Agrigento Licata Lampedusa: al via l’ALL festival “Paesaggi, visioni e popoli in cammino”, quattro giornate di cinema archeologico, talk e performance sul tema delle migrazioni, organizzato dal RAM film festival e promosso dal parco della Valle dei Templi e dalla soprintendenza di Agrigento in occasione di Agrigento Capitale della Cultura
L’annuncio era stato dato Maria Concetta Parello, archeologa del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, all’ultima edizione del RAM film festival 2024 “Gli sguardi sulle migrazioni”, accompagnato dalla soddisfazione del presidente della Fondazione Museo civico di Rovereto Giovanni Laezza (vedi Agrigento capitale della Cultura 2025. Maria Concetto Parello anticipa ad “archeologiavocidalpassato.com” le iniziative del parco della Valle dei Templi, a cominciare dall’edizione speciale di RAM film festival a dicembre e della mostra “Da Girgenti a Monaco, da Monaco ad Agrigento” sulla collezione Panitteri | archeologiavocidalpassato): dal 16 al 19 dicembre 2024, in occasione di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, il RAM Film Festival approda in Sicilia per ALL Festival “Paesaggi, visioni e popoli in cammino”, l’evento di avvicinamento promosso dalla Soprintendenza beni culturali e ambientali di Agrigento e dal Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi. È un festival che ha, come il festival di quest’anno a Rovereto, il tema delle migrazioni. Tre le città che ospiteranno gli eventi del festival: Agrigento, Licata e Lampedusa. Il gruppo di lavoro del RAM film festival del museo civico di Rovereto è in partenza per la Sicilia per l’ALL Festival (Agrigento Licata Lampedusa). La collaborazione nasce per il rapporto di fiducia instaurato con il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con il quale la Fondazione Museo Civico di Rovereto è partner da 20 anni per l’organizzazione nella città siciliana di un festival del cinema archeologico estivo. ALL festival presenta alcuni dei più bei documentari dell’ultima edizione del RAM, con talk con ospiti e performance dedicate alle migrazioni del passato e del presente, ed è promosso dalla soprintendenza beni culturali e ambientali di Agrigento e dal parco della Valle dei Templi. Tra memoria, patrimonio e attualità, il cinema è al centro della manifestazione con lo sguardo rivolto alle migrazioni dettate dalle economie, dalle guerre, dai cambiamenti climatici e ambientali e dai popoli in movimento che, ieri come oggi, hanno cambiato, influenzato o miscelato culture, tradizioni, architetture, espressioni artistiche.

RAM film festival: da sinistra, Micol Cossali, assessore alla Promozione artistica e culturale e al Turismo del Comune di Rovereto; Giulia Robol, sindaco di Rovereto; Alessandra Cattoi, direttore della Fondazione Museo CIvico di Rovereto e del RAM; Giovanni Laezza, presidente della Fondazione Museo CIvico di Rovereto (foto fmcr)
“Siamo fieri che il parco archeologico e la soprintendenza abbiano richiesto al RAM Film Festival di organizzare ALL festival”, commenta Giovanni Laezza, che fa parte della delegazione. “Lo sforzo per realizzare questa iniziativa è stato notevole, e siamo felici di portare un po’ di Rovereto in Sicilia con un nutrito staff, dislocato su tre sedi: Agrigento, Licata e Lampedusa. L’evento sarà incentrato su un tema di grande rilevanza e attualità: un focus sulle migrazioni in tutte le loro declinazioni. A Lampedusa, avremo anche l’opportunità di ascoltare il nostro ricercatore Gionata Stancher, biologo evoluzionista e responsabile della sezione zoologia del Museo, che parlerà di migranti naturali e isole evolutive. Siamo convinti che questo evento contribuirà a rafforzare la cultura della memoria e della comprensione reciproca, in una terra che è da sempre crocevia di popoli e culture”. “Questa partecipazione del Ram Film Festival all’apertura del programma di iniziative di Agrigento capitale italiana della cultura 2025”, aggiunge Micol Cossali, assessore alla Promozione artistica e culturale di Rovereto, “è un riconoscimento della grande qualità del festival, che è diventato un punto di riferimento del cinema archeologico. Un festival nato per valorizzare e far conoscere l’importante figura di Paolo Orsi che ha aperto le strade all’archeologia del Mediterraneo e che ha creato un collegamento fra Rovereto e la Sicilia. Rapporti fra luoghi legati all’archeologia e che sono stati coltivati in questi anni dal Museo con Siracusa e il Museo archeologico della Sicilia, e che rappresentano per Rovereto e il Festival un punto di riferimento nazionale e non solo”. “L’invito rivolto al Ram Film Festival da parte città di Agrigento, nominata Capitale italiana della Cultura 2025, come sindaca di Rovereto non può che rendermi orgogliosa”, ribadisce il sindaco Giulia Robol. “Che la Fondazione Museo Civico sia stata chiamata a presentare in tre diversi luoghi della Sicilia, Agrigento, Licata e Lampedusa, una scelta dei film proposti nello scorso festival significa innanzitutto l’eccellenza e l’assoluto valore storico e culturale della produzione roveretana. Ma questa non è certo una sorpresa dal momento che fin dal principio la rassegna si è subito imposta a livello nazionale e internazionale come un punto di riferimento per gli addetti ai lavori ma capace di attirare l’interesse anche di un pubblico non specialista. Questo invito lo vedo poi come un rapporto importante tra il Trentino e la Sicilia che rinforza i legami tra i due territori, in una sorta di riproposizione di quel percorso che più di cento anni or sono compì il nostro illustre concittadino, Paolo Orsi, che operò proprio come archeologo in quella terra così ricca di fascino, di storia e di cultura che è la Sicilia”.
IL PROGRAMMA. Dieci film, due talk (Riccardo Ginevra e Luca Misculin; e Vito Fiorino, Alessandro Rocca e Davide Demichelis), e una conferenza-spettacolo con Stefano Allievi ad Agrigento, al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” il 16, 17 e 18 dicembre 2024, con annuncio, nella serata finale, del film vincitore del premio del pubblico; a Licata, sempre il 16, 17 e 18 dicembre 2024, con talk al museo della Badia (Vito Fiorino, Alessandro Rocca e Davide Demichelis; e Riccardo Ginevra), dieci proiezioni e una conferenza-spettacolo con Stefano Allievi al teatro Re Grillo; a Lampedusa, il 17, 18 e 19 dicembre 2024, nell’aula magna dell’istituto di istruzione superiore “E. Majorana”: sempre con due talk (Gionata Stancher, e Marco Aime), dieci film, un’anteprima assoluta di un corto di animazione, una performance di Pino Ninfa, e annuncio nella serata finale del film vincitore del premio del pubblico.
Rovereto (Tn). Quinta e ultima giornata al RAM film festival: non solo premiazioni dei film al teatro Zandonai, ma anche incontri con l’antropologo Canestrini sui Neanderthal, e anteprima del documentario “Un, due, tre. Stella!”. Ecco gli ultimi dieci film in cartellone
Il RAM film festival di Rovereto è arrivato alla quinta e ultima giornata, la giornata delle premiazioni. Ma a teatro Zandonai c’è ancora il tempo per seguire (e votare) ben dieci le proiezioni che si susseguiranno nel corso della giornata di domani, al Teatro Zandonai di Rovereto, al termine delle quali si voterà per l’ultima volta, decretando il premio del pubblico di questa edizione 2024: dalla scoperta delle sue origini con l’arte preistorica, passando per il sentiero romanico sulle tracce dell’arte altoatesina, fino ad arrivare alla Sala 5 della Pinacoteca Ambrosiana, sede del “Cartone di Raffaello”, il disegno preparatorio della famosissima “Scuola di Atene” di Raffaello Sanzio. Due anche gli eventi speciali presenti nel palinsesto di oggi: alle 18.30, Duccio Canestrini con il suo spettacolo “Neander Pop” per riscoprire insieme la figura dell’uomo neandertaliano; alle 20.30, “Un, due, tre…stella!”, il documentario, in anteprima assoluta, sulla riscoperta dei movimenti legati all’infanzia. A seguire la proiezione del film vincitore del premio del pubblico. Ecco i film di oggi: “Tarihin Tanığı Gaziantep” (Turchia, 2023, 16’); “Sapiens ou la naissance de l’art” (Francia, 2022, 52’); “Meziměstí” (Repubblica Ceca-Israele, 2023, 9’); “Il sentiero romanico – siti culturali tra Tubre ed Egna” (Italia, 2023, 58’); “Alle origini della Basilica di Aquileia” (Italia, 2023, 8’); “Passos Perdidos” (Portogallo, 2023, 10’); “L’autre monde des Dinosaures” (Francia, 2023, 52’); “Sala 5, il cartone di Raffaello” (Italia, 2023, 15’); “Chunjian huayue ye” (Canada-Cina, 2024, 8’); “Iznik, les mystères de la basilique engloutie” (Francia, 2022, 55’).
NEANDER POP. Conferenza-spettacolo di Duccio Canestrini, antropologo. Tipi tosti i neandertaliani. E ancora non è ben chiaro perché ci abbiano lasciati soli a spadroneggiare “sapientemente” sul Pianeta. In ogni caso per fortuna (e per amore) ci siamo mescolati, e il loro lascito è tanta roba. La conferenza di Duccio Canestrini è un mix di ragionamento e divertimento, più spettacolo che paleoantropologia, con musiche, video, umorismo e animazioni grafiche. Perfino attualità, perché gli “altri” – che siano estinti, immaginati o presenti tra noi – ci costringono ogni giorno a relativizzare la nostra supremazia. E a considerare la diversità come una ricchezza.

L’antropologo Duccio Canestrini (foto fmcr)
Duccio Canestrini insegna Sociologia e antropologia del turismo al Campus di Lucca – Università di Pisa. Per dieci anni ha lavorato a Milano da inviato del mensile geografico “Airone”, in tutti i continenti, e come editor per l’antropologia. Da sempre attento all’etica della comunicazione e al linguaggio audiovisivo, ha diretto alcuni documentari dedicati al rapporto uomo-ambiente in Africa, Centroamerica, Amazzonia e in Alto Adige. Ha al suo attivo alcuni fortunati libri, tra cui Andare a quel paese (Feltrinelli) e Antropop. La tribù globale (Bollati Boringhieri).
UN, DUE, TRE… STELLA! Presentazione e anteprima assoluta del documentario frutto di un Community Project di Oriente Occidente, in collaborazione con Fondazione Museo Storico del Trentino e Ram Film Festival – Fondazione Museo Civico di Rovereto con il sostegno di Fondazione Caritro. Regia di Emanuele Gerosa. Cosa rimane nel nostro corpo di tutto quello che abbiamo vissuto? Alcune persone anziane, guidate dal coreografo Carlo Massari, si ritrovano a giocare nei giardini e nei cortili di quando erano bambini e bambine. Un viaggio a ritroso nel tempo per riscoprire i movimenti legati all’infanzia e risvegliare ricordi che sembravano perduti, ma che sono sempre rimasti lì, assopiti e frammentati nelle profondità di sé, come memorie che il corpo non ha mai smesso di conservare.
Rovereto (Tn). Per la quarta giornata grandi ospiti al RAM film festival 2024: nel pomeriggio aperitivo con Jacopo Tabolli e i Bronzi di San Casciano, serata speciale Egitto al teatro Zandonai con Christian Greco, direttore del museo Egizio, e il film “Uomini e Dei. Le meraviglie del museo egizio”. Ecco tutti i film in cartellone al teatro Zandonai
Grandi ospiti sabato 5 ottobre 2024, quarta giornata del RAM film festival 2024, aperto nel pomeriggio, alle 14.30, con la “scoperta” del giardino della Canonica di San Marco; continuato con l’aperitivo d’autore con ospite Jacopo Tabolli alla scoperta del santuario termale del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni; e chiuso alla sera, al teatro Zandonai, con “Speciale Egitto”, l’evento più atteso dell’edizione 2024. Ospite del RAM film festival il direttore del museo Egizio di Torino, Christian Greco, che introdurrà il film “Uomini e Dei: Le meraviglie del museo egizio” in occasione del bicentenario della sua apertura.

SPECIALE EGITTO. Alle 20.30, il film “Uomini e Dei. Le meraviglie del museo egizio” di Michele Mally (Italia, 2023, 87’). Il premio Oscar Jeremy Irons accompagna il pubblico in una narrazione affascinante che vede al centro della scena i tesori esposti nel museo Egizio di Torino, il più antico museo sulla civiltà egizia (aperto prima di quello del Cairo), che proprio nel 2024 festeggia il suo bicentenario. Reperti, studi scientifici e il dietro le quinte del museo sono narrati in maniera corale da curatori e restauratori così come da esperti e studiosi di importanti istituzioni museali mondiali. Ma il film non si limita a mostrare le collezioni del museo: intreccia storie, personaggi e contesti storici in diversi filoni narrativi per offrire una visione completa e affascinante dell’antico Egitto (vedi Nell’anno del bicentenario della sua fondazione (1824-2024), il museo Egizio di Torino approda per la prima volta al cinema con “Uomini e dei. Le meraviglie del museo Egizio”, nelle sale italiane solo per due giorni, il 12 e 13 marzo, con la partecipazione straordinaria del Premio Oscar Jeremy Irons, che guida il pubblico in un viaggio alla scoperta dei tesori di una delle civiltà più affascinanti della storia antica | archeologiavocidalpassato).
APERITIVO AL GIARDINO, alle 18. “Sguardi sulla mobilità antica: genti diverse venute dall’Est al santuario del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni”. Incontro con Jacopo Tabolli, archeologo e docente all’università per Stranieri di Siena. Modera Andreas Steiner, direttore di Archeo. L’ospite racconterà la biografia culturale delle statue in bronzo di età etrusca e romana rinvenute a partire dal 2022 nel santuario termale del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (III secolo a.C. – V secolo d.C.). Un viaggio attraverso comunità plurilingui e multiculturali che fecero di una sorgente termale il loro centro di ritualità permanente. Sono le offerte in bronzo a offrire un quadro complesso di mobilità antica, che lega materie prime, artigiani itineranti, operatori del rito e del culto e la sorgente calda.

Jacopo Tabolli osserva una statua femminile con dedica in etrusco allo scavo al Bagno Grande del santuario termale etrusco-romano di San Casciano (foto uni-stranieri siena)
Jacopo Tabolli è professore associato di Archeologia italica ed Etruscologia all’università per Stranieri di Siena e Direttore del Centro di Archeologia per le Diversità e le Mobilità preromane. I suoi campi di interesse riguardano la cultura materiale etrusca e preromana, l’ideologia funeraria e i santuari. Ha partecipato a numerosi scavi, attualmente in particolare lavora al sito di San Casciano dei Bagni e sull’Isola del Giglio (Seascape project).
Ma vediamo meglio il programma delle proiezioni. Al teatro Zandonai “Grue – Drveni Nosači Za Barke” (Croazia/2023/54’); “Askòs – il canto della Sirena” (Italia/2023/63’); “Calattubo. Memorie da salvare” (Italia/2024/33’); “Sciamani. Comunicare con l’invisibile” (Italia/2024/10’); “Akragas città della bellezza” (Italia/2020/8’); “La Grotte Cosquer, un chef d’œuvre en sursis” (Francia/2022/52’); “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” (Italia/2023/57’); “Sui tetti di chi dorme” (Italia/2024/15’); “Il corpo e il nome. Gli ignoti delle Fosse Ardeatine” (Italia/2023/53’); “Rosso, i colori dell’arte” (Italia/2023/52’); “Phool Dei” (India/2023-24/8’).
Rovereto (Tn). Per la terza giornata il RAM film festival 2024 presenta al teatro Zandonai la prima conferenza-spettacolo, “Di acqua e di terra”, che col prof. Allievi affronta il tema delle migrazioni. Ecco tutti i film in cartellone al teatro Rosmini
Per la terza giornata di proiezioni ed eventi il RAM film festival 2024 la sera lascia il teatro Rosmini per tornare nella sede tradizionale degli ultimi anni: il teatro Zandonai. E qui si entra nel vivo del focus di quest’anno, “Sguardo sulle migrazioni”, con una serata speciale dedicata proprio alle migrazioni. Protagonista Stefano Allievi, professore di Sociologia all’università di Padova, specializzato nello studio dei fenomeni migratori, con la conferenza-spettacolo “Di acqua e di terra”. Migrazioni e altri movimenti”, accompagnato da video originali e dalle potenti fotografie di Oliviero Toscani. Ingresso gratuito dalle 20.30 col film “ÀWÒRÁN – A Yoruba Heritage Mural Film” (2024), quindi alle 21.30 la conferenza-spettacolo.
Tra nomadismo e mobilità umane contemporanee, tra Neanderthal e Unione Europea, tra l’epopea dell’emigrazione italiana e la nuova immigrazione, tra Ellis Island e l’Africa, tra squilibri demografici e climate change, tra merci e persone, tra cultura e biologia, tra suggestioni letterarie e immagini d’ambiente, tra vie d’acqua e percorsi terrestri: un affascinante viaggio nel mondo delle migrazioni e del movimento di popolazioni, capace di collegarne le cause con gli effetti, i paesi d’origine con quelli di destinazione, il passato con il presente – con equilibrio e delicatezza, al di là delle contrapposizioni ideologiche contingenti.

Il prof. Stefano Allievi dell’università di Padova (foto fmcr)
Stefano Allievi è professore ordinario di Sociologia all’università di Padova. È specializzato nello studio dei fenomeni migratori, in sociologia delle religioni, con particolare attenzione alla presenza dell’islam in Europa. Molti anche i suoi studi sul mutamento culturale e politico: temi su cui ha condotto ricerche a livello nazionale e internazionale, pubblicate in varie lingue europee, in arabo e in turco. Di immigrazione ha cominciato a occuparsi alla fine degli anni ’80, in ambito sindacale, e con le prime ricerche per il CENSIS, seguendo quindi la questione dal suo nascere, quando ancora era fenomeno di nicchia e contenuto nei numeri. Svolge anche un’intensa attività di divulgazione, come conferenziere, editorialista, autore e performer.
Ma vediamo meglio il programma delle proiezioni. Al cinema teatro Rosmini nel pomeriggio, a partire dalle 15, alcune proposte molto interessanti e molteplici pellicole in prima italiana ed europea. Dall’antropologico “The rise and fall of the Dhow Culture” (2024) a “Future tense: Conversations at Manchester Museum” (2023), un’esperienza di violenza coloniale che sta alla base di molte collezioni museali inglesi. Ad affrontare invece la problematica della sopravvivenza culturale, è la prima italiana “Wodaabe, Herdsmen at Sunset” (2023) che segue l’ultima popolazione transumante al mondo in Chad. Improntato più sulla storia, è invece la pellicola “Ciò che resta” (2023) della giovane regista Antonella Spirito, unico film italiano a concorrere al premio “Nuovi Sguardi”. Ecco tutti i film: “Stranieri” (Italia, 2023, 7’); “The rise and fall of the Dhow Culture” (Svizzera, 2024, 47’); “Future tense: Conversations at Manchester Museum” (Regno Unito, 2023, 22’); “Ciò che resta” (Italia-Regno Unito, 2023, 61’); “Wodaabe, Herdsmen at Sunset” (Germania-Italia, 2023, 35’); “Un seme in città” (Italia, 2024, 55’); “Uomini e dei, il mare e il sacro” (Italia, 2023, 43’); “Paskay” (Bolivia-Colombia, 2023, 14’); “ÀWÒRÁN – A Yoruba Heritage Mural Film” (Regno Unito, 2024, 22’).
Rovereto (Tn). Claudia Beretta, direttore artistico del RAM film festival 2024, invita gli appassionati e ad archeologiavocidalpassato.com illustra gli eventi e le attività da non perdere. Ecco i film in cartellone nella seconda giornata

Il RAM film festival al teatro Rosmini di Rovereto (foto fmcr)
Siamo alla seconda giornata del RAM Film festival 2024. E per chi ancora non conosce bene l’offerta culturale di Rovereto nei giorni del festival, ecco l’intervento che Claudia Beretta, direttore artistico del RAM film festival, fa per archeologiavocidalpassato.com illustrando quanto di meglio offre il programma predisposto dalla fondazione Museo Civico di Rovereto.
“Come sempre il RAM film festival raccoglie gli appassionati di archeologia, e non solo, a Rovereto”, ricorad Claudia Beretta. “Quindi con un programma bellissimo vi invito a vedere i film di archeologia, ma anche di animazione, sul patrimonio culturale, sguardi sul mondo – sguardi dal mondo in realtà – e l’Italia si racconta. Quindi quattro le sezioni tradizionali, ma c’è molto altro. Ci sono gli aperitivi al giardino. Quest’anno si scopre il giardino del museo civico di Scienze e Archeologia, ma non solo. Ci sarà anche una serata di cinema all’aperto. Tutte le serate e gli aperitivi sono dedicati al focus di quest’anno Sguardi sulle migrazioni, quindi gli spostamenti dei popoli ieri e oggi. Una delle serate che mi sento di consigliarvi è quella del venerdì sera con Stefano Allievi che parlerà appunto di migrazioni nel tempo e nello spazio, con una riflessione molto ampia, un vero spettacolo con anche un apparato visivo molto bello di Fabrica. Quindi sarà veramente godibile. Non vi sto nemmeno a raccontare la serata di sabato sera con Christian Greco del museo Egizio.
“Abbiamo una chicca anche nella serata della domenica – assicura Beretta – dove presenteremo una specie di community project in collaborazione con Oriente Occidente e la fondazione museo Storico del Trentino, un film bellissimo “Un due tre stella” in cui si parlerà del lavoro di un artista, che è l’artista residente di Oriente Occidente che ha fatto un lavoro sulla memoria del gioco, quindi su come anche il nostro corpo ha una memoria che mantiene delle testimonianze e la testimonianza in questo caso è quella dei giochi da bambino con tutta una serie di riscontri, di relazioni che vedrete saranno molto interessanti.
“Un altro appuntamento che vi ricordo e che è interessante, anche questo nel week end – continua Beretta – è “NeanderPop” di Duccio Canestrini che è un antropologo, un’altra conferenza-spettacolo come quella di Allievi, in cui si parla un po’ del nostro progenitore che per un bel po’ di tempo è stato un po’ reietto, e ora invece è diventato un po’ protagonista della scena grazie anche alle analisi del DNA. Infatti uno dei filoni che vi segnalo – cercatelo nei meandri delle nostre pagine – è proprio questo rapporto tra il Sapiens e il Neanderthal e una delle questioni che sorgono è se ha inventato l’arte. Lo scoprirete nei film, o comunque sceglierete una delle vie che vengono proposte nei vari film che abbiamo in programma.
“L’altro appuntamento interessante che mi piace ricordare, oltre al Fulldome che vi ha già descritto la nostra direttrice Alessandra Cattoi (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2024/10/02/rovereto-tn-al-via-il-programma-il-ram-film-festival-2024-il-ricco-programma-presentato-per-archeologiavocidalpassato-com-dalla-direttrice-alessandra-cattoi-ecco-i-film-in-cartellone-nella-prima/), è quello che noi facciamo sempre al museo di Scienze e Archeologia che è curato da noi in collaborazione con il festival FrontDoc che è il festival del cinema di frontiera di Aosta: insieme a un giovane che è Filippo Pontiggia abbiamo creato lo spazio che si chiama RAM X dedicato alla sperimentazione. Quindi nuovi linguaggi nel cinema e anche per la valorizzazione dei beni culturali. Quindi ci sarà uno spazio che racconta con la realtà virtuale tutto quello che si può fare nel cinema, in un cinema immersivo. E in un’altra sala invece raccontiamo e valorizziamo, insieme a un’azienda che si chiama ETT di Genova, con la realtà virtuale, le palafitte dell’Unesco, con un programma girato alle palafitte di Fiavè.
“C’è veramente tanto. E anche in giro per la città si possono fare – per esempio – visite guidate al cimitero di Rovereto. E viene spontanea la domanda: ma come? Invece si va col geologo e si scoprono – per esempio – i materiali che venivano usati nell’arte per certi monumenti anche molto preziosi che si trovano lì. Poi scopriamo uno spazio molto interessante che è il giardino dietro la canonica di San Marco, che è uno spazio con una fortificazione e una storia moto particolare, e non è quasi mai aperto al pubblico. E poi scopriremo anche uno dei palazzi storici della città che è il Palazzo Del Bene che è in centro a Rovereto, sede della fondazione Caritro che è uno dei nostri sostenitori. Tutto questo naturalmente a ingresso gratuito, sia le proiezioni sia le attività. E quindi – conclude Beretta – vi aspettiamo per una full immersion nell’archeologia e nei beni culturali che non sono solo il patrimonio materiale ma anche quello immateriale fatto di tradizioni usi e costumi che si possono scoprire a Rovereto”.
E allora vediamo il programma del 3 ottobre 2024, seconda giornata del RAM film festival 2024. Pronti per affrontare un viaggio a bordo di una barca a vela? Nel film “Approdi”, in programma giovedì 3 ottobre, lo scrittore e giornalista Nicolò Carnimeo, a bordo di Camomilla, accompagnerà il pubblico in un’avventura straordinaria lungo le coste pugliesi, dove ogni tappa è un racconto: storie di antichi popoli, ma anche di musica e bellezza… insomma, una dichiarazione d’amore al mare della Puglia. Ecco i film: “Odyssea: L’histoire de notre évolution” (Francia-Belgio/2023-24/28’); “Il cavaliere bianco” (Italia/2023/9’); “No Estàn Solos” (Paraguay/2022/3’); “Lugnano in Teverina: la vita lungo il fiume Tevere 2000 anni fa” (Italia-Stati Uniti/2024/26’); “Xingu – Tokyo: An Ancestral Connection” (Brasile/2023/45’); “Surcos” (Ecuador/2023/15’); “The new city” (Tunisia/2023/5’); “Artémis le temple perdu” (Svizzera/2023/53’); “A jewel on the ground” (Iran/2023/39’); “On the Last Day of Navarathri” (India/2023-24/7’); “Italia viaggio nella bellezza. Diario di uno scavo in Sicilia” (Italia/2023/55’); “Gown” (Regno Unito/2023/8’); “Clarus” (Italia/2023/20’); “Beyond East and West” (Austria-Montenegro/2023/11’); “Approdi” (Italia/2024/45’); “Ingeniería Romana – Puertos” (Spagna/2023/55’); “Néandertal, premier artiste de l’humanité?” (Francia/2023/52’)
Rovereto (Tn). Al via il programma il RAM film festival 2024. Il ricco programma presentato per archeologiavocidalpassato.com dalla direttrice Alessandra Cattoi. Ecco i film in cartellone nella prima giornata

Fondazione museo civico di Rovereto: il presidente Giovanni Laezza e la direttrice Alessandra Cattoi alla presentazione del RAM film festival 2024 (foto fmcr)
RAM Film Festival 2024: ci siamo. Con la proiezione del film “Le mystère des oiseaux géants / Il mistero degli uccelli giganteschi” alle 15 di mercoledì 2 ottobre 2024 al teatro Rosmini di Rovereto, apre ufficialmente il RAM film festival 2024, giunto alla 35ma edizione, che ha avuto un’anteprima musicale la sera martedì 1° ottobre 2024 con il Trio Broz che ha segnato anche la riapertura dello storico teatro alla comunità roveretana dopo qualche annodi chiusura. A introdurci alla cinque giorni di festival, dal 2 al 6 ottobre 2024, con un programma ricco di eventi, è Alessandra Cattoi, direttrice del museo civico di Rovereto, che organizza il RAM film festival, in un intervento per archeolgoiavocidalpassato.com.
“RAM film festival è ai blocchi di partenza”, esordisce Alessandra Cattoi. “Si parte mercoledì 2 fino a domenica 6 ottobre. Abbiamo 60 documentari in programma, e moltissime le nazioni che sono rappresentate – quasi 30 – nelle quattro sezioni del festival: la sezione del cinema archeologico è la più nutrita, su 60 film ben 28 sono dedicati all’archeologia. E le altre sezioni classiche che riguardano i documentari sul patrimonio culturale italiano, su quello non italiano dal mondo e poi le animazioni. Quest’anno abbiamo in più due novità. Per la prima volta un premio dedicato ai giovani registi delle scuole di cinema, e una delle proiezioni sarà fatta fuori dalle classiche sale cinematografiche e dentro invece il Planetario. Il RAM fil festival è organizzato da un museo – il museo civico di Rovereto – che ha un Planetario e quindi verranno proiettati sulla cupola, quindi su una superficie semisferica, dei documentari realizzati apposta con questa tecnologia totalmente immersivi. Solitamente nei planetari si vedono filmati di astronomia. In questo caso vedremo invece l’archeologia a tutta cupola”.
“Oltre la proiezione dei film”, ricorda Cattoi, “avremo degli eventi e in particolare degli incontri con esperti sia di archeologia ma anche di altre tematiche perché il focus di quest’anno si chiama “Sguardi sulle migrazioni” , e quindi qualche incursione sull’attualità, sulla questione più strettamente cogente è inevitabile, e quindi abbiamo quattro appuntamenti ogni pomeriggio alle 18 con esperti e anche con dei film sul focus delle migrazioni. Venerdì e sabato sera, invece, al teatro Zandonai, eventi-spettacolo. In particolare una conferenza tenuta da Stefano Allievi, che è professore all’università di Padova, un antropologo, ma che ci racconta il mondo come è stato nelle grandi migrazioni del passato, e sabato sera grandi aspettative perché avremo a Rovereto Christian Greco, il direttore del museo Egizio, che ci racconterà il film realizzato quest’anno per i 200 anni della nascita del museo Egizio e tutte le novità che il museo Egizio sta annunciando settimana dopo settimana in questi mesi. Si conclude domenica con un ultimo spettacolo realizzato apposta per il RAM film festival di un antropologo che si chiama Duccio Canestrini, fa parte anche del comitato scientifico del RAM film festival, dal titolo un po’ curioso: si chiama NeanderPop, e racconta un po’ come in ognuno di noi ci sia un po’ di Neanderthal e come questo Neanderthal abbia migrato nei secoli per arrivare fino ad oggi”.
E allora vediamo il programma del 2 ottobre 2024, prima giornata del RAM film festival 2024. Storie di popoli e di tempi lontani, meravigliose scoperte, musica in grado di raccontare un’identità e rugiada in grado di risvegliare un profondo senso di appartenenza, e perché no, anche storie di uccelli giganti. Questo è quello che succede al RAM film festival: si raccontano storie, e nella prima giornata di proiezioni, quelle proposte sono davvero sorprendenti: “Le mystère des oiseaux géants” (Francia/2023/53’); “Cheenee” (Trinidad e Tobago/2023/61’); “Specularia. Des vitres chez les Romains” (Belgio/2023/25’); “Diving in the Aegean History” (Grecia/2023/12’); “Ni por mil puñados de Oro” (Cile/2022/24’); “La notte del Conte Rosso” (Italia/2024/54’); “A Villa dos Centauros” (Portogallo/2023/25’); “Jiroft” (Iran/2024/6’); “Anima Insulae” (Italia/2024/51’); “Mésopotamie, la redécouverte des trésors d’Irak” (Francia/2023/52’); “La rosada e l’ardilut. Nel Friuli del giovane Pasolini” (Italia/2022/42’); “On les appelle: Vikings” (Francia/2023/52’).
Rovereto (Tn). Nuove anticipazioni della 35ma edizione del RAM film festival edizione del RAM film festival: al Planetario il programma Off Fulldome, per un nuovo modo di vivere la cultura e il cinema. E poi lo spazio RAM-X, con installazioni multimediali di realtà virtuale e anteprima del nuovo progetto VR per le Palafitte UNESCO
Il RAM 2024 si apre a nuove tecnologie, linguaggi e sperimentazioni, alla ricerca delle più variegate dimensioni del cinema. Per il pubblico che sarà a Rovereto (Tn) dal 2 al 6 ottobre 2024 per la 35ma edizione del RAM film festival Rovereto Archeologia Memorie, che quest’anno analizza le piccole e grandi migrazioni del passato e proposti approfondimenti sulle influenze, le problematiche e le opportunità legate alle migrazioni del presente, offrendo diversi punti di vista – gli “Sguardi sulle Migrazioni”, appunto, sarà disponibile un nuovo programma Off Fulldome del festival, parallelo al main program, dove si andrà alla scoperta dei siti antichi attraverso il cinema immersivo al Planetario del museo di Scienze e Archeologia. È questa una delle anticipazioni più curiose dell’edizione 2024. Grazie alla partnership che il festival ha stretto con APA Vd’A e il festival Frontdoc, ci sarà infatti anche uno spazio sperimentale con installazioni multimediali di realtà virtuale in cui troveranno la loro ideale collocazione la sperimentazione espressiva e l’utilizzo delle nuove tecnologie.
A consentire questa nuova esperienza è lo strumento digitale da poco installato nello spazio del Planetario del museo di Scienze e Archeologia di Rovereto, che da quest’anno viene trasformato nei giorni del festival in sala cinematografica declinata non solo sulle tematiche astronomiche, ma sui temi culturali. Le proiezioni avverranno tutti i pomeriggi, dalle 16 alle 18. Sono state selezionate nuove produzioni di varie parti del mondo, oltre ad alcuni film di repertorio sui cieli antichi, per far conoscere al pubblico un nuovo modo di vivere la cultura e il cinema. Abbazie, castelli e tombe del Galles nello straordinario “From the shadows of the stones” di Matt Wright e Janire Najera (2024), il movimento artistico del “Suprematism” nel film tedesco di Sergej Prokofiev 2024), una visione profonda della storia epica australiana in “The Earth Above: A Deep Time View of Australia’s Epic History” (2024) a cura del Ruwe collective, un collettivo di registi australiani indigeni e non, o ancora “The secrets from a forest” di Jim Brandenburg e Neil Luca per il Bell Museum, dove l’esibizione dei musicisti della Minnesota Orchestra è trasportata nella straordinaria foresta da cui proviene il legno degli strumenti, la foresta di Paneveggio. Viene poi dal Canada un film sulla vita e le opere di René Derouin, prodotto da Figure 55, dal titolo “Lands of the Americas” (2021) di Patrick Bossé. Un’esperienza immersiva che collega le creazioni dell’artista alle aree chiave delle sue migrazioni: dal Québec al Messico, al Giappone agli Stati Uniti, attraversando il Grande Nord canadese.
Spazio RAM-X. Accanto allo spazio del programma Off di Cinema Fulldome, il RAM inaugurerà quest’anno al museo civico di Scienze e Archeologia uno spazio sperimentale con installazioni multimediali di realtà virtuale in cui troveranno la loro ideale collocazione la sperimentazione espressiva e l’utilizzo delle nuove tecnologie. Lo spazio, denominato RAM-X, sarà a cura di Filippo Maria Pontiggia, esperto di Virtual Reality, tecnologie immersive e linguaggi innovativi. L’intervento è nell’ambito della partnership che il RAM ha stretto con APA VdA, che raccoglie tecnici, produttori e filmmaker valdostani. APA organizza dal 2008 FRONTDOC, un festival cinematografico internazionale dedicato al CInema di Frontiera. La collaborazione con il FRONTDOC è legata non solo al focus sulle grandi migrazioni (naturalmente connaturato al tema del festival valdostano), ma anche sui nuovi linguaggi del cinema, su cui il RAM pone per questa edizione un’attenzione speciale. Uno spazio speciale in questo ambito sarà riservato a un nuovo progetto VR in anteprima, realizzato per le Palafitte UNESCO, “Reflections VR: A Stilts life story”, un progetto innovativo realizzato da ETT di Genova, finalizzato a raccontare, attraverso uno storytelling immersivo in VR, la vita delle comunità preistoriche che popolavano vari siti palafitticoli dell’Italia settentrionale, tra cui Fiavè.
Rovereto (Tn). Prime anticipazioni sulla 35ma edizione del RAM film festival 2024 dedicato a “Gli Sguardi sulle Migrazioni” con 60 film in concorso. Ecco il manifesto
Prime anticipazioni sul RAM film festival 2024, dal 2 al 6 ottobre 2024 a Rovereto. Il festival, per la sua trentacinquesima edizione, torna a raccontare l’archeologia e il patrimonio attraverso il cinema, approfondendo, anche per il 2024, tematiche che legano i beni culturali alle emergenze più attuali, come quella migratoria. Infatti, saranno analizzate le piccole e grandi migrazioni del passato e proposti approfondimenti sulle influenze, le problematiche e le opportunità legate alle migrazioni del presente, offrendo diversi punti di vista – gli “Sguardi sulle Migrazioni”, appunto. Già “sintetizzate” nel manifesto. Giocando sul proprio logo, l’immagine coordinata del RAM film festival 2024 ruota attorno a un grande occhio, quello del “cinema”, che analizza con attenzione e sensibilità gli uomini e le donne in perenne movimento, le piccole e grandi migrazioni del passato e del presente. Questo occhio rappresenta anche lo sguardo del festival, che offrirà una profonda riflessione sui movimenti di popoli attraverso i secoli. Attraverso un ricco programma di proiezioni e incontri, il festival invita a esplorare con i suoi “Sguardi sulle migrazioni” le dinamiche migratorie con l’intensità evocativa dei documentari, e la forza immediata e diretta degli incontri gettando un ponte tra ieri e oggi. Le storie di confronto culturale saranno narrate attraverso gli occhi dei registi, offrendo “Sguardi sulle Migrazioni” che mettono in luce problematiche, influenze e opportunità sia per il pubblico che per ricercatori e gestori del bene comune.

Mediamente ogni anno entrano in concorso 50-60 film provenienti da molti Paesi del mondo e suddivisi in quattro sezioni principali, Cinema Archeologico, l’Italia si racconta, Sguardi dal mondo e Cultura Animata, con giurie diverse per ogni sezione. Il pubblico è composto da appassionati di cinema, registi, produttori, scuole di cinema e appassionati di archeologia e cultura, oltre a studenti e studentesse della scuola primaria e secondaria. Di questo e molto altro si parlerà a Rovereto con incontri dedicati, momenti di approfondimento, visite sul territorio, ma soprattutto attraverso i film: circa 60 quelli in concorso, tutti recentissimi, e molti in prima assoluta o nazionale. Una sessantina i film e i documentari scelti per il programma principale, provenienti da 45 diverse nazioni, da grandi produzioni o da piccole case indipendenti, suddivisi nelle diverse sezioni: Cinema archeologico, Sguardi dal Mondo, L’Italia si racconta, Cultura animata. Sarà il pubblico in sala a votare per il premio RAM film festival.

Un’edizione speciale di RAM film festival 2024 “Sguardi sulle migrazioni” è stata inserita nelle manifestazioni del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento per Agrigento capitale della Cultura 2025. È Maria Concetta Parello, archeologa del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, ad anticipare ad “archeologicavocidalpassato.com” le iniziative del parco in cantiere per Agrigento capitale della Cultura: a dicembre 2024 innanzitutto un’edizione speciale di RAM film festival 2024 nelle sedi di Agrigento, Lampedusa e Licata; e poi una grande mostra “Da Girgenti a Monaco. Da Monaco ad Agrigento” con l’esposizione di alcuni vasi della preziosa collezione Panitteri di vasi agrigentini conservata all’Antikensammlungen di Monaco; e ancora le Giornate Gregoriane, la Giornata di Archeologo e molte altre iniziative. Soddisfazione per questa conferma della collaborazione virtuosa tra il RAM film festival e il parco della Valle dei Templi è espresso da Giovanni Laezza, presidente della fondazione Museo civico di Rovereto.




PREMIO CINEMA ARCHEOLOGICO. Assegnato dalla giuria al film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” regia di Brigida Gullo, Eugenio Farioli Vecchioli (Italia, 2023, 57’). Motivazione: un film ben strutturato e di buon ritmo, che ripercorre vividamente la vicenda di un ritrovamento archeologico eccezionale, quello dei bronzi di San Casciano ai Bagni in Toscana, e lo contestualizza mettendolo in relazione con il tessuto storico, geografico e sociale del territorio. La narrazione procede chiara e fluida, comunicando al pubblico con genuina empatia lo stupito entusiasmo di chi, con le mani nel fango, riporta alla luce tesori di inestimabile valore, in grado di raccontare la storia, lunga otto secoli, di un antico santuario, della fede e della spiritualità di chi lo frequentava e di un territorio plasmato dal profondo legame fra il sacro, le acque e la natura.















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