Reggio Calabria. Il museo Archeologico nazionale riapre il 4 febbraio. Sarà il direttore Malacrino ad accogliere i primi visitatori. Nuovi orari e ingresso gratuito per tutto il mese

Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria riapre il 4 febbraio 2021

Conto alla rovescia al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria riaprirà al pubblico giovedì 4 febbraio 2021. Questa la decisione del direttore Carmelo Malacrino alla luce delle nuove disposizioni governative che collocano la regione in “fascia gialla”. Pochi giorni di attesa, dunque, prima di poter visitare il patrimonio artistico e archeologico custodito al MArRC. Giovedì 4 febbraio si apre alle 10, poi dal 5 febbraio dalle 9 e sempre fino alle 20 (ultimo ingresso 19.30). L’ingresso sarà gratuito per tutto il mese di febbraio 2021 come supporto alla città e al territorio. Il MArRC accoglierà i visitatori in numero contingentato e nel rispetto dei protocolli di sicurezza elaborati per l’emergenza sanitaria.

Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto unirc)

reggio-calabria_museo-archeologico_Logo-MArRC-def“Siamo felici di poter accogliere di nuovo al Museo i suoi tanti visitatori”, commenta il direttore Carmelo Malacrino. “È una notizia che aspettavamo da tempo, consapevoli della forte richiesta da parte degli utenti di poter ammirare e rivedere i magnifici tesori della Calabria antica, oltre, naturalmente i capolavori dei Bronzi di Riace e di Porticello. Ringrazio tutto il personale che in questi mesi ha consentito la tutela delle sale e ha garantito la sicurezza delle collezioni. E naturalmente il mio pensiero va anche a tutti i nostri sostenitori, che hanno continuato a seguirci sui nostri canali social. Giovedì alle 10 – prosegue Malacrino – avrò l’onore di riaprire gli spazi del Museo e accompagnerò i primi ospiti in piazza Orsi dove continuerà ancora per qualche giorno l’allestimento della mostra “Philía. Restauri sostenuti dai privati con Art Bonus”. Siamo certi che non solo i visitatori provenienti da altre regioni, ma anche la città di Reggio e calabresi sfrutteranno questa occasione per recuperare il legame “fisico” con il Museo. Per tutto il mese di febbraio, infine, l’ingresso sarà gratuito, proprio a supporto della ripresa della città e del territorio dopo questi mesi estremamente difficili”. Alcune novità riguarderanno, invece, le modalità di accesso al MArRC, rimodulate dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 20, con ultima possibilità di accesso prevista alle 19.30. Saranno fruibili tutti i livelli delle collezioni permanenti fino al raggiungimento della capienza massima di 500 persone prevista dai protocolli di sicurezza, contingentata su base oraria.

Il museo nazionale Romano riapre le porte ai visitatori: si inizia il 1° febbraio con Crypta Balbi, poi l’8 febbraio Terme di Diocleziano, Palazzo Massimo e Palazzo Altemps. Il direttore Stéphane Verger racconta i lavori fatti in lockdown e annuncia le novità per il 2021

Il museo nazionale Romano torna ad aprire le porte ai suoi visitatori. Si comincia con la Crypta Balbi lunedì 1° febbraio 2021, un sito tutto da esplorare e ancora da scoprire: stanno infatti per iniziare nuovi lavori di restauro che consentiranno un ulteriore ampliamento del percorso espositivo. I nuovi orari di visita sono: lunedì-venerdì, dalle 14 alle 19.45. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria a 2 euro. Le visite di gruppo, accompagnate e non, sono consentite fino a un massimo di 14 partecipanti, comprensivi dell’accompagnatore/guida turistica. Da lunedì 8 febbraio  2021 riapriranno le loro porte anche le altre sedi: Terme di Diocleziano, Palazzo Massimo e Palazzo Altemps.

La strada con botteghe nel percorso archeologico-museale della Crypta Balbi (foto museo nazionale Romano)

La Crypta Balbi è un complesso collegato all’antico teatro Balbo. Prezioso e raffinato, il più piccolo dei tre teatri dell’antica Roma fu costruito nel 13 a.C. da Lucio Cornelio Balbo, spagnolo di Cadice, con il bottino delle vittorie riportate sulle popolazioni libiche. Al teatro era annesso un vasto cortile porticato, piuttosto angusto, chiamato crypta. Era qui che gli spettatori trovavano riparo in caso di pioggia o si radunavano durante le pause degli spettacoli, ed è proprio qui che duemila anni dopo, in quelle stesse strutture, sorge il Museo. La specificità della Crypta Balbi, nel contesto del Museo nazionale romano, è di essere un museo di archeologia urbana, che ricerca e documenta l’evoluzione di quello spazio, dei suoi insediamenti e delle sue destinazioni d’uso lungo i secoli.

Il direttore Stéphane Verger racconta l’esperienza del museo nazionale Romano durante la fase epidemiologica del Covid 19 e le attività messe in campo in occasione della chiusura al pubblico. “Durante questo periodo di chiusura”, racconta, “si lavora molto al museo nazionale Romano. Si lavora già per inventare nuovi modi per presentare le collezioni del museo. Per il pubblico ovviamente è difficile seguire queste chiusure e riaperture, e quindi noi diamo una continuità col nuovo sito web e dei social che permettono ogni giorno di avere un appuntamento per il pubblico che può rivisitare virtualmente un’ala del museo, un oggetto rivederlo, sia quelli più famosi come il Pugile di Palazzo Massimo sia quelli meno noti. Il museo nazionale Romano è costituito da quattro sedi: le Terme di Diocleziano sono una sede immensa, quindi dobbiamo lavorare per riaprire. Ma c’è poi Crypta Balbi: adesso se ne vede solo un decimo. Poi ci sono anche lavori a Palazzo Altemps dove c’è un nuovo cortile che sarà aperto nel 2021. E a Palazzo Massimo c’è tanto da fare nei magazzini che sono un patrimonio enorme e che pure in questo caso lo si deve far vedere di più. Si lavora anche per preparare la riapertura. Nel 2021 ci sarà una grande mostra e quindi il pubblico deve vedere che si è arricchito il museo, e che si arricchirà la visita. C’è stato veramente un lavoro molto importante e fatto a porte chiuse. E quindi si deve far vedere al pubblico qual è la ricchezza delle competenze della squadra; e quel lavoro deve essere valorizzato nelle visite che permettono di mostrare tutto quello che c’è dietro le quinte”.

Adria. Il museo Archeologico nazionale riapre i cancelli il 2 febbraio: si visita il pomeriggio dal martedì al venerdì

Da martedì 2 febbraio 2021 il museo Archeologico nazionale di Adria riapre i suoi cancelli. Si potrà visitare, come da Dpcm, dal martedì al venerdì nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 19.30. Inserito nell’accogliente parco comunale, il museo Archeologico nazionale di Adria si colloca fra le esperienze museali più innovative del Veneto, raccogliendo le testimonianze archeologiche di Adria e del territorio in un excursus cronologico dalla preistoria all’età tardo antica. L’emozionante percorso di visita, evocato dai colori dell’allestimento, guida nel viaggio fra terra e acqua alla scoperta delle antiche genti del delta: Etruschi, Greci, Veneti Antichi, Celti e Romani. Un mondo in continua trasformazione narrato dai reperti archeologici: le merci, la multietnicità, la cultura materiale, la bellezza.

La famosa vetrina dei vetri antichi al museo Archeologico nazionale di Adria

“Vi aspettiamo nel pomeriggio dal martedì al venerdì con un po’ di novità in serbo…”, scrivono sui social dell’Archeologico adriese, con un “appello” spiritoso: “Che siate tra amici o in famiglia, coppie innamorate o innamorati in solitaria, bimbi annoiati, studenti pensierosi, lavoratori stressati: le nostre sale vi daranno ciò di cui avete bisogno”.

Roma. Il 1° febbraio riapre il Sistema Musei di Roma Capitale, l’area archeologica dei Fori Imperiali e il Circo Massimo. Nuova mostra all’Ara Pacis. Prorogate le mostre “I Marmi Torlonia” e “Il Tempo di Caravaggio”

La bellezza dell’arte torna a disposizione di tutti grazie alla riapertura del Sistema Musei di Roma Capitale, promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Da lunedì 1° febbraio 2021 sono di nuovo aperti al pubblico i musei Capitolini, museo di Roma a Palazzo Braschi, museo dell’Ara Pacis, museo di Roma in Trastevere, Galleria d’Arte Moderna, musei di Villa Torlonia, museo Civico di Zoologia, museo di Scultura antica “Giovanni Barracco”, museo Napoleonico, museo “Pietro Canonica” a Villa Borghese, museo “Carlo Bilotti” – Aranciera di Villa Borghese, museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, museo di Casal de’ Pazzi, museo delle Mura, Villa di Massenzio. Al loro interno i visitatori possono ritrovare le collezioni permanenti con i tanti capolavori in esse conservati, oltre alle numerose mostre prorogate e ad alcune importanti novità espositive, sinora rinviate a causa della pandemia in corso. I musei sono aperti anche il lunedì in considerazione della chiusura prevista nel fine settimana dal Dpcm in vigore.

I mercati traianei si affacciano sui fori imperiali a Roma (foto Roma Capitale)

Diventano nuovamente visitabili anche le aree archeologiche dei Fori Imperiali (ingresso dalla Colonna Traiana e uscita dal Foro di Cesare su Via dei Fori Imperiali), dalle 8.30 alle 16.30 (ultimo ingresso 15.30), e del Circo Massimo, dalle 9.30 alle 16.30 (ultimo ingresso 15.30), all’interno del quale sarà attivo anche Circo Maximo Experience. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura.

All’Ara Pacis di Roma la mostra “Josef Koudelka. Radici” (foto musei in comune)

Le novità all’Ara Pacis. Si inizia il 1° febbraio 2021 con la tappa unica italiana della mostra “Josef Koudelka. Radici”. Evidenza della storia, enigma della bellezza, organizzata da Contrasto e Magnum Photos, al via al museo dell’Ara Pacis. Con oltre cento spettacolari immagini panoramiche, l’esposizione del maestro ceco documenta il suo straordinario viaggio alla ricerca delle radici della nostra storia. Sarà l’estratto di un’inedita e personale riflessione sull’antico, sul paesaggio e sulla bellezza compiuta lungo trent’anni di vita, toccando diciannove diversi paesi e visitando più di cento siti archeologici tra i più rappresentativi per la storia del Mediterraneo. La mostra aprirà al pubblico alle 14.

Locandina della mostra “Napoleone e il mito di Roma” ai Mercati Traianei (foto musei in comune)

Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali riaprono il 4 febbraio 2021 con la mostra “Napoleone e il mito di Roma”, dedicata agli scavi promossi da Bonaparte a Roma, proprio nell’anno in cui ricorre l’anniversario del bicentenario della morte dell’imperatore francese. La mostra, a cura di Claudio Parisi Presicce, Simone Pastor, Massimiliano Munzi, Nicoletta Bernacchio, analizza il contesto culturale e letterario della seconda metà del XVIII secolo (neoclassicismo e l’estetica del sublime) e dedica approfondimenti ad aspetti urbanistici, quali a esempio gli scavi del settore centrale della Basilica Ulpia, la Colonna Traiana valorizzata dal Governo Napoleonico di Roma, l’Egittomania di Napoleone e molti altri aspetti di grande rilevanza, relativi all’annessione di Roma all’Impero dal 1809 al 1814. In quegli anni Roma diventa città imperiale seconda solo a Parigi per volontà di Napoleone stesso.

La locandina della mostra “The Torlonia Marbles. Collecting Masterpieces / I Marmi Torlonia. Collezionare capolavori” a Palazzo Caffarelli ai Musei Capitolini

Le mostre in corso. Molte sono le mostre che i visitatori ritroveranno all’apertura del sistema museale cittadino appena le misure lo consentiranno.  A cominciare dai musei Capitolini, con la splendida mostra sulla storia del collezionismo dei marmi antichi, romani e greci, “I marmi Torlonia. Collezionare capolavori” (fino al 29 giugno 2021). L’esposizione è il risultato di un’intesa del ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo con la Fondazione Torlonia; e nello specifico, per il ministero, della direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio con la soprintendenza Speciale di Roma. Il progetto scientifico di studio e valorizzazione della collezione è di Salvatore Settis, curatore della mostra con Carlo Gasparri. Electa, editore del catalogo, cura anche l’organizzazione e la promozione dell’esposizione. Il progetto d’allestimento è di David Chipperfield Architects Milano, negli ambienti dello spazio espositivo dei musei Capitolini a Villa Caffarelli, tornati alla vita dopo oltre cinquanta anni grazie all’impegno di Roma Capitale per restituire alla cittadinanza un nuovo spazio espositivo progettato e interamente curato della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. La Fondazione Torlonia ha restaurato i marmi selezionati con il contributo di Bvlgari che è anche main sponsor della mostra. Il progetto della luce è stato scritto da Mario Nanni, lumi Viabizzuno (vedi Roma. Apre a Palazzo Caffarelli ai musei Capitolini la mostra “The Torlonia Marbles. Collecting Masterpieces / I Marmi Torlonia. Collezionare capolavori”, il grande evento 2020 più volte rinviato causa Covid-19: 96 marmi, selezionati dalla celebre collezione Torlonia la quale torna così finalmente visibile al pubblico. Alla presentazione il ministro Franceschini | archeologiavocidalpassato). Sempre ai musei Capitolini l’esposizione “Il Tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione Roberto Longhi” con il celebre dipinto del Caravaggio Ragazzo morso da un ramarro (prorogata fino al 2 maggio 2021) (vedi Roma. Ai musei Capitolini, il museo pubblico più antico del mondo, con capolavori antichi unici, ora anche la mostra “Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi” nel cinquantenario della scomparsa del grande storico dell’arte | archeologiavocidalpassato) e alla mostra fotografica “Lockdown Italia” visto dalla Stampa Estera (fino al 28 febbraio 2021). Alla Galleria d’Arte Moderna è stata prorogata fino al 28 marzo 2021 “Sten Lex. Rinascita”, la mostra che racchiude una selezione di opere dei due noti muralisti italiani e uno stencil poster visibile nel chiostro.

La MIC Card del Sistema Musei di Roma

Biglietti. È possibile effettuare l’acquisto dei biglietti di ingresso ai musei Civici e/o alle mostre direttamente nelle biglietterie ma rimane fortemente consigliato il preacquisto da casa del biglietto online (acquisto con 1 euro di prevendita). Questa procedura consente di annullare le code in biglietteria e ridurre gli affollamenti nelle sale, grazie all’assegnazione di fasce orarie in cui presentarsi per entrare al museo e iniziare la visita. Una volta completato l’acquisto sarà sufficiente stampare la ricevuta e mostrarla cartacea o digitale all’ingresso del museo scelto e/o della mostra. Il consiglio è valido anche per i possessori della MIC card, per i quali la prenotazione allo 060608 è gratuita. È consigliato l’acquisto online della MIC Card (con 1 euro di prevendita) con ritiro in biglietteria dei musei. 

Tivoli (Roma). Il 1° febbraio cancelli aperti a Villa Adriana e villa d’Este con novità: riaprono i Mouseia (chiusi dal 2014), prorogate le mostre al Santuario di Ercole Vincitore

Villa Adriana a Tivoli riapre il 1° febbraio 2021 (foto Le Villae)
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I Mouseia di Villa Adriana a Tivoli riaprono al pubblico dopo una lunga chiusura (foto Le Villae)

Villa Adriana e Villa d’Este a Tivoli (Roma) riaprono al pubblico dal 1° febbraio 2021, con un’offerta culturale rinnovata e arricchita e con una tariffazione dedicata al pubblico di prossimità e favorevole anche per chi voglia vivere pienamente il contesto territoriale tiburtino (Villae con voi). Accanto al patrimonio archeologico e paesaggistico, a Villa Adriana aprono anche (dalle 10 alle 13) i Mouseia, chiusi dal 2014, significativamente rinnovati negli apparati didattici e nei colori, nonché – grazie allo sponsor tecnico Fratelli Guzzini SpA – nel racconto della luce. È l’occasione per offrire ai visitatori, attraverso le opere che vi sono conservate, un’esperienza di intensa bellezza e profonda armonia.

Veduta aerea del Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli (foto Mibact)
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Locandina della mostra “Apres le deluge” all’Antiquarium del santuario di Ercole Vincitore a Tivoli (foto Le Villae)

Al Santuario di Ercole Vincitore sono state prorogate ben due mostre per garantirne la fruizione al pubblico. La prima, “Fumetti nei Musei”, allestita nella Sala Mecenate, è espressione di una iniziativa lanciata nel 2018 dal MiBACT per raccontare, in particolar modo ai giovani, la ricchezza del patrimonio culturale italiano in una modalità coinvolgente e con un linguaggio immediato attraverso le storie realizzate da fumettisti di eccellenza per 51 realtà museali. La seconda mostra, “Après le déluge. Viaggio tra opere riemerse e misconosciute”, espone all’Antiquarium circa 40 reperti antichi recuperati dal Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale, in quanto oggetto di scavi clandestini sul territorio italiano. La mostra è presentata in un recente volume (dicembre 2020) curato dall’Istituto ed edito da Gangemi.

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Locandina della mostra “Ecce Homo” a Villa d’Este a Tivoli (foto Le Villae)

A Villa d’Este, infine, è in corso l’esposizione “Ecce Homo: l’incontro fra il divino e l’umano per una diversa antropologia. Una introduzione”. La mostra anticipa l’omonima esposizione, prevista per la primavera 2021, di cui costituisce un’autonoma sezione. Le rappresentazioni dei momenti salienti della passione di Cristo, presenti in questa introduzione, raccontano il dolore terreno del Figlio di Dio, dischiudendo al visitatore un intimo colloquio tra divino e umano evocato dal titolo della mostra.

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Andrea Bruciati, direttore dell’istituto autonomo villa Adriana-villa d’Este Villae

“Al di là della valenza estetica dei nostri siti”, riflette il direttore dell’istituto autonomo Villae, Andrea Bruciati, “vi è una ferma consapevolezza del ruolo etico e della responsabilità sociale dell’Istituto. Per questo le nostre attività non si sono fermate durante il periodo di chiusura e riapriamo con una proposta densa e articolata, che parla un linguaggio diversificato e si rivolge a pubblici e sensibilità differenti. Nelle Villae si può ritrovare una dimensione condivisa in cui riconoscersi, in specie con riguardo alla comunità locale e al pubblico di prossimità, e si può recuperare, nel patrimonio che fonda la nostra identità, il nucleo costitutivo di una nuova socialità”.

Il parco archeologico di Ostia antica riapre il 2 febbraio 2021 in sicurezza. Percorso modificato per evitare assembramenti. Interdetti i belvedere. Il direttore anticipa i progetti per l’estate, tra cui il museo delle Navi a Fiumicino

Panoramica sull’area archeologica di Ostia antica (foto parco ostia antica)

Conto alla rovescia… Si riparte! Da martedì 2 febbraio 2021 l’area archeologica di Ostia antica riapre al pubblico in sicurezza. Dalla settimana successiva, 8 febbraio 2021, l’apertura sarà dal lunedì al venerdì al fine di compensare, almeno parzialmente, i due giorni di chiusura obbligatoria nelle giornate di sabato e domenica, per disposizioni governative in materia di regioni in fascia gialla. L’orario giornaliero segue i normali orari: 8.30-16.30 (ultima ingresso 15.30). Si può acquistare il biglietto sia online all’indirizzo https://buy.ostiaanticatickets.it/ sia direttamente in biglietteria. L’acquisto online consente di evitare la coda davanti alla biglietteria, offrendo la possibilità di andare direttamente ai tornelli d’ingresso al pubblico. Si informa che è possibile acquistare online esclusivamente i biglietti a tariffa intera; per riduzioni e gratuità è possibile rivolgersi alla biglietteria all’ingresso dell’area archeologica. Le visite guidate organizzate sono per il momento sospese, pertanto non è possibile prenotarle. Sono disponibili le audioguide, che saranno igienizzate ad ogni noleggio. I visitatori possono in alternativa scegliere di scaricare il contenuto dell’audioguida direttamente sul proprio smartphone tramite app: tutte le istruzioni per il download e il funzionamento verranno fornite in biglietteria.

ostia-antica_parco-archeologico_logoPrima di accedere alla biglietteria e in genere agli Scavi, un operatore autorizzato misurerà la temperatura corporea di ciascuno. La temperatura sarà rilevata mediante pistola termoscanner: chi presenterà una temperatura corporea uguale o superiore ai 37,5°C non potrà accedere all’area archeologica di Ostia antica, anche se munito dei dispositivi di protezione individuale. All’ingresso verrà fornita un’informativa contenente tutte le disposizioni da osservare durante la visita. Per accedere all’area archeologica di Ostia antica è necessario indossare la mascherina. La mascherina va indossata nel modo corretto, a coprire sia il naso che la bocca. all’interno dell’area archeologica sono stati collocati appositi cestini per la raccolta differenziata di guanti e mascherine usati. È necessario mantenere sempre la distanza di sicurezza di almeno un metro dalle altre persone. In alcuni luoghi lungo il percorso di visita è stata collocata una apposita segnaletica, che ricorda il divieto di assembramenti. Lungo il percorso di visita sono disponibili alcune fontanelle di acqua potabile, con colonnine di igienizzante per le mani.

Planimetria dei percorsi consentiti all’interno dell’area archeologica di Ostia Antica (foto parco ostia antica)

Percorso di visita. Per evitare il più possibile assembramenti e per consentire di mantenere la distanza di sicurezza tra le persone, il percorso di visita dell’area archeologica di Ostia subisce alcune modifiche. Interdizione dei belvedere. Tutte le terrazze panoramiche sono interdette. Le terrazze sono spazi di dimensioni ridotte, per raggiungere le quali bisogna percorrere scale spesso molto strette. Onde evitare assembramenti, sono stati interdetti i seguenti belvedere: Terme di Nettuno, Caseggiato del Sole, Domus del Protiro, Caseggiato di Giove e Ganimede, Portico di Pio IX, Infrastruttura. All’interno dell’area archeologica di Ostia antica per alcuni monumenti sono stati individuati dei percorsi obbligati, in modo tale da evitare che le persone possano incrociarsi o sfiorarsi involontariamente. Sempre nel rispetto del distanziamento tra le persone, sono stati individuati i seguenti percorsi obbligati: Teatro e Piazzale delle Corporazioni, Termopolio della via della Casa di Diana, Piccolo Mercato, dalle Terme del Buticoso alla Domus di Amore e Psiche, Terme del Foro, Caseggiato del Serapide, Terme dei Sette Sapienti, Caseggiato degli Aurighi. Sono stati inoltre individuati i seguenti percorsi a senso unico alternato: Porta Romana, Porta Marina, Porta Laurentina. Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle direzioni indicate dai cartelli: questi percorsi obbligati sono stati pensati proprio per evitare il più possibile occasioni di assembramento anche involontario. Lungo il tracciato dei percorsi a senso unico o a senso unico alternato non sono consentite soste; in tutti gli altri ambienti parzialmente coperti e non interdetti alla fruizione la sosta massima consentita è di 10 minuti.

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Il museo Ostiense al parco archeologico di Ostia antica (foto parco ostia antica)

Il Museo Ostiense. Con la riapertura al pubblico il museo Ostiense resta chiuso. La chiusura è solo in parte legata all’emergenza Covid: il museo infatti ha sale di piccole dimensioni e non ha finestre che possano consentire un ricambio d’aria; ma la vera motivazione è che a brevissimo inizieranno i lavori di ristrutturazione dell’edificio con conseguente riallestimento delle opere nelle sue sale.

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Le Case decorate del parco archeologico di Ostia antica (foto parco ostia antica)

Case Decorate. Le visite alle Case Decorate sono sospese fino al perdurare dell’emergenza Covid in quanto sono luoghi che, per le modalità di visita e per gli spazi angusti, presentano un alto rischio di formazione di assembramenti. Informazioni sull’apertura dell’area archeologica dei porti di Claudio e di Traiano e della Necropoli di Porto saranno comunicate prossimamente.

Il direttore Alessandro D’Alessio racconta l’esperienza del parco archeologico di Ostia Antica durante la fase epidemiologica del Covid 19 e le attività messe in campo in occasione della chiusura al pubblico. Spettacolari riprese da drone sulla città antica accompagnano le parole di D’Alessio sugli interventi di manutenzione e restauro in corso e i progetti futuri, tra cui l’inaugurazione in estate del museo delle Navi presso l’aeroporto di Fiumicino, e la riorganizzazione della fruizione dei porti di Claudio e Traiano.

Roma. Il Parco archeologico del Colosseo riapre al pubblico lunedì 1° febbraio 2021 con un concerto della speranza in diretta streaming. Al Colosseo percorso unico, Foro e Palatino accessibili. Ingressi contingentati in sicurezza

Ci siamo. Il 1° febbraio il parco archeologico del Colosseo riapre i cancelli, nel segno della speranza. Il Colosseo, il Foro Romano e il Palatino saranno aperti al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 16.30 (con ultimo ingresso alle 15.30) e, come da disposizioni governative, chiusi nel fine settimana. Durante la visita saranno applicate le medesime misure di sicurezza già sperimentate con successo in occasione della prima riapertura del 1° giugno 2020: i visitatori, preventivamente dotati di mascherina, dovranno obbligatoriamente sottoporsi alla misurazione della temperatura mediante termoscanner. Il percorso, al Colosseo, seguirà un tracciato a senso unico. L’accessibilità è sempre assicurata con l’assistenza ai pubblici fragili e l’utilizzo degli ascensori, con interventi sistematici di igienizzazione. Il biglietto ordinario d’ingresso è di 16 euro, ridotto 2 euro, e acquistabile online sul sito ufficiale www.parcocolosseo.it e sul sito del concessionario www.coopculture.it. Il biglietto, con orario d’ingresso predeterminato per la visita al Colosseo, così da garantire il necessario distanziamento dei visitatori, è collegato all’APP gratuita ParcoColosseo che contiene le mappe dei percorsi, i contenuti storici e tutte le informazioni utili alla visita. Per il momento non potranno essere accessibili, a causa delle misure contenitive legate all’emergenza sanitaria, gli spazi chiusi del PArCo: Domus Aurea, Santa Maria Antiqua, Rampa Domizianea, Museo Palatino, Casa di Augusto e Casa di Livia, Criptoportico Neroniano e Aula Isiaca.

La locandina del concerto della speranza dall’arena del Colosseo nel giorno della riapertura al pubblico (foto PArCo)

Concerto della speranza per la riapertura. “Con la consapevolezza che l’arte aiuta a superare momenti difficili come quelli che stiamo vivendo”, spiega la direzione, “il Parco archeologico del Colosseo offre ai visitatori che saranno presenti lunedì 1° febbraio, giornata di riapertura, e in diretta streaming sulla pagina Facebook per l’ampio pubblico che continua a seguire le numerose attività promosse sui canali social del PArCo, un concerto degli allievi del Conservatorio di S. Cecilia che si terrà sul piano dell’arena del Colosseo alle 12.30”. Sull’arena del Colosseo, dunque, gli Allievi del Conservatorio di S. Cecilia: Olimpia Pagni, soprano; Sara Tiburzi, mezzosoprano; Marco Ciardo, tenore; al pianoforte: Maestro Giuseppe Massimo Sabatini; direttore artistico: Maestro Stella Parenti. Il programma. Da “Così fan tutte” W. A. Mozart: Un aura amorosa; dalla “Bohème” G. Puccini: Quando meno vo’; dalla “Carmen” di Bizet: Habanera; da “Lakmé” di Léo Delibes: “Duetto dei fiori”; da “La Rondine” G. Puccini: “Chi il bel sogno di Doretta”; da “Sansone e Dalila” di Saint Saens: “Mon coeur s’ouvre à ta voix”; “La vie en rose” di Édith Piaf, eseguita a tre voci; dalla “Traviata” di G. Verdi: “Brindisi”. Diretta Facebook, in streaming sul canale Youtube #ParcoColosseo.

La mappa del percorso a senso unico da 45′ con “Il Colosseo si racconta” (foto PArCo)

Colosseo: il Colosseo si racconta (durata stimata 45 minuti). Il percorso a senso unico permetterà di visitare il I ordine dell’anfiteatro – senza passaggio sull’arena – con affaccio ai sotterranei, salire al II ordine attraversando gli spazi dell’esposizione permanente “Il Colosseo si racconta”, in cui è narrata in 11 tappe la storia del monumento, e arrivare fino alla terrazza Valadier con vista sulla piazza del Colosseo. Lungo il percorso, e precisamente all’interno della Porta Triumphalis sul lato occidentale del monumento, sarà possibile tornare ad ammirare il dipinto murale con la raffigurazione della veduta di Gerusalemme, così come restituito dal recente intervento di restauro. In un primo momento sarà attivo il solo ingresso Valadier. Presso l’ingresso sarà garantita la connettività free WI-FI necessaria sia all’eventuale acquisto del biglietto che a scaricare l’APP gratuita. In questa fase si prevede la possibilità di accogliere un numero massimo di 1.200 visitatori al giorno (ca. 240 l’ora). Visite contingentate con prenotazione oraria obbligata con gruppi di max. 20 unità, che partiranno scaglionati ogni 5 minuti. Ingresso Valadier (attuale ingresso singoli). Al momento non sarà attivo il servizio di visita guidata.

Panorama del Foro Romano (foto PArCo)

Per l’area archeologica del Foro Romano-Palatino, che si configura come spazio aperto e quindi assimilabile a parchi e giardini, sarà aperta un unico ingresso dalla via Sacra/arco di Tito, con orario libero ma mantenendo il costante controllo dei flussi. L’uscita sarà consentita da arco di Tito, dalla Salara Vecchia e da via del Foro Romano. L’intera area sarà percorribile: dall’arco di Settimio Severo all’arco di Tito fino ai rinnovati Horti Farnesiani, dalle cosiddette terme di Elagabalo alla Vigna Barberini, attraversando la Domus Augustana e la Domus Flavia con il sempre suggestivo affaccio sullo Stadio palatino. Anche in questo caso il WI-FI attivo nei pressi dell’accesso permetterà sia l’acquisto del titolo di ingresso che di scaricare la APP gratuita.

Piemonte in zona “gialla”: lunedì 1° febbraio riapre il museo Egizio dopo quasi tre mesi di chiusura. E per cinque giorni l’ingresso sarà gratuito

La colossale statua di Seti II domina la Galleria dei Re del museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

torino_egizio_logo_1824Il Piemonte passa in zona “gialla” a basso rischio contagio. E il museo Egizio di Torino è già pronto a riaprire le porte ai visitatori lunedì 1° febbraio 2021 dopo quasi tre mesi di chiusura. E lo fa con un’iniziativa speciale: dal 1° al 5 febbraio, infatti, la visita del museo sarà gratuita con obbligo di prenotazione online. L’orario di apertura osservato sarà quello ordinario: il lunedì dalle 9 alle 14 e dal martedì al venerdì dalle 9 alle 18.30, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. A partire da sabato 30 gennaio 2021, sull’apposita sezione del sito (https://museoegizio.it/tickets-shop) sarà possibile prenotare l’ingresso: i visitatori potranno scegliere la fascia oraria preferita e dovranno presentarsi all’ingresso con il biglietto elettronico. Un modo per accogliere il pubblico e per ritornare a fornire un servizio davvero inclusivo e per tutti: questa la scelta del direttore Christian Greco e della presidente Evelina Christillin che, insieme a tutta la squadra del Museo, vogliono celebrare così un primo passo verso un ritorno alla normalità, con un richiamo all’articolo 9 della Costituzione Italiana, che pone la ricerca e la cura del patrimonio culturale fra i compiti fondamentali della Repubblica. Per quanto riguarda le prescrizioni di sicurezza necessarie per entrare al museo Egizio, permangono quelle adottate nei mesi passati: sarà in vigore la misurazione della temperatura e obbligo di indossare la propria mascherina. Lungo il percorso saranno disponibili dispenser di gel igienizzante, mentre le sale avranno una capienza contingentata nel rispetto della distanza fisica prevista per la sicurezza dei visitatori.

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Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

“Tornare a offrire un servizio così importante come quello di visita delle nostre collezioni è per noi un passaggio importantissimo e un motivo di grande contentezza, che ci auguriamo di poter svolgere con continuità e sempre all’insegna della sicurezza”, afferma il direttore Christian Greco. “Con il medesimo spirito di servizio che caratterizza tutto il nostro lavoro abbiamo inoltre deciso di aprire gratuitamente per tutta la prima settimana: per vivere insieme al nostro pubblico il graduale ritorno alla normalità, e far sì che questo sia anche all’insegna della cultura. Perché un museo non è un luogo sospeso, avulso dal contesto sociale di cui è invece parte integrante, e noi vogliamo porci al fianco della comunità, in particolare in questo momento”.

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Evelina Christillin, presidente del museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

“Il Museo Egizio non si è mai fermato”, aggiunge la presidente, Evelina Christillin, “ma ora siamo davvero pronti a ripartire a pieno regime e siamo felici di accogliere di nuovo i visitatori nelle nostre sale, ritenendo che i musei rappresentino un servizio pubblico essenziale. In questi mesi di grande complessità abbiamo consolidato nuove modalità di lavoro e di contatto con il pubblico ma senza rinunciare ai progetti propri di un museo, ossia, oltre alla ricerca, le mostre e il rinnovamento degli spazi espositivi: a questo proposito abbiamo in cantiere nuovi progetti, che vedranno la luce nelle prossime settimane e nei prossimi mesi e che stanno richiedendo un grande sforzo da parte di tutta la Fondazione. Per questo vorrei ringraziare non solo tutto il personale, ma allo stesso modo anche i nostri soci fondatori, che non ci hanno mai fatto mancare la loro disponibilità e il loro sostegno”.

Napoli. “Aperti per voi. Racconti dalle Collezioni”: il Mann, chiuso sabato e domenica, propone un tour virtuale alla scoperta di dieci reperti (meno noti) per altrettante collezioni del museo Archeologico nazionale

Affresco dai Praedia di Giulia Felice a Pompei con elementi del mondo dionisiaco, conservato nella Sala Affreschi del Mann (foto Giorgio Albano)

Meno noti, ma per questo non meno importanti: sono i reperti scelti dal museo Archeologico nazionale di Napoli per la campagna social “Aperti per voi. Racconti dalle Collezioni”, dieci reperti per altrettante collezioni del Mann, chiuso nel fine settimana secondo le disposizioni anti Covid. Sabato 10 e domenica 31 gennaio 2021 vengono presentati in un tour virtuale da compiere, fotografia dopo fotografia, sulle pagine Facebook e sul canale Instagram dell’Archeologico. Volutamente in ordine sparso, senza assecondare la dislocazione fisica delle collezioni perché il viaggio digitale permette di spaziare con la fantasia da una sala all’altra, i fan e follower delle piattaforme social potranno ammirare, grazie alle tecnologie digitali, alcuni capolavori dell’Istituto.

Uno dei due dioscuri proveniente dal Tempio di Venere a Baia, e conservato al Mann (foto Giorgio Albano)

Si parte sabato 30 gennaio alle 8.30 con post su una delle sculture dei Dioscuri (metà del II sec. d.C.), proveniente dal cosiddetto Tempio di Venere a Baia ed ospitata nell’Atrio del Mann. Tra i mosaici, scelto lo splendido corteo di Nettuno e Anfitrite (I sec. a.C., da Pompei, casa del Granduca di Toscana), mentre il candido marmo del busto di Claudio (presumibilmente da Roma, I sec. d. C.) “rappresenterà” online, per questo fine settimana, la statuaria Farnese. 

Il busto femminile, forse la regina Berenice o la dea Artemide, conservato nella sala della Villa dei Papiri al Mann (foto Luigi Spina)

Per la Villa dei Papiri, comunicherà fascino e mistero, anche in rete, il busto femminile identificato prima con la regina tolemaica Berenice, poi con la dea Artemide. 

La statuetta di Iside/Fortuna nella rinnovata sezione della vita quotidiana nelle città vesuviane al Mann (foto Giorgio Albano)

Tra gli allestimenti di recente rinnovati, una statuetta di Iside/Fortuna, vero e proprio gioiello di artigianato artistico in epoca romana, sarà “condivisa” su Facebook per raccontare il pregio delle suppellettili nella Collezione degli oggetti della vita quotidiana nelle città vesuviane.

Terracotta di recumbente da Taranto conservata nella collezione Magna Grecia del Mann (foto Luigi Spina)

Pur non potendo passeggiare fisicamente (e rigorosamente con i copri-scarpe) sui pavimenti musivi della Collezione Magna Grecia, gli internauti troveranno, nella terracotta di recumbente da Taranto, l’eco di culti e tradizioni nell’Italia Meridionale dell’ultimo quarto del VI sec. a.C. 

Elmo bronzeo da Locri (V sec. a.C.) conservato nella sezione Epigrafica del Mann (foto Salvatore Granata)

Un reperto “inaspettato” narrerà la Sezione Epigrafica: si tratta di un elmo bronzeo (da Locri, primo quarto del V sec. a. C.), su cui figura un’iscrizione dedicata alla dea Persefone dal soldato Xenainetos. ​Passando nelle vicine sale dedicate alla civiltà egizia, un dettaglio della stele funeraria dello scriba Hui rappresenterà, anche nell’oltretomba, il legame tra il defunto, il padre Pah e la madre Sattie. 

Coppa in ceramica d’impasto da Capua conservata nella sezione Preistoria e Protostoria del Mann (foto Giorgio Albano)

In un apparente gioco di contrasti, concluderanno questo itinerario online due splendidi reperti, che sintetizzano, nella loro diversità, la ricchezza e la varietà del patrimonio del Mann: per la Sezione Preistoria e Protostoria, una coppa di ceramica di impasto dell’età del Ferro da Capua. Per le rinnovate Sale degli Affreschi, ultimo e colorato post della campagna con un frammento ritrovato nei Praedia di Iulia Felix. In questa pittura pompeiana, su una piccola gradinata sono esposti una serie di elementi che rimandano al mondo di Dioniso, dio dell’ebrezza e della vitalità. 

L’archeologia subacquea ha la sua soprintendenza: è nata la soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo con sede a Taranto, e uffici a Venezia e Napoli. La dirige l’archeologa subacquea Barbara Davidde

Istituita la soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo (foto Icr)

L’Italia ha una nuova soprintendenza specifica per il mare: è la soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo. A inizio gennaio 2021, con la nomina di Barbara Davidde a soprintendente da parte del ministro Dario Franceschini, si è chiuso infatti l’iter di istituzione avviato nel dicembre 2019 nell’ambito della cosiddetta “riforma della controriforma” del Mibact, con la quale il titolare del dicastero dei Beni culturali ha rimesso ordine alle decisioni, molto criticate da più parti, da quanto stabilito dall’ex ministro Alberto Bonisoli nell’agosto 2019 in piena crisi di governo. “L’archeologia subacquea”, ha dichiarato il ministro Franceschini, “è uno dei settori di ricerca più importanti del nostro Paese. Siamo un paese circondato dal mare e abbiamo un ricco patrimonio culturale sommerso che va ancora studiato, salvaguardato e valorizzato. Con la nomina della soprintendente Davidde, a cui faccio gli auguri per l’importante compito che è chiamata a svolgere, le operazioni di tutela e le attività di ricerca troveranno nuovo impulso e nuovo slancio”. Nel dicembre 2019 Franceschini, infatti, non solo aveva ripristinato alcune autonomie soppresse di musei e parchi archeologici, ma aveva anche istituito la nuova soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo con sede a Taranto, e centri operativi presso le soprintendenze Archeologia, belle arti e paesaggio con sede a Napoli e Venezia. Obiettivo della soprintendenza del Patrimonio culturale subacqueo, ufficio dotato di autonomia speciale di livello dirigenziale non generale, è lo svolgimento delle attività di tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio culturale subacqueo. Nel territorio della Provincia di Taranto, il soprintendente svolge anche le funzioni spettanti ai soprintendenti Archeologia, belle arti e paesaggio.

L’archeologa subacquea Barbara Davidde

Barbara Davidde, neo soprintendente nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo, è direttrice del nucleo interventi per l’Archeologia subacquea dell’Istituto Centrale per il Restauro, funzionario archeologo presso l’Istituto Centrale per l’Archeologia e membro dal 2019 dello Stab, il comitato tecnico scientifico dell’Unesco per la Convenzione del 2001 sulla Protezione del Patrimonio Culturale Subacqueo, docente di Archeologia subacquea all’università di Roma Tre. Barbara Davidde inizia la sua carriera nel 1987 e, nel corso degli anni, dirige missioni archeologiche subacquee in Yemen e Oman. Inoltre, ha partecipato a cantieri archeologici subacquei in Francia, Libia e in diverse località italiane. Dal 2015 a oggi per l’ICR è responsabile scientifico, responsabile unico del procedimento e direttore dei lavori del recupero e pronto intervento conservativo dei relitti romani e dei materiali rinvenuti nel porto antico di Napoli, nel corso dei lavori per la realizzazione delle stazioni della linea 1 della Metropolitana di Napoli (piazza Garibaldi e piazza Municipio). Inoltre, è il funzionario responsabile dell’Icr per Convenzioni di ricerca e formazione, stipulate con Enti di ricerca e università italiane e straniere, riguardanti la sperimentazione di prodotti per il restauro di manufatti di provenienza subacquea, per il restauro delle strutture archeologiche sommerse e per l’aggiornamento professionale di personale addetto ai beni culturali.