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Vieste (Fg). Al via il Vieste Archeofilm, V edizione, che apre il calendario del “Festival diffuso” del Firenze Archeofilm. Tre serate di grande cinema con ospiti speciali e il premio Venere Sosandra al film più votato dal pubblico

Il Vieste Archeofilm 2025, festival internazionale del cinema di archeologia, arte e ambiente, giunto alla V edizione, apre la ricca stagione di eventi del “Festival diffuso” promosso da Firenze Archeofilm tra giugno e ottobre 2025. Appuntamento dunque al Castello Svevo di Vieste (Fg), alle 21.15. dal 24 al 26 giugno 2025, con ingresso libero: tre serate di grande cinema per raccontare l’archeologia, l’arte e l’ambiente. Interviste a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Ospiti speciali tra cui Eugenio Farioli Vecchioli, Giuliano Volpe, Edoardo Tresoldi, Lorenzo Scaraggi, Franco Cardini. Il film più votato dal pubblico si aggiudica il Premio Venere Sosandra – Vieste 2025”. Vieste Archeofilm è organizzato da Città di Vieste, Polo Culturale Vieste, ArcheoLogica srl, Archeologia Viva, Firenze Archeofilm. Selezione filmi e archivio cinematografico: Firenze Archeofilm.

MARTEDÌ 24 GIUGNO 2025. Apre la serata il film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia 2023, 56’). Il racconto degli scavi del santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni (Si), premiati come la scoperta archeologica dell’anno. Dal 2020 al 2022, la vasca sacra, cuore del santuario, ha restituito oltre 200 manufatti in bronzo e più di 5000 monete, ma soprattutto ci ha consegnato il racconto fedele di un passato solo apparentemente lontano dal nostro presente, che ci parla ancora di salute e fede. Segue l’incontro con l’ospite della serata, Eugenio Farioli Vecchioli regista e autore Rai, intervistato da Piero Pruneti. Quindi il film “Le donne del telaio” di Federico Ferrario (Italia, 23’). In un luogo remoto nel nord dell’Argentina, le donne portano avanti la tradizione dei manufatti creati con telai a mano. Il loro è un flusso di lavoro ispirato alla natura, scandito dal battito di un mondo totalmente al femminile. Chiude la serata il film “Il Serparo” di Alessio Consorte (Italia, 14’). Ogni primo maggio a Cocullo, un pittoresco borgo abruzzese, si celebra la festa di San Domenico Abate, il santo protettore dal morso dei serpenti. Questa tradizione, unica nel suo genere, vede i serpari catturare le serpi per rendere omaggio al santo, perpetuando un rito che si tramanda da secoli.

MERCOLEDÌ 25 GIUGNO 2025. Apre la serata il film “Diario di scavo. Archeologi a Siponto” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2025, 65′). A Siponto, tra polvere, strumenti e sguardi concentrati, una giornata di scavo diventa occasione per raccontare non solo un sito archeologico, ma un mestiere. “Diario di scavo. Archeologi a Siponto” è un documentario osservativo che segue da vicino il lavoro quotidiano degli archeologi, mettendo in luce la fatica, la precisione, la cura, ma anche l’umana quotidianità di chi riporta alla luce la storia. Attraverso il racconto del sito prende forma il mestiere dell’archeologo e si evidenzia il ruolo dell’archeologia pubblica come pratica civile, dialogo con il territorio e strumento di restituzione. Senza retorica né mediazioni, il film si muove nel tempo reale di una giornata, ascolta il linguaggio dei gesti, mostra il rapporto tra persone e terra, tra scienza e comunità. Una narrazione silenziosa, ma carica di senso. Segue l’incontro con gli ospiti della serata: Giuliano Volpe, ordinario di Archeologia all’università di Bari; Edoardo Tresoldi, architetto; Lorenzo Scaraggi regista, intervistati da Piero Pruneti. Chiude la serata il film “Atto d’amore” di Lorenzo Lo Muzio (Italia, 15’). Nel 2020 sono stati avviati i lavori di scavo, studio e valorizzazione della Cripta delle Clarisse di Monte Sant’Angelo (Foggia). Il film, frutto del progetto portato avanti sotto la direzione scientifica della Soprintendenza ABAP, ci trasporta nel solitario e spirituale mondo senza tempo della clausura.

Frame del film “Gargano Sacro” di Lorenzo Scaraggi

GIOVEDÌ 26 GIUGNO 2025. Apre la serata il film “Gargano Sacro” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2025, 28’). Gargano Sacro” segue il viaggio a piedi del regista Lorenzo Scaraggi, che attraversa l’intero promontorio del Gargano, in Puglia, percorrendo 120 chilometri da Rignano Garganico a Vieste. Il documentario esplora un paesaggio di forti contrasti, fra boschi secolari, eremi scavati nella roccia e abbazie millenarie affacciate sull’Adriatico. Le tappe centrali – San Matteo, Pulsano, Monte Sant’Angelo e Monte Sacro – rivelano la profonda sacralità di un territorio dove storia, natura e spiritualità si intrecciano. Ogni passo diventa esperienza intima, grazie al silenzio e alla lentezza che accompagnano il cammino, mentre lo sguardo si posa su antiche pietre e panorami sconfinati. “Gargano Sacro” mostra come la memoria di queste terre possa offrire una rilettura del presente, invitando a sostare e ad ascoltare i ritmi più profondi della Puglia garganica. È un racconto che riconnette con l’essenza del viaggio a piedi, fondendo fede, tradizioni e meraviglia in un’unica, intensa narrazione. Segue l’incontro con l’ospite della serata, Franco Cardini storico del Medioevo e divulgatore televisivo. Chiude la serata e la V edizione del Vieste Archeofilm l’atttribuzione del Premio “Venere Sosandra” – V edizione al film più votato dal pubblico.

AL CINEMA CON ARCHEOLOGIA VIVA. Ben nove location per il Festival diffuso di Firenze Archeofilm 2025: Vieste (Fg) 24-26 giugno 2025 col Vieste Archeofilm; Cabras (Or) 2-5 luglio 2025 col Sardegna Archeofilm Festival; Grosseto 17-19 luglio 2025 col Maremma Archeofilm; Aquileia (Ud) 29 luglio – 1° agosto 2025 con l’Aquileia Film Festival; Cividate Camuno (Bs) 21–23 agosto 2025 col Civitas Camunnorum Archeofilm; Varese 3-6 settembre 2025 col Varese Archeofilm; Ustica (Pa) 17–19 settembre 2025 con l’Ustica Archeofilm; Catania 25-27 settembre 2025 col Catania Archeofilm; Cuneo 2-4 ottobre 2025 col Cuneo Archeofilm.

Firenze. Alla VII edizione di Firenze Archeofilm il pubblico premia il film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro (che prende anche una menzione speciale dall’università di Firenze). Ecco tutti i film che hanno vinto gli altri premi o hanno ricevuto menzioni

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Il regista Massimo D’Alessandro riceve il premio Firenze Archeofilm 2025 da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, per il film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” (foto beppe cabras / archeologia viva)

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Le scoperte archeologiche in un pozzo ai piedi di Orvieto, gli ultimi Maasai del Kenya, le storie di “bibliotecari-eroi” e i monumenti preistorici mostrati per la prima volta al cinema sono gli argomenti sviluppati dai film premiati alla VII edizione di Firenze Archeofilm, il festival di Archeologia Arte e Ambiente organizzato dalla rivista Archeologia Viva (Giunti Editore) al Cinema La Compagnia di Firenze dove, dal 5 al 9 marzo 2025, sono stati proposti al pubblico 80 film da tutto il mondo di cui oltre la metà anteprime.  

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Premio “Firenze archeofilm” 2025 al film “Campo della Fiera e il pozzo del temèpo” di Massimo D’Alessandro (foto beppe cabras / archeologia viva)

Il PREMIO “FIRENZE ARCHEOFILM” 2025 al film più votato dal pubblico è stato assegnato a “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro (Italia 2025, 52’). Produzione: A.S.S.O. (Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione) ETS. Consulenza scientifica: Marco Cruciani, Danilo Leone, Mario Mazzoli, Silvia Simonetti, Simonetta Stopponi, Vincenzo Valenzano. Nel cuore dell’Italia centrale, ai piedi della rupe di Orvieto, si cela Campo della Fiera, un luogo dove sacralità e storia s’intrecciano da oltre duemila anni. Santuario federale degli Etruschi, poi centro spirituale dei Romani e infine dimora dei Francescani, questo sito è testimone di un’eredità millenaria. Grazie a decenni di scavi archeologici affiorano reperti straordinari: ceramiche pregiate, antichi templi e un pozzo misterioso che racchiude tesori dimenticati. Attraverso ricostruzioni emozionanti, interviste agli archeologi e riprese spettacolari, il documentario svela la vita, il declino e la rinascita di un luogo unico.

PRIMI 15 CLASSIFICATI FIRENZE ARCHEOFILM 2025 (Voto “film più gradito al pubblico” da 1 a 5)

1° Campo della Fiera e il pozzo del tempo (4,41)
Nazione: Italia – Regia: Massimo D’Alessandro
2° Threads of Heritage. Nel Tunnel dei Crimini d’Arte (4,40)
Nazione: Italia – Regia: Brian Parodi
3° Luigi De Gregori. Salvare la creatura (4,37)
Nazione: Italia – Regia: Tommaso Sestito, Lorenzo Chechi
4° Alhambra, il paradiso perduto / Alhambra, the lost paradise (4,32)
Nazione: Francia – Regia: Marc Jampolsky
5° Libano segreto: i tesori di Byblos / Secret Lebanon: the treasures of Byblos (4,30)
Nazione: Francia – Regia: Philippe Aractingi
6° Viaje a Itaca / Journey to Ithaca (4,29)
Nazione: Spagna – Regia: Juan Prado
7° Vangelo secondo Maria (4,27)
Nazione: Italia – Regia: Paolo Zucca
8° Langobardi – Grimoaldo, il primo re friulano (4,24)
Nazione: Italia – Regia: Sandra Lopez Cabrera
9° L’uomo di Val Rosna (4,234)
Nazione: Italia – Regia: Stefano Zampini
10° Donne di Miniera (4,230)
Nazione: Italia – Regia: Roberto Carta
11° Giordania biblica. Tra presenze remote e splendori nascosti (4,217)
Nazione: Italia – Regia: Alberto Castellani
12° Un altro mondo – L’esilio di Rolando Nannicini a Latronico (4,211)
Nazione: Italia – Regia: Daniela Zottola
13° Huarmis Sachamantas / Le donne del telaio (4,18)
Nazione: Italia – Regia: Federico Ferrario
14° La tomba della Sciamana / Das Grab der Schamanin (4,168)
Nazione: Germania – Regia: Christian Stiefenhofer
15° L’altro mondo dei dinosauri / L’autre monde des dinosaures (4,164)
Nazione: Francia – Regia: Pascal Cuissot

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Il premio “Studenti UniFi” 2025 al film “Luigi De Gregori. Salvare la creatura” di Tommaso Sestito, Lorenzo Chechi (foto beppe cabras / archeologia viva)

Il PREMIO “STUDENTI UNIFI” per il miglior cortometraggio è stato assegnato dalla giuria di studentesse e studenti dell’Università di Firenze a: “Luigi De Gregori. Salvare la creatura” di Tommaso Sestito, Lorenzo Chechi (Italia 2024, 18’). Produzione: Luca Pirolo, Tommaso Sestito. Roma, 1936. La Seconda Guerra Mondiale è all’orizzonte. Il governo italiano decide di attuare un piano di protezione antiaerea per salvaguardare il patrimonio artistico e culturale nazionale. La difesa dei materiali librari più preziosi della Capitale è affidata a Luigi De Gregori, bibliotecario di fama internazionale e punto di riferimento per i direttori di biblioteche di tutta Italia. Inizia così la ricerca di nascondigli sicuri.

2° classificato: “Lawrence of Moravia” di Jan Cechl (Repubblica Ceca, Portogallo 2024, 14’). Produzione: Radim Procházka, Irina Calado. 3° classificato: “Sui tetti di chi dorme” di Antonello Pisano Murgia (Italia 2024, 15’). Produzione: Fabio Fanni Marceddu.

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Il Premio “Università di Firenze” 2025 al film “Maasai Eunoto” di Kire Godal (foto beppe cabras / archeologia viva)

Il PREMIO “UNIVERSITÀ DI FIRENZE” è stato assegnato dalla giuria composta da tre docenti dell’università di Firenze: Sara Casoli docente di Cinema, fotografia e televisione, Domenico Lo Vetro docente di Archeologia preistorica, Silvia Pezzoli docente di Sociologia della Comunicazione, a: “Maasai Eunoto” di Kire Godal (Kenya 2024, 34’). Produzione: Angela Fisher, Carol Beckwith, Kire Godal. Gli indigeni Masai lottano ancora oggi per mantenere vive le loro tradizioni. Attraverso le voci di guerrieri e anziani durante il loro emotivo rito di passaggio nel 2022, Maasai Eunoto segue il passaggio del guerriero Masai allo stadio di anziano, rivelando il passato e il presente nascosti di una delle cerimonie di iniziazione culturale più importanti dell’Africa.

MOTIVAZIONE: “Maasai Eunoto dipinge con grande forza narrativa e potenza visiva la cultura e le tradizioni del popolo Maasai, raccontando con vividezza e sensibilità il passaggio del guerriero Masai allo stadio di anziano. Le immagini realizzate dalla documentarista Kire Godal, di grande poesia ed eleganza, si amalgamano efficacemente con le voci narranti dei protagonisti, che raccontano in prima persona il significato del rito di passaggio che si accingono a compiere, in una forma di autorappresentazione ancora troppo rara nei documentari etnografici”.

MENZIONE SPECIALE ad “Approdi” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2024, 45’). Produzione: Lorenzo Scaraggi per Omero su Marte. Consulenza scientifica: Nicolò Carnimeo
MOTIVAZIONE: “Approdi è un viaggio “geopoetico” che prende spunto dal Breviario Mediterraneo di Pedrag Matvejevic. Attraverso la metafora del viaggio e gli approdi nei porti pugliesi, lo spettatore viene accompagnato ad approfondire ad ogni tappa temi diversi, aiutato da voci esperte di studiosi, artisti, giornalisti e intellettuali. La narrazione di alta qualità, il linguaggio poetico, la fotografia e la voce fuori campo del regista svelano i legami tra i valori storico-archeologici dei porti e il loro significato contemporaneo”.

MENZIONE SPECIALE a “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro (Italia 2025, 52’). Produzione: A.S.S.O. (Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione) ETS. Consulenza scientifica: Marco Cruciani, Danilo Leone, Mario Mazzoli, Silvia Simonetti, Simonetta Stopponi, Vincenzo Valenzano
MOTIVAZIONE: “Una storia secolare riscoperta grazie a 20 anni di ricerche archeologiche condotte al Campo della Fiera sotto la rupe di Orvieto. Con abilità narrativa, e grazie al montaggio sapiente delle immagini e all’uso delle nuove tecnologie, il documentario ripercorre le affascinati vicende di questo luogo della memoria in un filo continuo che dagli etruschi conduce al medioevo. Fulcro della narrazione sono le recenti indagini nel profondo pozzo medievale del convento di San Pietro in Vetere da cui, grazie alla sinergia tra archeologi e speleologi, emergono inaspettate meraviglie”.

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Il premio “Museo e istituto fiorentino di Preistoria” al film “Rondelle: 7000 anni di mistero / Roundels: the 7000 years old mystery” di Krzysztof Paluszyński (foto beppe cabras / archeologia viva)

Il PREMIO “MUSEO E ISTITUTO FIORENTINO DI PREISTORIA” al miglior film di archeologia preistorica è stato assegnato dalla giuria composta da: Massimo Tarassi (storico, dirigente Cultura Provincia di Firenze, membro del CdA del  Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria), Maddalena Chelini (archeologa, responsabile dei Servizi  educativi e comunicazione del Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria), Fabio Martini (archeologo, già docente all’università di Firenze e presidente del museo e istituto fiorentino di Preistoria) a “Rondelle: 7000 anni di mistero / Roundels, the 7,000 years old mystery” di Krzysztof Paluszyński (Polonia 2021, 54’). Produzione: PFS PalFilmStudio – Consulenza scientifica: Lech Czerniak, Jacek Wierzbicki. Il film è un viaggio attraverso il territorio polacco ed europeo che risale a circa 7000 anni fa. Le scene svolte all’aperto, le accurate inquadrature, l’uso di ricostruzioni, rievocatori e animazioni in 3D faranno rivivere quel mondo lontano. Protagoniste sono le rondelle, ancora poco conosciute e studiate, tra i più antichi esempi di architettura monumentale in Europa.

MOTIVAZIONE: “Il filmato ricostruisce con accuratezza e rigore scientifico un fenomeno che ha interessato l’intera Europa nella Preistoria recente, una pionieristica architettura monumentale neolitica della quale sono rimaste tracce importanti per la loro descrizione ed evidenze più labili che vanno interpretate. Il risultato dell’operazione di ricostruzione storica, proposta in chiave accessibile e divulgativa, è di ottimo livello informativo ed educativo. La narrazione è organica e tiene un ritmo molto apprezzabile. La comunicazione si avvale di ricostruzioni, animazioni 3D e rievocazione che utilizzano con rigore e prudenza il dato archeologico”.

MENZIONE SPECIALE a “L’Uomo prima dei Neanderthal / Humans before Neanderthals” di Emma Baus (Francia 2024, 52’). Produzione: Anne Labro / Tangerine Productions. Consulenza scientifica: Amélie Vialet
MOTIVAZIONE: “Il più antico popolamento dell’Europa, a seguito dei processi migratori fuori dall’Africa, viene affrontato sulla base della documentazione archeologica disponibile che viene presentata e interpretata con competenza e rigore scientifico. Il pregio del film, oltre ad una innegabile perizia tecnica, sta nella sensibilità e nella capacità di offrire allo spettatore un quadro storico talora labile nel quale vengono ricostruite le capacità cognitive di quei nostri antichi antenati e alcuni caratteri che ancora oggi definiscono il nostro essere umani”.

Firenze. A Firenze Archeofilm 2025 prima assoluta del film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro: ai piedi della rupe di Orvieto sacralità e storia si intrecciano da oltre duemila anni

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A pochi giorni dalla presentazione ufficiale a tourismA 2025, di cui archeologiavocidalpassato.com ha dato conto (vedi Firenze. A tourismA 2025 sono stati presentati gli eccezionali risultati dello scavo del pozzo di Campo della Fiera (Orvieto) e del film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo”: dal Fanum Voltumnae al falso dei Templari. Ecco le dichiarazioni in esclusiva per archeologiavocidalpassato.com del regista Massimo D’Alessandro, dell’archeologo Danilo Leone e del direttore di Asso Mario Mazzoli | archeologiavocidalpassato), siamo arrivati al debutto. Sabato 8 marzo 2025, alle 12, nell’ambito di Firenze Archeofilm 2025, al cinema La Compagnia di Firenze, proiezione in prima assoluta del film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” (Italia 2024, 52’), diretto da Massimo D’Alessandro e prodotto dalla A.S.S.O. ETS in collaborazione con l’associazione Campo della Fiera e il dipartimento di Studi umanistici dell’università di Foggia.

Nel cuore dell’Italia centrale, ai piedi della rupe di Orvieto, si trova Campo della Fiera, un luogo straordinario in cui sacralità e storia si intrecciano da oltre duemila anni. Identificato come la sede del leggendario Fanum Voltumnae, santuario federale degli Etruschi. Il sito ha poi visto passare le diverse epoche diventando un centro spirituale e amministrativo dei Romani e successivamente un insediamento francescano. Le indagini archeologiche condotte negli ultimi vent’anni hanno portato alla luce manufatti di inestimabile valore: antichi templi, mosaici, ceramiche pregiate e un profondo pozzo mai esplorato, custode di tesori dimenticati. Attraverso ricostruzioni storiche, interviste esclusive e riprese spettacolari, “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” accompagna il pubblico in un affascinante viaggio alla scoperta della vita, del declino e della rinascita di questo sito unico. Uno dei reperti rinvenuti nel pozzo, inoltre, apre uno squarcio nel velo di mistero che avvolge i Templari e un possibile intrigo storico.

Firenze. Ad Archeofilm 2025 il film “Giordania biblica. Tra presenze remote e splendori nascosti” di Alberto Castellani, presente in sala: una sorta di diario per immagini sulle orme di Abramo, Mosè, Elia, Giovanni Battista e Gesù di Nazareth

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Frame del film “Giordania biblica. Tra presenze remote e splendori nascosti” di Alberto Castellani

“Percorriamo vie poco frequentate, sentieri per lo più dimenticati. Ci guidano testimonianze che giungono da secoli trascorsi; resoconti appena abbozzati, a volte difficili da decifrare. Sono il diario di una pellegrina di nome Egeria oppure le brevi note di solitari viaggiatori che in un passato lontano hanno visitato questi luoghi. Un cammino che infine è la Bibbia stessa a indicarci”. Comincia cosi Alberto Castellani a presentare il suo film “Giordania biblica” che venerdì 7 marzo 2025 è in programma, nella sezione pomeridiana, della settima edizione del Firenze Archeofilm. E al cinema La Compagnia il regista veneziano sarà presente.

“Giordania biblica. Tra presenze remote e splendori nascosti” di Alberto Castellani (Italia 2024, 52’). Nel cuore del Medio Oriente una terra, celebrata dalle scritture, propone scenari di straordinaria suggestione. Si tratta della Giordania scrigno di tesori, di antiche città e magici deserti. Immagini spesso inedite entrano così in dialogo con testimonianze che giungono da secoli trascorsi. Tra le terre degli Ammoniti, di Edom e Perea, nelle città dei Nabatei si respira il fascino del luogo dove ha avuto origine una nuova storia: la storia della salvezza.

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Il regista veneziano Alberto Castellani con la sua inseparabile telecamera in azione nel Vicino Oriente (foto mediavenice)

“È stato un programma che mi ha portato per la terza volta in Giordania”, ricorda Castellani, “dopo le esperienze vissute con il serial Storia di Abramo, figlio di Terak ed il fortunato Sulla via di Petra alla scoperta del viaggio compiuto nel 1812 dallo svizzero Johann Ludwig Burckhardt, lo scopritore di Petra”. Il film, realizzato in collaborazione con il ministero per la Cultura giordana, il Jordan Tourist Board, e il Catholic Center for Studies and Media di Amman, propone una “documentazione dei molti  luoghi biblici che rappresentano in Giordania un enorme museo archeologico a cielo aperto”, come ha scritto Sélim Sayegh, già Vicario generale del Patriarcato Latino di Gerusalemme, autore di una “Guida del Pellegrino”, che ha aiutato il regista a costruire, in un contesto ambientale, fatto  di presenze archeologiche e bellezze paesaggistiche, una sorta di diario per immagini sulle orme di Abramo, Mosè, Elia, Giovanni Battista e Gesù di Nazareth.

Firenze. Al via la settima edizione di Firenze Archeofilm: in cinque giorni 80 film in concorso tra cui 50 anteprime per un grande viaggio nella storia dell’umanità dai dinosauri ai giorni nostri

firenze_archeofilm-2025_locandina80 film in concorso tra cui 50 anteprime con proiezioni non stop mattina e pomeriggio, ospiti internazionali, incontri con i registi, cineforum: al via dal 5 al 9 marzo 2025 la settima edizione di Firenze Archeofilm – Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte e Ambiente – organizzato dalla rivista Archeologia Viva (Giunti Editore) al Cinema La Compagnia. Archeologia, arte, ambiente, etnografia s’intrecciano come fili invisibili nella cinque giorni dando vita a un grande viaggio nella storia dell’umanità. Tutto a ingresso libero e gratuito. Al termine della manifestazione saranno assegnati i seguenti riconoscimenti: premio “Firenze Archeofilm” al film più votato dal pubblico in qualità di giuria popolare; premio “Università di Firenze”; premio “Studenti UniFi” al miglior corto cinematografico; premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria” al miglior film di archeologia preistorica.

Un’avventura spazio-temporale dai dinosauri fino ai nostri giorni, passando per l’Uomo di Neanderthal, il mondo perduto dei giardini pensili, l’Egitto dei Faraoni, l’eruzione di Pompei, i santuari dell’antica Grecia, gli Etruschi e le miniere di ferro, la vera storia dei Longobardi, l’incendio di Notre-Dame, gli ultimi indigeni Masai, lo scioglimento dei ghiacci e gli inascoltati allarmi ambientali. I film – tutti in italiano e con una sezione in original sound – arrivano quest’anno da Austria, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Svizzera, Germania, Grecia, Ucraina, Portogallo, Polonia, Italia, Estonia, Iran, Canada, Islanda, Iraq, Repubblica Ceca, Kenya, Russia, Messico, Ungheria, Turchia e Usa.

Giovedì 6 e venerdì 7 marzo 2025 sbarca al “Firenze Archeofilm” il corto cinematografico VR che racconta la vita in palafitta delle comunità preistoriche vissute nell’Italia settentrionale. Il pubblico avrà la possibilità – indossando appositi visori – di provare cosa significava far parte di quel mondo sospeso sull’acqua tra attività di pesca, caccia e artigianato.

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Frame del film “La tomba della Sciamana” di Christian Stiefenhofer

Quest’anno al centro del festival cade l’8 marzo “festa della donna” e “Firenze Archeofilm” ha scelto di dedicare all’importante giornata alcuni dei documentari in programma. Tra i focus delle pellicole: la vita della grande egittologa Edda Bresciani, la scoperta in Germania della cosiddetta tomba della Sciamana, il mondo solo femminile delle donne del telaio in Argentina, un cartoon sulle ultime ore della Regina Nefertari, la vicenda di Maria di Nazareth.

Firenze. A tourismA 2025 sono stati presentati gli eccezionali risultati dello scavo del pozzo di Campo della Fiera (Orvieto) e del film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo”: dal Fanum Voltumnae al falso dei Templari. Ecco le dichiarazioni in esclusiva per archeologiavocidalpassato.com del regista Massimo D’Alessandro, dell’archeologo Danilo Leone e del direttore di Asso Mario Mazzoli

Sabato 8 marzo 2025, al cinema La Compagnia di Firenze, nella quarta giornata di Firenze Archeofilm 2025, settima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente, organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore), prima assoluta del film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” (Italia, 52’, 2024) di Massimo D’Alessandro, che parla dello scavo archeologico a Campo della Fiera, ai piedi della rupe di Orvieto, dove sacralità e storia s’intrecciano da oltre duemila anni. Santuario federale degli Etruschi, poi centro spirituale dei Romani e infine dimora dei Francescani, questo sito è testimone di un’eredità millenaria.

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TourismA 2025: la presnetazione dello scavo a Campo della Fiera (Orvieto) e del film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo”: da sinistra, Piero Pruneti, Mario Mazzoli, Massimo D’Alessandro, Danilo Leone

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Campo della Fiera (Orvieto): gli archeologi-speleologi si calano nel pozzo (foto asso)

Domenica 23 febbraio 2025, a tourismA, nell’auditorium del Palazzo dei Congressi, sono stati presentati gli eccezionali risultati dello scavo del pozzo di Campo della Fiera e il film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” per la regia di Massimo D’Alessandro. Ecco quanto hanno dichiarato ad archeologiavocidalpassato.com il regista Massimo D’Alessandro, responsabile comunicazione ASSO ETS; il prof. Danilo Leone, docente di Metodologia della ricerca archeologica all’università di Foggia, e uno dei consulenti scientifici del film; e Mario Mazzoli, direttore generale di ASSO – Archeologia subacquea speleologia organizzazione.

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Alcuni vasi di ceramica medievale rinvenuti nel pozzo di Campo della Fiera a Orvieto (foto

“Campo della Fiera e il pozzo del tempo”, anticipa D’Alessandro, “è il nuovo documentario che abbiamo realizzato con la Asso e racconta questa storia incredibile e lunghissima del sito di Campo della Fiera. Parliamo di una storia che parte dagli Etruschi, passa per i Romani, attraversa il periodo medievale con i Francescani e arriva fino ai giorni nostri. La parte più eccezionale è il rinvenimento di più di 1000 vasi medievali trovati all’interno di un pozzo profondo più di 16 metri. Il documentario verrà proiettato in anteprima assoluta all’Archeofilm di Firenze l’8 marzo (2025)”.

“Siamo a Orvieto, in una piccola valle, il cui toponimo è Campo della Fiera, a 500 metri dalla rupe di Orvieto”, spiega il prof. Leone. “E qui c’è il santuario degli Etruschi, il fanum Voltumnae, il santuario delle 12 città etrusche, dei 12 popoli etruschi che qui si riunivano periodicamente, come ci dicono le fonti. La via di questo luogo, di questo sito è lunghissima, più di 20 secoli, perché il santuario vive fino all’arrivo dei Romani, che ne 264 a.C. lo distruggono, occupano Orvieto, e costruiscono una domus, la domus di un magistrato, il praetor Etruriae duodecim populorum, e quindi si tratta di una domus pubblica, la domus del magistrato che gestisce gli interessi dei Romani a Orvieto, e quindi gestisce il santuario. Nel VI secolo ormai la domus e il santuario sono abbandonati, e si insedia una piccola comunità cristiana: una parte della domus, un ambiente, viene trasformata in chiesa paleocristiana. E tutto intorno, nel corso degli scavi, abbiamo individuato circa 100 tombe della comunità cristiana che qui resta almeno fino agli inizia del Medioevo, quando arrivano i Francescani. I Francescani costruiscono un convento, una chiesa, il convento di San Pietro in Vetere, proprio sulle vestigia del santuario etrusco.

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Campo della Fiera (Orvieto): il team di scavo con i vasi di ceramica rinvenuti nel pozzo (foto asso)

“Negli ultimi due anni – continua Leone – abbiamo indagato il pozzo del convento, ancora oggi completamente colmo di acqua perché intercetta a 5 metri la falda acquifera. E all’interno del pozzo, che è stato scavato interamente, abbiamo trovato più di 1000 brocche, più di 1000 boccali, interamente conservati: sono conservati anche gli smalti grazie alla presenza dell’acqua, che ci permettono di riscostruire la storia del convento, anche del territorio di Orvieto, dal XIII secolo fino al XVII secolo d.C. Molti di questi vasi spesso sono datati con una datazione molto larga perché li conosciamo da collezioni private, invece lo scavo stratigrafico oggi ci consente di ricostruire delle datazioni molto precise per la maiolica arcaica, per la maiolica medievale, e poi per le ultime forme di produzione che sono quelle del XVII secolo.

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Scavo di Campo della Fiera (Orvieto): falso sigillo di Filippo il Bello come salvacondotto per i Templari (foto asso)

“Ultima annotazione: un oggetto straordinario rinvenuto all’interno del pozzo, sul fondo del pozzo. È la matrice di un sigillo in bronzo, di 10 centimetri di diametro, che è rotta volutamente in quattro pezzi. Si tratta di una matrice di Filippo il Bello, re di Francia tra il 1268 e il 1314, matrice occultata forse dopo la morte del sovrano. Dalle nostre ricerche, dai nostri studi – conclude il prof. Leone -, abbiamo scoperto che non si tratta di una matrice originale ma forse è un falso. È una riproduzione di XIII-XIV secolo forse commissionata dai Templari a un orefice artigiano per riprodurre documenti contraffatti. Come sappiamo Filippo il Bello fece arrestare tutti i Templari di Francia, chiese al Papa e agli altri sovrani europei di fare lo stesso. Quindi forse in quei momenti difficili i Templari orvietani potrebbero aver perso di produrre un falso per creare dei salvacondotti, insomma per scappare”.

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Campo della Fiera (Orvieto): gli archeologi-speleologi di Asso recuperano i vasi scavati in fondo al pozzo (foto asso)

“Asso – spiega il direttore Mario Mazzoli – è un’organizzazione no profit che è qualificata come ente del terzo settore, specializzata in ricerche, rilevamenti e scavi in ambienti subacquei e sotterranei: in particolar modo si parla di aree archeologiche, un tempo edificate sotto terra o finite sotto terra per le vicissitudini del territorio che poi, obliterate, vengono riscoperte effettuando degli scavi stratigrafici e aspetti topografici e di rilevamento, sia per capire la tecnica costruttiva di queste strutture, utilizzi e riutilizzi, e anche per il materiale che ci si trova. Diciamo un indicatore che ti consente di analizzare una fotografia nel tempo molto interessante. Grandi collaborazioni con università e con i ricercatori, e quindi un’occasione di tutti, sia di scoperta sia per imparare”.

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Campo della Fiera (Orvieto): i vasi affiorano dal fango in fondo al pozzo (foto asso)

“Il pozzo di Campo della Fiera – continua Mazzoli – è una di queste opportunità che abbiamo avuto grazie all’associazione Amici di Campo della Fiera e all’università di Foggia. È stato necessario effettuare uno scavo dentro l’acqua più che sott’acqua perché il pozzo, costruttivamente perfetto, è ancora attivo. Quindi siamo stati costretti a installare due pompe che tenevano costantemente il livello dell’acqua basso, e quindi poi a superare questo ostacolo con un esame stratigrafico piuttosto complicato sia per la quantità dei reperti sia per il fango che teneva incollato tutto questo materiale. È stata una grande opportunità e la possibilità poi di dare un piccolo aiuto alla riscoperta della cronologia di queste ceramiche e anche un’opportunità per lavorare insieme agli archeologi e agli studiosi del settore e del periodo”.

Cuneo. Longobardi pigliatutto nella seconda edizione del Cuneo Archeofilm: il pubblico premia il film “Langobardi – Grimoaldo, il primo re friulano”, le scuole il film “La donna longobarda”, entrambi di Sandra Lopez Cabrera

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La regista Sandra Lopez Cabrera: suoi entrambi i film premiati a Cuneo Archeofilm 2024 (foto raffaele massano videomaker)

cuneo_archeofilm_2024_locandinaNella seconda edizione di Cuneo Archeofilm vincono i Longobardi. Perché i film premiati dal pubblico e dagli studenti hanno per protagonisti sempre i Longobardi. Doppi complimenti alla regista Sandra Lopez Cabrera e al produttore e attore Matteo Grudina – Invicti Lupi. Cuneo Archeofilm 2024 è organizzato da Comune di Cuneo, museo civico di Cuneo, Archeologia Viva e Firenze Archeofilm, con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio Cuneo. Selezione filmati e archivio cinematografico: Firenze Archeofilm

Il premio Cuneo Archeofilm assegnato dal pubblico è andato al film “Langobardi – Grimoaldo, il primo re friulano” di Sandra Lopez Cabrera (Italia, 52′). Il docufilm racconta la vita di Grimoaldo, nobile discendente della stirpe di Alboino nato a Cividale intorno al 600 d.C., che nel corso di una lunga vita ricca di avvenimenti riuscirà a diventare il primo re longobardo di stirpe friulana. Attraverso il racconto della vita dei nostri avi avremo modo anche di raccontare le vicende storiche della Penisola e del Friuli nel VII secolo. 

Il premio Cuneo Archeofilm Scuole assegnato dagli studenti al miglior corto è andato al film “La donna longobarda” Sandra Lopez Cabrera – Simone Vrech (Italia 2023, 25’). Il docufilm analizza la condizione femminile nella società longobarda tra il VI e l’VIII secolo d.C. attraverso gli occhi di una donna del villaggio di Romans. Grazie agli interventi di storici e archeologi, e soprattutto grazie al lavoro di ricostruzione dei rievocatori storici di Invicti Lupi, il pubblico avrà la possibilità di approfondire la sua conoscenza riguardo tutte le fasi della vita di queste nostre antenate.

Cuneo. Al via la seconda edizione del Cuneo Archeofilm: due film a serata, intervallati dalla conversazione con un esperto. E attribuzione del premio Cuneo Archeofilm al titolo più gradito al pubblico

cuneo_archeofilm_2024_locandinaGiovedì 3 ottobre 2024 alle 21, a Cuneo all’interno del Complesso Monumentale di San Francesco (via Santa Maria, 10), prende il via la seconda edizione del “Cuneo Archeofilm”, il festival internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente. La kermesse, ad ingresso libero e gratuito, si sviluppa in tre serate fino a sabato 5 ottobre, coinvolgendo il pubblico nell’attribuzione del premio “Cuneo Archeofilm” al titolo più gradito. Ogni serata è strutturata con la proiezione di due film, intervallati dalla conversazione con un esperto. Nella mattinata di venerdì 4 ottobre, si svolge “A scuola con… ‘Cuneo Archeofilm’!”, iniziativa gratuita rivolta alle scuole secondarie di primo e secondo grado. Nei pomeriggi di giovedì, venerdì e sabato, il Museo Civico di Cuneo propone alle famiglie dei laboratori creativi gratuiti ad accesso libero, ispirati ai temi cinematografici proposti durante le serate della kermesse. Il “Cuneo Archeofilm” è organizzato dal Museo Civico del Comune di Cuneo, in collaborazione con Firenze Archeofilm, Archeologia Viva (Giunti Editore) e soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo, e con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

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Frame del film “Philae, il santuario sommerso / Philae, the sunken sanctuary” di Olivier Lemaitre

PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 3 OTTOBRE 2024. Alle 21 apre il film “Philae, il santuario sommerso / Philae, the sunken sanctuary” di Olivier Lemaitre (Germania, 52′). L’isola di Philae affascina i viaggiatori da secoli. Su questa roccia che sorge dal Nilo, potenti sovrani fecero costruire santuari monumentali. Per salvare i preziosi resti dall’innalzamento del livello dell’acqua dopo la costruzione delle dighe, una campagna internazionale si è posta l’obiettivo di smantellare i monumenti pietra dopo pietra per ricostruirli su un’isola vicina. Il film incrocia le interviste degli ex soccorritori con gli egittologi di oggi che ancora esplorano le rovine. Segue la conversazione con Monica Girardi archeologa, titolare di FT studio srl scavi e ricerche archeologiche. Chiude il film “Li chiamiamo Vichinghi / On les appelle Vikings” di Laureline Amanieux (Francia, 52′). I Vichinghi erano davvero i barbari descritti dai cronisti del Medioevo? Benjamin Brillaud ci invita a esplorare la loro storia concentrandosi sulle scoperte più recenti, andando contro a idee preconcette. Dalla Danimarca all’Islanda passando per la Francia, incontra storici, biologi e archeologi, penetra biblioteche e musei, e attraversa paesaggi spettacolari in cui ancora troviamo le tracce del loro passaggio.

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Frame del film “Langobardi – Grimoaldo, il primo re friulano” di Sandra Lopez Cabrera

PROGRAMMA DI VENERDÌ 4 OTTOBRE 2024. Alle 21, apre il film “Langobardi – Grimoaldo, il primo re friulano” di Sandra Lopez Cabrera (Italia, 52′). Il docufilm racconta la vita di Grimoaldo, nobile discendente della stirpe di Alboino nato a Cividale intorno al 600 d.C., che nel corso di una lunga vita ricca di avvenimenti riuscirà a diventare il primo re longobardo di stirpe friulana. Attraverso il racconto della vita dei nostri avi avremo modo anche di raccontare le vicende storiche della Penisola e del Friuli nel VII secolo. Segue la conversazione con Deneb Teresa Cesana archeologa, dirigente Archivio di Stato di Genova. Interviene Matteo Grudina presidente “Invicti Lupi”. Chiude la serata il film “Signore e Principi preistorici / Prehistoric Ladies and Princes” di Pauline Coste (Francia, 52′). Le eccezionali sepolture del Paleolitico sono molto poco note al grande pubblico. Datate per la maggior parte intorno al 25000 a.C., il loro studio rivela aspetti unici e incredibili per le idee che ci siamo fatti su questo periodo. Di grande bellezza, sollevano anche una domanda essenziale: chi erano questi individui sepolti con tanta cura e adornati da accurati ornamenti: capi? Persone appartenenti a qualche classe sociale? O individui comuni con un gusto pronunciato per l’ornamento? Teorie che il documentario esplora prendendo come filo conduttore la sepoltura della Signora di Caviglione, rinvenuta al confine italo-francese nel territorio di Ventimiglia.

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Frame del film “Al tempo dei dinosauri / Au temps des dinosaures” di Pascal Cuissot

PROGRAMMA DI SABATO 5 OTTOBRE 2024. Alle 21, apre il film “Al tempo dei dinosauri / Au temps des dinosaures” di Pascal Cuissot (Francia, 52’). Negli ultimi vent’anni, la scoperta di nuove specie di dinosauri e mostri marini ha cambiato il panorama paleontologico. In un viaggio attraverso il pianeta, il pubblico imparerà a conoscere comportamenti e caratteristiche precedentemente inaspettati. Questa prova esclusiva è combinata con realistiche immagini 3D in un documentario ambizioso e spettacolare. Una visione elettrizzante ben lontana tuttavia dal mondo di Jurassic Park. Segue la conversazione con Michela Ferrero archeologa, direttrice Musei Civici di Cuneo. Quindi la erimonia di premiazione con l’attribuzione del Premio “Cuneo Archeofilm” al film più votato dal pubblico, e del Premio “Cuneo Archeofilm – Scuole” al cortometraggio più votato dagli studenti. Chiude la serata e il festival il film “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici / Les frères Champollion. Dans le secret des hiéroglyphes” di Jacques Plaisant (Francia, 52’). Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della storia dell’umanità. Ciò che è poco noto è che dietro questo genio si nasconde un uomo nell’ombra: Jacques-Joseph, il fratello maggiore della famiglia Champollion. Il recente studio degli archivi di famiglia getta nuova luce sull’avventura intellettuale della decifrazione.

Noto (Sr). Al museo Antropologico di Testa dell’Acqua “MATcinemArt”: aperitivo e proiezione del film “Askòs – Il canto della Sirena”, terzo appuntamento itinerante del XIV Festival della Comunicazione del Cinema Archeologico di Licodia Eubea

noto_MATcinemArt_aperitivo-e-film_locandinaUn aperitivo al tramonto, un’atmosfera magica, un film avvincente, scritto e diretto magistralmente, tanta bella gente tutta quanta insieme. Ecco gli ingredienti di “MATcinemArt”, terzo appuntamento itinerante inserito nella programmazione del XIV Festival della Comunicazione del Cinema Archeologico di Licodia Eubea (9-13 ottobre 2024). Quando? Domenica 15 settembre 2024, a partire dalle 19, al museo Antropologico MAT di Testa dell’Acqua (Noto, Sr). L’evento, in collaborazione con l’Ecomuseo degli Iblei, rientra nella ricca programmazione del festival di Licodia Eubea che dal 2011 ospita appassionatamente documentari e film d’autore che esplorano la storia, le civiltà antiche, le scoperte archeologiche e i complessi legami fra il patrimonio culturale e le comunità. Si inizia dunque alle 19 con l’aperitivo al tramonto, e alle 20 proiezione del film documentario “Askòs. Il canto della Sirena” di Antonio Martino (Italia, 2023, 63′) che affronta il delicato tema del trafugamento e del traffico illecito dei beni culturali: fenomeno diffuso, radicato e sommerso, noto come “archeomafia”.

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Il film “Askòs. Il canto della Sirena” di Antonio Martino

“Askòs. Il canto della Sirena”. Nel 1983 in un bosco fuori la città di Crotone, un contadino, trova per caso una tomba antica e tra i tanti reperti rinvenuti trova anche un oggetto a forma di uccello, poi volgarmente definito dal contadino la “Papera”. Molto presto scopre che l’oggetto potrebbe avere un valore economico, cosi lo rivende ad un ricettatore di Bari per 10 milioni di lire e una mucca. Subito dopo viene portato in Svizzera e acquistato da un gruppo di multinazionali del farmaco per 400 milioni di lire. Successivamente, attraverso altri passaggi, l’oggetto viene acquistato dal Getty Museum di Malibù per 2 miliardi di lire. La “Papera” in realtà è un Askòs, un reperto funerario magno-greco risalente al IV-V secolo A.C. Rappresenta una sirena (arpia) e costituisce uno dei rari oggetti che possono essere legati direttamente alla dottrina di Pitagora, che fondò la scuola di sapere proprio a Crotone. I segreti della civiltà magno greca, relativi alla storia di Crotone, restano ancora un mistero. Nonostante sia un’area di altissimo interesse archeologico i siti di interesse vengono abbandonati a se stessi. Gli anni Ottanta, periodo in cui la sirena fu rinvenuta clandestinamente, erano gli anni della piena industrializzazione del territorio crotonese. La cultura del denaro, del progresso e del materialismo sfrenato, che stava cambiando radicalmente il territorio crotonese negli ultimi 70 anni, non considerò l’archeologia una cosa importante, la quale venne ignorata oppure distrutta per favorire la costruzione di strade e di infrastrutture. Questo favorì la nascita di bande di tombaroli, che in contatto con ricettatori internazionali, iniziarono il traffico di reperti archeologici. Quattro personaggi raccontano la storia dal loro punto di vista, offrendo una visione diversificata del problema dell’archeologia e dell’importanza di proteggere il patrimonio ancora nascosto nel sottosuolo, costantemente minacciato da scavi illegali e commercio clandestino.

Il documentario di Antonio Martino, scritto con Francesco Mollo e prodotto da Lago Film in collaborazione con Solaria Film, ha già ottenuto il premio “ArcheoVisiva” nell’ottobre 2023 alla XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico; il premio Università di Firenze alla VI edizione del Firenze Archeofilm nel marzo 2024, e nel maggio 2024 una menzione speciale per la sceneggiatura alla XII edizione dell’Agon Festival di Atene

Varese. Il film “Banksy e la ragazza del Bataclan” di Edoardo Anselmi vince il premio del pubblico e quello della giuria tecnica al Varese Archeofilm 2024. Menzione per “Franco Mezzena. L’archeologia raccontata con il sorriso” di Nicola Castangia e Andrea Fenu

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Varese Archeofilm 2024: le premiazioni con Marco Castiglioni e Giulia Pruneti (foto archeologia viva)

“Bansky e la ragazza del Bataclan” fa l’asso pigliatutto alla VII edizione di Varese Archeofilm 2024, quattro serate di grandi ospiti e grande pubblico dal 4 al 7 settembre 2024. Il film di Edoardo Anselmi vince il “Premio Città di Varese” al film più gradito al pubblico e “Premio Alfredo e Angelo Castiglioni” assegnato dalla giuria tecnica.

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Frame del film “Banksy e la ragazza del Bataclan” di Edoardo Anselmi

“Premio Città di Varese” al film più gradito al pubblico: “Banksy e la ragazza del Bataclan” di Edoardo Anselmi (Italia / Francia, 52’). Può un’opera di street art esprimere il sentimento di un’intera comunità e diventare oggetto di ricerche sia da parte della polizia italiana che francese? Sì, se è di Banksy! “Banksy e la ragazza del Bataclan” ripercorre l’incredibile viaggio dell’opera iconica realizzata da Banksy al Bataclan, che simboleggia l’orrore del terrorismo e il paradosso della street art e di Banksy stesso.

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Varese Archeofilm 2024: la targa del premio “Angelo e Alfredo Castiglioni” (foto archeologia viva)

“Premio Alfredo e Angelo Castiglioni” – giuria tecnica: “Banksy e la ragazza del Bataclan”. Motivazione: “Il lavoro di Edoardo Anselmi pone efficacemente in luce, attraverso narrazione, testimonianze e interviste, il valore e le contraddizioni della street art e in particolare di una delle opere più significative di Banksy “La Ragazza Triste” dipinta dal misterioso artista sulla porta della discoteca parigina Bataclan teatro della strage terroristica del 13 novembre 2015 e trafugata in seguito da sconosciuti. La pellicola evidenza con chiarezza il rapporto che questa particolare forma d’arte innesca nei confronti del mercato nero, delle leggi sul copyright e sul diritto di proprietà, dei muri pubblici e dei musei privati, senza, però, perdere mai di vista il filo rosso delle indagini che portano al ritrovamento dell’opera trasformandosi, così, in un avvincente poliziesco”.

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Frame del film “Franco Mezzena. L’archeologia raccontata con il sorriso” di Nicola Castangia e Andrea Fenu

Menzione speciale a: “Franco Mezzena. L’archeologia raccontata con il sorriso” di Nicola Castangia e Andrea Fenu (Italia, 42’). Dall’incontro tra l’archeologo Franco Mezzena, scopritore dell’area megalitica di Saint Martin de Corleans ad Aosta, con l’archeologo Giorgio Murru, direttore del Menhir Museum di Laconi, nasce questo docufilm dove Franco Mezzena racconta la sua scoperta avvenuta nel lontano 1969 e, con il suo sorriso luminoso, ci fa viaggiare tra mito e realtà trascinandoci nel mondo del megalitismo e tra le entusiasmanti avventure degli Argonauti, di Cadmo, di Giasone e della figura di Ercole sollecitando, con maestria e profonde conoscenze, il confronto tra il sito megalitico di Aosta e la Sardegna preistorica. Motivazione: “Il film si fa apprezzare per il tono divulgativo dove vengono accostate con efficacia le scoperte archeologiche con le affascinanti avventure degli eroi mitologici. Attraverso la figura di Mezzena, si delinea un percorso di scienza, storia e poesia, utilissimo anche per avvicinare le giovani generazioni al mondo dell’archeologia”.