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XI Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct): serata finale con bilancio del festival e consegna dei premi: al film “Antica trasversale Sicula. Il cammino della Dea Madre” di Francesco Bocchieri il premio Archeoclub d’Italia; al film “The trace of time” di Dionysia Kopana il premio ArcheoVisiva; all’archeologo Lorenzo Nigro il premio Antonino Di Vita

L’antica chiesa di San Domenico e Santa Chiara ha il pubblico delle grandi occasioni: domenica 17 ottobre 2021 è l’ultima giornata dell’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct). È la giornata della consegna dei premi: quello Archeoclub d’Italia, attribuito dal pubblico; ArcheoVisiva, assegnato dalla giuria internazionale di qualità; Antonino Di Vita, definito dal comitato scientifico.

In questo video dell’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct) la cronaca di una serata indimenticabile.

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L’attrice Margherita Peluso con Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio (foto graziano tavan)

È stata anche l’occasione per i due direttori artistici, Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, per ringraziare Margherita Peluso per la performance in piazzetta Stefania Noce e al castello Santapau, dove sono stati coinvolti i molti presenti, compresi gli alunni delle scuole licodiane (vedi Licodia Eubea. Coinvolgente performance live di Margherita Peluso, Pamela Vindigni e Giulia Trecosta al castello Santapau collegata alla mostra fotografica “Madre Terra, Natura-Naturans. Tra materia, immagine e corpo”, evento collaterale dell’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica | archeologiavocidalpassato).

Al centro il regista Francesco Bocchieri con la moglie Luana Dicunta produttrice premiato da Giacomo Caruso, presidente dell’Archeoclub d’Italia – sez. di Licodia Eubea, con Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio per il film “Antica trasversale Sicula. Il cammino della Dea Madre” (foto graziano tavan)

Premio Archeoclub d’Italia assegnato al film più votato dal pubblico presente in sala e in collegamento streaming e consegnato da Giacomo Caruso, presidente della sezione di Licodia Eubea dell’Archeoclub d’Italia: i primi tre film se la sono giocata sul filo dei centesimi di punto. Terzo è arrivato “Songs of the Water Spirits” di Nicolò Bongiorno; secondo “Thalassa, il racconto” di Antonio Longo. Ha vinto il film “Antica trasversale Sicula. Il cammino della Dea Madre” di Francesco Bocchieri (Italia 2021, 80’). Un viaggio attraverso la Sicilia, seguendo il percorso dell’Antica Trasversale Sicula, uno dei cammini più antichi d’Italia. Da Mozia a Camarina, 650 km di strade riscoperte da un gruppo di appassionati ispirati dalle ricerche dell’archeologo Biagio Pace, immerse nella natura, nel paesaggio e nella Storia. Un viaggio di luoghi, persone, incontri e di forti emozioni, un atto di amore per la propria terra. Francesco Bocchieri nasce a Ragusa nel 1986. Amante dalla natura, del suo territorio e degli argomenti archeologici, nel 2018 realizza, con la moglie Luana Dicunta, il documentario “Ragusa Terra Iblea”. Da allora si appassiona sempre più ai temi archeologici e decide di affrontare una sfida ancora più ardua, la realizzazione del documentario “Antica Trasversale Sicula – il cammino della dea madre”, sull’omonimo cammino archeologico di 650 km che attraversa l’intera isola.

La regista Dionysia Kopana con il premio ArcheoVisiva consegnatole da Graziano Tavan della giuria di qualità tra l’l’interprete Vincenzo Palmieri e l’artdirector Alessandra Cilio (foto RDCA)

Premio ArcheoVisiva al film migliore selezionato dalla giuria internazionale di qualità, composta da Lada Laura (Croatia), educatore museale senior al museo Archeologico nazionale di Spalato e direttrice del Festival internazionale del Cinema Archeologico di Spalato; Diego Schiavo (Italia), sound designer, autore, sceneggiatore, regista per il cinema e il teatro; Memi Spiratou (Grecia), artista musicale, regista, scrittrice e direttrice artistica del Festival internazionale di Cinema Archeologico AGON di Atene; Graziano Tavan (Italia), giornalista professionista e blogger (cura l’archeoblog archeologiavocidalpassato.com) esperto nella comunicazione del patrimonio culturale attraverso i media. Ha vinto il film “The trace of time” di Dionysia Kopana (Grecia 2020, 97’), un film sul tempo, la memoria, la nostalgia. Un film sulla bellezza dell’archeologia e dello scavo attraverso il ritratto postumo di Yannis Sakellarakis. Un viaggio alla ricerca di un uomo non più presente, attraverso le tracce lasciate nei posti dove è stato e le persone che ha incontrato. Uno scavo cinematografico che mette in luce un’immagine attraverso frammenti, proprio come fa l’archeologia.

La regista greca Dionysia Kopana tra Alessandra Cilio e Vincenzo Palmieri (foto graziano tavan)

Ecco la motivazione della giuria di qualità: “La regista, seguendo le orme e ricostruendo la figura del grande archeologo greco Iannis Sakellarakis, con una fotografia efficace arricchita da immagini di archivio, affronta i grandi temi dell’archeologia; il senso e il fine della ricerca archeologica, il rapporto con le comunità locali, con il paesaggio, con la storia; l’approccio del ricercatore a uno scavo, le sue emozioni, i suoi dubbi, le relazioni con i colleghi e gli operai e la gente; il fine ultimo di tutto questo, che è la ricerca dell’uomo, la sua presenza, il suo messaggio che si trasmettono attraverso ogni singolo oggetto, ogni singolo gesto. Un film bello, scorrevole, chiaro e molto ben confezionato, pensato e girato”.

La regista, in questa intervista informale per archeologiavocidalpassato.com, racconta il suo film, il suo rapporto con l’archeologia, e il premio appena ricevuto. Dionysia Kopana ha studiato psicologia e cinema ad Atene e storia dell’arte a Firenze. Ha frequentato numerosi seminari e corsi sul cinema e sul documentario. Ha lavorato in produzioni televisive, pubblicitarie, cinematografiche e come fotografa e opinionista in riviste. Ha scritto sceneggiature per documentari e cortometraggi. Ha anche lavorato come direttore della fotografia in cortometraggi e documentari e come regista in teatro.

Maria Antonietta Di Vita, in questa intervista per archeologiavocidalpassato.com, traccia un bilancio dell’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea e presenta il premio Antonino Di Vita, assegnato a chi spende la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio storico artistico e archeologico, premio per il 2021 assegnato all’archeologo Lorenzo Nigro, che insegna Archeologia del Vicino Oriente antico e Archeologia fenicio-punica alla Sapienza Università di Roma e dal 2002 dirige la missione archeologica della Sapienza a Mozia in Sicilia Occidentale. A Lorenzo Nigro è stato premiato con una scultura di Santo Paolo Guccione, scultore raffinato e apprezzato tanto in Italia e che all’estero. Guccione ha sempre manifestato un sincero interesse nei confronti del festival di Licodia Eubea, per il quale ha sempre messo a disposizione la sua arte. Consapevole della malattia che lo ha colpito e che ne ha causato la scomparsa nel 2019, l’artista ha dedicato al festival la sua ultima opera, “L’Oracolo”, scultura che dal 2020 viene riprodotta in serie e consegnata come “Premio Antonino Di Vita”.

La professoressa Maria Antonietta Rizzo Di Vita consegna il premio Antonino Di Vita all’archeologo Lorenzo Nigro tra Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio (foto graziano tavan)

Ecco la motivazione del comitato scientifico: “Archeologo sul campo e accademico, direttore di prestigiose missioni archeologiche nel Mediterraneo, in Giordania e Palestina, vanta un impegno trentennale nello studio del mondo fenicio-punico e del Vicino Oriente, veicolato attraverso una imponente produzione scritta di carattere scientifico e divulgativo. Per la sua capacità di comunicare efficacemente e diffusamente il patrimonio culturale e l’entusiasmo della scoperta attraverso una pluralità di media e linguaggi, da quello più immediato e spontaneo dei social media, a quello più pensato e personale della letteratura. Per la sua capacità di leggere l’Antico alla luce del nostro tempo, dando vita ad un complesso gioco di specchi con l’intento di offrire spunti di riflessione sempre stimolanti, su quegli interrogativi, quelle tensioni, quei sentimenti che da sempre caratterizzano l’animo umano”.

XI Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica a Licodia Eubea (Ct): segui i film on line su StreamCult e hai diritto a un coupon gratis dell’editore Dielle

Locandina dell’XI Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct) dal 14 al 17 ottobre 2021

Mancano ormai pochi giorni al via dell’XI Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica a Licodia Eubea (Ct) dal 14 al 17 ottobre 2021, organizzata dall’associazione culturale ArcheoVisiva in collaborazione con l’Archeoclub d‘Italia di Licodia Eubea “Mario Di Benedetto”. L’ingresso alle proiezioni e alle mostre è gratuito. Tutte le attività previste si svolgeranno nel rispetto delle vigenti normative anti Covid-19. L’ingresso in sala sarà possibile solo su prenotazione attraverso la piattaforma http://www.eventbrite.it fino all’esaurimento dei posti disponibili. Per partecipare agli eventi e alle proiezioni in sala saranno obbligatori il possesso del Green Pass e l’utilizzo della mascherina. streamcult_logoMa se non avete la possibilità di raggiungere Licodia Eubea, lo storico borgo in provincia di Catania, chi lo vorrà potrà seguire tutta la rassegna on line. Tutto l’evento sarà infatti trasmesso in streaming sulla piattaforma http://www.streamcult.it. Basterà accedere al sito, registrarsi e guardare comodamente da casa i film e le conversazioni in programma, ma anche gli interventi di autori e protagonisti delle opere in concorso. E quest’anno anche con una novità. Tutti gli iscritti alla piattaforma di StreamCult, in occasione dell’XI Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, hanno diritto a un codice sconto che consentirà di ottenere le spese di spedizione gratuite per gli acquisti sul sito www.dielleditore.com. Il coupon è offerto proprio dall’editore Dielle. Basterà inserire il codice licodia2021 all’interno del carrello d’acquisto. Il coupon è valido fino al 30 novembre 2021 per una spesa minima di 10 euro e solo per l’Italia.

Per gli appassionati ricordiamo qualche numero dell’XI Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea. Diciotto film (sei prime internazionali, quattro prime nazionali, cinque prime regionali), tre incontri di archeologia (Maria Stupia, università di Catania; Filippo Brianni, presidente Archeoclub d’Italia Area Ionica; Lorenzo Nigro, università La Sapienza), una mostra (“Madre Terra, Natura-Naturans. Tra materia, immagine e corpo”), una finestra sul documentario siciliano, tre premi (“Archeoclub d’Italia”, assegnato al film più votato dal pubblico; “ArcheoVisiva”, al film migliore selezionato da una giuria internazionale di qualità; “Antonino Di Vita”, assegnato a chi spende la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio storico-artistico e archeologico), attività didattica per le scuole, e poi visite guidate e aperitivi al museo Archeologico. 

A Licodia Eubea (Ct) conto alla rovescia per l’XI Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica: 18 film (con 6 prime internazionali), tre premi, incontri con esperti e divulgatori, laboratori didattici e mostre d’arte e fotografia. I direttori artistici: “Col programma 2021 proponiamo una riflessione profonda sull’impatto del nostro passaggio sulla Terra attraverso il tempo e sulla necessità di instaurare con essa un nuovo dialogo”

Diciotto film (sei prime internazionali, quattro prime nazionali, cinque prime regionali), tre incontri di archeologia (Maria Stupia, università di Catania; Filippo Brianni, presidente Archeoclub d’Italia Area Ionica; Lorenzo Nigro, università La Sapienza), una mostra (“Madre Terra, Natura-Naturans. Tra materia, immagine e corpo”), una finestra sul documentario siciliano, tre premi (“Archeoclub d’Italia”, assegnato al film più votato dal pubblico; “ArcheoVisiva”, al film migliore selezionato da una giuria internazionale di qualità; “Antonino Di Vita”, assegnato a chi spende la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio storico-artistico e archeologico), attività didattica per le scuole, e poi visite guidate e aperitivi al museo Archeologico. licodia-eubea_rassegna-del-documentario-e-della-comunciazione-archeologica-logoEcco i numeri dell’XI Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica a Licodia Eubea (Ct) dal 14 al 17 ottobre 2021, organizzata dall’associazione culturale ArcheoVisiva in collaborazione con l’Archeoclub d‘Italia di Licodia Eubea “Mario Di Benedetto”. L’ingresso alle proiezioni e alle mostre è gratuito. Tutte le attività previste si svolgeranno nel rispetto delle vigenti normative anti Covid-19. L’ingresso in sala sarà possibile solo su prenotazione attraverso la piattaforma http://www.eventbrite.it fino all’esaurimento dei posti disponibili. Per partecipare agli eventi e alle proiezioni in sala saranno obbligatori il possesso del Green Pass e l’utilizzo della mascherina.

Giacomo Caruso, presidente dell’Archeoclub di Licodia Eubea, tra i direttori artistici Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio (foto RDCA)
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L’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana Alberto Samonà (foto RDCA)

“La Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea”, sottolinea Alberto Samonà, assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, “costituisce, in Sicilia, un punto di riferimento ormai indiscutibile sul versante dell’approfondimento delle strategie di comunicazione dell’Antico, in una felice sintesi tra divulgazione intelligente e profondità di conoscenze di settore. Dopo undici anni il Festival è un appuntamento imperdibile per studiosi e appassionati e costituisce anche un piccolo ma prezioso esempio di come un evento culturale possa inserirsi in un territorio in modo armonico, fino a divenirne parte integrante, valore aggiunto, fino a rappresentare, nell’immaginario collettivo, quel territorio stesso”. E il sindaco di Licodia Eubea, Giovanni Verga: “La Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica, giunta alla sua XI edizione, rappresenta per Licodia Eubea un evento di grande valenza culturale, riconosciuto dal mondo scientifico ed archeologico. L’impegno di questa Amministrazione per il futuro è quello di continuare a sostenere l’iniziativa promossa da ArcheoVisiva e dalla sezione locale dell’Archeoclub d’Italia in quanto rappresenta un valido mezzo per promuovere e valorizzare Licodia Eubea, le sue tradizioni e la sua storia millenaria”. Giacomo Caruso, presidente dell’Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea: “Quando, undici anni fa – ricorda -, si pensò di dar vita ad una manifestazione che potesse, da un lato, raccontare il meraviglioso mondo della ricerca archeologica e, dall’altro, promuovere un territorio come quello di Licodia Eubea, il cui sviluppo è certamente legato al suo passato e alla sua storia, non avemmo alcun dubbio nell’ideare una rassegna cinematografica e di legarla alla figura del professor Antonino Di Vita, attraverso un premio a lui dedicato, sia perché originario di Licodia Eubea, ma anche perché a lui è intitolata l’istituzione culturale più prestigiosa: il museo civico”.

Locandina dell’XI Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct) dal 14 al 17 ottobre 2021

“Fin dalla sua comparsa l’uomo ha sempre interagito con l’ambiente circostante, adattandosi ad esso o modellandolo secondo le proprie necessità, in un equilibrio armonico di cui i paesaggi culturali sono testimonianza”, spiegano Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, direttori artistici del festival. “Nel tempo, però, questa relazione si è fatta complessa e tormentata, a causa di un’azione antropica sempre più aggressiva ed egoistica, i cui effetti oggi sono sotto gli occhi di tutti. La vera emergenza dell’età contemporanea non consiste solo nel salvare i segni del passato dalla dimenticanza, ma anche nel ricucire gli strappi con quella Natura che abbiamo prepotentemente sottomesso ai nostri interessi, individuando delle strategie efficaci che ci consentano di consegnare questo straordinario patrimonio alle generazioni future arricchito di nuovo senso e, soprattutto, in buona salute. È un invito all’azione, a “rimettere insieme i pezzi” -come ben suggerisce il soggetto grafico in copertina- che trova piena eco nei film selezionati per l’edizione 2021 del nostro festival, mostrando ancora una volta come il cinema sia un’efficace cartina al tornasole della nostra epoca, in grado di restituirne la temperie culturale, politica e sociale.

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Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio, direttori artistici della Rassegna di Licodia Eubea (foto RDCA)

Diciotto sono i documentari in concorso, italiani e stranieri: li abbiamo scelti per la qualità dei contenuti, ma anche per il taglio fresco e originale con cui portano le loro storie sullo schermo. A far da corredo a questa ricca programmazione filmica, incontri con esperti e divulgatori, laboratori didattici e mostre d’arte e fotografia: modi diversi – concludono – per invitare tutti a una riflessione profonda sull’impatto del nostro passaggio sulla Terra attraverso il tempo e sulla necessità di instaurare con essa un nuovo dialogo. Ché la Terra ha respiro, anima e voce: tutto quello che ci chiede, è di essere ascoltata”.

La consegna del premio “Antonino Di Vita”: da sinistra, i direttori artistici Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio, e Francesca Spatafora con Maria Antonietta Rizzo (foto RDCA)

A ripercorrere la storia della rassegna ci pensa Maria Antonietta Rizzo Di Vita, docente di Etruscologia e Antichità Italiche all’università di Macerata. “Partendo dall’esperienza pionieristica dei più importanti festival di settore europei, due giovani entusiasti ed innamorati del loro lavoro, Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, insieme al lungimirante presidente della locale sede dell’Archeoclub d’Italia, Giacomo Caruso, decisero, nell’ormai lontano 2011, di proporre in un piccolo centro della Sicilia un’esperienza innovativa che ponesse al centro dell’attenzione la divulgazione archeologica attraverso la visione di film, incontri ed esperienze didattiche, coinvolgendo in questo ambizioso progetto le autorità locali, l’Università di Catania, le soprintendenze, le scuole. Tutte queste diverse realtà si trovarono insieme, da punti di vista diversi, a riflettere e a confrontare le modalità in cui l’archeologia potesse essere meglio compresa, raggiungendo un pubblico sempre più vasto, nella consapevolezza che solo una condivisa conoscenza ed un interesse diffuso potessero contribuire alla salvaguardia dell’immenso patrimonio culturale che doveva essere trasmesso alle future generazioni. Con il tempo l’attenzione del festival si è allargata a comprendere ogni parte del mondo, come testimoniano la ricchezza e la varietà dei film di registi famosi, ma anche di giovani ricchi di talento, spesso realizzati anche da operatori di soprintendenze e musei, da docenti universitari e direttori di missioni di ricerca e di restauro. Da quella lontana prima edizione, in cui fu istituito il premio Antonino Di Vita, in ricordo dell’illustre archeologo di fama internazionale e di origini licodiane, di cui proprio quest’anno cade il decimo anniversario dalla scomparsa, è stata percorsa una lunga strada, che condurrà certamente ad altri successi e che darà il suo fondamentale contributo per una divulgazione di alto profilo, oltre che per un’opera costante volta alla formazione di una coscienza civile nelle nuove generazioni, verso le quali la direzione artistica del festival ha sempre manifestato un’attenzione particolare”.

“Il documentario come patrimonio da tutelare”: incontro/seminario con Dario Di Blasi on line su StreamCult nell’ambito del progetto ministeriale “CineHeritage. Il Cinema come Patrimonio”

“Il documentario come patrimonio da tutelare” è il titolo dell’incontro/seminario con Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeo Film, in programma venerdì 5 marzo 2021, alle 16, su StreamCult.it e sulle pagine social, con accesso libero a tutti e senza registrazione. Il seminario con Dario Di Blasi è l’ultimo dei tre seminari che costituiscono solo una delle attività proposte all’interno del progetto “CineHeritage. Il Cinema come Patrimonio” che prevede, tra l’altro, laboratori didattici, proiezioni cinematografiche e visite guidate. I tre seminari/incontri sono rivolti a tutto il pubblico studentesco e non. “CineHeritage. Il Cinema come Patrimonio” è un progetto del IV Istituto Comprensivo “Domenico Costa” di Augusta (Sr), realizzato in collaborazione con l’associazione culturale ArcheoVisiva, nell’ambito del “Piano Nazionale Cinema per la Scuola”, finanziato dal MI e dal MiBACT. Obiettivo specifico del progetto è quello di avvicinare gli studenti al Cinema del Patrimonio Culturale e come Patrimonio Culturale.

streamcult_cine-heritage_seminario-dario-diblasi_locandina“Sono stato chiamato a partecipare come esperto”, spiega Dario Di Blasi. “Negli ultimi anni i Beni Culturali sono stati descritti non solo attraverso i testi, ma anche attraverso il cinema che risulta essere uno dei media più efficaci e diretti nell’ambito della comunicazione dell’archeologia, del mondo antico e in genere di quell’heritage inteso come “rappresentazioni, espressioni, conoscenze, know-how che le comunità, i gruppi e gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale” (Unesco, 2003)”.

Al via a Licodia Eubea (Ct) la X Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica: 32 film, sette prime nazionali, che quest’anno si possono seguire anche in streaming. Basta un clic. Ecco il programma

La locandina della X Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologia a Licodia Eubea dal 15 al 1

Siete comodi sul divano, pronti per un viaggio nello spazio e nel tempo con un semplice clic? Non stiamo parlando di “Ritorno al futuro” ma della X Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica organizzata dal 15 al 18 ottobre 2020 a Licodia Eubea (Ct) dall’associazione culturale Archeovisiva in collaborazione con Archeoclub d‘Italia di Licodia Eubea “Mario Di Benedetto”: quest’anno non solo ci sarà il festival in presenza, garantito con grande coraggio nel rispetto delle restrizioni, normative e problematiche, dovute all’emergenza sanitaria, ma per permettere a tutti gli appassionati di seguire la ricca programmazione ecco l’opportunità della rassegna in streaming. Basta registrarsi gratuitamente sulla piattaforma www.streamcult.it e accedere ai contenuti comodamente da casa. Per essere presenti in sala, invece, è necessario prenotare il proprio posto gratuitamente sul sito www.rassegnalicodia.it, dove è possibile scaricare il programma completo delle proiezioni e degli eventi.  

Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio, direttori artistici della Rassegna di Licodia Eubea

“Lo scorso ottobre ci eravamo lasciati con la promessa che l’edizione 2020 del festival di Licodia Eubea sarebbe stata unica, speciale”, ricordano i direttori artistici del festival Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele. “Non immaginavamo che, nell’arco di pochi mesi, la nostra vita sarebbe stata stravolta dall’esperienza della pandemia e dalle sue inevitabili conseguenze. Più volte ci siamo interrogati sull’eventualità di un festival in formato ridotto, magari interamente on-line. L’idea di dover rinunciare a incontri e proiezioni in sala, però, non ci ha convinto del tutto e abbiamo deciso di optare per una soluzione ibrida: una manifestazione dal vivo, sebbene destinata ad una utenza ridotta, fruibile via streaming attraverso un portale ideato ad hoc. Non avremmo potuto fare diversamente. I festival cinematografici costituiscono un’occasione unica e irripetibile, per l’autore di un’opera filmica, di entrare in diretto contatto con i suoi spettatori e di confrontarsi con loro, e non volevamo rinunciarvi. Quella di quest’anno, dunque, sarà un’edizione pienamente sperimentale. Unica certezza, la qualità dei venti documentari selezionati: sono lavori in buona parte ancora inediti a livello nazionale, potenti e originali per approccio, tematiche, taglio narrativo. I film abbracciano un arco temporale di oltre seimila anni e comprendono Paesi come Italia, Serbia, Ungheria, Spagna, Grecia, Cipro e ancora Iran, Iraq ed Egitto”.

Trentadue pellicole in programma, tra documentari, docu-fiction, film di animazione e cortometraggi; otto film stranieri, sette prime nazionali, oltre quattordici ore di proiezioni, un ricco calendario di eventi collaterali e tante novità. “Minimo comune denominatore, il concetto di skills, che si tratti delle abilità sviluppate dalle popolazioni preistoriche per adattarsi ad un determinato ambiente, della capacità dei ceramisti contemporanei di ripercorrere le orme dei loro antenati del Bronzo antico, o delle competenze manageriali delle donne assire nel gestire casa e affari in assenza dei mariti, rendendolo noto attraverso una puntuale corrispondenza scritta. Ma sono anche quei saperi ormai quasi dimenticati, immortalati dalla pellicola perché possano sopravvivere nel tempo: sono canti, sono gesti, sono incastri perfetti di pietre, risultato di secoli di sperimentazioni, tentativi ed errori. Sono strumenti e saperi necessari allo sviluppo economico e tecnologico di un popolo, ma anche alla sua crescita spirituale e culturale. E se non si possiedono, bisogna imparare a costruirli, “sbagliando e riprovando, e ancora sbagliando e riprovando”. Ché in questo continuo, inesauribile percorso, sta il segreto della complessità del vivere umano, ma anche tutta la sua poetica bellezza”.

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Frame del film Mare Nostrum. Storie dal mare di Roma Nazione” di Guido Fuganti

Vediamo un po’ il programma. Giovedì 15 ottobre 2020. Alle 17.30, per “CINEMA E ARCHEOLOGIA”, i film “In their hands Reshaping pottery of the European Bronze Age / Nelle loro mani. Rimodellare la ceramica dell’Età del Bronzo Europea” di Marcello Peres, Nicola Tagliabue, Thomas Claus, Csaba Balogh, Vladan Caricic Tzar (Spagna, Germania, Ungheria, Serbia; 2019, 32’); “Dig Life” di Chris Davies (Serbia, Australia; 2019, 46’). “Mare Nostrum. Storie dal mare di Roma Nazione” di Guido Fuganti (Italia; 2020, 21’). Alle 19.30, per “INCONTRI DI ARCHEOLOGIA”, inaugurazione della mostra fotografica “Le pietre raccontano” a cura di “Augusta Photo Freelance“. Interviene Romolo Maddaleni, presidente di Augusta Photo Freelance. Durante le giornate del Festival, la mostra sarà visitabile dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. Alla sera, alle 21, per “CINEMA E ANTROPOLOGIA”, i film “Lu recito” di Dario Lo Vullo (Italia; 2019, 19’): “Prima che arrivi l’estate” di Francesco Di Martino (Italia; 2019, 78’).

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Frame del film d’animazione “The Sound of that Beat / Il suono di quel battito” di Mirko Furlanetto

Venerdì 16 ottobre 2020. Alle 10.30, per “RAGAZZI E ARCHEOLOGIA”, sezione dedicata a film d’animazione, docufiction e attività didattiche pensate per il pubblico più giovane, condotte dall’archeologa Concetta Caruso: “La memoria di un filo” di Gian Maria Pontiroli (Italia; 2019, 28’); “The Sound of that Beat / Il suono di quel battito” di Mirko Furlanetto (Italia, Iraq; 2020, 5’); “ArcheoMovies. L’Archeologia al Cinema”: proiezione di 5 cortometraggi realizzati dagli studenti del IV I.C. “Domenico Costa“ di Augusta nell‘ambito del progetto “ArcheoMovies. L‘Archeologia al Cinema”, finanziato dal Piano Nazionale Cinema per la Scuola (Mibact-MIUR). Durata complessiva: 25 minuti. Anno: 2019. Alle 17.30, per “CINEMA E ARCHEOLOGIA”, i film “S.T.U.R.A. Storia del Territorio e dell’Uomo lungo le Rive e sull’Acqua” di Davide Borra (Italia; 2019, 20’); “Πήγα, είδα, άκουσα / Vai, guarda, ascolta” di Mary Bouli (Grecia; 2020, 24’); “Sicilia questa sconosciuta” di Pina Mandolfo, Maria Grazia Lo Cicero (Italia; 2019, 45’). Alle 19.15, per “INCONTRI DI ARCHEOLOGIA”, “Agli albori del viaggio moderno in Sicilia. Il grand tour di Thomas Cole e Samuel James Ainsley nel 1842”: interviene in video-conferenza Brian E. McConnell, docente di Storia dell‘Arte presso la Florida Atlantic University. Alla sera, alle 21, per “CINEMA E ANTROPOLOGIA”, i film “L‘uomo delle chiavi, sulla vecchiaia” di Matteo Sandrini (Italia; 2020, 45’); “Manufatti in pietra” di Michele Trentini (Italia; 2019, 33’).

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Il paletnologo Fabrizio Mori nel film di Lucio Rosa “Fabrizio Mori. Un ricordo” (foto Lucio Rosa)

Sabato 17 ottobre 2020. Alle 17.30, per “CINEMA E ARCHEOLOGIA”, i film “Pompei, dopo il disastro” di  Sabine Bier (Italia, Germania; 2019, 52’); “Egypte: les temples sauves du Nil / Egitto: i templi salvati del Nilo” di Olivier Lemaitre (Francia; 2018, 53’); “Thus speaks Tarām-Kūbi, Assyrian Correspondence / Così parla Tarām-Kūbi, corrispondenze assire” di Vanessa Tubiana-Brun (Francia; 2020, 46’). Alla sera, alle 21, per “CINEMA E ARCHEOLOGIA”, i film “Fabrizio Mori, un ricordo” di Lucio Rosa (Italia; 2020, 20’); “ΚΙΝΥΡΑΣ, Ιερεύς Κτίλος Αφροδίτας / Cinira, l’amato sacerdote di Afrodite” di Stavros Papageorghiou (Cipro; 2019, 90’).

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La consegna del premio “Antonino Di Vita”: da sinistra, i direttori artistici Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio, e Francesca Spatafora con Maria Antonietta Rizzo

Domenica 18 ottobre 2020. Alle 17.30, pe “CINEMA E ARCHEOLOGIA”, i film “La Scuola di Atene. L’archeologia italiana nell’Egeo” di Eugenio Farioli Vecchioli (Italia; 2019, 52’); “Alone among the rocks / Solo tra le rocce” di Arman Gholipour Dashtaki (Iran: 2020, 21’). Alle 19.30, per “FINESTRA SUL DOCUMENTARIO SICILIANO”, Tra tradizione e sperimentazione. Il cinema di Alessia Scarso: interviene la regista Alessia Scarso. Quindi il film “Vasa Vasa” di Alessia Scarso (Italia; 2017, 12’). Alle 20.30, la cerimonia di premiazione con l’intervento di Santo Cummaudo, assessore ai Beni Culturali del Comune di Licodia Eubea. Premio “Archeoclub d’Italia”: proclamazione del film più votato dal pubblico. Consegna il premio: Giuseppe Cosentino, presidente Archeoclub d’Italia di Lentini; Premio “ArcheoVisiva”: proclamazione del film migliore selezionato dalla giuria internazionale di qualità. Consegna il premio: Fabio Caruso, archeologo, ricercatore ISPC-CNR di Catania. Premio “Antonino Di Vita”: il premio, un‘opera dell‘artista Santo Paolo Guccione, viene assegnato a chi spende la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio storico-artistico e archeologico. Consegna il premio: Maria Antonietta Rizzo Di Vita, docente di Etruscologia e Antichità Italiche, università di Macerata.

L’emergenza sanitaria non ferma la Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct): la decima edizione in presenza e in streaming. Trentadue pellicole in programma, tra documentari, docu-fiction, film di animazione e cortometraggi

La locandina della X edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct) dal 15 al 18 ottobre 2020

Il castello di Santapau domina il centro abitato di Licodia Eubea (foto Graziano Tavan)

Dieci anni e non sentirli. La Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica non solo non ha perso lo smalto e l’entusiasmo, ma è cresciuta di anno in anno affermandosi come uno dei più importanti festival cinematografici italiani (l’unico nel Sud Italia) dedicato alla divulgazione dell’Antico attraverso le arti visive. E così eccoci alla decima edizione del festival internazionale, nonostante l’emergenza Covid-19 che ha compromesso la maggior parte degli eventi: appuntamento dal 15 al 18 ottobre 2020 a Licodia Eubea, il pittoresco borgo adagiato sul versante nord-occidentale dei monti Iblei in provincia di Catania. E anche in streaming. Il festival sarà infatti interamente trasmesso in streaming sulla piattaforma www.streamcult.it: basterà registrarsi gratuitamente e accedere ai contenuti comodamente da casa. Per essere presenti in sala, invece, sarà necessario prenotare il proprio posto gratuitamente sul sito www.rassegnalicodia.it, dove sarà possibile scaricare il programma completo delle proiezioni e degli eventi.  “Non è stato semplice decidere di confermare l’edizione del festival in una situazione così critica, generata dall’emergenza sanitaria, che ha messo in ginocchio il settore degli eventi dal vivo”, assicura  Lorenzo Daniele, co-direttore artistico. “Ma ci è sembrato doveroso nei confronti di registi, produttori e ricercatori organizzare un festival che ha come suo obiettivo quello di adoperare la pervasività del cinema per avvicinare gli spettatori alla conoscenza del patrimonio culturale, della Storia e dell’Archeologia. Lo faremo nel pieno rispetto delle normative Anti-Covid che prevedono, tra l’altro, un pubblico contingentato. Anche per questo ci apriremo al web, con un’edizione che sarà trasmessa interamente in streaming. Una novità, questa, introdotta in via sperimentale ma che potrebbe permanere anche in futuro, quando la situazione tornerà alla normalità”.

Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio direttori artistici della Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct)

Pubblico nella chiesa sconsacrata di San Benedetto e Santa Chiara sede della rassegna di Licodia Eubea: per la X edizione ingressi contingentati

Trentadue pellicole in programma, tra documentari, docu-fiction, film di animazione e cortometraggi; otto film stranieri, sette prime nazionali, oltre quattordici ore di proiezioni, un ricco calendario di eventi collaterali e tante novità. Sono i numeri della X edizione del Festival, organizzato negli spazi polifunzionali dell’ex chiesa di San Benedetto e Santa Chiara dall’associazione culturale ArcheoVisiva in collaborazione con la sezione locale dell’Archeoclub d’Italia “Mario Di Benedetto”, con il sostegno della Regione Siciliana (Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo – Sicilia Film Commission, nell’ambito del Programma Sensi Contemporanei) e del Comune di Licodia Eubea. “Quest’anno il palinsesto dei film in concorso è particolarmente ricco e vario”, aggiunge Alessandra Cilio, co-direttore artistico. “I documentari selezionati spaziano dall’antropologia culturale all’archeologia, coprono un arco temporale di oltre seimila anni, comprendendo Paesi come Italia, Serbia, Ungheria, Spagna, Grecia, l’isola di Cipro e ancora Iran, Iraq ed Egitto. Editi tutti tra il 2019 e il 2020, vengono presentati al pubblico italiano per la prima volta. Il denominatore comune sarà il concetto di skills. Si tratta delle abilità sviluppate dall’uomo nel corso dei secoli per insediarsi in un ambiente e sfruttarne le risorse, migliorando il proprio stile di vita. Ma sono anche quei saperi quasi dimenticati, immortalati dalla pellicola perché possano sopravvivere nel tempo: canti, gesti, incastri perfetti di pietre, risultato di secoli di sperimentazioni, tentativi ed errori. Abilità necessarie, oggi più che mai, per adattarsi all’imprevedibilità dei tempi. Dove anche un limite può trasformarsi in opportunità”.

L’ex chiesa di San Benedetto e Santa Chiara sede della Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct)

La consegna del premio “Antonino Di Vita”: da sinistra, i direttori artistici Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio, e Francesca Spatafora con Maria Antonietta Rizzo

Assieme alla sezione “Cinema e Archeologia”, ci saranno le sezioni “Ragazzi e Archeologia”, “Cinema ed Antropologia”, e ancora la “Finestra sul Documentario siciliano”, inaugurata da Sebastiano Gesù nel 2014 con l’intento di favorire la conoscenza dei documentari prodotti da siciliani e sulla Sicilia nell’arco di oltre un secolo. Tra gli eventi collaterali, spicca la mostra fotografica “Le pietre raccontano”, a cura del circolo APF associato alla FIAF. Previsti anche incontri con specialisti di vario genere nel campo dell’archeologia e della comunicazione. Come ogni anno, saranno tre i premi conferiti nella serata conclusiva: il premio “Archeoclub d’Italia” al film più votato dal pubblico; il premio “ArcheoVisiva” assegnato al miglior film da una giuria internazionale di qualità; il premio “Antonino Di Vita” conferito dal comitato scientifico a una personalità che si è distinta nella divulgazione dell’Antico. 

La IX Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea (Ct), gratificata da una folta presenza di pubblico e addetti ai lavori, ha assegnato il premio “Antonino Di Vita” a Massimo Vidale, archeologo di frontiera, docente e grande comunicatore. Il pubblico ha scelto “I Leoni di Lissa” e la giuria di qualità “Incontrando i Neanderthal”

La locandina della IX Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea (Ct)

Il docente Alessandro De Filippo con i direttori artistici Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele

Addetti ai lavori, registi, produttori, archeologi e centinaia di visitatori: Licodia Eubea, anche per i quattro giorni di programmazione della IX Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica, si è confermata un vero crocevia di incontri e scambi di esperienze, punto di riferimento, a livello internazionale, per il cinema archeologico. La serata finale, con un successo di pubblico senza precedenti venuto a seguire le premiazioni con i protagonisti presenti in sala, già antica chiesa di San Benedetto e Santa Chiara, è stata il naturale e conseguente sigillo a un’edizione da incorniciare. Ma prima di passare alla proclamazione dei film scelti dalla giuria internazionale e dal pubblico, e dell’assegnazione del prestigioso premio “Antonino Di Vita”, la Rassegna ha offerto la consueta Finestra sul documentario siciliano, che quest’anno è stata dedicata alla Sicilia di Vittorio De Seta, padre del documentarismo moderno, raccontata da Alessandro De Filippo, critico cinematografico e docente di Tecnica della rappresentazione audiovisiva presso il DISUM di Catania.

Enzo Piazzese, presidente dell’Archeoclub d’Italia di Ragusa, consegna il premio “Archeoclub d’Italia” al regista Nicolò Bongiorno

“I leoni di Lissa” di Nicolò Bongiorno

Premio “Archeoclub d’Italia”. Il pubblico della IX Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica, realizzata con il sostegno di Sicilia Film Commission e la collaborazione dell’Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea diretta da Giacomo Caruso, ha scelto il film “I leoni di Lissa” documentario prodotto da “Allegria Film” e diretto dal regista Nicolò Bongiorno, che si è così aggiudicato il premio “Archeoclub d’Italia”. “I leoni di Lissa” di Nicolò Bongiorno (Italia/Croazia, 2019; 76’): il film evoca la leggendaria battaglia navale di Lissa (1866), scontro simbolo e icona dell’iconografia moderna. Attraverso un mosaico di suggestioni visive, storiche e mitologiche, lo spettatore viaggia con grandi maestri dell’esplorazione subacquea fino al grembo profondo di un capitolo dimenticato dell’unità d’Italia. Un’immersione di grande importanza scientifica e archeologica, raccontata come una fiaba moderna. Il regista, secondogenito del noto conduttore televisivo Mike Bongiorno, ha ricevuto il premio dalla mani di Enzo Piazzese (Archeoclub d’Italia di Ragusa).

Al film “A la rencontre de Néandertal”, di Rob Hope e Pascal Cuissot il premio “Archeovisiva”

Laura Maniscalco con Brian McConnell, membri della giuria di qualità, legge la motivazione del premio “Archeovisiva”

Il premio “Archeovisiva”, assegnato da una giuria internazionale di qualità composta da Diego D’Innocenzo, Anthony Grieco, Lada Laura, Laura Maniscalco e Brian McConnell è stato assegnato alla produzione francese “A la rencontre de Néandertal”, di Rob Hope e Pascal Cuissot, prodotto dalla Fred Hilgemann Films, presentato in anteprima nazionale a Licodia Eubea. Il film “A la rencontre de Neandertal / Incontrando i Neanderthal” di Rob Hope e Pascal Cuissot (Francia, 2019; 52’): molto prima dell’arrivo dell’Homo Sapiens, i Neanderthal si aggirano per le vaste pianure europee, completamente allagate dopo l’Era Glaciale. Diverse scoperte in Francia e in Inghilterra, e soprattutto sull’isola di Jersey, permettono oggi agli archeologi di capire lo stile di vita di quei primi grandi nomadi d’Europa, che vissero trecentomila anni. Laura Maniscalco con Brian McConnell ha proclamato il vincitore del premio “Archeovisiva” con questa motivazione: “Il documentario A la recontre de Néandertal, attraverso un giusto equilibrio tra interviste, scene con personaggi e ricostruzioni artistiche, riesce a presentare in modo chiaro dati estremamente stimolanti ricavati da diversi siti in diverse parti d’Europa. Nonostante l’abisso cronologico che ci separa dalle problematiche presentate, il film riesce a trasmetterci il significato della lotta costante delle popolazioni Neanderthal di fronte alle difficoltà ambientali ma anche la loro capacità di adattamento a drastici cambiamenti climatici, capacità che assume un significato emblematico per noi contemporanei e per le generazioni future in vista delle problematiche climatiche sempre più pressanti”. Ma la giuria di qualità ha inoltre assegnato una menzione speciale al film “C’era una volta Iato”, prodotto dall’Istituto Comprensivo di San Giuseppe Jato, per la freschezza e l’alto livello della realizzazione, e per il messaggio sociale che il film trasmette.

Maria Antonietta Rizzi Di Vita consegna il premio “Antonino Di Vita” all’archeologo Massimo Vidale

Premio “Antonino Di Vita”. Se la finalità del prestigioso premio della Rassegna di Licodia Eubea è quello di segnalare chi spende la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio storico-artistico e archeologico, la scelta del comitato scientifico del festival non poteva essere migliore, attribuendolo all’archeologo e grande comunicatore Massimo Vidale, che ha svolto negli ultimi quaranta anni ricerche archeologiche ed etnoarcheologiche in Italia, Iran, Kuwait, Iraq, Pakistan, Turkmenistan, India, Nepal, Indonesia, Tunisia ed Eritrea, ma che ha saputo promuovere, comunicare e divulgare la ricerca archeologica come insegnante (attualmente è docente all’università di Padova), come giornalista su riviste, giornali, cataloghi, saggi, e come filmmaker. Il premio è stato consegnato da Maria Antonietta Rizzo Di Vita con questa motivazione: “Un archeologo di frontiera, forte di passione, competenza e oltre 40 anni di esperienza sul campo in aree del mondo complesse come Kuwait, Iran, Nepal, India, Pakistan e Turkmenistan, ma anche Indonesia, Eritrea e Tunisia. Docente universitario, ricercatore e comunicatore, ha veicolato i risultati del suo lavoro attraverso circa 500 contributi, tra monografie, articoli scientifici e di carattere divulgativo, e documentari. L’interesse per l’etnoarcheologia e i processi produttivi nel mondo antico rivela la sua volontà di mettere a fuoco, nello studio della cultura materiale e delle dinamiche che regolano la creazione dei manufatti, quelle storie “nascoste” che una ricerca archeologica di tipo tradizionale spesso non riesce a cogliere: storie di individui che, nelle loro scelte tecniche, riflettono tradizioni, saperi, creatività e idee, spesso frutto di relazioni, contatti e interazioni”. Il saluto finale dai direttori artistici del festival, Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, che, soddisfatti dell’eccezionale riuscita di questa nona edizione e della grande affluenza di pubblico, complice il clima quasi estivo che ha caratterizzato i quattro giorni, hanno già fissato le date della decima edizione dell’evento, dando appuntamento ad appassionati, archeologi e registi dal 16 al 19 ottobre 2020. A Licodia Eubea, ovviamente.

VIII rassegna del documentario e della comunicazione archeologica. Nella serata finale, un susseguirsi di emozioni, assegnato il premio Archeovisiva per il miglior film a “Pastori nella grotta” di Anthony Grieco. A Isman il premio “Antonino Di Vita”; e “Il mito del labirinto” il film più gradito al pubblico

Donna Babinga prepara pasto a base di foglie di djabouc (foto Lucio Rosa)

Emozioni. Un susseguirsi di emozioni ha caratterizzato la serata finale dell’VIII rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct). Prima nel rivedere Piero Angela che nel 1987 introduce il film fuori concorso di Lucio Rosa (il regista, presente in sala è stato a lungo applaudito) “Babinga, piccoli uomini della foresta” che a trent’anni di distanza dalla sua presentazione diventa un documento-testimonianza eccezionale di una popolazione, i pigmei, in estinzione. Poi nell’immedesimarsi nei personaggi del film “La voce del corpo” di Luca Vullo, docu-fiction del 2012 ispirata alla leggenda del re straniero che si interrogava sulle capacità dei siciliani nel cimentarsi in lunghi discorsi, senza proferire parola: un caleidoscopio di gesti, situazioni, atteggiamenti che diventano una carrellata di involontarie gag talora esilaranti. E infine nel seguire i protagonisti della breve ma intensa cerimonia di premiazione, con la consegna dei tre riconoscimenti in concorso.

Il documentarista Jay Cavallaro consegna il premio Archeovisiva per il miglior film a Donato Laborante, testimonial del film “Pastori nella grotta” (Foto Graziano Tavan)

Il videomessaggio del regista Anthony Grieco (foto Graziano Tavan)

Miglior film della rassegna è stato “Shepherds in the cave / Pastori nella grotta” di Anthony Grieco (Canada, 2016; 84’) che si è aggiudicato il premio “Archeovisiva” per il miglior film, novità dell’edizione 2018, selezionato dalla giuria internazionale di qualità, rappresentata in sala dal documentarista e fotografo Jay Cavallaro. Il regista con un videomessaggio da Vancouver (Canada) ha ringraziato per il gradito premio a un film che per la prima volta è stato presentato a un festival. A ritirare il premio, visibilmente emozionato, Donato Laborante, poeta-cantastorie, testimonial del film. “In questo film”, si legge nella motivazione della giuria internazionale, “i protagonisti sono loro, gli abitanti nuovi e vecchi di questo territorio. Pastori, allevatori, migranti giunti da lontano; ma anche restauratori, archeologi e antropologi, intenzionati a recuperare e valorizzare i segni tangibili di questa memoria, dando vita ad una collaborazione sinergica che non ha confini di luogo, né di ruolo. Nel raccontare il progetto portato avanti con passione da Tonio Creanza, Anthony Grieco, regista canadese dalle origini italiane, si rivela un raffinato direttore d’orchestra, in grado di calibrare con efficacia e sensibilità le tante diverse voci che animano la sua opera”.

La consegna del premio Archeoclub: da sinistra, Alessandra Cilio, Concetta Caruso, Giacomo Caruso, Lorenzo Daniele (Foto Graziano Tavan)

Il premio Archeoclub d’Italia assegnato al film più votato dal pubblico nei quattro giorni di proiezioni è andato a “Le mythe du Labyrinth / Il mito del Labirinto” di Mikael Lefrançois, Agnès Molia (Francia, 2018; 26’). Tra il 1400 e il 1300 a.C., fiorì a Creta la raffinata civiltà minoica. I Minoici furono i primi, nella cultura europea, ad adoperare la lingua scritta. Hanno dato prova del loro alto livello artistico attraverso raffinati affreschi e sculture. Hanno costruito edifici sontuosi, la cui complessità ha a lungo affascinato gli archeologi. Oggi, grazie agli scavi condotti a Cnosso, Festo e Sissi, combinati alla ricerca matematica, gli archeologi hanno sviluppato nuovi metodi per comprendere l’architettura di questi edifici. I risultati mettono in discussione il nostro sapere relativo a una civiltà che pensavamo di conoscere bene. A consegnare il premio, alla presenza di Giacomo Caruso, presidente dell’Archeoclub di Licodia Eubea, è stata la giovane archeologa Concetta Caruso, tirocinante dell’università di Catania alla rassegna, e presidente dell’Archeoclub di Palazzolo Acreide, rinato solo un anno fa, nel 2017, di cui ha illustrato l’intensa attività dei primi dodici mesi di vita.

La consegna del premio Antonino Di Vita: da sinistra, Alessandra Cilio, Fabio Isman, Maria Antonietta Rizzo Di Vita, Santo Paolo Guccione, Lorenzo Daniele, Giacomo Caruso (foto Graziano Tavan)

Il premio “Antonino Di Vita”, un scultura realizzata dall’artista Santo Paolo Guccione, è stato conferito al giornalista e scrittore Fabio Isman, per il suo impegno professionale nella promozione della conoscenza del patrimonio storico-artistico e archeologico, da Maria Antonietta Rizzo Di Vita, docente di Etruscologia e Antichità Italiche all’università di Macerata. “Impegnato da oltre trent’anni come giornalista d’inchiesta, prima in ambito politico, con importanti lavori sulle figure del terrorismo”, ha spiegato Maria Antonietta Rizzo Di Vita, “Fabio Isman a partire dagli anni Novanta si dedica attivamente alle tematiche relative al patrimonio culturale, ed in particolare alle inchieste sul trafugamento, smembramento e dispersione nel mondo delle opere storico-artistiche e archeologiche italiane. L’accuratezza del suo metodo di ricerca ha dato vita a numerose pubblicazioni di importanza fondamentale per la lotta alle archeomafie e ai fenomeni di commercio illegale di opere d’arte nel mondo. La sua opera punta a informare e sensibilizzare le più diverse tipologie di pubblico. Di più, forse: a scuoterne le coscienze. Lo fa con acume e precisione, nonché con un’ironia sferzante che trasforma le sue inchieste in racconti di immediata efficacia”.

Al via a Licodia Eubea (Ct) l’VIII Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica: 24 film; incontri con archeologi, divulgatori, registi; due mostre; un seminario-workshop sulla comunicazione archeologica. La memoria è il leitmotiv dell’edizione 2018

La locandina dell’VIII rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct)

L’attesa è finita. Licodia Eubea (Ct) è pronta ad aprire al “cinema dell’Antico” con l’VIII edizione della Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica, organizzata dal 18 al 21 ottobre 2018 dall’associazione culturale ArcheoVisiva in collaborazione con Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea “Mario Di Benedetto”. Ben 24 film in programma, di cui 20 in concorso: lavori di recente produzione, di respiro internazionale: Italia, Francia, Portogallo, Polonia, Spagna, Croazia, Turchia, Libia, Nuova Zelanda, Canada. “È un pezzo di mondo, quello che viene raccontato attraverso i documentari”, sintetizzano i direttori artistici, Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele: “ciascuno racconta, con rigore scientifico e grande personalità, il modo in cui l’uomo decide di ricordare o dimenticare il suo passato e le rovine che lo rappresentano, ma anche gli uomini e le donne che hanno contribuito a rivelarlo, a volte celebrati come Sir Arthur Evans, scopritore del mitico palazzo di Minosse a Knosso, altre volte precipitati in un pesante oblio, come l’archeologa preistorica trentina Pia Laviosa Zambotti, morta suicida negli anni Sessanta”.

Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio, direttori artistici della rassegna di Licodia Eubea

La memoria è il leitmotiv dell’VIII edizione della Rassegna: “Un tema complesso e attuale”, spiegano Cilio e Daniele, “a caratterizzare tanto le opere in concorso quanto gli incontri, le mostre e tutti gli eventi collaterali in programma. Memoria dell’Antico, ma anche memoria di chi l’Antico lo ha indagato e che, per ragioni storiche o sociali, è stato a lungo dimenticato. Memoria di luoghi, fatti e tradizioni: memoria come identità di una comunità. Ma anche negazione di memoria, laddove il patrimonio culturale venga violato, infranto, distrutto. E responsabili non sono solo coloro che alimentano i grandi conflitti mondiali, ma anche quanti semplicemente dimenticano, in un’epoca proiettata al domani, che fagocita e non assimila. Seguendo questo filo rosso, abbiamo selezionato 24 documentari italiani e stranieri: ciascuno affronta, con grande personalità e altrettanto rigore scientifico, questa vasta tematica. Ancora una volta il cinema si rivela specchio del nostro tempo e mezzo privilegiato per leggere i temi, le speranze, le tensioni che animano la nostra società. Le opere abbracciano epoche comprese tra la Preistoria e l’età contemporanea; narrano un caleidoscopio di storie ambientate in diverse parti del mondo, dalla Murgia al Veneto, dalla Polonia al Portogallo, dalla Turchia al Kurdistan, dall’Africa subsahariana alla Nuova Zelanda”.

L’archeologa Serena Raffiotta

Anche quest’anno il pubblico ha la possibilità di confrontarsi direttamente con i protagonisti della ricerca archeologica, i divulgatori, i registi e gli sceneggiatori che si spendono nel campo della comunicazione del mondo antico. E quest’anno, i nomi degli ospiti sono di tutto rispetto. A conversare con il pubblico del festival, nel pomeriggio di venerdì 19 ottobre, ci sarà l’archeologa Serena Raffiotta, con un intervento dal titolo: “Heritage: Patrimonio è Eredità. Tutelare il patrimonio culturale per salvare un’identità”. Il pomeriggio di sabato 20 ottobre, invece, sarà dedicato a uno dei giornalisti più impegnati a livello internazionale nella lotta al saccheggio del patrimonio storico-artistico, Fabio Isman, che presenterà (per la prima volta in Sicilia) il recente volume “L’Italia dell’arte venduta. Collezioni disperse, capolavori fuggiti”.

Il giornalista Graziano Tavan con l’archeologa Antonia Falcone

Ma le novità di questa nuova edizione del festival non finiscono qui. Oltre al consueto appuntamento dedicato alla didattica e ai cartoon per giovanissimi all’interno della sessione “Ragazzi e Archeologia” e alla “Finestra sul documentario siciliano”, la manifestazione si arricchisce di un workshop dedicato alla comunicazione del patrimonio culturale attraverso i media di ultima generazione. Il workshop “Scava, scarriola, comunica! Quando l’archeologia (si) racconta”, tenuto dall’archeo-blogger Antonia Falcone e dal giornalista Graziano Tavan, in programma la mattina del 20 ottobre, punta ad essere una “palestra formativa” aperta a studenti universitari, giornalisti e operatori museali, per i quali la padronanza di strumenti e strategie comunicative nell’ambito dei beni culturali rappresenta oggi un requisito fondamentale. Il workshop è gratuito e aperto a tutti; registrarsi è possibile, attraverso la piattaforma Eventbrite.it.

Il regista Lucio Rosa e il direttore artistico Lorenzo Daniele

A far da cornice al festival, ben due mostre fotografiche: la prima, “Libia. Antiche Architetture Berbere” del fotografo e regista veneziano Lucio Rosa, dedicata ad un frammento d’Africa sempre più fragile e sgretolato; la seconda, “1915-1918. Licodia Eubea e i suoi figli nella Grande Guerra”, organizzata e allestita dall’infaticabile sezione locale dell’Archeoclub d’Italia. Durante i giorni del Festival, la mostra di Lucio Rosa sarà visitabile dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, con la proiezione, a ciclo continuo, dei film “Il segno sulla pietra”, “Libia is near”, “Fabrizio Mori, un ricordo”. “Libia. Antiche Architetture Berbere”. E poi, a far da intermezzo tra il pomeriggio e la sera, gli aperitivi con visita guidata alle sale espositive del museo archeologico “Antonino Di Vita” e di quello etnografico “P. Angelo Matteo Coniglione”, a base di prodotti tipici della tradizione enogastronomica licodiana. E le escursioni alla scoperta del centro storico e dell’hinterland di Licodia Eubea, location di questo festival ma, al tempo stesso, scrigno ricco di autentici gioielli architettonici e storico-artistici.

A chiudere l’edizione 2018 della Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica sarà la premiazione del film più votato dal pubblico (Premio “Archeoclub d’Italia”) e del film ritenuto migliore da una giuria internazionale di qualità (Premio “ArcheoVisiva”: una delle novità di quest’anno), assieme al Premio “Antonino Di Vita”, conferito a chi abbia speso la propria carriera nella promozione della conoscenza del patrimonio culturale. “Ancora una volta, dunque, aggiungiamo tessere al mosaico, per incrementare la qualità dell’offerta culturale di questa manifestazione – conclude la Cilio –. Lo facciamo perché continuiamo a credere nel progetto, il cui obiettivo non è solo svelare la bellezza del cinema archeologico, ma anche di fare sistema, coinvolgendo autori, produttori, festival, pubblico e istituzioni. E, un anno dopo, siamo felici di constatare che a crederci siamo sempre di più”.

Il film “Mésopotamie, une civilisation oubliée / Mesopotamia, una civiltà dimenticata” di Yann Coquart

Il programma. Giovedì 18 ottobre 2018. L’apertura del festival alle 17, all’interno della suggestiva chiesa sconsacrata di S. Benedetto e S. Chiara, presso piazza Stefania Noce, in pieno centro storico, con gli interventi di Giacomo Caruso, presidente Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea; Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, direttori artistici del Festival; Giovanni Verga, sindaco di Licodia Eubea; Rosalba Panvini, soprintendente BB.CC.AA. di Catania. Alle 17.30, per “Cinema e archeologia” i film “Az, Branko pridivkom Fučić / Nome Branko, cognome Fučić” di Bernardin Modrić (Croazia, 2016, 36’); “L’antico teatro di Herculaneum” di Raffaele Gentiluomo (Italia, 2014, 8’); “Mésopotamie, une civilisation oubliée / Mesopotamia. Una civiltà dimenticata” di Yann Coquart, Luis Miranda (Francia, 2017, 52’); “Le mythe du Labyrinth / Il mito del Labirinto” di Mikael Lefrançois, Agnès Molia (Francia, 2018, 26’). Alle 19.30, per “Incontri di archeologia”, inaugurazione della mostra fotografica “Libia. Antiche Architetture Berbere”. Interviene: Lucio Rosa, regista e fotografo. Alle 19.45, per “Aperitivo al museo”, visita guidata all’interno del museo etnoantropologico “P. Angelo Matteo Coniglione”, con degustazione di prodotti enogastronomici. Alle 21, per “Cinema ed etnoantropologia”, il film “C’era una volta la terra” di Ilaria Jovine e Roberto Mariotti (Italia, 2018, 73’).

Tanti alunni e studenti coinvolti a Licodia Eubea nella sezione “Ragazzi e archeologia”

Venerdì 19 ottobre 2018. Si comincia al mattino, alle 10.30, con “Ragazzi e archeologia”, sezione dedicata a film d’animazione, docufiction e attività didattiche pensate per il pubblico più giovane, condotte dall’archeologa Elena Piccolo. Alle 17.30, apre la sezione “Cinema e archeologia” con i film “Fortificaciones, poblados y pizarras. La Raya en los inicios del Medievo / Fortificazioni, palizzate e ardesia. La Raya all’inizio del Medioevo” di Pablo Moreno Hernández (Spagna, 2018, 11’); “Bajo la duna / Sotto la sabbia” di Domingo Mancheño Sagrario (Spagna, 2016, 50’). Alle 18.30, per “Incontri di archeologia”, interviene l’archeologa Serena Raffiotta su “Heritage: Patrimonio è Eredità. Tutelare il patrimonio culturale per salvaguardare un‘identità”. Segue il film “Pia Laviosa Zambotti. Storia di un’archeologa ritrovata” di Elena Negriolli (Italia, 2017, 42’). Alle 19.45, per “Aperitivo al museo”, visita guidata all’interno del museo etnoantropologico “P. Angelo Matteo Coniglione”, con degustazione di prodotti enogastronomici. Alle 21, per “Cinema ed etnoantropologia” i film “Di cu semu. Reportage su rituali e sopravvivenze popolari” di Salvatore Russo, Giuppy Uccello (Italia, 2018, 24’); “Maria vola via” di Michele Sammarco (Italia, 2017, 16’).

Il libro di Fabio Isman “L’Italia dell’arte venduta”

Sabato 20 ottobre 2018. Si comincia al mattino alle 11. Per “Archeologia e comunicazione” il seminario e workshop “Scava, scarriola, comunica! Quando l’archeologia (si) racconta” sulla comunicazione dell’Antico attraverso media tradizionali e di ultima generazione. Intervengono: Antonia Falcone, archeologa e blogger, e Graziano Tavan, giornalista e blogger. Alle 17, per “Cinema e archeologia” i film “W poszukiwaniu średniowiecza / Alla ricerca dei secoli bui” di Jakub Stępnik (Polonia, 2017, 8’); “Shepherds in the cave / Pastori nella grotta” di Anthony Grieco (Canada-Italia, 2016, 84’). Alle 18.30, per “Incontri di archeologia”, interviene il giornalista e scrittore Fabio Isman su “L‘Italia dell‘Arte venduta”. Segue il film “Artquake” di Andrea Calderone (Italia, 2017, 60’). Alle 20, per “Aperitivo al museo” visita guidata all’interno del museo Civico “Antonino Di Vita” con degustazione di prodotti enogastronomici. Alle 21.30, per “Cinema e archeologia” i film “Living Amid the Ruins / Vivere tra le rovine” di Işılay Gürsu (Turchia, 2017, 13’); “Peau d’Ame / Pelle d’anima” di Pierre-Oscar Lévy (Francia, 2017, 100’).

La consegna del premio “Antonino Di Vita” 2017: da sinistra, i direttori artistici Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio, e Francesca Spatafora con Maria Antonietta Rizzo

Domenica 21 ottobre 2018. Si inizia alle 17, per “Cinema e archeologia” i film “Il viaggiatore del Nord” di Alessandro Stevanon (Italia, 2016, 8’); “Meet Peter / Incontriamo Peter” di Gemma Duncan (Zuona Zelanda, 2017, 14’); “Bobadela Romana. Splendidissima Civitas” di Rui Pedro Lamy (Portogallo, 2017, 20’); fuori concorso “Babinga, piccoli uomini della foresta” di Lucio Rosa (Italia, 1987, 26’). Alle 18.30, per “Finestra sul documentario siciliano” interviene il critico di Filmstudio Renato Scatà su “Quattro strani casi di cinema in Sicilia” con il film fuori concorso “La voce del corpo” di Luca Vullo (Italia, 2012, 30’). Alle 20, cerimonia di premiazione. Concetta Caruso, presidente Archeoclub d’Italia di Palazzolo Acreide, consegna il premio Archeoclub d’Italia al film più votato dal pubblico; Jay Cavallaro, documentarista e fotografo, a nome della giuria di qualità consegna il premio ArcheoVisiva al miglior film selezionato; Maria Antonietta Rizzo Di Vita, docente di Etruscologia e antichità italiche all’università di Macerata, consegna il premio Antonino Di Vita -un’opera dell’artista Santo Paolo Guccione, a chi spende la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio storico-artistico e archeologico.

Successo di pubblico e di ospiti alla VII Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea: il film turco sull’iscrizione filosofica di Enonda conquista il pubblico. Il premio Antonino Di Vita a Francesca Spatafora

La locandina della VII Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct)

La filosofia? Inutile e noiosa. E un’iscrizione filosofica in greco antico? Non parliamone neanche. Luoghi comuni stracciati e buttati alle ortiche dal pubblico della VII Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea (Ct), 6° Premio “Antonino Di Vita”, 4° Premio “Archeoclub d’Italia”, promossa dall’associazione culturale ArcheoVisiva e dall’Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea “Mario Di Benedetto” con il sostegno della Sicilia Film Commission, il MIBACT Direzione Generale Cinema (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/10/18/vii-rassegna-del-documentario-e-della-comunicazione-archeologica-di-licodia-eubea-catania-un-viaggio-attraverso-i-luoghi-e-il-tempo-con-una-ventina-di-film-incontri-con-i-protagonisti-laboratori/). In un’edizione della rassegna particolarmente riuscita per successo di pubblico che ha assistito numeroso e attento alle proiezioni e agli Incontri di Archeologia nel corso delle quattro giornate, all’interno della chiesa sconsacrata di San Benedetto e Santa Chiara, e per la partecipazione di oltre trenta ospiti tra registi, produttori, esperti della divulgazione dell’Antico, proprio il giudizio del pubblico ha fatto la differenza.

L’iscrizione epicurea di Enoanda descritta dal film del regista turco Nazım Güveloğlu

La premiazione del regista turco Nazım Güveloğlu

Domenica 22 ottobre 2017, nell’attesa serata delle premiazioni, il 4° Premio Archeoclub d’Italia, è andato al film “Un puzzle gigantesco. L’iscrizione epicurea di Diogene di Enoanda” di Nazım Güveloğlu (32’, Turchia, 2012). Con un voto medio di 8.66 il pubblico ha premiato il documentario del regista turco che descrive l’iscrizione filosofica scoperta nell’antica città di Enoanda, vicino a Fethiye. L’iscrizione, la cui lunghezza massima arriva a ottanta metri, fu fortemente voluta da Diogene di Enoanda per trasmettere la filosofia epicurea alle generazioni future e ai visitatori della città. Güveloğlu nel film discute l’approccio epicureo di concetti come il piacere, la felicità, l’amicizia, i sogni e le divinità, alla luce della storia della ricerca e ne evidenzia la sorprendente attualità. Una scelta molto apprezzata dal pubblico che ha avuto modo di applaudire direttamente il regista turco, presente in sala: “I festival e le rassegne”, ha affermato nel ricevere il premio, “hanno un ruolo fondamentale nella diffusione di generi cinematografici difficili come i documentari archeologici”.

La consegna del premio “Antonino Di Vita”: da sinistra, i direttori artistici Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio, e Francesca Spatafora con Maria Antonietta Rizzo

La VII rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea si è chiusa con la consegna del Premio Antonino Di Vita, che una commissione scientifica assegna a chi spende la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio storico-artistico e archeologico. Il 6° “Premio Antonino Di Vita” è andato a Francesca Spatafora, dirigente del Polo Regionale di Palermo per i Parchi e i Musei Archeologici, con le seguenti motivazioni del premio, lette dai direttori artistici Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele: “Per la straordinaria capacità di gestire il patrimonio culturale di un territorio vasto e complesso come quello palermitano; per l’impegno profuso nella ricerca archeologica, ma anche nella puntuale comunicazione dei suoi risultati, indirizzata sia alla ristretta cerchia di specialisti ma che ad pubblico sempre più eterogeneo e attento; per l’uso sapiente dei mezzi di comunicazione che la nostra epoca offre, che ha reso tangibile quel processo di democratizzazione della cultura attraverso i vari linguaggi del contemporaneo; per aver saputo rivitalizzare il Museo Archeologico Antonio Salinas, rinsaldandone il legame col territorio, dando vita a un vivace dialogo tra quelle storie antiche, scritte nella pietra, e quelle del nostro tempo, di cui noi stessi siamo artefici e protagonisti”. A consegnare il premio è stata Maria Antonietta Rizzo, moglie dell’archeologo chiaramontano cui è intitolato il riconoscimento, una statuetta realizzata dall’artista Santo Paolo Guccione.

Foto di gruppo con ospiti e organizzatori della VII rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea

Particolarmente soddisfatto Giacomo Caruso, presidente dell’Archeoclub: “Per quattro giorni Licodia Eubea si è sentita al centro del mondo, grazie agli ospiti e spettatori provenienti da ogni parte d’Italia e a quelli stranieri, che hanno regalato a questo piccolo borgo una ventata di internazionalità”. La direzione artistica del festival sta già cominciando a lavorare alla ottava edizione della Rassegna e ne ha annunciato le date, dal 18 al 21 ottobre 2018. Bisognerà attendere un anno per riaccendere il grande schermo a Licodia Eubea e viaggiare da un continente all’altro con il grande cinema del documentario.