Budoia (Pn). In sala consiliare conferenza dell’archeologo Roberto Micheli su “Un territorio e la sua storia: nuove scoperte archeologiche a Budoia”: tre insediamenti diversi per tipologia, ubicazione e cronologia tra protostoria e altomedioevo

budoia_sala-consiliare_incontro-un-territorio-e-la-sua-storia_locandinaDopo Erto (“Indagare, ricostruire, narrare: la chiesa di San Martino di Erto tra storia e archeologia”) sulla campagna di rilievo delle strutture esistenti e l’indagine archeologica, in occasione del progetto di costruzione del memoriale della Chiesa di San Martino di Erto, quasi interamente distrutta dal disastro del Vajont il 9 ottobre del 1963, tocca a Budoia, sempre in provincia di Pordenone, incontri promossi dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia nell’ambito della Settimana della Cultura Friulana. Appuntamento sabato 20 maggio 2023, alle 18, in sala consiliare del Comune di Budoia, piazza Umberto I 6, per il secondo incontro su “Un territorio e la sua storia: nuove scoperte archeologiche a Budoia” con Roberto Micheli, archeologo della SABAP Friuli Venezia Giulia. Saranno illustrate le recenti scoperte archeologiche effettuate nel territorio di Budoia che svelano tre insediamenti diversi per tipologia, ubicazione e cronologia e che consentono di fare luce su modalità differenti di uso del territorio tra la fase protostorica e l’età altomedievale. L’incontro vuole offrire inoltre un momento di approfondimento sulla storia del territorio di Budoia e un’occasione di confronto pubblico sul tema del patrimonio archeologico come bene comune. Il territorio di Budoia si colloca in un’area molto interessante dal punto di vista storico-archeologico tra il margine settentrionale della pianura e la falda del massiccio del monte Cavallo dove percorsi differenti consentirono a uomini, cose e idee di circolare e di diffondersi verso le terre alte seguendo le valli fluviali. In quest’area si conoscono infatti numerosi siti archeologici che provano un intenso utilizzo del territorio a partire dalla tarda preistoria e la presenza di un insediamento diffuso con abitati di pianura e d’altura posti su rilievi panoramici.

Palestrina. Al museo Archeologico nazionale “POESIA APERTA. La Poesia incontra Fortuna”: per la prima volta insieme poeti, musicisti e pittori, in un luogo carico di storia e cultura, sotto lo sguardo beneaugurante della Dea Fortuna, nel Santuario a lei dedicato

palestrina_archeologico_poesia-aperta_locandina“La Dea Fortuna ha un segreto, un trucco magico. Come fai a tenere sempre con te qualcuno a cui vuoi molto bene? Devi guardarlo fisso, rubi la sua immagine, chiudi di scatto gli occhi, li tieni ben chiusi. E lui ti scende fino al cuore e da quel momento quella persona sarà sempre con te”: così Ferzan Ozpetek in “La Dea Fortuna”. Sabato 20 maggio 2023, alle 16, nella sala convegni del museo Archeologico nazionale di Palestrina appuntamento con “POESIA APERTA. La Poesia incontra Fortuna”, evento che per la prima volta mette insieme poeti, musicisti e pittori, in un luogo carico di storia e cultura, proseguendo quella tradizione che vedeva i poeti declamare le loro opere oralmente accompagnandosi con la musica, organizzato dal Circolo Culturale Prenestino “Roberto Simeoni” in collaborazione con la Direzione regionale Musei Lazio, FUIS – Federazione Unitaria Italiana Scrittori, Premio internazionale Pushkin, Convegni di cultura Maria Cristina di Savoia, Salotto Letterario Tevere, Banca Centro Lazio Credito Cooperativo. “Nonostante le nostre invocazioni alla Dea Fortuna”, scherzano gli organizzatori, “il tempo inclemente non fermerà la poesia”. È un maggio ricco di iniziative per il Circolo Culturale Prenestino Roberto Simeoni di Palestrina. Dopo il Festival del Libro itinerante, ecco al museo Archeologico nazionale di Palestrina, “Poesia aperta – la Poesia incontra Fortuna”, un incontro di alcuni fra i più affermati poeti italiani con dei giovani poeti degli istituti scolastici Eliano Luzzatti e Livatino sotto lo sguardo beneaugurante della Dea Fortuna, nel Santuario a lei dedicato. I poeti guidati dal più illustre poeta contemporaneo, Elio Pecora, saranno accompagnati dalle musiche del coro polifonico Pierluigi da Palestrina, diretto dal maestro Vinicio Lulli e dal duo di violino, Chiara Febbi, e chitarra, Amir Lagadari, con brani tratti dalla musica polifonica, e qui non potrà non mancare Pierluigi da Palestrina, fino alle sonorità della musica moderna di Ennio Morricone. A fare da contorno le opere pittoriche di Luigi Proietti e Loredana Manciati. “È la prima volta che nei luoghi della Dea Fortuna poesia, musica e pittura si fondono per restituirci la bellezza del luogo, un Museo che merita di essere visitato per le pregevoli opere che contiene”, commenta Roberto Papa, responsabile culturale Circolo Simeoni. “Vorremmo che l’evento diventasse un viaggio attraverso i luoghi dell’arte da osservare con gli occhi dei poeti, perché come scrive Giovanni Pascoli nel saggio Il fanciullino: il poeta… è quello, dunque, che ha paura al buio, perché al buio vede o crede di vedere; quello che alla luce sogna o sembra sognare, ricordando cose non vedute mai; quello che parla alle bestie, agli alberi, ai sassi, alle nuvole, alle stelle: che popola l’ombra di fantasmi e il cielo di dei. E nel nostro cielo abbiamo la Dea Fortuna”.

Isola della Scala (Vr). Al museo Archeologico apre l’esposizione “Livia e la villa ad gallinas albas”: modellini della villa di Livia di Prima Porta realizzati dagli studenti del liceo scientifico “A. Messedaglia”

isola-della-scala_archeologico_mostra-livia-e-la-villa-ad-gallinas-albas_locandina“Livia e la villa ad gallinas albas”: il 20 maggio 2023, alle 10.30, al museo Archeologico di Isola della Scala (Verona), in via Roma 35, si presenta l’esposizione di modellini della villa di Livia di Prima Porta realizzati dagli studenti della classe 2.E del liceo scientifico “A. Messedaglia” di Verona che si potrà visitare fino al 18 giugno 2023. La presentazione sarà curata dagli stessi studenti che non solo illustreranno gli aspetti architettonici della villa e i suoi straordinari affreschi ma anche le vicende dei suoi famosi abitanti: Augusto, primo imperatore di Roma, e Livia, prima first lady. Alla presentazione seguirà un aperitivo “romano” con la placinta, tradizionale focaccia della Romania di origine romana.

Pomezia. Al museo civico Archeologico Lavinium “Santuari e città nel Lazio: aspetti urbanistici, architettonici e cultuali”: prima giornata di studio in memoria di Maria Fenelli, che aveva dedicato a Lavinium buona parte della sua importante ricerca archeologica

pomezia_archeologico_giornata-di-studio-in-memoria-di-maria-fenelli_locandina“Santuari e città nel Lazio: aspetti urbanistici, architettonici e cultuali”: I giornata di studio in memoria di Maria Fenelli. Sabato 20 maggio 2023, alle 9.30, nella sala conferenze del museo civico Archeologico Lavinium a Pomezia, mattinata all’insegna dell’archeologia. Il museo Lavinium ospita, infatti, una giornata di studio in ricordo di Maria Fenelli, che aveva dedicato a Lavinium buona parte della sua importante ricerca archeologica e a cui dobbiamo gli eccezionali ritrovamenti, in parte oggi nel percorso espositivo del museo. La mattinata, densa di interventi, è stata organizzata dal direttore del museo, Federica Colaiacomo, in collaborazione con “La Sapienza” Università di Roma, cattedra di Topografia di Roma e dell’Italia Antica, con Alessandro Maria Jaia e Laura Ebanista, responsabili anche della Missione Lavinium e la soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti con il funzionario archeologo, Francesca Licordari. Modera Rossella Zaccagnini. Dopo i saluti istituzionali, gli interventi. Alle 10, Laura Ebanista su “Aspetti del culto di Minerva a Lavinium: il caso dei cosiddetti bambini in fasce”; 10.15, Alessandro Maria Iaia su “Lavinium. Minerva e le altre: lavori in corso per la seriazione delle statue del Santuario orientale”; 10.30, David Nonnis su “Lavinium Religiosa Civitas: appunti sull’epigrafia del sacro in età repubblicana”; 10.45, Clara di Fazio su “La dimensione del sacro nelle città del Lazio antico: sistema religioso e identità culturale”. Dopo la pausa caffè, alle 11.30, Zaccaria Mari su “Il culto di Ercole a Tibur e nel territorio tiburtino in ambito pubblico e privato: tra vecchie e nuove testimonianze archeologiche”; 11.45, Francesca Maria Cifarelli e Federica Colaiacomo su “Colle Noce e il territorio di Segni: la prima fase architettonica del santuario e gli altri luoghi del sacro”; 12, Massimiliano Valenti su “Topografia del sacro a Casinum”; 12.15, Francesca Licordari su “Testimonianze di religiosità nell’Ager Aequicolanus in età imperiale”; 12.30, conclusioni.

Vicenza. Al museo Naturalistico Archeologico giornata di studi “Le imbarcazioni monossili del lago di Fimon. Storia dei rinvenimenti, studi, prospettive di ricerca”, evento finale della mostra “Palafitte e piroghe del Lago di Fimon. Legno, territorio, archeologia”

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Locandina della mostra “Palafitte e Piroghe del Lago di Fimon. Legno Territorio Archeologia” al museo Naturalistico Archeologico di Vicenza fino al 31 maggio 2023

Mercoledì 31 maggio 2023 al museo Naturalistico Archeologico di Vicenza chiude la mostra “Palafitte e piroghe del Lago di Fimon. Legno, territorio, archeologia”, un viaggio alla scoperta dei villaggi preistorici del Lago di Fimon sulle tracce degli appassionati e degli studiosi che nel corso degli anni hanno recuperato ed esaminato centinaia di reperti, dove il protagonista assoluto è il legno, quello utilizzato nelle imbarcazioni, nelle case su palafitta, nelle strutture che servivano per bonificare le sponde del lago (vedi Vicenza. Al museo Naturalistico Archeologico la mostra “Palafitte e Piroghe del Lago di Fimon. Legno, territorio, archeologia”: nuova luce sulla vita degli uomini e delle donne che abitavano attorno al lago di Fimon da 7000 a 3000 anni fa | archeologiavocidalpassato).

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In mostra a Vicenza uno dei pali delle palafitte di Fimon recuperati da Paolo Lioy nella seconda metà dell’Ottocento, recentemente restaurato (foto sabap-vi)

Sabato 20 maggio 2023, dalle 10 alle 17, al museo Naturalistico Archeologico di Vicenza, giornata di studi “Le imbarcazioni monossili del lago di Fimon. Storia dei rinvenimenti, studi, prospettive di ricerca”, organizzata dai Musei civici con la cooperativa sociale Scatola cultura e il sostegno della Fondazione”, evento finale della mostra allestita proprio con l’obiettivo di divulgare i risultati scientifici, anche inediti e legati a recenti studi, su elementi di imbarcazione e resti di pali lignei provenienti da Fimon. I partecipanti avranno la possibilità di visitare il museo e la mostra. La giornata di studi è a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili. Informazioni: 0444222815, museonatarcheo@comune.vicenza.it

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Il paleontologo, prof. Alberto Broglio, morto a 91 anni, il 17 febbraio 2023

La giornata di studi è dedicata alla memoria di Alberto Broglio, nato ad Asiago nel 1931 e scomparso a Vicenza, lo scorso febbraio (vedi Archeologia in lutto. Si è spento a Vicenza all’età di 91 anni il prof. Alberto Broglio, un gigante della Paleontologia Umana, docente e professore emerito all’università di Ferrara, punto di riferimento per generazioni di archeologi. Famose le sue ricerche nel Veronese e nel Vicentino | archeologiavocidalpassato), studioso sempre attivo e disponibile, che ha contribuito alla realizzazione della mostra “Palafitte e piroghe del Lago di Fimon” che ha voluto fosse dedicata alla figura di Gastone Trevisiol, ricercatore la cui attività si è svolta principalmente nelle Valli di Fimon e a cui si deve il ritrovamento di molti dei reperti esposti in mostra. Professore emerito e docente di paleontologia umana all’università di Ferrara, è stato accademico olimpico, membro di istituti di ricerca internazionali e autore di numerose e importanti pubblicazioni scientifiche sulla preistoria, soprattutto del pleistocene e del primo olocene. Dalla metà degli anni ‘50 fu protagonista della scoperta di siti archeologici neanderthaliani e sapiens in tutto il territorio italiano. Nel territorio vicentino vanno ricordate in particolare le campagne di scavo e gli studi sul Paleolitico della Grotta, del Buso Doppio e del Riparo del Brojon nei Colli Berici e per il Neolitico l’indagine archeologica a Fimon Molino Casarotto, tutt’oggi archivi archeologici e punti di riferimento per la ricerca di interesse internazionale.

vicenza_archeologico-naturalistico_gornata-di-studi-le-imbarcazioni-monossili-del-lago-di-fimon_locandinaLa giornata di studi, a cui parteciperanno numerosi esperti del settore dell’università di Padova, dell’università Alma Mater Studiorum di Bologna e della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza, si apre in sala Chiostri, alle 10, con i saluti istituzionali. Alle 10.20 il primo intervento, “Lo scavo della torba e le scoperte archeologiche: un contributo introduttivo di carattere storico, economico, antropologico, ecologico” a cura di Reginaldo Dal Lago, esperto di storia locale, e Cristiano Nicosia del dipartimento di Geoscienze dell’università di Padova. Alle 11, l’approfondimento sui “Rinvenimenti di monossili nelle Valli di Fimon” sarà a cura di Antonio Dal Lago (ex conservatore del museo Naturalistico Archeologico di Vicenza), Nicoletta Martinelli (Laboratorio Dendrodata di Verona) e Sandra Pellizzari (università di Ferrara, dipartimento di studi umanistici, sezione scienze preistoriche e antropologiche). Alle 11.40, l’intervento di Sandra Pellizzari, Antonio Dal Lago e Armando Bernardelli (museo Naturalistico Archeologico di Vicenza) sarà dedicato a “Gastone Trevisiol e il suo recupero di reperti archeologici”. Chiudono la mattinata, alle 12.20, Giovanni Monegato dell’istituto di Geoscienze e Georisorse e Cristiano Nicosia su “L’evoluzione geomorfologica e sedimentaria delle Valli di Fimon”. Il pomeriggio si apre, alle 14, con l’approfondimento dedicato ad “Analisi di laboratorio e inquadramento archeologico dei resti lignei delle monossili: specie legnose, datazioni assolute e contestualizzazione in rapporto ai siti preistorici del lago di Fimo” a cura di Nicoletta Martinelli, Paola Salzani della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza, ed Elodia Bianchin Citton, già funzionaria archeologa del ministero della Cultura. Alle 14.40, Stefano Medas del dipartimento di Beni culturali dell’università di Bologna e Antonio Dal Lago parleranno di “Imbarcazioni monossili delle Valli di Fimon”. Infine alle 15.20, a chiusura del convegno, è previsto l’intervento “Il Museo e le monossili oggi: attività di conservazione e valorizzazione, prospettive e progetti” di Elisa Dalla Longa e Cinzia Rossato di Scatola Cultura, Viviana Frisone conservatrice del museo Naturalistico Archeologico di Vicenza, Sandra Pellizzari e Paola Salzani.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Il restauratore racconta. La Latona di Veio: dalla scoperta al restauro”: terzo incontro del ciclo “CHI (RI)CERCA TROVA. I professionisti si raccontano al Museo”. L’incontro nell’anniversario della scoperta dell’Apollo di Veio, ricordato con il racconto del dio Ermes

roma_villa-giulia_chi-ricerca-trova_terzo-incontro_lamonaca-guido_locandina“Il restauratore racconta. La Latona di Veio: dalla scoperta al restauro”: al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia terzo incontro del ciclo “CHI (RI)CERCA TROVA. I professionisti si raccontano al Museo”. Otto conferenze tenute da esperti e studiosi che aprono il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico e sono rivolte a curiosi, studenti e specialisti di ogni età, a cura dei Servizi educativi del Museo. Venerdì 19 maggio 2023, alle 16, i restauratori Miriam Lamonaca e Sante Guido presentano il restauro della Latona di Veio rivelandoci le novità emerse dal loro lavoro. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Per info e prenotazioni: mn-etru.didattica@cultura.gov.it-. La data non è affatto casuale. Il 19 maggio del 1916 veniva alla luce in frammenti la scultura in terracotta dell’Apollo di Veio destinata a decorare, anch’essa, la sommità del tetto del tempio di Portonaccio a Veio, dedicato alla dea etrusca Menerva (Atena) e datato alla fine del VI secolo a. C.

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Sante Guido in una fase del restauro della statua di Latona dal tempio di Portonaccio di Veio conservata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto pasquale de bellis)

Fra le opere di eccezionale fattura conservate a Villa Giulia, la statua di Latona, la madre di Apollo, è stata oggetto di un importante lavoro di restauro concluso proprio in questi giorni. Sotto le sapienti mani dei restauratori Miriam Lamonaca e Sante Guido, questa eccezionale scultura in terracotta policroma risalente al 510-500 a.C., è tornata a brillare, rivelando dettagli tecnici e particolari che solo un delicato e attento intervento restauro è in grado di restituire.

Miriam Lamonaca è funzionario restauratore al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Dopo la laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, facoltà ad alta formazione e specializzazione, alla Reggia di Venaria, ha frequentato all’università La Sapienza di Roma un Master di II livello “Restauri e Consolidamenti ad alta complessità”. Dal 2018 si prende cura di Villa Giulia e dei suoi preziosi reperti archeologici del mondo etrusco.

Sante Guido è restauratore e docente a contratto all’università di Trento. Si è laureato in restauro di opere d’arte all’Istituto Centrale per il Restauro di Roma e diplomato in Conservazione dei Beni Culturali della Chiesa alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. Svolge attività di restauro di opere d’arte dal 1982 presso numerose soprintendenze italiane, in missioni archeologiche all’estero e presso la Città del Vaticano. Tra il 2007 e il 2011 si è già occupato delle opere di Veio all’Etru, in particolare delle straordinarie statue di Eracle, Apollo e Mercurio.

107 anni fa, il 19 maggio del 1916, la statua dell’Apollo, insieme ai frammenti di altre statue provenienti dal tempio di Portonaccio a Veio, fu rinvenuta in uno scarico, spezzata in più parti ben allineate lungo un terrapieno. Fu una scoperta eccezionale. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia lo ricorda da un insolito punto di vista: quello del dio Hermes, Turms in etrusco, che – a suo modo – vuole celebrare l’anniversario e ricordare che c’era anche lui fra le statue rinvenute. Accanto ad Apollo ed Eracle, infatti, dovevano trovar posto, come parte integrante della stessa scena mitologica, anche Artemide, la dea a cui era stata sottratta la cerva, e Hermes, in veste di pacificatore, la cui testa oggi è esposta nella stessa sala. La voce e il racconto sono di Maria Paola Guidobaldi, conservatrice delle collezioni del museo.

Torino. Al Salone internazionale del Libro il direttore del museo Egizio Christian Greco presenta il suo nuovo libro “Alla ricerca di Tutankhamun”. Modera Massimo Sideri, editorialista del Corriere della Sera

torino_egizio_salone-del-libro_libro-alla-ricerca-di-tutankhamun_di-christian-greco_presentazione_locandinaSecondo incontro del museo Egizio di Torino con il Salone internazionale del Libro. E protagonista è lo stesso direttore Christian Greco per raccontare la storia della scoperta che nel 1922 rivoluzionò gli studi sull’antico Egitto: la tomba del faraone Tutankhamon. Appuntamento sabato 19 maggio 2023, alle 16, in Sala Blu (padiglione 2) del Salone del libro di Torino, per la presentazione del libro “Alla ricerca di Tutankhamun” di Christian Greco in dialogo con Massimo Sideri, editorialista Corriere della Sera. Quando nel novembre 1922 Howard Carter entra nella tomba del faraone Tutankhamon, la soglia che varca non è solo fisica. Grazie a quella scoperta, che annulla la distanza temporale tra l’Antico Egitto e l’era delle missioni archeologiche, il nome di Tutankhamon torna ad essere pronunciato dopo tremila anni. Verificando, infatti, le credenze religiose in base alle quali è stato concepito, la tomba di Tutankhamon ha garantito al faraone una seconda vita, come simbolo dell’intera civiltà egizia. Come è stato possibile? Con il suo nuovo libro, Christian Greco accompagna i lettori in un affascinante viaggio che inizia con la riforma religiosa del faraone “eretico” Akhenaton ed esplora i grandi misteri legati a Tutankhamon – dai suoi antenati alle cause della morte – fino a indagare l’impatto che i favolosi oggetti rinvenuti nella tomba hanno avuto sull’immaginario contemporaneo. Al centro, gli incredibili eventi che portarono Howard Carter alla scoperta della tomba, l’opera archeologica grazie alla quale gli oggetti diventano reperti, il ruolo dei mass media e della politica, l’impatto che questa scoperta ha avuto su tutto il Novecento.

Reggio Calabria. Venerdì intenso per il museo Archeologico nazionale: in sala Conferenze incontro su “Diego Vitrioli. Dal classico al contemporaneo”, e all’università della Calabria due conferenze di Daniela Costanzo ripercorrono la storia di Reghion, dalla colonia calcidese ai suoi reperti esposti a Palazzo Piacentini

reggio-calabria_archeologico_conferenza-diego-vitriolo_locandinaAlla vigilia della commemorazione della nascita e della morte di Diego Vitrioli (Reggio Calabria, 20 maggio 1819 – Reggio Calabria, 20 maggio 1898), il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria proporrà una giornata di approfondimenti sul poeta reggino, in collaborazione con l’associazione Famiglia Ventura. Venerdì 19 maggio 2023, alle 17, in sala Conferenze, incontro su “Diego Vitrioli. Dal classico al contemporaneo”. Insieme a Francesco Ventura, all’incontro parteciperanno Manuela Crimi, del convitto nazionale “T. Campanella” di Reggio Calabria; Antonio Zuccarello Cimino, del “Gruppo Xiphias”; e Antonella Gioia, presidente dell’associazione “Diego Vitrioli”. Durante la serata interverrà anche il direttore Carmelo Malacrino, che ripresenterà il volume “Diego Vitrioli. Un raffinato collezionista nella Calabria dell’Ottocento”, pubblicato in occasione dell’esposizione temporanea inaugurata al MArRC nel 2019. “Prosegue al Museo la valorizzazione delle grandi figure della cultura calabrese, e in particolare reggina”, dichiara Malacrino. “Sarà un interessante momento di approfondimento su Diego Vitrioli, uomo colto ed elegante, profondo cultore dell’antichità, la cui figura qualche anno fa è stata messa al centro di un suggestivo percorso espositivo, che ho avuto il piacere di curare al Museo. Ringrazio l’associazione Famiglia Ventura per aver contribuito in questi mesi a promuovere temi di interesse comune, valorizzando la cultura del territorio”. E Francesco Ventura, responsabile per l’associazione Famiglia Ventura: “Con l’evento dedicato al latinista Diego Vitrioli si chiude il ciclo di incontri concordato tra la nostra associazione e il Museo. Siamo felici di concludere questo percorso al fianco dell’associazione Diego Vitrioli, con cui nel 2019 abbiamo realizzato una delle collaborazioni più significative. Omaggeremo questo intellettuale, fra i più illustri della nostra Terra, esponendo per l’occasione la scultura lignea Il mito di Ibico, realizzata dal maestro Francesco Cento e ispirata a un altro sommo poeta reggino. Ringrazio il direttore del Museo, Carmelo Malacrino, e tutto il suo staff per le splendide opportunità offerte nel corso di quest’ultimi mesi, nonché per la fiducia e il supporto all’organizzazione degli eventi”.

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Pisside con sovradipinture dalla necropoli settentrionale di Reghion (età ellenistica) conservata al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)

Intanto non si ferma l’attività di promozione culturale del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria anche presso gli Atenei della regione. Venerdì 19 maggio 2023, all’università della Calabria, Daniela Costanzo, funzionario archeologo responsabile dell’ufficio Collezioni del MArRC, tiene due conferenze, in un ciclo dal titolo “Rhegion. Dalla polis al Museo”, trasmesse in streaming su piattaforma Teams. Gli incontri sono accolti dal corso di Archeologia della Magna Grecia della Laurea Magistrale in “Intelligence per la legalità e la tutela dei beni culturali e archeologici”, tenuto dal prof. Maurizio Paoletti, docente ordinario di Archeologia classica al dipartimento di Culture, Educazione e Società dell’Unical e membro del Comitato scientifico del MArRC. La prima delle due conferenze, dal titolo “Rhegion. Storia e archeologia di una colonia calcidese” ha ripercorso attraverso le scoperte archeologiche e le testimonianze materiali che caratterizzano la città dello Stretto i maggiori eventi storici dalla fondazione intorno al 730-720 a.C. fino alla romanizzazione, formalizzata con il riconoscimento di civitas foederata da parte di Roma nel 270 a.C. La seconda conferenza “Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria”, alle 17, ricostruirà le vicende del Museo Civico, fondato nel 1882 e prima istituzione museale della città, nazionalizzato nel 1946 a seguito di una convenzione tra il Comune di Reggio Calabria e l’allora ministero della Pubblica istruzione. Saranno analizzati gli allestimenti storici del museo Archeologico nazionale progettati da Marcello Piacentini fino al recente allestimento inaugurato nel 2016, con presentazione a studenti e partecipanti delle principali attività condotte dal personale tecnico-scientifico del MArRC, con particolare riferimento a cura, gestione e valorizzazione delle collezioni museali.

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Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

“Da anni il MArRC investe nelle attività di studio e ricerca scientifica”, dichiara il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. “Lo fa sia con il personale interno, nelle attività di riordino e restauro delle collezioni conservate nei depositi, sia con la collaborazione di Atenei e Centri di Ricerca italiani e stranieri. Portare queste esperienze nelle aule universitarie è estremamente significativo non solo per far conoscere agli studenti il valore delle collezioni archeologiche esposte, ma anche per far scoprire quante professionalità lavorino in un museo, da quelle amministrative a quelle tecniche e scientifiche, fino all’accoglienza, fruizione e vigilanza. Ringrazio il prof. Paoletti, componente del nostro Comitato Scientifico, per questo invito, che conferma la stretta collaborazione tra Museo e Università”. Gli incontri rientrano nel progetto di miglioramento dei servizi che l’Amministrazione fornisce agli utenti e prosegue una positiva collaborazione avviata già lo scorso anno con un’analoga iniziativa. “Si tratta di un’esperienza di scambio particolarmente proficua che mette in diretta connessione il Museo con i futuri professionisti del patrimonio culturale”, dichiara la dott.ssa Costanzo, “rappresentando al tempo stesso un’occasione di formazione e valorizzazione all’esterno delle collezioni del MArRC e di tutte le attività svolte per la loro tutela e la conoscenza”.

Torino. Il museo Egizio per l’International museum Day ha ricordato un importante progetto “Alla ricerca della vita”. Disponibile il podcast

“Oggi più che mai i musei sono realtà dinamiche, al loro interno e nella relazione con la società civile”: comincia così la riflessione proposta dal museo Egizio di Torino per l’International museum Day. “Uno dei temi complessi con cui al museo Egizio siamo costantemente chiamati a interrogarci è il trattamento dei resti umani, da studiare per trarne informazioni preziose e da esporre con grande cura, per via delle forti implicazioni etiche. La Giornata Internazionale dei Musei ci offre l’occasione per ricordare un progetto importante, “Alla ricerca della vita”: una sala del museo dedicata alla vita nell’antico Egitto attraverso lo studio dei resti umani e l’omonimo podcast realizzato in collaborazione con Piano P. Dallo scavo al rinvenimento, dall’immagazzinamento alle analisi sul DNA, un racconto del lavoro di archeologi, antropologhe, conservatori e genetiste per uno studio dei resti umani che dice moltissimo della nostra storia passata e del nostro presente”. Si può trovare il podcast al link http://ow.ly/W9T450OqOt7.

Al museo nazionale e parco archeologico di Egnazia (Br) apre l’allestimento “Il gioco del tempo”, a cura della designer romana Emilia Serra: dialogo fra passato e presente, tra archeologia e nuove tecnologie digitali

egnatia_archeologico_allestiemnto-il-gioco-del-tempo_locandinaL’appuntamento è al museo nazionale e parco archeologico di Egnazia (Br) venerdì 19 maggio 2023, alle 11.30, per l’inaugurazione dello spazio dedicato all’arte contemporanea con l’allestimento “Il gioco del tempo”, a cura della designer romana Emilia Serra. Un dialogo fra passato e presente, tra archeologia e nuove tecnologie digitali, segnato dall’incontro fra design e artigianato, in un luogo che custodisce tracce importanti della presenza delle antiche culture del Mediterraneo. L’iniziativa è realizzata nell’ambito del progetto “3D Imp-Act – Virtual reality and 3D experiences to improve territorial Attractiveness, Cultural heritage smart management and Touristic development”, che ha visto come capofila il Politecnico di Bari, all’interno del programma Interreg IPA CBC Italy-Albania-Montenegro. La giornata è arricchita da altri eventi, dopo il laboratorio – che ha aperto la giornata – dedicato a professionisti e ricercatori in cui si potranno sperimentare l’approccio creativo e collaborativo alla base de “Il gioco del tempo”, alle 12.30 dialogo con due esperti, il professor Fabio Fatiguso del Politecnico di Bari e il designer Jorge Lopes dell’università Cattolica di Rio de Janeiro, sulle opportunità che un archivio 3D offre per la ricostruzione e la reinterpretazione di reperti e resti archeologici ormai perduti. Infine, alle 14.30 tavolo di lavoro aperto a professionisti, ricercatori, imprese culturali e spettatori interessati alle possibili evoluzioni della ricerca digitale, in funzione sia della ricostruzione immateriale che della restituzione materica del modo digitale.

Nuovo spazio espositivo al museo di Egnazia “Il gioco del tempo”. Con quest’opera il Museo si propone quale luogo di sperimentazione per l’esposizione di opere contemporanee fondate su contenuti e materiali archeologici per innovare la fruizione. Ideata dalla designer romana Emilia Serra, supportata da un’équipe composta dall’archeologa Sandra Savilli, dai modellatori 3D del Politecnico di Bari e dall’artista della ceramica Cosimo Vestita, l’opera è stata realizzata in un anno di lavoro, attraverso incontri e visite al museo coinvolgendo archeologi, restauratori e tecnici e la supervisione scientifica dei funzionari della Direzione regionale Musei, Angela Ciancio e Fabio Galeandro. Il risultato di questo percorso è un luogo dove l’archeologia viene reinterpretata in un gioco dedicato alla materia e al tempo: una stanza espositiva diversa dal resto dello spazio museale dove considerare i reperti e le collezioni in un modo creativo, un gioco che tocca tutte le età, rivolto ai bambini e agli adulti, un’occasione per dialogare con il passato.