Grosseto. Al Giardino dell’Archeologia al via la IV edizione del MAREMMA ARCHEOFILM 2025: film, conversazioni e degustazioni con attribuzione del “Premio Maremma Archeofilm” 2025” per il film più votato dal pubblico. Ecco il programma
Il Giardino dell’Archeologia (piazza San Francesco) a Grosseto, alle 21.15, dal 17 al 19 luglio 2025, ospita la IV edizione del MAREMMA ARCHEOFILM 2025: film, conversazioni e degustazioni con attribuzione del “Premio Maremma Archeofilm” 2025” per il film più votato dal pubblico. Evento organizzato da Comune di Grosseto, Regione Toscana, Associazione M.arte, museo Archeologico e d’Arte della Maremma, Archeologia Viva – Giunti Editore, Firenze Archeofilm, con il contributo di Fondazione CR Firenze, Visit Tuscany, Toscana Promozione Turistica, in collaborazione con Fondazione Grosseto Cultura. Selezione filmati e archivio cinematografico: Firenze Archeofilm. Ingresso libero e gratuito. Ogni sera degustazione vini offerta da La Selva. In caso di maltempo il festival si svolgerà al museo di Storia naturale (str. Corsini 5, Grosseto).

Il volto di Alessandro, dal grande mosaico del Mann. reso tridimensionale: frame del documentario di Vanni Gandolfo (foto mann)
PROGRAMMA GIOVEDÌ 17 LUGLIO 2025. Apre il film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo (Italia 2025, 52’). Un affascinante viaggio che svela i segreti e le sfide dietro il restauro di uno dei più straordinari tesori dell’arte antica: il leggendario mosaico di Alessandro e Dario raffigurante il volto di Alessandro Magno custodito al MANN. Il capolavoro, il mosaico più importante mai ritrovato a Pompei, costituisce una delle fonti più anomale, ma anche attendibili, per immaginare le vere sembianze del grande condottiero macedone. L’intervento di restauro, che combina tecnologie diagnostiche all’avanguardia e metodologie innovative, ha lo scopo di preservare un’opera importantissima, essenziale per la comprensione della cultura ellenistica. Parallelamente, il documentario dedica spazio significativo alla ricerca del volto “umano” di Alessandro mediante l’intelligenza artificiale. Interviene il regista Vanni Gandolfo. Segue la conversazione con Paolo Giulierini etruscologo. Quindi il film “The Island (Ada)” di Mahmut Taş (Turchia 2024, 5’). Ada è una bambina che vive in un villaggio arido della Turchia dove non piove da molto tempo. La sua famiglia sta addirittura pensando di trasferirsi altrove se la siccità continua. Ada è molto arrabbiata per questo e vuole raccontarci il suo villaggio con la sua macchina fotografica partendo da un lago ormai senz’acqua… Chiude la serata il film “Luigi De Gregori. Salvare la creatura” di Tommaso Sestito, Lorenzo Chechi (Italia 2024, 18’). Roma, 1936. La Seconda Guerra Mondiale è all’orizzonte. Il governo italiano decide di attuare un piano di protezione antiaerea per salvaguardare il patrimonio artistico e culturale nazionale. La difesa dei materiali librari più preziosi della Capitale è affidata a Luigi De Gregori, bibliotecario di fama internazionale e punto di riferimento per i direttori di biblioteche di tutta Italia. Inizia così la ricerca di nascondigli sicuri.
PROGRAMMA VENERDÌ 18 LUGLIO 2025. Alle 19, alla libreria QB in via C. Colombo 4 a Grosseto, Norberto Vezzoli presenta il libro “Rapa Nui”. Introduce Massimiliano Gracili. Alle 21.15, al Giardino dell’Archeologia, apre il film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro (Italia 2024, 52’). Nel cuore dell’Italia centrale, ai piedi della rupe di Orvieto, si cela Campo della Fiera, un luogo dove sacralità e storia s’intrecciano da oltre duemila anni. Santuario federale degli Etruschi, poi centro spirituale dei Romani e infine dimora dei Francescani, questo sito è testimone di un’eredità millenaria. Grazie a decenni di scavi archeologici affiorano reperti straordinari: ceramiche pregiate, antichi templi e un pozzo misterioso che racchiude tesori dimenticati. Attraverso ricostruzioni emozionanti, interviste agli archeologi e riprese spettacolari, il documentario svela la vita, il declino e la rinascita di un luogo unico. Interviene il regista Massimo D’Alessandro. Segue la conversazione con Luca Giannini direttore museo Archeologico e d’Arte della Maremma. Quindi chiude il film “Maasai Eunoto” di Kire Godal (Kenya 2024, 34’). Gli indigeni Masai lottano ancora oggi per mantenere vive le loro tradizioni. Attraverso le voci di guerrieri e anziani durante il loro emotivo rito di passaggio nel 2022, Maasai Eunoto segue il passaggio del guerriero Masai allo stadio di anziano, rivelando il passato e il presente nascosti di una delle cerimonie di iniziazione culturale più importanti dell’Africa.

San Casciano dei Bagni, scavi 2024: vasca sacra, recupero del serpente agatodemone in bronzo (foto ludovico salerno / SABAP-SI – Comune San Casciano – Unistrasi)
PROGRAMMA SABATO 19 LUGLIO 2025. Apre il film “La memoria del ferro” di Eva Frerè, Alessandro Varchetta (Italia 2024, 50’). La storia delle miniere di ferro nell’isola d’Elba e nei parchi della Val di Cornia in Toscana. Dal popolo etrusco, che grazie a questo materiale poté arricchirsi ed espandersi, al Medioevo, con la monumentale presenza della Rocca di San Silvestro a Campiglia Marittima. Un’estrazione, quella del ferro, che non si è mai arrestata fino alla fine degli anni ’70 del Novecento. Segue la conversazione con Leonardo Bochicchio direttore dei parchi archeologici della Maremma. Quindi il film “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia 2024, 56’). Il documentario racconta l’ultima campagna di scavo presso il sito archeologico del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni (Si), finita a ottobre 2024, che ha rivelato scoperte eccezionali. L’aspirazione più alta per uno studioso è quella di produrre conoscenza: ovvero interrogare i reperti e restituire al pubblico la loro storia. Chiude la serata e il IV Maremma Archeofilm l’attribuzione del “Premio Maremma Archeofilm” 2025” per il film più votato dal pubblico.
Al via dal museo Archeologico della Badia il 21mo Festival del Cinema archeologico: nove serate in quattro città della Sicilia – Licata, Realmonte, Agrigento e Palermo -, 21 film, 4 Archeotalk, realizzato in collaborazione tra il parco archeologico della Valle dei Templi, il museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo e il RAM film festival – Fondazione Museo Civico di Rovereto. Ecco il programma
Nove serate in quattro città della Sicilia – Licata, Realmonte, Agrigento e Palermo -, 21 film, 4 Archeotalk, per l’edizione 2025 del Festival del Cinema archeologico del parco archeologico della Valle dei Templi, giunto alla 21esima edizione, realizzato in collaborazione tra il parco archeologico della Valle dei Templi, il museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo e il RAM film festival – Fondazione Museo Civico di Rovereto. Un evento che si conferma una delle attività di divulgazione più radicate e seguite in Sicilia. La prima tappa è la città di Licata con due serate il 10 e l’11 luglio 2025, e poi a seguire le altre location. La partecipazione agli appuntamenti è libera, e, come già avvenuto in passato, durante le serate agli spettatori sarà distribuita una scheda per votare i film, che saranno poi premiati durante la kermesse. Anche gli Archeotalk con aperitivo sono sempre gratuiti ma su prenotazione sul sito on line www.ramfilmfestival.it. A Palermo invece anche le proiezioni richiedono la prenotazione. “Il Festival del Cinema archeologico è ormai un’istituzione consolidata che sosteniamo perché rappresenta un momento di divulgazione del patrimonio culturale estremamente importante ed efficace”, commenta il direttore del Parco Roberto Sciarratta, “e si sposa con gli obiettivi della nostra istituzione. Non solo: la sua formula itinerante permette di valorizzare quel patrimonio ingiustamente ritenuto ‘minore” su cui in questi anni stiamo investendo convintamente sia in termini di ricerca archeologica che di promozione affinché sempre più visitatori possano conoscere luoghi di grande bellezza come Villa Romana o i resti di Finziade”.
Dopo il successo delle scorse edizioni viene mantenuta la stessa formula del Festival diffuso per mantenere un dialogo con le comunità locali: si partirà anche quest’anno da Licata (10 e 11 luglio 2025), dove le proiezioni saranno ospitate al Museo della Badia e a Castel Sant’Angelo, sulla sommità del Monte su cui si trovano i resti dell’antica città di Finziade. Si prosegue alla Villa romana di Realmonte, un magnifico esempio di villa marittima perfettamente integrata nel paesaggio che la circonda (12 e 13 luglio 2025), e si concluderà nel suggestivo chiostro medievale del Museo archeologico “Pietro Griffo”, situato nel cuore della Valle dei Templi (15,16, 17 luglio 2025). Anche quest’anno il Festival si sposterà in un luogo di straordinaria importanza per la storia dell’archeologia siciliana, il museo Archeologico regionale “Antonino Salinas”, la più antica istituzione museale della Sicilia (19 e 20 luglio 2025). Ad arricchire l’edizione 2025 sarà poi un approfondimento dedicato alla realtà aumentata come strumento di conoscenza del patrimonio storico e archeologico da parte della società ETT che darà la possibilità di provare le proprie produzioni. Il 16 luglio 2025, alle 21, al museo “Pietro Griffo” sarà possibile rivivere il matrimonio di Luchina Chiaromonte e Enrico Rosso, mentre il 20 luglio 2025, alle 21, al “Salinas” grazie ai visori in realtà aumentata sarà possibile rivivere la Battaglia delle Egadi.
Ecco il programma completo
LICATA, 10 luglio – Museo Archeologico Regionale della Badia: alle 21, apre il film “Uomini e Dei, il mare e il sacro”, regia di Massimo D’Alessandro; segue il film “La Grotte Cosquer, un chef d’œuvre en sursis / La grotta Cosquer, un capolavoro in Pericolo”, regia di Marie Thiry.
11 luglio – Castel Sant’Angelo: alle 19.30: Archeotalk “Neanderthal. L’altra umanità” con Franco Capone, tra i più noti giornalisti scientifici italiani. Partecipazione gratuita con prenotazione online sul sito www.ramfilmfestival.it. Aperitivo in collaborazione con Casa Vinicola Quignones. Alle 21, apre il film “Néandertal, premier artiste de l’humanité? / Neandertal, primo artista dell’umanità?” di Thibaud Marchand; segue il film “Ingeniería Romana – Puertos / Ingegneria romana – i porti” di José Antonio Muñiz.
REALMONTE, 12 luglio – Villa Romana di Durrueli: alle 21, apre il film “A Villa dos Centauros / La Villa dei Centauri” di Raul Losada”; segue il film “On les appelle: Vikings / Li chiamiamo Vichinghi” di Laureline Amanieux.
13 luglio – Villa Romana di Durrueli: alle 19.30, Archeotalk “L’archeologia va in onda: oltre l’obiettivo” con Eugenio Farioli Vecchioli, autore, regista e filmmaker di Rai Cultura, capo-progetto della serie “Italia. Viaggio nella bellezza”. Partecipazione gratuita con prenotazione online sul sito www.ramfilmfestival.it. Aperitivo in collaborazione con Casa Vinicola Quignones. Alle 21, apre il film “Anima Insulae” di Lorenzo Daniele; segue il film “Specularia. Des vitres chez les Romains / Specularia. I vetri delle finestre ai tempi dei romani” di Philippe Axell.
AGRIGENTO, 15 luglio – Museo Archeologico Regionale “Pietro Griffo”: alle 21, apre il film “Mésopotamie, la redécouverte des trésors d’Irak / Mesopotamia, la riscoperta dei tesori iracheni” di Olivier Julien; segue il film “Rosso, i colori dell’arte” di Linda Tugnoli.
16 luglio – Museo Archeologico Regionale “Pietro Griffo”: alle 21, apre il film “Sapiens ou la naissance de l’art / Sapiens o la nascita dell’arte” di Pascal Goblot; segue il film “Artémis le temple perdu / ll tempio perduto di Artemide” di Sébastien Reichenbach.
17 luglio – Museo Archeologico Regionale “Pietro Griffo”: alle 19.30, Archeotalk “L’archeologia raccontata tra fatti e fake news” con Angelo Cimarosti, direttore del portale Archaeoreporter. Partecipazione gratuita con prenotazione online sul sito www.ramfilmfestival.it. Aperitivo in collaborazione Scaro. Alle 21.30, apre il film “Jiroft” di Marjan Keshani; segue il film “Odyssea: L’histoire de notre évolution / Odissea: La storia della nostra evoluzione” di Sébastien Duhem; chiude il film “Iznik, les mystères de la basilique engloutie / Iznik, i misteri della basilica sommersa” di Pascal Guérin.
PALERMO, 19 luglio – Museo Archeologico Regionale “Antonino Salinas”: alle 19, Archeotalk “Le storie dell’antico parlano al presente” con John Pedeferri, giornalista Sky Tg24 e autore del podcast trafug’Arte, e Flavia Frisone, storica del mondo greco e divulgatrice. Partecipazione gratuita con prenotazione online sul sito www.ramfilmfestival.it. Aperitivo in collaborazione con Coopculture. Alle 21, apre il film “La Grotte Cosquer, un chef d’œuvre en sursis / La grotta Cosquer, un capolavoro in pericolo” di Marie Thiry; segue il film “Da Girgenti a Monaco, da Monaco ad Agrigento Italia” di Lorenzo Mercurio.
20 luglio – Museo Archeologico Regionale “Antonino Salinas”: alle 21, apre il film “Thalassa”, regia di Gianfrancesco Iacono; segue il film “Jiroft” di Marjan Keshani; segue il film “Odyssea: L’histoire de notre évolution / Odissea: La storia della nostra evoluzione” di Sébastien Duhem; chiude il film “Ingeniería Romana – Puertos / Ingegneria romana – i porti” di José Antonio Muñiz
Paestum. La Borsa mediterranea del Turismo archeologico annuncia le 5 scoperte archeologiche del 2024 candidate alla vittoria della 11ª edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”: sono in Cambogia (statue di arenaria); Creta (Grecia) (palazzo che richiama al labirinto); Israele (carico di un naufragio dell’età del Bronzo); Perù (tempio cerimoniale di 5000 anni fa); Turchia (strada colonnata romana)
In Cambogia, nel terreno sabbioso 100 pezzi di statue in arenaria; in Grecia, sull’Isola di Creta, un misterioso palazzo che richiama il mito del labirinto; in Israele, al largo di Haifa il carico di un naufragio nella tarda età del Bronzo; in Perù, un tempio cerimoniale di 5.000 anni sotto una duna di sabbia; in Turchia, una strada colonnata romana lunga 800 metri: sono le cinque scoperte archeologiche del 2024 finaliste della 11ª edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”: intitolato all’archeologo di Palmira che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale, è l’unico riconoscimento a livello mondiale dedicato al mondo dell’archeologia e in particolare ai suoi protagonisti, gli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio. Il Premio International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, promosso dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e da Archeo, sarà consegnato a Paestum venerdì 31 ottobre in occasione della XXVII BMTA, in programma a Paestum dal 30 ottobre al 2 novembre 2025. La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e Archeo hanno infatti inteso dare il giusto tributo alle scoperte archeologiche attraverso questo Premio annuale assegnato in collaborazione con le testate internazionali media partner della Borsa: Antike Welt (Germania), arCHaeo (Svizzera), Archäologie in Deutschland (Germania), Archéologia (Francia), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia). Il direttore della BMTA Ugo Picarelli e il direttore di Archeo Andreas Steiner hanno condiviso questo cammino in comune, consapevoli che “le civiltà e le culture del passato e le loro relazioni con l’ambiente circostante assumono oggi sempre più un’importanza legata alla riscoperta delle identità, in una società globale che disperde sempre più i suoi valori”. Il Premio, dunque, si caratterizza per divulgare uno scambio di esperienze, rappresentato dalle scoperte internazionali, anche come buona prassi di dialogo interculturale e cooperazione tra i popoli. Inoltre, sarà attribuito uno “Special Award” alla scoperta, tra le cinque candidate, che avrà ricevuto il maggior consenso dal grande pubblico nel periodo 7 luglio – 7 ottobre 2025 sulla pagina Facebook della Borsa (www.facebook.com/borsamediterraneaturismoarcheologico). Ecco le cinque scoperte archeologiche finaliste, annunciate dalla segreteria del Premio.
Cambogia, nel terreno sabbioso 100 pezzi di statue in arenaria. Nel corso di recenti scavi di restauro condotti al Tempio Ta Prohm, una delle più iconiche strutture del complesso di Angkor, l’Autorità Nazionale APSARA ha scoperto più di 100 pezzi di statue di Buddha in arenaria, grazie agli esperti del Dipartimento di Conservazione Monumenti e Archeologia Preventiva. I frammenti recuperati includono una varietà di rappresentazioni, tra cui statue di Buddha protette da un Naga, statue di Avalokite śvara e altri frammenti di statue. L’archeologo Neth Simon, che ha guidato il team di scavo, ha spiegato che la scoperta è avvenuta durante la pulizia di un ammasso di terreno situato sul lato sud del muro in laterite del terzo recinto del tempio Ta Prohm, a una profondità di 10-15 cm e scavando più a fondo sono emersi sempre più frammenti di statua, oltre 100 pezzi, con altezze di circa mezzo metro e larghezze comprese tra 40 e 50 cm, per i quali si ipotizza che appartengano allo stile Bayon, XIII-XIV sec. circa, periodo noto per la sua raffinata arte scultorea e architettonica. Il Bayon fu eretto nei primi anni del XIII sec. come tempio di stato dal Re Jayavarman VII. Situato al centro di Angkor Thom, la sua peculiarità principale sono i numerosi volti sorridenti scolpiti sulle quattro facce delle torri a sezione quadrata che si ergono verso la maestosa torre centrale.
Grecia, sull’Isola di Creta, un misterioso palazzo che richiama il mito del labirinto. Durante la costruzione di un nuovo aeroporto, sulla cima della collina di Papoura, a nord-ovest della città di Kastelli, è stato scoperto un monumento risalente a 4000 anni fa, che si ritiene risalga alla civiltà minoica. L’edificio con mura circolari e stanze intricate, del diametro di 48 mt e con superficie di 1800 mq, che si sviluppa in otto anelli, era adibito forse a funzioni religiose. La struttura circolare, che ricorda una gigantesca ruota, ha fatto scattare l’accostamento al mito di Arianna. La civiltà minoica, del resto, risale all’età del Bronzo ed è sorta sull’isola di Creta circa dal 2700 a.C. al 1400 a.C. e l’edificio si inquadra in un periodo importante di Creta, che vede nel giro di pochi decenni la nascita sull’isola di imponenti palazzi come quello di Cnosso e Festo. La presenza di molte ossa di animali, rinvenute tra i reperti di ceramica, suggerisce un uso per feste rituali, che prevedevano cibo, vino e altre offerte. E se i palazzi minoici erano disposti su planimetrie quadrate o rettangolari, la struttura scoperta è circolare, forma che si trova più spesso nelle tombe minoiche. Potrebbe essere, dunque, un tumulo con le strutture di rinforzo, che seguono il modello del cerchio con elementi circolari e a raggiera, che potevano dar luogo a diverse stanze. Il culto degli antenati e i rituali, che prevedevano l’utilizzo di tumuli, sono diffusi nella Grecia nell’età del bronzo.
Israele, al largo di Haifa il carico di un naufragio dell’età del Bronzo. Risalente a circa 3400 anni fa, nella tarda età del Bronzo, a 90 km dalla costa e sul fondale a 1800 mt di profondità, ritrovato il relitto di una nave mercantile con centinaia di anfore intatte, l’unico così al largo e di un’epoca così antica. La grande pila di anfore è stata scoperta grazie ai rilievi condotti da Energean, compagnia di gas naturale, che opera nelle piattaforme al largo, durante l’esplorazione del fondale marino alla ricerca di nuove opportunità di scavo per l’apertura di altri pozzi. Jacob Sharvit, capo dell’unità marina dell’Autorità israeliana, che si occupa di reperti antichi, ipotizza che la nave fosse lunga 12-16 mt per trasportare prodotti di largo consumo, come olio, vino e frutta e che sia affondata all’improvviso per una tempesta o un attacco pirata, eventi comuni nella tarda età del Bronzo, definendo il ritrovamento “una scoperta che cambia la storia a livello mondiale”. La posizione del relitto, lontano da qualsiasi linea di costa visibile, rivela l’abilità dei marinai di navigare attraverso il Mediterraneo senza vedere la terraferma, sfidando le ipotesi accademiche precedenti, che suggerivano una navigazione esclusivamente costiera, in quanto i relitti antichi trovati finora nel Mediterraneo erano in acque poco profonde, uno al largo dell’isola disabitata di Dokos, in Grecia; altri due al largo delle coste turche, Uluburun e la barca di Capo Gelidonya che si è schiantata sugli scogli. Qui lo scenario completamente diverso ha richiesto un sommergibile robotizzato ad alta tecnologia per intervenire sul relitto.
Perù, un tempio cerimoniale di 5000 anni sotto una duna di sabbia. Nel distretto di Zaña (scritto anche Saña), nel Perù nord-occidentale, i ricercatori hanno scoperto ciò che restava delle mura di un tempio a più piani e, incastrati tra le mura, gli scheletri di tre adulti. Il sito del tempio fa parte del complesso archeologico Los Paredones de la Otra Banda-Las Ánimas. Per Luis Armando Muro Ynoñán, direttore del progetto archeologico dei paesaggi culturali di Úcupe – Valle di Zaña, trattasi di un complesso religioso in uno spazio archeologico definito da muri costruiti in fango, con una scalinata centrale, da cui si saliva a una specie di palco nella parte centrale, le cui pareti erano decorate con intricati fregi raffiguranti immagini del corpo umano con una testa di uccello, tratti felini e artigli di rettile; le parti superiori delle pareti, invece, erano rivestite di un intonaco fine con un disegno pittorico. È stato portato alla luce anche un altro monumento risalente a un periodo compreso tra il 600 e il 700 d.C., che sarebbe avvenuto durante il periodo Moche del Perù, popolazione che praticava sacrifici umani e noti per i grandi templi e le opere d’arte, tra cui calici di ceramica modellati in modo da sembrare teste umane.
Turchia, una strada colonnata romana lunga 800 metri. Durante scavi archeologici condotti nella Torre Hıdırlık, uno dei simboli storici più rilevanti di Antalya, rinomata località turistica nel sud della Turchia, è stata scoperta una strada colonnata di epoca romana, che si sviluppa su una lunghezza di 800 mt. Nel 133 a.C. la città fu annessa dai Romani ed è per questo che la romanità del luogo conserva importanti vestigia, tra le quali la porta di Adriano, un arco trionfale realizzato intorno al 130 d.C. in onore dell’imperatore. La Torre romana Hıdırlık rappresenta uno dei monumenti più antichi sopravvissuti nella città di Antalya. Situata all’incrocio tra Kaleiçi, il quartiere storico della città, e il Parco Karaalioğlu, si caratterizza per essere costruita con blocchi di pietra giallo-marrone, un dettaglio che conferisce un’aura di antichità e maestosità. La Direzione del Museo di Antalya e la Municipalità metropolitana mirano a trasformare la torre in un sito culturale e turistico di rilievo. Il direttore del progetto della Municipalità, Ezgi Öz, ha dichiarato che la strada, già scavata per circa 100 mt, sembra estendersi fino a Üçkapılar, rivelando così un collegamento diretto con il mare, con una lunghezza totale di 800 mt. Il completamento del progetto porterà alla realizzazione di una vasta terrazza panoramica, la più grande in Turchia, che consentirà al pubblico di ammirare le strutture storiche esposte attraverso coperture di vetro, oltre ad aree pedonali in legno per garantire un’esperienza completa e immersiva.
Nel 2015 il Premio è stato assegnato a Katerina Peristeri, responsabile degli scavi, per la scoperta della Tomba di Amphipolis (Grecia); nel 2016 all’INRAP Institut National de Recherches Archéologiques Préventives (Francia), nella persona del presidente Dominique Garcia, per la Tomba celtica di Lavau; nel 2017 a Peter Pfälzner, direttore della missione archeologica, per la città dell’Età del Bronzo presso il villaggio di Bassetki nel nord dell’Iraq; nel 2018 a Benjamin Clément, responsabile degli scavi, per la “piccola Pompei francese” di Vienne; nel 2019 a Jonathan Adams, responsabile del Black Sea Maritime Archaeology Project (MAP), per la scoperta nel Mar Nero del più antico relitto intatto del mondo; nel 2020 a Daniele Morandi Bonacossi, direttore della Missione Archeologica Italiana nel Kurdistan Iracheno e ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico dell’università di Udine, per la scoperta di dieci rilievi rupestri assiri raffiguranti gli dèi dell’Antica Mesopotamia; nel 2021 alla scoperta di “centinaia di sarcofagi nella necropoli di Saqqara in Egitto”; nel 2022 a Zahi Hawass, direttore della Missione Archeologica che ha scoperto “la città d’oro perduta”, fondata da Amenhotep III, riaffiorata dal deserto nei pressi di Luxor; nel 2023 ad Agnese Carletti sindaco di San Casciano dei Bagni in rappresentanza dell’amministrazione comunale titolare dell’area e a Jacopo Tabolli responsabile scientifico dello scavo per la scoperta delle 24 statue di bronzo di epoca etrusca e romana riaffiorate dal fango a San Casciano dei Bagni (provincia di Siena); nel 2024 al MOLA Museum of London Archaeology per la scoperta a Londra, nel quartiere di Southwark, dei resti di un mausoleo romano.
Venezia. Al via il seminario online “Bridging Time and Technology” a cura di Lorenzo Calvelli, Franz Fischer, Elisa Corrò e Sabrina Pesce, nell’ambito di Digitalia, un progetto europeo all’avanguardia coordinato dall’università di Istanbul (Turchia) con la partecipazione dell’università Ca’ Foscari. Ecco il programma dei quattro incontri e come partecipare
Come possiamo proteggere il patrimonio culturale dai rischi ambientali, dalle catastrofi naturali e dal trascorrere del tempo? In che modo possiamo trasformare siti archeologici, iscrizioni antiche e monumenti storici in dati digitali funzionali alla ricerca, alla conservazione e alla comunicazione? A questi e ad altri interrogativi cerca di rispondere Digitalia, un progetto europeo all’avanguardia che, sotto il coordinamento dell’Università di Istanbul (Turchia) e grazie alla partecipazione dell’università Ca’ Foscari Venezia, propone soluzioni digitali innovative per una gestione dei beni culturali sostenibile e capace di affrontare le criticità del presente. Dal cuore pulsante della ricerca veneziana prende il via “Bridging Time and Technology”, un ciclo di seminari online che si svolgerà al mattino, dalle 10 alle 12, dei giorni 11, 12, 19 e 20 giugno 2025, aperto a studenti, ricercatori, professionisti del patrimonio culturale, nonché a chiunque sia interessato ad acquisire competenze nel campo delle tecnologie applicate alla conservazione dei beni culturali. Chi desidera partecipare agli incontri può iscriversi inviando una mail all’indirizzo vedph@unive.it. L’iniziativa si colloca all’interno del progetto DIGITALIA: Digital Solutions for Sustainable and Disaster Resilient Heritage Management, finanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea (2024-1-TR01-KA220-VET-000251597) ed è curata da Lorenzo Calvelli, Franz Fischer, Elisa Corrò e Sabrina Pesce. Oltre a Istanbul e a Ca’ Foscari, il progetto prevede anche il coinvolgimento di diversi partner internazionali: la direzione provinciale Cultura e Turismo di Antalya (Turchia), l’università Complutense di Madrid (Spagna) e il ministero della Cultura (Italia).
L’obiettivo del progetto Digitalia è ambizioso: formare una nuova generazione di esperti in grado di applicare strumenti digitali avanzati alla tutela del patrimonio culturale materiale. Negli ultimi anni, in contesti particolarmente soggetti a rischi ambientali e catastrofi, quali la Turchia, l’Italia e la Spagna, si è reso necessario potenziare la capacità di risposta e adattamento attraverso programmi di formazione mirata, al fine di affrontare due delle principali sfide contemporanee: la transizione digitale e l’aumento del rischio connesso ai disastri naturali, promuovendo l’integrazione delle tecnologie digitali nei processi di gestione e tutela del patrimonio culturale. In un contesto in cui la digitalizzazione ha trasformato il modo in cui viviamo, lavoriamo e interagiamo, anche il settore dei beni culturali è chiamato a evolversi. La pandemia di Covid-19 ha accelerato l’adozione di soluzioni digitali, mettendo in evidenza l’importanza di disporre di competenze specifiche per la gestione del patrimonio attraverso strumenti tecnologici avanzati. Tuttavia, la carenza di professionisti specializzati rappresenta un ostacolo significativo alla piena attuazione delle strategie europee: la Commissione Europea, attraverso la Raccomandazione (UE) 2021/1970 del 10 novembre 2021, ha fissato l’obiettivo di guidare la trasformazione digitale dell’Europa entro il 2030. Per rendere concretamente raggiungibile questo traguardo è fondamentale investire nella formazione di coordinatori, specialisti ed educatori che siano dotati di una visione ampia e di competenze adeguate. Digitalia interviene proprio in questo scenario, offrendo percorsi di formazione concreti, interdisciplinari e orientati al mercato del lavoro, rivolti sia a studenti universitari, che a professionisti. “Attraverso interviste e questionari somministrati a professionisti del settore”, afferma Lorenzo Calvelli, coordinatore del team dell’università Ca’ Foscari, “sono emerse necessità specifiche che hanno guidato la definizione dei contenuti di un ciclo di incontro di Virtual Training concepiti dal nostro Ateneo per rispondere direttamente alle competenze richieste dagli intervistati. Questo approccio partecipativo garantisce che i workshops rispondano in modo concreto alle esigenze del comparto culturale, offrendo strumenti e conoscenze immediatamente applicabili”. Quattro incontri, otto ore complessive di formazione, un team interdisciplinare.
Si comincia mercoledì 11 giugno 2025 con una sessione tutta veneziana: Elisa Corrò, Sabrina Pesce, Paola Peratello e Tatiana Tommasi, studiose afferenti all’università Ca’ Foscari, che guideranno i partecipanti attraverso le sfide e le potenzialità della digitalizzazione di manufatti archeologici ed epigrafici. Come si trasforma un’iscrizione romana in un oggetto 3D? Quali sono le tecnologie più efficaci per conservare e condividere i risultati? Combinando aspetti teorici e pratici, il seminario offrirà risposte pratiche attraverso l’analisi di casi reali.
Giovedì 12 giugno 2025 sarà la volta di Nevio Danelon (Sapienza Università di Roma), che affronterà un tema centrale per la gestione del territorio: l’uso dei Sistemi Informativi Geografici (GIS) nel contesto dei beni culturali. I GIS consentono di mappare, monitorare e correlare dati spaziali con estrema precisione, aprendo nuove possibilità per la ricerca, la valorizzazione e la prevenzione dei danni. Si tratta di una tecnologia che ha rivoluzionato la gestione del patrimonio, rendendo possibile la pianificazione di interventi mirati e sostenibili.
Il terzo incontro, previsto per giovedì 19 giugno 2025, ospiterà Chiara Tomaini, dell’Istituto Veneto per i Beni Culturali. Il tema è quanto mai attuale: la gestione del rischio e la prevenzione dei disastri applicata ai beni culturali. Che cosa succede quando un terremoto colpisce un’area archeologica? Il seminario affronta le emergenze causate da fenomeni naturali e attività antropiche attraverso un approccio concreto, basato sull’analisi di scenari reali.
Infine, venerdì 20 giugno 2025, Eleonora Delpozzo (università Ca’ Foscari) chiuderà il ciclo con un focus sul Building Information Modeling (BIM), una tecnologia che nasce nell’ambito dell’ingegneria e dell’architettura, ma che trova ora nuove applicazioni nei contesti archeologici. Grazie al BIM, è possibile creare modelli digitali tridimensionali altamente dettagliati e interattivi, rivoluzionando la conservazione e la valorizzazione dei reperti.
Torino. Alle Gallerie d’Italia per Archivissima l’incontro “Le città del lontanissimo futuro. Per uno Swat possibile: 70 anni di archeologia italiana in Pakistan” con Fernando Gentilini, Luca Olivieri, Claudio Faccenna
Sabato 7 giugno 2025, alle 18.30, alle Gallerie d’Italia di Torino, in piazza San Carlo, per Archivissima, l’incontro “Le città del lontanissimo futuro. Per uno Swat possibile: 70 anni di archeologia italiana in Pakistan” con Fernando Gentilini, Luca Olivieri, Claudio Faccenna, in collaborazione con Archivio Faccenna – Missione Archeologica Italiana in Pakistan. Incontro accessibile, con interprete LIS (Lingua Italiana dei Segni). Cosa hanno in comune il Pakistan, l’Himalaya, gli scavi archeologici e gli archivi? Una grande storia da raccontare: quella della civiltà Gandhara, solo evocata in occidente con le vicende dei Buddha afghani di Bamyan (cugini degli assai meno noti e tuttora presenti nella valle dello Swat) e quella della missione archeologica italiana più longeva in Asia (1956). Che è poi la storia di una grande operazione di conservazione e archiviazione di un immenso patrimonio archeologico ed artistico, in un territorio speciale, cassetto geologico chiuso e perfettamente conservato nella striscia di terra che riposa sotto le montagne più imponenti del mondo.
Fernando Gentilini ha vissuto in molti Paesi di regioni diverse del mondo, lavorando come diplomatico per il ministero degli Esteri, l’Unione Europea e l’Alleanza atlantica. Oggi vive tra Roma e Bruxelles dove scrive e collabora con vari istituti e università, continuando a inseguire le sue passioni che sono da sempre i libri, l’Europa e la politica internazionale Ha collaborato con le pagine culturali de La Stampa e per la Repubblica. Tra le sue pubblicazioni: In Etiopia (1999), Infiniti Balcani (2007), Libero a Kabul (2011), Tre volte a Gerusalemme (2020), I demoni, storie di letteratura e geopolitica (2023) e Atlante delle città eterne. Itinerari e voci nell’Europa delle idee (2025).
Luca Olivieri, direttore della missione archeologica italiana dell’ISMEO in Pakistan, all’università Ca’ Foscari di Venezia insegna Archeologia del Gandhara e delle vie della seta. Tra le sue pubblicazioni recenti: Stoneyards and Artists in Gandhara. The Buddhist Stupa of Saidu Sharif I, Swat (c. 50 CE) (2022), Swat archaeology. From Tucci to the present (2025).
Claudio Faccenna insegna Geologia all’università Roma TRE e dirige la sezione Lithosphere Dynamics al German Research Centre for Geosciences di Berlino.
Giardini Naxos (Me). Al museo del Mare l’incontro “Sacri ritorni. Pellegrini e viandanti dello spirito a Delfi La Mecca e Prayagraj (Maha Kumbh Mela)” con Cultraro, Tomasello e Samonà chiude Nostos, il festival del viaggio e dei viaggiatori
È mai esistito un sistema di pellegrinaggi di natura devozionale nel Mediterraneo antico prima del Cristianesimo? Se ne parla, anche attraverso il confronto con esperienze di altri contesti storici e religiosi, nell’incontro “Sacri ritorni. Pellegrini e viandanti dello spirito a Delfi, La Mecca e Prayagraj (Maha Kumbh Mela)” venerdì 30 maggio 2025 alle 17.30, al museo del Mare di Giardini Naxos (Me), ultimo appuntamento di Nostos, il festival del viaggio e dei viaggiatori, edizione 2025 dal titolo “Verso Itaca”. L’incontro, dedicato ai grandi luoghi della spiritualità umana, propone un confronto tra riti antichi e pratiche moderne, con testimonianze culturali e antropologiche. Intervengono: Massimo Cultraro, archeologo e ricercatore CNR, “Archeologia del pellegrinaggio. Viaggi sacri nel Mediterraneo antico”, che presenterà l’aspetto storico-culturale del santuario di Delfi; Dario Tomasello, docente e autore teatrale, “Ritorno a casa. La via del pellegrino musulmano”, che parlerà dell’immaginario della Mecca; e Alberto Samonà, giornalista e scrittore, “India sacra. Sulle tracce di Maha Kumbh Mela. Dove l’uomo parla con gli dei”, con un approfondimento sulla città sacra indiana di Prayagraj e il Maha Kumbh Mela. Modera l’incontro Fulvia Toscano, direttrice artistica del festival.
Roma. Al via il IV Convegno Internazionale di Archeologia Aerea “L’eredità di Bradford (1975-2025) – Immagini aeree e paesaggi antichi” a distanza di 50 anni dalla prematura scomparsa di John Bradford, autore di uno dei testi fondamentali e più conosciuti nel campo dell’archeologia aerea: quattro giorni di contributi tra Aerofototeca Nazionale, Cnr, British School at Rome, Sapienza Università di Roma. Ecco il programma
A distanza di 50 anni dalla prematura scomparsa di John Bradford (1918-1975), autore del libro “Ancient Landscape” (1957), uno dei testi fondamentali e più conosciuti nel campo dell’archeologia aerea, il IV Convegno Internazionale di Archeologia Aerea “L’eredità di Bradford (1975-2025) – Immagini aeree e paesaggi antichi”, si svolgerà a Roma dal 20 al 23 maggio 2025, nelle sedi dell’Aerofototeca Nazionale, della British School at Rome e della Sapienza Università di Roma, ha come tema principale e filo conduttore l’eredità scientifica dello studioso inglese, uno dei pionieri e dei più grandi maestri nell’uso delle immagini aeree per l’aerotopografia archeologica. Lingue ufficiali del convegno: italiano e inglese. Organizzato dal Laboratorio di Topografia antica e Fotogrammetria (LabTAF) dell’università del Salento e dall’ Archaeological Mapping Lab | Laboratorio di Topografia Antica e Cartografia Archeologica del CNR ISPC, in collaborazione con l’Aerofototeca Nazionale dell’ICCD, la British School at Rome e la Sapienza Università di Roma – Dipartimento di Scienze dell’Antichità, il convegno offre anche un quadro rappresentativo dei principali orientamenti e metodologie di ricerca che animano l’attuale panorama italiano e internazionale dell’archeologia aerea.
PROGRAMMA MARTEDÌ 20 MAGGIO. ICCD – Aerofototeca Nazionale (Sala della Biblioteca delle Arti, Complesso Monumentale di San Michele a Ripa, via di San Michele a Ripa, 22): alle 14, Indirizzi di saluto, LUIGI LA ROCCA (capo dipartimento Tutela del Patrimonio culturale – MiC), CARLO BIRROZZI (direttore ICCD), FRANCESCO DI LORENZO (responsabile Aerofototeca Nazionale); 14.30, Apertura dei lavori “L’eredità di Bradford (1975-2025)”: GIUSEPPE CERAUDO, IMMACOLATA DITARANTO, VERONICA FERRARI, GIUSEPPE SCARDOZZI “Immagini aeree e paesaggi antichi”; COL. GERARDO CERVONE, COL. EDOARDO GRASSIA (Stato Maggiore Aeronautica) “L’Archivio Storico dell’Aeronautica Militare”. PRIMA SESSIONE “TRA FOTO AEREE STORICHE E RECENTI” [chair: ELIZABETH J. SHEPHERD]: alle 15, CRISTINA CORSI, A scuola di fotointerpretazione. Un dossier inedito di foto aeree storiche dell’Aeronautica Militare su Santa Severa (Santa Marinella, Roma); 15.20, FRANCESCA CARINCI, ANTONIO LEOPARDI, MARA ROMANIELLO, ADRIANA VALCHERA, L’eredità di Adamesteanu. L’archivio fotografico della Soprintendenza della Basilicata per la tutela del territorio”; 15.40, ALESSANDRA DELL’ANNA, ROBERTA CRISTALLO, “Storie in volo: l’arte di comunicare l’Aerofototeca Nazionale”; 16, GIUSEPPE SCARDOZZI, LAURA CASTRIANNI, “Aerofotografie storiche per lo studio delle città antiche del Nord-Africa: i casi di Tripoli-Oea e Bengasi-Berenice”; 16.20, pausa caffè; 16.20, Presentazione Poster [chair: GIANLUCA CANTORO]: alle 17, RODOLFO BRANCATO, IMMACOLATA DITARANTO, FRANCESCA DI PALMA, GIUSEPPE LUONGO, PASQUALE MEROLA, “Indagini aerotopografiche ad Atella (Sant’Arpino-CE). Un approccio integrato tra tradizione e innovazione”; 17.20, GIOVANNA CERA, “Lo studio del paesaggio antico attraverso i dati aerofotografici e da telerilevamento. Controllo del territorio, viabilità, appoderamento e popolamento nell’alta valle del Volturno”; 17.40, PATRIZIA TARTARA, “Cerveteri ed il suo territorio: dalla documentazione del paesaggio antico a quello attuale”; 18, Discussione.
PROGRAMMA MERCOLEDÌ 21 MAGGIO. Consiglio Nazionale delle Ricerche (Sala Convegni, piazzale Aldo Moro, 7): alle 9, Indirizzi di saluto, SALVATORE CAPASSO (direttore dipartimento Scienze umane e sociali, Patrimonio culturale – CNR); COSTANZA MILIANI (direttrice Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale – CNR). Apertura dei lavori SECONDA SESSIONE “ARCHEOLOGIA AEREA PER LO STUDIO DEI PAESAGGI ANTICHI” [chair: MARCELLO GUAITOLI]: alle 9.20, FEDERICA BOSCHI, ENRICO GIORGI, GIUSEPPE GUARINO, “Archeologia del paesaggio di una città adriatica. Trenta anni di ricerche a Suasa (AN)”; 9.40, GILLES LEROUX, “I paesaggi gallici riscoperti dei bacini della Seiche e dell’Oudon”; 10, GRÉGORY MAINET, GIUSEPPE CERAUDO, DARIO DAFFARA, JOÉ JUNCKER, “Il contributo del remote sensing all’elaborazione della carta archeologica del suburbio meridionale di Ostia (località Pianabella)”; 10.20, LUISA MIGLIORATI, GIORGIA LEONI, ALESSANDRO VECCHIONE, “Peltuinum tra dati aerofotografici e verifiche archeologiche”; 10.40, pausa caffè [chair: STEFANIA QUILICI GIGLI]: alle 11, GIORGIO F. POCOBELLI, “Nuovi dati sulla limitatio di Florentia”; 11.20, IMMACOLATA DITARANTO, MARIN HAXHIMIHALI, “Indagini integrate sulle trasformazioni del paesaggio costiero albanese: Apollonia di Illiria e il suo porto”; 11.40, MICHELE SILANI, MICHELE STEFANILE, MARIA LUISA TARDUGNO, “Tra cielo e mare. Fotografia aerea e resti sommersi: nuovi dati per la mappatura della ripa puteolana (Pozzuoli, Italia)”; 12, ROBERTO GOFFREDO, ANTONIO MINERVINO AMODIO, NICODEMO ABATE, ALESSIA FRISETTI, ANTONIO LOPERTE, ROSA LASAPONARA, NICOLA MASINI, “Percorsi integrati di indagini non invasive a Castiglione (Conversano, Puglia): dalla ricostruzione dei paesaggi storici al progetto di tutela e valorizzazione del sito”; 12.20, DAMIANO PISARRA, PAOLA AURINO, MARIANGELA BARBATO, “I paesaggi della Sibaritide. Il rapporto uomo-ambiente nella diacronia dei sistemi insediativi”; 12.40, Discussione; 13, pausa pranzo. Alle 14, Presentazione [chair: ENRICO GIORGI]; 15, ANDREA ANGELINI, GIOVANNI CARATELLI, MARILENA COZZOLINO, VINCENZO GENTILE, PAOLO MAURIELLO, DANIELA QUADRINO, “L’area archeologica di Madonna del Piano a Castro dei Volsci (FR). Una lettura integrata per la conoscenza e la valorizzazione”; 15.20, DARIO MONTI, “Distant eyes on the Apennines. The contribution of aerial photography and remote sensing to the understanding of the territory of northern inland Sabina between the pre-roman and roman periods”; 15.40, VINCENZA FORGIA, “Paesaggi in movimento: il tracciato della via Valeria tra Thermae Himeraeae e Aquae Segestanae”; 16, GLORIA ADINOLFI, RODOLFO CARMAGNOLA, PATRIZIA TARTARA, “Trasformazioni del paesaggio tarquiniese”; 16.20, pausa caffè [chair: MARIA LUISA MARCHI]; 16.40, PASQUALE MEROLA, “Memorie di guerra della Legione Straniera in Marocco: le fortezze per il controllo del territorio”; 17, PATRIZIA GENTILE, “Sistemi di telerilevamento e di rappresentazione del territorio finalizzati all’incremento della conoscenza del patrimonio archeologico del Tavoliere”; 17.20, FIORELLA DE LUCA, “Studio e analisi di un abitato fortificato della chora tarantina: l’insediamento “messapico” di masseria Vicentino (Grottaglie -TA)”; 17.40, Discussione.
PROGRAMMA GIOVEDÌ 22 MAGGIO British School at Rome (via Antonio Gramsci, 61): alle 9, Indirizzi di saluto, ABIGAIL BRUNDIN (direttrice della British School at Rome); STEPHEN KAY (British School at Rome). Apertura dei lavori TERZA SESSIONE “L’EREDITÀ DI BRADFORD” [chair: STEPHEN KAY]: alle 9.20, LAURA CASTRIANNI, ALESSANDRA GIOVENCO, “Rescued from pulping. Aerial photography and Bradford’s cultural legacy across archival collections at the BSR”; 9.40, DARIO DAFFARA, ELIZABETH J. SHEPHERD, “Beneath, beyond the valley, breaks the sea: John Bradford a Ostia”; 10, WŁODZIMIERZ RĄCZKOWSKI, “John Bradford’s landscapes and beyond: reflections on remote sensing applicability in the past landscapes studies”; 10.20, BARTUL ŠILJEG, HRVOJE KALAFATIĆ, RAJNA ŠOSIĆ KLINDŽIĆ, “Bradford legacy in Croatia – 50 years after”; 10.40, pausa caffè [chair: MARCELLO SPANU]; 11, MARINELLA PASQUINUCCI, “J.S.P. Bradford, P. Fraccaro e lo studio dei territori centuriati”; 11.20, VERONICA FERRARI, “Bradford e l’ager Aecanus: “un incomparabile paesaggio centuriato romano”; 11.40, GIUSEPPE CERAUDO, “Successful strategy depends on the right tactics”. Archeologia aerea e questioni di metodo: da Bradford ai droni”; 12, FRANCESCO ARTIBANI, “Viaggi e visioni di John Bradford: una straordinaria storia da raccontare a fumetti”; 12.40, Discussione; 13, pausa pranzo [chair: FRANK VERMEULEN]; 14.30, FRANCESCO MARIA CIFARELLI, STEPHEN KAY, ALBERTA MARTELLONE, ELENA POMAR, CHRIS WHITTAKER, CESARE FELICI, “The contribution of remote sensing and geophysical prospection to the investigation of the vicus of Furfo, Abruzzo”; 14.50, VALENTINA PESCARI, GIORGIO F. POCOBELLI, STEFANO CAMPANA, KEN SAITO, BEATRICE FOCHETTI, PAOLO LIVERANI, “La Tenuta Presidenziale di Castelporziano e il progetto Hidden Landscape of Latium (HiLL): le foto RAF per la conoscenza dell’antica costa Laziale”; 15.10, MARIA LUISA MARCHI, GIOVANNI FORTE, ANTONELLA FRANGIOSA, VITTORIO PETRELLA, “Dopo Bradford. I paesaggi della Daunia raccontano la loro storia dal cielo”; 15.30, ANNA PAOLA MOSCA, “La penisola del Sinis e l’insediamento di Tharros: una lunga storia di ricerche e di impiego di fotografie aeree”; 15.50, pausa caffè [chair: PAOLO LIVERANI]: alle 16.30, GIANCARLO PASTURA, FRANCESCA FRANDI, Archeologia Preventiva e proximal sensing. Applicazioni e sperimentazioni connesse alla progettazione di infrastrutture ferroviarie”; 16.50, BEATRICE FOCHETTI, “L’utilizzo integrato di fotografia aerea, indagini geofisiche e ricerche d’archivio per lo studio del monumento antico: il caso di Falerii Novi”; 17.10, FRANK VERMEULEN, LIEVEN VERDONCK, DEVI TAELMAN, ELENA POMAR, “Discovery of a large suburban villa near the south gate of Falerii Novi (Lazio): confronting aerial photography with geophysical prospection and focused stratigraphic probing”; 17.30, Discussione.
PROGRAMMA VENERDÌ 23 MAGGIO Sapienza Università di Roma (Museo dell’Arte Classica, Aula di Archeologia): alle 9, Indirizzi di saluto, FRANCESCA ROMANA STASOLLA (direttrice del dipartimento di Scienze dell’Antichità – Sapienza Università di Roma), MARIA TERESA D’ALESSIO (direttrice della Scuola di Dottorato in Archeologia – Sapienza Università di Roma). Apertura dei lavori QUARTA SESSIONE “METODOLOGIE INTEGRATE DI REMOTE SENSING PER LO STUDIO DEI CONTESTI ANTICHI [chair: IRMA DELLA GIOVAMPAOLA]: alle 9.20, LAURA EBANISTA, ALESSANDRO JAIA, “L’uso degli indici NDVI e VARI nell’ambito della diagnostica archeologica”; 9.40, FEDERICA BOSCHI, ILARIA LATINI, ENRICO ZAMPIERI, “Archeologia scoperta e riscoperta. Il progetto SEARCH – Sensing ARCHaeology – e le nuove acquisizioni”; 10, GIUSEPPE P. CIRIGLIANO, GABRIELE MAZZACCA, FABIO REMONDINO, PAOLO LIVERANI, GIOVANNA LIBEROTTI, GIANLUCA CANTORO, GIORGIO F. POCOBELLI, HERBERT MASCHNER, STEFANO CAMPANA, “Archeologia delle aree boschive del mediterraneo. Acquisizione, processing, interpretazione di dati LiDAR ad alta risoluzione nell’ager Rusellanus”; 10.20, GRÉGORY MAINET, PHILLIPPE DE SMEDT, CLAUDIA DEVOTO, THOMAS MORARD, MARCELLO TURCI, LIEVEN VERDONCK, JEROEN VERHEGGE, FRANK VERMEULEN, “Un confronto tra riprese aeree e indagini geofisiche: la zona non scavata della regio IV a Ostia antica”; 10.40, GIUSEPPE CACCIAGUERRA, ALESSANDRA CASTORINA, “Archeologia aerea e paesaggio costiero tra l’età classica e medievale. Insediamenti, viabilità e latomie nell’area megarese”; 11, pausa caffè [chair: STEFANO CAMPANA]; 11.20, JACOPO TURCHETTO, SILVIA PALTINERI, CATERINA PREVIATO, JACOPO BONETTO, “Remote e proximal sensing a San Basilio (Ariano nel Polesine, Rovigo)”; 11.40, FABRIZIO MOLLO, MARCO SFACTERIA, ANTONIO MINERVINO AMODIO, GIUSEPPE CORRADO, DARIO GIOIA, LUIGI BLOISE, “Santa Gada di Laino Borgo: indagini integrate per la ricostruzione di un sito e del suo paesaggio”; 12, Discussione; 12.30, Assemblea annuale della Consulta di Topografia antica; 13, pausa pranzo; Presentazione Poster [chair: NICOLA MASINI]; 15, TILL HENDRIK MÜLLER, MATTHIAS LANG, “Remote Sensing on the Monte Abatone Plateau (Cerveteri, RM). New contributions to almost 100 Years of Aerial Archaeology on the Caeretan southern Necropolis”; 15.20, ANTONIO CORBO, CARLO VIRILI, ALESSANDRO JAIA, “Approcci multiscala e multi sensore per lo studio della topografia antica della conca velina e del bacino di Piediluco”; 15.40, BRUNO MARCOLONGO, “Foto aeree zenitali e immagini multispettrali da satellite per la ricostruzione dell’occupazione antica dell’oasi di Dûmat al-Jandal (Arabia Saudita)”; 16, GIANLUCA NORINI, CORRADO ALVARO, MARIACARMELA MONTESANTO, TATIANA PEDRAZZI, MARINA PUCCI, “Amrit e la sua regione (Tartus, Siria): l’uso di LiDAR, immagini satellitari e scansioni 3d per l’analisi del paesaggio urbano e dell’ambiente”; 16.20, pausa caffè; [chair: ALESSANDRO JAIA]: 16.40, NICOLA MASINI, IVAN GHEZZI, NICODEMO ABATE, MARIA SILEO, ANTONIO MINERVINO AMODIO, VALENTINO VITALE, ROSA LASAPONARA, “Approccio integrato multisensore per lo studio dell’Osservatorio Solare di Chankillo in Perù”; 17, ILARIA MICCOLI, “Applicazioni GIS e di remote sensing per lo studio delle divisioni agrarie antiche nella valle del fiume Bistrica (Albania)”; 17.20, JORGE ANGÁS, PAULA URIBE, CRISTIAN IRANZO, CARLOS VALLADARES, LARA ÍÑIGUEZ, ENRIQUE ARIÑO, JOSÉ ÁNGEL ASENSIO, MILAGROS NAVARRO, VERÓNICA MARTÍNEZ, JOSEP MARÍA GURT, Mª ÁNGELES MAGALLÓN, “A Decade of Expertise in Aerial Archaeology from Satellite to Drone: Exploring Spain and Beyond the Mediterranean”; 17.40, PAWEL WOLF, “Detecting and studying ancient rural settlement structures in Shaqadud (Northern Sudan) by UAV-based 3Dphotogrammetry, satellite imagery and GIS”; 18, Discussione e conclusioni.
Padova. Al museo Eremitani la conferenza “Un ‘re’ preistorico sospeso tra due mondi e la sua immagine a Padova” con il prof. Massimo Vidale (università di Padova) sulla statuetta di origine mesopotamica conservata al museo Archeologico patavino
Il museo Archeologico di Padova conserva una preziosa e rarissima statuetta di origine mesopotamica, risalente alla seconda metà del IV millennio a.C. (periodo di Uruk), acquisita nel 1876. Raffigura un personaggio maschile nudo, con barba, la cui identità ha suscitato un grande dibattito tra gli studiosi e resta tuttora incerta: si tratta forse di un re o di un re-sacerdote. Ne sono noti solo altri tre esemplari: due conservati al Louvre e uno a Zurigo. Martedì 20 maggio 2025, alle 17.30, nella sala del Romanino al museo Eremitani a Padova, se ne parla nella conferenza “Un ‘re’ preistorico sospeso tra due mondi e la sua immagine a Padova” con il prof. Massimo Vidale del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova. Introduce Francesca Veronese, direttore dei Musei civici di Padova. Questa sarà dunque l’occasione per focalizzare nuovamente l’attenzione sull’antico reperto e per fare il punto sulle nuove conoscenze. Ingresso libero. Info: tel. 049.8204580; musei@comune.padova.it
Ischia (Na). Ai Giardini La Mortella nella Recital Hall di Forio l’incontro “L’attività archeologica negli scenari di guerra del Medio Oriente” con Candida Felli (università di Firenze) e Ida Oggiano (Ispc-Cnr), primo appuntamento del ciclo di conferenze del “Progetto Kepos, Incontri di Archeologia e Paesaggio”
Giovedì 15 maggio 2025, alle 19, ai Giardini La Mortella nella Recital Hall di Forio, sull’isola d’Ischia (Na), l’incontro “L’attività archeologica negli scenari di guerra del Medio Oriente” con Candida Felli, docente di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico all’università di Firenze, e Ida Oggiano, dirigente di ricerca all’istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR, primo appuntamento del ciclo di conferenze del “Progetto Kepos, Incontri di Archeologia e Paesaggio”, dedicato al tema all’attività archeologica negli scenari di guerra del Medio Oriente. Dopo i saluti della presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella Alessandra Vinciguerra, relazioneranno la prof.ssa Candida Felli, dell’università di Firenze, con un intervento dal titolo “L’attività archeologica negli scenari di guerra del Medio Oriente” e la prof.ssa Ida Oggiano, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che illustrerà “Il patrimonio archeologico del Libano: realismo e utopia nella progettualità in un paese tormentato dal suo passato e dal suo presente”. A moderare l’appuntamento sarà Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. L’area del Medio Oriente è da sempre protagonista di vicende che hanno avuto conseguenze nella storia dell’intero Mediterraneo. Queste terre, solo apparentemente lontane per noi, sono in realtà parte di un “Oriente” che è da sempre “vicino” e che rende ancora più attuali e coinvolgenti le tragiche vicende di guerra di cui sono oggi protagoniste. Ma che ruolo hanno le missioni archeologiche italiane che da molto tempo operano nella regione in scenari di guerra come quelli di Libano, Siria, Iraq? Cosa si intende per “diplomazia culturale” in rapporto ai Beni Culturali?
Ischia (Na). Al via l’edizione 2025 “Progetto Kepos. Incontri di archeologia e paesaggio”: la quarta stagione propone riflessioni e approfondimenti tecnico-scientifici su tutela e valorizzazione dei beni culturali in Italia e all’Estero
A Forio, sull’isola d’Ischia (Na), ritorna il “Progetto Kepos. Incontri di archeologia e paesaggio”, direttore scientifico Mariangela Catuogno. L’edizione 2025, quarta stagione del Progetto Kepos, propone una riflessione ed un approfondimento tecnico-scientifico sui temi della tutela e della valorizzazione dei beni culturali in Italia e all’Estero. Il primo appuntamento si svolgerà il 15 maggio 2025, ai Giardini La Mortella, alle 19, dedicato ad un tema attualissimo quale la tutela, la ricerca e la valorizzazione dei beni archeologici negli scenari di guerra e saranno gradite ospiti la prof.ssa Ida Oggiano e la prof.ssa Candida Felli, che lavorano in Medio Oriente. Ingresso libero dalle 18.30.
Nato per volere della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, il Progetto Kepos ha sempre avuto una particolare attenzione alla promozione e divulgazione del patrimonio culturale ischitano, pertanto quest’anno saranno presentate le recenti attività archeologiche e di studio nel sito di Mazzola e di S. Restituta accanto a quelle di restauro poste in essere dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli dei beni architettonici ischitani. Nel solco della tradizione dell’impegno da parte della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella rivolto alla conoscenza della tradizione storica del Giardino e della Musica, quest’anno, due appuntamenti saranno dedicati alla presentazione del giardino in epoca medievale e alla storia dei Giardini dei Papi, mentre continuerà il dialogo con la Musica antica iniziato l’anno scorso con l’approfondimento del lascito di quest’ultima alla produzione musicale successiva. Il Progetto Kepos ha nella sua mission l’obiettivo di sensibilizzare la comunità cui si rivolge sui temi della gestione e dell’impegno politico e sociale nei confronti dei beni culturali: un appuntamento sarà quindi rivolto al concetto di cittadinanza attiva e di sperimentazione nella valorizzazione dei beni culturali di esperienze pubbliche e private.




















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