Gorizia. Al Castello arriva “Anche le statue parlano” con l’associazione CulturArti alla scoperta delle affascinanti storie che il Castello di Gorizia conserva

gorizia_castello_anche-le-statue-parlano_locandinaE se il Castello di Gorizia iniziasse a parlare, quali storie ci racconterebbe? Lo sapremo giovedì 7 settembre 2023 con il nuovo appuntamento con “Anche le statue parlano” quando (alle 15.15, alle 16.45 oppure alle 18.15) gli attori Caterina Bernardi e Alessandro Maione, il cantautore Edoardo De Angelis e la dott.ssa Emanuela Uccello ci porteranno alla scoperta delle affascinanti storie che il Castello di Gorizia conserva. Il progetto “Anche le statue parlano” nasce dall’idea che i Musei non vadano solo visti, ma anche ascoltati, con l’intento di collegare passato e presente, archeologia e storia contemporanea. Si tratta di un vero e proprio viaggio all’indietro nel tempo, di tipo espressivo e artistico, un progetto innovativo di valorizzazione culturale accessibile a tutti, ideato per far conoscere e apprezzare le memorie dei personaggi storici, le leggende e le storie relative alle opere conservate presso le realtà museali coinvolte nell’iniziativa. Un viaggio nel passato, ma anche un filo diretto con la Storia dei nostri giorni e un appello alla necessità di tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio culturale. Sono previsti tre turni di visita: ore 15.15 (1° gruppo); ore 16.45 (2° gruppo); ore 18.15 (3° gruppo). Prenotazione obbligatoria al seguente link: bit.ly/statuego. L’evento è incluso nel biglietto di ingresso. Il progetto “Anche le statue parlano” è finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dalla Fondazione Friuli ed è organizzato dall’associazione A.C.CulturArti in partenariato con il Comune di Gorizia.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale riprendono al giovedì le “Sere del Mann”: visite guidate alla mostra “Picasso e l’antico” e approfondimenti su Alessandro Magno. Ecco il programma

napoli_mann_sere-del-mann_locandinaCon un invito alla mostra “Picasso e l’antico” (visite guidate gratuite, prenotazione obbligatoria su www.eventbrite.it) riprendono al museo Archeologico nazionale di Napoli le aperture serali del giovedì (dalle 19 alle 22.30, ultimo ingresso alle 22) per tutto il mese di settembre con un programma che continua gli approfondimenti su Alessandro Magno dopo il successo della grande mostra appena conclusa. Il biglietto speciale avrà il costo di 3 euro (1 euro sarà devoluto per l’Emilia Romagna colpita dall’alluvione) comprensivo delle collezioni – con l’opportunità di scoprire la nuova sezione Campania Romana – e delle mostre.

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Copertina del libro “Mosaico di Alessandro” di Luigi Spina

Giovedì 7 settembre 2023 si parte con le visite guidate gratuite a “Picasso e l’antico” a cura del personale del Mann (alle 20.30; 21; 21.30). Il 14 settembre 2023, alle 20, nel giardino delle Fontane, incontro su Alessandro Magno a cura di Laura Giuliano, curatrice delle collezioni Gandhara, India e Sud Est Asiatico al museo delle Civiltà di Roma. Le visite a “Picasso e l’antico” si terranno alle 21; 21.15; 21.30. Il 21 settembre 2023, alle 20, nel giardino delle Fontane, presentazione del libro di Luigi Spina edito da Five Continents sul Mosaico di Alessandro, arricchito dai contributi del direttore del Mann Paolo Giulierini, Valeria Sampaolo, Fausto Zevi. Nel corso della stessa serata opening della mostra “Afrodisia” di Michele Iodice. Visite guidate alla mostra “Picasso e l’antico” in partenza alle 21; 21.15; 21.30. Le visite si svolgeranno negli stessi orari anche giovedì 28 settembre 2023.  In occasione dell’ottantesimo anniversario delle Quattro Giornate di Napoli, alle 20, nel giardino delle Fontane, è prevista la conferenza “1940 – 1945: il Museo e la guerra attraverso le pagine del Taccuino napoletano di Amedeo Maiuri”, a cura di Andrea Milanese con Alessandro Gioia. Letture di Angela Luppino.

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L’ingresso della mostra “Picasso e l’antico” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto graziano tavan)

PICASSO E L’ANTICO. 43 i lavori di Picasso messi a confronto con le sculture Farnese e i dipinti da Pompei. Il progetto, curato da Clemente Marconi, si inserisce nel programma internazionale “Picasso Celebrazioni 1973 – 2023: 50 mostre ed eventi per celebrare Picasso” nel cinquantenario della morte. La mostra ha l’intento di illustrare la profonda influenza di uno dei più grandi musei di arte classica sull’opera di uno dei più importanti artisti moderni. Allestita nelle sale della Collezione Farnese, l’esposizione si divide in due parti: la prima relativa ai soggiorni a Napoli di Picasso – delineando come si presentava al tempo della visita dell’artista il Museo, allora non ancora solo “archeologico” – la seconda relativa al confronto tra le opere del Museo e i lavori di Pablo Picasso. In mostra sono presentate 37 delle 100 tavole che compongono la Suite Vollard, eccezionale prestito del British Museum di Londra. A queste si aggiungono i rilevanti prestiti del musée national Picasso-Paris e del museo Gagosian di New York. L’eco profonda del viaggio in Italia del 1917 sulla produzione artistica di Picasso è stata riconosciuta da tempo; il soggiorno a Napoli ha a sua volta una rilevanza particolare: il naturalismo di questa fase picassiana assume forme esplicitamente classicizzanti, ben riconoscibili nella maggior parte dei dipinti e disegni non cubisti degli anni dal 1917 al 1925 e nell’opera grafica degli anni ’30. Prorogata fino al 2 ottobre 2023 (vedi Napoli. Al museo Archeologico nazionale prorogata la mostra “Picasso e l’antico”. Giulierini: “Questa mostra è possibile solo al Mann, con un dialogo tra i capolavori del mondo classico e le opere del genio spagnolo che ne fu influenzato nella sua visita del 1917” | archeologiavocidalpassato).

Firenze. “APRITI MAF!”, dopo la pausa estiva tornano le aperture straordinarie serali del museo Archeologico nazionale con visite guidate: “Racconti d’Egitto” sulle imprese dei più grandi faraoni imprese dei più grandi faraoni, o si va sulle tracce di Maria Maddalena attraverso il corridoio della Crocetta fino al Coretto

firenze_archeologico_apriti-maf_incontri-del-7-settembre_locandinaDopo la pausa di agosto Tornano le  aperture serali straordinarie estive dei luoghi della cultura della direzione regionale Musei della Toscana del MiC con “Apriti MAF!”, gli appuntamenti del giovedì dalle 19 alle 22 (con ultimo ingresso alle 21.15) al museo Archeologico nazionale di Firenze dove sono in programma visite guidate e attività per bambini, in luoghi del museo normalmente chiusi al pubblico, insieme al direttore, agli archeologi e allo staff, per scoprire e approfondire storie e particolari dei capolavori noti e meno noti del vasto patrimonio delle collezioni. Le attività sono comprese nel costo del biglietto d’ingresso e non è necessaria la prenotazione. Info: claudia.noferi@cultura.gov.it

firenze_archeologico_apriti-maf_incontri-del-7-settembre_racconti-d-egitto_foto-mafGiovedì 7 settembre 2023, alle 19 e alle 20, RACCONTI D’EGITTO, per i più piccoli (attività della durata di un’ora circa): percorso guidato alla sezione egizia, che saprà coinvolgere anche gli adulti, attraverso i più famosi racconti della letteratura egiziana. Storie di fantasmi, dispute tra dei, miti che narrano la nascita del mondo e leggende sulle imprese dei più grandi faraoni.

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Il Coretto di Maria Maddalena a Firenze (foto maf)

SULLE TRACCE DI MARIA MADDALENA, per grandi e piccini (visite guidate a piccoli gruppi): visite guidate alle 19 alle 19.45, apertura straordinaria del Coretto di Maria Maddalena de’ Medici con l’affaccio sulla Basilica della SS. Annunziata. Il corridoio delle gemme vi porterà in uno degli angoli più intimi e suggestivi del Palazzo della Crocetta alla scoperta della vita di una dama seicentesca della famiglia dei Medici.

Monselice. Al Castello presentazione del libro “Archeologia a Monselice. Scavi sul Colle della Rocca e ricerche sull’abitato medioevale” curato dall’università di Padova

monselice_castello_libro-archeologia-a-monselice_locandinaVenerdì 8 settembre 2023, alle 10.30, nell’Aula Businaro del Castello di Monselice (Pd), presentazione del libro “Archeologia a Monselice. Scavi sul Colle della Rocca e ricerche sull’abitato medioevale”, curato dal Dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, che espone i risultati degli scavi effettuati alla Rocca di Monselice nel corso degli ultimi anni. Gli scavi si sono svolti in regime di concessione da parte del ministero della Cultura nel 2021-2022 e proseguiranno nei prossimi anni. L’ingresso è libero. Interverranno: Luciano Sandona, Consiglio Regionale del Veneto; Aldo Rozzi Marin, Veneto Edifici Monumentali; Giorgia Bedin, sindaco di Monselice; Carla Pirazzini, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana Venezia e province Belluno Padova Treviso; Alexandra Chavarria Arnau, università di Padova.

Al via Varese Archeofilm 2023, rassegna internazionale del film di archeologia, arte, ambiente, etnologia: tre serate a tema (pirati, dinosauri e ambiente) in concorso per i premi del pubblico e della giuria tecnica, e una dedicata ai film dei fratelli Castiglioni. E incontri-intervista con ospiti speciali

varese_archeofilm_2023_locandinaPirati, dinosauri e ambiente protagonisti della sesta edizione di Varese ArcheoFilm, festival internazionale del film di archeologia, arte, ambiente, etnologia, organizzata dal Comune di Varese, museo Castiglioni, associazione Conoscere Varese, Archeologia Viva, Firenze Archeofilm, associazione Ce.R.D.O, con il patrocinio di università Insubria e con il sostegno di Fondazione Comunitaria del Varesotto. Quattro serate, dal 6 al 9 settembre 2023, in Sala Montanari (Ex cinema Rivoli), in via dei Bersaglieri a Varese, a ingresso libero; sette film che concorrono al premio Città di Varese, assegnati al film più gradito al pubblico, e al premio Alfredo e Angelo Castiglioni, al film scelto dalla giuria; due film fuori concorso; e quattro incontri-intervista con il direttore di Archeologia Viva Piero Pruneti a ospiti speciali legati al tema della serata: mercoledì ai pirati, giovedì ai dinosauri, venerdì all’ambiente, e sabato alla retrospettiva sul lavoro dei due fratelli archeologi Alfredo e Alberto Castiglioni. Film selezionati da Marco Castiglioni, presidente dell’associazione Conoscere Varese e direttore del museo Castiglioni. Conduce il festival Giulia Pruneti di ArcheologiaViva.

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Frame del film “La vera storia dei pirati” di Stéphane Bégoin

PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ 6 SETTEMBRE 2023. Alle 20.30, apre il film “La vera storia dei pirati” di Stéphane Bégoin (Francia, 52′).  Segue l’incontro/intervista con Katia Visconti, professore associato, presidente del CdS in Storia e storie del mondo contemporaneo dell’università dell’Insubria. Chiude la serata il film “L’anello di Grace” di Dario Prosperini (Italia, 66′).

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Frame del film “Au temps des dinosaures / Al tempo dei dinosauri” di Pascal Cuissot

PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 7 SETTEMBRE 2023. Alle 20.30, apre il film “Al tempo dei dinosauri” di Pascal Cuissot, in collaborazione con Yusuke Matsufune e Kazuki Ueda (Francia-Giappone, 52′). Segue l’incontro/intervista con Silvio C. Renesto, professore di Paleontologia all’università dell’Insubria, editore associato della Rivista Italiana di Paleontologia e Stratigrafia, membro del comitato scientifico transnazionale UNESCO per il sito del Monte San Giorgio. Chiude la serata il film “Jurassic Cash” di Xavier Lefebvre (Francia, 52′).

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Frame del film “Mamody, the last baobab digger” di Cyrille Cornu

PROGRAMMA DI VENERDÌ 8 SETTEMBRE 2023. Alle 20.30, apre il film “Mamody, l’ultimo scavatore di baobab” di Cyrille Cornu (Francia, 48′). Segue il corto “Water is Life” di Anıl Gök (Turchia, 5′). Quindi l’incontro/intervista con Camilla Galli, climatologa del Centro Geofisico Prealpino di Varese. Chiude la serata il film “Tsunami, una minaccia globale” di Pascal Guérin (Francia, 52′).

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I fratelli Alfredo e Angelo Castiglioni insieme in una delle loro esplorazioni in Africa

PROGRAMMA DI SABATO 9 SETTEMBRE 2023. Alle 20.30, apre il film fuori concorso “Dall’acqua all’acqua” di Angelo e Alfredo Castiglioni (Italia, 54′).  Segue l’incontro/intervista con Luigi Balbo, esploratore e fotografo; Barbara Cermesoni, archeologa, conservatrice museale nei Musei Civici di Varese; Serena Massa, archeologa, docente all’università Cattolica, responsabile scavi archeologici di Adulis in Eritrea. Quindi cerimonia di premiazione: Premio Città di Varese al film più gradito al pubblico; Premio Alfredo e Angelo Castiglioni al film scelto dalla giuria. Chiude la serata e il festival il film “Dall’Egitto Faraonico all’Africa di oggi” di Angelo e Alfredo Castiglioni (Italia, 18′).

Paleontologia. L’uomo 13mila anni fa causò l’estinzione di 7 specie di megafauna nord-americana. Elena Ghezzo, ricercatrice di Ca’ Foscari, unica italiana nel team americano, racconta la scoperta fatta nel giacimento di Rancho LA Brea (California) grazie a una ricerca innovativa, pubblicata su Science

L’uomo causò estinzioni già 13mila anni fa. In agosto 2023 su Science è stata pubblicata la scoperta sul probabile impatto dell’uomo nella scomparsa di 7 specie di megafauna, tra cui lo smilodonte e il leone americano, circa 12.900 anni fa, nell’odierna California: una ricerca innovativa che fa luce su un mistero dell’era glaciale. Il team ha esaminato reperti del giacimento di Rancho LA Brea, per la prima volta associando la loro datazione a dati sulla vegetazione e gli incendi (eccone l’abstract https://www.science.org/doi/10.1126/science.abo3594). Alla ricerca, coordinata da F. Robin O’Keef, della Marshall University, ha partecipato anche una paleontologa italiana, Elena Ghezzo, dell’università Ca’ Foscari di Venezia. “Sono profondamente grata per essere stata inclusa in questo studio”, scrive la ricercatrice cafoscarina, “dove viene finalmente correlata la scomparsa di alcune specie di mammiferi in California con l’aumento dei grandi incendi, potenzialmente ad opera dei primi uomini migrati nel nuovo continente. Io mi sono occupata dei leoni, e questo è solo l’inizio! Grazie a tutti gli amici oltreoceano per avermi ospitata e continuare a lavorare con me da lontano”.

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Elena Ghezzo, paleontologa di Ca’ Foscari, in una delle precedenti missioni in Arizona (foto unive)

“Questo studio”, spiega Elena Ghezzo a CF News, “correla per la prima volta i dati relativi alla presenza di 7 specie datate con il metodo della radiodatazioni assoluta con dati palinologici e la frequenza di carbone nelle immediate vicinanze del sito di Rancho LA Brea. Emerge che, mentre il bradipo gigante e i camelidi scompaiono in un periodo precedente, tutte le altre specie di grandi mammiferi come lo smilodonte (un felino dai denti a sciabola), lupo americano, il bisonte e il cavallo americano, il leone americano, con l’eccezione del coiote, scompaiono attorno a 12.900 anni fa, subito prima dell’inizio del Younger Dryas (un periodo relativamente breve ma molto freddo). L’aumento della frequenza del carbone, indice di incendi, si concentra in un arco temporale che inizia circa 13.300 anni fa e dura per circa 500 anni. In questo arco di tempo, oltre alla scomparsa dei grandi mammiferi considerati nello studio, la vegetazione cambia completamente andando irrimediabilmente verso un ambiente più aperto e secco. La presenza di carboni è statisticamente correlabile con la stima dell’aumento della presenza umana, quindi l’uomo ha probabilmente avuto un ruolo attivo nella modifica dell’ambiente e nella scomparsa delle specie recuperate a Rancho LA Brea”.

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Una ricostruzione nel pozzo-laghetto del LA Brea Tar Pits Museum in California (foto LA brea tar pits museum)

Il sito di Rancho LA Brea è uno dei giacimenti più ricchi per quanto riguarda il recupero di mammiferi nord americani databili tra il pre-massimo glaciale e l’Olocene (ultimi 50 mila anni e più). Lo studio del deposito non è stratigrafico, cioè non è possibile datare i reperti in base alla profondità del ritrovamento, perché il bitume che ha catturato gli animali, semiviscoso, ha continuamente rimescolato le ossa. Oggi però il metodo della radiodatazione ha permesso di definire l’età assoluta di alcune specie recuperate, definendo l’arco temporale della loro presenza e scomparsa nel panorama californiano.

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Lo scheletro di Panthera atrox conservato a La Brea Tar Pits Museum (foto Ed Bierman from CA, usa, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons)

Elena Ghezzo ha contribuito alla studio fornendo parte dei dati delle radiodatazioni fatte sul leone americano, Panthera atrox, svolte durante il progetto REFIND, finanziato dalla Commissione europea attraverso il programma Horizon 2020 e un grant Marie Skłodowska-Curie. “Sto revisionando la specie anche sotto il profilo morfologico e per l’interazione con le altre specie coeve”, conclude la paleontologa. “Il leone è una specie rara nel nuovo continente, frequentemente rappresentato da pochissimi resti che presenta una divergenza evolutiva rispetto sia al leone delle caverne europeo che ovviamente il leone attuale”.

Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia lancia il progetto “Un anno con gli dei etruschi”: ogni mese un approfondimento su una divinità con l’invito a scoprirla in museo. Per settembre il focus è su la dea Thesan, protettrice dei naviganti

roma_villa-giulia_un-anno-con-gli-dei-etruschi_locandinaNuovo mese e nuova divinità in un anno con gli dei etruschi: uno da scoprire per ogni mese dell’anno. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia ha deciso di ritmare il 2023 con il racconto degli dei etruschi. Sul sito del museo è stato inserito un approfondimento dedicato alle divinità venerate dagli Etruschi, una per ciascun mese dell’anno: dodici narrazioni curate dall’archeologa Vittoria Lecce che a gennaio sono partite con Culsans, il guardiano delle porte e dei cicli temporali; seguite a febbraio con Fufluns, il Dioniso greco; a marzo con Laran, il dio guerriero; ad aprile con Turan, la dea dell’amore; a maggio con Tinia, il dio della Luce; a giugno con Uni, la sposa di Tinia; a luglio con Menerva, la dea guerriera protettrice dei giovani; agosto con la dea Vei, protettrice della vita (vedi Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia lancia il progetto “Un anno con gli dei etruschi”: ogni mese un approfondimento su una divinità con l’invito a scoprirla in museo. Per agosto il focus è su la dea Vei, protettrice della vita | archeologiavocidalpassato). Per settembre il focus è sulla dea Thesan, protettrice dei naviganti.

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Cratere falisco a figure rosse cosiddetto dell’Aurora, attribuito al Pittore dell’Aurora (360-340 a.C.), dalla Tomba 4 (CXV) della Necropoli di Colonnette di Falerii Veteres (Civita Castellana, VT), conservato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

SETTEMBRE E LA DEA THESAN. Thesan, la dea etrusca dell’aurora, è presto identificata con la greca Eos, e rappresentata come una giovane donna alata. Fra i campi d’azione della dea dovevano rientrare la tutela del mondo femminile e l’amore. Non a caso nei miti greci Eos ha un carattere passionale e arriva a rapire i giovani di cui è innamorata; ma la dea sa essere anche una madre affettuosa che tenta disperatamente di salvare il figlio Memnone, destinato a morire per mano di Achille. Gli Etruschi conoscevano bene queste storie, che venivano riprodotte su pregiati vasi da mensa di importazione e di produzione locale. Le rappresentazioni più numerose di Eos/Thesan si trovano però sugli specchi e mostrano la dea alla guida di una quadriga, mentre sale nel cielo subito prima del sorgere del sole.

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Testa femminile in terracotta modellata a mano identificata con Leucotea dal frontone anteriore del Tempio A, Pyrgi (Santa Severa), 340-330 a. C., conservata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

L’assimilazione di Thesan con Eos non si estendeva alla sfera cultuale (forse perché in Grecia Eos era una figura mitologica a cui non si tributava un culto attivo), quindi in questo ambito la dea etrusca era identificata con la romana Mater Matuta e con la greca Leucotea, divinità protettrice dei naviganti. Secondo il racconto di Ovidio, la giovane Ino, zia e nutrice di Dioniso, si era gettata in mare con il figlio Melicerte per sfuggire al marito Atamante, reso pazzo e violento da Giunone. I due naufraghi, approdati nel Lazio e protetti da Eracle, sarebbero stati trasformati in divinità marine con i nomi di Leucotea e Palemone.

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Statua maschile in terracotta modellata a mano identificata con Eracle dal frontone anteriore del Tempio A, Pyrgi (Santa Severa), 340-330 a.C., conservata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Finora in Etruria un solo luogo sacro ha restituito testimonianze certe del culto di Thesan: si tratta del santuario di Pyrgi, legato al porto commerciale di Cerveteri e frequentato anche da mercanti greci e cartaginesi. A Thesan/Leucotea doveva essere dedicato il grande Tempio A (470-460 a.C.). Della decorazione del tempio facevano parte sia la bella testa femminile con i capelli mossi dal vento, tradizionalmente identificata con Ino/Leucotea appena uscita dal mare, sia la figura maschile identificata con Eracle, esposte nella Sala 13 B del Museo. La scena illustra una storia di salvezza e accoglienza dopo un grave pericolo corso in mare e doveva risultare particolarmente appropriata per il santuario di un porto internazionale.

Torino. Al museo Egizio seconda visita guidata alla mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor” con il curatore Federico Poole

torino_egizio_laboratorio-studioso_statua-di-neshor_visita-guidata_locandinaMartedì 5 settembre 2023, alle 16.30, seconda visita guidata di un’ora alla mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor” del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” al museo Egizio di Torino, con Federico Poole, uno dei curatori della mostra La partecipazione è consentita a un massimo di 25 persone con prenotazione online; il costo è di 7 euro a persona (escluso il biglietto d’ingresso). La statua frammentaria del generale Neshor, alla quale, a metà Novecento, è stato aggiunto un falso volto di faraone, è il reperto protagonista del nuovo appuntamento con il ciclo di esposizioni bimestrali “Nel laboratorio dello studioso”, che accompagna i visitatori dietro le quinte del Museo Egizio, alla scoperta dell’attività scientifica condotta dai curatori ed egittologi del Dipartimento Collezione e Ricerca del museo. Si tratta della mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor” (11 agosto – 15 ottobre 2023), curata dagli egittologi Maxence Garde, Matteo Lombardi e Federico Poole.

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La statua del generale Neshor protagonista della mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor” del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

La statua del generale Neshor risale al VI secolo a.C.; probabilmente tra gli anni 60 e gli anni 70 del secolo scorso le è stato aggiunto un falso volto di faraone. Tra quest’ultimo e il resto della statua è distinguibile il punto di giunzione tra antico e moderno: il frammento moderno è stato unito ai due antichi mediante una resina, che è stata dipinta sulla superficie con un colore scuro. Il nuovo volto della statua è riconoscibile come quello di un sovrano dall’ureo e dalla barba posticcia frammentaria.

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Statua del funzionario Neshor (Epoca Tarda, XXVI dinastia, regni di Psammetico II e Apries (595-589 a.C.), conservata al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Il reperto è dotato di un pilastro dorsale recante un’iscrizione geroglifica, che descrive il soggetto raffigurato in origine: il generale Neshor detto Psamtek-Menekhib, originario della città di Mendes, un alto funzionario della XXVI dinastia, noto anche da altri monumenti. Il ruolo principale di Neshor era quello di supervisionare e garantire la sicurezza ai confini egiziani. I suoi titoli amministrativi ed epiteti onorifici dimostrano che egli svolse un ruolo di primo piano nell’esercito egiziano. Nell’iscrizione, presente sul reperto, si legge il nome del faraone Apries (589-570 a.C.), cosa che fa comprendere che la statua fu realizzata durante il suo regno, anche se, da altre fonti, si evince che Neshor era già in carica sotto il predecessore di Apries, Psammetico II (595-589 a.C.).

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La statua di Neshor nella mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor” del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” (foto museo egizio)

Questa statua fu vista per la prima volta da uno studioso nel 1947 al Cairo, dove rimase fino al 1971, passando da un antiquario all’altro. Approdò poi in Europa, cambiando più volte proprietario, fino ad essere sequestrata dalla dogana al confine italo-svizzero e acquistata dal Museo Egizio nel 2002. A fare da corollario al reperto principale, in mostra ci sono diversi oggetti e manufatti, nonché fotografie e documenti attraverso i quali è possibile osservare come la statua sia cambiata nel tempo: dal 1947, quando fu messa in vendita per la prima volta al Cairo, presso il negozio di Maurice Nahman, al 2002, anno in cui entrò nelle collezioni del Museo Egizio.

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Statuette esposte nella mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor” del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

La nuova mostra temporanea “Un falso autentico: la statua di Neshor”, rappresenta un’occasione preziosa per ricostruirne la storia e approfondire il tema delle falsificazioni: da quando ai primi dell’Ottocento l’Egitto si apre all’Occidente e si formano le prime grandi collezioni europee, si sviluppa nel paese un fiorente mercato di antichità. Iniziano a circolare anche parecchi falsi, che ritroviamo in tutte le collezioni, comprese quella del Museo Egizio. Si tratta spesso di copie grossolane con geroglifici di fantasia, ma alcuni sono realizzati con sufficiente perizia da ingannare persino alcuni esperti. Alcuni di questi falsi sono esposti in mostra, fra cui uno scarabeo con testa umana, un coperchio di cassettina decorata con una scena di caccia, una tavola d’offerta con iscrizioni geroglifiche e un cubito di Usirur, figlio di Neskhonsu.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia al via la terza edizione di “Incontri con la musica”: cinque serate dedicate a Mozart tra storia, arte e musica. Già tre sold out. I concerti saranno introdotti da “C’era una volta Mozart”: dialoghi con personalità del mondo della letteratura

roma_villa-giulia_incontri-con-mozart_locandinaSolo posti in piedi, sulle panchine o sul prato. Ma conviene comunque continuare a prenotare per avere un posto in caso di rinuncia. Al via con tre sold out, i concerti del 5, del 6 e dell’8 settembre 2023, la rassegna “Incontri con la Musica III Edizione: Incontri con Mozart”, dal 5 al 9 settembre 2023, alle 20.15, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Nel giardino del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia cinque serate dedicate a Mozart tra storia, arte e musica, che trasformano l’esperienza al Museo in un momento trasversale alle arti grazie ad alcuni dei più brillanti e stimati artisti internazionali. Il festival Incontri con la Musica è realizzato grazie al bando della direzione generale Spettacolo del ministero della Cultura “Sostegno per la valorizzazione delle attività di spettacolo dal vivo da svolgersi nei musei, parchi archeologici di rilevante interesse nazionale”, e con il sostegno di Banca del Fucino. I concerti saranno introdotti da “C’era una volta Mozart”: dialoghi con personalità del mondo della letteratura condotti da Francesco Antonioni. Concerto incluso nel biglietto del Museo. Ingresso 5 euro (4 euro + 1 euro di contributo a sostegno delle zone alluvionate). Prenotazione obbligatoria su: www.promu.it/biglietti. Il biglietto si acquista direttamente in biglietteria a partire dalle 19.30. Gratuito per abbonati e aventi diritto. Per essere inseriti in lista d’attesa si può scrivere un’email a info@promu.it. Si verrà ricontattati per assegnare la seduta nel caso si liberino di posti. Comunque, anche senza posto prenotato si può accedere al museo e assistere al concerto dalle panchine dell’emiciclo, sul prato o restando in piedi.

Dopo il successo di pubblico e critica dei concerti dell’edizione 2022 dedicata a Schubert, si consolida sempre di più questo intenso appuntamento romano che mira alla valorizzazione culturale degli spazi del Museo, proponendo una fruizione delicata e in armonia con l’anima della villa e la sua destinazione. Con questo progetto, il collettivo Promu, fondato da Alessandro Muller, Enrico Loprevite e Luca Pacetti, rafforza la sua centralità artistica nella città di Roma e nel panorama dell’offerta musicale di qualità che trova espressione nel Festival sull’Appia Antica a giugno e negli appuntamenti musicali di settembre a Villa Giulia.

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Il collettivo Promu che organizza gli “Incontri con la Musica” al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto promu)

“Siamo felici di rinnovare, per il terzo anno consecutivo, la nostra collaborazione con il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e, in particolare, con il suo lungimirante direttore Valentino Nizzo”, spiegano al collettivo Promu. “Nel nostro ambizioso percorso monografico non poteva mancare uno dei compositori più famosi ed eseguiti nella Storia della Musica: Wolfang Amadeus Mozart. Quest’anno abbiamo voluto dare un respiro più internazionale alla programmazione artistica degli “Incontri con la Musica”, ospitando formazioni del calibro del Cuarteto Casals e grandi solisti, come la violinista Alexandra Conunova. La sfida di Promu si conferma e consolida: salvaguardare e promuovere la bellezza, offrendo al pubblico un’esperienza nuova, alla scoperta dei gioielli nascosti del patrimonio culturale della città di Roma”.

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Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto promu)

“Villa Giulia è da sempre luogo di benessere per il corpo e lo spirito”, dichiara il direttore del museo, Valentino Nizzo. “Papa Giulio III, a cui si deve la sua costruzione, l’aveva eletta a sua residenza di piacere, aprendo le porte a tutte le forme di arte e di intelletto nello spirito più alto del Rinascimento. Uno scrigno della tradizione classica e della modernità e un luogo di incontro fra i maggiori artisti dell’epoca. Dopo un lungo periodo di declino nel quale ha continuato comunque ad essere ammirata come ottava meraviglia al mondo, Villa Giulia è tornata a risplendere alla fine dell’Ottocento grazie a Felice Barnabei che la trasformò nel 1889 in uno dei più importanti musei della Capitale. Col medesimo spirito continuiamo a promuovere e valorizzare Villa Giulia e il suo potente ruolo di collettore delle arti anche attraverso la musica e questi straordinari appuntamenti realizzati con grande passione e competenza da Promu ci offriranno una opportunità ulteriore per riempire di senso luoghi che fin dalle loro origini sono stati pensati per dare ospitalità a tutte le Muse e a quanti non possono fare a meno di esserne incantati”.

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Villa Giulia vista da drone, sede del museo nazionale Etrusco, fondato da Felice Bernabei (foto etru)

Nel cortile rinascimentale di Villa Giulia, residenza suburbana di Papa Giulio III, architettata alla metà del ‘500 da Vignola, Ammannati Vasari e Michelangelo, oggi sede del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e custode della più importante raccolta etrusca al mondo, il fortunato pubblico potrà assistere a cinque concerti preziosi quanto il luogo che li ospita. Alcuni dei migliori artisti del panorama internazionale indagheranno il mondo di Mozart, le sue radici, ma anche gli intrecci che lo legano a pagine musicali di epoche lontane, come il quintetto di Carl Maria von Weber in programma l’8 settembre o il quartetto della novantunenne compositrice russa Sofia Gubaidulina che sarà sul palco il 7 settembre.

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Il violoncellista Enrico Bronzi a “Incontri con Mozart” (foto etru)

Tra i protagonisti spiccano non solo assolute eccellenze italiane, come il violoncellista Enrico Bronzi che aprirà la rassegna il 5 settembre 2023 sul podio dell’Orchestra da Camera di Perugia nel doppio ruolo di solista e direttore, oppure il violinista star del barocco Giuliano Carmignola in duo con l’eccellenza del fortepiano di Florent Albrecht, tra i massimi virtuosi europei dello strumento e grande conoscitore del repertorio mozartiano, o ancora il violoncellista Gabriele Geminiani, ma anche grandi nomi internazionali.

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Il quartetto spagnolo Casals agli “Incontri con Mozart” (foto david ruano)

Fra questi ultimi, da sottolineare la presenza del quartetto spagnolo Casals, da quasi 25 anni considerato uno dei migliori ensemble al mondo, che arriverà a Villa Giulia dopo aver calcato ininterrottamente alcuni dei palchi più prestigiosi del globo, come Covent Garden, Concertgebouw, Musikverein di Vienna, Philharmonie di Berlino solo per citarne alcuni, e che aprirà il concerto del 7 settembre 2023 con quello che è ritenuto da sempre il loro ambito di maggiore virtuosismo e magia interpretativa, l’Arte della Fuga di Bach: un appuntamento dunque imperdibile per godere di uno dei vertici assoluti dell’arte musicale in un luogo ideale per bellezza estetica e resa acustica. Da notare anche la presenza sul palco di Villa Giulia nel concerto di chiusura del 9 settembre 2023 della giovane violinista moldava Alexandra Conunova, oggi solista tra le più richieste, che si dedicherà ad un impaginato tutto Mozart con l’ensemble italiano Metaphora. Mentre l’8 vedrà protagonista un quintetto “all stars” che raccoglie prime parti e solisti dall’Orchestra della Scala, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, i Solisti Aquilani, Maggio Musicale Fiorentino.

roma_villa-giulia_incontri-con-mozart_5-settembre_locandina5 settembre 2023, alle 20.15: dialogo con lo scrittore Mauro Covacich. Concerto dell’Orchestra da Camera di Perugia. Direttore e Solista Enrico Bronzi. In programma: Wolfgang Amadeus Mozart, Sinfonia n. 10 in Sol maggiore, K 74; Franz Joseph Haydn, Concerto per Violoncello e Orchestra n.2 in Re Maggiore, Hob. XVIII:11; Wolfgang Amadeus Mozart, Sinfonia n. 33 in Si bemolle maggiore, Kv 319.

roma_villa-giulia_incontri-con-mozart_6-settembre_locandina6 settembre 2023, alle 20.15: dialogo con la scrittrice Eugenia Romanelli. Concerto di Giuliano Carmignola, violino, e Florent Albrecht, fortepiano. In programma: Wolfgang Amadeus Mozart, Sonata per Violino e Pianoforte n. 18 in Sol maggiore, K301 Sonata per Violino e Pianoforte n. 28 in Mi bemolle maggiore, K 380 Sonata per Violino e Pianoforte n. 34 in La maggiore, K 526.

roma_villa-giulia_incontri-con-mozart_7-settembre_locandina7 settembre 2023, alle 20.15: dialogo con la giornalista scientifica Silvia Bencivelli. Concerto del Cuarteto Casals. In programma: Johann Sebastian Bach, Arte della Fuga (estratto), BWV 1080; Sofia Asgatovna Gubaidulina, “Reflections on the Theme B-A-C-H” per Quartetto d’archi; Wolfgang Amadeus Mozart, 5 Fughe da “Il Clavicembalo ben Temperato” di J.S.Bach arrangiato per quartetto d’archi da W.A. Mozart, K 405; Wolfgang Amadeus Mozart, Quartetto per Archi n. 14 in Sol maggiore, K 387

roma_villa-giulia_incontri-con-mozart_8-settembre_locandina8 settembre 2023, alle 20.15: dialogo con il critico letterario Arnaldo Colasanti. Concerto di Fabrizio Meloni, clarinetto, Daniele Orlando, I violino, Mirei Yamada, II violino, Jörge Winkler, viola, Gabriele Geminiani, violoncello. In programma: Wolfgang Amadeus Mozart, Quintetto per Clarinetto, 2 Violini, Viola e Violoncello in La maggiore, K. 581 “Stadler”; Carl Maria von Weber, Quintetto per Clarinetto, 2 Violini, Viola e Violoncello, in Si bemolle maggiore, op.34

roma_villa-giulia_incontri-con-mozart_9-settembre_locandina9 settembre 2023, alle 20.15: dialogo con il critico musicale Sandro Cappelletto. Concerto di Alexandra Conunova, violino solista, Metaphora Ensemble. In programma: Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per Violino e Orchestra n. 5 “Türkish” in La maggiore, K 219; Wolfgang Amadeus Mozart, Sinfonia n. 29 in La maggiore, K 201

Ercolano. Il parco archeologico, dopo il successo de “I Venerdì” (tutti sold out) lancia una nuova offerta culturale: riapre l’Antico Teatro tre giorni la settimana da settembre a novembre

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L’ingresso al Teatro antico di Ercolano in corso Resina (foto Pier Paolo Metelli – Arte’m)

Dal 5 settembre 2023 riprendono le aperture dell’Antico Teatro del parco archeologico di Ercolano, un viaggio nel tempo attraverso i cunicoli settecenteschi, in un percorso sotterraneo che trasporta indietro nei secoli. L’estate 2023 al parco archeologico di Ercolano non cessa di offrire meravigliose opportunità di conoscenza e di scoperta ad un pubblico sempre più numeroso e interessato.

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Grande risposta del pubblico a “I Venerdì di Ercolano” 2023 che hanno segnato sempre sold out (foto paerco)

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Visitatori interessati nelle aperture serali del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

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Tableaux Vivants al parco archeologico di Ercolano: molto apprezzate le performance di Teatri 35 (foto paerco)

La visita dell’Antico Teatro arriva a pochi giorni dalla chiusura del ciclo de “I Venerdì di Ercolano”, che hanno registrato una serie di sold out, percorsi notturni di visite guidate, arricchiti di illuminazioni artistiche e rappresentazioni teatrali. Per andare incontro alla richiesta del pubblico per quest’anno lo staff del Parco ha ampliato il numero di posti disponibili che però si sono puntualmente esauriti di sera in sera a ulteriore conferma che il format rappresenta l’offerta di punta dell’estate vesuviana. Nelle 6 aperture serali, che hanno coperto i mesi di luglio e agosto, sono stati 2509 i visitatori che hanno potuto apprezzare la suggestione della visita del Parco illuminato e le performance teatrali di Teatri 35, registrando il sold out per ogni serata, tranne per un evento interrotto per maltempo. Dall’analisi della customer satisfaction si evince che i visitatori prevalentemente sono provenienti dal Sud Italia, oltre la metà degli stessi aveva già visitato il Parco di Ercolano a dimostrare l’interesse che il sito suscita nei legami di fidelizzazione che esso crea, la totalità ha espresso un voto tra 9 e 10 per la professionalità di organizzazione e accoglienza, oltre che per il percorso di visita e l’allestimento. Molti appassionati hanno espresso apprezzamento anche con commenti entusiastici sia presso le apposite postazioni di feedback, sia sulle pagine social del Parco, che diventano un vero e proprio archivio condiviso di memorie ed emozioni.

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Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, ai “Venerdì di Ercolano” (foto paerco)

“Sono sicuro che anche quest’anno attraverso la visita speciale e il racconto ispirato alle testimonianze provenienti direttamente dalle case e dagli edifici”, dichiara il direttore del Parco Francesco Sirano, “abbiamo raggiunto l’obiettivo di comunicare con la passione che contraddistingue tutto lo staff del Parco scoperte scientifiche e dati storici di grande rilevanza. L’edizione 2023 de I Venerdì era incentrato sul cibo, gli spazi ad esso connessi, la dieta degli antichi, ma anche i modi in cui i cibi si preparavano, cucinavano e consumavano. Le testimonianze che il sito archeologico di Ercolano ci ha restituito consentono infatti un’esperienza unica al mondo. Ma l’offerta culturale del Parco non termina qui. Infatti concluse le passeggiate serali, riapre il Teatro Antico, offrendo così un’ulteriore opportunità tanto per il turismo di prossimità, quanto per visitatori di ogni provenienza che in questi mesi affollano il territorio campano. È un invito ad unire all’esplorazione del sito all’aperto l’emozione della visita sotterranea dell’Antico Teatro”.

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Teatro Antico di Ercolano: un passaggio del suggestivo percorso di visita sotterraneo (foto Pier Paolo Metelli – Arte’m)

Per i mesi di settembre, ottobre e novembre 2023 nei giorni di martedì, giovedì e sabato, con 6 turni al giorno (3 antimeridiani e 3 pomeridiani con due di essi in lingua inglese) a partire dalle 9.30 fino alle 16.30, si potrà vivere una vera esperienza esplorativa muniti di casco, torcia e mantellina in una ideale viaggio del tempo ci si troverà catapultati, nelle diverse epoche, a oltre 20 metri nel sottosuolo della città per immedesimarsi in un antico spettatore che sedeva sulle diverse gradinate o indossare le vesti dei viaggiatori del Grand Tour o ancora gli abiti dei cittadini che trovavano rifugio in questo luogo durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

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Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, durante una visita guidata al Teatro Antico (foto paerco)

TEATRO ANTICO BIGLIETTI: biglietto ingresso Teatro antico di Ercolano: euro 5 + euro 1 per fronteggiare i danni dell’alluvione in Emilia Romagna acquistabile in biglietteria oppure online su ticketone.it; biglietto integrato ingresso parco archeologico di Ercolano + Teatro antico di Ercolano: euro 15 acquistabile in biglietteria oppure online; biglietto ridotto previsto unicamente per il biglietto solo teatro di 2 euro per ragazzi con età compresa tra i 18 e i 25 anni (+ diritti di prevendita di 1.50 solo per acquisto online). I diritti di prevendita online sono come di consueto 1.50 e vengono applicati una sola volta nel caso del biglietto integrato. Sono esclusi i diritti di prevendita sui biglietti gratuiti. Sospese tutte le gratuità ad eccezione di quelle relative ai portatori di handicap e ad un loro familiare o ad altro accompagnatore che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria.

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Visitatori con torcia e caschetto durante la visita al Teatro Antico di Ercolano (foto paerco)

INFORMAZIONI PER LA VISITA: il percorso è sotterraneo e raggiunge circa 25 metri dalla quota stradale. La visita è riservata ai maggiorenni. L’appuntamento è alla biglietteria del parco archeologico 30 minuti prima dell’inizio del proprio turno di visita. La pavimentazione è bagnata in più punti ed è scivolosa a causa della presenza di sedimentazioni calcaree e di acqua. Inoltre, il percorso prevede molti gradini. Pertanto, non è adatto ai soggetti claustrofobici e alle persone con problemi di deambulazione o in gravidanza, ovvero con patologie influenzabili dal contesto di visita. Per motivi di sicurezza si richiede ai visitatori di portare con sé solo borse di piccole dimensioni. Saranno forniti dal parco archeologico di Ercolano caschetti, cuffia per capelli, mantelline e torce da utilizzare nel percorso. È obbligatorio l’uso di scarpe chiuse, basse, resistenti ed impermeabili. è preferibile l’utilizzo di scarpe da trekking. Si consiglia nei periodi estivi di munirsi di maglie o giacche comode, da indossare prima della visita, dato il considerevole sbalzo termico da affrontare durante il percorso.