Archivio tag | Andrea Carandini

Firenze. Al Palazzo dei congressi al via tourismA – Salone dell’Archeologia e del Turismo culturale: tre giorni con proposte di viaggio sulle orme degli Etruschi, archeologia nelle zone di guerra, i 50 anni dei Bronzi di Riace, il ricordo di Philippe Daverio e un virtual tour nella Cappella Brancacci

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La platea del centro congressi di Firenze gremita per gli incontri di TourismA (foto AV)

firenze_tourismA-2022_locandinaTutto pronto per l’VIII edizione di tourismA – Salone dell’Archeologia e del Turismo culturale organizzato da Archeologia Viva (Giunti editore) al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 30 settembre al 2 ottobre 2022 a ingresso libero (orario 8.30-18.30). Decine di incontri, centinaia di relatori, stand, laboratori didattici, ricostruzioni virtuali per viaggiare avanti e indietro sulla linea del tempo con nuovi avvincenti linguaggi e tecnologie. Quest’anno tra i protagonisti indiscussi gli Etruschi, con nuove scoperte e progetti di valorizzazione turistica in Toscana, e l’Egitto a 100 anni esatti dalla straordinaria scoperta della tomba di Tutankhamon. L’inaugurazione ufficiale della kermesse venerdì 30 settembre alle 10.30 alla presenza della autorità. Vediamo i temi più importanti.

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CELESTE AIDA: a “tourismA 2022” nel 150° della prima dell’Aida alla Scala di Milano (foto AV)

Egitto ed Etruschi: tra reale e virtuale. Protagonisti della tre giorni fiorentina l’Egitto con incontri, laboratori e realtà virtuale in occasione del centenario della scoperta della Tomba di Tutankhamon, il bicentenario dalla decifrazione dei geroglifici e il centocinquantesimo della rappresentazione dell’Aida alla Scala, che Verdi considerò la vera e propria “prima”. E poi gli Etruschi con le nuove scoperte in Toscana (Gonfienti) e Umbria (Perugia) e i progetti di promozione turistica che vedono protagonista l’antica civiltà dei Tirreni.

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Il nuovo museo dell’Acropoli ad Arene “dialoga” direttamente con il Partenone (foto AV)

I marmi del Partenone. Le celebri sculture di Fidia sono al centro di un convegno internazionale sulla annosa questione della restituzione alla Grecia. Sarà la stessa ministra greca della Cultura, Lina Mendoni, a lanciare da “tourismA 2022” un accorato appello al governo britannico. Conservare il passato. tourismA sarà occasione anche per presentare importanti restauri di statue e dipinti fra antichità e medioevo (in collaborazione con CNRc).

Missioni di scavo all’estero. Importante la collaborazione col Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionali per la presentazione delle attività delle missioni archeologiche italiane in Iraq, Turchia, Giordania Tunisia, Turkmenistan, Perù…

Archeologia sotto le bombe. L’associazione nazionale archeologi fa il punto sullo stato delle principali aree archeologiche e monumentali in Ucraina.

firenze_tourismA-2022_turismo-in-sardegna_foto-av5° Workshop del turismo culturale. Enti del turismo, enti locali e tour operator incontrano gli agenti di viaggio venerdì 30 settembre a Buy Cultural Tourism, 5° Workshop B2B del turismo culturale, appuntamento riservato agli operatori professionali dedicato all’incontro tra domanda e offerta di viaggi, esperienze e itinerari culturali. Presenti gli enti del turismo di Cipro, Croazia, Fiandre, Israele, Malta, Polonia, Portogallo, Promoturismo FVG, Valle d’Aosta, Visit Romagna, oltre a diversi siti e operatori della Sardegna.
Ricca parte espositiva. L’area espositiva offre una significativa panoramica dell’offerta culturale di regioni italiane, dalla Toscana alla Sardegna, dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia, dalla Valle d’Aosta alla Romagna, ed estere come Cipro, Croazia, Turchia, Grecia.

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Il direttore del nuovo museo dell’Acropoli, Nikolaos Stampolidis

Appuntamento a Firenze. Molti i big della comunicazione storico-archeologica che danno appuntamento a tourismA tra cui l’archeologo Andrea Carandini, il filologo e archeologo Louis Godart, lo storico e conduttore tv Cristoforo Gorno, il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, l’orientalista Paolo Matthiae, il direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel, il direttore del museo dell’Acropoli di Atene Nikolaos Stampolidis, il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli Paolo Giulierini, il noto medievista Franco Cardini e molti altri.

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Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

Ricco il programma della prima giornata tra storia dell’arte, archeologia e grandi personaggi della comunicazione del passato. Si parte col convegno dedicato alla memoria del noto storico dell’arte Phillippe Daverio dal titolo “Save Art 2022 – Copie, restauri, NFT, falsi, realtà ambigue e mondi alternativi” a cura di Art e Dossier e con la partecipazione di Eike Schmidt direttore delle Gallerie degli Uffizi. “Tra terra e mare: itinerari ed esperienze alla scoperta dell’antico popolo” è il titolo del convegno a cura di Regione Toscana con la partecipazione di Eugenio Giani presidente Regione Toscana. Il Prodotto Turistico Omogeneo Toscana Terra Etrusca sarà al cento del convegno organizzato da Toscana Promozione Turistica. Franco Cardini storico del Medioevo, Cristoforo Gorno scrittore e conduttore televisivo, Carmelo Malacrino direttore Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria sono tra i big della giornata di venerdì 30 settembre 2022.

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Ritorno a Cartagine. Scavi e ricerche della Sapienza Università di Roma a Dermech (Tunisia) (foto AV)

Sempre in apertura di “tourismA” si farà il punto sulla situazione dell’Archeologia italiana all’estero nell’incontro organizzato col ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale: un coinvolgente racconto che dall’Africa dei primi ominidi conduce il pubblico in Giordania a Petra e in Tunisia a Cartagine nel cuore del Mediterraneo fenicio, poi nelle steppe dell’Asia Centrale nella grande capitale dei Parti e, attraversando l’Oceano, a Machu Picchu sulle vette delle Ande peruviane, per chiudere con la nascita dello Stato arcaico ad Arslantepe in Turchia.

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L’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans ad Aosta (foto AV)

La tragica situazione dell’Ucraina e la salvaguardia del patrimonio culturale nel Paese sono i temi di un altro importante focus della giornata di venerdì nel convegno organizzato dall’Associazione Nazionale Archeologi. Mentre, sempre venerdì, si guarda al futuro del turismo che abbatte le barriere con la presentazione delle più sofisticate tecnologie digitali capaci di far viaggiare davvero tutti nello spazio e nel tempo. Per tutta la durata della manifestazione il Palazzo dei congressi si trasforma nella casa del turismo culturale con numerosi stand che propongono una significativa panoramica dell’offerta culturale di regioni italiane, dalla Toscana alla Sardegna, dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia, dalla Valle d’Aosta alla Romagna, ed estere come Cipro, Croazia, Turchia, Grecia.

firenze_tourismA-2022_virtual-tour-cappella-brancacci_foto-avCome ogni anno tornano infine i laboratori didattici per grandi e piccoli che spaziano dalle tecnologie dell’uomo preistorico (scheggiatura della pietra, accensione del fuoco, prime espressioni artistiche) alle lezioni di geroglifico, alla realizzazione di un mosaico o di una lucerna come facevano i Romani. Quest’anno arricchiscono l’offerta di “tourismA” la visita virtuale alla Cappella Brancacci a cura di CNR – ISPC (presentazione venerdì alle 11,30 nello spazio espositivo BracacciPOV) e un viaggio alle origini dell’alfabeto etrusco.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “RomArché11. Parla l’archeologia!”, il festival dei libri e della storia antica: due giorni con presentazioni di libri, conferenze, incontri, rievocazioni storiche, laboratori didattici, visite guidate, lezione-evento sugli Etruschi e concerto al tramonto

roma_villa-giulia_RomArchè11-parla-l-archeologia_locandinaDue giorni speciali al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: sabato 18 e domenica 19 giugno 2022 torna “RomArché11. Parla l’archeologia!”, il festival dei libri e della storia antica, in occasione delle Giornate europee dell’archeologia. RomArché offre al suo pubblico un ricco programma fatto di presentazioni di libri, conferenze, incontri, rievocazioni storiche, laboratori didattici, visite guidate, una lezione-evento sugli Etruschi e un concerto al tramonto. Fra le iniziative in programma segnaliamo la presentazione del volume “Storie dai contesti. Dialoghi e riflessioni sul metodo” di Paolo Carafa, sabato 18 giugno 2022, alle 17. Intervengono: Andrea Carandini, professore emerito di archeologia e storia dell’arte greca e romana, già Presidente del FAI; Paolo Carafa, ordinario di Archeologia classica alla Sapienza università di Roma; Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Tutta la manifestazione è curata dalla Fondazione Dià Cultura insieme con il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, sostenuta dall’azienda informatica Siaed S.p.A., in partnership con il Parco Archeologico dell’Appia Antica e con EGA – Entertainment Game Apps. Tutte le attività sono gratuite e comprese nel biglietto del Museo al costo ridotto di 3 euro. A seguito dell’ordinanza del Ministro della salute del 28 aprile 2022, che ha impartito nuove prescrizioni in ordine all’utilizzo dei dispositivi individuali di protezione delle vie respiratorie, con efficacia dal 1° maggio 2022, per i visitatori e fruitori delle attività museali decade l’obbligo di indossare mascherine. Se ne raccomanda tuttavia l’uso, in ossequio alle indicazioni del ministero della Salute.

roma_villa-giulia_RomArchè11-parla-l-archeologia_rinascite-al-tramonto_locandinaEtru in scena. Rinascite al tramonto. L’archeologia canta: sabato 18 giugno 2022, alle 20.30. La prima delle aperture serali straordinarie del museo accoglie l’evento musicale a cura del coro Koob diretto da Francesca La Via. Il coro eseguirà a cappella musiche di Schubert, Rachmaninoff, Attaignant e antichi canti tradizionali. Concerto compreso nel biglietto del Museo al costo eccezionale di 3 euro. Alle 21.45 visita guidata alla mostra temporanea “SEGNATI. Vita e morte dalla cultura etrusca al terzo millennio” a cura di Maria Paola Guidobaldi.

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Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia torna “RomArché11. Parla l’archeologia” (foto etru)

Intenso il programma della mattina di sabato 18 giugno, nella Sala della Fortuna, sul tema “Rinascite. Percorsi di archeologia, antropologia, storia, museologia, arte”. Modera Arnaldo Colasanti (CdA del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia). Alle 10, Valentino Nizzo (direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia), saluti istituzionali; 10.10, Simone Quilici (direttore del parco archeologico dell’Appia Antica) e Simona Sanchirico (direttrice responsabile del periodico Archeologi&. Storia, Antropologia, Museologia, Arte) presentano il primo numero della nuova rivista della Fondazione Dià Cultura dedicato al parco archeologico dell’Appia Antica; 10.40, Mariano Malavolta (già università degli Studi di Roma “Tor Vergata”), Verso una rinascita dell’historìa 11.00 Marcello Nobili (Università di Roma “Tor Vergata”), “Renovatio temporum nell’Impero Romano tra Commodo e Aureliano”; 11.20, Elena Calandra (direttrice ICA – Istituto Centrale per l’Archeologia), “La rinascita dell’archeologia”; 11.40, Luca Attenni (direttore del museo diffuso di Lanuvio), “Il Museo Diffuso di Lanuvio, il museo che visse due volte”; 12, Dario Nanni (presidente della Commissione Giubileo 2025 – Roma Capitale), “2025: il Giubileo dell’archeologia”; 12.20, Roberto Libera (direttore del museo diocesano di Albano), “Peregrinatio: corpi in movimento e rinascite esistenziali”; 12.40, Arnaldo Colasanti (CdA del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia), Conclusioni: leggere per vivere.

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Copertina del libro “Storie dai contesti. Dialoghi e riflessioni sul metodo” di Paolo Carafa

Pomeriggio di sabato 18 maggio 2022. Sala della Fortuna, alle 16, presentazione di “Festa Etrusca! La storia si racconta”, edizione 2022. Intervengono Maurizio Amoroso (EGA – Entertainment Game Apps), Valentino Nizzo (museo nazionale Etrusco di Villa Giulia), Giulio Ranaldi (Associazione Suodales) e Simona Sanchirico (Fondazione Dià Cultura); alle 17, “Storie dai contesti. Dialoghi e riflessioni sul metodo”. Intervengono: Andrea Carandini, professore emerito di archeologia e storia dell’arte greca e romana, già Presidente del FAI, Paolo Carafa (“Sapienza” – Università di Roma) e Valentino Nizzo (Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia); alle 18.30, “Lo strano caso di Francesco Mancinelli Scotti: mercanti e mercato delle antichità nella Roma di fine ’800”. Dialogano Maria Cristina Biella (“Sapienza” università di Roma), Valentino Nizzo (museo nazionale Etrusco di Villa Giulia) e Jacopo Tabolli (università di Siena); alle 19.15, “Passeggiate nella storia”: presentazione del III volume “A piedi nella Roma rinascimentale e barocca” di Maria Antonietta Lozzi Bonaventura Iter Edizioni – Gruppo Lozzi Editori.

roma_villa-giulia_RomArchè11-parla-l-archeologia_libro_archeosocial-2.0_locandinaDomenica 19 giugno 2022. Sala della Fortuna, alle 10, “Studenti al bivio: orientarsi nel mondo dopo le lauree nei Beni Culturali”. Un’ora a colloquio con il direttore del museo, Valentino Nizzo, per dirimere dubbi e soddisfare curiosità sulle criticità e potenzialità del settore; alle 11, presentazione dei libri “Introduzione all’utilizzo dei Droni in Archeologia” di Antonio Pecci e “Balnea, lavacra e thermae. Edifici termali dell’antica Roma – Evidenze archeologiche e fonti classiche” di Ennio D. Augenti. Interviene Elisa Garcìa Barraco (Editore). Editi da Arbor Sapientiae. Alle 12, presentazione del libro “Archeosocial 2.0”, aggiornamento a cura di Antonia Falcone. Oltre alla curatrice intervengono Cinzia Rosati (Editore), Marina Lo Blundo (parco archeologico di Ostia Antica) e Valentino Nizzo (museo nazionale Etrusco di Villa Giulia). Edito da Dielle Editore. Alle 15.30, presentazione del libro “Santa Maria Maggiore a Roma” di Mario Cipollone. Oltre all’autore intervengono Giulio Cipollone (università Gregoriana) e Maria Cristina Martini (Editore). Edito da MMC Edizioni. Alle 16.30, presentazione del libro “Storia e civiltà del pane. Un viaggio tra archeologia e antropologia” con l’autrice Lucia Galasso (Antropologa).

Firenze. La musica perduta degli Etruschi apre ufficialmente la settima edizione di “tourismA”, il Salone dell’Archeologia e del Turismo culturale. Ancora in presenza. 250 relatori condurranno gli appassionati in un fantastico viaggio nel tempo e nello spazio. E si farà il punto sulle eclatanti scoperte archeologiche degli ultimi anni, con uno sguardo attento al patrimonio di casa nostra

firenze_tourisma-21_locandinaSaranno le note della perduta musica degli Etruschi eseguite dal noto sassofonista Stefano “Cocco” Cantini (qui nel video di Maremma Toscana del 2014 alla presentazione del libro “Patriarchi di Maremma”) e introdotte dall’etruscologa Simona Rafanelli ad aprire ufficialmente nell’auditorium del Palazzo dei Congressi di Firenze la settima edizione di “tourismA”, ancora in presenza, il Salone dell’Archeologia e del Turismo culturale dal 17 al 19 dicembre 2021 al Palazzo dei Congressi di Firenze.  L’evento, il più importante e partecipato del settore a livello europeo – organizzato come sempre da Archeologia Viva (Giunti Editore) – farà il punto sulle eclatanti scoperte archeologiche degli ultimi anni e con uno sguardo attento al patrimonio di casa nostra. “Il Covid non ha fermato la voglia di cultura”, spiegano gli organizzatori, “con il desiderio di tornare a viaggiare, come e più di prima, nei luoghi che hanno fatto la storia in Italia e nel mondo”.

TourismA ’21 vuol dire immersione totale nella storia e nelle testimonianze del passato con decine di convegni e centinaia di relatori; incontri ravvicinati con i protagonisti della ricerca e della divulgazione; laboratori di archeologia sperimentale per piccoli e grandi; spazi espositivi e proposte per leggere visitare viaggiare; Buy Cultural Tourism 4° Workshop del Turismo Culturale; rassegna Viaggi di cultura e archeologia.

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Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, con Alberto Angela sul palco di TourismA (foto archeologia viva)

Dopo quasi due anni di collegamenti da remoto, “tourismA” si svolgerà completamente in presenza nel rispetto rigoroso delle normative anti Covid, ma puntando sulla normalità e sul piacere di tornare a incontrarsi e parlarsi “dal vivo”. In programma duecentocinquanta relatori che – nella consolidata tradizione di “tourismA” ci condurranno in un fantastico viaggio nel tempo e nello spazio. Tra i big di questa edizione: il direttore generale Musei ed ex soprintendente di Pompei Massimo Osanna, il direttore della Pinacoteca di Brera James Bradburne, l’archeologo e presidente del Fai Andrea Carandini, l’esperto in civiltà micenea Louis Godart, il geologo e noto conduttore tv Mario Tozzi, l’altro autore e volto televisivo Cristoforo Gorno, il medievista Franco Cardini, il paleoantropologo Giorgio Manzi e l’acclamatissimo Alberto Angela che chiuderà come di consueto – ma questa volta necessariamente in video per evitare assembramenti – la kermesse fiorentina.  

Alcuni membri del team della missione archeologica italiana in Afghanistan (foto ica)

Nei tre giorni di lavori ci sarà spazio per i reportage delle missioni archeologiche italiane all’estero con un focus sul ritorno in Libia dei nostri archeologi a dieci anni dalla guerra (e dalla morte di Gheddafi) e una panoramica sull’Afghanistan dove il ritorno dei talebani ha fatto nuovamente alzare il livello di guardia per i beni culturali di quel Paese. La convivenza “forzata” tra Neanderthal ed elefanti (ricostruita grazie a recenti ritrovamenti in un’area termale della Maremma toscana) sarà invece al centro di una mostra virtuale ambientata 170mila anni fa; sempre al Neanderthal e al suo “destino annunciato” sarà rivolo l’intervento del noto paleoantropologo Giorgio Manzi. Al geologo del CNR e popolare conduttore tv Mario Tozzi toccherà invece spiegare come mai e nonostante tutto “Il clima cambia ma i Sapiens no…”. Al tema della genetica è strettamene collegato anche l’atteso intervento dell’antropologo David Caramelli che lavorando sul DNA ha “scovato” la vera origine degli Etruschi dopo anni di arroventati dibattiti tra gli esperti. Grande spazio alla promozione turistica della Regione Toscana attraverso un convegno ad hoc (venerdì mattina) che farà il punto sulla valorizzazione di parchi e musei, arte e ambiente, borghi e siti Unesco, nuovi itinerari con particolare attenzione al patrimonio etrusco, best practice turistica e nuove scoperte archeologiche.

I resti dei barconi di Lampedusa (foto archeologia viva)

I relitti dei barconi di Lampedusa così come ciò che buttiamo nella spazzatura tutti i giorni sono testimonianze inconfutabili del nostro vissuto e della nostra epoca, nonché materiale prezioso per l’archeologia contemporanea. Per questo “tourismA” presenta in anteprima assoluta il risultato delle campagne di ricognizione tra i rottami dei naufragi nel canale di Sicilia (un progetto dell’università di Pisa) e gli studi sugli oggetti “parlanti” come gli effetti personali rinvenuti nel campo profughi di Altamura (Puglia). Prigionieri, operai e migranti raccontano un’altra storia, la “storia dei muti”, quella altrimenti destinata al dimenticatoio nell’overdose quotidiana delle informazioni e nella disattenzione di comodo.

Il ricco bookshop all’interno di TourismA (foto archeologia viva)

Significative le presenze straniere (dalla Polonia alla Slovacchia, Croazia, Malta, Giordania…) e soprattutto con le principali realtà di casa nostra che propongono itinerari pensati per un pubblico che vuol tornare a viaggiare, questa volta con una maggiore coscienza ambientale e un’attenzione sempre più concentrata sulle realtà monumentali inedite del Bel Paese. Grande attesa dunque per il 4° workshop del turismo culturale, un unicum a livello europeo per far incontrare gli operatori del settore su domanda e offerta di viaggi, esperienze e nuovi itinerari.

Firenze. Conto alla rovescia per la settima edizione di TourismA 2021, il salone dell’Archeologia e del Turismo culturale. Ecco qualche appuntamento spulciato dal ricco programma di tre giorni di eventi e incontri

Il Palacongressi di Firenze gremito per TourismA 2020 (foto AV)

firenze_tourisma_foto-archeologia-vivaOrmai ci siamo. È iniziato il conto alla rovescia. Mancano una decina di giorni alla settima edizione di TourismA 2021, il salone dell’Archeologia e del Turismo culturale in scena al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 17 al 19 dicembre 2021, per un’immersione totale nella storia e nelle testimonianze del passato: decine di incontri e centinaia di relatori, dalle grandi scoperte alle proposte di musei e parchi, dall’arte all’ambiente ai borghi e siti Unesco, ai nuovi itinerari, alle tecnologie d’avanguardia. Ingresso gratuito. Verifica green pass e registrazione obbligatoria all’ingresso (vedi modalità di accesso). Prenotazioni solo per le scuole. Novità e grandi ritorni tra i “big”: Franco Cardini, Andrea Carandini, Louis Godart, Giuliano Volpe, Cristoforo Gorno, Giorgio Manzi, Massimo Osanna, Mario Tozzi, Paolo Giulierini, Alberto Angela… E per i più piccoli i laboratori di archeologia sperimentale (prenotazione diretta). Importante appuntamento per il turismo culturale: spazi espositivi e proposte di valorizzazione / promozione sono al centro di “tourismA 2021” con Stand e Box poster di operatori e agenzie turistiche, parchi, poli museali, editoria e università; Buy Cultural Tourism. A “tourismA 2021” il 4° Workshop del Turismo Culturale riservato a buyers e sellers; viaggi di cultura e archeologia. Programmi di viaggio con interventi dei vari curatori scientifici nella Rassegna di itinerari turistico-culturali. Vediamo qualche proposta di TourismA 2021, spulciando nel ricco programma.

Il sassofonista Stefano Cocco Cantini (foto AV)

17 dicembre 2021, alle 9.15, Auditorium: LA MUSICA PERDUTA DEGLI ETRUSCHI. Grande ritorno a “tourismA 2021” del sassofonista Stefano “Cocco” Cantini e dell’etruscologa Simona Rafanelli. I due esperti apriranno il XVII Incontro Nazionale di Archeologia Viva nel grande auditorium del Palacongressi di Firenze.

L’area archeologica di Cirene in Libia (foto AV)

17 dicembre 2021, alle 11.45, sala Onice: RITORNO IN LIBIA. La settima edizione di “tourismA” si apre con il convegno ITER sulla ricerca italiana all’estero nel ricordo del suo ideatore Ettore Janulardo. Fra i relatori è Oscar Mei (Università di Urbino) direttore della Missione a Cirene e Tripoli con un intervento su “Archeologia in Libia (dopo dieci anni di guerra)”.

Il sito preistorico di Poggetti Vecchi frequentato dall’uomo di Neanderthal e da elefanti (foto AV)

17 dicembre 2021, alle 12.00, Auditorium: NEANDERTHAL VS ELEFANTI. A “tourismA” l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria presenta la mostra virtuale “170.000 anni fa a Poggetti Vecchi. Neanderthal ed elefanti nella Maremma toscana, la sfida del clima” con una spettacolare “visita guidata” sul grande schermo dell’auditorium del Palacongressi di Firenze.

Il parco archeologico di Ostia antica presente alla settima edizione di TourismA (foto AV)

17 dicembre 2021, alle 14.15, sala Onice: OSTIA ANTICA Il Parco archeologico: patrimonio culturale, società e territorio: dal ruolo del parco alle opportunità per il territorio di Fiumicino, dal nuovo museo delle Navi al marchio europeo del Patrimonio.

Ricerche archeologiche subacquee nei fondali pugliesi (foto AV)

17 dicembre 2021, alle 15.00, Auditorium: LA PUGLIA E IL MARE. Un nuovo centro di ricerche per conoscere e valorizzare i paesaggi costieri e subacquei: ne parlano a “tourismA” Rita Auriemma, Luigi De Luca, Danilo Leone, Maria Turchiano e Giuliano Volpe, nell’ambito del XVII Incontro Nazionale di Archeologia Viva.

Ricostruzione del forno preistorico per la produzione di rame sul passo Redebus ad Acqua Fredda (foto AV)

17 dicembre 2021, alle 15.40, sala Limonaia: TURISMO NELLA PREISTORIA. A tourismA 2021, convegno dell’IIPP sulle potenzialità turistiche delle aree preistoriche. Spettacolari i casi di studio in programma, fra cui il sito di Passo Redebus in Trentino con forni per la produzione del rame presentati da Franco Marzatico e Luisa Moser.

Panorama del Montenegro (foto AV)

18 dicembre 2021, alle 9.40, Auditorium: BERE E FUMARE AI CONFINI DELL’IMPERO. A “tourismA 2021” convegno SCAVARE IL PRESENTE a cura di Giuliano Volpe. Interviene fra gli altri Sauro Gelichi: “Tabacco e caffè in una città del Montenegro in età moderna”.

Lo scavo di Campo 65 di Altamura in Puglia (foto AV)

18 dicembre 2021, alle 10.00, Auditorium: SCAVARE IL PRESENTE. In Puglia il Campo 65 di Altamura: prima campo di prigionia, poi campo di addestramento di partigiani titini, infine campo profughi. Ne parlerà Giuliano De Felice (Università di Bari) a “tourismA” nell’ambito del convegno “Scavare il presente” curato da Giuliano Volpe e dallo stesso De Felice.

L’iscrizione rupestre di età romana a Trenčín in Slovacchia (foto AV)

18 dicembre 2021, alle 10.00, sala Onice: LA SLOVACCHIA A TOURISMA. Clima, Patrimonio Unesco, i confini dell’Impero romano sul Danubio centrale e una storia nascosta: la veduta di Bratislava in Palazzo Vecchio.

Il laboratorio dell’Opificio delle Pietre dure a Firenze (foto AV)

18 dicembre 2021, alle 10.20, sala Verde: CONSERVARE IL PATRIMONIO. Marco Ciatti, soprintendente Opificio delle Pietre Dure, e James Bradburne, direttore Pinacoteca di Brera, sono in programma a “tourismA 2021” nel convegno “Conservare e valorizzare il patrimonio culturale” a cura 4CH.

Cristoforo Gorno, autore e conduttore televisivo: a lui è stato assegnato il premio Francovich 2021 (foto AV)

18 dicembre 2021, alle 12.00, Auditorium: RAVENNA E GORNO PREMIATI A TOURISMA. Il Premio “R. Francovich” 2021, per la comunicazione museale e la divulgazione del Medioevo, attribuito dalla SAMI – Società Archeologi Medievisti Italiani, è andato al Museo Classis Ravenna, realizzato dalla Fondazione RavennaAntica, e all’autore e conduttore televisivo Cristoforo Gorno. Il prestigioso riconoscimento verrà consegnato dal presidente SAMI prof. Paul Arthur nell’ambito del prossimo “tourismA”.

Particolare della Colonna Traiana a Roma (foto AV)

18 dicembre 2021, alle 16.20, Auditorium: TRAIANO PRINCIPE IDEALE. Ne parlerà a “tourismA” il professor Livio Zerbini presentando il suo ultimo libro nell’ambito del XVII Incontro Nazionale di Archeologia Viva.

Scavo archeologico di un sito indigeno in Corsica (foto AV)

19 dicembre 2021, alle 9.30, sala Onice: CORSICA INDIGENA. Domenica 19 dicembre l’Università e la Collettività di Corsica organizzano a “tourismA” (Palacongressi di Firenze) un convegno su “Mobilità e contatti nel Tirreno durante il I millennio a.C.”.

Copertina del libro “L’ultimo Neanderthal racconta. Storie prime della storia” (Il Mulino) di Giorgio Manzi

19 dicembre 2021, alle 11.30, Auditorium: L’ULTIMO NEANDERTHAL. Ne parlerà Giorgio Manzi, paleoantropologo alla Sapienza Università di Roma, nell’ambito del XVII Incontro Nazionale di Archeologia Viva.

Simona Rafanelli, direttrice del museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, ed Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, all’inaugurazione della mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia” (foto MArTa)

19 dicembre 2021, alle 14.30, sala Onice: TARAS E VATL, Città di mare e antichi porti del Mediterraneo. Simona Rafanelli, direttore museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, ed Eva Degl’Innocenti, direttore museo Archeologico nazionale di Taranto, parlano del progetto culturale Taras e Vatl, delle due mostre rispettivamente a Vetulonia e Taranto, e del convegno al MArTa.

Alberto Angela e Piero Pruneti a TourismA 2020 (foto AV)

19 dicembre 2021, alle 17.00, Auditorium: ALBERTO ANGELA. Come da tradizione, il divulgatore scientifico e scrittore, Intervistato da Piero Pruneti direttore di Archeologia Viva, chiuderà l’Incontro Nazionale di Archeologia Viva. Ma quest’anno, l’intervento non sarà in presenza ma da remoto a evitare rischi di contagio per probabili assembramenti.

Firenze. Mancano 45 giorni a tourismA 2021, il Salone internazionale dedicato alla comunicazione archeologica e al turismo culturale al Palacongressi. Qualche anticipazione

Il Palacongressi di Firenze gremito per Tourisma 2020 (foto AV)

Quarantacinque giorni: tanti ne mancano al grande appuntamento negli spazi congressuali e fieristici del Palacongressi di Firenze: la settima edizione di “tourismA”, il Salone internazionale dedicato alla comunicazione archeologica e al turismo culturale, dal 17 al 19 dicembre 2021, promosso da Archeologia Viva (Giunti Editore), in collaborazione con Firenze Fiera. Dopo il durissimo periodo del Covid è tutto pronto per celebrare la ripartenza con tre intere giornate di eventi indimenticabili: decine di convegni e centinaia di relatori su temi che spaziano dalle grandi scoperte archeologiche alle proposte di valorizzazione di musei e parchi, dall’arte all’ambiente ai borghi e siti Unesco, ai nuovi itinerari, alle tecnologie d’avanguardia. Tanti gli ospiti particolari, fra cui Andrea Carandini, Louis Godart, Giuliano Volpe, Eike Schmidt, Cristoforo Gorno, Massimo Osanna, Paolo Giulierini, Franco Cardini, Alberto Angela… e con la partecipazione straordinaria di Rai Cultura. E per i più piccoli tornano a grande richiesta i laboratori di archeologia sperimentale. Turismo culturale: spazi espositivi e proposte di valorizzazione/promozione sono al centro di “tourismA 2021” con stand e box poster di operatori e agenzie turistiche, parchi, poli museali, editoria e università (vedi: https://www.tourisma.it/settore-espositivo/); Buy Cultural Tourism. A “tourismA 2021” il 4° Workshop del Turismo Culturale riservato a buyers e sellers (vedi: https://www.tourisma.it/4-workshop-del-turismo-culturale/); viaggi di cultura e archeologia: è possibile presentare programmi di viaggio con interventi dei vari curatori scientifici dei tour nella Rassegna di itinerari turistico-culturali (vedi: https://www.tourisma.it/rassegna-di-itinerari-turistico…/). Ingresso gratuito. Verifica green pass e registrazione obbligatoria direttamente all’ingresso. Ingresso fino a esaurimento posti in linea con le normative Covid. Prenotazioni solo per le scuole.

Parco archeologico di Ostia Antica. Grazie al progetto Digit@ostia la Biblioteca ostiense mette a disposizione di tutti diverse pubblicazioni dedicate a Ostia antica in consultazione libera e gratuita

Sul sito del parco archeologico di Ostia Antica sono a disposizione on line molte pubblicazioni dedicate a Ostia antica (foto parco ostia antica)

La Biblioteca ostiense mette a disposizione di tutti diverse pubblicazioni dedicate a Ostia antica in consultazione libera e gratuita in formato pdf: sul sito web del Parco si trova infatti il progetto Digit@ostia, dove sono raccolti articoli, opuscoli, contributi sia di carattere scientifico che divulgativo. La sezione “pubblicazioni dell’ex-Soprintendenza” raccoglie le opere divulgative a stampa prodotte dalla soppressa Soprintendenza archeologica di Ostia, precedente denominazione del Parco archeologico di Ostia antica. Nella sezione “Miscellanee Ostiensi” si trovano contributi di vari autori dalla metà dell’Ottocento fino a oggi su Ostia e Porto, nonché volumi di grande importanza per la storia degli studi ostiensi, come “Ostia colonia romana” di Ludovico Paschetto. Infine, la sezione “Miscellanea Raissa Calza” raccoglie gli scritti dell’archeologa e storica dell’arte attiva per più di trent’anni negli scavi di Ostia. 

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Il logo della collana “Scavi di Ostia” (foto parco ostia antica)

Pubblicazioni dell’ex-soprintendenza archeologica di Ostia. A partire dal dopoguerra la soprintendenza archeologica di Ostia antica, soppressa nel 2009 e accorpata alla Soprintendenza archeologica di Roma, ha curato la pubblicazione di opere divulgative di alto valore scientifico. Tra queste pregevoli pubblicazioni si ricorda la serie degli “Itinerari Ostiensi”, agili volumi dedicati a vari aspetti della città antica (vita quotidiana, necropoli, età repubblicana, ecc.), i pieghevoli dedicati alle aree archeologiche minori, realizzati in occasione del Giubileo del 2000, e infine le brochure realizzate per le aperture straordinarie dei monumenti in particolari occasioni (Giornate Europee del Patrimonio, Settimane della Cultura). Il parco archeologico di Ostia antica, erede della Soprintendenza, ha deciso di rendere disponibili gratuitamente queste pubblicazioni, che testimoniano vecchi allestimenti e sistemazioni del museo e dell’area archeologica.

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Alcuni volumi della “Miscellanea ostiense” (foto parco ostia antica)

Miscellanee Ostiensi. La sezione dei contributi miscellanei su Ostia e il suo territorio è una delle più antiche della Biblioteca, creata da Dante Vaglieri e poi ampliata sotto la direzione di Guido Calza. In essa sono confluiti testi di vari autori, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, che si sono occupati a vario titolo delle antichità di Ostia e di Porto. 

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Giovanni Becatti fu direttore degli Scavi di Ostia dal 1947 al 1950 (foto parco ostia antica)

Miscellanea Giovanni Becatti. Giovanni Becatti (5 dicembre 1912 – 10 aprile 1973) è stato uno dei più importanti archeologi ostiensi, fine studioso di statuaria antica e autore di significativi ritrovamenti. Formatosi alla Sapienza di Roma con Giulio Quirino Giglioli e alla Scuola Archeologica Italiana di Atene diretta da Alessandro Della Seta, Becatti giunse a Ostia nel 1938 come ispettore alle antichità, instaurando da subito un proficuo rapporto personale e professionale con Guido Calza, direttore degli Scavi, e con la studiosa Raissa Gourevitch (poi Calza). Dopo aver collaborato ai grandi scavi ostiensi per l’Esposizione Universale del 1942, dal 1947 al 1950 ricoprì l’incarico di direttore degli Scavi, per passare in seguito all’insegnamento universitario in vari atenei italiani ed esteri. Animato da un grande interesse per la scultura antica, collaborò all’allestimento del museo Ostiense pubblicando studi su un gran numero di opere, tra i quali ricordiamo il rilievo della pesca miracolosa dal Santuario di Ercole (inv. 157) e il gruppo dei lottatori (inv. 1138). Becatti continuò a seguire le scoperte ostiensi con interesse e partecipazione, concentrando la sua attenzione sulla tarda antichità. Già nel 1948 aveva pubblicato un saggio sulle abitazioni ostiensi del tardo impero; tornato sul campo nel 1959, riportò completamente alla luce l’edificio con opus sectile fuori Porta Marina, curandone la pubblicazione nella collana Scavi di Ostia. Per la stessa collana pubblicò inoltre il volume dedicato ai mosaici e ai pavimenti marmorei e il volume dedicato ai Mitrei, tuttora fondamentali per l’attività di ricerca e di restauro. Nel 1966 avviò infine il cantiere-scuola delle Terme del Nuotatore nel quale si formarono archeologi come Andrea Carandini, Clementina Panella e Maura Medri. Della sua vastissima bibliografia presentiamo in questa sede gli articoli e gli estratti dedicati alla sua trentennale attività ostiense.

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Raissa Gourevich Calza ritratta nel museo Ostiense nel 1964 (foto parco ostia antica)

Miscellanea Raissa Calza. È stato recentemente celebrato il quarantennale della scomparsa di Raissa Gourevich Calza (1894-1979), archeologa e storica dell’arte antica specializzata nella ritrattistica imperiale romana. Nata a Odessa in una ricca famiglia russa, Raissa crebbe nel vivace contesto culturale della Russia zarista, alla vigilia della sua caduta. Spostatasi in Italia dopo la Rivoluzione, conobbe a Roma Giorgio de Chirico, che divenne il suo secondo marito e con il quale si trasferì a Parigi. Qui decise di dedicarsi all’archeologia, frequentando i corsi dell’archeologo Charles Picard (1883-1965) all’Ecole du Louvre. In seguito alla burrascosa rottura con De Chirico, nel 1933 tornò in Italia, dove venne assunta agli Scavi di Ostia antica come assistente del Direttore, Guido Calza. Negli anni ostiensi documentò le interessanti scoperte che si stavano facendo durante gli scavi per l’Esposizione Universale del 1942, scrivendo il primo rendiconto dei ritrovamenti nella cosiddetta Sede degli Augustali. Grazie alla sua vasta conoscenza della scultura romana di età imperiale, dedicò vari articoli alle opere del museo Ostiense, del quale fu a lungo curatrice: i suoi studi culminarono nei due volumi dedicati ai ritratti nella collana “Scavi di Ostia”, tuttora strumento indispensabile per la conoscenza della scultura ostiense. La Biblioteca Ostiense vuole rendere omaggio alla figura di questa importante studiosa mettendo a disposizione una selezione dei suoi scritti dedicati a Ostia, di grande valore scientifico e caratterizzati da una prosa asciutta e vivace. Il parco archeologico di Ostia antica esprime la propria riconoscenza alle istituzioni e ai periodici che hanno consentito di pubblicare questi scritti.

Taranto. Per i “Mercoledì del MArTA”, appuntamento on line con Maria Letizia Gualandi (Università di Pisa) su “Archeologia e Intelligenza Artificiale. ArchAIDE, un’utopia realizzata” introdotta da Eva Degl’Innocenti direttrice del museo Archeologico nazionale

Locandina dell’incontro dei “Mercoledì del MArTA” con Maria Letizia Gualandi su archeologia e intelligenza artificiale

Il progetto ArchAIDE, finanziato dall’Unione Europea, ha sviluppato un sistema di riconoscimento automatico dei frammenti ceramici utilizzando l’Intelligenza Artificiale. Ad affrontare il tema sarà la prof.ssa Maria Letizia Gualandi, professore ordinario di Archeologia classica all’università di Pisa, la relatrice dell’appuntamento del 21 aprile 2021 con i “Mercoledì del MArTA”, alle 18, in diretta sui profili Facebook e YouTube del museo Archeologico nazionale di Taranto. L’allieva dei famosi archeologi e accademici italiani prof. Salvatore Settis e prof. Andrea Carandini, nonché membro del Comitato tecnico scientifico per l’Archeologia del MiC, parlerà di “Archeologia e Intelligenza Artificiale. ArchAIDE, un’utopia realizzata”.

ArchAIDE, sistema di riconoscimento automatico dei frammenti ceramici utilizzando l’Intelligenza Artificiale (foto MArTA)
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La professoressa Maria Letizia Gualandi (università di Pisa)

“Il progetto ArchAIDE (Archaeological Automatic Interpretation and Documentation of cEramics), finanziato dall’Unione Europea, ha sviluppato un sistema di riconoscimento automatico dei frammenti ceramici utilizzando l’Intelligenza Artificiale”, spiega la professoressa Gualandi, anticipando parte della sua conferenza. “Basta scattare una foto del coccio da identificare e inviarla al sistema che, mediante una rete neurale addestrata, confronta forma e decorazione con quelle archiviate nel suo database interno e, nel giro di pochi secondi, formula una o più proposte di identificazione diverse, che l’archeologo può accettare o meno”. “Questo importante progetto innovativo aiuta la ricerca archeologica con un effetto esponenziale sui risultati”, dichiara la direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti che introdurrà i lavori. La stragrande maggioranza dei reperti che tornano alla luce durante gli scavi archeologici, infatti, è rappresentata da manufatti ceramici che, per quanto frammentati, sono fondamentali per datare ciò che si rinviene in uno scavo e per ricostruire l’economia e il tenore di vita di una comunità, i flussi commerciali in cui era inserita, mentalità, gusti e usanze, pratiche alimentari, interazioni sociali e rapporti culturali con altre comunità. Ma per classificare e studiare le ceramiche antiche occorrono molto tempo e abilità complesse, poiché tutto il lavoro si basa sulla capacità dell’archeologo di riconoscere quei frammenti nei disegni schematici che riempiono le pagine dei cataloghi delle ceramiche: una bibliografia estesa e non omogenea, raramente disponibile durante il lavoro sul campo o nei magazzini.

Roma. Presentato in Curia Iulia da Emanuele Papi e Paola Quaranta il nuovo libro di Andrea Carandini e Paolo Carafa “Dal mostro al principe. Alle origini di Roma”, un racconto mitico, sacrale, rituale e storico che svela il significato più profondo del luogo dove Roma è stata fondata

Il plastico delle capanne del Germalus realizzato nel 1950 dall’architetto Alberto Davico, e conservato al museo Palatino (foto PArCo)

Un racconto mitico, sacrale, rituale e storico che svela il significato più profondo del luogo dove Roma è stata fondata. Ecco il nuovissimo libro di Andrea Carandini e Paolo Carafa “Dal mostro al principe. Alle origini di Roma” (Laterza, 2021) presentato giovedì 11 marzo 2021 in Curia Iulia nel Foro Romano nell’ambito dei “Dialoghi in Curia” promossi dal Parco archeologico del Colosseo. Il volume indaga l’essenza mitica e storico-archeologica del monte Germalus sul Palatino, con una ricerca nuova e sistematica: dal ritrovamento dell’altare e del penetrale di Pales ai nuovi studi sui templi di altri culti femminili e sulle capanne prima dei capi locali, poi del primo re; dal riesame del palazzo di Augusto alla riconsiderazione delle diverse fondazioni dell’abitato sul Tevere. Sono intervenuti Emanuele Papi direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene, e Paola Quaranta funzionario archeologo del Parco archeologico del Colosseo, responsabile dell’area del Palatino. Sulle pagine social del PArCo il resoconto dell’interessante incontro.

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La copertina del libro di Andrea Carandini e Paolo Carafa “Dal mostro al principe. Alle origini di Roma” (Laterza, 2021)

I misteri delle origini di Roma si annidano nei 31 ettari del Palatino che si affacciano sul Tevere, lì dove un tempo si ergeva il monte Germalus: prima villaggio dei Velienses, poi centro ‘proto-urbano’ del Septimontium e infine urbs Roma. Tre abitati forse tutti fondati tra il 1050 e il 750 a.C., nel giorno di un capodanno pastorale anteriore alla città fissato al 21 aprile. Metà di questo monte è rimasta un luogo di culti e di memorie, l’unico risparmiato dai palazzi dei principi; l’altra metà è stata occupata dal primo palazzo di Augusto, che ha rifondato la città nella casa-santuario da cui governava l’impero come principe e pontefice massimo. “Dal mostro al principe. Alle origini di Roma” indaga l’essenza mitica e storico-archeologica del monte Germalus, con una ricerca nuova e sistematica: dal ritrovamento dell’altare e del penetrale di Pales ai nuovi studi sui templi di altri culti femminili e sulle capanne prima dei capi locali, poi del primo re; dal riesame del palazzo di Augusto, che ne propone una ricostruzione nuova sotto numerosi aspetti, alla riconsiderazione delle diverse fondazioni dell’abitato sul Tevere.

Parco archeologico del Colosseo. Terza delle tre “Lezioni di archeologia” tenute dal prof. Andrea Carandini. In questa lezione il grande archeologo dimostra perché il 21 aprile è proprio il Natale di Roma

L’archeologo Andrea Carandini, tra i massimi esperti di Roma antica, oggi presidente del Fai

Nel terzo e ultimo appuntamento delle “Lezioni di archeologia” con il prof. Andrea Carandini promosse dal Parco archeologico del Colosseo, di cui l’eminente professore e famoso archeologo è membro del comitato scientifico, il PArCo ripropone intervento del professor Andrea Carandini realizzato durante il lockdown di primavera per il 21 aprile: così dopo aver magistralmente spiegato, con parole semplici e immagini esemplificative, cos’è e come si fa uno scavo stratigrafico, e aver illustrato il “suo” scavo sul Palatino, che si snoda come un viaggio a ritroso nel tempo, dove ha definito le origini di Roma, dal Septimontium alla città romulea dell’VIII sec. a.C. all’ampliamento dell’urbe con la Roma murata del re Servio Tullio nel 530 a.C., in questa lezione il prof. Carandini ci dimostra che “il 21 aprile è proprio il Natale di Roma”.

“Oggi è il 21 aprile, noto come Natale di Roma. Chiedo: è una falsità, un’invenzione tarda – per dire del III sec. d.C. riguardo ad avvenimenti dell’VIII sec. a.C.? o è una verità per cui ha un senso celebrare i Natali di Roma? Io credo che abbia una verità perché, anche se la leggenda dice che Roma è nata dal nulla, i grandi antiquari di Roma come Varrone dicevano che “dove ora è Roma c’era un tempo il Septimontium”. Quindi prima di Roma esisteva un abitato che si chiamava Septimontium, e questo dato è confermato pure dallo stesso 21 aprile che noi sappiamo essere il più antico Capodanno dei latini legato alla vita pastorale, anteriore al 1° di marzo che è il Capodanno della città fondata da Romolo. Quindi è un più antico Capodanno ed è su quel Capodanno antico che Romolo ha voluto fondare la città intorno alla metà dell’VIII secolo, quindi intorno al 750 a.C. Il 21 aprile era la festa di Pales, una divinità che non si capiva bene se era maschio o femmina, che non si capiva se era uno o due, ma era legata alla pastorizia, agli armenti, ed era la divinità soprattutto del Cermalus, che era un angoletto del Palatino dove Roma era stata effettivamente fondata. Quindi era la dea locale del luogo dove è stata fondata Roma. Tutto questo era ragionevole. Poi io ho scavato per 35 anni sul Palatino, tra il Palatino e il Foro, e ho scoperto la grande Roma dei Tarquini, alla quale molti storici non credevano, e addirittura la Roma romulea, alla quale gli storici in gran parte non credono per niente, e addirittura la Roma prima di Roma, cioè il Septimontium. Quindi con l’archeologia ho riguadagnato secoli e secoli di storia, almeno tre e mezzo, che erano stati negati dagli storici nel più grande fallimento della cultura umanistica occidentale. È molto molto probabile che un abitato, che si chiamava Settemonti e che quindi era un aggregato di monti ma non era ancora una città, sia stato trasformato da un primo capo o re, come Romolo, intorno alla metà dell’VIII sec. in una città che aveva un colle benedetto, il Palatino, quindi superiore agli altri colli, e poi aveva un centro politico-sacrale nel Foro e nel Campidoglio dove il re governava davanti ai rappresentanti dei vari rioni. Tutto questo è stato trovato negli strati, scavandoli uno a uno, e scendendo nel VII, nell’VIII e nel IX, e a volte addirittura nel X sec. a.C. Non dimentichiamo che nell’antichità le città non si fondavano, erano degli atti religiosi e sacrali che segnavano un nuovo inizio che ovviamente aveva bisogno di una grande personalità come Romolo, ritenuto addirittura figlio di Marte, quindi una specie di eroe, che potesse dare effettivamente un nuovo inizio a Roma come città, quindi come urbs”.

Parco archeologico del Colosseo. Seconda delle tre “Lezioni di archeologia” tenute dal prof. Andrea Carandini. In questa lezione il grande archeologo spiega lo scavo del Palatino, uno straordinario viaggio nel tempo alla scoperta delle origini di Roma

L’archeologo Andrea Carandini, tra i massimi esperti di Roma antica, oggi presidente del Fai

Secondo appuntamento con le “Lezioni di archeologia” con il prof. Andrea Carandini promosse dal Parco archeologico del Colosseo, di cui l’eminente professore e famoso archeologo è membro del comitato scientifico. Dopo aver magistralmente spiegato, con parole semplici e immagini esemplificative, cos’è e come si fa uno scavo stratigrafico, in questa “lezione” ci spiega il “suo” scavo sul Palatino, che si snoda come un viaggio a ritroso nel tempo, dove ha definito le origini di Roma, dal Septimontium alla città romulea dell’VIII sec. a.C. all’ampliamento dell’urbe con la Roma murata del re Servio Tullio nel 530 a.C.

“In vita mia – spiega Carandini – ho scavato soprattutto a Roma, in Italia e nell’Africa settentrionale. In questa vasta esperienza lo scavo più impressionante che ho affrontato è stato senz’altro quello delle pendici settentrionali del Palatino, cioè quel lato del Palatino rivolto alla via Sacra, al Foro e alla Velia, dove io ho scavato per una generazione, cioè circa 35 anni, con gli studenti di Roma e con tanti aiuti e con tanti collaboratori. All’inizio volevo trovare, sotto i grandi magazzini e negozi dell’epoca imperiale, le case dei consoli, di cui parlano le fonti letterarie, che stavano chiaramente sotto questi edifici, e così ho trovato appunto queste case addirittura risalenti al VI sec. a.C. Intorno al 530 a.C. sorgono delle spettacolari case in opera quadrata, già ad atrio, quindi già con una forma che poi diventerà canonica soprattutto nella tarda Repubblica e nel primo Impero. Quindi tutta la storia della casa romana è stata svelata da questo scavo in tutta la sua diacronia. Ma il problema era: cosa c’era prima delle case del 530 a.C.? e prima delle case del 530 a.C. c’era un curiosissimo vuoto al centro del quale c’era un muro. Questo muro aveva una porta, questa porta aveva una soglia, e sotto la soglia c’era un deposito di natura sacrale che ha dotato questa porta intorno al 775-750 a.C. Era molto difficile non confrontare questo dato monumentale con le fonti letterarie che dicevano che Romolo aveva fondato Roma alla metà dell’VIII sec. a.C., quindi proprio in quegli anni, benedicendo il terreno del Palatino e circondandolo con un muro, il Murus Romuli, quello che poi Remo ha violato e per cui poi è stato ucciso da Romolo. La tradizione cominciava ad essere confermata. Era una struttura molto importante che non aveva niente davanti e dietro, perché le mura devono essere rispettate sia davanti che dietro. Abbiamo scavato queste mura che poi sono state rifatte nel tempo, nel VII secolo e nel VI, fino a che sono state abolite proprio per fare quelle case del 530 di cui ho parlato. E perché le case hanno abolito il muro? Perché intorno al  530 Servio Tullio ha allargato la zona benedetta di Roma per contenere tutta la città e ha costruito le famose mura serviane che si possono vedere ancora in alcuni punti di Roma. Quindi le mura dell’VIII secolo non servivano più, ma le porte – avendo un significato simbolico molto importante – sono state conservate anche dopo, direi almeno fino a Nerone, e quindi ne abbiamo seguito tutta la traiettoria. Questo dimostrava che effettivamente era esistita una Roma sul Palatino murata, soprattutto tra la metà dell’VIII e la metà del VI sec. a.C. E poi c’era stato un re, Servio Tullio, rifondatore, che aveva avuto – diciamo – una concezione molto più ampia e molto più grande della città. Questo scavo ha permesso anche di conoscere ciò che c’era sotto le mura, perché sotto le mura invece riprendevano le case, ma non più in opera quadrata e ben costruite, ma appunto come capanne. Erano le capanne del Septimontium, della Roma prima di Roma, di cui Varrone ci parla: “Ubi nunc est Roma, erat olim Septimontium”, e quindi siamo risaliti nel tempo di altri secoli riguadagnando a Roma una parte importantissima della sua storia che gli archeologi poco avveduti delle precedenti generazioni non erano riusciti a scoprire. Quindi Roma è stata preceduta da un abitato che aveva un nome diverso, è stata fondata alla metà dell’VIII secolo, e non è stata creata nel VI come hanno creduto gli storici. La critica storica che ha creduto del tutto infondata la leggenda di Roma – conclude Carandini – è il più grande fallimento della cultura umanistica occidentale”.