Altino (Ve). A due anni dall’inaugurazione di “Antenati altinati” la mostra si arricchisce di una installazione sonora e visiva “Stratigrafie sonore” che dà voce a quella folla muta che dava il benvenuto a chi giungeva nella città romana immedesimando il visitatore moderno in un passato ormai remotissimo. Piccola guida alla mostra



“Mi chiamo Melete, sono nata in Oriente e sono giunta ad Altino da schiava, circa due anni fa…”. Comincia così, con questo richiamo ai viandanti, il percorso della mostra “Antenati, Altinati” al museo Archeologico nazionale di Altino (Ve), curata da Marianna Bressan, direttrice del museo e area archeologica di Altino. E continua: “Calaecinia mi ha comprato e, dopo anni di duro lavoro, mi ha liberata. Da liberta ho fatto fortuna e così ho comprato un terreno, lungo la via Annia appena fuori città verso Aquileia, per ospitare la mia sepoltura. Era un grande terreno: più di sei metri lungo la strada, quasi 9 metro verso l’interno”. L’iscrizione funeraria di Melete si legge su un’urna cineraria a cassetta in calcare di Aurisina, databile al I sec. d.C. Duemila anni fa, ad Altino, a dare il benvenuto a chi giungeva in città via terra erano proprio gli antenati. “L’approssimarsi alla città è annunciato dall’infittirsi, a perdita d’occhio lungo le strade che vengono da altre città lontane, di una folla muta”, spiega Bressan, “i cui occhi di pietra fissano il viandante e le cui bocche sigillate gli ricordano la necessità, assoluta e improcrastinabile, di vivere finché è possibile, godendo fino in fondo ogni attimo, che pur sfugge”.

Marianna Bressan, direttrice del museo e area archeologica di Altino, nella mostra “Antenati altinati” (foto graziano tavan)
“Sono loro, gli antenati altinati. I loro monumenti funerari, semplici stele o mausolei colossali, isolati o raggruppati in recinti di famiglia, affollano le necropoli, ovvero le città dei morti, che per secoli si espandono lungo la via Annia sia verso Padova sia verso Aquileia, la strada per Oderzo, la via Claudia Augusta, diretta oltre le Alpi verso il Danubio. Per ricordarli, i loro cari ancora vivi incidono i nomi, i titoli, i mestieri. Li fanno parlare per loro: frammenti di vite vissute, di progetti realizzati o spezzati, di storie in cui ancora oggi, dopo duemila anni, possiamo immedesimarci, come fossero nostre”.

A due anni dall’inaugurazione la mostra “Antenati altinati” si arricchisce di una installazione sonora e visiva, “Stratigrafie sonore”, opera di Samir Sayed Abdellattef e Giacomo Vidoni, artisti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. Questa installazione introduce nel percorso della mostra la stratigrafia sonora, per spingere a una maggiore immedesimazione in un passato ormai remotissimo. In tal senso, il lavoro artistico si pone in armonia con quanto le scelte allestitive provano a ricreare: la percezione degli spazi della necropoli romana, attraverso la distribuzione delle sculture, e il contatto con le persone cui erano dedicati i monumenti funerari, attraverso la prospettiva soggettiva di presentazione degli stessi. Appuntamento al museo Archeologico nazionale di Altino domenica 12 dicembre 2021, alle 15.30.


Coronamento del monumento funerario di Arisba, schiava di Paconia, da Altino nella mostra “Antenati altinati” (foto graziano tavan)
Ecco che prende forma la voce di Iucundus, che visse ad Altino ai tempi degli imperatori Tiberio e Claudio, con la compagna Iucunda. “Da vivo ho preparato la tomba per Helvia Iucunda”, racconta. “Giunta la mia ora, ho riposato per secoli accanto a lei”. O ancora quella del navarca, il comandante della flotta militare, che al termine dell’ultima impresa, mostra la corazza appoggiata alla gamba destra, con al centro la Gorgone che terrorizza il nemico ed esalta il suo valore militare. Ma ci sono anche Clemens, Clarus, Prisca e Fuscus, il più anziano dei quattro fratelli che vivevano ad Altino al tempo degli imperatori Augusto e Tiberio, come Chresimus sepolto accanto a loro. “I nostri genitori”, fanno sapere al viandante, “ci hanno unito a loro nel sepolcro, ma non puoi vedere i loro volti né conoscerne il cognome, perché il tempo ha rovinato il nostro ritratto di famiglia. Hanno obbedito all’imperatore Augusto, che vuole famiglie numerose e premia le donne con quattro figli, concedendo loro il diritto di amministrare i loro beni”. Voci che vengono da lontano, come quella di Arisba che viene dall’isola di Lesbo, nell’Egeo settentrionale. “Vissi ad Altino”, ricorda, “quando era imperatore Marco Aurelio. Ero schiava di Paconia, che un giorno mi ha concesso la libertà. Sono vestita a festa e ben pettinata, con i capelli ondulati, raccolti e con la riga in mezzo: all’epoca imitavamo tutte l’acconciatura dell’imperatrice Faustina. I due Tritoni, che ti mostrano la mia immagine”, indica al viandante, “mi assicurano nell’Aldilà gioia spensierata e beatitudine eterna”.
Nuovi scavi a Piuro, la Pompei delle Alpi: il prof. Fabio Saggioro (università di Verona) fa il bilancio dell’ultima campagna di scavo. Trovate tracce di epoca tardo-romana, eccezionali per il piccolo borgo distrutto e cancellato dalla frana del 1618

È chiamata la Pompei delle Alpi: parliamo di Piuro, oggi un piccolo comune diffuso in provincia di Sondrio al confine con la Svizzera. Ma quattro secoli fa, quando era un florido centro dove si incrociavano commerci tra le aree al di qua e al di là delle Alpi, fu vittima di una frana che cancellò il paese e uccise tutti i suoi abitanti. E Piuro alla storia. È proprio qui, a Mot del Castel di Piuro, che dal 2015 è attivo uno studio archeologico – che comprende anche il territorio della Val Bregaglia – grazie a un accordo tra soprintendenza Archeologica e università di Verona che ha coinvolto il Comune di Piuro per analizzare le dinamiche insediative e ambientali di una valle alpina, caratterizzata da imponenti trasformazioni del proprio sistema paesaggistico, negli ultimi 2000 anni. Il Progetto Archeologico Piuro è guidato dal prof. Fabio Saggioro, docente di Archeologia medioevale all’università di Verona, con un team di ricercatori e ricercatrici, studentesse e studenti. Ed è proprio Saggioro a tracciare un primo bilancio dell’ultima campagna di scavo, tra settembre e ottobre 2021 (quella del 2020 è saltata per la pandemia), che ha portato a dei ritrovamenti appartenenti all’epoca tardo romana. Si tratta di una scoperta quanto mai inattesa e sorprendente per la storia del piccolo borgo.


La moneta tardo-antica trovata a Piuro (foto univr)
Grande è stato lo stupore quando gli scavi hanno portato alla luce sepolture e strutture murarie di enormi dimensioni, precedenti alla fase del villaggio e indicanti, quindi, come ad un certo punto, probabilmente intorno all’VIII secolo d.C., il villaggio si sia sviluppato su un’area funeraria. “L’orizzonte cronologico di queste sepolture e di questa struttura”, afferma Saggioro “sembra rimandare all’epoca tardo romana, aprendo quindi uno scenario nuovo: origini molto complesse che forse si legano a quella fase di instabilità della fine del mondo romano e l’inizio del medioevo”. Sono sempre più numerosi gli indizi che suggeriscono una frequentazione dell’area già in età tardoantica e altomedievale. A riprova è emersa dagli scavi una moneta dell’imperatore tardoantico Teodosio, riconducibile alla fine del IV secolo d.C. “Piuro si conferma un crocevia di uomini e merci per un lungo periodo che va dalla fine dell’età romana al tardo medioevo”. Saggioro spiega come Piuro sia noto soprattutto per la violenta frana che lo colpì nel 1618, catalizzando la maggior parte dell’attenzione degli studiosi nei secoli successivi. Mettere a fuoco Piuro, tuttavia, vuol dire anche raccontare una parte della storia delle Alpi e, per questa ragione, lo studio si è rivolto alle caratteristiche paleo-ambientali, cioè i cambiamenti avvenuti nel corso dei secoli e come l’uomo vi si sia adattato.
La definizione di “Piuro, Pompei delle Alpi”, ricorda Saggioro, nasce intorno agli anni Cinquanta del secolo scorso, quando una serie di studiosi, scrittori soprattutto di area tedesca, recuperano la storia di questo piccolo paese in val Chiavenna, poi Bregaglia, vicino al confine con la Svizzera, paese che nel 1618 fu teatro di quello che ancora oggi è considerato il più grande disastro alpino in epoca storica, e fece – a seconda delle stime – circa un migliaio di morti, legato a un’enorme frana che si staccò dal monte Conto e travolse tutto il paese: sopravvissero pochissime persone, probabilmente meno o intorno alla decina. E l’associazione tra il disastro naturale e la scomparsa di questo insediamento ,che all’epoca era un insediamento anche economicamente molto importante, creò il parallelismo con Pompei (delle Alpi), anche perché proprio in quel periodo cominciavano le prime ricerche archeologiche sull’area di Piuro. “Quindi questa definizione nacque un po’ da tutta questa serie di fattori”.

Piuro ha una triplice importanza dal punto di vista delle scoperte, sottolinea Saggioro. “Una è legata al fatto proprio della sua storia, cioè della grande frana che travolse ogni cosa. L’eco di questa grande frana colpì soprattutto l’Europa centrale perché gli abitanti di Piuro erano ramificati in moltissime piazze commerciali europee, e questo creò una forte eco emotiva in tutta Europa. Sappiamo però pochissimo della storia di Piuro perché in realtà su questa frana si è poi catalizzata tutta l’attenzione degli studiosi nei secoli successivi. E quindi mettere a fuoco Piuro vuol dire raccontare una parte della storia delle Alpi. Il nostro lavoro, oltre a quello di studiare la frana, è anche quello di usare Piuro come caso studio di un villaggio alpino: come funzionavano questi villaggi negli ultimi 1500 anni? Quali sono le loro caratteristiche? Come l’uomo si è adattato all’ambiente montano?”. L’altro aspetto molto importante delle ricerche a Piuro è che “Piuro nel Medioevo è al centro di un’area estrattiva molto importante legata alla produzione della pietra ollare che è un materiale particolarmente significativo per i secoli centrali del Medioevo. Lo troviamo diffuso in tutta la pianura padana, in area tirrenica, in area adriatica, ed è uno di quei materiali che forse ci aiuta a capire meglio lo sviluppo dell’economia altomedievale e, come l’anno definito alcuni studiosi, l’origine anche un po’ dell’economia europea”. E ultimo, ma non ultimo aspetto, è quello del rapporto tra uomo e ambiente. “È chiaro che il disastro naturale, la frana, ha delle dinamiche che sono connesse appunto all’ambiente, e quello che noi stiamo facendo è proprio anche studiare le caratteristiche paleo-ambientali, come sono cambiate nel corso del tempo, e come l’uomo si è adattato o ha gestito queste trasformazioni è un tema ovviamente centrale, nonché attuale per la nostra società, che è stato poco esplorato, e noi – conclude – su questo ci stiamo lavorando moltissimo”.
Roma. Riprende “Canti di pietra” al Foro Romano, finalmente in presenza: Franco Nero legge Gabriele Tinti alla fonte di Giuturna nel giorno in cui gli antichi romani celebravano i Tiberinalia per il dio Tevere

Riparte il ciclo Canti di Pietra, promosso dal parco archeologico del Colosseo e curato dallo scrittore e poeta Gabriele Tinti, in collaborazione con Hotel Splendide Royal Roma della Roberto Nardi Collection. L’appuntamento si terrà l’8 dicembre 2021, ricorrenza dell’antica festività romana Tiberinalia, dedicata al fiume, il dio Tevere: alle 11, alla Fonte di Giuturna, nel Foro Romano, l’ospite d’eccezione, l’attore Franco Nero, leggerà le poesie di Gabriele Tinti ispirate alle opere d’arte, ai miti e alle leggende di una tra le più importanti sorgenti d’acqua presenti nel contesto arcaico del Foro Romano. L’evento è aperto a tutto il pubblico in possesso di biglietto di accesso al PArCo. “In questo contesto del Foro Romano, così ricco di storia e di mito, riparte il ciclo di Canti di Pietra”, commenta Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. “Dopo un lungo periodo in cui si sono avvicendati Alessandro Haber, Michele Placido, James Cosmo, Stephen Fry, Marton Csokas e Robert Davi che nel corso del 2020 hanno prestato la loro arte per celebrare le antiche divinità del Pantheon romano e alcuni dei più celebri monumenti del PArCo, sempre in modalità online, ripartiamo finalmente in presenza, offrendo ai nostri visitatori l’emozione della lettura di Franco Nero che farà rivivere la storia e la statuaria un tempo presente nel Foro Romano”.

Al centro del bacino quadrato della fonte, monumentalizzato con un rivestimento di marmo, vi era un piedistallo destinato a sostenere il gruppo statuario dei Dioscuri, proprio in questi giorni in fase di nuovo allestimento. Parte del reading sarà ispirato a quest’opera, ancora oggi il simbolo dell’amore fraterno. Ulteriori statue decoravano il complesso architettonico posto dietro la fonte, più volte rimaneggiato e rifatto: una di essa rappresenta Esculapio, il dio della medicina, forse per ricordare le virtù medicamentose delle acque, e un’altra rappresentava Apollo. La lettura evocherà queste divinità e la statuaria un tempo presente in questa area del Foro.
Roma. Il parco archeologico del Colosseo lancia la campagna “A Natale fai un dono speciale ad amici, figli, parenti, regala la Membership Card del PArCo” sostenuta da un testimonial d’eccezione, Carlo Verdone

“A Natale fai un dono speciale ad amici, figli, parenti, regala la Membership Card del PArCo: scegli la formula più adatta ai tuoi amici: YOUNG, INDIVIDUAL o FAMILY & FRIENDS. Regala una dimensione esclusiva del PArCo, dei suoi monumenti, dei suoi eventi riservati”: è l’invito che il parco archeologico del Colosseo a far parte di una comunità attiva e curiosa, entrando nel cuore di Roma: il parco archeologico del Colosseo non è infatti solo il sito archeologico, ma anche una grande area verde che si estende per più di 40 ettari nel cuore della città. Un contesto paesaggistico nel quale magnifici alberi convivono con i monumentali resti archeologici, creando un luogo unico al mondo. “Donando la Membership card”, continua l’invito del PArCo, “tu sostieni le attività di questo luogo unico al mondo e regali ai tuoi amici l’ingresso illimitato per 12 mesi all’area del Palatino, Foro Romano e Colosseo; regali la possibilità di scoprire in anteprima le mostre, partecipare alle attività in programma e beneficiare di numerosi vantaggi. Ma soprattutto regali uno strumento di compartecipazione attiva alla cura di un territorio che appartiene a tutti noi”.
E oggi la Mermership Card del parco archeologico del Colosseo ha un testimonial d’eccezione, un cittadino romano veramente speciale: Carlo Verdone che racconta l’unicità del Parco archeologico del Colosseo. Anche lui fa parte di questa comunità attiva e curiosa di questo luogo unico al mondo.
Natale 2021 al museo Archeologico nazionale di Napoli: Presepe continuum, nuove mostre (da Dante al giocattolo nel mondo antico) e una nuova campagna di abbonamento OpenMANN per essere protagonisti nel 2022 con tre nuove sezioni, la Campania Romana, e grandi mostre, dalla Sardegna Megalitica e alla civiltà bizantina

Che Natale sarebbe senza il Presepe continuum del museo Archeologico nazionale di Napoli? E il Presepe continuum che per tutte le festività si può ammirare nell’Atrio del museo, è solo una delle proposte culturali per cittadini e turisti con cui il Museo si prepara alle festività natalizie. Il suggestivo presepe realizzato dall’Associazione Presepistica Napoletana è dedicato quest’anno ai 160 anni dall’Unità d’Italia: i grandi protagonisti del Risorgimento nazionale vengono rappresentati tra vicoli e botteghe, mentre trova spazio, nella ricostruzione dell’omonima piazza, anche la statua dell’Alighieri, innalzata proprio per celebrare l’Unità del paese.

Tante le novità espositive che partiranno da questo mese: da lunedì 6 dicembre 2021 apre al pubblico “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Commedia nelle collezioni del MANN”, che lega i reperti del Museo ai personaggi del poema dantesco. Da venerdì 10 dicembre 2021 (vernissage alle 16), spazio alla riflessione sul divertimento, tra passato e presente: la mostra “Giocare a regola d’arte”, curata da Paolo Giulierini ed Ermanno Tedeschi, accosterà cinquanta reperti ad altrettante creazioni contemporanee, per raccontare le simmetrie con il mondo dell’infanzia dei nostri antenati. Dal 20 dicembre 2021, in occasione del centenario dalla morte di Enrico Caruso, da non perdere un interessante allestimento su vita e fortuna del celebre tenore. Per gli appassionati di fotografia, tre percorsi al Museo: “19.34. Fotografie di Antonietta de Lillo. La storia in presa diretta” con un emozionante reportage sul terremoto del 1980 in Irpinia; “Solve et coagula”, che raccoglie sovraimpressioni digitali realizzate da Alessandra Cardone; “Naples. Sense of place” di Alex Trusty, racconto per immagini della città e del litorale flegreo.

Dal 6 dicembre 2021 riparte anche la campagna di abbonamento all’Istituto. Il claim scelto è “Vieni al Mann a dicembre e torna per tutto il 2022”. Da lunedì 6, in biglietteria e on-line, è possibile acquistare la card annuale a prezzi promo: 16 euro per un adulto, 28 euro per due over 25 anni (opzione family), 3 euro per ragazzi dai 18 ai 24 anni e per tutti gli studenti universitari, senza limiti di età. L’abbonamento OpenMann ha la validità di 365 giorni dalla data di attivazione e consente accessi illimitati al Museo, per visitare mostre temporanee e collezioni permanenti. Dal 4 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022, chi sottoscriverà una card family potrà partecipare gratuitamente, sino ad esaurimento posti, ai laboratori didattici per bambini proposti da Coopculture. Inoltre, l’abbonamento garantisce di visitare con il 25% di sconto gli oltre trenta siti culturali della rete Extramann, ricevendo una newsletter mensile con le offerte dedicate. Tra le strenne natalizie prodotte dal Museo anche il volume a fumetti “Nico e l’elmo del Gladiatore” (Electa) e il calendario della Scuola Italiana di Comix.

Sottoscrivendo un abbonamento OpenMann, si potrà naturalmente seguire l’intensa vita culturale del Museo nel 2022: prevista non solo la riapertura di tre sezioni storiche, la Sezione Tecnologica Romana (autunno), Cuma e Neapolis (dicembre), ma anche il nuovo allestimento della Campania Romana (luglio). Dall’11 giugno 2022 il Museo ospiterà la mostra “Sardegna Isola Megalitica”, affiancata dall’experience virtuale proposta da NURAGICA per viaggiare nel tempo alla scoperta della civiltà nuragica. In ottobre, focus espositivo sull’alba e il tramonto di Bisanzio.
Firenze. Conto alla rovescia per la settima edizione di TourismA 2021, il salone dell’Archeologia e del Turismo culturale. Ecco qualche appuntamento spulciato dal ricco programma di tre giorni di eventi e incontri

Ormai ci siamo. È iniziato il conto alla rovescia. Mancano una decina di giorni alla settima edizione di TourismA 2021, il salone dell’Archeologia e del Turismo culturale in scena al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 17 al 19 dicembre 2021, per un’immersione totale nella storia e nelle testimonianze del passato: decine di incontri e centinaia di relatori, dalle grandi scoperte alle proposte di musei e parchi, dall’arte all’ambiente ai borghi e siti Unesco, ai nuovi itinerari, alle tecnologie d’avanguardia. Ingresso gratuito. Verifica green pass e registrazione obbligatoria all’ingresso (vedi modalità di accesso). Prenotazioni solo per le scuole. Novità e grandi ritorni tra i “big”: Franco Cardini, Andrea Carandini, Louis Godart, Giuliano Volpe, Cristoforo Gorno, Giorgio Manzi, Massimo Osanna, Mario Tozzi, Paolo Giulierini, Alberto Angela… E per i più piccoli i laboratori di archeologia sperimentale (prenotazione diretta). Importante appuntamento per il turismo culturale: spazi espositivi e proposte di valorizzazione / promozione sono al centro di “tourismA 2021” con Stand e Box poster di operatori e agenzie turistiche, parchi, poli museali, editoria e università; Buy Cultural Tourism. A “tourismA 2021” il 4° Workshop del Turismo Culturale riservato a buyers e sellers; viaggi di cultura e archeologia. Programmi di viaggio con interventi dei vari curatori scientifici nella Rassegna di itinerari turistico-culturali. Vediamo qualche proposta di TourismA 2021, spulciando nel ricco programma.

17 dicembre 2021, alle 9.15, Auditorium: LA MUSICA PERDUTA DEGLI ETRUSCHI. Grande ritorno a “tourismA 2021” del sassofonista Stefano “Cocco” Cantini e dell’etruscologa Simona Rafanelli. I due esperti apriranno il XVII Incontro Nazionale di Archeologia Viva nel grande auditorium del Palacongressi di Firenze.

17 dicembre 2021, alle 11.45, sala Onice: RITORNO IN LIBIA. La settima edizione di “tourismA” si apre con il convegno ITER sulla ricerca italiana all’estero nel ricordo del suo ideatore Ettore Janulardo. Fra i relatori è Oscar Mei (Università di Urbino) direttore della Missione a Cirene e Tripoli con un intervento su “Archeologia in Libia (dopo dieci anni di guerra)”.

17 dicembre 2021, alle 12.00, Auditorium: NEANDERTHAL VS ELEFANTI. A “tourismA” l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria presenta la mostra virtuale “170.000 anni fa a Poggetti Vecchi. Neanderthal ed elefanti nella Maremma toscana, la sfida del clima” con una spettacolare “visita guidata” sul grande schermo dell’auditorium del Palacongressi di Firenze.

17 dicembre 2021, alle 14.15, sala Onice: OSTIA ANTICA Il Parco archeologico: patrimonio culturale, società e territorio: dal ruolo del parco alle opportunità per il territorio di Fiumicino, dal nuovo museo delle Navi al marchio europeo del Patrimonio.

17 dicembre 2021, alle 15.00, Auditorium: LA PUGLIA E IL MARE. Un nuovo centro di ricerche per conoscere e valorizzare i paesaggi costieri e subacquei: ne parlano a “tourismA” Rita Auriemma, Luigi De Luca, Danilo Leone, Maria Turchiano e Giuliano Volpe, nell’ambito del XVII Incontro Nazionale di Archeologia Viva.

17 dicembre 2021, alle 15.40, sala Limonaia: TURISMO NELLA PREISTORIA. A tourismA 2021, convegno dell’IIPP sulle potenzialità turistiche delle aree preistoriche. Spettacolari i casi di studio in programma, fra cui il sito di Passo Redebus in Trentino con forni per la produzione del rame presentati da Franco Marzatico e Luisa Moser.

18 dicembre 2021, alle 9.40, Auditorium: BERE E FUMARE AI CONFINI DELL’IMPERO. A “tourismA 2021” convegno SCAVARE IL PRESENTE a cura di Giuliano Volpe. Interviene fra gli altri Sauro Gelichi: “Tabacco e caffè in una città del Montenegro in età moderna”.

18 dicembre 2021, alle 10.00, Auditorium: SCAVARE IL PRESENTE. In Puglia il Campo 65 di Altamura: prima campo di prigionia, poi campo di addestramento di partigiani titini, infine campo profughi. Ne parlerà Giuliano De Felice (Università di Bari) a “tourismA” nell’ambito del convegno “Scavare il presente” curato da Giuliano Volpe e dallo stesso De Felice.

18 dicembre 2021, alle 10.00, sala Onice: LA SLOVACCHIA A TOURISMA. Clima, Patrimonio Unesco, i confini dell’Impero romano sul Danubio centrale e una storia nascosta: la veduta di Bratislava in Palazzo Vecchio.

18 dicembre 2021, alle 10.20, sala Verde: CONSERVARE IL PATRIMONIO. Marco Ciatti, soprintendente Opificio delle Pietre Dure, e James Bradburne, direttore Pinacoteca di Brera, sono in programma a “tourismA 2021” nel convegno “Conservare e valorizzare il patrimonio culturale” a cura 4CH.

18 dicembre 2021, alle 12.00, Auditorium: RAVENNA E GORNO PREMIATI A TOURISMA. Il Premio “R. Francovich” 2021, per la comunicazione museale e la divulgazione del Medioevo, attribuito dalla SAMI – Società Archeologi Medievisti Italiani, è andato al Museo Classis Ravenna, realizzato dalla Fondazione RavennaAntica, e all’autore e conduttore televisivo Cristoforo Gorno. Il prestigioso riconoscimento verrà consegnato dal presidente SAMI prof. Paul Arthur nell’ambito del prossimo “tourismA”.

18 dicembre 2021, alle 16.20, Auditorium: TRAIANO PRINCIPE IDEALE. Ne parlerà a “tourismA” il professor Livio Zerbini presentando il suo ultimo libro nell’ambito del XVII Incontro Nazionale di Archeologia Viva.

19 dicembre 2021, alle 9.30, sala Onice: CORSICA INDIGENA. Domenica 19 dicembre l’Università e la Collettività di Corsica organizzano a “tourismA” (Palacongressi di Firenze) un convegno su “Mobilità e contatti nel Tirreno durante il I millennio a.C.”.

19 dicembre 2021, alle 11.30, Auditorium: L’ULTIMO NEANDERTHAL. Ne parlerà Giorgio Manzi, paleoantropologo alla Sapienza Università di Roma, nell’ambito del XVII Incontro Nazionale di Archeologia Viva.

19 dicembre 2021, alle 14.30, sala Onice: TARAS E VATL, Città di mare e antichi porti del Mediterraneo. Simona Rafanelli, direttore museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, ed Eva Degl’Innocenti, direttore museo Archeologico nazionale di Taranto, parlano del progetto culturale Taras e Vatl, delle due mostre rispettivamente a Vetulonia e Taranto, e del convegno al MArTa.

19 dicembre 2021, alle 17.00, Auditorium: ALBERTO ANGELA. Come da tradizione, il divulgatore scientifico e scrittore, Intervistato da Piero Pruneti direttore di Archeologia Viva, chiuderà l’Incontro Nazionale di Archeologia Viva. Ma quest’anno, l’intervento non sarà in presenza ma da remoto a evitare rischi di contagio per probabili assembramenti.
Penultimo appuntamento con la rassegna di musica da camera “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte”: al museo Archeologico di Calatia a Maddaloni (Caserta) col pianista Davide Cabassi

Penultimo appuntamento, domenica 5 dicembre 2021, con “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte”, la rassegna organizzata dall’associazione “Anna Jervolino” e dall’Orchestra da Camera di Caserta, sotto la direzione artistica di Antonino Cascio, e realizzata con il contributo del Mic – direzione generale Spettacolo e dalla Regione Campania. Alle 18, nel museo Archeologico di Calatia di Maddaloni, nell’ambito della sezione Pianofestival della rassegna, l’artista Davide Cabassi eseguirà al pianoforte brani di Beethoven e di Schumann. La rassegna fa parte del network culturale nazionale e regionale di Aiam e Med; e si avvale della collaborazione della direzione regionale Musei Campania e del museo Archeologico di Calatia di Maddaloni. Prevendita al museo Archeologico di Calatia (in concomitanza con i concerti).

Il pianista Davide Cabassi (foto autunno musicale)
Cabassi è top-prize winner al Van Cliburn International Piano Competition 2005. Dopo il debutto con l’Orchestra Sinfonica della Rai di Milano, all’età di 13 anni, ha intrapreso una brillante carriera esibendosi con le maggiori orchestre europee ed americane, collaborando con vari direttori di fama internazionale. Ha tenuto recital in Europa, Stati Uniti, Argentina, Cina e Giappone, ospite di importanti sale. Ha registrato per Radio Tre, Radio Popolare, Radio Svizzera Italiana, Radio France, Rai Uno, Rai Tre e Classica Sky ed è uno dei protagonisti del film In the heart of Music, realizzato in occasione del Concorso van Cliburn 2005, trasmesso negli Stati Uniti e in Europa. Ha registrato vari cd con musiche, tra gli altri, di Debussy, Schumann, Bach, Beethoven, Brahms, Cervantes, Clementi, Cherubini, Respighi, Martucci, Mozart, Rossini, per varie etichette, ottenendo anche il Premio della Critica della Rivista Classic Voice. Si è diplomato al Conservatorio di Milano e si è perfezionato alla International Piano Foundation di Cadenabbia. Insegna nei conservatori italiani dal 2003 e i suoi studenti sono vincitori di importanti concorsi nazionali ed internazionali. È spesso invitato nelle giurie di concorsi internazionali, nonché a tenere masterclass in tutto il mondo. È artist in residence del Tiroler Festspiele Erl e membro del Comitato Artistico del Concorso Internazionale Ferruccio Busoni.
Pompei. In occasione della “Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità” il parco archeologico amplia il percorso “Pompei per tutti” alla Casa del Larario di Achille. Al via anche visite per persone con disabilità sensoriali

II 3 dicembre è la “Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità”. E dal 3 dicembre 2021 il parco archeologico di Pompei nell’ottica di promuovere l’importanza dell’accesso al patrimonio culturale – secondo i principi della massima inclusione di ciascun cittadino, senza limitazioni o distinzioni – estende il percorso senza barriere architettoniche “Pompei per tutti”, con l’aggiunta all’itinerario della Casa del Larario di Achille, tra gli edifici visitabili con accesso facilitato. L’itinerario di oltre 3 chilometri, inaugurato nel 2016, consente agevolmente anche a persone con difficoltà motoria di attraversare l’intera città archeologica dall’ingresso di Piazza Anfiteatro fino a Porta Marina, e vede anno per anno aumentare il numero dei monumenti visitabili, grazie al miglioramento dei livelli di accessibilità degli edifici e dei percorsi, tramite azioni congiunte tra nuove soluzioni progettuali e iniziative online.

La casa del Larario di Achille, ubicata lungo via dell’Abbondanza, è stata interessata negli ultimi anni da una serie di interventi di manutenzione straordinaria e di restauro a cura del personale Ales: dalla manutenzione delle coperture fino al ripristino del piano pavimentale e inserimento di dispositivi atti a rendere fruibile l’atrio e l’accesso al giardino. La dimora presenta una ricchissima e raffinata decorazione pittorica con colti riferimenti letterari e deve il suo nome alla decorazione in stucco di un ambiente che si apre presso l’atrio, probabilmente un piccolo sacello domestico (larario), con scene della guerra di Troia. La scelta di questo tema, che si ricollega anche ad alcuni affreschi della Casa del Criptoportico, suggerisce la probabile volontà̀ del proprietario della casa di esaltare le origini della sua famiglia, ricollegandole anche alla storia di Roma. Uno degli ambienti rivolti verso il giardino, finalmente resi accessibili, è decorato da un grande affresco con due enormi elefanti guidati da amorini che usano come redini rami di mirto, la pianta sacra a Venere. La scena va probabilmente interpretata come una celebrazione della potenza della dea.

Inoltre, nell’ambito del protocollo “Campania tra le mani. Itinerari inclusivi nei luoghi d’arte”, coordinato dal Servizio di Ateneo per le Attività degli studenti con Disabilità dell’università Suor Orsola Benincasa, a cui aderiscono numerose istituzioni dei beni culturali campane e le maggiori associazioni delle persone con disabilità, sono previste due visite guidate per il mese di dicembre per persone con disabilità sensoriale, a partire dal 1° dicembre 2021 a cura di funzionari del Parco, assisti da personale specializzato. Per info e prenotazioni: tel. 081.2522371 – saad.progetti@unisob.na.it.
Sul sito del Parco www.pompeiisites.org nella sezione Accessibilità, sono inoltre scaricabili alcuni video racconti, tra cui un’introduzione al sito, e altri dedicati all’anfiteatro, alla casa della Venere in conchiglia e alla Casa dei Ceii realizzati con la supervisione dell’associazione FIADDA Campania e la registrazione audio a cura del Centro Nazionale del Libro Parlato intitolato a Francesco Fratta, su iniziativa del Presidente dell’Unione nazionale ciechi, Mario Barbato. Nei video la voce narrante conduce l’utente alla scoperta dei luoghi, attraverso un audio e un linguaggio visivo che è in grado di raggiungere con la massima immediatezza chiunque, superando le varie limitazioni sensoriali. Nella stessa sezione è anche presente la rubrica “Lungo le strade di Pompei”, con video sottotitolati in italiano, che introducono alla visita dei principali edifici di Pompei, attraverso il racconto di una guida, con la collaborazione di CoopCulture nell’ambito delle attività didattiche del Parco.
Roma. Nel Foro Romano la Curia Iulia aperta al pubblico il sabato e la domenica con il biglietto Full Experience

Da sabato 4 dicembre 2021 la Curia Iulia sarà aperta al pubblico nelle giornate di sabato e domenica. I possessori del biglietto Full Experience potranno accedervi dalle 9.30 alle 15.30, con ultimo ingresso alle 15.15. L’edificio deve il suo nome alle assemblee dei “curiati”. Nel corso dei secoli è stato variamente restaurato e riutilizzato. Al suo interno si conservano i plutei traianei, balaustre marmoree rinvenute nel 1872 nel Foro Romano, tra il Comizio e la Colonna di Foca.
Si chiama Pompeii Artebus. È il nuovo servizio di navetta per i visitatori del parco archeologico di Pompei che collega Pompei alle ville romane di Boscoreale, Oplontis, Stabia e al museo archeologico di Stabia Libero D’Orsi – Reggia di Quisisana

Da Pompei alle ville romane di Boscoreale, Oplontis, Stabia e al museo archeologico di Stabia Libero D’Orsi – Reggia di Quisisana: si chiama POMPEII ARTEBUS, il nuovo minibus per tutti i visitatori del parco archeologico di Pompei che dal 4 dicembre 2021 consentirà di rendere agevole il collegamento tra i vari siti archeologici del Parco. L’iniziativa è realizzata dal parco archeologico di Pompei in collaborazione con la Regione Campania attraverso la Scabec con il progetto Campania>Artecard e l’EAV. Dal 4 dicembre 2021 al 17 gennaio 2022 e dal 1° aprile 2022 al 4 luglio 2022 sei giorni a settimana due minibus partiranno da piazza Esedra a Pompei, con due diverse destinazioni per collegare il sito archeologico di Pompei con i siti e le ville romane di Boscoreale, Torre Annunziata e Castellammare di Stabia.

Il servizio, che in questa prima fase è gratuito, è realizzato su iniziativa della Direzione generale del parco archeologico di Pompei attraverso i fondi di compensazione di Campania>artecard e potrà essere utilizzato da chiunque sia in possesso del biglietto di ingresso ai siti del circuito di Pompei, incluso l’abbonamento MyPompeii card o di un pass Campania>artecard. “Era di fondamentale importanza realizzare un adeguato collegamento tra Pompei e gli altri siti del Parco, per agevolare la fruizione degli stessi, che fanno parte di un territorio archeologico che ha bisogno di essere visitato nella sua interezza, affinché se ne possano comprendere le connessioni storiche, oltre che ammirarne la bellezza”, dichiara il direttore generale, Gabriel Zuchtriegel. “Ci auguriamo che questa iniziativa, possibile grazie alla collaborazione con la Regione Campania – Scabec, e l’EAV, porti tanti visitatori a scoprire la straordinarietà di questi luoghi e contribuisca ad una adeguata promozione di questi siti, che proprio per le difficoltà di raggiungimento, non hanno mai avuto la visibilità che meritano”.
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