Reggio Calabria. Per le “Notti d’estate al MArRC” doppio appuntamento al museo Archeologico nazionale: presentazione del documentario “La Vara. Un restauro aperto” e conferenza “Che sbaglio la guerra di Troia! Variante del mito: da Euripide a Strauss-Hofmannsthal” della prof.ssa Paola Radici Colace
Doppio appuntamento giovedì 8 settembre 2022 per le “Notti d’Estate al MArRC” in programma al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. In occasione delle Festività mariane, che la Città di Reggio Calabria offre alla Madre della Consolazione, alle 19.30, si tiene la presentazione del documentario “La Vara. Un restauro aperto”, promosso e curato dal Segretariato Regionale della Calabria del Ministero della Cultura. Il filmato illustrerà il complesso progetto conservativo che ha interessato la monumentale macchina processionale, su cui poggia la cornice d’argento che accoglie il cinquecentesco dipinto di Nicolò Andrea Capriolo ed è decorata da altorilievi ed ex voto risalenti al XVIII secolo. La serata prosegue alle 21 con la conferenza “Che sbaglio la guerra di Troia! Variante del mito: da Euripide a Strauss-Hofmannsthal” della prof.ssa Paola Radici Colace, ordinario di Filologia classica all’università di Messina e presidente onorario e direttore scientifico del Centro Internazionale Scrittori della Calabria che promuove l’incontro nell’ambito del ciclo dedicato al “Il mito nei testi e nell’archeologia”. Introducono la serata il direttore del Museo, Carmelo Malacrino, e la presidente del CIS Calabria, Loreley Rosita Borruto. Un tema che ha sempre affascinato tutti, quello della fine della città di Troia, e che ha offerto spunti a grandi tragediografi, compositori e storici. Da Euripide a Strauss e Hofmannsthal, il teatro ha da sempre snocciolato personaggi “sopravvissuti alla guerra”, raccontandone storie ed emozioni. “Eco dell’eterna tragedia della felicità individuale esposta alla follia collettiva, metafora di una condizione geografica che si trasforma, sotto tutti i soli, in problema politico animando focolai di contesa mai estinti, la Guerra di Troia ricomincia sempre, da tremila anni nelle zone del Bosforo e della Crimea”, commenta Radici Colace. Ma la Guerra di Troia era necessaria, o non è stato uno sbaglio, un guaio per tutti, vinti e vincitori? A questo interrogativo cercherà di dare risposta la conferenza, analizzando gli spunti drammaturgici antichi e moderni. “Si sta per concludere un’estate ricca di eventi, in un anno particolarmente significativo per il Museo, in cui celebriamo il Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace”, afferma il direttore Malacrino. “È stato un grande successo di pubblico, con quasi 45mila presenze nel solo mese di agosto. Ma è stato, in particolare, un trionfo della nostra comunità, reggina e calabrese. Il Museo è sempre più un luogo del territorio, nel quale si fondono promozione e valorizzazione di un patrimonio culturale a 360 gradi: archeologia, tradizioni, paesaggi, saperi e sapori, nel cuore del Mediterraneo. La fine, ormai prossima, dell’estate ci fa guardare avanti e programmare già le nuove attività della stagione autunnale, con l’entusiasmo – conclude Malacrino – di un ottimo inizio del mese di settembre, con oltre 3000 visitatori nella prima domenica del mese”. Gli eventi in programmazione sulla terrazza rientrano nel biglietto d’ingresso valido anche per gli spazi espositivi e le mostre temporanee, che il giovedì costa solo 3 euro già a partire dalle 19.30. La capienza massima di pubblico sulla terrazza è di 90 persone. Al Museo si accede senza prenotazione; resta raccomandato l’uso della mascherina chirurgica.
Pompei. Per la “Palestra Culturale” Massimo Fusillo presenta “La Grecia secondo Pasolini” primo appuntamento della rassegna “il Fantasma dell’antico. Dialoghi sulla tradizione classica”

Il giardino della Palestra grande di Pompei dove si tengono gli appuntamenti della rassegna “Palestra culturale” (foto parco archeologico di pompei)
Nuovo appuntamento agli Scavi di Pompei con la “Palestra culturale” al giardino della Palestra Grande. Dopo il successo della presentazione del libro “La Fortuna” della scrittrice Valeria Parella tenutosi lo scorso luglio, si prosegue con la sezione della rassegna “il Fantasma dell’antico. Dialoghi sulla tradizione classica”, progetto, cura e testi di Gennaro Carillo, con 4 appuntamenti nel mese di settembre. Il primo incontro è in programma l’8 settembre 2022, alle 19, con Massimo Fusillo che presenta “La Grecia secondo Pasolini”. L’iniziativa fa parte del programma Campania by Night, rassegna di eventi culturali e di spettacolo promossa dalla Regione Campania attraverso la Scabec, società regionale di valorizzazione dei beni culturali. Una vera e propria palestra culturale dove allenare la mente e lo spirito attraverso la bellezza e la storia di Pompei, ma anche attraverso incontri speciali con scrittori e artisti. “La Grecia di Pasolini sarebbe impensabile senza Burckhardt e Nietzsche”, sottolinea il curatore della rassegna Gennaro Carillo. “Senza il rovesciamento di quell’immagine dell’antico idealizzata, marmorea, accreditata dal classicismo, che fa di Canova, a giudizio di Roberto Longhi (amatissimo da PPP), uno scultore nato morto. È la caldaia di Medea, per dirla con Manganelli, che invece attrae Pasolini, una Grecia barbarica, ferina, arcaica, in cui il selvaggio – l’agrammaticale – incombe e alla fine predomina sulla compiutezza apollinea delle forme. Massimo Fusillo insegna Letterature comparate e Teoria della letteratura all’Università degli Studi dell’Aquila, dove è anche coordinatore del dottorato di ricerca in Letterature, arti, media. La Grecia secondo Pasolini. Mito e cinema è uscito quest’anno in una nuova edizione per Carocci”.

Il gruppo scultoreo dell’ermafrodito dalla Villa A di Oplontis al centro della mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” (foto parco archeologico di pompei)
Al termine dell’incontro sarà possibile effettuare una visita guidata alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, allestita all’interno del percorso della Palestra Grande e curata dal direttore Gabriel Zuchtriegel e dall’archeologa Maria Luisa Catoni, professoressa all’IMT Alti Studi Lucca, che spiega l’onnipresenza di immagini sensuali nella vita quotidiana della città antica. L’ingresso all’evento e la visita alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” sono gratuiti, fino ad esaurimento posti. Prenotazione consigliata su http://www.ticketone.it (costo prenotazione 1,50 euro, effettuando l’acquisto di un biglietto gratuito).
Archeologia partecipata a Pyrgi. Dal Castello di Santa Severa ogni giovedì accesso del pubblico al cantiere di scavo di Sapienza Università a Pyrgi porto e nel grande santuario marittimo della città etrusca di Caere
Appuntamento con l’archeologia partecipata a Pyrgi per far conoscere il territorio e il patrimonio culturale. Oltre alle aperture straordinarie e visite guidate il sabato e la domenica che proseguiranno per tutto il mese di settembre, il giovedì è previsto l’accesso allo scavo in corso, alle 11 e alle 15, dall’ingresso del castello di Santa Severa, in modalità libera e gratuita. Le attività di valorizzazione sono in collaborazione con la Regione Lazio. È infatti partita da qualche giorno la 57ma campagna di scavo della Sapienza Università di Roma, svolta su concessione del MIC- Soprintendenza Archeologia Belle arti Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale. In via inedita, sarà possibile visitare il cantiere di scavo e vedere in azione gli archeologi e ricercatori della Sapienza Università di Roma (da sempre impegnata qui in indagini) nel comprensorio archeologico di Pyrgi porto e del grande santuario marittimo della città etrusca di Caere (Cerveteri).
Milano. Apre il nuovo museo d’Arte della Fondazione Luigi Rovati. Ingresso gratuito per tutto il mese

La collezione etrusca nell’allestimento del nuovo museo Arte della Fondazione Luigi Rovati a Milano (foto fondazione rovati)
A Milano, in corso Venezia, apre un nuovo museo: è il museo d’Arte della Fondazione Luigi Rovati. Appuntamento mercoledì 7 settembre 2022, alle 12. E fino al 30 settembre l’ingresso è gratuito Il museo è aperto dal mercoledì alla domenica, dalle 10 alle 20. Si consiglia la prenotazione. In questo periodo, alle 11, visite guidate gratuite su prenotazione. La visita guidata al museo si sviluppa tra il piano ipogeo e il piano nobile del Palazzo. Il rapporto tra uomo e natura, la figura umana, il mito, gli dei e le religioni nell’antico e nel contemporaneo sono alcuni dei temi della narrazione museale. Fondazione Luigi Rovati promuove la ricerca, lo studio, la catalogazione, la conservazione, il restauro e l’esposizione del proprio patrimonio materiale e immateriale. Le collezioni archeologiche e artistiche della Fondazione Luigi Rovati sono esposte nelle sale museali o custodite nei depositi e costituiscono la base per gli allestimenti permanenti e temporanei del Museo d’arte. Attraverso prestiti sono condivise con Istituzioni culturali italiane ed estere. La Fondazione ha attivato convenzioni con i dipartimenti di Archeologia dell’università di Milano e dell’università Cattolica del Sacro Cuore, con l’Istituto nazionale di Studi Etruschi ed Italici, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’École normale supérieure per promuovere una ricerca scientifica coordinata e compatibile con i filoni di ricerca sviluppati dal Museo, con particolare riferimento all’arte etrusca. I progetti di studio ricerca che richiedano la visione e lo studio dei reperti o opere rientranti nelle Collezioni della Fondazione possono inviare formale richiesta al Conservatore, Giulio Paolucci, che seguirà il procedimento e coordinerà e supervisionerà tutte le fasi del lavoro, offrendo la necessaria consulenza scientifica e assistenza sia in sede che per corrispondenza.
Domenica al museo. Successo pieno della prima domenica gratuita di settembre 2022: nei primi venti posti ci sono ben 10 tra musei e parchi archeologici
Successo pieno di Domenica al Museo di settembre 2022 nei musei e nei parchi archeologici statali, introdotta nel 2014 dal ministro Dario Franceschini con l’ingresso libero nei luoghi della cultura del MiC ogni prima domenica del mese. “Ancora file davanti ai musei”, ha commentato il ministro della Cultura, Dario Franceschini, “con una grande festa popolare attorno alla cultura. È bellissimo vedere non solo i turisti ma soprattutto le famiglie e i cittadini andare visitare e riscoprire i musei delle loro città”. Nei primi venti posti ci sono ben 10 tra musei e parchi archeologici: sul gradino più alto ci sono le Gallerie degli Uffizi (26.262). Poi il podio è completato dal parco archeologico del Colosseo (23.765) e dal parco archeologico di Pompei (20.622). Più sotto, all’8° posto Villa Adriana e Villa d’Este (5.204), 9° il Pantheon (5.021), 10° il museo Archeologico nazionale di Napoli, che per un refuso non è stato inserito nella classifica-top15 ufficiale del Mic (4.863). Seguono all’11° posto il parco archeologico di Paestum e Velia (4.268), 15° le Grotte di Catullo di Sirmione (3.389), 16° il parco archeologico di Ercolano (3.325), 17° il museo nazionale Romano (3.162), 18° il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (3.005).
Venezia. Alla rassegna Cinema Galleggiante – Acque sconosciute la fondazione Ligabue presenta il documentario “Chan K’In profeta dei Maya. Giancarlo Ligabue”, che racconta l’incontro del paleontologo con l’ultimo erede della cultura rituale maya

La magia del Cinema Galleggiante nelle acque retrostanti l’isola della Giudecca (foto fondazione ligabue)

Il documentario “Chan K’In profeta dei Maya. Giancarlo Ligabue” (foto fondazione ligabue)
Un irripetibile incontro con l’ultimo erede della cultura rituale maya, che racconta, visioni, credenze e profezie, ma anche i drammi della deforestazione e dell’avvento della civiltà, di uno dei popoli più affascinanti e misteriosi di tutti i tempi. Succede a Venezia nelle acque retrostanti l’isola della Giudecca dove il pubblico assiste dalle proprie imbarcazioni oppure su una piattaforma galleggiante alla programmazione della rassegna “Cinema Galleggiante – Acque sconosciute”, fino al 10 settembre 2022, appuntamento culturale di Edoardo Aruta e Paolo Rosso presentato da Microclima in collaborazione con tante Istituzioni veneziane. Cortometraggi e lungometraggi, performance musicali e azioni teatrali si connotano per la dimensione surreale, le visioni oniriche e allucinatorie: temi che annodano i fili di questa edizione. In questo contesto, sarà particolarmente sorprendente “Chan K’In profeta dei Maya. Giancarlo Ligabue”, l’emozionante documentario presentato il 7 settembre 2022 dalla Fondazione Giancarlo Ligabue che, per il secondo anno, collabora all’originale rassegna: l’incontro con l’ultimo erede della cultura rituale maya protagonista del cortometraggio prodotto nel 1990 da Giancarlo Ligabue con il Centro Studi e Ricerche da lui fondato, girato in occasione di una delle numerose e impegnative spedizioni scientifiche (circa 130) condotte o promosse nel corso di oltre 40 anni dall’imprenditore, appassionato studioso e paleontologo veneziano.

In barca a seguire la rassegna Cinema Galleggiante alla Giudecca (foto riccardo banfi)
Come partecipare alla rassegna Cinema Galleggiante? Se si arriva a piedi: scesi alla fermata Giudecca Palanca, girare a destra ed entrare nella prima calle a sinistra, Calle lunga dell’Accademia dei Nobili, al cui termine (circa 250 metri) c’è l’ingresso del Consorzio Venezia Sviluppo Ex “Cantieri Lucchese”. Arrivare entro le 19.10, ora dell’imbarco. Se si arriva in barca: Cinema Galleggiante si trova nell’area di secca adiacente al canale Retro Giudecca, all’altezza dell’uscita del Rio de Sant’Eufemia. Arrivando dalle Zattere imboccare il Rio de Sant’Eufemia, canale posto tra l’omonima chiesa e Harry’s Dolci, procedere direttamente verso la piattaforma da cui gli addetti indirizzano verso gli ormeggi. Arrivando dal Canale Retro Giudecca, Cinema Galleggiante è localizzato nell’area di secca antistante al Consorzio Venezia Sviluppo Ex “Cantieri Lucchese”. Arrivare entro le 19.40.

Frame del documentario “Chan K’In profeta dei Maya. Giancarlo Ligabue” (foto fondazione ligabue)
“Chan K’In profeta dei Maya. Giancarlo Ligabue” riporta un incredibile spaccato di vita di uno dei popoli più antichi, affascinanti e per certi versi misteriosi mai esistiti: i maya. Proiettato sulle acque veneziane, il documentario frutto della spedizione di Giancarlo Ligabue, catapulterà gli spettatori a più di diecimila chilometri di distanza, in mezzo alla fitta vegetazione della Selva Lacandona, situata nella frontiera tra Messico e Guatemala. La pellicola, che fonde storia, culto e affascinanti magici rituali, è parte infatti del grande patrimonio filmico realizzato nelle diverse parti del mondo dal Centro Studi: 70 documentari scientifici che hanno contribuito a fare la storia dell’archeologia e della paleontologia, materiale documentale assolutamente unico e irriproducibile, che la Fondazione Giancarlo Ligabue – istituita nel 2016 da Inti Ligabue – ha in questi anni digitalizzato, in parte restaurato e valorizzato con il fine di rendere questi materiali sempre più fruibili, laddove la divulgazione è uno dei tanti impegni cardine della Fondazione.

Frame del documentario “Chan K’In profeta dei Maya. Giancarlo Ligabue” (foto fondazione ligabue)
Tra antichissime piante e animali incredibili, incontriamo i pochi indigeni “maya lacandones”, che – sopravvissuti per quattro secoli alle guerre e ai colonizzatori – hanno portato avanti il loro stile di vita ancestrale fino a poche decine di anni fa. In particolare, a raccontare la storia di questo popolo è Chan K’in, profeta e ultimo erede della cultura rituale maya, un incontro più unico che raro. Una figura segnata in volto dai suoi 102 anni, che porta in sè la storia dei suoi antenati, della cultura e delle tradizioni di un popolo che – a causa dei colonizzatori prima e dei turisti poi – aveva dovuto abbandonare gli strabilianti templi e villaggi, come Palenque e Yaxchilan, per rifugiarsi nella foresta più profonda dove si praticavano ancora le antiche cerimonie.
Palermo. Al museo Archeologico “Salinas” lectio magistralis su “Eleutherna, dallo scavo al museo” di Nikolaos Stampolidis, direttore generale dell’Acropolis Museum di Atene, nell’ambito dell’accordo culturale tra Sicilia e Grecia
Il prof. Nikolaos Stampolidis, direttore generale dell’Acropolis Museum di Atene, sarà il protagonista martedì 6 settembre 2022, alle 18, terrà al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” con una Lectio Magistralis sul tema “Eleutherna, dallo scavo al museo”. Ingresso libero. “Siamo onorati di poter ascoltare dalla viva voce del prof. Nikolaos Stampolidis il racconto delle sue importantissime scoperte nel sito cretese di Eleutherna, uno degli scavi archeologici più affascinanti ed emblematici della Grecia”, commenta la direttrice Caterina Greco. L’incontro rientra nelle iniziative sancite dall’accordo quadriennale stipulato tra il Salinas di Palermo e il museo ateniese, in un quadro di rinnovati e intensi rapporti di collaborazione culturale tra la Sicilia e la Grecia (vedi Accordo storico tra il museo dell’Acropoli di Atene e il museo Archeologico regionale “A. Salinas” di Palermo: il frammento del Partenone conservato in Sicilia, il “Reperto Fagan, torna in Grecia per 4 anni (per ora), in cambio di una statua della dea Atena e un’antica anfora geometrica. Un segnale concreto di amicizia. E si pensa ai marmi Elgin conservati al British museum | archeologiavocidalpassato).

Aerofotografia del settore Est della città sul sito di Eleutherna a Creta (foto bollettino di archeologia / beniculturali)
Il sito archeologico di Eleutherna, riconosciuto tra i siti Unesco della Grecia, si trova a Creta, in prossimità di Rhetymno, sulle propaggini del Monte Ida, e dal 1985 è oggetto degli scavi realizzati dall’Università di Creta sotto la direzione dallo stesso prof. Stampolidis. Il sito vanta un’ininterrotta continuità insediativa dall’era minoica fino al tardo periodo bizantino, e le rovine monumentali della città, che fiorì particolarmente in epoca ellenistico-romana e successivamente con il cristianesimo in età bizantina, hanno guadagnato a Eleutherna l’inserimento nella lista dei luoghi della cultura sotto l’egida dell’Unesco.

Il prof. Nicholas Stampolidis sul sito di Eleutherna a Creta (foto euronews)
Di particolare importanza, perché uniche nel loro genere, le vestigia della necropoli monumentale della prima età del ferro, con pire funebri e ricchissimi corredi funerari risalenti al X-VII sec. a.C., situata ad Orthi Petra, che ha consentito agli archeologi greci di ricostruire le ritualità dei culti funerari di epoca “omerica”, appannaggio dell’aristocrazia guerriera dominante in quella fase della storia arcaica greca. Il moderno museo, inaugurato nel 2016 ed allestito a cura del prof. Stampolidis, è oggi uno dei più importanti attrattori archeologici dell’isola di Creta.
Varese Archeofilm 2022, rassegna internazionale del film di archeologia, arte, ambiente, etnologia: il pubblico premia il film “Il giuramento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois e la giuria tecnica il film “Il mistero del Cavallo di Troia. Sulle tracce di un mito” di Roland May


Locandina del film “Il giuramento di Ciriaco / The oath of Cyriac” di Olivier Bourgeois
Il film “Il giuramento di Ciriaco / The oath of Cyriac” di Olivier Bourgeois (Andorra, 73’) ha conquistato il pubblico della quinta edizione di Varese Archeofilm, il festival internazionale di archeologia, arte, ambiente, etnologia, che si è chiuso domenica 4 settembre 2022, organizzato dall’associazione Conoscere Varese in collaborazione con il Comune di Varese, il Museo Castiglioni e Firenze Archeofilm/Archeologia Viva. A ritirare il premio del pubblico “Città di Varese” è intervenuto sul palco lo stesso regista Bourgeois.

Il regista Olivier Bourgeois a Varese Archeofilm (foto archeologia viva)
Il film racconta il salvataggio delle collezioni di antichità del museo nazionale di Aleppo, da parte di un piccolo gruppo di archeologi, curatori di musei e assistenti, che lotta contro il tempo durante il conflitto siriano. Per anni, queste donne e questi uomini diranno addio alle loro famiglie ogni mattina prima di dirigersi verso il museo sotto una grandine di proiettili, affrontando il fuoco dei cecchini, spesso dormendo in terra al museo, nel tentativo di portare a termine la loro missione. Senza elettricità, senza acqua, senza mezzi, svuotano le vetrine, imballano i reperti con i propri vestiti, smontano i controsoffitti per proteggerli in scatole di fortuna, costruiscono muri per nascondere le statue ai saccheggiatori… Un docu-dramma basato su una storia vera. Mozzafiato.

Frame del film “Il mistero del Cavallo di Troia. Sulle tracce di un mito” di Roland May, Christian Twente (foto foto gruppe 5 _Scope VFX)

Marco Castiglioni con Giulia Pruneti e Piero Pruneti sul palco di Varese Archeofilm (foto archeologia viva)
Il premio della giuria tecnica “Angelo e Alfredo Castiglioni” è andato invece al film “Il mistero del Cavallo di Troia. Sulle tracce di un mito” del regista Roland May (Germania, 52’). La storia del cavallo di Troia è probabilmente una delle storie più famose mai raccontate. Ma se il mito del cavallo non fosse vero? Nuove rivoluzionarie scoperte dimostrano che una delle storie più famose di tutti i tempi dovrà forse essere riscritta. Il cavallo di Troia probabilmente non era affatto un cavallo. Ma allora come fecero i greci a superare in astuzia i loro nemici? E quale storia troveremo in futuro sui libri di storia? Questa la motivazione della giuria tecnica: “Il film ricostruisce con notevole capacità narrativa la rivoluzionaria intuizione dell’archeologo navale Francesco Tiboni. Il lavoro, insolito, intrigante e ben congegnato si distingue per l’originalità dei contenuti dando forma alla teoria che rilegge uno dei miti più celebri della storia: quella del Cavallo di Troia. La regia, valorizzata da una fotografia spettacolare, dall’uso misurato delle interviste e da un linguaggio diretto e comprensibile, senza per questo venir mai meno all’alto valore scientifico, accompagna il pubblico alla scoperta di una teoria complessa ma anche profondamente affascinante che svela, così, un equivoco millenario”. Ha ritirato il premio Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva.
Gli scavi proseguiranno fino al 17 settembre 2022, ma giovedì 8 settembre 2022 è una data da memorizzare perché l’università di Padova presenta i risultati delle ricerche in corso sulla chiesa di San Giovanni. Siamo a Castelseprio (Va) dove il castrum di Castelseprio, con la chiesa di Santa Maria foris Portas e il complesso di Torba, è patrimonio Unesco come parte del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774)”. Alle 15, all’Antiquarium del parco archeologico di Castelseprio il seminario “Nuove ricerche sulla chiesa di San Giovanni a Castelseprio”. Modera e presenta Elena Percivaldi, medievista e divulgatrice. Dopo i saluti del sindaco Silvano Martellozzo, introducono i lavori Emanuela Daffra e Sara Matilde Casseroli della Direzione regionale Musei della Lombardia. Quindi intervengono Pere Gelabert (università di Vienna) su “Indagini paleogenetiche nel cimitero di San Giovanni”; Gian Pietro Brogiolo (università di Padova) su “San Giovanni di Castelseprio: interventi dopo un terremoto”; Maria Rosa Valluzzi e altri (università di Padova) su “Indagini strutturali e valutazione della vulnerabilità sismica delle strutture murarie di San Giovanni”. Segue la visita allo scavo condotto dalla prof.ssa Alexandra Chavarría Arnau.
Nel cuore dell’Egeo, un’isola greca di origine vulcanica diviene il simbolo di un’antichissima lotta di libertà: siamo nel 416 a.C. e, nella piccola Melo (oggi Milos, in italiano Milo), si svolgono le trattative fra i magistrati locali e gli ambasciatori ateniesi. Perno dello scontro, raccontato in uno dei più celebri dialoghi di Tucidide, è la pretesa neutralità dei cittadini melii, che non intendono sottoporsi all’egemonia ateniese nel duro conflitto in corso con Sparta. Parte da questo antefatto storico la mostra “Il diritto del più forte. Il dialogo degli Ateniesi e dei Melii in Tucidide. Alessandro Baricco e il MANN per MARetica”: l’esposizione, in programma nelle sale cosiddette della Farnesina da giovedì 8 settembre 2022 (inaugurazione alle 12) al 9 gennaio 2023, stringe ancor di più quel filo rosso tra letteratura e arte che, nello scorso anno, aveva legato le opere del museo Archeologico nazionale di Napoli ai versi di Omero e alla rivisitazione contemporanea di Alessandro Baricco. Nel percorso, curato da Marialucia Giacco (responsabile Ufficio Mostre Italia/Estero, Mann), grazie all’apparato didascalico le opere stabiliscono un ideale dialogo con le pagine di Tucidide. E, proprio seguendo la scrittura dello storiografo greco, venerdì 9 settembre 2022, alle 21, nell’ambito della rassegna MARetica, Paolo Giulierini e Alessandro Baricco si confronteranno sui conflitti che hanno caratterizzato il nostro passato e il nostro presente. Un calco della doppia erma di Erodoto-Tucidide, in prestito dal Mann, accompagnerà il dialogo tra i due intellettuali.


Commenti recenti