Venezia. Allo scavo archeologico della villa romana di Lio Piccolo penultimo aperitivo archeologico con La carta di Altino e Mariangela Galatea Vaglio che presenta il suo ultimo libro “Afrodite: la verità della Dea”
Nuovo “aperitivo archeologico” allo scavo della villa romana di Lio Piccolo a Cavallino-Treporti (Ve) in compagnia de La Carta di Altino e successivamente di Galatea Vaglio. Appuntamento, il penultimo di questa stagione, venerdì 28 giugno 2024, alle 16.30, con un doppio incontro a bordo scavo: la “Carta di Altino” viene in visita a Lio Piccolo e Mariangela Galatea Vaglio presenta il suo ultimo libro “Afrodite: la verità della Dea” (Giunti). Moderano Diego Calaon e Marco Paladini. Segue la visita agli scavi. L’accesso allo scavo è gratuito e avviene attraverso il piazzale dell’agriturismo Le Saline, in via della Sparesera 4 a Lio Piccolo. Ricordiamo che Lio Piccolo è Zona tutelata a rilevanza urbanistica. Non sono ammesse autovetture se non quelle in possesso del pass. È necessaria la prenotazione (vivereacqua@unive.it) che dà diritto al pass. In caso di maltempo l’evento sarà annullato con comunicazione via e-mail e sui social.

Copertina del libro “Afrodite: la verità della dea” di Mariangela Galatea Vaglio (Giunti)
Afrodite: la verità della Dea. Pensiamo di conoscere bene Afrodite, o Venere per gli antichi Romani. Cosa può avere da dirci che non sappiamo una divinità vanitosa e frivola, dea della bellezza e dell’amore, moglie fedifraga di Efesto, amante di Ares e Hermes? Tuttavia, questa altro non è che una minima parte della verità, e Afrodite non è molto contenta di essere sempre stata sottovalutata e raccontata in modo sbagliato. Per questo motivo, ha deciso di prendere la parola e di narrare la sua versione della storia. Mariangela Galatea Vaglio rielabora con creatività e originalità i miti su Afrodite, dando finalmente voce a una dea fino a questo momento guardata in modo superficiale, e con uno stile coinvolgente e ironico racconta tutte le epoche in cui è stata venerata, i suoi appassionanti amori umani e divini, i suoi scontri con le altre divinità. Quella di Afrodite è una vicenda lunga come la storia del mondo e le sue tante vite sono tutte accomunate da una sola cosa: la volontà di essere libera, come il suo potere di antica dea e forza primordiale della natura richiede, e di combattere per l’amore.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale ultimi giorni per visitare la mostra “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano” con gli straordinari ritrovamenti nel santuario termale etrusco e romano del Bagno Grande. Tra questi la base di donario con iscrizione bilingue: ne parla il direttore scientifico Jacopo Tabolli
Ultimi giorni per visitare al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano”. Un’occasione unica per ammirare gli straordinari ritrovamenti effettuati nel santuario termale etrusco e romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni, tra cui statue, iscrizioni ed ex voto. Oltre ai bronzi, la mostra offre un panorama dei ritrovamenti nel territorio circostante, come ad esempio la statua di Afrodite ai Bagni (II secolo d.C.) o le sepolture dalla necropoli di Balena di età tardoellenistica (II-I secolo a.C.).
Tra i ritrovamenti eccezionali della campagna 2023 c’è la base di un donario che presenta un’iscrizione bilingue etrusco-latino. Della scoperta e dell’importanza del reperto, per la prima volta in mostra proprio nella mostra al Mann, parla il prof. Jacopo Tabolli, dell’università per Stranieri di Siena, responsabile scientifico dello scavo del santuario termale etrusco-romani al Bagno grande di San Casciano. “Agli inizi del IV sec. d.C., in età costantiniana”, spiega Tabolli, “forse in seguito al crollo di una piccola parte del tempio costruito attorno alla sorgente del Bagno grande di San Casciano la muratura portante venne ricostruita reimpiegando blocchi squadrati in travertino che dovevano essere probabilmente parte di una struttura più antica. Ma il muro che fu rialzato in modo – dobbiamo dirlo – maldestro, non fu solo composto da blocchi.

La base del donario scoperta nello scavo del santuario termale etrusco-romano nel Bagno grande di San Casciano (foto graziano tavan)
“Lo scavo dell’estate 2023 all’interno del tempio – continua – ha portato alla luce la presenza della base reimpiegata di un donario in travertino. Nell’angolo che sporgeva fuori dall’asse rispetto al muro, studentesse e studenti sotto la guida sapiente di Emanuele Mariotti hanno infatti letto le prime lettere scolpite di un’iscrizione in etrusco. Si leggeva [f]lere e un “h”. il resto delle prime lettere non era visibile e quindi il complesso processo di stacco seguito dal team di scavo e restauro e coordinato da Ada Salvi della soprintendenza ABAP di Siena Grosseto e Arezzo, ha permesso di estrarre la base del donario lasciando inalterato il resto del muro.

L’iscrizione bilingue etrusco-latino sulla base del donario scoperta nello scavo del santuario termale etrusco-romano nel Bagno grande di San Casciano (foto graziano tavan)
“Ma la sorpresa è che non si trattava esclusivamente di un testo in etrusco, ma l’iscrizione è eccezionalmente composta da due testi che convergono verso il centro. La metà destra dell’iscrizione è in etrusco, da destra a sinistra; mentre la metà sinistra è in latino, da sinistra a destra. Leggiamo [F]LERE HAVENS [FON]S CALDUS che potremmo tradurre come – in etrusco – “la divinità della fonte”, – in latino – “il fonte caldo”. È la divinità stessa a parlare, che dobbiamo immaginare in qualche modo rappresentata sopra la base del donario. La presenza della doppia lingua permette di definire l’iscrizione come una bilingue. E rarissime sono le iscrizioni bilingue che conosciamo. La gran parte peraltro di carattere funerario. Nel caso del donario di San Casciano, in un contesto invece sacro – conclude -, si tratta di una bilingue particolare perché i testi non sono uguali. Chi scrive in etrusco ha bisogno di dire che la fonte – al femminile – è sacra. Chi scriv.e in latino dire come la fonte – al maschile – è calda. La paleografia latina sembrerebbe indirizzare la datazione dell’iscrizione, certamente redatta insieme nei due testi, in età augustea, alla fine del I sec. a.C. confermando ancora una volta l’uso dell’etrusco più tardo rispetto a quello che normalmente consociamo. Comunque, indipendentemente da tutto, al santuario del Bagno grande è evidente come l’esigenza di esprimere l’entità della divinità nelle due lingue sintetizzi l’esistenza di destinatari diversi, in comunità plurilingui, che frequentano il santuario termale tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C. con l’esigenza di essere compresa da tutti e tutte”.
Pompei. Al Teatro Grande “DE RERUM NATURA [There is no planet B]” liberamente ispirato al De rerum natura di Tito Lucrezio Caro, su ideazione, adattamento e regia di Davide Iodice e drammaturgia di Fabio Pisano, secondo spettacolo della settima edizione del Pompeii Theatrum Mundi 2024 un progetto del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e del parco archeologico di Pompei
Un nuovo, atteso debutto nazionale giovedì 27 giugno 2024 per il secondo spettacolo in cartellone della settima edizione del Pompeii Theatrum Mundi 2024 un progetto del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e del parco archeologico di Pompei dal 13 giugno al 13 luglio 2024 al Teatro Grande del sito di Pompei. Giovedì 27, con repliche venerdì 28 e sabato 29 giugno 2024 la rassegna propone lo spettacolo “DE RERUM NATURA [There is no planet B]”, liberamente ispirato al De rerum natura di Tito Lucrezio Caro, su ideazione, adattamento e regia di Davide Iodice e drammaturgia di Fabio Pisano. Le scene, le maschere e i pupazzi sono di Tiziano Fario, i costumi di Daniela Salernitano, le luci di Loic Francois Hamelin, le musiche originali di Lino Cannavacciuolo. La produzione è del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale. Biglietti online bit.ly/3R2DcA3. Info 0815510336, biglietteria@teatrodinapoli.it

“De Rerum Natura – There is no planet B” per la regia di Davide Iodice (foto ivan nocera / teatro di napoli)

La botanica Annamaria Ciarallo (foto parco archeologico pompei)
Dedicato alla memoria della dott.ssa Annamaria Ciarallo, botanica (vedi Pompei. Alla Palestra Grande anteprima della rassegna “Palestra Culturale” con la presentazione del libro di Valeria Parrella “La Fortuna”. Visite libere o guidate alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, e intitolazione ad Annamaria Ciarallo il Laboratorio di ricerche applicate del Parco | archeologiavocidalpassato), lo spettacolo vede in scena Aida Talliente, Ilaria Scarano, Carolina Cametti, Teresa Battista, Greta Esposito, Sergio Del Prete, Wael Habib, Giovanni Trono, Marco Palumbo, Emilio Vacca, con la partecipazione straordinaria di ORCHESTRÌA [il progetto speciale di musica inclusiva dell’associazione FORGAT ODV all’interno della scuola elementare del Teatro – Conservatorio Popolare per le arti della scena, a cura di Francesco Paolo Manna, Antonio Frajoli]. Il regista Davide Iodice e il giovane drammaturgo Fabio Pisano tornano a collaborare insieme dopo il successo di Hospes-Itis, in un lavoro dove i temi del De Rerum precipitano fragorosamente nel nostro presente.

“De Rerum Natura – There is no planet B” per la regia di Davide Iodice (foto ivan nocera / teatro di napoli)
“Quello del De Rerum”, scrive Davide Iodice nelle note di regia, “è un tema coltivato già dai tempi dell’Accademia, tra i materiali che il mio maestro Andrea Camilleri mi suggeriva ad ispirazione. E in effetti prima che il teatro decidesse al posto mio, avevo immaginato un futuro, o meglio una fuga dalla mia realtà di marginalità periferica, come etologo, o naturalista, in qualche landa estrema. Ritorna ora come oggettivazione di un sentimento del presente che si è caricato in questi anni pandemici di un terrore di vuoto, di un senso di apocalisse e di rivincita di quella Natura a cui ormai non apparteniamo più, e che ci rigetta per mezzo di un pipistrello o (anche mentre scrivo) di fiumi di fango. I temi del De Rerum, precipitano fragorosamente in questo tempo, e la voce di Lucrezio mi pare sovrapporsi ora a quella di una ragazzina svedese diagnosticata come Asperger, inverarsi nella sua sensibilità dolorosa. La vicenda di Greta, la sua emblematicità, non poteva non intersecare la mia storia personale e la mia progettualità pedagogica che da anni privilegia la disabilità intellettiva indagandone le possibilità. L’immagine portante consegnata a Fabio Pisano per il suo ordito di parole – continua Iodice – è stata dunque quella del celebre discorso pronunciato all’Onu da Greta Thunberg sull’emergenza climatica. A Greta hanno fatto seguito altre figure nelle cui vicende ho sentito riverberare i temi e le invettive del poeta latino: la giovane attivista italiana che con la sua sincera naivtè e il suo sincero terrore del futuro manda in lacrime i discorsi di un ministro dello Stato; Julia ‘butterfly’ Hill e la sua resistenza anticapitalistica al cinismo distruttivo delle majors, sospesa tra i rami di una sequoia; le anziane e accudenti donne dell’isola di Lesbo e la loro pietas per dei figli di altre madri, di altri paesi; i minatori d’oro africani e i braccianti delle nostre terre infette che ‘sudano sangue’ sfruttati dagli speculatori e muoiono insieme a quelle terre. Sin da subito in questo materiale così eterogeneo, ha fatto capolino un daemon, uno spirito guida, il correlativo simbolico di questo sentimento di perdita credo, di natura ferita e in dissolvimento, ha fatto capolino un orso polare, uno di quegli orsi polari che alla fine di questo secolo secondo le stime non esisteranno più. Questo lavoro – conclude il regista – è dedicato alla memoria di una studiosa, un’importante botanica, una persona a me molto cara, strettamente legata a questo luogo: che mi ha insegnato ad amare e per cui ho immaginato sin da subito il progetto. Ma anche, idealmente, con molte scuse e molta ammirazione, alle ragazze e ai ragazzi che animano i tanti movimenti di impegno ecologico, sociale, civico, nei territori più diversi. Al loro grido appassionato e “imperioso”, contro le incoerenze e le ingiustizie, alle loro ‘battaglie’ per il proprio futuro, con la certezza, non poco vacillante in questi tempi di guerra, che I movimenti della distruzione non possono prevalere per sempre, non possono seppellire in eterno la vita”.

“De Rerum Natura – There is no planet B” per la regia di Davide Iodice (foto ivan nocera / teatro di napoli)
“De Rerum Natura – There is no planet B”, scrive nelle sue note Fabio Pisano, “è un testo che racconta in sei episodi il rapporto tra uomo e natura nel nostro contemporaneo; il titolo è ispirato all’opera didascalica in versi del poeta latino Lucrezio; opera ch’ha rappresentato il punto di partenza intorno cui sviluppare la drammaturgia; sei “libri”, un prologo, un interludio e un epilogo, in cui prevale la forma dialogica, perché è proprio attraverso il dialogo, attraverso la forza rivelatrice del dialogo che ho provato a restituire il Teatro in tutta la sua potenza, in tutta la sua affascinante capacità di turbamento. A raccordare tra loro gli episodi, c’è la voce della Natura, che, mediante l’uso dei versi originali dell’opera di Lucrezio, si rivela quale forza primordiale e motrice di tutte le cose. La drammaturgia è stata poi adattata dal regista, Davide Iodice, che ha composto una partitura per la messa in scena, rielaborando alcune parti del testo e eliminandone altre”.
Torino. Alle Gallerie d’Italia in occasione di “Paesaggi/Landscapes”, il secondo dialogo tra la fotografa Rehab Eldalil e il curatore del museo Egizio Johannes Auenmüller su “Persone e paesaggi. Connessioni tra storia e fotogiornalismo”. In presenza e on line. Prenotazione obbligatoria
Secondo talk del ciclo “Paesaggi/Landscapes” (vedi Torino. Alle Gallerie d’Italia la video-installazione immersiva “Paesaggi/Landscapes”, progetto culturale ideato dal museo Egizio – in partnership con Intesa Sanpaolo – in cui la fotografia e la video-arte incontrano l’archeologia e l’antico Egitto: anticipazione di ciò che i visitatori del museo Egizio potranno sperimentare con “Egitto immersivo” nel 2025 | archeologiavocidalpassato) organizzato dal museo Egizio di Torino in collaborazione con Gallerie d’Italia di Torino, che vedrà protagonisti la fotografa Rehab Eldalil e il curatore del museo Egizio, Johannes Auenmüller: appuntamento giovedì 27 giugno 2024, alle 18, a Gallerie d’Italia Torino (piazza San Carlo, 156) con “Persone e paesaggi. Connessioni tra storia e fotogiornalismo”: il dialogo tra la fotografa Rehab Eldalil e il curatore del museo Egizio Johannes Auenmüller affronterà la connessione tra le comunità egiziane e la loro terra. Modera Filomena Greco. L’evento è in lingua inglese ed è gratuito con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/persone-e-paesaggi… L’incontro sarà disponibile anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.

Foto di Rehab Eldalil: Seliman con in mano una pianta di Al Khodary durante la raccolta. Dalla serie “Il desiderio dello straniero il cui cammino è stato spezzato”
L’incontro si concentrerà sul cambiamento del paesaggio nell’Egitto moderno e sull’impatto che questo ha avuto sul senso di identità e di appartenenza della gente dal punto di vista indigeno, rurale e urbano. Attingendo al lavoro di Rehab Eldalil con la comunità indigena beduina del Sinai, l’Egitto e le sue esperienze personali che testimoniano l’urbanizzazione del paese, il dialogo tra la fotografa e l’archeologo rifletterà sul passato, presente e futuro, focalizzandosi sui cambiamenti del paesaggio e sulle conseguenze che questi hanno prodotto dal punto di vista culturale e politico. Pluripremiata per il suo lavoro di indagine sulla la comunità indigena beduina del Sinai, Rehab Eldalil opera al confine tra il documentario, il fotogiornalismo e il visual storytelling.
Venezia. Allo scavo archeologico della villa romana di Lio Piccolo terz’ultimo aperitivo archeologico con Giovanna Gambacurta su “Fiumi, delta e lagune: un sistema portuale prima di Roma” e Antonio Padovan su “Dall’archeologia alle parole. Le storie di Lio Piccolo. Documenti e memorie del litorale”
“Fiumi, delta e lagune: un sistema portuale prima di Roma” e “Dall’archeologia alle parole. Le storie di Lio Piccolo. Documenti e memorie del litorale”: nuovo “aperitivo archeologico” allo scavo della villa romana di Lio Piccolo a Cavallino-Treporti (Ve). Appuntamento, il terz’ultimo di questa stagione, giovedì 27 giugno 2024, alle 17, con un doppio incontro a bordo scavo: la prof.ssa Giovanna Gambacurta dell’università Ca’ Foscari in dialogo con il team di scavo di Lio Piccolo, e Antonio Padovan. Moderano Diego Calaon, Luigi Magnini, Martina Bergamo e Angelica Della Mora. Segue la visita agli scavi. L’accesso allo scavo è gratuito e avviene attraverso il piazzale dell’agriturismo Le Saline, in via della Sparesera 4 a Lio Piccolo. Ricordiamo che Lio Piccolo è Zona tutelata a rilevanza urbanistica. Non sono ammesse autovetture se non quelle in possesso del pass. È necessaria la prenotazione (vivereacqua@unive.it) che dà diritto al pass. In caso di maltempo l’evento sarà annullato con comunicazione via e-mail e sui social.
Sassari. Alla Biblioteca universitaria la conferenza dell’archeologo Alfonso Stiglitz su “Il nuraghe S’Uraki di San Vero Milis. Racconto di uno scavo”
La ripresa delle indagini a S’Urachi (San Vero Milis) è l’occasione per raccontare la storia dei suoi scavi, dalla scoperta avvenuta nel 1947 durante la realizzazione dei mattoni crudi per le case del paese sino al progetto S’Urachi, in corso dal 2013 a opera della Brown University (Providence – Usa) e del Comune di San Vero (Ss), ora diretti da Peter van Dommelen. Appuntamento giovedì 27 giugno 2024, alle 18, alla Biblioteca Universitaria di Sassari, in via Enrico Costa 57 a Sassari, con la conferenza “Il nuraghe S’Uraki di San Vero Milis. Racconto di uno scavo” dell’archeologo Alfonso Stiglitz, ospite della Società Archeologica Sassarese. Dopo i saluti di Giovanni Fiori, direttore della Biblioteca universitaria di Sassari, introduce e modera l’archeologa Paola Basoli, presidente della Società Archeologica Sassarese.
Reggio Calabria. Dopo anni di chiusura riapre al pubblico la storica Biblioteca del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. L’accesso è libero e gratuito, con registrazione

La biblioteca del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)
Dopo anni di chiusura, dal 26 giugno 2024 riapre al pubblico la storica Biblioteca del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e della soprintendenza per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia. Sarà quindi possibile riprendere la consultazione degli oltre 20mila volumi di interesse archeologico e storico-artistico conservati e delle più importanti recenti pubblicazioni del settore. La sua storia e l’origine sono strettamente collegate al Museo Civico costituitosi nel lontano 1882, all’epoca collocato nei locali a piano terreno del palazzo arcivescovile di Reggio Calabria. Inizialmente esisteva una piccola raccolta di libri frutto di lasciti e donazioni; successivamente, nel 1932, con la costruzione del Museo nazionale nella sede attuale, i soprintendenti che si sono succeduti hanno incrementato i libri sull’archeologia classica in collaborazione con la biblioteca universitaria di Messina. La biblioteca era in uso degli studiosi e del personale interno. Possiede volumi dedicati a: etnologia, storia delle religioni, mitologia, tecnica di scavo, restauro, scienze sussidiarie, beni culturali, ceramica, classici greci e latini, corpus vasorum antiquorum, architettura antica e topografia, epigrafia, istituzioni greche e romane, filologia, letteratura, filosofia greca e latina, Grecia e oriente mediterraneo, storia antica, Italia e Occidente romano, storia dell’arte medievale e moderna, bibliografie, linguistica glottologia, Magna Grecia, numismatica e metrologia, propedeutica, opere generali, iconografia, preistoria, monografie e periodici su pittura e mosaico, archeologia cristiana e medievale. Libri rari e antichi: scultura, enciclopedie e dizionari di antichità, arti minori, Egitto e Oriente, dizionari linguistici, atti di congressi, pubblicazioni locali, letteratura e storia medievale e moderna. All’interno si trova anche il fondo Barresi, composto da 3190 volumi, tra classici greci e latini e volumi preziosi, poiché copie uniche nell’Italia meridionale. L’accesso alla biblioteca è libero e gratuito presentando un documento d’identità e compilando un modulo di registrazione. La sala lettura rimarrà aperta nei giorni di martedì e mercoledì dalle 9 alle 13. Per informazioni e assistenza bibliografica: man-rc.biblioteca@cultura.gov.it
Comacchio (Fe). Al museo Delta Antico per le “Sonate al chiaro di Luna” concerto per voce, pianoforte e immagini “Tra le vie del Delta”: musica e mitologia, storia e archeologia
Le “Sonate al chiaro di luna” approdano al museo Delta Antico di Comacchio (Fe). Mercoledì 26 giugno 2024, alle 21.30, “Tra le vie del Delta”, concerto per voce, pianoforte e immagini. Accesso all’area dalle 20.30. Ingresso gratuito senza prenotazione fino ad esaurimento posti. All’interno del prestigioso edificio che ospita il Museo Delta Antico, musica e mitologia, storia e archeologia si fonderanno in un unicum di alto respiro. Il pianista Elia Filippini e il soprano Veronica Agata Tanzi, coadiuvati dal direttore del Museo Marco Bruni, accompagneranno il pubblico in un viaggio musicale attraverso la scoperta dei reperti di epoca etrusca, greca e romana custoditi nel Museo. Il concerto è organizzato dalla civica scuola di Musica di Comacchio e dal Comune di Comacchio, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e IAT Comacchio e Lidi.
Ercolano. Dal 1° luglio il parco archeologico lancia i nuovi abbonamenti on demand, e ritocca i biglietti d’ingresso al sito ora più ricco con l’Antica spiaggia e l’Antiquarium ampliato. Ultimi giorni per il Teatro Antico, prima della pausa estiva

La biglietteria del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)
Da lunedì 1° luglio 2024 cambia l’offerta di bigliettazione del parco archeologico di Ercolano che lancia i nuovi abbonamenti on demand rivolti a specifici target di utenza: famiglie, giovani, singoli visitatori con l’intento di fidelizzare il proprio pubblico e proporre biglietti aperti per un anno intero in modo da rendere la partecipazione alle diverse iniziative più semplice e circolare, per offrire diverse modalità di partecipazione alle attività del Parco: l’abbonamento annuale – destinato soprattutto a residenti e turisti di prossimità – sarà rimodulato in tre diverse tipologie di card: ErcolanoCard per individuali al costo di euro 30, valida per 1 persona; ErcolanoCardFamily al costo di euro 58 per 2 adulti e minori accompagnati; ErcolanoCardYoung al costo di euro 5 per i ragazzi tra i 18 e i 25 anni. Tutti gli abbonamenti sono validi per 365 giorni dal primo utilizzo, quelli sottoscritti in precedenza e sino al 30 giugno 2024 avranno regolare validità sino alla loro scadenza naturale.

Aperta al pubblico l’antica spiaggia di Ercolano (foto Emanuele Antonio Minerva / MIC)
Dopo il recente ampliamento della zona espositiva dell’Antiquarium e la recentissima apertura dell’Antica Spiaggia, con la restituzione al pubblico di 3000 metri quadri di ulteriore spazio fruibile, di pari passo con il progressivo ampliamento dei percorsi e dell’offerta di visita al pubblico, dal 1° luglio i nuovi biglietti di accesso saranno i seguenti: intero 16 intero; ridotto giovani tra i 18 e 25 anni non compiuti biglietto 2 euro; accesso al Teatro Antico di euro 5; integrato Parco e Teatro Antico di euro 19. Al link www.coopculture.it/export/shared/corporate_docs/catalogoercolano2024.pdf pubblicato inoltre il catalogo dell’offerta didattica 2023/2024 di CoopCulture per le scuole che integra i programmi di studio con tematiche contemporanee e presenta nuovi format e modalità di fruizione sempre più attuali ed inclusive.

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, nell’antica spiaggia (foto paerco)
“Ercolano è tutto l’anno! È questo l’intento con cui abbiamo pensato ad un biglietto unico che permetta l’accesso al Parco per 365 giorni”, dichiara il direttore Francesco Sirano. “Per un intero anno i visitatori potranno partecipare alle iniziative che proponiamo ciclicamente come anche alle novità che di anno in anno si affacciano in quella che è una vetrina dalle mille sfaccettature e possibilità. Attenzione per i pubblici, fidelizzazione degli appassionati ci guidano in un lavoro sempre più personalizzato e inclusivo”.

Visitatori con torcia e caschetto durante la visita al Teatro Antico di Ercolano (foto paerco)
Intanto, fino a fine giugno, si può accedere al percorso sotterraneo del Teatro Antico del parco archeologico di Ercolano. La visita accompagnata per 6 gruppi di 10 persone si svolge il mercoledì e il sabato dalle 9.30 alle 16.30 (visita in lingua inglese alle 11.30 e 16.30); il tour al Teatro è un vero e proprio viaggio nel tempo attraverso i cunicoli settecenteschi accompagnati dal personale del Parco. Nei mesi di luglio e agosto ci sarà una pausa estiva, per riprendere poi nel mese di settembre.
Reggio Calabria. Subito sold out i posti per la presentazione al museo Archeologico nazionale del libro “Tra il Silenzio e il Tuono” di Roberto Vecchioni. MArRC aperto fino alle 23
A poche ore dall’annuncio della presenza di Roberto Vecchioni al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria i posti sono andati esauriti. Un grande richiamo di pubblico per la prima presentazione in Calabria del nuovo libro di Roberto Vecchioni “Tra il Silenzio e il Tuono”, edito da Einaudi, martedì 25 giugno 2024, alle 18, nella piazza Paolo Orsi del MArRC. Un incontro fortemente voluto dal direttore Sudano, nel solco della valorizzazione del museo quale luogo vivo in cui il dialogo tra linguaggio antico e contemporaneo produce arricchimento culturale e sociale. La presentazione si apre con i saluti istituzionali del direttore del MArRC, Fabrizio Sudano, e prosegue con il dialogo tra lo scrittore Roberto Vecchioni e Stefania Mancuso, professore a contratto di Archeologia classica e didattica del parco e del museo dell’UniCal e che condivide con il cantautore l’insegnamento di “La contemporaneità dell’Antico” alla IULM. “Un grande onore, un privilegio avere con noi Roberto Vecchioni”, afferma il direttore del MArRC Fabrizio Sudano, “cantautore, scrittore, professore, maestro. Ringrazio Stefania Mancuso per questa grande opportunità che ha voluto condividere con il museo. Un museo che inaugura con questo evento straordinario la stagione estiva, con proposte multisettoriali pensate e volute in stretta sinergia con il territorio”. L’iniziativa coniuga l’esigenza di rendere i musei “luoghi” vivi e spazi di confronto con passione del Prof. Vecchioni, cantore contemporaneo, per la divulgazione del valore dell’Antico in tutte le sue forme.

Copertina del libro “Tra il Silenzio e il Tuono” di Roberto Vecchioni
Tra il Silenzio e il Tuono. C’è un’età della vita in cui si può trovare una voce pura: una voce tra il silenzio e il tuono. Non c’è un altro modo per parlare di sé, forse, quando guardarsi indietro, e dentro, è lo stesso movimento. E tutto, proprio tutto – le gioie, i dolori, la scoperta dell’amore come quella della morte – è in noi con la stessa forza. Attraverso le lettere di un ragazzo che cresce e di un misterioso nonno, Roberto Vecchioni ha scritto il suo romanzo più intimo e struggente. La forza di queste pagine sono proprio le due voci del sé bambino e del nonno che si alternano: la storia di una vita fuori dal tempo e dallo spazio, in un modo inaspettato e mai banale. Nel libro, il cantautore ripercorre alcuni tra i momenti più significativi della propria vita analizzando argomenti come l’amore, l’amicizia, la musica e le parole. “Tra il silenzio e il tuono – ha dichiarato Vecchioni – è in realtà un falso romanzo epistolare perché il destinatario delle lettere non risponde mai, ma al tempo stesso è duale perché il nonno parla al mondo con la consapevolezza di chi ha già le risposte. È il mio corpo che scrive alla mia anima e al suo interno racconto me stesso da quando ho 6 anni ad adesso che ne ho 81 con un realismo terrificante che non è da me”.

Palazzo Piacentini sede del MarRC, realizzato negli anni Trenta de Novecento dall’architetto Piacentini per ospitare le ricche collezioni magnogreche (foto marrc)
Ma non finisce qui. Per l’occasione, martedì 25 giugno 2024, il MArRC è aperto fino alle 23, per permettere a visitatori e turisti di godere delle collezioni museali anche in atmosfera serale. Il costo del biglietto è quello ordinario. Prenotazioni, servizi aggiuntivi e biglietteria sono gestiti da Coopculture. Per prenotare la visita: 0639967600 (attivo lun-dom 9-18), per info e prenotazioni settore Didattica/Scuole: 0639967600 e edu@coopculture.it; per prenotazioni Gruppi: 06 39967600 e tour@coopculture.it.
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