Pompei. A un anno dalla nascita di ITsART, al parco archeologico flash mob dei Foja in una performance che unisce archeologia e contemporaneo
A un anno dalla nascita di ITsART, la piattaforma streaming con il meglio dei contenuti dedicati all’arte e alla cultura italiana, al parco archeologico di Pompei una performance che unisce archeologia e contemporaneo. Nello splendido scenario del Foro della città antica ha preso vita con il ritmo contemporaneo dei Foja un flash mob all’insegna della contaminazione. A prendere parte all’iniziativa, i visitatori giunti al parco archeologico di Pompei per ammirare le bellezze del sito archeologico che, sorpresi dalle atmosfere passionali del gruppo napoletano, si sono ritrovati a festeggiare la cultura italiana in tutte le sue forme. “Siamo felici di poter organizzare un’iniziativa dal vivo di contaminazione culturale, anche per festeggiare il primo compleanno della piattaforma in una cornice suggestiva e densa di eredità storica come quella del parco archeologico di Pompei”, dichiara Andrea Castellari, amministratore delegato di ITsART. “La cultura è ricchezza, conoscenza, curiosità e scoperta, e si esprime in forme differenti e attraverso mezzi e tecnologie altrettanto diversificati. Con ITsART vogliamo credere che l’utilizzo delle nuove tecnologie possa favorire l’adozione di modelli di fruizione e valorizzazione innovativi del nostro immenso patrimonio artistico e culturale, dando inoltre impulso al processo di digitalizzazione del Paese”.

Il flash mob dei Foja nel foro di Pompei (foto parco archeologico di pompei)
Per l’occasione in una formazione in duo acustico, i Foja, che hanno costruito una carriera di successi intrecciando la narrativa di diverse arti come cinema d’animazione, musica e arti visive. Dario Sansone, Luigi Scialdone (corde), Ennio Frongillo (chitarra elettrica), Giuliano Falcone (basso elettrico) e Giovanni Schiattarella (batteria), compongono la band napoletana consacrata nel 2016 come la prima rock band in assoluto a suonare in elettrico sul palcoscenico del Teatro San Carlo con Cagnasse Tutto, calcando palchi prestigiosi, tra cui l’Arena Flegrea, Palazzo Reale, Museo del Bosco di Capodimonte e Castel Sant’Elmo a Napoli. Oltre ad aver dato vita a diversi spettacoli cross-mediali, i Foja hanno composto le musiche di diversi film d’animazione come L’arte della felicità (EFA European Film Award), Gatta Cenerentola, e Yaya e Lennie – The Walking Liberty, ottenendo la candidatura in cinquina per la miglior canzone originale sia al David di Donatello con i brani “’A malia” e “A chi appartieni”, che ai Nastri d’Argento con “’A malia”.
Una performance coinvolgente e suggestiva, tra antico e contemporaneo, per ricordare il primo anno di attività di ITsART, piattaforma promossa dal ministero della Cultura per supportare la diffusione e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano nel mondo. Disponibile in Italia, nel Regno Unito e in tutti i Paesi dell’Unione Europea, ITsART propone un vasto catalogo di contenuti e un approccio nuovo e originale all’offerta culturale ed è la prima piattaforma ad offrire un servizio streaming di questo genere a livello internazionale. In occasione del compleanno, ITsART propone una selezione dei suoi migliori contenuti disponibili gratuitamente in piattaforma. La vetrina è disponibile al link: https://www.itsart.tv/showcase/a8b24eb9-37fd-4a70-a36c-e2bcac8b1921?utm_source=Press&utm_medium=link&utm_campaign=Flashmob_PR&utm_id=Press%26PR
Roma. Al Circo Massimo per tre mesi si può godersi Circo Maximo Experience, l’emozionante visita immersiva itinerante di 40 minuti in 8 tappe, in realtà aumentata e virtuale, del più grande edificio per lo spettacolo dell’antichità

Circo Massimo Experience è la speciale visita itinerante con il visore al Circo Massimo di Roma (foto roma culture)
Tre mesi – giugno, luglio e agosto 2022 – per godersi Circo Maximo Experience, l’emozionante visita immersiva, in realtà aumentata e virtuale, del più grande edificio per lo spettacolo dell’antichità e uno dei più grandi di tutti i tempi, il Circo Massimo: dal martedì alla domenica, dalle 17 alle 21 (visita ogni 15 minuti, ultimo ingresso alle 19.50), ad esclusione delle prime domeniche del mese (5 giugno, 3 luglio e 7 agosto 2022) e dei giorni 11 e 12 giugno, 9 e 17 luglio 2022. In caso di pioggia non sarà possibile fruire dell’esperienza multimediale. I biglietti sono preacquistabili online sul sito www.circomaximoexperience.it oppure al contact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9-19). Possono essere acquistati anche sul posto, se disponibili, e nei Tourist Infopoint. Previsto il biglietto d’ingresso ridotto per i possessori della MIC card e della Roma Pass. Intero: 12 euro; ridotto: 10 euro; Tariffa famiglia: 22 euro (due adulti + figli under 18). La riduzione è prevista per: gruppi di almeno 10 persone, Forze dell’Ordine, militari, insegnanti in attività, giornalisti, under 26, possessori di MIC card e Roma Pass. I biglietti possono essere acquistati anche sul posto, se disponibili, e nei Tourist Infopoint. I biglietti gratuiti e con tariffa famiglia sono acquistabili al call center 060608 (tutti i giorni dalle 9 alle 19). Per accedere all’area: ingresso da viale Aventino.

Al Circo Massimo con il visore per Circo Massimo Experience (foto roma culture)
Il progetto è promosso da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, organizzato da Zètema Progetto Cultura e realizzato da GS NET Italia e Inglobe Technologies. La direzione scientifica è a cura della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. La narrazione è disponibile in italiano (con le voci degli attori Claudio Santamaria e Iaia Forte), inglese, francese, tedesco, spagnolo, russo, cinese e giapponese. Per le persone non udenti sono disponibili le versioni con sottotitoli semplificati in lingua italiana o inglese. Grazie alla realtà aumentata e virtuale, il visitatore potrà immergersi totalmente nella storia del sito grazie alle ricostruzioni architettoniche e paesaggistiche di tutte le sue fasi storiche: dalla prima e semplice costruzione in legno, ai fasti dell’età imperiale, dal medioevo fino ai primi decenni del ’900. Si vedrà l’antica Valle Murcia arricchirsi di costruzioni, si passeggerà nel Circo tra le botteghe del tempo, assistendo a una emozionante corsa di quadrighe tra urla di incitamento e capovolgimenti di carri, fino a restare senza fiato di fronte all’imponente Arco di Tito alto circa venti metri, ricostruito in realtà aumentata e in scala reale davanti ai propri occhi. La visita immersiva, della durata di circa 40 minuti, è itinerante e si sviluppa all’interno dell’area archeologica su un percorso di 8 punti di osservazione (tappe) utilizzando visori che, dopo ogni utilizzo, sono sanificati. Gli auricolari sono monouso e confezionati singolarmente. Per evitare assembramenti è previsto l’ingresso contingentato all’area (max 10 persone ogni 15 minuti).

Un immagine del Circo Massimo dal visore (foto roma culture)
Il percorso di visita è itinerante e dura circa 40 minuti. La visita è articolata in 8 tappe: la Valle e le origini del Circo, il Circo da Giulio Cesare a Traiano, il Circo in età imperiale, la Cavea, l’Arco di Tito, le Botteghe (tabernae), il Circo in età medievale e moderna e, infine, “Un giorno al Circo”. L’esperienza immersiva inizia con la presentazione della Valle Murcia, l’area situata tra il colle Palatino e il colle Aventino. La valle è sempre stata luogo d’incontro e scambio tra le popolazioni, nonché sede di moltissimi culti, tra i quali quelli dedicati alla dea Murcia, alla dea Cerere e al dio Consus, celebrati con feste e gare equestri. Qui si svolgevano riti propiziatori per la fertilità dei campi. La Valle Murcia è un luogo fortemente legato alle origini della città eterna: è qui che ha avuto luogo il famoso Ratto delle Sabine. In età règia, la valle subì alcune trasformazioni, soprattutto a opera degli ultimi re di Roma, i Tarquini, che allestirono l’intera area con le prime file di sedili in legno. Con lo sviluppo della città e la maggiore importanza acquisita dalle manifestazioni pubbliche, lo spazio delle corse si arricchì di elementi funzionali come i Càrceres, cioè gli stalli di partenza dei carri, e gli spalti che andarono gradualmente a espandersi, dando vita a quello che diventerà, in seguito, il più imponente edificio di spettacoli mai costruito, il Circo Massimo.

Gli spalti monumentali del Circo Massimo come si vedono con il visore (foto roma culture)
Il viaggio prosegue poi rivivendo le trasformazioni del Circo dal I secolo a.C. al I secolo d.C. Sia Giulio Cesare che Augusto, per la prima volta concepirono il Circo come struttura monumentale e separata dagli altri edifici della Valle, dando il via alla costruzione di un complesso unico nel suo genere. Nel corso del I secolo d.C., il Circo fu oggetto di vari interventi voluti da tutti gli Imperatori che si succedettero. Internamente era suddiviso in tre settori: quello inferiore in muratura e gli altri due in legno. La presenza di sedili in legno in gran parte delle gradinate favorì spesso il divampare di incendi devastanti, come quello del 64 d.C. all’epoca di Nerone, che ebbe origine proprio da uno dei negozi che si trovavano nel Circo. All’inizio del I secolo, Traiano ricostruì l’edificio interamente in muratura. A questa fase appartengono le strutture ancora visibili.

I Càrceres (gli stalli di partenza dei carri) sul lato corto del Circo Massimo (foto roma culture)
Si passa poi a vedere il Circo Massimo di età imperiale, quando raggiunse l’apice del suo splendore. L’edificio, infatti, nel corso di un lungo periodo, si arricchì di vari elementi carichi di simbologie e significati religiosi legati alle festività agrarie delle origini e al ciclo delle stagioni. Oltre alle corse dei carri, che erano gli eventi più importanti e più frequenti che si svolgevano nel Circo, era possibile anche assistere ad altri tipi di spettacolo, come ad esempio le battute di caccia con animali esotici. Il Circo presentava su un lato i Càrceres (gli stalli di partenza dei carri), mentre gli altri tre lati costituivano la Càvea, le gradinate. Gli spettatori prendevano posto in differenti settori in base alla classe sociale di appartenenza. Con la sua struttura articolata, il Circo era certamente un monumento unico nel suo genere, un’immensa macchina scenica creata per stupire.

Nella fascia esterna del Circo Massimo si trovavano diverse botteghe dette tabernae (foto roma culture)
Si potrà poi ammirare in tutto il suo antico splendore l’imponente Arco di Tito, dedicato nell’81 d.C. dal Senato e dal Popolo romano all’imperatore Flavio per celebrare la conquista di Gerusalemme del 70 d.C. L’attraversamento dell’arco era parte fondamentale dei cortei trionfali in onore dei generali e degli imperatori vittoriosi. La processione aveva inizio dal Campo Marzio, entrava in parata nel Circo Massimo e, passando poi sotto l’Arco, si dirigeva al tempio di Giove Capitolino, sul Campidoglio. Alto circa 20 metri e a tre fornici, l’Arco era sormontato da una grande quadriga bronzea guidata dall’imperatore, simbolo di trionfo e vittoria. Nella fascia esterna del Circo si trovavano diverse botteghe dette tabernae, luoghi molto frequentati non solo in occasione degli spettacoli. In esse si svolgevano varie attività commerciali per soddisfare ogni necessità dei visitatori e dove era possibile trovare le merci più disparate.

Una torre medievale nell’area del Circo Massimo (foto roma culture)
La penultima tappa del viaggio consentirà allo spettatore di immergersi nelle trasformazioni che interessarono l’area del Circo Massimo dal medioevo alla prima metà del Novecento. Le ultime gare nel Circo si svolsero infatti nella prima metà del VI secolo d.C., poi l’area si riempì di sedimenti e a partire dall’VIII secolo fu attraversata da diversi corsi d’acqua. Al XII secolo risale invece la costruzione della Torre della Moletta, edificio difensivo medievale. Nel ’600, le pendici del colle Aventino furono poi occupate dal Cimitero degli Ebrei, i cui cipressi, ancor oggi, ne indicano l’antica localizzazione. In seguito, nel 1854, la Compagnia Anglo-Romana dell’Illuminazione a Gas realizzò il primo impianto di produzione del gas per l’illuminazione pubblica. La fabbrica occupava circa due terzi dell’area. Nei primi decenni del ’900, i Gazometri furono trasferiti e l’intera zona fu bonificata: tra il 1928 e il 1936 furono scavati, e in parte restaurati, alcuni settori dell’antico Circo, ma la presenza dell’acqua di falda non permise il completamento dell’opera. A partire dal 1936, l’area del Circo Massimo fu concessa al Partito Nazionale Fascista, che iniziò a utilizzarla come spazio espositivo, costruendovi imponenti padiglioni e realizzando anche un vero e proprio stabilimento balneare costituito da tre piscine. Nel 1940, con l’inizio della guerra, queste costruzioni furono smantellate.
Infine, nell’ultima tappa di visita, “Un giorno al Circo”, si potrà assistere a una emozionante corsa di quadrighe tra urla di incitamento del pubblico e capovolgimenti di carri. Negli ultimi decenni e fino ai giorni nostri si è cercato di restituire al Circo la sua antica dignità; l’area è stata risistemata e nuove indagini archeologiche hanno permesso di ottenere una conoscenza sempre più approfondita della storia di questo incredibile monumento, che, per secoli, è stato l’emblema della grandezza di Roma.
Paestum. Il 3 giugno 1968 fu scoperta la Tomba del Tuffatore. La direttrice Tiziana D’Angela: “Una ricorrenza davvero speciale. Oggi quelle cinque lastre si ammirano al museo Archeologico nazionale”

“Oggi, 3 giugno 2022, è per noi una ricorrenza davvero speciale”: inizia così una breve comunicazione di Tiziana D’Angelo, direttrice del parco archeologico di Paestum e Velia. Il 3 giugno 1968 fu scoperta la Tomba del Tuffatore, circa 2 chilometri a sud di Paestum, in una piccola necropoli in località Tempa del Prete. “Gli operai che scavavano in quella zona – ricorda – si accorsero fin da subito della singolarità della scoperta tanto da allertare l’allora soprintendente archeologo Mario Napoli. Fino ad allora, a Paestum non era mai stata riportata alla luce una tomba dipinta con scene figurate così complesse di epoca greca e, infatti, la sua fama si estese presto in tutto il mondo. Oggi le 5 lastre sono esposte nel museo di Paestum in una sala interamente dedicata al Tuffatore: qui – conclude – si possono ammirare da vicino le scene del simposio e del tuffo, tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.30)”.

“Sulle orme dei Pulfna”. Città della Pieve e Chiusi insieme per rilanciare gli etruschi ripercorrendo la storia della nobile famiglia etrusca dei Pulfna: un pomeriggio di conferenze e una giornata di visite guidate gratuite con la Tomba del Granduca a Chiusi e la Tomba di San Donnino a Città della Pieve

Città della Pieve (Pg) e Chiusi (Si) insieme per rilanciare gli etruschi “Sulle orme dei Pulfna”. Il 4 e il 5 giugno 2022 in programma un pomeriggio di conferenze che puntano alla valorizzazione del patrimonio archeologico delle due città e una giornata di visite guidate gratuite all’Antiquarium di Santa Maria dei Servi di Città della Pieve e alla Tomba del Granduca di Chiusi per raccontare al grande pubblico un aspetto ancora poco conosciuto del patrimonio archeologico che unisce i due Comuni ripercorrendo la storia della nobile famiglia etrusca dei Pulfna. “Sulle orme dei Pulfna tra Chiusi e Città della Pieve” è dunque un progetto che vede le due realtà comunali riscoprire un antico legame sulle tracce di una famiglia aristocratica etrusca, quella dei Pulfna, vissuta tra il III e il II sec. a.C., che ha lasciato memoria del proprio nome e della propria ricchezza in alcune importanti tombe dell’antico agro chiusino, tra cui la così detta ‘Tomba del Granduca’, rinvenuta a Chiusi nel 1818, e la tomba di San Donnino di recentissima scoperta (2015) a Città della Pieve. Proprio in occasione del restauro e dell’esposizione del corredo della tomba di Città della Pieve e della apertura straordinaria della Tomba del Granduca a Chiusi, i due Comuni hanno quindi approvato nelle rispettive Giunte un protocollo d’intesa per la realizzazione di attività congiunte nella promozione del turismo culturale di qualità.

La Tomba del Granduca a Chiusi (Si) scoperta nel 1818 (foto mic)
Tomba del Granduca a Chiusi. Si tratta di una sola camera sepolcrale, composta da blocchi di Travertino murati a secco (anche sulla volta), con una panca che corre lungo tutto il perimetro e dove si trovano appoggiate sette urne cinerarie, con i nomi dei defunti incisi sui coperchi, tutti appartenenti alla famiglia Pulfna peris. La datazione è più tarda rispetto ad altre tombe di Chiusi, risale infatti al II secolo a.C.

La tomba etrusca ipogea scoperta in località San Donnino Fondovalle, nel comune di Città della Pieve (Perugia)
Tomba di San Donnino a Città della Pieve. La sepoltura ipogea, scavata nel terreno naturale, presenta un ambiente a pianta rettangolare di circa 5 metri quadrati, parzialmente interrato da movimenti franosi. Datata tra la fine del IV sec. a.C. e gli inizi del III sec. a.C., la Tomba di Laris – com’è popolarmente definita per via del nome del proprietario scolpito sul sarcofago principale – è costituita da una camera sepolcrale completamente scavata nel terreno argilloso a cui si accede tramite un lungo corridoio di 12 metri; al suo interno sono stati rinvenuti, insieme agli oggetti di corredo, due grandi sarcofagi monumentali in arenaria e travertino alabastrino (una pietra bianca con venature e tessitura fine) e tre urne cinerarie sui cui coperchi sono scolpiti i defunti a banchetto, conservati presso il museo civico-diocesano di Santa Maria dei Servi. a sepoltura, riconducibile al periodo ellenistico, appartiene alla famiglia aristocratica Pulfna Peris della vicina roccaforte etrusca di Chiusi, già nota nel II sec. a.C.
Il primo appuntamento è sabato 4 giugno 2022, alle 15.30, nella sala Conferenze S. Francesco di Chiusi, per un pomeriggio di conferenze divulgative che saranno tenute da studiosi che daranno l’opportunità al grande pubblico di conoscere i monumenti che saranno visibili nella giornata successiva. Dopo l’intervento dei sindaci di Città della Pieve e di Chiusi, Fausto Risini e Gianluca Sonnini, prenderanno la parola Ada Salvi (soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena Grosseto e Arezzo); Paola Romi (soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria). Quindi Giulio Paolucci (museo civico Archeologico di Chianciano Terme) su “Le tombe chiusine di età ellenistica. Strutture e riti funerari”; Enrico Benelli (università di Roma Tre) su “I Pulfna e gli altri. Sulle orme delle aristocrazie chiusine di età ellenistica” e l’Associazione archeologica Pulfnas su “Lo scavo della Tomba di san Donnino a Città della Pieve”.

Un’urnetta cineraria trovata accanto al sarcofago etrusco a Città della Pieve (foto comune città della pieve)
L’iniziativa si completerà domenica 5 giugno 2022 con le visite guidate che permetteranno di toccare con mano il patrimonio archeologico dei Pulfna: la Tomba del Granduca e le urne di Palazzo Baldetti per Chiusi (grazie alla disponibilità del proprietario ing. Silvio Baldetti), mentre per Città della Pieve l’Antiquarium di S. Maria dei Servi e l’obelisco di Palazzo Della Corgna. Partenza la mattina alle 9.10 da Chiusi con transfer riservato (via Porsenna 79, davanti l’Ufficio Turistico Comunale) ed il pomeriggio partenza da Città della Pieve con transfer riservato (piazza Matteotti 4, davanti l’Ufficio turistico Comunale). Le visite guidate sono gratuite con prenotazione obbligatoria allo 0578 298840 – info@cittadellapieve.org (Ufficio Turistico Comunale di Città della Pieve) oppure allo 0578 227667 – info@prolocochiusi.it (Ufficio Turistico Chiusi IAT). Nel caso in cui la richiesta dovesse superare la disponibilità dei posti, il solo Antiquarium di Città della Pieve sarà visitabile anche alle ore 11.30 e alle 15.30, sempre su prenotazione per un massimo di 15 persone. Le prenotazioni di queste visite aggiuntive sono a cura esclusiva dell’Ufficio Turistico di Città della Pieve, 0578 298840 – info@cittadellapieve.org
Cerveteri. Apre al pubblico il Tumulo della Pisside rossa nella necropoli della Banditaccia: presentazione al pubblico del progetto di recupero e valorizzazione del monumento

Appuntamento sabato 4 giugno 2022, alle 10, al Tumulo della Pisside Rossa, nella necropoli della Banditaccia di Cerveteri, lungo la via Sepolcrale per la presentazione al pubblico del progetto di recupero e valorizzazione del monumento. Grazie infatti al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia (Bando 2021) è stato possibile recuperare e rendere fruibile questo importantissimo tumulo etrusco risalente al VII secolo a. C., situato lungo la via Sepolcrale Principale nell’area denominata Tombe del Comune. I lavori sono stati effettuati dai volontari del Nucleo Archeologico Antica Caere onlus in collaborazione con l’associazione Il Lucumone onlus, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio dell’Etruria meridionale e il supporto del Comune di Cerveteri (città metropolitana di Roma). Tutte le fasi del recupero sono state dirette dall’archeologa Gilda Benedettini. All’interno degli ambienti sepolcrali, che erano completamente pieni di terra e detriti, sono stati recuperati frammenti di un vaso d’impasto rosso piuttosto raro e una grande pisside con coperchio che dà il nome al tumulo.
Torino. Al museo Egizio, in presenza e on line, la conferenza di Stefano de Martino (università di Torino) su “La principessa ittita andata in sposa al faraone Ramesses II” che chiude il ciclo “Regine e principesse dell’antichità”

Venerdì 3 giugno 2022, alle 12, nella sala delle Conferenze il museo Egizio di Torino ospiterà la conferenza “La principessa ittita andata in sposa al faraone Ramesses II”. Stefano de Martino (università di Torino) e il direttore Christian Greco dialogheranno sulla principessa ittita che, sposando il faraone Ramses II, rese possibile la pace tra il suo popolo e gli Egizi. L’incontro chiude il ciclo di conferenze “Regine e Principesse dell’antichità. Protagoniste e vittime nello scacchiere politico del loro tempo” nell’ambito della mostra “Aida, figlia di due mondi” e all’interno del cartellone di “UniVerso – Un osservatorio permanente sulla contemporaneità”. Il programma, curato da Stefano de Martino e Gianluca Cuniberti, prevede un ciclo di incontri dedicato a quattro personaggi femminili della storia entrati nell’immaginario condiviso anche grazie alle narrazioni che la musica, la letteratura e le arti ne hanno fatto. Ingresso libero fino a esaurimento posti. È consigliata la prenotazione compilando il form: UniVerso per Aida – Regine e principesse dell’antichità. Protagoniste e vittime nello scacchiere politico del loro tempo (google.com).
Per l’accesso è necessario indossare la mascherina FFP2. L’evento sarà trasmesso anche in streaming sui canali Facebook e YouTube del Museo.
Ercolano. Partita la seconda stagione de “Gli Ozi di Ercole” dedicata a “Il materiale della vita / La vita materiale” promossa dal parco archeologico: sei appuntamenti a cadenza mensile che parlano di legno e materia. Scrittori, studiosi, filosofi, naturalisti, botanici, giornalisti accompagnati da attori fanno da guida per un piccolo viaggio di esplorazione del mondo che ci circonda
Con “Sopra il mare canuto. Epica e filosofia della navigazione” con Roberto Casati, Matteo Nucci e Massimo Popolizio, venerdì 27 maggio 2022 si è ufficialmente aperta la seconda stagione de “Gli Ozi di Ercole. Il materiale della vita / La vita materiale”, kermesse fortemente voluta dal Direttore Francesco Sirano e curata da Gennaro Carillo. “Di cosa è fatta la vita? Qual è la materia della vita?”: sono queste le domande che si porranno i protagonisti della rassegna, nel contesto dell’antica Ercolano, luogo unico al mondo dove la materialità assume un valore caratterizzante, soprattutto nelle forme del legno carbonizzato e degli altri materiali organici, conservatisi come in nessun altro sito archeologico di età romana. Sei gli incontri di questa edizione, da maggio a dicembre (i prossimi 17 giugno, 16 settembre, 21 ottobre, 18 novembre, 2 dicembre 2022), ospitati nella cornice delle Terme Maschili del Parco Archeologico e del Salone delle feste della Villa Campolieto, resi possibili anche grazie al contributo della Regione Campania, nell’ambito del Piano Strategico per la Cultura e i Beni Culturali. Progetto cofinanziato dall’Unione Europea, dallo Stato Italiano e dalla Regione Campania, nell’ambito del POR Campania FESR 2014-2020 (POC Campania 2014-2020, Linea di azione 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura”). Ingresso libero fino a esaurimento posti con prenotazione obbligatoria. Per info e prenotazione: www.gliozidiercole.it – tel 3929851289 – e-mail: gliozidiercole@gmail.com. Possibilità di parcheggio presso la Scuola Rodinò (Via IV Novembre) e la Scuola Iovino Scotellaro (Traversa Via IV Novembre) fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, presenta la seconda edizione de “Gli Ozi di Ercole. Il materiale della vita / La vita materiale” (foto paerco)
“Proponiamo per la seconda stagione Gli ozi di Ercole dopo gli incontri partecipati al punto da registrare continui sold out della precedente”, dichiara il direttore del Parco, Francesco Sirano, “che quest’anno sarà incentrata sul tema del legno. Parlare di legno e materia assume un senso del tutto peculiare nella città che ha proprio in Ercole il suo eroe eponimo, ai cui ozi – nel senso antico e intellettualmente produttivo del termine– è dedicato questo ciclo, a mezzo tra scienza e mito, da intendersi entrambi come chiavi di accesso alla realtà, come atti conoscitivi che traggono impulso dall’immaginazione, per poi, a loro volta, alimentarla. Anche per gli antichi lo statuto di un oggetto dipendeva largamente dalla materia nella quale ara stato realizzato che per gli oggetti di lusso implicava ricerca, importazione e grande sapienza artigianale. Materia in latino significa non solo il materiale di cui una cosa è fatta, ma anche sostanza alimentare, una provvista o riserva, un argomento di studio o di un discorso, persino spirito, indole e razza o specie negli animali. Materia in latino è anche il legno non lavorato. La materia è connessa all’esperienza umana, l’accompagna in tutte le sue fasi e nei momenti di vita aggregativa, ma è anche complementare allo spirito, la forza psichica e vitale la cui consapevolezza distingue gli umani da tutti gli altri esseri senzienti. Un rapporto, materia e spirito, che è stato affrontato, sognato, cantato, pensato, esorcizzato, affermato e negato, filosofeggiato in mille differenti modi ma che ci pervade tutti e da sempre. Se la materia costituisce forma e sostanza anche degli spazi nei quali agiamo, il contesto, quale luogo migliore di un sito archeologico come Ercolano si presta a fermarsi per trascorrere insieme e condividere pensieri, studi, riflessioni, immagini? Gli Ozi di Ercole 2022 sono questo – continua Sirano -. Scrittori, studiosi, filosofi, naturalisti, botanici, giornalisti accompagnati da attori fanno da guida per un piccolo viaggio di esplorazione del mondo che ci circonda e rende ciascuno di noi insieme ascoltatore, protagonista e disseminatore degli infiniti valori culturali della materia. L’antica Ercolano doveva essere nelle preoccupazioni di Amedeo Maiuri una rovina viva, l’esperimento di città museo, con la ricollocazione proprio nel luogo di ritrovamento di quasi 2000 oggetti, voleva creare le condizioni per evocare nella mente del visitatore la vita che l’eruzione del Vesuvio aveva drammaticamente interrotto. In molti luoghi del sito le ricostruzioni sembrano evocare altri attimi drammatici, come terremoti e guerre, che lasciano la traccia del loro accadimento profondamente incisa proprio nella materia che, ironia della sorte, accoglie su di sé e proietta verso il futuro contenuti immateriali che potrebbero andare dispersi in un attimo, in una scintilla di fuoco, nella rinunzia alla memoria. Forse l’archeologia è proprio questo – conclude il direttore del Parco -: strappare dall’oblio quei valori e quei disvalori che ci rendono umani attraverso uno sguardo sensibile alla materia”.

La locandina dell’edizione 2022 de “Gli Ozi di Ercole” al parco archeologico di Ercolano

Gennaro Carillo, curatore della rassegna “Gli ozi di Ercole”
“Il secondo ciclo degli Ozi approfondisce la ricerca avviata lo scorso anno sul rapporto fra immaginario e vita materiale, nel segno di un andirivieni, anche vertiginoso, tra antico e moderno”, interviene il direttore artistico Gennaro Carillo. “Richiamerei l’attenzione su un dato importante: gli Ozi non recepiscono lavori concepiti per altri contesti ma propongono vere e proprie produzioni inedite, frutto di sollecitazioni partite proprio dal Parco e dalla direzione artistica. Gli Ozi presuppongono dunque un lavoro creativo e di ricerca profondamente radicato a Ercolano e strettamente connesso ai tratti distintivi più caratterizzanti di questa vitalissima città morta. L’eruzione di un vulcano, una pandemia, una guerra seminano distruzione. Evocano la fine del mondo, la fine del tempo, l’apocalisse. Ma la parola apocalisse non designa solo gli ultimi giorni dell’umanità. In greco, il suo senso originario è rivelazione. C’è dunque un paradosso nella distruzione: oltre a rendere manifesta la caducità di tutte le cose, il disastro porta alla luce un retroscena che altrimenti sarebbe rimasto nascosto. Crolli e squarci equivalgono a un’apertura di sipario. Il sipario di un teatro anatomico: le rovine di una città esibiscono lo scheletro degli edifici, metto[1]no a nudo la materia di cui sono fatti, il sistema venoso delle tubazioni che li percorrono, le imbastiture un tempo dissimulate dietro la forma ancora integra. A distanza di secoli o millenni, conservano impressa una traccia, una memoria, della vita che è stata. Delle funzioni che hanno assolto e delle passioni che hanno acceso. Del valore, del significato assunto per qualcuno che non c’è più. Quel valore, quella singolarità che trasforma una cosa in un bene. Il legno è la materia primigenia, la materia per eccellenza – continua Carillo -. Siamo stati animali arboricoli, prima che terrestri. Prima che Prometeo donasse il fuoco ai mortali ed Ercole bruciasse la selva Nemea, per ridurre la natura «a coltura» e fare spazio al mondo civile, secondo il mito di fondazione narra[1]to sempre da Vico. È dunque dagli alberi che la storia degli uomini discende, letteralmente, con un salto intenzionale o una caduta casuale. Lo si evince dai miti di metamorfosi: trasformandosi in animale o in pianta, l’uomo torna a essere parte di una sostanza unica o grande ibrido che precede qualunque distinzione e gerarchia all’interno del vivente, qualunque incendio della selva, uccisione di mostri o dualismo ontologico. A queste stesse favole antiche si ispireranno le etiche e le estetiche del post-umano, integrando nella sostanza unica anche l’artefatto, la macchina, la protesi. Parlare di legno e materia – conclude il direttore artistico – assume un senso del tutto peculiare nella città che ha proprio in Ercole il suo eroe eponimo, ai cui ozi – e negozi – è dedicato questo ciclo, a mezzo tra scienza e mito. Al di là delle differenze, scienza e mito vanno intesi entrambi come chiavi di accesso alla realtà, come atti conoscitivi che traggono impulso dall’immaginazione, per poi, a loro volta, alimentarla. Il tema della seconda edizione, Il materiale della vita / La vita materiale, spazia dalla storia delle nostre interazioni con l’ambiente, sia esso terrestre o marino, a quella delle cose che nel corso del tempo abbiamo consumato, incorporato o anche soltanto fantasticato”.
È uscito il libro “Apollo. Il caso Cleveland” di Tsao Cevoli che con spirito da detective ricostruisce le vicende dell’antica statua greca in bronzo, forse l’unico originale giuntoci del grande scultore greco Prassitele

Copertina del libro “Apollo. Il caso Cleveland” di Tsao Cevoli
Stati Uniti, 22 giugno 2004. Il Cleveland Museum of Art annuncia l’acquisto di un’antica statua greca di bronzo raffigurante il dio Apollo. Forse è l’unica opera originale di bronzo giuntaci del grande scultore greco Prassitele. È uno dei più sensazionali acquisti mai fatti da un museo americano. Da dove è sbucato un capolavoro del genere? Come è finito a Cleveland? “È dal 2004 che seguo il caso dell’Apollo di Cleveland”, spiega Tsao Cevoli, archeologo e giornalista, ricercatore indipendente della difesa del patrimonio culturale. Nel 2004 ha fondato e ora dirige l’Osservatorio internazionale Archeomafie, e nel 2005 l’Associazione nazionale archeologi che ha diretto fino al 2013. Nel 2008 ha fondato e dirige Archeomafie, la prima rivista scientifica dedicata in Italia al traffico illecito di antichità. E dal 19 maggio 2022 è disponibile il libro “Apollo. Il caso Cleveland” (Napoli 2022, Liberarcheologia Edizioni) in cui Cevoli racconta il caso. Con le armi dell’archeologia ed uno spirito da detective della storia cercheremo di ricostruire le vicende della statua, dalle mani del suo geniale artefice a quelle dei curatori del museo americano, attraverso un intricato labirinto di depistaggi, inganni e bugie, popolato da una miriade di saccheggiatori antichi e moderni, trafficanti senza scrupoli e criminali dal colletto bianco, in un lungo viaggio attraverso il tempo, alla difficile ricerca della verità.
Napoli. Arte al chiaro di luna. Al museo Archeologico nazionale tutti i giovedì dal 2 giugno al 14 luglio aperture serali per visitare il museo a 2 euro: focus sulle mostre “L’altro MANN” e “Sardegna Isola Megalitica”, degustazioni musica e spettacolo

Al museo Archeologico nazionale di Napoli incontri di sera nei giardini (foto mann)
E il giovedì sera? Andiamo al Mann. Arte al chiaro di luna: come da consolidata tradizione estiva, al via la nuova programmazione serale del museo Archeologico nazionale di Napoli. Tutti i giovedì dal 2 giugno sino al 14 luglio 2022, il museo Archeologico nazionale di Napoli sarà aperto dalle 20 alle 23 (ultima emissione di biglietto alle 22) con ticket al costo simbolico di 2 euro. Un’occasione speciale, in primis, per scoprire le due novità espositive dell’Archeologico: la mostra “L’altro MANN”, che racconta i tesori custoditi dai depositi dell’Istituto, e l’esposizione “Sardegna Isola Megalitica”, visitabile dal prossimo 10 giugno 2022. E non solo: filo conduttore delle serate saranno gli aperitivi in giardino proposti dal Manncaffè, per degustare raffinate prelibatezze durante l’itinerario di visita al Museo.

Al Mann speciali tour guidati “dietro le quinte” dei laboratori di restauro (foto mann)
Si parte giovedì 2 giugno 2022, dunque, con un evergreen sempre atteso dal pubblico: in due turni (ore 20.30 e 21.30), il pubblico potrà partecipare ai tour guidati “dietro le quinte” dei laboratori di restauro. La settimana successiva (9 giugno 2022), ancora un articolato calendario di eventi: per la rassegna “Curatori in mostra”, appuntamento con i funzionari scientifici del Museo (ore 20-21, Salone della Meridiana) per conoscere i reperti presenti nell’esposizione “L’altro MANN”. Nella sala dell’Ercole Farnese, sempre dalle 20 alle 21, l’artista Caroline Peyron spiegherà al pubblico come creare mosaici di carta, partendo da quello che potrebbe sembrare un banale cartone della pizza. In Atrio, alle 21, tango argentino con Pablo Fabian Yamil. E, per gli intenditori, una curiosità da non perdere: nel giardino del MANN, per la prima volta, saranno presentati a Napoli i nuovi prodotti wanderfuse. Si tratta di infusi a base di ingredienti certificati bio, provenienti dall’Italia e acquistati direttamente da produttori nei paesi in cui WAMI (il progetto Water with a mission) ha realizzato progetti idrici: Ecuador, Senegal, Sri Lanka, Tanzania.

Toni Servillo al museo Archeologico nazionale di Napoli visita la mostra “È stata la mano di Dio/immagini dal set” (foto mann)
Fra teatro e arte contemporanea: giovedì 16 giugno 2022 (ore 21), spettacolo itinerante a cura della compagnia Ali della Mente – Fabbrica Woytila; rispettivamente alle 20.30 e alle 21.30, itinerari guidati alle mostre “È stata la mano di Dio/immagini dal set” di Gianni Fiorito e “Archeologia da spiaggia” di Maurizio Finotto. Nel Giardino delle fontane, degustazione di vini “biodinamici” della cantina Enoz: i prodotti sono vinificati secondo le antiche tecniche dell’affinamento in anfora. Si potrà sorseggiare un calice, accompagnati da una digressione gastronomica, a cura di Sogni di Latte, sulle origini antiche di alcuni formaggi tipici della nostra penisola.

Bronzi e sculture “inediti” nella mostra “L’altro Mann. Depositi in mostra” (foto valentina cosentino)
Per il giovedì successivo (23 giugno 2022), focus sulle grandi mostre archeologiche del Museo: alle 20.30 e alle 21.30, saranno in programma tour all’allestimento “L’altro MANN”; alle 20.30, ancora, si potrà andare alla scoperta di “Sardegna Isola Megalitica”, grazie a un percorso proposto da Coopculture. Spazio anche agli appassionati di arte orientale con una visita guidata (ore 21) all’esposizione “Manga Heroes”, realizzata in rete con COMICON nella sala del Plastico di Pompei. Non mancheranno le sorprese culinarie: in rete con Archeofood, il MANNcaffé proporrà ricette archeologiche, opportunamente rivisitate e adattate al nostro gusto. E, per sognare di essere su una spiaggia sarda, si potranno assaggiare anche i prodotti tipici dell’isola. Giovedì 30 giugno 2022 (ore 20), Luigi Spina guiderà il pubblico in un percorso sulla fotografia d’autore, dalla mostra “Sing Sing. Il corpo di Pompei” a “Confratelli”; alle 20.30 e alle 21.30 replica degli appuntamenti “Dietro le quinte” con gli esperti del laboratorio di restauro; alle 21, laboratorio e spettacolo teatrale “A spasso per il MANN” di Mariella Fabbris. Ancora aperitivi tematici per la serata: al fresco del Giardino, sarà presentato pyxis, un oggetto concepito e sviluppato da Eleit.it per valorizzare il consumo della mozzarella di bufala attraverso un design innovativo: si prende spunto dallo studio delle forme sinuose della “pisside”, antico contenitore femminile per profumi, gioielli e unguenti.

Locandina della mostra “Sardegna. Isola megalitica” al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 10 giugno all’11 settembre 2022
Giovedì 7 luglio 2022 (ore 21), da non perdere il concerto jazz e swing, così come i tour sulle mostre “Manga Heroes” e “Sardegna Isola Megalitica”. Gran finale della rassegna delle aperture del giovedì, il 14 luglio 2022 con una programmazione tutta all’insegna della Sardegna: itinerari guidati e degustazioni per tuffarsi in un mare di suggestioni. Il programma culturale de “Le sere del MANN” è curato dalla Responsabile dei Servizi Educativi, Lucia Emilio, e dal suo staff.
Taranto. Rinviato a data da destinarsi l’appuntamento on line con Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, su “La spiaggia sepolta di Ercolano” nell’ambito del ciclo “Taras e i doni del mare. Oltre la Mostra. Conversazioni sul mare e le sue risorse”

ATTENZIONE! Per sopraggiunte difficoltà, la diretta di Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, su “La spiaggia sepolta di Ercolano” è rimandata a data da definirsi. L’appuntamento era previsto per oggi, mercoledì 1° giugno 2022, alle 18, con le conversazioni “Taras e i doni del mare. Oltre la mostra. Conversazioni sul mare e le sue risorse” (vedi Taranto. Per i “Mercoledì del MArTA”, nell’ambito del ciclo “Taras e i doni del mare. Oltre la Mostra. Conversazioni sul mare e le sue risorse”, appuntamento on line con Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, su “La spiaggia sepolta di Ercolano”, introdotto da Eva Degl’Innocenti direttrice del museo Archeologico nazionale | archeologiavocidalpassato).
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