San Casciano dei Bagni (Si). Partita la campagna di scavo 2024 al santuario etrusco-romano di San Casciano. L’annuncio e gli auspici del sindaco Agnese Carletti

Foto di gruppo al via della campagna di scavo 2024 del santuario etrusco-romano del Bagno grande di San Casciano dei Bagni (foto comune san casciano)
A un anno esatto dall’esposizione dei bronzi di San Casciano al Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica, e a pochi giorni dalla chiusura della seconda tappa della mostra al museo Archeologico nazionale di Napoli, lunedì 24 giugno 2024 ha preso il via la nuova campagna di scavo archeologico nel sito del santuario etrusco-romano del Bagno grande di San Casciano dei Bagni. Lo ha annunciato Agnese Carletti, sindaco fresca di riconferma nelle recenti amministrative dell’8 e 9 giugno 2024. “Nei prossimi quattro mesi – spiega – ospiteremo a San Casciano un totale di circa 90 archeologi e archeologhe provenienti da università di tutto il mondo (Trinity College di Dublino, La Sorbona di Parigi, University of South California, Finlandia, Danimarca, Lisbona e poi studenti dalle università italiane di Milano, Roma, Bologna, Catania, Pisa…). Lo scavo tornerà così a prendere vita, a parlare tante lingue diverse e, soprattutto, a restituirci nuove informazioni che come sempre racconteremo nel corso di questi mesi”. E poi passa ai ringraziamenti: “Buon lavoro e grazie quindi al direttore dello Scavo Emanuele Mariotti, al direttore scientifico per l’università per Stranieri di Siena e per il centro CADMO Jacopo Tabolli, alla funzionaria della Soprintendenza di Siena Ada Salvi e a Claudia Petrini che racconterà lo scavo nelle pagine social del @santuario ritrovato. Grazie al gruppo archeologico Eutyche Avidiena (Irene Picchieri, Ludovico Salerno e tutti i volontari e le volontarie che mettono a disposizione anche gli appartamenti) per il supporto nell’organizzazione delle attività di scavo e dell’accoglienza e perché permetterà a tutti di visitare il sito nei mesi prossimi. Grazie infine agli sponsor che tramite Art Bonus anche quest’anno permettono al Comune, concessionario dello scavo, di proseguire questa attività in autonomia: Fondazione Vaseppi e Gruppo E alleati IT”.
Roma. Scoperte nel cantiere per il sottopasso della nuova piazza Pia, a un passo da San Pietro, una grande fullonica e una residenza di età imperiale: saranno smontate, e ricollocate entro due anni nei Giardini di Castel Sant’Angelo per essere musealizzate e valorizzate: così si rispetta anche il cronoprogramma del sottopasso per il Giubileo. Gli interventi di ministro, sindaco, soprintendente, curia e Anas

Presentazione dei ritrovamenti in piazza Pia a Roma: da sinistra, mons. Fisichella, Daniella Porro, Gualtieri, Sangiuliano, Isi (foto emanuele antonio minerva / mic)
La fullonica (lavanderia) e la residenza di età imperiale scoperte a piazza Pia, all’ombra di Castel Sant’Angelo a Roma, sono salve. Ma non sarà un altro “buco” nel tessuto urbano della capitale: le strutture saranno smontate, delocalizzate e stoccate in vista della loro ricollocazione e musealizzazione, il tutto sotto la direzione scientifica della soprintendenza speciale di Roma. A neppure una settimana dalla presentazione ufficiale, il 14 giugno 2024, a Castel Sant’Angelo, dei ritrovamenti archeologici da poco scoperti nel cantiere per il sottopasso della nuova piazza Pia con l’intervento del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano; del sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri; di mons. Rino Fisichella; della soprintendente speciale di Roma, Daniela Porro; e dell’amministratore delegato di Anas, Aldo Isi; è arrivata la risposta dello Stato con la soluzione proposta dalla soprintendente Porro approvata dalla Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale del Lazio, convocata con urgenza venerdì 14 per il 18 giugno 2024 dal presidente Leonardo Nardella, segretario regionale MiC per il Lazio, consentendo la tempestiva emanazione del decreto di autorizzazione, che permette l’immediata ripresa dei lavori, garantendo il rispetto del cronoprogramma realizzativo del sottopasso.

Veduta della fullonica e della residenza di età imperiale scoperte nel cantiere della nuova piazza Pia a Roma (foto anas)
L’autorizzazione prescrive, oltre al consolidamento, al distacco, alla delocalizzazione dei resti murari, degli apparati decorativi e di rivestimento delle strutture, il lavaggio, la classificazione, lo studio dei reperti mobili rinvenuti, il restauro di quelli più significativi e la ricostituzione e la valorizzazione del contesto archeologico, da delocalizzare nei Giardini di Castel Sant’Angelo e all’interno del museo nazionale di Castel Sant’Angelo. La realizzazione dovrà avvenire entro due anni dall’autorizzazione, corredata da una ricostruzione in 3D e dalla realizzazione di un progetto di valorizzazione virtuale del contesto storico-topografico (horti Agrippinae, horti Domitiae, ager Vaticanus), mediante pubblicazione scientifica e prodotto audiovisivo e digitale.

Veduta dello scavo archeologico nel cantiere della nuova piazza Pia a Roma (foto anas)
Il progetto di riqualificazione e pedonalizzazione di piazza Pia, situata tra Castel Sant’Angelo e via della Conciliazione, è finanziato con 79,5 milioni di euro del Giubileo. La creazione di questa nuova grande piazza pedonale unirà di fatto l’area di Castel Sant’Angelo a via della Conciliazione e quindi alla Basilica di San Pietro, garantendo contemporaneamente ai pedoni una fruizione dell’area in piena sicurezza e una fluidificazione del traffico veicolare grazie alla creazione del sottovia che andrà a collegarsi con quello di lungotevere in Sassia. I lavori sono eseguiti da Anas grazie a una convenzione con Roma Capitale. La fine dei lavori è prevista per dicembre 2024.

Veduta zenitale dei ritrovamenti archeologici (fullonica e residenza di età imperiale) nel cantiere della nuova piazza Pia a Roma (foto anas)
Le indagini archeologiche nell’ambito dei lavori di realizzazione del Sottopasso hanno portato alla luce nuove scoperte che raccontano paesaggi urbani e brani di storia della Capitale finora sconosciuti. L’area di indagine era occupata in antico da alcune importanti residenze imperiali suburbane (horti Agrippinæ, horti Domitiæ), che lambivano la riva destra del Tevere, affacciandosi sul fiume in modo scenografico con portici, passeggiate e giardini.
“Questa è la meraviglia di Roma: una città ricca di storia e di identità che noi intendiamo valorizzare”, aveva detto il ministro Sangiuliano alla presentazione dei ritrovamenti di piazza Pia. “Succede che sul piano di una stretta collaborazione istituzionale, che già altre volte aveva portato a dei risultati positivi, stiamo lavorando per trovare un punto di equilibrio tra le esigenze di tutela e le esigenze anche sacrosante di modernizzazione della città. Sono sicuro che ci riusciremo”. E – come detto – la soluzione è arrivata “a stretto giro di posta”, potremmo dire. “È una gioia straordinaria, una grande emozione, questo ritrovamento”, ha commentato il sindaco Gualtieri. “Nessuno sapeva dell’esistenza di questa grandissima fullonica, una di quelle più grandi tra quelle conosciute. Una lavanderia di grandissime dimensioni proprio qui, nel cuore di Roma, perché sulle banchine del Tevere si utilizzava l’acqua per queste attività. Gli archeologi ci aiuteranno a capire esattamente la datazione precisa. Piazza Pia ne uscirà ulteriormente arricchita”, ha assicurato. “Questo è davvero un caso emblematico di come la collaborazione istituzionale e la giusta visione del significato della tutela e della valorizzazione dei nostri beni culturali possa portare a una soluzione doppiamente positiva: grazie al cantiere – ha concluso – abbiamo scoperto questa bellissima Fullonica e gli altri ritrovamenti, che riusciremo a rendere conoscibili e a valorizzare ma, allo stesso tempo, riusciremo anche a realizzare nei tempi previsti il sottopasso”.

Dettaglio della fullonica scperta nei lavori per il sottopasso di piazza Pia a Roma (foto anas)
“Devo dire che quando mi hanno informato mandandomi la foto della scoperta ho provato commozione, perché il Giubileo, come sono solito dire, è un evento di popolo e la scoperta di una lavanderia mi ha riportato indietro nel tempo”, ha sottolineato S.E. Mons. Rino Fisichella. “Questa parte di Roma sarà di nuovo resa visibile a tutti, e come cittadino non posso che esprimere un senso di profonda gratitudine. È veramente significativo che dove stiamo cercando di creare per il Giubileo uno spazio per rendere più vivo l’incontro tra le persone, come sarà piazza Pia, sia stata ritrovata proprio una lavanderia, che era il luogo d’incontro delle persone, del popolo, delle donne dell’epoca. Un ringraziamento in più anche perché i tempi di consegna dei lavori, che come sempre ci è stato garantito e come sempre abbiamo creduto, saranno mantenuti, nonostante i ritrovamenti che un tempo bloccavano tutto”.

Lo scavo archeologico di emergenza a piazza Pia a Roma (foto emanuele antonio minerva / mic)
“L’archeologia di emergenza per la realizzazione del sottopasso di piazza Pia deve in ogni caso tutelare ritrovamenti e scoperte”, ha spiegato la soprintendente Porro. “In questo caso la conservazione dei reperti attraverso la loro delocalizzazione deve portare anche a una valorizzazione: la Soprintendenza ha proposto di ricollocarli a Castel Sant’Angelo, in antico il sepolcro di Adriano costruito negli Horti di Domitia il contesto dove le strutture ritrovate probabilmente sorgevano in origine”. “L’incontro di oggi”, ha concluso l’amministratore delegato di Anas, Aldo Isi, “è importante perché testimonia quanto sia indispensabile la sinergia e la massima collaborazione tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti per poter raggiungere l’obiettivo, anche valorizzando gli importanti rinvenimenti archeologici per i quali abbiamo messo a disposizione le nostre aree per la dislocazione temporanea”.
Armenia. In lista come Patrimonio UNESCO il sito preistorico di Tirinkatar (la “Cima del Dio Tir”), di 6mila anni fa, dove scava la professoressa Alessandra Gilbert di Ca’ Foscari nell’ambito di una missione italo-armena-tedesca: “Riconoscimento eccezionale per il nostro progetto: dieci anni di ricerche estensive e intensive”

Illustrazioni di una parte di “pietre del drago” presenti nel sito preistorico di Tirinkatar in Armenia (foto unive)
Il sito archeologico di Tirinkatar, in Armenia, presso il quale la professoressa Alessandra Gilbert del dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari dirige uno scavo finanziato dall’ateneo veneziano e dal ministero degli Esteri, è stato inserito nella Unesco Tentative List for World Heritage Sites su indicazione del ministero della Cultura armeno. Ne dà notizia la newsletter CFNews di Ca’ Foscari. La Tentative List è un inventario di siti del patrimonio culturale che le singole Nazioni identificano come aventi un “Valore Universale Eccezionale” e che quindi propongono per la candidatura alla Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. “Attualmente l’Armenia ha tre siti riconosciuti come patrimonio mondiale e cinque in lista, e il nostro è l’unico di entrambi i gruppi che non sia di epoca medioevale e che sia stato inserito nella Tentative List dopo il 1995”, spiega Gilibert, docente di Archeologia del Levante. “Nel complesso si tratta di un riconoscimento eccezionale per il nostro progetto, che è una cooperazione italo-armena-tedesca, con Ca’ Foscari per parte italiana, l’Accademia delle Scienze per parte armena e Freie Universität Berlin per parte tedesca”.

Alessandra Gilibert, docente di Archeologia del Levante all’università Ca’ Foscari di Venezia
Il sito archeologico di Tirinkatar (la “Cima del Dio Tir”) è un altopiano di 40 ettari sulle pendici meridionali del Monte Aragats, a 2850 metri di altitudine. Caratterizzato da una sorgente perenne e una vista mozzafiato sul Monte Ararat, che vi si erge di fronte, il sito è costellato di monumenti megalitici preistorici. La straordinaria ricchezza archeologica del sito, del tutto inaspettata in alta montagna, è stata scoperta dal team italo-armeno-tedesco nel 2012 ed è oggi alla base della prestigiosa nomina alla UNESCO WHS Tentative List. “Questo risultato – prosegue Gilibert – corona dieci anni di ricerche estensive e intensive, che hanno qualificato il sito di Tirinkatar come un sito-santuario d’alta montagna frequentato da oltre seimila anni con impressionante continuità. La novità e il successo più importante è la datazione di tredici imponenti stele preistoriche a rilievi animali (pesci, montoni, cicogne) al 4100 a.C., datazione assai impegnativa, ottenuta con metodologie d’avanguardia, che ne fa uno tra i più antichi monumenti figurativi del Caucaso e un importante ‘anello mancante’ nella storia e nella comprensione dell’arte preistorica a livello globale. Oltre a ciò, è fondamentale l’esplorazione della fitta trama di strutture e tracce simboliche attraverso i millenni, dalle tombe di guerrieri del 2100 a.C. fino all’odierno santuario sincretico yezida”.
Torino. Il museo Egizio “aperto per lavori” con le passeggiate col curatore: visite per piccoli gruppi nelle sale chiuse

Il museo Egizio “aperto per lavori” con le “passeggiate col curatore”. Mentre fervono i lavori e i cantieri per il bicentenario del museo Egizio di Torino raggiungono il massimo impegno, l’Egizio – attualmente chiuso al pubblico – organizza visite speciali, a museo chiuso, con i curatori per piccoli gruppi. I lavori di riqualificazione della corte interna, che diventerà una piazza aperta al pubblico, con una copertura in vetro e acciaio, secondo il progetto dello Studio OMA di Rotterdam, procedono, ma il Museo intende confermare la sua speciale relazione con il pubblico e il territorio. In attesa della riapertura prevista il 13 luglio 2024, nelle pause del cantiere, sarà dunque possibile, previa prenotazione, visitare il Museo, proprio mentre cambia pelle con “Passeggiata col curatore”: tutti i giorni dal 25 giugno al 12 luglio 2024. Costo della visita: 30 euro a partecipante. Massimo 25 persone per gruppo. Prenotazione su www.museoegizio.it, o +39 011.4406903.
Roma. Il parco archeologico di Veio, ora sito del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, apre due domeniche: occasione per visitare il santuario etrusco di Apollo o del Portonaccio. Ingresso gratuito

Il santuario di Apollo o del Portonaccio nel parco archeologico di Veio (Roma) (foto mic)
Due aperture domenicali del parco archeologico di Veio, che con il Decreto 53/2024 di riorganizzazione dei musei statali del ministero della Cultura, è diventato uno dei siti del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Due occasioni per visitare l’area archeologica ai confini settentrionali della città metropolitana di Roma, all’interno dell’area naturale protetta del Parco Regionale di Veio, dichiara sin dalla sua ubicazione lo stretto legame che storicamente caratterizzò i rapporti tra la grande città etrusca e Roma. Appuntamento domenica 23 giugno 2024 e domenica 7 luglio 2024, dalle 10 alle 16. L’ingresso al Parco nelle giornate di apertura è libero e gratuito, grazie anche al protocollo d’intesa stipulato dal Parco di Veio con il Corpo di San Lazzaro – Gruppo Roma e Viterbo.

L’area archeologica di Veio con il santuario del Portonaccio in una veduta dall’alto (foto mic)
Tra le evidenze archeologiche che si riferiscono all’insediamento dell’antica Veio, il Santuario etrusco dell’Apollo (o santuario di Portonaccio, dal nome della località), situato nelle vicinanze della Mola di Isola Farnese, rappresenta per visitatori ed escursionisti il tradizionale punto di accesso ai percorsi che attraversano la parte sud del Parco regionale e si trova tutt’oggi immerso in un contesto paesaggistico di forte suggestione, connotato dagli elementi naturali che anche in antico caratterizzavano il luogo. Tra i più monumentali e venerati d’Etruria, il santuario sorgeva subito al di fuori della città e conobbe una lunga fase di frequentazione, dalla metà del VII secolo a.C. fino alla piena età romana (II secolo a.C.). Indagato a partire dal 1916, quando si rinvennero le celebri statue in terracotta di Apollo, Hermes ed Eracle che decoravano il tetto del tempio arcaico (fine VI sec. a.C.), il santuario si articola in due nuclei principali: a est vi è l’area con l’altare dedicato a Menerva, mentre a ovest si innalza il tempio a tre celle dalla ricchissima decorazione architettonica, oggi evocato dalla ricostruzione realizzata nei primi anni Novanta su progetto dell’architetto Ceschi.
Venezia. Allo scavo archeologico della villa romana di Lio Piccolo nuovo aperitivo archeologico con Antonio Padovan su “Dall’archeologia alle parole. Le storie di Lio Piccolo. Documenti e memorie del litorale”
“Dall’archeologia alle parole. Le storie di Lio Piccolo. Documenti e memorie del litorale”: nuovo “aperitivo archeologico” allo scavo della villa romana di Lio Piccolo a Cavallino-Treporti (Ve). Appuntamento domenica 23 giugno 2024, alle 11, a bordo scavo Antonio Padovan. Modera Marco Paladini. Segue la visita agli scavi. L’accesso allo scavo è gratuito e avviene attraverso il piazzale dell’agriturismo Le Saline, in via della Sparesera 4 a Lio Piccolo. Ricordiamo che Lio Piccolo è Zona tutelata a rilevanza urbanistica. Non sono ammesse autovetture se non quelle in possesso del pass. È necessaria la prenotazione (vivereacqua@unive.it) che dà diritto al pass. In caso di maltempo l’evento sarà annullato con comunicazione via e-mail e sui social.
Aquileia. Al via Tempora: viaggio nel tempo e nella storia. Per tre giorni centinaia di rievocatori celti e romani riempiranno le strade, le piazze e i luoghi simbolo della città ricreando le atmosfere del 181 a.C. anno di fondazione di Aquileia
Per tre giorni Aquileia torna alle atmosfere del 181 a.C. e regala a tutti un viaggio nel tempo e nella storia di quella che è stata una delle più grandi città dell’Impero romano. Venerdì 21, sabato 22 e domenica 23 giugno 2024, centinaia di rievocatori celti e romani riempiranno le strade, le piazze e i luoghi simbolo della città per questa edizione di Tempora Aquileia. Immersi nel centro storico e nelle aree archeologiche della città ci si potrà imbattere nella quotidianità di un legionario romano o in quella di un guerriero celta, nei saperi dell’antico mercato, nel giubilo dell’arena gladiatoria con le sfide tra sangue e sabbia dei gladiatori, fino a giungere alla piacevole distrazione delle danze e dei suoni che celebrano riti e libagioni… E mentre rivivranno l’atto di fondazione di Aquileia con la rievocazione del rito del sulcus primigenius e i banchetti per i nuovi coloni con il simposium, nei campi militari si assisterà a scene di vita quotidiana, dove protagonisti saranno anche i Celti, con la loro cavalleria, le tradizioni e gli scontri con i legionari romani. Rievocazioni, conferenze e sessioni di didattica, ma non solo. Il centro sarà animato anche dai mercati e ci sarà spazio per chi ama cibo e buon vino: nel termopolio l’oste offrirà i suoi migliori piatti, secondo le semplici ricette di allora, che costituiscono la base del nostro patrimonio enogastronomico. La manifestazione è organizzata da Comune di Aquileia, Pro Loco Aquileia, Associazione Imprenditori Città di Aquileia con il sostegno di Fondazione Aquileia.
È questa “Tempora. La vita, i saperi e i sapori di Aquileia antica”. Un giovane col capo cinto da una corona e vestito con una corta toga trattiene la testa di un bue e di una vacca. L’aratro in bronzo che trascinano traccia un profondo solco nella terra. Un illustre personaggio con la toga raccolta intorno alla vita conduce l’aratro. Dietro di lui altri quattro uomini ributtano all’interno le zolle di terra che l’aratro solleva. È un momento intenso e sacro: siamo nel 181 a.C. e, ripetendo gli antichi gesti compiuti da Romolo per la fondazione della città di Roma, si sta tracciando il solco primigenio, quel solco che segnerà il perimetro della nascente città di Aquileia. Il solco tracciato dal vomere determinerà la costruzione delle mura della città, sacre e inviolabili, che separeranno il vivere civile dall’inciviltà. Nata come avamposto militare per sbarrare la strada ai barbari che minacciavano i confini orientali d’Italia, in breve tempo Aquileia si trasformerà in un centro propulsore del processo di romanizzazione del territorio friulano. La città diventerà anche un prospero emporio: vi si lavoreranno l’ambra, proveniente da nord, le pietre dure, il vetro e il marmo, e qui avrà sede una zecca che batte moneta.
Programma di venerdì 21 giugno 2024. Alle 18, apertura stand enogastronomici e taverne: “a tavola con gli antichi”; 21, cerimonia di apertura (area foro, accampamento romano); 21.45, rito del Fuoco di Beleno (area foro); 22.30, Festa Celtica, concerto Corte di Lunas (area foro).
Programma di sabato 22 giugno 2024. Alle 9, apertura dei campi storici (area foro e fondo CAL); 10.30, Arte gladiatoria…techne: evoluzione e funzionamento degli armamenti (area foro, arena gladiatoria); 12, Danze antiche (area foro); 12.30, Simposio (area archeologica del Fondo CAL); 15.30, Senato romano (area foro); 16, Orazione di Ortensia. La prima donna avvocato dell’antica Roma (area foro); 16.30, Rito del Sulcus Primigenius – rito della fondazione della città (area foro);
17.15, Marcia della Legione (dall’area foro per le vie della città); 18.15, Carro da guerra… sfida di abilità tra guerrieri a cavallo (area foro); 19.15, Arte gladiatoria… munus: gli inferi in arena (area foro, arena gladiatoria); 20.30, “Assemblea dei Capi Gallici”: i capi delle nazioni galliche si riuniscono per discutere di come reagire ai soprusi del console Longino. Parte una delegazione per Roma, mentre coloro che rimangono si apprestano a contrastare le ruberie del console. Il druido rassicura gli animi con un rito propiziatorio (area foro); 21, Danze antiche (area foro); 21.30, Captio Virginis iniziazione di una vestale (area foro); 22.30, I guerrieri dei Galli Carni attaccano le truppe di Longino per riprendere i loro beni saccheggiati e liberare i loro compagni condotti in schiavitù (area foro).

Programma di domenica 23 giugno 2024. Alle 9, apertura campi storici (area foro e area archeologica Fondo CAL); 10.30, Arti gladiatorie… techne evoluzione e funzione degli armamenti (area foro, arena gladiatoria); 12, Danze antiche (area foro); 12.30, Simposio (area archeologica del Fondo CAL); 15, Senato romano vs Galli: i delegati delle nazioni galliche si presentano a Roma, per perorare la loro causa in senato. (area foro); 15.30, Danze antiche (area foro); 16, Carro da guerra… sfida di abilità tra guerrieri a cavallo (area foro); 16.45, Arte gladiatoria… munus: gli inferi in arena (area foro, arena gladiatoria); 17.45, Rito del sulcus primigenius (area foro); 19, i Galli Carni affrontano le truppe di Longino. La sconfitta per i Galli appare inevitabile, ma all’orizzonte si profila un evento inaspettato…; 19:45, Danze antiche (area foro).
Verona. Al museo Archeologico nazionale la mostra “Fotografia al buio” su un progetto che ha coinvolto ipovedenti e non vedenti con stampe fotografiche e stampe tattili

Al museo Archeologico nazionale di Verona inaugurata la mostra “Fotografia al buio”, visitabile da sabato 22 giugno fino a lunedì 29 luglio 2024. La mostra, frutto di un progetto originale che ha coinvolto persone ipovedenti e non vedenti, ovvero gli autori delle fotografie esposte. Le stampe fotografiche saranno accompagnate da stampe tattili delle immagini scattate e da riproduzioni 3D a disposizione del pubblico, offrendo un’esperienza multisensoriale unica. La visita alla mostra è compresa nel normale biglietto d’ingresso al museo, nei consueti giorni e orari di apertura.







A Tivoli (Roma), dal 23 giugno al 28 luglio 2024, Villa Adriana e Villa d’Este, i due siti dichiarati dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, e il Santuario di Ercole Vincitore, diventano catalizzatore e palcoscenico di ExtraVillæ – Metamorfosi in bellezza. Il progetto è ideato e organizzato dalle Villæ, sotto la direzione artistica di Andrea Bruciati, storico dell’arte e direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, e nasce da un’idea di Elena Achille, con la consulenza artistica di Stefania Bianchi e il supporto organizzativo di Simona Bernardini. Un viaggio, quello di ExtraVillæ, all’insegna della creatività e sperimentazione fra le diverse arti, e la mai abbastanza evidenziata indagine estetica che parte dai capolavori indimenticabili della grande commedia italiana per arrivare alle nuove opere dei cineasti, innovative e creative nella loro libertà di esplorazione. Tutti gli eventi sono con ingresso libero fino ad esaurimento posti a partire dalle 18.30, prevedono il servizio di food & drink al tramonto. ExtraVillae, programma ricco e articolato fra cinema, teatro, letteratura, musica e performance, vuole offrire al pubblico un’esperienza unica, irripetibile e coinvolgente, per un’idea dinamica di bellezza, dentro e fuori il proprio tempo. Villa Adriana, Villa d’Este e il Santuario di Ercole Vincitore sono non soltanto straordinarie cornici, ma anche palinsesti attivi e cantieri culturali unici che daranno un contributo accattivante al panorama delle iniziative italiane di quest’estate.
Dal 23 giugno al 30 giugno 2024 al Santuario di Ercole Vincitore inizia un percorso nel cinema senza tempo, attraverso pellicole che hanno avuto il coraggio di elaborare nuovi linguaggi: un’esperienza immersiva presentata magistralmente da Pino Strabioli e Martina Riva e accompagnata dal racconto del critico cinematografico Valerio Caprara. Tra film che hanno segnato l’immaginario identitario, si celebra anche la grandezza di attori straordinari come Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Monica Vitti, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni, al quale sarà dedicato un omaggio per celebrare i 100 anni della sua nascita con la proiezione di capolavori come Le notti bianche di Luchino Visconti (23 giugno), Il dramma della gelosia – Tutti i particolari di cronaca di Ettore Scola (28 giugno) e La notte di Michelangelo Antonioni (30 giugno). Ulteriore omaggio è poi la raccolta di trailer dei film in cui l’indimenticabile attore ha lasciato un segno indelebile, in collaborazione con il Trailers Film Fest. A raccontare la nascita e il successo di questi film, attori, registi e critici quali Laura Morante, Carlo Verdone, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi, Marco Risi, Fabrizio Corallo, Giancarlo Scarchilli, Luca Manfredi, Giorgio Gosetti, Margherita Ferrandino, Silvia Scola, Enrica Fico Antonioni. In programma anche due capolavori di Antonio Pietrangeli, quali Lo scapolo con Alberto Sordi (25 giugno) e Il magnifico cornuto con Ugo Tognazzi (26 giugno); e poi Il tigre di Dino Risi (27 giugno) con Vittorio Gassman e L’impiegato di Gianni Puccini (29 giugno) con Nino Manfredi.
Dal 9 all’11 luglio 2024 il percorso teatrale prosegue a Villa d’Este. Urbano Barberini con l’associazione culturale Music Theatre International – M.Th.I. ETS presenta una rassegna di teatro sperimentale con gli spettacoli Sempre fiori mai un fioraio! Omaggio a Paolo Poli con Pino Strabioli e Marcello Fiorini alla fisarmonica (9 luglio), Diario di un inadeguato di Emanuele Salce (10 luglio) con Emanuele Salce e Paolo Giommarelli e Gola e altri pezzi brevi di Mattia Torre (11 luglio) con Valerio Aprea. “Sempre fiori mai un fioraio” è il titolo di un libro edito da Rizzoli in cui Poli si è raccontato a Pino Strabioli durante una serie di pranzi trascorsi nello stesso ristorante, alla stessa ora nell’arco di due anni. Da queste pagine nasce una serata dedicata al pensiero libero, all’irriverenza, alla profonda leggerezza di un genio che ha attraversato il Novecento con la naturalezza, il coraggio, la sfrontatezza che lo hanno reso unico e irripetibile. L’infanzia, gli amori, la guerra, la letteratura, pennellate di un’esistenza che resta un punto di riferimento non soltanto nella storia teatrale di questo Paese. “Diario di un inadeguato” di Emanuele Salce con la collaborazione di Andrea Pergolari. Regia di Giuseppe Marini con Emanuele Salce e Paolo Giommarelli è un racconto in due tempi, dal tono tragicomico. Due attori in un camerino discutono di uno spettacolo da farsi. Un narratore e un maieuta, che cercano di comporre una struttura da idee, fatti e personaggi tratti dalla propria esperienza. Con l’esigenza di esprimersi, di continuare a scavare nel proprio vissuto, da una parte; e dall’altra la voglia di mettersi in gioco, di scommettere con una posta alta. Al centro, l’ansia e la preoccupazione per un’opera seconda, spauracchio inesorabile, ostacolo inevitabile per chiunque abbia l’esigenza di esporre un’emozione artistica. “Gola e altri pezzi brevi” di Mattia Torre con Valerio Aprea. Con il suo stile accattivante e carico di sagace ironia, Valerio Aprea continua a far vibrare il teatro di Mattia Torre. Tre monologhi, “Colpa di un altro”, “Yes I can” e “Gola”, oltre a uno stralcio di “In mezzo al mare” vengono proposti in un assolo esilarante e al contempo spietato, che fotografa il Belpaese in balìa di una fame atavica, votato inesorabilmente al raggiro, alla menzogna, al disperato inseguimento di un lusso sfrenato e delirante. Il tutto sulle musiche di Giuliano Taviani e Carmelo Travia composte per “Figli”, l’ultimo film scritto dall’autore.
Dal 12 al 27 luglio 2024 prosegue sempre a Villa d’Este, il viaggio nel mondo del cinema alla ricerca di nuove voci e nuove visioni che aprono inediti orizzonti, con opere innovative, spesso ignorate in un mercato dominato da logiche commerciali che trovano in ExtraVillæ la loro cassa di risonanza. Martina Riva introduce le serate dedicate a film come La bella estate di Laura Luchetti (12 luglio), La Chimera di Alice Rohrwacher (13 luglio), Misericordia di Emma Dante (19 luglio), Bellezza, addio di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese (20 luglio), Patagonia di Simone Bozzelli (26 luglio) e Disco Boy di Giacomo Abbruzzese (27 luglio), presentati da attori e registi e da critici particolarmente attenti al nuovo cinema italiano. Il cinema del passato e del presente: a unirli l’audacia e la libertà espressiva di chi ha il coraggio di sfidare i confini e raccontare storie senza compromessi. In collaborazione con l’Archivio Storico del Luce sono presentate anche le pillole “100 anni Luce” in occasione del centenario dell’Archivio.
Commenti recenti