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Trento. All’università seminario “Archeologia funeraria in Italia settentrionale tra VIII e X secolo”, in presenza e on line: focus su un periodo cruciale in cui il rituale funebre cambia la propria espressività

trento_palazzo-prodi_seminario-archeologia-funeraria-in-italia-settentrionale_locandinaLunedì 13 novembre 2023, dalle 15, e martedì 14 novembre 2023, dalle 9.15, appuntamento a Trento con il seminario “Archeologia funeraria in Italia settentrionale tra VIII e X secolo” a cura della professoressa Elisa Possenti e del dott. Andrea Colagrande. L’incontro si terrà nell’Aula 001 (pianoterra), Palazzo Prodi, del dipartimento di Lettere e Filosofia dell’università di Trento. Sarà possibile seguire il seminario da remoto (termine di iscrizione per l’online 12 novembre) al link https://webmagazine.unitn.it/…/archeologia-funeraria-in…. Lo studio di necropoli ed aree cimiteriali altomedievali in Italia settentrionale ha una lunga tradizione storiografica e ha visto un notevole sviluppo negli ultimi anni, in parte grazie anche al rinvenimento di importanti contesti a seguito di interventi archeologici di emergenza. Tuttavia, l’attenzione scientifica si è quasi sempre concentrata sui problemi legati alle necropoli gote e longobarde, spesso con discussioni centrate sull’identificazione etnico-culturale delle sepolture a partire dai corredi, sull’etnogenesi e sul significato dell’etnicità nell’Alto Medioevo. Con l’intento di trovare nuove linee di ricerca che permettano di interpretare altri aspetti di un periodo altamente complesso la giornata di studio intende approfondire ed estendere l’indagine ai secoli successivi: i limiti cronologici sono l’VIII e il X secolo e la scelta di questo arco temporale è giustificata dall’estrema importanza che questo periodo ricopre nella trasformazione della ritualità funeraria. A partire dall’VIII secolo, con la fine della frammentazione delle strutture politiche, economiche, sociali e ideologiche dettate dalla scomparsa definitiva dell’arianesimo e il trionfo del cattolicesimo tra i Longobardi e, dopo il 774, dall’alleanza tra i Carolingi e la Chiesa, il rituale funebre cambia la propria espressività: l’immaterialità del corredo apre la strada a trasformazioni della pratica funeraria che vedono il proprio compimento nel corso del X secolo.

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Il sepolcreto longobardo venuto alla luce in piazza San Giovanni in Xenodochio a Cividale del Friuli (foto sabap-fvg)

A partire dalla fine del VII secolo, infatti, è possibile comprendere come il corredo personale, utile ad inquadrare il rango sociale degli inumati, non solo nel momento della cerimonia funebre, ma anche per le generazioni future e per la comunità, tende a perdere la sua centralità in favore di chiese funerarie e cerimonie religiose che, svolte con regolarità e ripetitività, assumono un ruolo fondamentale nella trasmissione della memoria. Conseguentemente alla scomparsa del corredo la ricerca archeologica difficilmente è in grado di ottenere risposte esaustive, motivo per cui risulta fondamentale interrogare ed integrare il dato archeologico con altre serie testimoniali, quali quelle testuali, al fine di comprendere le dinamiche legate alla ritualità funebre. Per comprendere le trasformazioni e i cambiamenti della pratica funeraria, un ruolo di primo piano deve essere dedicato all’analisi dei cambiamenti liturgici: lo studio della ritualità e della liturgia diviene così un fenomeno imprescindibile e collegato fortemente alla sfera dell’archeologia funeraria dal momento che influisce sullo spostamento dei luoghi della memoria. Lo scopo di questa giornata di studio è quella di presentare non solo contesti noti ma anche eventuali ricerche inedite con la finalità di creare un tavolo di confronto fra il mondo accademico e il mondo istituzionale per aprire nuovi dibattiti su pratiche funerarie, ruoli di genere e altri aspetti che sono stati finora poco approfonditi. A tal fine, per meglio comprendere la conformazione della società e l’evoluzione della ritualità nei secoli VIII-X in Italia settentrionale, gli sono interventi incentrati su dati provenienti da differenti contesti di scavo quali complessi monastici, sepolture sparse, necropoli e chiese comunitarie e familiari.

PROGRAMMA 13 NOVEMBRE 2023, I GIORNATA, ore 15: introduce e coordina Elisa Possenti (università di Trento). Alle 15.15, Andrea Colagrande (università di Trento) su “Archeologia funeraria tra VIII e X secolo, le ragioni di un incontro”; 15.30, Cristina Ciancio (università del Sannio di Benevento) su “Per la quiete dei defunti e l’onore dei viventi. Permanenze e cambiamenti nella disciplina delle sepolture e nella condanna della loro violazione”; 16.15, Eleonora Destefanis (università del Piemonte Orientale) su “Sepolture di religiosi e religiose nell’Alto Medioevo: riflessioni sull’Italia settentrionale”; 17, Coffee break; 17.15, Nicoletta Pisu (unità di missione strategica soprintendenza per i beni e le attività culturali, Ufficio beni archeologici) su “Sepolture di VIII-X secolo in territorio trentino: considerazioni, questioni, proposte”.

PROGRAMMA 14 NOVEMBRE 2023, II GIORNATA, ore 9.15: introduce e coordina Nicoletta Pisu (unità di missione strategica soprintendenza per i beni e le attività culturali, Ufficio beni archeologici). Alle 9.30, Gabriele Sartorio (soprintendenza per i Beni e le Attività culturali – Regione Autonoma Valle d’Aosta) su “Spazi e modi del seppellire in una regione alpina tra VIII e X secolo”; 10.15, Sofia Uggè (ministero della Cultura-direzione regionale Musei Piemonte) ed Egle Micheletto (già soprintendente della SABAP-AL) su “Sepolture tra VIII e X secolo in Piemonte: un aggiornamento”; 11, Coffee break; 11.15, Chiara D’Incà (funzionario archeologo, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso) su “Sepolture in contesto ecclesiastico tra VIII e X secolo: alcuni casi di area bellunese”; 12, Angela Borzacconi (funzionario archeologo presso il ministero per i Beni e le Attività Culturali e direttore del museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli) su “Archeologia funeraria tra VIII e X secolo in Friuli-Venezia Giulia”; 12.45, chiusura seminario.

Cividale. Al via i lavori per la ristrutturazione e il nuovo allestimento del piano terra dal periodo romano a quello patriarcale. Borzacconi: “Cantiere a museo aperto. Lavori ultimati per Natale”

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Al via il cantiere per ristrutturare il piano terra del museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli (foto museo cividale)

Lavori in corso al museo Archeologico nazionale di Cividale. Come comunica la stessa direttrice Angela Borzacconi, “è ufficialmente iniziato un periodo febbrile di lavori che coinvolgeranno il piano terra (con un nuovo allestimento) e i sotterranei, dove abbiamo concluso la prima parte del percorso per concentrarci sull’area archeologica. L’attuale progetto non comprende il piano dei Longobardi perché quell’allestimento – sottolinea la direttrice -, pur realizzato nel 1990, è ancora straordinario dal punto di vista espositivo (recentemente abbiamo aggiornato tutti i testi e le didascalie) e può aspettare un secondo momento”. Tutti i lavori sono finanziati dal ministero della Cultura.

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Restauro di mosaici a museo aperto al piano terra del museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli (foto museo cividale)

Il tutto a museo aperto. “Ci scusiamo fin da ora nel caso ci fosse qualche piccolo disagio (e faremo in modo sia proprio piccolissimo) o qualche leggero disallineamento. Questo vi consentirà di seguirci e di starci vicino in un’impresa grande e straordinaria”. Con un obiettivo: finire tutto per Natale.

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Allestimento della biglietteria provvisoria al piano terra del museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli (foto museo cividale)

“Il piano terra aveva bisogno di essere ripensato”, ammette Borzacconi, “per riuscire a immaginare meglio come quella Forum Iulii di fondazione romana sia divenuta una città così rilevante nei periodi successivi dell’alto medioevo e del periodo patriarcale. Un’avventura impegnativa, ma emozionante che vogliamo condividere con tutti voi, passo dopo passo. Dopo 30 anni era giusto e necessario aggiornare la narrazione museale. Partiremo dall’attuale lapidario che sarà smantellato, non perché sia brutto, ma perché le persone a cui il museo oggi si rivolge sono cambiate e hanno esigenze diverse. Abbiamo ideato una narrazione che vi appassionerà. Vedrete che non vi deluderemo”.

Ascoli Piceno. Al via la tre giorni di convegno “Sulle orme dei Longobardi fra Marche e Umbria. Ascoli, Castel Trosino, Spoleto” in ricordo di Lidia Paroli a 30 anni dalle manifestazioni del Centenario del rinvenimento della celebre necropoli di Castel Trosino (1993-‘95). Ecco il programma. Valorizzazione del parco archeologico della necropoli longobarda e del museo dell’Alto Medioevo

ascoli-piceno_convegno-nazionale_sulle-orme-dei-longobardi-fra-marche-e-umbria_ascoli-castel-trosino-spoleto_locandinaDal 4 al 6 maggio 2023 Ascoli Piceno ospiterà il convegno “Sulle orme dei Longobardi fra Marche e Umbria. Ascoli, Castel Trosino, Spoleto”. Sarà l’occasione a 30 anni dalle manifestazioni del Centenario del rinvenimento della celebre necropoli di Castel Trosino (1993-‘95) e dal precedente convegno su “L’Italia centro-settentrionale in età longobarda”, curato dalla compianta Lidia Paroli, per fare un aggiornato punto sulla presenza dei Longobardi nell’area del ducato di Spoleto fra Marche ed Umbria, alla luce delle più recenti ricerche archeologiche ed indagini territoriali, oltre che di ampi confronti con il mondo longobardo nell’intera Italia centro-settentrionale, in parallelo con la mostra tenutasi a Grosseto fra 2021 e 2021 su “I Longobardi e la nascita della Toscana”, e in stretto collegamento con l’altro convegno “Longobardi: cultura, società, potere, economia”, che si terrà sempre a Grosseto nei giorni 26-27 maggio 2023, nell’ambito di un più ampio programma 2023 di iniziative sui Longobardi nell’intera Italia centrale. Coordinamento scientifico: Paolo Delogu, Andrea R. Staffa. Comitato Scientifico: Francesca M. Anzelmo, Paul Arthur, Angela Borzacconi, Gian Pietro Brogiolo, Carlo Citter, Paolo Delogu, Caterina Giostra, Marco Ricci, Andrea R. Staffa, Chiara Valdambrini.

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Fibule a forma di cavallo dalla necropoli di Castel Trosino conservate al museo dell’Alto Medioevo “Alessandra Vaccaro” (museo delle Civiltà) (foto muciv)

Punto centrale della manifestazione è la presentazione alla comunità ascolana e al mondo scientifico nazionale dei risultati delle ricerche che, partendo dagli studi di Lidia Paroli, restituiscono oggi un panorama in cui i Longobardi stanziati a Castel Trosino ed in altri siti dell’area giungono nel Piceno verso il 590 non per devastare l’antica Asculum e sottometterne il territorio, ma quali mercenari al servizio del potere imperiale bizantino, del quale assicureranno il controllo della città sin verso il 620-630, stanziandosi infine in città e rivestendo un ruolo importante nel governo del territorio ormai entrato definitivamente a far parte del ducato longobardo di Spoleto.

Giovedì 4 maggio 2023, Palazzo de’ Capitani. Alle 10.30, apertura ufficiale. Dopo i saluti delle autorità, Paul Arthur introduce i lavori. Paolo Delogu e Andrea R. Staffa presentano il convegno, mentre Marco Ricci e Andrea R. Staffa faranno un ricordo di Lidia Paroli. Alle 12, PRIMA SESSIONE “I Longobardi nell’Italia centrale” presieduta da Paolo Delogu. Intervengono: Marco Ricci su “Aggiornamenti sulla necropoli di Castel Trosino e riflessioni sulla cultura materiale nell’Italia centrale in età longobarda”; e Francesca M. Anzelmo, Paola Romi, Andrea R. Staffa su “Insediamento e necropoli di Nocera Umbra fra età imperiale e VI-VII secolo: il punto sulla situazione”. Alle 15.30, SECONDA SESSIONE “Le Marche in età longobarda” presieduta da Gian Pietro Brogiolo. Intervengono: Andrea R. Staffa su “Da Castel Trosino ad Ascoli: continuità e trasformazioni nell’assetto dell’insediamento fra VI ed VIII secolo”; Enrico Giorgi, Paola Mazzieri, Luca Speranza, Michele Massoni su “Ascoli altomedievale: recenti scoperte e nuove indagini archeologiche (S. Pietro in Castello, Corso Trento e Trieste, Cattedrale)”; Umberto Moscatelli su “Le Marche centrali in età longobarda: popolamento e istituzioni”; e Daniele Sacco su “Genti longobarde nel ducato della Pentapoli, da Rimini ad Ancona. Dove, quando e perché”. Chiude la discussione.

Venerdì 5 maggio 2023, Palazzo de’ Capitani. Alle 9, continua la SECONDA SESSIONE “Le Marche in età longobarda”, ma presieduta da Marco Valenti e Andrea R. Staffa. Interviene Andrea R. Staffa su “Bizantini e Longobardi nel Piceno: una prima ricostruzione complessiva”. Comunicazioni: Luca Speranza, Eleonora Ferranti su “Ascoli Piceno: la necropoli altomedievale presso SS. Vincenzo ed Anastasio; Stefano Finocchi, Matteo Tadolti su “Osimo: edificio ecclesiastico di età tardoantica-altomedievale dal sito dell’Ex-Consorzio Agrario di Osimo e considerazioni generali sul territorio di Osimo fra tardoantico ed alto Medioevo”; Maria Raffaella Ciuccarelli, Michele Silani su “Sena Gallica: nuovi scavi a Villa Tarsi e prime considerazioni sulle fasi tardo antiche – altomedievali dell’antico centro”; Federica Grilli, Matteo Tadolti, Andrea Marziali, Andrea Bruni, Giacomo Piazzini, Elena Ciccarelli, Sofia Cingolani, Linda Damiani, Sofia Iacopini, Francesco Pieragostini, Roberto Tomassoni su “Fermo: Le fasi altomedievali dagli scavi del nuovo ospedale a Campiglione-San Claudio e considerazioni generali sulla vallata del Tenna fra tardoantico ed alto Medioevo”; Stefano Finocchi, Viviana Antongirolami su “Necropoli tardo antica in località Scalo Montecosaro e considerazioni sull’assetto della bassa valle del Chienti fra VI ed VIII secolo”; e Nicoletta Frapiccini su “Trasformazioni dei centri urbani fra VI ed VIII secolo: i centri produttivi”. Segue la discussione. Alle 15.30, TERZA SESSIONE “Le Marche e l’Umbria nel ducato longobardo di Spoleto: istituzioni, economia e società” presieduta da Marco Valenti. Intervengono: Vito Loré su “Conductores e coloni. La gestione dei patrimoni fondiari nel ducato di Spoleto”; Yuri Marano su “Una chiesa di frontiera? Gli episcopati dell’italia centrale in età longobarda”; Francesca Diosono su “Produzione e distribuzione della ceramica in territorio umbro tra VI e VIII secolo”; Enrico Cirelli su “Tra Bizantini e Longobardi: economia e circolazione di prodotti mediterranei nelle Marche altomedievali (secoli VI-VIII)”; e Alessia Rovelli su “La monetazione nei ducati longobardi di Spoleto e Benevento”. Segue la discussione.

Sabato 6 maggio 2023, Palazzo de’ Capitani. Alle 09.30, QUARTA SESSIONE “Cultura artistica nel ducato longobardo di Spoleto” presieduta da Caterina Giostra. Intervengono: Federico Marazzi su “Spoleto e Benevento: due ducati periferici a confronto”; Furio Cappelli su “Spoleto e la sua “irradiazione” nei territori del ducato. Elementi di cultura artistica tra Umbria, Sabina e Piceno”; e Giulia Bordi su “Nuove considerazioni sul tempietto del Clitunno”. Segue la discussione. Quindi tavola rotonda conclusiva con Paul Arthur, Angela Borzacconi, Gian Pietro Brogiolo, Furio Cappelli, Carlo Citter, Paolo Delogu, Caterina Giostra, Federico Marazzi, Marco Ricci, Andrea R. Staffa, Chiara Valdambrini, Marco Valenti.

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Il museo dell’Alto Medioevo di Ascoli Piceno

Sabato 6 maggio 2023, Museo dell’Alto Medioevo – Forte Malatesta. Alle 17, Programmi futuri di valorizzazione dell’eredità longobarda. Indirizzi di saluto: Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno; Chiara Biondi, assessore alla Cultura ed Istruzione della Regione Marche; on. Giorgia Latini, vicepresidente Commissione Cultura, Scienza, e Istruzione della Camera dei Deputati; Gerardo Villanacci, presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici; Guido Castelli, senatore, commissario straordinario ricostruzione Sisma 2016; Andrea Maria Antonini, assessore all’Agricoltura della Regione Marche, già assessore alla Cultura del Comune di Ascoli Piceno; Stefano Papetti, responsabile delle Collezioni Civiche di Ascoli Piceno. Intervengono: F.M. Anzelmo, A.R. Staffa, S. Papetti su “Museo dell’Alto Medioevo di Ascoli Piceno: un programma di rilancio”; Angela Borzacconi su “Nuove potenzialità di collaborazione fra Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli e Museo dell’Alto Medioevo di Ascoli Piceno”; soprintendenza ABAP Province di Ascoli Piceno-Fermo-Macerata su “Parco Archeologico di Castel Trosino: il punto sulla situazione”. Momento di ricordo ed apposizione presso il Museo di targa in memoria di Lidia Paroli. Messa in opera della targa relativa alla vittoria da parte del museo dell’Alto Medioevo di Ascoli Piceno del Premio nazionale musei Riccardo Francovich per il 2020.

Firenze. A TourismA 2023 la consegna del X premio Riccardo Francovich della SAMI al Mercato delle Gaite di Bevagna (Pg)

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TourismA 2023: consegna del X premio Riccardo Francovich. Da sinistra, Piero Pruneti, Giuseppe Proietti, Annarita Falsacappa, Franco Franceschi, Paul Arthur (di spalle), e Angela Borzacconi (foto graziano tavan)

 

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Annarita Falsacappa, sindaco di Bevagna (Pg) (foto graziano tavan)

La soddisfazione la si leggeva sugli occhi di tutti i rappresentanti del Mercato delle Gaite di Bevagna sul palco dell’auditorium del Palazzo dei Congressi di  Firenze per TourismA 2023 dove si è tenuta cerimonia di consegna della X edizione del premio Riccardo Francovich. Perché loro, come ha ricordato Annarita Falsacappa, sindaco del Comune di Bevagna, in provincia di Perugia, “ne hanno fatto do strada. Erano partiti dalla sagra della porchetta e sono arrivati a realizzare il Mercato delle Gaite con il suo Circuito dei Mestieri Medievali che negli anni, grazie a consulenze scientifiche e alla grande passione delle decine e decine di volontari che vi concorrono, sono riusciti a migliorare di anno in anno fino a essere premiati dalla SAMI (Società degli Archeologi Medievisti Italiani) che nel 2013 ha istituito il riconoscimento per ricordare l’operato del professor Riccardo Francovich, con l’intenzione di premiare il museo o parco archeologico italiano che “rappresenti la migliore sintesi fra rigore dei contenuti scientifici ed efficacia nella comunicazione degli stessi verso il pubblico dei non specialisti“.

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TourismA 2023, X premio Francovich. Da sinistra, Piero Pruneti, due rappresentanti delle Gaite, Giuseppe Proietti, Annarita Falsacappa, Franco Franceschi, Luigi La Rocca, Angela Barzacconi, Marco Valenti, Gabriella Picinni, altri due rappresentanti delle Gaite. Davanti c’è Paul Arthur (foto grazianio tavan)

Quest’anno, per la X edizione, la Commissione Giudicatrice, presieduta da Paul Arthur (presidente SAMI, professore di Archeologia medievale, università del Salento), e composta da Angela Borzacconi (direttore museo Archeologico nazionale, Cividale), Giovanni Floris (giornalista e conduttore televisivo), Luigi La Rocca (direttore generale Archeologia Belle arti e paesaggio, MIC), Gabriella Picinni (professore di Storia medievale, università di Siena), Piero Pruneti (direttore di Archeologia Viva), Marco Valenti (professore di Archeologia medievale, università di Siena),  aveva selezionato sei musei-siti: Bevagna: Il mercato e il circuito dei mestieri di Bevagna (Pg); Brescia: museo di Santa Giulia a Brescia (Bs); Fasano: parco rupestre Lama d’Antico nel territorio di Fasano (Br); Firenze: museo dell’Opera del Duomo (Fi); Milano: chiesa inferiore di San Sepolcro (Mi); Positano: museo Archeologico romano Santa Maria Assunta (Sa).

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Il gruppo di Bevagna (Proietti, Falsacappa, Franceschi) con la giuria (La Rocca, Barzacconi e Arthur) (foto graziano tavan)

A ricevere il premio dalle mani del presidente Paul Arthur insieme al sindaco di Bevagna Annarita Falsacappa anche il prof. Franco Franceschi dell’università di Siena, referente scientifico del Mercato delle Gaite, e Giuseppe Proietti, podestà del Mercato delle Gaite. È stato proprio quest’ultimo a leggere la motivazione iscritta sulla targa del premio Francovich.

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Il podestà Giuseppe Proietti con la targa del X premio Francovich (foto graziano tavan)

È stato proprio Proietti a leggere la motivazione iscritta sulla targa del X premio Francovich ricevuta dalle mani del presidente di Sami, Paul Arthur: “La Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI) fondata nel 1994, premio Riccardo Francovich per il miglior museo e parco archeologico italiano a tematica medievale, X edizione, anno 2022. Premio del pubblico conferito al Mercato delle Gaite di Bevagna per la fedele ricostruzione storica e la rievocazione materiale di un mercato tardo medievale e dei suoi mestieri, con l’ambiente, la sua gente, le sue bancarelle e le sue merci, i suoi artisti e i suoi artigiani, il suo trambusto, attraverso le quattro gaite di Bevagna, le scritture della storia e i manufatti dell’archeologia prendono vita, comunicando con grande efficacia il passato al presente. Firenze 25 marzo 2023”. La proiezione di un promo sul Mercato delle Gaite di Bevagna ha chiuso la breve cerimonia.

Firenze. A Tourisma 2023 la consegna del premio “R. Francovich”: ultimi giorni per votare on-line uno dei sei siti indicati dalla commissione giudicatrice della SAMI

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Riccardo Francovich, l’iniziatore dell’archeologia medievale in Italia: a lui è dedicato il premio Sami

Ultimi giorni per votare il Parco o Museo a cui verrà assegnato il Premio “R. Francovich”, il prestigioso riconoscimento istituito dalla SAMI – Società degli Archeologi Medievisti Italiani, presieduta dal prof. Paul Arthur. Le votazioni sono aperte sia ai soci della SAMI che al pubblico in generale fino al 25 febbraio 2023. Clicca e vota http://archeologiamedievale.unisi.it/…/x-edizione…. La consegna del premio è in programma a “tourismA”, sabato 25 marzo 2023, alle 12, nel grande auditorium del Palacongressi di Firenze. Con la partecipazione di Archeologia Viva. Sono sei i musei-siti individuati dalla commissione per la X edizione Premio Parco e Museo “Riccardo Francovich”. La Commissione Giudicatrice, presieduta da Paul Arthur (presidente SAMI, professore di Archeologia medievale, università del Salento), è composta da: Angela Borzacconi (direttore museo Archeologico nazionale, Cividale), Giovanni Floris (giornalista e conduttore televisivo), Luigi La Rocca (direttore generale Archeologia Belle arti e Paesaggio, MIC), Gabriella Picinni (professore di Storia medievale, università di Siena), Piero Pruneti (direttore di Archeologia Viva), Marco Valenti (professore di Archeologia medievale, università di Siena), ha selezionato i seguenti sei musei-siti: Bevagna: Il mercato e il circuito dei mestieri di Bevagna (PG); Brescia: Museo di Santa Giulia a Brescia (BS); Fasano: Parco Rupestre Lama d’Antico nel territorio di Fasano (BR); Firenze: Museo dell’Opera del Duomo (FI); Milano: Chiesa inferiore di San Sepolcro (MI); Positano: Museo Archeologico Romano Santa Maria Assunta (SA).

Cividale. Al museo Archeologico nazionale apre la mostra “Feudatari, cavalieri, crociati. Il castello dei signori di Attems nel Friuli patriarcale”

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La locandina della mostra “Feudatari Cavalieri Crociati” al museo Archeologico nazionale di Cividale dal 5 novembre 2022 al 5 maggio 2023

“Feudatari cavalieri crociati. Il castello dei signori di Attems nel Friuli patriarcale” è il titolo della mostra che sabato 5 novembre 2022, alle 11, apre al museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli dove rimarrà aperta fino al 5 maggio 2023 (orario 10–19, chiuso il lunedì; info +39 0432 700700 museo Archeologico nazionale Cividale, museoarcheocividale@cultura.gov.it; prenotazioni prenotazionisfa@gmail.com). Questa mostra nasce da una collaborazione tra la Società friulana di Archeologia (presidente Maurizio Buora) e il museo Archeologico nazionale di Cividale (direttore Angela Borzacconi), insieme per raccontare un percorso di archeologia e di formazione. Il castello appartenuto alla famiglia degli Attems, una delle più antiche casate del Friuli patriarcale, è un punto di osservazione privilegiato per visualizzare il Medioevo di una terra che nella presenza di fortificazioni e fortezze trova la sua fisionomia più connotante. Il progetto espositivo vuole essere un’occasione per condividere il contributo che vent’anni di campagne di scavo hanno offerto alla conoscenza del territorio attraverso il lavoro di molte persone. Le indagini, condotte dalla Società Friulana di Archeologia, attraverso il coinvolgimento di numerosi studenti, hanno dato vita a momenti importanti di formazione, ma anche di incontro e di scambio per i giovani partecipanti provenienti da diversi luoghi d’Italia e d’Europa. Il sito ha restituito contesti datati al XII e al XIII secolo, un unicum nel panorama dei castelli noti in regione che in genere conservano testimonianze delle ultime frequentazioni prima dell’abbandono avvenuto a partire dal Quattrocento. Una selezione dei materiali archeologici rinvenuti nella residenza fortificata di questi nobili di origine germanica, ne esprime un momento di grande prosperità, eccezionalmente confermato anche dalle fonti documentarie. In questo caso, inoltre, le fonti storiche rintracciate in alcuni preziosi fondi documentari del museo Archeologico nazionale di Cividale permettono di ricostruire atmosfere e personaggi di un nobile casato che diede alla storia feudatari, cavalieri, ma anche crociati di Terrasanta.

Cividale. Il museo Archeologico nazionale compie 205 anni (1817-2022): domenica di festa con visita alle collezioni guidata dal direttore, caccia al tesoro per i più piccoli, archeologia sperimentale in giardino e brindisi finale. Ingresso gratuito

cividale_archeologico_205mo-compleanno_locandinaSono passati 205 anni da quando Michele della Torre conte Valsassina, convinto delle potenzialità archeologiche di Cividale, avviò le sue ricerche con i finanziamenti dell’imperatore d’Austria. Fin da subito fu creato un luogo istituzionale in cui depositare, studiare e valorizzare ciò che veniva portato alla luce. Domenica 17 luglio 2022 il museo Archeologico nazionale di Cividale festeggia insieme agli ospiti il suo anniversario di fondazione: 1817-2022. “Mi sono sempre piaciuti i compleanni, i brindisi, le ricorrenze”, commenta Angela Borzacconi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Cividale. “Un modo per dare valore al tempo che passa sedimentando le storie di tutti”. In programma, alle 11, visita guidata alle collezioni con il direttore; alle 17, caccia al tesoro per i più piccoli tra le sale a cura di Archeoscuola; narrazioni e approfondimenti di archeologia sperimentale per tutti nel giardino segreto del palazzo con i ricostruttori dell’associazione La Fara; e, alle 18, un immancabile brindisi ad altrettanti e più anni di servizio per i cittadini di oggi e di domani. Per l’occasione l’ingresso è gratuito. Speciale shop con gli artigiani del territorio. Per prenotare la visita e la caccia al tesoro: tel. 0432700700 – museoarcheocividale.biglietteria@cultura.gov.it.

Cividale. Al Tempietto Longobardo chiuse le indagini archeologiche della soprintendenza, primo passo di una serie di interventi interdisciplinari di progetti di analisi, restauro e valorizzazione di uno dei monumenti più rilevanti dell’alto medioevo italiano

Il Tempietto Longobardo a Cividale, uno dei monumenti più rilevanti dell’alto medioevo italiano (foto sabap-fvg)

Chiuse le indagini archeologiche all’interno dell’oratorio di Santa Maria in Valle a Cividale del Friuli, meglio noto come Tempietto Longobardo, effettuate dalla Arc-Team srl sotto la direzione scientifica di Angela Borzacconi per conto della soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio FVG, primo passo di una serie di interventi, che mirano a verificare e meglio definire le caratteristiche del deposito archeologico esistente. I lavori si inseriscono in un insieme interdisciplinare di progetti di analisi, restauro e valorizzazione di questo bene, che costituisce uno dei monumenti più rilevanti dell’alto medioevo italiano. Si tratta infatti di un edificio legato a una committenza regia e frutto di una fase costruttiva e decorativa unitaria e coerente datata all’VIII secolo, un tempo in cui l’età longobarda conosce la sua maturità mescolando in un’armonia di linguaggi elementi bizantini, orientali e mediterranei. L’insieme si compone di interventi diversificati che vanno dallo scavo archeologico alla messa in sicurezza sismica, al consolidamento strutturale, al restauro degli apparati lapidei, di tutte le superfici dipinte e degli stucchi promossi dall’Amministrazione comunale, dalla soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia e dall’Istituto centrale del Restauro del ministero della Cultura. Interventi differenti per tipologia, caratteristiche e obiettivi, ma riuniti dal comune obiettivo di assicurare, attraverso la conoscenza, la corretta conservazione dell’edificio nell’ambito di una pianificazione progettuale più ampia di restauro e valorizzazione dell’intero complesso di Santa Maria in Valle prevista dal Piano di Gestione del 2010 World Heritage List – Italia Langobardorum. I Longobardi in Italia – I luoghi del potere (568-774 d.C.).

Indagini archeologiche all’interno del Tempietto Longobardo a Cividale (foto sabap-fvg)

Gli scavi hanno interessato l’intera aula del Tempietto e parte della zona absidale, evidenziando una situazione estremamente compromessa da ripetute escavazioni condotte in passato che hanno intaccato la stratigrafia originaria: interventi che, dall’epoca medievale in poi, hanno caratterizzato tutte le fasi di utilizzo dell’edificio, con ripetuti abbassamenti della quota di calpestio, fino alle numerose esplorazioni archeologiche susseguitesi dalla fine dell’Ottocento agli anni Settanta del secolo scorso. Dunque uno scavo molto difficile per la presenza di rilevanti rimaneggiamenti, necessario tuttavia per registrare ogni evidenza e leggerla alla luce dei dati scientifici attualmente disponibili, anche in relazione agli esiti delle recenti indagini svolte nell’area del Monastero, nella prospettiva di elaborare nuovi dati di conoscenza.

Indagini archeologiche nell’abside del Tempietto Longobardo a Cividale (foto sabap-fvg)

Utilizzando un rigoroso metodo di scavo manuale stratigrafico di grande dettaglio, unito a una documentazione tecnologica qualitativamente efficace, è stato possibile individuare residui di stratigrafia ancora conservata che, unitamente ad una serie di datazioni al carbonio (attualmente in corso) e allo studio dei materiali archeologici rinvenuti, potranno supportare sia la cronologia delle fasi edilizie legate all’edificio che le dinamiche insediative precedenti alla costruzione del Tempietto. Di grande interesse è infatti il riconoscimento di alcune murature relative ad un edificio preesistente al Tempietto, già note da precedenti scavi ma mai documentate e comprese correttamente. Si tratta di strutture che definiscono spazi articolati di una certa ampiezza, pavimentati con preparazioni di malta spessa e tenace che parrebbe presupporre l’utilizzo di lastre di pietra pesanti (forse le stesse utilizzate poi per il piano pavimentale del Tempietto, oggi ancora visibili). Elementi di pregio che, abbinati all’opus sectile, si prestavano al frequente reimpiego in relazione al progressivo innalzamento di piani pavimentali utilizzati durante le fasi di vita dell’oratorio.

Le indagini archeologiche sotto l’altare del Tempietto Longobardo a Cividale (foto sabap-fvg)

Non sappiamo a cosa si riferisca questa preesistenza, che sembra avere una certa evidenza monumentale, ma pare ragionevole collegarla all’antica Gastaldaga, sede della classe dirigente longobarda. Parte di tale contesto dovette essere poi obliterato dalla costruzione di quello straordinario edificio di culto utilizzato come cappella palatina eretta nella matura età longobarda, forse in concomitanza con una generale monumentalizzazione del complesso di potere, successivamente inglobato nel monastero menzionato dalle fonti a partire dal IX secolo. Tradizione vuole che quest’ultimo fosse stato fondato da Piltrude, badessa del monastero di Salt di Povoletto, i cui resti furono messi in relazione con le reliquie individuate nel XIII secolo durante alcuni lavori di sistemazione del presbiterio dell’oratorio di Santa Maria. Scoperta che, per le forti connotazioni ideologiche assunte in quella fase di rinnovamento duecentesca, consolidò sensibilmente il legame di Piltrude con la tradizione di fondazione.

La cassetta di legno con resti umani trovata sotto l’altare del Tempietto Longobardo a Cividale (foto sabap-fvg)

La ricognizione sotto l’altare, effettuata nel dicembre scorso a conclusione delle indagini nell’aula del Tempietto, ha portato alla luce una cassetta di legno contenente resti umani, già noti da varie ricognizioni (ultima delle quali avvenuta nel 1968) e tradizionalmente attribuiti proprio a Piltrude. Tali resti, in origine sistemati in un sarcofago assemblato in età medievale reimpiegando pezzi scultorei di epoca longobarda databili all’VIII secolo, furono traslati sotto l’altare in tempi recenti. Si tratta di una selezione di resti scheletrici pertinenti a diversi individui, attualmente in corso di studio.

Cividale. Al museo Archeologico nazionale si presenta il libro “Mirabilia – 151 opere fortificate a Nord-Est e dintorni” di Gianni Virgilio

La locandina dell’incontro con Gianni Virgilio al museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli

La guida narra le vicende e svela il mistero che avvolge questi tesori, auspicando un continuo sforzo di riscoperta e di recupero: parliamo di “Mirabilia – 151 opere fortificate a Nord-Est e dintorni” di Gianni Virgilio (Andrea Moro Editore), un viaggio tra i castelli e le opere fortificate di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Tirolo austriaco, Carinzia, Slovenia e penisola d’Istria. Il libro sarà presentato sabato 17 luglio 2021, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli. Dialogheranno con l’autore Gilberto Ganzer, Diego Navarria, Angela Borzacconi. ​Prenotazione obbligatoria (MAN Cividale tel. 0432 700700). “Mirabilia” raggruppa in una unica edizione il meglio delle opere fortificate dei territori del Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige, Carinzia, Slovenia e Istria. I siti scelti rappresentano per la regione considerata qualcosa di particolare dal punto di vista storico, e/o strutturale-architettonico e/o di inserimento nel paesaggio.

Cividale. Per la Notte europea dei Musei al museo Archeologico nazionale visita guidata alla collezione longobarda. In mostra l’Historia Langobardorum di Paolo Diacono, esposta per l’ultima volta prima del periodo di conservazione

In occasione della Notte europea dei Musei, nuova opportunità per una visita guidata alla collezione longobarda del museo Archeologico nazionale di Cividale che aderisce sabato 3 luglio 2021 alla Notte dei musei con un’apertura straordinaria serale, dalle 20 alle 23. Il biglietto avrà il costo simbolico di 1 euro. Visita guidata alla collezione longobarda alle 20.30, a cura della direttrice del Museo, Angela Borzacconi. Per l’occasione sarà riesposta l’Historia Langobardorum, di Paolo Diacono, un manoscritto del IX secolo copiato pochi decenni dopo la sua morte e dunque di grande pregio “perché porta ancora con sé “l’odore” del Regno dei Longobardi”. Chi vuole ammirare questo straordinario best seller dell’antichità, che contiene la storia, la saga e i miti di un popolo, si segni sull’agenda questo appuntamento di sabato 3 luglio 2021. Poi per un po’ di tempo non lo si rivedrà in quanto, come si sa, la sovraesposizione danneggia tutti, anche i manoscritti.