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Cabras (Or). Al museo “Marongiu” presentazione del libro di Zucca e Paglietti “I Giganti di Mont’e Prama” (Delfino editore)

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Copertina del libro “I giganti di Mont’ Prama” di Raimondo Zucca e Giacomo Paglietti (Delfino editore)

Focus su Mont’e Prama. . Sabato 28 gennaio 2023, alle 18, a Cabras (Or), al museo civico “Giovanni Marongiu” la Fondazione Mont’e Prama e Carlo Delfino editore presentano “I Giganti di Mont’e Prama”, la nuova opera di Raimondo Zucca e Giacomo Paglietti, dedicata al complesso scultoreo più celebre del Sinis. L’iniziativa editoriale sarà illustrata da Nadia Canu, direttrice della Fondazione Mont’e Prama. Interviene il presidente Anthony Muroni e saranno presenti i due autori. “I Giganti di Mont’e Prama” racconta la storia delle scoperte delle statue a partire dal 1970. Venne ritrovata, celata per millenni sotto la terra, un’area funeraria riservata a giovani uomini sepolti in tombe singole a pozzetto. Ma Mont’e Prama è anche un luogo della memoria di eroi scolpiti nel candido calcare, accompagnati da modelli di nuraghi e da betili, che rimandano alla “bella età dei nuraghi” delineata da Giovanni Lilliu.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale tornano i Giganti di Mont’e Prama: conferenza di Nadia Canu su “Sardegna isola dalle vene d’argento” e vernice della mostra fotografica “I Giganti in mostra”

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Il Pugilatore, uno dei Giganti di Mont’e Prama, è il testimonial della mostra “Sardegna isola megalitica” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto valentina cosentino)

I Giganti di Mont’e Prama ritornano al museo Archeologico nazionale di Napoli. Dopo il successo di “Sardegna Isola Megalitica”, la mostra ospitata proprio al Mann, che ha visto la presenza del Gigante “Manneddu” (Pugilatore), al via una mostra fotografica sulle statue del Sinis, e conferenza sui tesori archeologici della Sardegna. A Napoli la Fondazione Mont’e Prama arriva stavolta in compagnia della Dinamo Sassari per la prima tappa italiana della campagna di comunicazione che vede le due società impegnate assieme per promuovere i tesori del Sinis.

napoli_mann_mont-e-prama_conferenza-e-mostra-fotografica_locandinaSabato 21 gennaio 2023, alle 11, conferenza dal titolo “Sardegna isola dalle vene d’argento” a cura della direttrice della Fondazione Nadia Canu. “Argyróphleps nésos”, “l’isola dalle vene d’argento”, questo è l’antico nome dato alla Sardegna dai Greci, in quanto l’isola era nota come terra che ha moltissime miniere d’argento. Già i Romani usarono il toponimo Argentiera per indicare una miniera d’argento che si collocava nel nordovest della Sardegna. Famosa in tutto il mondo per il suo mare cristallino e le meravigliose spiagge, destinazione ogni anno di milioni di turisti, la Sardegna è una terra antica, con un ricchissimo patrimonio culturale. Dalla preistoria nuragica, che si distingue per la sua eccezionalità e quantità di risorse, fino al patrimonio architettonico di epoca romanica e l’originalità del tessuto urbano che forma le principali città e cittadine.

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L’archeologa Nadia Canu, direttrice della fondazione Mont’e Prama (foto fondazione mont’e prama)

Ne parlerà l’archeologa Nadia Canu, dal 3 ottobre 2022, prima direttrice della Fondazione Mont’e Prama, che per dieci anni si è occupata del patrimonio archeologico della Sardegna come funzionaria archeologa della soprintendenza di Sassari e Nuoro. La nomina ministeriale è stata possibile una volta conclusi gli accordi tra la Fondazione Mont’e Prama, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari, Oristano e Sud Sardegna e la direzione regionale Musei e il museo Archeologico nazionale di Cagliari per l’effettivo passaggio di consegna dei beni archeologici presenti nel territorio di Cabras: le statue dei Giganti del Museo civico, l’antica città di Tharros, l’ipogeo di San Salvatore e la Torre spagnola di San Giovanni.

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Un allestimento della mostra fotografica “I Giganti in mostra” (foto mann)

A seguire, nel Braccio Nuovo del Mann, l’inaugurazione della mostra fotografica “I Giganti in mostra”, un’esposizione didattica e divulgativa sui celebri Giganti: nove pannelli racconteranno al pubblico la fortuna di un mito ancora tutto da scoprire. Intervengono il direttore del Mann, Paolo Giulierini; il presidente della Fondazione, Anthony Muroni; e il chief marketing officer della Dinamo Sassari, Marsilio Balzano. Gli operatori della Cooperativa Penisola del Sinis illustreranno la mostra agli ospiti e ai visitatori.

napoli_mann_mostra-i-giganti-in-mostra-allestimento_2_foto-mannLa mostra, curata dalla Fondazione Mont’e Prama, è composta da pannelli che raccontano la storia della più importante scoperta archeologica degli ultimi duecento anni nel Mediterraneo occidentale. Giganti di Mont’e Prama si tratta dell’unico caso di statuaria monumentale scolpita a tutto tondo tremila anni fa, ritrovata per caso da alcuni contadini nel 1974, nelle campagne di Cabras, paese che sorge nella costa occidentale della Sardegna. Le pietre giacevano sotto la terra nella collina denominata Mont’e Prama (cioè Monte della Palma) per via della vegetazione che allora vi cresceva rigogliosa.

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La sala dei Giganti di Mont ‘e Prama nel museo civico di Cabras “Giovanni Marongiu” (foto museo cabras)

Quei massi così grandi e definiti non lasciarono indifferenti i contadini che lavoravano i campi, tantomeno la Soprintendenza che, nel 1975, avviò in quei luoghi una prima campagna di scavo, facendo affiorare dalla terra più di cinquemila frammenti che riuniti tra loro diedero nuovamente vita a ventotto statue maschili, raffiguranti pugilatori, arcieri e guerrieri, oggi custoditi insieme agli ultimi ritrovamenti nel museo di Cabras e in parte al museo Archeologico nazionale di Cagliari.

Cagliari. Al via la seconda edizione di Archeologika, grande expo dell’archeologia sarda: tre giorni con percorsi multimediali, ricostruzioni in 3D, megaschermi, momenti di realtà virtuale immersiva, stand, un work shop sul turismo archeologico e tanti momenti di confronto e divulgazione

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Il Bastione Saint Remy di Cagliari che per tre giorni ospita i lavori di Archeologika 2022

Al via la seconda edizione di Archeologika, voluta dalla Regione Sardegna come un grande expo dell’archeologia sarda, in programma dal 13 al 16 ottobre 2022 al Bastione Saint Remy a Cagliari. La cerimonia inaugurale di Archeologika è in programma giovedì 13, alle 17.30, alla Manifattura Tabacchi (viale Regina Margherita, 33) a Cagliari, con gli interventi del presidente della Regione, Cristian Solinas; del sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu; del direttore scientifico dell’expo, Giorgio Murru; e del presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni. Il taglio del nastro e l’apertura al pubblico, invece, saranno venerdì 14 alle 10. A seguire, il primo convegno, “I valori del patrimonio archeologico per il turismo culturale della Sardegna”, al quale parteciperanno l’assessore Giovanni Chessa e l’assessore regionale della Pubblica istruzione, Andrea Biancareddu.

“La Regione sta promuovendo con forza il carattere identitario della cultura millenaria sarda e del suo territorio, anche attraverso manifestazioni di prestigio”, interviene il governatore Solinas. “Eventi come l’expo del turismo archeologico possono contribuire a proiettare l’immagine della nostra Isola nel mondo e dare un impulso al turismo culturale, attirando turisti, studiosi e appassionati dall’Italia e dall’estero durante tutto l’anno. Vogliamo proseguire a investire in questo settore, programmando una strategia di tutela e valorizzazione, che partendo dal nostro vasto patrimonio archeologico possa rappresentare un’opportunità di crescita economica e occupazionale”. E l’assessore regionale Chessa: “Il successo della mostra archeologica Sardegna Isola Megalitica, appena conclusa dopo gli allestimenti in quattro musei tra i più importanti d’Europa, ha dimostrato come storia e cultura della Sardegna rappresentano un enorme tesoro che può contribuire anche allo sviluppo del turismo. Perciò, dopo alcune partecipazioni ad eventi fieristici nazionali, è nata l’idea di ospitare a Cagliari un grande evento con percorsi multimediali, ricostruzioni in 3D, megaschermi, momenti di realtà virtuale immersiva, stand, un work shop sul turismo archeologico e tanti momenti di confronto e divulgazione”. E conclude: “Siamo riusciti a fare sistema, mettendo insieme tutte le professionalità del settore per un obiettivo comune e sarà un’ottima occasione per lanciare le eccellenze archeologiche della nostra Isola, al cospetto di studiosi e giornalisti specializzati. Una grande opportunità per far parlare della Sardegna grazie alle potenzialità del patrimonio storico, culturale e archeologico, alle eccellenze della nostra identità, per realizzare il progetto di una Sardegna più attrattiva nel mercato turistico mondiale”.

cagliari_archologika-2022_mont-e-prama_foto-fondazione-mont-e-prama“L’organizzazione della seconda edizione di “Archelogika”, assicura il presidente della fondazione Mont’e Prama, Muroni, “è stato un banco di prova impegnativo per la Fondazione Mont’e Prama, che è giunto a compimento anzitutto per la grande collaborazione del Servizio Marketing dell’assessorato regionale al Turismo e dei dipendenti e dei collaboratori della Fondazione stessa. Per progettazione, allestimenti e organizzazione degli stand in uno spazio prestigioso ma complesso come la Passeggiata coperta del Bastione Saint Remy, e per i tre giorni di eventi culturali, gli uffici della Fondazione hanno complessivamente assegnato incarichi a fornitori e collaboratori per un milione di euro, Iva compresa: un gigantesco sforzo amministrativo, reso possibile grazie all’abnegazione dell’Area finanziaria e amministrativa. Il puntuale supporto degli uffici regionali ha consentito di unire ai momenti espositivi e convegnistici quelli legati all’incontro fra domanda e offerta dei pacchetti turistici legati alla valorizzazione di beni archeologici e culturali nella nostra Isola”.

cagliari_archologika-2022_brochure_foto-fondazione-mont-e-pramaARCHEOLOGIKA 2022. Expo del turismo archeologico. 13 OTTOBRE 2022, alle 17.30: presentazione di Archeologika 2022 a cura di Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama, e Giorgio Murru, direttore scientifico di Archeologika 2022. Saluti istituzionali: Paolo Truzzu, sindaco della Città Metropolitana di Cagliari, e Cristian Solinas, presidente della RAS. 14 OTTOBRE 2022: alle 10, taglio del nastro e apertura al pubblico degli stand alla presenza delle autorità; 10.15, “I valori del patrimonio archeologico per il turismo culturale della Sardegna” con Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama; Gianni Chessa, assessore al Turismo della RAS; Andrea Biancareddu, assessore alla Pubblica Istruzione e Beni Culturali della RAS; Patricia Olivo, Segretaria Regionale del MiC; Gavino Mariotti, Magnifico Rettore Università di Sassari; Francesco Mola, Magnifico Rettore dell’università di Cagliari. Conduce e coordina Pier Sandro Pillonca. Alle 11.30, “I beni culturali del Friuli-Venezia Giulia. Un modello virtuoso di cultura e turismo” con Roberto Corciulo, presidente Fondazione Aquileia; Oldino Cernoia, presidente Fondazione de Claricini; Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Autonoma del Friuli-Venezia Giulia. Presenta e coordina Anthony Muroni. Alle 12.30, “Tharros. Storia e scoperte” con Carla del Vais, università di Cagliari; Anna Chiara Fariselli, università di Bologna; Maura Vargiu, soprintendenza Archelogia Belle arti e Paesaggio per le Province di Cagliari e Oristano. Presenta e coordina Nadia Canu. Alle 15.30, “La voce dei Musei. Politiche e strategie di ricerca, conservazione e comunicazione nei Musei” con Francesco Muscolino, direttore del museo Archeologico nazionale di Cagliari; Elisabetta Grassi, direttrice museo Archeologico nazionale di Sassari; Luana Toniolo, direttrice dei Musei regionali della Sardegna; Massimo Osanna, direttore Generale dei Musei del Ministero per i Beni Culturali. Presenta e coordina, Giorgio Murru. Alle 17, “La Soprintendenza Archelogia Belle arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro. Politica, interventi e prospettive” con interventi di Gabriella Gasperetti, Nadia Canu, Enrico Dirminti, Charlotte Montanaro, Francesco Carrera, Alessandro Carrieri, Antonio Cosseddu. Introduce e coordina Bruno Billeci.

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Manneddu, il pugilatore dei Giganti di Mont’e Prama è tornato a casa a Cabras, dopo essere stato l’ambasciatore della Sardegna in giro per il mondo con la mostra “Sardinia, isola megalitica” (foto fondazione mont’e prama)

PROGRAMMA 15 OTTOBRE 2022. Alle 9.30, “Stare in rete. La Rete Nazionale dei Musei delle statue stele Menhir. Prospettive e sviluppo” con Jean Pierre Guichardaz, assessore al Turismo Regione Valle d’Aosta; Angelo Ghiretti, direttore museo di Pontremoli; Giorgio Murru, direttore Menhir Museum di Laconi; Maria Giuseppina Ruggiero, direttrice museo Archeologico di Capo di Ponte. Presenta e coordina Simona Scioni. Alle 11, “Le fondazioni. Un modello efficace per la valorizzazione dei beni culturali in chiave turistica” con Anthony Muroni, fondazione Mont’e Prama; Emanuele Lilliu, fondazione Barumini Sistema Cultura; Andrea Delogu, fondazione Alghero; Emilia Franca Pinna, fondazione Pula; Antonello Figus, fondazione Isola del Romanico. Conduce e coordina Jimmy Spiga. Alle 12.30, “La soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna. Politica, interventi e prospettive” con Monica Stochino, soprintendente, Giovanna Pietra, Enrico Trudu, Riccardo Locci. Coordina Gianfranca Salis. Alle 15.30, “Obiettivo Unesco. Arte e architettura nella preistoria della Sardegna. Le Domus de Janas” con Giuseppa Tanda, già università di SS e CA, presidente CESIM, coordinatrice del progetto; Alessandro Cocco, assessore alla Cultura del Comune di Alghero. Presenta e coordina Giorgio Murru. Alle 16.30, “Cagliari archeologica”. Saluta Paolo Truzzu, sindaco della Città Metropolitana di Cagliari; Riccardo Cicilloni, università di Cagliari; Alfonso Stiglitz, archeologo; Simonetta Angiolillo, già università di Cagliari; Sabrina Cixi, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna. Presenta e coordina Mauro Dadea. Intitolazione del premio Archeologika 2022 al professor Enrico Atzeni. Alle 17.45, “La Sardegna verso l’Unesco” con Pierpaolo Vargiu, presidente Associazione La Sardegna verso l’UNESCO; Anna Depalmas, università di Sassari. Presenta e coordina Riccardo Cicilloni.

cabras_fondazione-mont-e-prama_magliettaPROGRAMMA 16 OTTOBRE 2022. Alle 9.30, “Le nuove frontiere della comunicazione archeologica. Modelli, stili e narrazione” con Patricia Olivo, Segretaria Regionale del MiC; Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva e TourismA; Andreas Steiner, direttore di Archeo; Maurizio Cecconi, Villaggio Globale International; Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino. Conduce e coordina Anthony Muroni. Alle 10.45, “Il modello Paestum. Le sinergie istituzionali per la valorizzazione dei beni archeologici” con Francesco Alfieri, sindaco del Comune di Capaccio Paestum; Tiziana D’Angelo, direttrice del parco archeologico di Paestum; Ugo Picarelli, fondatore e direttore della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum. Presenta e coordina Simona Scioni. Alle 12, “Il restauro di Mont’e Prama. Storia e prospettive” con Patricia Olivo, Segretaria Regionale del MiC; Monica Stochino, soprintendente Archelogia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna; Bruno Billeci, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le Province di Sassari e Nuoro; Gianfranca Salis, coordinatrice Area funzionale patrimonio archeologico della soprintendenza Archelogia Belle arti e Paesaggio di Cagliari; Roberto Nardi, direttore Centro di Conservazione Archeologica di Roma; Gian Mario Porcheddu, centro di Conservazione Archeologica di Roma. Interviene e coordina Nadia Canu. Alle 15, “La gestione dei Beni Culturali in Sardegna. Esperienze e proposte di sviluppo” con Paola Zinzula, direttrice del Servizio Patrimonio Culturale RAS; Silvia Oppo, direttrice del museo Diocesano Arborense; rappresentanti delle società di gestione dei siti e dei musei civici archeologici della Sardegna. Conduce e coordina Valentina Atzeni. Alle 16, “Dall’ipertesto al metaverso: come il digitale sta cambiando la comunicazione culturale” con Simona Battistella, CEO e AD di Cultur-e; Marco Vigelini, CEO Maker-Camp. Interviene e coordina Roberto Vardisio, CEO EntropyKN. Alle 17, “L’interdisciplinarietà. Scienze e tecnologie al servizio dell’archeologia; Luigi Sanciu, direttore del Geo Museo Monte Arci di Masullas e del GeoParc di Genoni; Gaetano Ranieri, geofisico, già università di Cagliari; Nicola Castangia, presidente Archeofoto Sardegna; Giacomo Cao, amministratore unico CRS4. Presenta e coordina Giorgio Murru.

Cividale. Al museo Archeologico nazionale aperta la mostra fotografica “L’Isola dei Giganti e i tesori del Sinis” a cura della Fondazione Mont’e Prama

La locandina della mostra fotografica “L’isola dei Giganti e i tesori del Sinis” al museo Archeologico nazionale di Cividale fino al 3 luglio 2022

Due settimane per visitare la mostra fotografica “L’Isola dei Giganti e i tesori del Sinis” a cura della Fondazione Mont’e Prama aperta al museo Archeologico nazionale di Cividale venerdì 17 giugno 2022 in occasione delle Giornate europee dell’archeologia, importante appuntamento annuale in cui tutti gli attori del mondo dell’archeologia si mettono all’opera per far scoprire al pubblico i tesori del patrimonio culturale. Il progetto è frutto di un accordo siglato tra la Fondazione de Claricini Dornpacher e la Fondazione Mont’e Prama. I Giganti di Mont’e Prama sono antiche sculture risalenti alla Civiltà nuragica ritrovate casualmente negli anni ’70 in località Mont’e Prama nel Sinis di Cabras, nella Sardegna centro-occidentale. “Con lo spirito di condivisione, confronto e collaborazione verso le variegate e ricche realtà archeologiche del nostro Paese, siamo lieti di ospitare questa importante occasione di reciproca conoscenza. La mostra, allestita all’interno dello spazio espositivo del Museo e inclusa nel biglietto di ingresso, rimarrà aperta fino al 3 luglio 2022”, spiegano al museo di Cividale.

Dopo Berlino (96mila visitatori) la mostra “Sardegna Isola megalitica. Dai menhir ai nuraghi: storie di pietra nel cuore del Mediterraneo“ è approdata al museo statale Ermitage di San Pietroburgo: quasi 200 reperti provenienti dai musei archeologici sardi, compreso uno dei grandi guerrieri di Mont’e Prama, a raccontare la storie e il fascino dell’Isola. Gli interventi all’inaugurazione e il percorso espositivo

L’inaugurazione della mostra “Sardegna Isola megalitica. Dai menhir ai nuraghi: storie di pietra nel cuore del Mediterraneo“ al museo statale Ermitage di San Pietroburgo (foto Aleksey Bronnikov)

Dopo Berlino, dove, nonostante le restrizioni legate alla pandemia, la mostra, ospitata al museo nazionale per la Preistoria e Protostoria di Berlino ha registrato un successo straordinario, con oltre 96mila visitatori, la mostra “Sardegna Isola megalitica. Dai menhir ai nuraghi: storie di pietra nel cuore del Mediterraneo“ è approdata in Russia, al museo statale Ermitage, seconda tappa del tour internazionale dell’esposizione (dal 26 ottobre 2021 al 16 gennaio 2022), con i quasi 200 reperti provenienti dai musei archeologici di Cagliari, Nuoro e Sassari, compreso uno dei grandi guerrieri di Mont’e Prama – prestito eccezionale – a raccontare la storie e il fascino dell’Isola e le tracce impressionanti di un passato lontano che essa ancora conserva. Le prossime tappe saranno al museo Archeologico nazionale di Salonicco (dall’11 febbraio al 15 maggio 2022) e al museo Archeologico nazionale di Napoli (dal 10 giugno all’11 settembre 2022).

Una galleria dell’Ermitage dove è allestita la mostra “Sardegna Isola Megalitica” (foto Aleksey Bronnikov)

“Sardegna Isola Megalitica” è la mostra-evento promossa dalla Regione Sardegna-Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio  (parte di un articolato progetto di Heritage Tourism finanziato dall’Unione Europea) insieme al museo Archeologico nazionale di Cagliari, alla Direzione regionale Musei della Sardegna e ai Musei sede della mostra – museo nazionale per la Preistoria e Protostoria di Berlino, il museo statale Ermitage di San Pietroburgo, il museo Archeologico nazionale di Salonicco e il museo Archeologico nazionale di Napoli.  L’esposizione ha il patrocinio del MAECI e del MIC, la collaborazione della Fondazione di Sardegna e il coordinamento generale di Villaggio Globale International. La mostra – che nella tappa russa è sostenuta anche dall’Ambasciata Italiana in Russia e dall’Istituto Italiano di Cultura – ha inoltre ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica.

Il taglio del nastro della mostra “Sardegna Isola Megalitica” al museo Ermitage di San Pietroburgo: da sinistra, Michail Piotrovsky, Giorgio Starace e Quirico Sanna (foto Aleksey Bronnikov)

Alla cerimonia inaugurale, trasmessa in diretta sul canale YouTube del Museo, insieme al direttore generale del museo statale Ermitage Michail Piotrovsky erano presenti anche il neonominato ambasciatore d’Italia a Mosca Giorgio Starace, alla sua prima partecipazione ufficiale a un evento a San Pietroburgo, il console generale d’Italia Alessandro Monti e la direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura Paola Cioni; per la Regione Sardegna, insieme alla delegazione è volato a San Pietroburgo l’assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica Quirico Sanna, per i Musei sardi Francesco Muscolino, direttore regionale dei musei della Sardegna e direttore del museo Archeologico nazionale di Cagliari. Presenti anche Maurizio Cecconi e Irina Artemieva rispettivamente segretario generale e direttore scientifico di Ermitage Italia e una delegazione anche da Cabras, con il sindaco della città e il presidente della Fondazione Mont’e Prama.

La statua del pugilatore (IX-VIII sec. a.C.) dalla necropoli di Mont’e Prama (Cabras) e conservata al museo Archeologico nazionale di Cagliari (foto luigi corda / drm sardegna)

Riflettori sulle sepolture delle “domus de janas” di epoca neolitica ed eneolitica e sulle iconiche riproduzioni statuarie di “dee madri”, talvolta veri e propri capolavori artistici; sulle incredibili architetture dei nuraghi che hanno caratterizzato l’Età del Bronzo nell’Isola e sulle cosiddette “tombe di giganti”; sui contatti tra civiltà lontane e sugli eccezionali bronzetti nuragici raffiguranti donne, uomini, guerrieri e animali; su spade votive, modellini di edifici e di navi e sugli incredibili, monumentali Guerrieri di Mont’e Prama: autorappresentazione di un passato mitico riferito all’apogeo dell’Età nuragica, ma in piena Età del Ferro.

Il dolmen di Ladas (foto Teravista di Giovanni Alvito)

Il percorso. Si parte dunque dal periodo recente e finale del Neolitico, quando si diffondono le ”domus de janas” scavate nella roccia, ovvero in lingua sarda le “case delle fate o delle streghe” – in diversi casi successivamente monumentalizzate in facciata – o quando si diffondono i dolmen e poi, in Età del Rame, quando si costruisce un altare monumentale unico nel panorama del Mediterraneo – ma con parallelismi nelle ziqqurath del Vicino Oriente – come il santuario di Monte d’Accoddi e si realizza la muraglia monumentale di Monte Baranta.

Il nuraghe Su Nuraxi a Barumini (foto mae-mic)

Quindi la mostra conduce nel cuore della civiltà nuragica, vero simbolo dell’unicità della Sardegna. Gli impressionanti nuraghi, costruiti in numero elevatissimo a partire dal 1600/1800 a.C. circa con blocchi di basalto, trachite e granito, di grande varietà tipologica e funzionale ma tutti accomunati dalle torri a tholos (sistema di copertura), sono stati al centro di importanti dibattiti e interpretazioni che hanno messo a fuoco le loro molteplici funzioni, rievocate in mostra dai manufatti esposti: l’alimentazione, l’agricoltura e allevamento, il controllo del territorio, le produzioni artigianali. Attorno ad essi, in molti siti, si sono sviluppati villaggi più o meno estesi, talvolta racchiusi da antemurali altrettanto imponenti, anche questi intervallati da torri.

Tombe di giganti a Li Lolghi di Arzachena (Ss) (foto Teravista di Giovanni Alvito)

Nello stesso contesto, ispirati al megalitismo, sono anche gli edifici legati al campo funerario e i luoghi di culto, pur con tutti i mutamenti della religiosità che si possono supporre nell’ampia fase nuragica. Le “tombe di giganti”, così chiamate a livello popolare a causa delle imponenti dimensioni, che nell’immaginario venivano collegate al gigantismo dei defunti, erano in realtà sepolture comunitarie ospitanti anche centinaia di individui e connesse forse al culto degli antenati, davanti alle quali venivano praticati rituali e offerte, spesso al cospetto della rappresentazione di divinità (betili). Allo stesso modo anche i luoghi di culto e i santuari si articolano in numerose tipologie edilizie tutte improntate al megalitismo: tempi a pozzo, fonti sacre e templi a megaron sono diffusi in tutta la Sardegna a partire dal Bronzo Recente e spesso le differenti tipologie coesistono all’interno dello stesso complesso.

Soldato con stocco e scudo, bronzetto dell’Età del Ferro da Padria (Ss) conservato al museo Archeologico nazionale di Cagliari (foto luigi corda – drm sardegna)

La religiosità delle genti nuragiche è qui rappresentata al suo massimo grado dall’enorme numero di ex voto figurati in bronzo – i cosiddetti “bronzetti” di cui la mostra darà conto con alcuni reperti di grandissimo interesse – che riproducono figure umane, maschili e femminili nei diversi ruoli della società, ma anche animali, oggetti e persino edifici. Proprio la produzione della bronzistica figurata offre uno spaccato vivace della società nuragica, del vestiario, della gestualità, delle armi, dei sistemi alimentari; mentre la presenza di collane e vaghi in ambra, rinvenuti negli scavi degli ultimi trent’anni in tanti santuari della Sardegna, testimonia stretti collegamenti dell’Isola non solo con il mondo mediterraneo, ma anche con le reti commerciali e culturali della Penisola e dell’Europa centrale.

Modello di nuraghe in calcare da Mont’e Prama, conservato al museo Archeologico nazionale di Cagliari (foto graziano tavan)

Anche nell’Età del Ferro (I millennio a.C.), in una società in cui si sono profondamente modificate le dinamiche sociali, economiche e costruttive, i nuraghi, pur non edificati da vari secoli, continuano a essere centrali nell’immaginario collettivo quale simbolo di un passato mitico in cui tutta la popolazione dell’Isola si riconosce. Finito il tempo degli ingegnosi e arditi costruttori di torri nuragiche, si diffondono dunque le miniature di tali edifici, in pietra, ceramica, bronzo e anche in materiali deperibili, utilizzate probabilmente come altari in rituali collettivi e rinvenuti infatti al centro di edifici megalitici intesi come “capanne delle riunioni”.

La statua del pugilatore da Mont’e Prama nelle sale monumentali del museo statale dell’Ermitage a San Pietroburgo (foto Aleksey Bronnikov)

È questo il momento in cui alcuni gruppi emergono sugli altri e si formano le prime aristocrazie. A Mont’e Prama una di queste si autorappresenta e si autocelebra con un complesso scultoreo unico nel suo genere, composto da quasi 40 imponenti statue in pietra di Guerrieri, Arcieri e Pugilatori, oltre a modelli di nuraghe e betili. Per la nuova società, il tempo lontano degli eroi era oggetto di venerazione e di richiamo identitario. Evento irripetibile è il prestito di una delle celebri sculture di Mont’e Prama da parte del museo Archeologico nazionale di Cagliari per questa storica esposizione internazionale: un “Pugilatore” alto con piedestallo 190 cm e pesante circa 300 kg. Rinvenute in frammenti a partire dagli scavi del 1975-1979 e ricomposte grazie a interventi di restauro di eccezionale delicatezza e dai risultati sorprendenti (i primi nel 2007-2011), queste imponenti statue, nelle loro raffigurazioni schematiche realizzate secondo uno stile convenzionale d’impronta geometrica, non trovano paragoni nel variegato patrimonio artistico e monumentale della Sardegna e ancora sono aperte a diverse interpretazioni.

Coppetta in ceramica di età romana da Orulu – Orgosolo, conservata al museo Archeologico nazionale di Cagliari (foto luigi corda – drm sardegna)

Un dato tuttavia è certo: la civiltà nuragica era ormai al tramonto. Nonostante questo, il suo retaggio continuerà ad essere leggibile attraverso i secoli, malgrado il mutare dell’orizzonte semantico: dapprima con l’arrivo dei Fenici attestati lungo le coste sarde a partire dal IX secolo a.C., quindi con la presa dell’Isola da parte di Cartagine, alla fine del VI secolo, e poi con l’arrivo dei Romani. Anche dopo la conquista romana (238 a.C.) l’eredità nuragica appare leggibile, come testimoniano i resti della cultura materiale in mostra e in alcuni casi le fonti epigrafiche che ci restituiscono una onomastica prelatina. Persino in età medievale i nuraghi e addirittura le “domus de janas” sono ancora oggetto di riutilizzo e molti villaggi medievali si addensano intorno alle torri nuragiche. Un mondo in evoluzione che non dimentica le sue origini.

L’ambasciatore italiano Giorgio Starace con il direttore dell’Ermitage Michail Piotrovky visita la mostra “Sardegna Isola Megalitica” all’Ermitage (foto Aleksey Bronnikov)

Michail Piotrovky – che ha ringraziato sentitamente l’Italia e la Sardegna per aver voluto essere comunque presenti e vicini all’Ermitage nonostante la difficile situazione pandemica che sta vivendo in questi giorni la Russia, ha evidenziato la fascinazione della cultura megalitica e nuragica sarda e della mostra allestita all’Ermitage: “Nei materiali che raccontano di questa mostra sono scritte parole magiche come Nuraghi, betili, Tombe di Giganti: tutte parole che sembrano prese da una favola. Se noi parliamo di Stonehenge che è famoso in tutto il mondo è un neonato rispetto alle cose che riusciamo a vedere oggi, che rappresentano un paradigma dell’antica civiltà, qui rappresentato dal dialogo tra la pietra e il bronzo, tra la scultura litica gigantesca e le raffinata piccole figure di bronzetti, un dialogo che sarà ripreso dalla civiltà successive, compresa quella greca e greco-romana. Con il suo viaggio internazionale – ha aggiunto Piotrosvky – la mostra si inserisce di fatto in un complesso vastissimo progetto che viene chiamato “l’Europa senza confini” che racconta delle antiche civiltà e che raccorda la storia della prima Europa antica all’Europa come la conosciamo adesso. Anche in Russia, nel Caucaso e nel Mar Nero, ci sono vestigia di civiltà analoghe – resti di torri, betili, fortezze – che raccontano della stessa cultura che ci accomuna alla tradizione europea”.

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L’ambasciatore d’Italia a Mosca Giorgio Starace alla mostra all’Ermitage (foto Aleksey Bronnikov)

“Questa iniziativa, a un mese dall’assunzione del mandato a Mosca”, ha sottolineato l’ambasciatore d’Italia a Mosca Giorgio Starace, “mi ha dato il privilegio di rinnovare i legami di amicizia e di collaborazione con San Pietroburgo e con questo prestigiosissimo museo che rappresenta il punto di riferimento in tutto il mondo per la promozione dell’arte e che da anni dà vita a progetti di altissimo livello con la collaborazione della nostra Ambasciata, del Consolato Generale e dell’Istituto Italiano di Cultura, che invitano a scoprire il ricco patrimonio artistico, storico e archeologico della nostra bellissima Italia e mostrano anche l’inesauribile attrazione che lega la cultura italiana e la cultura russa. La mostra dedicata alle antiche civiltà e culture della Sardegna – ha poi continuato – raccontando magnificamente storia di pietra nel cuore del Mediterraneo permette anche di veicolare in Europa un concetto legato all’Italia ovvero il costante connubio che esprimono tutte le nostre regioni tra bellezza paesaggistica e ricchezza storico-artistica, tra esperienza culturale ed esperienza di tradizioni e gastronomia”.

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L’assessore regionale Quirico Sanna e il direttore dei musei della Sardegna Francesco Muscolino alla mostra all’Ermitage (foto Aleksey Bronnikov)

Dalle magnifiche sale del Palazzo d’Inverno dell’Ermitage grande soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore regionale Quirico Sanna: “Con grande orgoglio e piacere presentiamo il patrimonio archeologico delle terra di Sardegna al mondo. Speriamo che questa collaborazione tra la Sardegna e il Museo Ermitage, uno dei più prestigiosi e importanti a livello internazionale, possa portare ad una sempre maggiore conoscenza della storia e della cultura di questa nostra meravigliosa terra”. E Francesco Muscolino, direttore regionale dei Musei della Sardegna e direttore del museo Archeologico nazionale di Cagliari: “La seconda tappa della mostra, ospitata nella prestigiosissima sede dell’Ermitage, si conferma come un ottimo esempio di proficua collaborazione tra il Ministero della Cultura, la Regione Sardegna e i grandi musei internazionali. Ai funzionari tecnico-scientifici del Ministero va, in particolare, il merito di aver redatto, in collaborazione con i colleghi degli altri musei ospitanti e con altri studiosi, il complesso progetto scientifico della mostra, accompagnata anche da un ponderoso catalogo”.