnoosh Abedi (Iran 2022, 9’), produzione Institute for the Intetllectual Development of Children and Young Adults, Negative Art Studio. Nella terra occupata dall’Esercito degli Spruzzatori, nessuno ha il diritto di coltivare le piante: i soldati spargono infatti veleno su tutta la flora che incon­trano. In molti non sanno nemmeno come cresce o come sia fatta una pianta, finché uno dei soldati non scopre un seme piantato nella polvere: la sua curiosità è solo l’inizio di qualcosa di straordinario e rivoluzionario.

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Andrea Artusi, presidente della giuria Cultura animata, legge la motivazione del premio assegnato al film di animazione “The sprayer” (foto graziano tavan)

Motivazione: “Grazie al grande equilibrio tra qualità tecnica, sia dal punto di vista della modellazione tridimensionale che dell’animazione in computer grafica, e impianto narrativo, l’opera si è imposta fin da subito nella valutazione della giuria. Il corto riesce a trattare in maniera coinvolgente, approfondita e toccante dal punto di vista emotivo il tema del clima con originalità e grande energia dello storytelling”.

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Frame del film “Bride’s Dream / Il sogno della sposa” di Joe Chang

Menzione speciale al film “Bride’s Dream / Il sogno della sposa” di Joe Chang (Cina/Canada 2023, 7’), produzione Joe Chang. La guerra civile in Cina, scatenata dal tramonto del­la dinastia Han, divide due sposi novelli, Zhang e Whan Hui. Lui è chiamato in battaglia e lei resta ad aspettarlo, tra la vita e la morte, tra la realtà e il sogno. I disegni animati sono accompagnati da brani dell’Opera di Pechino. Motivazione: “Il corto ha la capacità di accompagnare lo spettatore sulle ali dell’immaginario della tradizione culturale del paese di provenienza nel profondo di un tema complesso con grande sensibilità e delicatezza. L’uso sapiente e consapevole degli elementi grafici e del colore completa un’opera di grande impatto emozionale e di alta qualità tecnica dal punto di vista dell’animazione”.

MENZIONE SPECIALE ARCHEOBLOGGER. La giuria composta da Andrea Bellotti, Giovina Caldarola, Marta Coccoluto, Antonia Falcone, Marina Lo Blundo, Mattia Mancini, Domenica Pate, Michele Stefanile, Alessandro Tagliapietra, non presenti alla serata finale, ha assegnato la menzione, consegnata da Alessandra Cattoi, al film “Montaigne and the misterious tomb / Montaigne e la tomba misteriosa” di Pauline Coste (Francia 2021, 52’), produzione Day for Night / Enfant savage. Questo documentario coinvolge il pubblico in una straordinaria ricerca archeologica. Archeologi e storici lavorano fianco a fianco per svelare il mistero di una sepoltura risalente a più di 500 anni fa, rin­venuta nei sotterranei dell’attuale Museo d’Aquita­nia, nel cuore di Bordeaux, dove un tempo sorgeva una chiesa. Si tratta davvero della tomba del fa­moso filosofo, umanista e scrittore del rinascimento francese Michel de Montaigne?

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Claudia Beretta. della segreteria del RAM film festival, legge la motivazione per il premio Archeoblogger assegnato al film “Montaigne and the misterious tomb / Montaigne e la tomba misteriosa” di Pauline Coste (foto graziano tavan)

Motivazione: “Un documentario che si può definire come la quintessenza del “piacere della ricerca, della ricostruzione e della scoperta”. Per una volta la parola “mistero” non è fuori luogo. Una lunga ricerca multidisciplinare che abbraccia storia, archivistica, antropologia fisica, architettura, un romanzo giallo archeologico che con meticolosa descrizione della pluralità delle risorse umane e professionali, delle scienze e tecnologie differenti prova a “risolvere il caso”, con un ritmo serrato e una narrazione avvincente che però lascia anche spazio a riflessioni e silenzi emozionati, mentre storici, filosofi e curatori ci accompagnano alla scoperta dell’uomo e del filosofo Michel de Montaigne e dei tempi in cui visse, tempi di guerra, malattie e, ahimè, pandemie. Un documentario che riassume il senso dell’archeologia: ipotizzare, fare domande e aspettare che il tempo e il progresso della disciplina possano arrivare alle risposte. Forse. Montaigne, che sia effettivamente lui o meno, non potrebbe che esserne contento”.

MENZIONE SPECIALE CINEMAMORE. La giuria composta da Andrea Morghen (Religion Today), Augusto Marsigliante (Trento Film Festival) e Valentina Poli (RAM film festival) ha assegnato la menzione al film “Namarali” di Tim Mummery (Australia 2021, 52’), produzione Yorna Woolagoodja e Tim Mummery. Il film racconta l’impegno dell’artista di origini abo­rigene Donny (Yorna) Woolagoodja per ravvivare i legami con la propria ancestrale cultura tradizio­nale. Il credo spirituale dell’artista ruota attorno ai wandjina, spiriti creatori le cui effigi adornano i luo­ghi del Kimberley in Australia: rinnovati con nuova ocra ogni anno dagli antenati, i pittogrammi abori­geni dei wandjina stanno ora scomparendo.

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Andrea Morghen (Religion Today), Augusto Marsigliante (Trento Film Festival) leggono la motivazione del premio CinemA.Mo.Re assegnato al film “Namarali” (foto graziano tavan)

Motivazione: “Namarali è un’opera di elevato valore culturale, nella quale l’arte cinematografica dialoga con la suggestiva pittura rupestre. Attraverso la figura di Donny e della comunità cui appartiene, veniamo immersi in un mondo ancestrale fatto di lotte tra divinità primordiali e magiche apparizioni. Lo spirito dei protagonisti di “Namarali” è quello di chi non non vuole arrendersi allo sradicamento e all’omologazione, e non può dimenticare le tradizioni dei propri antenati, insegnando anche alle nuove generazioni il valore della memoria e il sacro dovere di far sì che questo patrimonio non cada nell’oblio”.