Tarquinia sotterranea: scoperta una rete di ambienti sotterranei dimenticati nel sottosuolo dell’ex-Ospedale di Santa Croce

Ambienti sotterranei scoperti sotto l’ex ospedale di Santa Croce a Tarquinia (foto sabap-etru mer)
Tarquinia sotterranea: una scoperta inattesa nell’ospedale di Santa Croce. Una rete di ambienti sotterranei dimenticati è stata portata alla luce a Tarquinia nel sottosuolo dell’ex-Ospedale di Santa Croce, in via Garibaldi, durante i lavori di risanamento conservativo, effettuati sotto la supervisione della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale. L’ operazione di restauro dell’immobile sito al civico 23, da destinare alla nuova sede dell’ufficio anagrafe del comune di Tarquinia, ha richiesto la rimozione della pavimentazione moderna esistente. Sono stati così scoperti alcuni ambienti sotterranei, ai quali si è potuto accedere attraverso un vecchio lucernaio, un tempo chiuso da una griglia di ferro e poi murato all’epoca dell’abbandono del piano interrato.

Ex ospedale di Santa Croce a Tarquinia: esplorazione degli ambienti sottostanti da parte degli archeo-speleologi dell’associazione Asso (foto asso)
Dopo una ripresa con una telecamera, una prima esplorazione degli ambienti sottostanti è stata effettuata dagli archeo-speleologi dell’associazione Asso (Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione), nell’ambito di un accordo di collaborazione con la soprintendenza. Sono stati così visitati in sicurezza e documentati tre ambienti, più un quarto quasi interamente riempito di detriti, che sembrano far parte di un sistema esteso sotto l’intera superficie di calpestio dell’immobile comunale. Con ogni probabilità i sotterranei sono stati abbandonati e poi sigillati nella prima parte del Novecento. Nel corso dell’avventurosa esplorazione, alla quale hanno preso parte di persona anche i funzionari della soprintendenza, Giuseppe Borzillo e Daniele F. Maras, e il sindaco Alessandro Giulivi, sono stati presi accordi per la continuazione delle indagini da parte del Comune di Tarquinia in sinergia con la soprintendenza.
Torino. Ancora due settimane per visitare la mostra “Invito a Pompei” ospitata nella Sala del Senato a Palazzo Madama
C’è ancora poco tempo, fino al 29 agosto 2022, per visitare a Palazzo Madama di Torino la mostra “Invito a Pompei”, curata dal Parco archeologico di Pompei e da Palazzo Madama. Un “invito” a entrare nelle case di Pompei, a scoprire quali erano le atmosfere, come erano arredate, quali oggetti erano usati quotidianamente dai suoi abitanti, come erano decorate e abbellite, attraverso un viaggio nel mondo pompeiano.
Il percorso espositivo, nella maestosa Sala del Senato, dove si è fatta l’Italia, si snoda attraverso gli ambienti maggiormente rappresentativi delle case più lussuose della Pompei del I secolo d.C.

L’affresco con scene di giardino dalla Casa del Bracciale d’Oro di Pompei in mostra a Torino a Palazzo Madama (foto palazzo madama)
La domus romana, per la prima volta a Torino, spalanca le sue porte ai visitatori, accogliendoli nell’intimità domestica e mostrando loro la normalità della vita quotidiana alle pendici del Vesuvio. Un tuffo nel passato, che offre l’occasione di aggirarsi in quegli ambienti in cui l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. spense d’un colpo la vita dei suoi abitanti. La Pompei di oggi non è che lo scheletro della città antica, prosciugata di ogni forma di vita dalla calamità naturale e svuotata di quegli oggetti che consentirebbero di immaginarla così com’era.
Una ricca selezione di oltre 120 opere, tra arredi, statue, gioielli, bronzi, vetri e apparati decorativi, è presentata al visitatore in un itinerario tra gli spazi domestici (l’atrio, il triclinio, il peristilio con il giardino, le stanze da letto), che termina con i drammatici calchi di alcune vittime.
Silvia Martina Bertesago, responsabile Antiquarium e sedi espositive parco archeologico di Pompei, spiega come sono nati i calchi dei corpi delle persone morte durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
Dalle fauces all’atrio, dall’atrio al perisitilio, dal peristilio al triclinio e poi nei cubicula, le stanze private. Giovanni Carlo Federico Villa, direttore di Palazzo Madama, ci porta alla scoperta degli spazi che compongono la domus romana.
Superate le fauces si entra nell’atrio e nell’atrio c’è il larario: come spiega Giovanni Carlo Federico Villa, direttore di Palazzo Madama, il larario è un po’ la “carta d’identità” del padrone di casa, perché qui erano esposti i Lari, cioè le divinità protettrici della casa, e i Penati, cioè gli antenati. Attraverso queste rappresentazioni di divinità romane, egizie, greche e orientali, si capiva a quali riti misterici partecipava il padrone di casa.
Uno sguardo agli interni della domus pompeiana attraverso il cubiculum, la camera da letto, lo spazio privato della donna e della bellezza femminile. Qui troviamo gli oggetti necessari per il make-up del passato e gioielli con un design già contemporaneo e che ritroveremo molto simile tempo dopo, intorno al 1930.

Il ninfeo della Casa del Bracciale d’Oro di Pompei ricreato nella mostra “Invito a Pompei” a Palazzo Madama a Torino (foto palazzo madama)
Le visite guidate a orario fisso. La mostra offre l’occasione di entrare nelle abitazioni di Pompei e la visita guidata approfondisce le tematiche che ne scaturiscono. Al visitatore viene offerto uno spaccato di vita quotidiana del I secolo d.C., un’immersione negli spazi e nel vissuto di un tessuto sociale che desiderava mostrare la propria ricchezza e raffinatezza. Gli oggetti di uso domestico descrivono la vita all’interno della domus, i preziosi marmi rivelano la cura nell’abbellimento del giardino quale luogo di serena tranquillità; gli affreschi parietali palesano ricchezza e lusso. Le visite guidate di un’ora si tengono il lunedì alle 11; il sabato e la domenica alle 16.30 (possibilità di abbinare visita alle collezioni alle 15). Biglietto di ingresso alla mostra + visita guidata 6 euro. Prenotazioni: t. 0115211788 – prenotazioniftm@arteintorino.com
Pompei. Turista entra con lo scooter nell’area archeologica attraverso il varco di servizio, usato dalle auto di ditte di cantiere: subito bloccato

Il turista in scooter all’interno dell’area archeologica di Pompei colto dalle immagini di videosorveglianza degli scavi (foto parco archeologico di pompei)
Turista straniero entra in scooter nell’area archeologica di Pompei. Detta così la notizia fa una certa impressione. È tutto vero, ma per fortuna l’intruso ha fatto in tempo a percorrere solo un tratto esterno della città e non strade antiche prima di essere bloccato. Il turista, mercoledì 10 agosto 2022, si era introdotto all’interno dell’area archeologica di Pompei attraverso il varco di servizio di Porta Vesuvio, seguendo l’ingresso di auto di ditte di cantiere. L’intrusione ha determinato l’attivazione immediata della squadra di vigilanza del Parco che è riuscita a bloccarlo fino all’arrivo dei carabinieri. Il tratto percorso è un viale esterno alla cinta muraria della città antica, in terra battuta, utilizzato dalle ditte impegnate in cantieri di lavori di scavo, messa in sicurezza e restauro e non accessibile al pubblico. Pertanto, non c’è stato pericolo né per i visitatori del sito né per il patrimonio archeologico in nessun momento dell’episodio, che si è concluso dopo pochi minuti grazie all’efficiente servizio di vigilanza e videosorveglianza del Parco archeologico.
Ferragosto al museo: lunedì 15 agosto apertura straordinaria dei musei e dei luoghi della cultura
Ferragosto 2022. Lunedì 15 agosto apertura straordinaria dei musei e dei luoghi della cultura, ivi inclusi i monumenti, le gallerie, le aree e i parchi archeologici, i parchi, le ville e i giardini. Molti dei luoghi d’arte coinvolti saranno animati con eventi, mostre tematiche, percorsi e visite guidate. Un’occasione speciale per trascorrere un Ferragosto all’insegna della cultura e del divertimento: musei, gallerie, monumenti, palazzi, ville, castelli, templi, parchi, giardini, aree e siti archeologici. Si possono scoprire le modalità di accesso dei singoli musei su Ferragostoalmuseo2022 – Ministero della cultura.
Roma. Scoperto un ponte romano di età imperiale sulla via Tiburtina durante i lavori di allargamento della strada: venuta alla luce la porzione centrale dell’arcata a tutto sesto del ponte

La porzione centrale dell’arcata a tutto sesto del ponte scoperto sulla via Tiburtina (foto fabio caricchia / ssabap-roma)

Il cantiere di scavo sulla via Tiburtina dove è stato scoperto parte di un ponte romano (foto fabio caricchia / ssabap-roma)
Gli operai e i tecnici della soprintendenza se ne sono subito resi conto: quei blocchi in travertino lavorati erano parte di una struttura antica. I resti di un ponte romano sono venuti alla luce durante le indagini archeologiche condotte sotto la direzione della soprintendenza Speciale di Roma per i lavori del Comune di Roma di allargamento della strada Tiburtina. La struttura, a una prima analisi di epoca imperiale, serviva all’antica Tiburtina ad attraversare il Fosso di Pratolungo.

Gli incavi rettangolari usati per fissare i blocchi di travertino del ponte (foto fabio caricchia / ssabap-roma)

Frammenti del ponte romano scoperto sulla via Tiburtina (foto fabio caricchia / ssabap-roma)
Gli scavi, condotti con la direzione scientifica di Fabrizio Santi, archeologo della soprintendenza Speciale di Roma, dalle archeologhe Stefania Bavastro e Mara Carcieri della Land srl, hanno messo in luce la porzione centrale dell’arcata a tutto sesto del ponte realizzata con possenti blocchi di travertino messi in opera a secco, fissati tra di loro mediante incavi rettangolari connessi a sporgenze dalle medesime caratteristiche e dimensioni e rinforzati esternamente da uno spesso strato di cementizio.

Blocchi di travertino del ponte romano scoperto sulla via Tiburtina (foto fabio caricchia / ssabap-roma)
“Roma ci sorprende sempre con la testimonianza della sua storia millenaria – ha dichiarato il soprintendente speciale Daniela Porro – Il ponte appena ritrovato ci mostra i resti di una pregevole opera dell’ingegneria romana e permetterà di comprendere meglio la topografia antica della zona e i suoi sviluppi nel corso dei secoli”.
In occasione di “Matera cielo stellato. A riveder le stelle” apertura serale straordinaria di Palazzo Lanfranchi con accesso alla terrazza per lo spettacolo del “cielo stellato capovolto”
Trascorrere la notte di San Lorenzo a Matera e vivere l’emozione di vedere una stella cadente dalla terrazza di Palazzo Lanfranchi? Non è un’idea impossibile. Il museo nazionale di Matera ha programmato, in occasione dell’evento “Matera Cielo Stellato. A riveder le stelle” del 10 agosto 2022, organizzato dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 – Matera 2019, l’apertura serale straordinaria di Palazzo Lanfranchi. Così, dopo la visita della mostra “Hostia. Pier Paolo Pasolini” o dopo aver visto le opere di Carlo Levi, si può raggiungere Palazzo Lanfranchi e scoprirlo: il museo sarà aperto dalle 20 alle 23 con ingresso gratuito. Durante la serata sarà possibile visitare le sale espositive del Museo, accedere alla terrazza di Palazzo Lanfranchi e ammirare il suggestivo spettacolo della Murgia materana trasformata in un cielo stellato capovolto da centinaia di lumi led a basso impatto ambientale. L’accesso alla terrazza sarà limitato per permettere la partecipazione e la fruizione in sicurezza dell’evento.
Annunciate le 5 scoperte archeologiche del 2021 candidate alla vittoria della 8ª edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” promosso dalla Borsa Mediterranea del Turismo archeologico e dalla rivista Archeo. Le cinque scoperte archeologiche del 2021 finaliste sono: Egitto: dal deserto riaffiora la città fondata da Amenhotep III a Luxor; Italia: Pompei, a Civita Giuliana scoperta la stanza degli schiavi; Pakistan: nel sito di Barikot il più antico tempio buddhista urbano della valle dello Swat; Regno Unito: in Inghilterra nella contea di Rutland uno straordinario mosaico con scene dell’Iliade; Turchia: in Anatolia il sito di Karahantepe un santuario rupestre di oltre 11mila anni fa. Il Premio, assegnato alla scoperta archeologica prima classificata, sarà selezionato dalle 5 finaliste segnalate dai direttori di ciascuna testata e sarà consegnato venerdì 28 ottobre 2022, in occasione della XXIV BMTA in programma a Paestum dal 27 al 30 ottobre 2022, alla presenza di Fayrouz Asaad, archeologa e figlia di Khaled. Inoltre, sarà attribuito uno “Special Award” alla scoperta, tra le cinque candidate, che avrà ricevuto il maggior consenso dal grande pubblico nel periodo 4 luglio – 30 settembre sulla pagina Facebook della Borsa (
La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e Archeo hanno inteso dare il giusto tributo alle scoperte archeologiche attraverso un Premio annuale assegnato in collaborazione con le testate internazionali media partner della Borsa: Antike Welt (Germania), Archäologie in Deutschland (Germania), Archéologia (Francia), as. Archäologie der Schweiz (Svizzera), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia). Il direttore della Borsa Ugo Picarelli e il direttore di Archeo Andreas Steiner hanno condiviso questo cammino in comune, consapevoli che “le civiltà e le culture del passato e le loro relazioni con l’ambiente circostante assumono oggi sempre più un’importanza legata alla riscoperta delle identità, in una società globale che disperde sempre più i suoi valori”. Il Premio, dunque, si caratterizza per divulgare uno scambio di esperienze, rappresentato dalle scoperte internazionali, anche come buona prassi di dialogo interculturale e cooperazione tra i popoli. L’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” – giunto alla 8ª edizione e intitolato all’archeologo di Palmira, che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale – è l’unico riconoscimento a livello mondiale dedicato al mondo dell’archeologia e in particolare ai suoi protagonisti, gli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio.





Con la pubblicazione del programma la Fondazione museo civico di Rovereto inizia a scoprire le carte dell’edizione 2022 del film festival RAM – Rovereto – Archeologia – Memorie, dedicato al patrimonio culturale materiale e immateriale, a Rovereto dal 28 settembre al 2 ottobre 2022, con il focus “Sguardi al femminile”: un riflettore puntato sul ruolo delle donne nella storia, su parità di genere e opportunità attraverso testimonianze di registe, archeologhe, scrittrici, anche da zone di crisi e da quei paesi in cui cultura e formazione non sono scontate, soprattutto per le donne. La formula del Festival prevede proiezioni, incontri, corsi di formazione, visite alla scoperta del territorio. Il Teatro Zandonai, gioiello settecentesco della città, ospita le proiezioni dei film, gli eventi speciali e gli archeobook brunch. Ma la settimana del festival è anche occasione per scoprire il centro storico e il territorio attraverso gli appuntamenti del festival diffuso.
I film. Il programma dei film si articola in cinque giornate di proiezioni. In calendario 62 film (9 dei quali per il focus Sguardi al femminile) suddivisi nelle quattro sezioni che concorrono ad altrettanti premi assegnati da giurie composte da professionisti che operano nel campo del cinema, della cultura e della tutela del patrimonio. : 16 in concorso per il premio CINEMA ARCHEOLOGICO e la menzione speciale Archeoblogger, con tre prime nazionali; 17 in concorso per il premio CULTURA ANIMATA con 4 prime nazionali, 1 europea e 1 assoluta; 16 in concorso per il premio SGUARDI DAL MONDO e la menzione speciale CinemA.Mo.Re con 2 prime nazionali e 2 assolute; 13 in concorso per il premio L’ITALIA SI RACCONTA con 1 prima nazionale e 2 assolute. Tutti i film concorrono al premio “RAM film festival”, decretato dal pubblico in sala tramite votazione. Le mattinate di mercoledì, giovedì e venerdì sono dedicate alle scuole che hanno partecipato al progetto CINEMaSCUOLA. Due momenti sono dedicati in particolare al cinema d’animazione, venerdì pomeriggio e sabato mattina.






In un contesto carico di suggestioni e memorie storiche, come il parco archeologico di Sibari, uno dei siti più estesi del Mediterraneo di età classica e romana, l’11 e il 12 agosto 2022 si svolge la rassegna “Il cielo sopra Sibari. Storie musiche e naviganti”, sotto la direzione artistica di Peppe Voltarelli; tra reading e musica, si propone di riannodare i legami con il passato, muovendosi sulle tracce di antiche vestigie greche, ellenistiche e romane. La rassegna è promossa dal parco archeologico di Sibari con la collaborazione di Squilibri e la direzione esecutiva di Sud Studio Digital Sound. Ingresso: intero 5 euro; 18-25 anni, 2 euro (ridotto); meno di 18 anni ingresso gratuito (il biglietto comprende l’accesso al museo nazionale Archeologico della Sibaritide, al parco archeologico e al concerto). I biglietti si possono acquistare al museo nazionale archeologico della Sibaritide dal martedì alla domenica (9–19.30, la biglietteria chiude alle 19), e all’area archeologica Parco del Cavallo (solo le sere degli eventi). Servizio navetta gratuito, con partenze ogni 20 minuti, dalla Marina di Sibari e dal museo nazionale Archeologico della Sibaritide.

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