Webinar “Strategie GIS per le indagini archeologiche” con il prof. Emeri Farinetti (università Roma Tre – Scuola Archeologica Italiana ad Atene – CAA-GR) promosso da AeGIS Athena (The Archaeological GIS Laboratory)
AeGIS Athena (The Archaeological GIS Laboratory) promuove il webinar “Strategie GIS per le indagini archeologiche” con la professoressa Emeri Farinetti (università Roma Tre – Scuola Archeologica Italiana ad Atene – CAA-GR). La lezione si svolgerà il 26 febbraio 2025 alle 18.30 (alle 17.30, ora italiana). Per partecipare è possibile registrarsi tramite il link presente nel sito web: https://aegis.athenarc.gr/?page_id=760.

La prof.ssa Emeri Farinetti (uniRoma Tre)
I sistemi di informazione geografica (GIS) sono diventati strumenti essenziali nelle moderne indagini archeologiche, offrendo strategie innovative per indagare, modellare e analizzare la complessità dei paesaggi del passato. L’intervento esaminerà lo stato dell’arte delle applicazioni GIS per i rilievi archeologici delle superfici, sottolineando il loro impatto trasformativo sulle metodologie di rilievo nell’ambito della modellazione GIS del paesaggio regionale. Viene inoltre evidenziato il ruolo dei GIS nella visualizzazione dei dati e nelle analisi avanzate, in particolare se integrati con dati ambientali e paesaggistici. Particolare attenzione è data all’incorporazione dei dati legacy, consentendo la reinterpretazione dei set di dati più vecchi in un quadro digitale. L’avvento dei GIS mobili ha ulteriormente rivoluzionato le indagini sul campo, fornendo raccolta dati in tempo reale e analisi geospaziali, oltre a migliorare il lavoro di squadra e le pratiche riflessive. Infine, vengono discusse le sfide e le opportunità poste dai big data e dai grandi archivi nella ricerca archeologica, compreso il potenziale per studi di indagini comparative su scala globale. Sintetizzando questi progressi, il discorso sottolinea la versatilità e il potenziale futuro delle tecnologie GIS nel migliorare la comprensione archeologica.
Firenze. A tourismA 2025 la cerimonia del premio “Fondazione Sebastiano Tusa” per le ricerche nel Mediterraneo, consegnato dalla presidente Valeria Li Vigni al prof. Giorgio Ieranò dell’università di Trento

tourismA 2025, cerimonia di consegna del premio “Fondazione Sebastiano Tusa” per le ricerche nel Mediterraneo conferito al prof. Ieranò: da sinistra, Piero Pruneti, Valeria Li Vigni, Giorgio Ieranò (foto graziano tavan)
Il premio “Fondazione Sebastiano Tusa” 2025 per le ricerche nel Mediterraneo è stato conferito al prof. Giorgio Ieranò dell’università di Trento. La cerimonia di consegna sabato 22 febbraio 2025 a tourismA, nell’auditorium del Palazzo dei Congressi con Valeria Li Vigni, presidente Fondazione Sebastiano Tusa, che ha letto la motivazione.
Motivazione. “Prof. Giorgio Ieranò, esperto di letteratura greca, saggista, giornalista e comunicatore culturale per grandi case editrici, la sua ricerca spazia dal teatro alla mitologia. Con i suoi libri ha raccontato brillantemente il mondo antico con un linguaggio arguto ed efficace, permettendo al grande pubblico di avvicinarsi al mondo greco e magico del mito. In assonanza con le tematiche sviluppate dalla Fondazione Tusa ci accomuna l’amore e la ricerca nel Mediterraneo, tanto caro a Sebastiano, nel quale navigò come un novello Ulisse”.
“Sebastiano Tusa”, commenta il prof. Ieranò appena ricevuto il premio, “è stato promotore organizzatore di cultura, un amministratore che ha anche fatto tanto per diffondere l’idea della tutela e della promozione dei beni culturali e della loro fruizione per un pubblico il più possibile vasto. Amava il Mediterraneo e si rendeva conto della ricchezza dei tesori che c’erano in quel mare, e di come le storie passavano, venendo testimoniate dai reperti archeologici che si inabissavano e raccontavano di queste navigazioni ardite e perigliose attraverso il mare. Quindi per me è davvero un grande onore. Ringrazio moltissimo la Fondazione Sebastiano Tusa, ringrazio Valeria Li Vigni, e naturalmente Piero Pruneti per aver organizzato anche questo contesto meraviglioso”.
Firenze. A tourismA 2025 la consegna del XII premio “Riccardo Francovich” a Cimitile – Città delle Basiliche paleocristiane (Na) “sintesi esemplare tra rigore dei contenuti scientifici ed efficacia nella comunicazione”. Il commento del prof. Carlo Ebanista ad archeologiavocidalpassato.com

Cimitile (Na): l’interno della basilica paleocristiana di San Felice (foto sami)
“Cimitile (Città delle Basiliche Paleocristiane) rappresenta una sintesi esemplare tra rigore dei contenuti scientifici ed efficacia nella comunicazione degli stessi verso il pubblico di non specialisti, con la partecipazione del Comune di Cimitile (Na), la parrocchia di San Felice e la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana fi Napoli”: con questa motivazione della La Commissione Giudicatrice della SAMi – Società degli Archeologi Medievisti Italiani, presieduta da Paul Arthur (presidente SAMI, professore di Archeologia medievale, università del Salento), e composta da Angela Borzacconi (direttore museo Archeologico nazionale, Cividale), Giovanni Floris (giornalista e conduttore televisivo), Gabriella Picinni (professore di Storia medievale, università di Siena), Piero Pruneti (direttore di Archeologia Viva), Marco Valenti (professore di Archeologia medievale, università di Siena) ha assegnato a Cimitile (Na), il premio “Riccardo Francovich”, XII edizione, anno 2024, per il miglior museo e parco archeologico italiano a tema medievale.

Consegna XII premio “Riccardo Francovich” a tourismA 2025: da sinistra, il parroco don Giovanni de Riggi, il sindaco Filomena Balletta, il prof. Carlo Ebanista, e il prof. Paul Arthur presidente SAMI (foto graziano tavan)
La cerimonia di premiazione si è svolta venerdì 21 febbraio 2025, a tourismA 2025 nell’auditorium del Palazzo dei Congressi di Firenze. A ricevere il premio 2024 dalle mani del presidente SAMI Paul Arthur, premio che celebra l’importanza delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile e il loro straordinario valore storico e archeologico, è stata il sindaco Filomena Balletta, accompagnata da Carlo Ebanista, professore di Archeologia cristiana e medievale all’università del Molise, e da don Giovanni de Riggi, parroco di San Felice. “Come assessore alla Cultura”, commenta Balletta, “non posso che essere orgogliosa di questo traguardo, che premia la nostra identità e il lavoro di valorizzazione del patrimonio culturale di Cimitile. Questo premio non è solo un riconoscimento al passato, ma uno stimolo per il futuro, per continuare a promuovere la nostra storia e renderla sempre più accessibile e conosciuta. Un ringraziamento a chi ha reso possibile questo successo e a tutta la comunità che ogni giorno sostiene e ama il nostro patrimonio. Cimitile è storia, arte e cultura e oggi lo confermiamo con orgoglio”.
“Il premio Riccardo Francovich”, sottolinea il prof. Ebanista ad archeologiavocidalpassato.com, “rappresenta per Cimitile, il complesso basilicale paleocristiano, un momento importante nella tappa dello sviluppo di questo sito straordinario che nasce nel I secolo e che si sviluppa grazie alla figura di Paolino da Nola. Cimitile non è altro che la trasformazione del termine cimitero. Nasce come cimitero, dove viene sepolti un prete martire cristiano. Intorno a questa tomba si sviluppa un complesso basilicale e poi l’abitato che tuttora si chiama Cimitile. L’opportunità che ci ha offerto la SAMI, a cui siamo particolarmente grati, è quella di rendere un grande servigio a questo complesso, al piccolo paese nel quale si trova che è in provincia di Napoli, per rendere fruibile questo luogo noto al grande pubblico. In realtà Cimitile è un complesso noto agli studiosi perlopiù di Archeologia cristiana. Adesso grazie al premio acquisisce una grande visibilità e ci auguriamo che tutti i turisti che vogliono visitarlo raggiungano il nostro paese, vengano a vedere: troveranno un complesso straordinario immerso nel verde con diverse basiliche di età paleocristiana e medievale, con affreschi mosaici sculture, un antiquarium e un museo costituendo sul pellegrinaggio e la devozione. Insomma, un bel luogo da visitare”.
Roma. Al museo delle Civiltà la conferenza di Francesca Alhaique “Storie di persone, animali e ambienti nella Mesopotamia meridionale del terzo millennio a.C.”, parte del programma “Viaggi intorno al mondo e nel tempo”

La ziqqurath di Ur in Iraq (foto muciv)
Domenica 23 febbraio 2025, alle 17, al museo delle Civiltà – Palazzo delle Scienze, a Roma-Eur, la conferenza “Storie di persone, animali e ambienti nella Mesopotamia meridionale del terzo millennio a.C.”: incontro a cura di Francesca Alhaique, parte del programma “Viaggi intorno al mondo e nel tempo: i giovedì e le domeniche al museo delle Civiltà”. Partecipazione gratuita. Ingresso al museo con Biglietto Amico 5 euro. Sulla base dei risultati degli scavi della missione italo-irachena a Sumer, coordinata dalla Sapienza Università di Roma, esploreremo un ambiente molto diverso da quello dell’attuale Iraq meridionale, in cui esseri umani e animali si trovavano ad interagire non solo nel quotidiano, ma anche in ambito rituale e religioso.
Paestum. Al museo Archeologico nazionale al via con “PINUCCIA – Un omaggio a Pino Daniele” la rassegna teatrale “Donne di Hera”, diretta da Sarah Falanga. Gli altri spettacoli in aprile

I parchi archeologici di Paestum e Velia, in collaborazione con l’Accademia Magna Graecia, diretta da Sarah Falanga, organizzano “Donne di Hera”, rassegna di teatro nel museo Archeologico nazionale di Paestum, che inizia domenica 23 febbraio 2025 con “PINUCCIA – Un omaggio a Pino Daniele”. Il titolo della rassegna evoca la straordinaria forza delle donne, poste sotto la protezione della dea Hera. Gli spettacoli che vanno in scena sono stati scritti o riadattati da Sarah Falanga e prodotti unicamente per Paestum e hanno come soggetto i “Miti Moderni”, appartenenti già all’immaginario collettivo e descritti da una drammaturgia nuova e sorprendente. Per questa stagione, anche in occasione di alcuni importanti anniversari, ad accomodarsi nel nostro “salotto teatrale”, vi saranno preziosissimi amici: Pino Daniele, Anna Magnani e le tre donne del Mito per eccellenza (Antigone, Elettra, Medea). Programma degli spettacoli: 23 febbraio 2025, “PINUCCIA – Un omaggio a Pino Daniele”; 6 aprile 2025, “Io Anna Magnani? – l’essenza e la poesia di un mito”; 26 aprile 2025, “TRILOGIA – Antigone, Elettra, Medea: l’intimo dissenso della modernità”. L’ingresso agli spettacoli è incluso nel biglietto dei Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.

A museo Archeologico nazionale di Paestum lo spettacolo “PINUCCIA. Ogni scarrafone è bell’ ‘a mamma soja”, omaggio in prosa e musica a Pino Daniele (foto pa-paeve)
“PINUCCIA. Ogni scarrafone è bell’ ‘a mamma soja”, 23 febbraio 2025, alle 17: un omaggio in prosa e musica a Pino Daniele (a dieci anni dalla sua scomparsa). L’ironica storia di Pinuccia, nata il 19 marzo “miezz’ o puort ‘e Napule” mentre la nonna faceva il contrabbando. Nasce il giorno di San Giuseppe e, perciò, viene chiamata Pinuccia, per “devozione”.
Durante il parto, che avvenne in uno dei magazzini del porto, si sentiva di sottofondo la canzone “Napul è”, da poco pubblicata, mentre il padre veniva arrestato per un reato non commesso. Tutta la vita di Pinuccia sarà accompagnata e scandita, negli eventi salienti, dalle canzoni di Pino Daniele, del quale diventa fan appassionata. Lo spettacolo, tra prosa e musica, è una confessione divertente, dal sapore ironico e amaro, che trova il suo fulcro nel paradosso.
Ercolano. Al parco archeologico per “Ercolano dei popoli” il percorso “Ercolano Miti e Misteri”. E l’apertura della Casa della Gemma prorogata di dieci giorni. Sirano: “Qui il confine tra sacro, profano, mito e ignoto, si dissolve”


Il triclinio della Casa della Gemma a Ercolano dopo il restauro (foto paerco)
Torna domenica 23 febbraio 2025, alle 11, l’appuntamento al parco archeologico di Ercolano con “Ercolano dei popoli” la serie di incontri organizzati per iniziativa e in collaborazione con Coopculture, questo mese dedicato a “Ercolano Miti e Misteri”. Ammesso un gruppo di massimo 25 partecipanti, la partecipazione è gratuita al costo regolare del biglietto di ingresso al Parco. Prenotazione al link https://www.coopculture.it/it/prodotti/ercolano-dei-popoli-miti-e-misteri/ o in biglietteria fino ad esaurimento posti. Il parco archeologico di Ercolano annuncia inoltre che, in seguito all’alto gradimento e alla richiesta ricevuta per la visita della Casa della Gemma, l’apertura della domus viene prolungata per altri 10 giorni, occasione ulteriore per esplorare uno dei tesori del Parco di Ercolano, celebre per i suoi mosaici e gli affreschi ben conservati.

“Contesa fra Ercole e il fiume Acheloo per la mano di Deianira” nella sede del Collegio degli Augustales di Ercolano (foto Paerco)
L’appuntamento del 23 febbraio è dedicato alle pluralità culturali, storiche e antropologiche nel mondo antico. Fondata da Ercole, secondo la tradizione, nella compagine culturale cittadina si sono innestate precocemente, come in altri siti della Campania, religioni provenienti dall’Oriente. Durante il percorso si andrà alla scoperta di luoghi e manufatti che rimandano a questi culti. Tracce esili ma dal punto di vista simbolico, molto potenti: come i riferimenti ad Attis, il cui culto era legato ai misteri della rinascita e della purificazione, e alcuni reperti che rimandano all’ambiente isiaco. Attraverso affreschi, rilievi e sculture si potranno comprendere aspetti della vita spirituale e dell’insieme delle pratiche religiose e magiche degli abitanti dell’antica città. Oltre ai culti ufficiali tra cui il culto imperiale e quello per Ercole, la presenza delle tradizionali divinità del pantheon romano quali Minerva, Mercurio, Nettuno, Venere, Dioniso e Vulcano esprime la vivacità del sentimento religioso di questa comunità, arricchito anche da divinità “minori” quali, Semo Sancus, i Lares, il culto dei Penati.

Francesco Sirano direttore del parco archeologico di Ercolano (foto Paerco)
“Ercolano è un luogo dove culti ufficiali e culti misterici hanno trovato terreno fecondo”, dichiara il direttore Francesco Sirano. “Visitare Ercolano in questa prospettiva significa entrare in un mondo dove il confine tra sacro, profano, mito e ignoto, si dissolve. Nel Parco archeologico, si può ancora percepire concretamente l’eco di una civiltà che venerava gli dèi e cercava risposte ai grandi misteri dell’esistenza anche al di fuori della religione, come dimostra la scuola di filologia epicurea impiantata nella Villa dei papiri”.
Grotte di Pertosa-Auletta (Sa). A tourismA 2025 si presentano i risultati di scavo della campagna appena conclusa: individuata una struttura di culto di età ellenistica e riconosciuta una maggiore estensione della palafitta protostorica


Si è conclusa il 12 febbraio 2025 la campagna di ricerche archeologiche 2025 nelle Grotte di Pertosa-Auletta, la nota cavità turistica situata nel geoparco del Cilento, Vallo di Diana e Alburni in provincia di Salerno. Le indagini, iniziate nella seconda metà di gennaio 2025, si sono concentrate nell’Antegrotta, dove è stato impiantato un cantiere di scavo nell’alveo del fiume che scorre nella cavità (vedi Pertosa (Sa). Iniziata la campagna 2025 di ricerche archeologiche nelle Grotte di Pertosa-Auletta, dove c’è l’unico insediamento palafitticolo sotterraneo d’Europa | archeologiavocidalpassato). Di notevole interesse i primi risultati a cui sono approdati gli scavi, che hanno evidenziato l’esistenza di una struttura di culto di età ellenistica (IV-I secolo a.C.) presente lungo il corso d’acqua sotterraneo. Gli archeologi hanno recuperato nell’area sacra numerosi reperti e nei prossimi mesi sono previsti studi specialistici e varie attività di documentazione. Al tempo stesso sono proseguite le ricerche sulla palafitta protostorica presente nella cavità – un caso unico in Europa in ambiente ipogeo – con l’individuazione di ulteriori estensioni della struttura, sottoposta a campionature di legni per successive analisi di laboratorio. Ora inizierà la fase di analisi e studio e speriamo presto di darvi nuove interessanti rivelazioni.

Bruciatore di incenso di età ellenistica scoperto nella campagna 2025 alle grtotte di Pertosa-Auletta (foto sabap sa-av)
Inoltre, alla campagna di ricerche fornisce un importante contributo anche l’Istituto centrale per l’Archeologia (ICA). L’Istituto del ministero della Cultura, nell’ambito delle iniziative per la definizione di linee di indirizzo metodologiche relative ai contesti ipogei, ha infatti stipulato con la Fondazione MIdA – concessionario delle ricerche – un accordo di collaborazione scientifica. L’accordo ha previsto la realizzazione di un progetto pilota finalizzato alla elaborazione, a cura di ICA, di standard operativi applicati alle ricerche archeo-speleologiche. La ripresa delle indagini quindi è prevista per gli inizi del 2026, ancora una volta in concomitanza con il temporaneo periodo di fermo biologico del sistema sotterraneo, quando le visite turistiche vengono sospese dalla Fondazione MIdA, ente di gestione della grotta.

Scalpello immanicato dell’Età del Bronzo scoperto nella campagna 2025 alle Grotte di Pertosa-Auletta (foto sabap sa-av)
Queste scoperte confermano l’alta rilevanza anche storica del sito, tema che sarà al centro del convegno “Lungo le acque oscure. Archeologia delle Grotte di Pertosa-Auletta” che si tiene nel pomeriggio del 22 febbraio 2025, a tourismA 2025, il Salone dell’Archeologia e del Turismo Culturale in corso a Firenze. Il convegno costituisce un momento per presentare e sottolineare ad un ampio pubblico l’importanza archeologica del sito. Interverranno Irma Della Giovampaola, direttore dell’Istituto Centrale per l’Archeologia; Maria Rosaria Carfagna, presidente Fondazione MIdA; Felice Larocca, direttore del Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici” e del museo Speleo-Archeologico di Pertosa; Alessia Fuscone, funzionario archeologo dell’Istituto Centrale per l’Archeologia; e Lorenzo Mancini, funzionario archeologo della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino.
Somma Vesuviana (Na). Visite gratuite alla Villa Augustea ogni ultimo sabato del mese con i volontari della Pro Loco: testimonianza unica della vita romana nell’area posta alle pendici nord del Vesuvio

La Villa Augustea di età imperiale a Somma Vesuviana (Na) (foto sabap-na)
A Somma Vesuviana (Na) apre la Villa Augustea: visite gratuite sabato 22 febbraio 2025. Villa Augustea si trova alle pendici nord-orientali del Somma-Vesuvio, in località Starza della Regina. La Villa, datata all’epoca imperiale, rappresenta una testimonianza unica della vita romana nell’area posta alle pendici nord del Vesuvio.

La Villa Augustea di età imperiale a Somma Vesuviana (Na) (foto sabap-na)
Villa Augustea sarà aperta al pubblico e visitabile gratuitamente sabato 22 febbraio 2025, dalle 9 alle 12, e sarà visitabile ogni ultimo sabato del mese. È obbligatoria la prenotazione. Le visite sono a cura dei volontari della Pro Loco Somma Vesuviana.

La Villa Augustea di età imperiale a Somma Vesuviana (Na) (foto sabap-na)
Il sito è di particolare importanza archeologica e storica poiché, oltre a conservare un vasto complesso di strutture risalenti principalmente al II secolo d.C., conserva traccia delle imponenti stratificazioni vulcaniche che si sono succedute nel corso dei secoli dal 79 d.C. fino ad oggi.
Firenze. A tourismA 2025 in anteprima mondiale la ricostruzione (profumata) del Primo Annesso Laterale (in scala 1:1) della Tomba di Nefertari (chiusa al pubblico dal 2024) a cura delle egittologhe Donatella Avanzo, Silvana Cincotti e del “naso” Meo Fusciuni che propone un percorso olfattivo. Le protagoniste ne parlano ad “archeologiavocidalpassato”

L’egittologa Silvana Cincotti all’inyterno del Primo Annesso Laterale (in scala 1:1) della Tomba di Nefertari presentato in anteprima mondiale a tourismA 2025 (foto graziano tavan)

L’egittologa Donatella Avanzo a tourismA 2025 con il progetto Nefertari (foto graziano tavan)
Con l’apertura, venerdì 21 febbraio 2025, al Palazzo dei Congressi di Firenze di tourismA 2025, il Salone dell’archeologia e del turismo culturale organizzato per l’undicesimo anno da Archeologia Viva (Giunti Editore), il pubblico ha potuto accedere, e lo potrà fare fino a domenica 23 febbraio 2025, alla tomba ricostruita (e profumata) di Nefertari, a cura delle egittologhe Donatella Avanzo, Silvana Cincotti e del “naso” Meo Fusciuni. Quest’anno, infatti, in anteprima mondiale è visitabile la ricostruzione del Primo Annesso Laterale (in scala 1:1) della Tomba di Nefertari con la Grande Sposa Reale al cospetto delle divinità egizie nella celebre “Sala delle Sette Vacche Sacre, del Toro e dei Quattro Timoni Celesti” immersa nelle antiche fragranze della Valle del Nilo: la ricostruzione è stata possibile grazie al contributo economico della Fabbrica della Scienza di Jesolo diretta da Monica Montellato, e il contributo gratuito della Graphic Report di Conselve (Pd).

Dettaglio della regina Nefertari all’interno della sua tomba a Tebe Ovest come si vedeva nel 2004 (foto graziano tavan)
“Un anno fa (2024, ndr) il Governo egiziano decide di chiudere la tomba della regina Nefertari e di non riaprirla più al pubblico”, ricorda Donatella Avanzo. “Non sappiamo se questa decisione sarà definitiva, ma sappiamo comunque che il deterioramento è progressivo. Anche se la tomba era stata contingentata con poche persone, e un biglietto con un costo altissimo, questo non ha favorito comunque la salute dei dipinti che hanno cominciato di nuovo a sbriciolarsi per le infiltrazioni di umidità”.
“Il progetto Nefertari”, spiega Silvana Cincotti, “nasce soprattutto dal desiderio di sviluppare un concetto di tutela. La tutela del bene culturale, del patrimonio culturale, è fondamentale, per cui al momento in cui abbiamo visitato la tomba nel 2018 ci siamo resi conto che rispetto al passato c’erano delle modifiche. La tomba in questo momento è chiusa. E l’idea è proprio quella di poter parlare dell’importanza della tutela del patrimonio culturale. E la creazione di fotografie digitalizzate o di repliche permette di poter continuare a parlare del bene e soprattutto di conservarlo per sempre. Perché queste immagini nel momento in cui vengono realizzate possono essere ripetute e studiate. Così è permesso agli studiosi l’accesso alle fotografie più precise possibili per sempre”.
“Le infiltrazioni d’acqua nella valle delle Regine”, sottolinea Donatella Avanzo, “hanno fatto cambiare l’atteggiamento anche dei restauratori all’interno della tomba. Ricordo a tutti che negli anni ’80 si decide di restaurarla con un progetto del Paul Getty Museum insieme al Governo egiziano. I restauri termineranno nel ’92. Poi viene riaperta accompagnata da un ciclo di mostre in giro per il mondo. Ma verrà di nuovo chiusa sempre per lo stesso motivo. La tomba è molto fragile, bellissima, e noi abbiamo ricostruito l’annesso proprio della camera Est, perché è quello meglio conservato. E qui si può vedere, grazie al fondamentale contributo economico della Fabbrica della Scienza di Jesolo diretta da Monica Montellato, che ha realizzato la struttura ai fini scientifici, e al contributo gratuito della Graphic Report di Conselve (Pd) che ha riversato le immagini con la tecnica del tatoo wall, una tecnica ormai in uso dalle soprintendenze di molte parti del mondo: loro hanno brevettato questo lavoro e grazie alla loro competenza siamo riusciti a portare a termine la ricostruzione in scala 1:1 della camera dell’annesso della tomba della Regina Nefertari, la sala delle Sette Vacche Celesti e del Toro possente”.

Profumi dell’Antico Egitto a tourismA 2025 con il progetto Nefertari archeo-olfattivo (foto graziano tavan)
Insieme alla tomba di Nefertari – si diceva – i visitatori hanno modo di seguire un percorso olfattivo, che suggerisce le atmosfere sacre dell’antico Egitto riportandolo indietro nel tempo, alla storia del profumo e a Nefertari. All’interno della Sala delle Sette Vacche Sacre, del Toro e dei Quattro Timoni Celesti, si può sentire profumo che nasce dallo studio e dalla collaborazione tra Avanzo, Cincotti e il maestro profumiere Meo Fusciuni che ha ricavato l’antica essenza dopo mesi di collaborazione e studi con le due egittologhe.
“Al Metropolitan di New York”, spiega Silvana Cincotti, “è conservato un contenitore con all’interno degli unguenti che riporta il nome della regina Nefertari. Abbiamo avuto quindi l’idea di poter unire quello che è un altro progetto che portiamo avanti, un laboratorio dedicato all’archeo-olfatto, cioè allo studio delle materie prime olfattive nel mondo antico legandolo alla figura della regina Nefertari, e riproporre con l’utilizzo di tutta una serie di materie prime, lavorando insieme al maestro profumiere Meo Fusciuni, la possibilità di riproporre un profumo che attraverso l’uso di particolari tipi di incenso e di mirre possa ricreare l’odore presente all’interno di questi contenitori che noi troviamo vuoti perché, soprattutto per i ladri che depredavano queste tombe, il prendere gli oli profumati era la cosa più facile, costavano parecchio ed erano facilmente modificabili senza alcun tipo di problema. Quindi era la prima cosa che sparisce. Infatti trovarne all’interno delle tombe è estremamente raro, ma troviamo i fondi dei contenitori e da quelli riusciamo a recuperare informazioni soprattutto oggi con le tecnologie a disposizione, informazioni molto preziose”.

Il profumiere Meo Fusciuni (foto archeologia viva)
“La parte più complessa”, conclude Meo Fusciuni, “è stata ritrovare alcune piante e le materie prime che gli egizi utilizzavano sia nei rituali dei templi che in quelli funerari, atti a consegnare al divino lo spirito di un defunto e trovare l’equilibrio perfetto tra le altre materie prime. Attraverso il mio lavoro per Nefertari, con il quale ho provato a riportare tra noi l’immortalità di una Regina, speriamo di rendere immortale quest’esperienza”.

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