Venezia. “Un ambiente naturale del tutto artificiale: uomo e acqua ieri e oggi”: ne parla a bordo scavo di Lio Piccolo il team di scavo di Ca’ Foscari con l’attivista Jane Da Mosto. Visita guidata, aperitivo archeologico con musica e dj set
Come dobbiamo considerare la laguna: uno spazio naturale o uno spazio artificiale, modellato dall’uomo? A volte propendiamo per delle distinzioni di comodo. Le acque lagunari diventano artificiali quando dobbiamo proporre progetti, infrastrutture, cambiamenti. La natura diventa naturale quando invece siamo pronti a difenderla dall’inquinamento, dalle modificazioni o da elementi estranei. L’archeologia ci parla di uno spazio profondamente influenzato dall’ingegneria umana fin da più di 2000 anni fa: ma tale ingegno non sarebbe stato possibile senza il rispetto degli elementi naturali. Se ne parla nel nuovo appuntamento, sabato 15 ottobre 2022, alle 16, a Lio Piccolo (Venezia) con “Archeologia di comunità. Lo scavo della villa marittima di epoca romana di Lio Piccolo, anno 2022”, nell’ambito del progetto “Vivere d’acqua, archeologie tra Altino e Lio Piccolo” dell’università Ca’ Foscari di Venezia. In programma visita dello scavo, conversazione a bordo scavo e aperitivo archeologico. Si accede all’area dello scavo dall’agriturismo Le Saline in via della Sparesera 4 a Lio Piccolo (Ve). Per partecipare scrivere a vivereacqua@unive.it, messaggi whatsapp a +39 351 690 0300. Il tema di sabato 15 ottobre 2022 è “Un ambiente naturale del tutto artificiale: uomo e acqua ieri e oggi”. Il team di scavo Diego Calaon e Daniela Cottica incontrano l’attivista Jane Da Mosto, executive director di We are here Venice, insieme al sindaco di Cavallino Treporti, Roberta Nesto, l’assessore Alberto Ballarin e Sara Bini, funzionaria della soprintendenza ABAP di Venezia e laguna. Dopo lo scavo, si potrà sorseggiare un aperitivo accompagnati dalla musica e Dj Set con @sabba_techno.
Parco archeologico di Pompei. Per le Giornate Fai d’Autunno 2022 riflettori accesi su Villa San Marco a Castellammare di Stabia con visite dedicate del gruppo Fai Vesuvio

Villa San Marco è una delle perle del territorio stabiese (foto parco archeologico pompei)
È Villa San Marco, a Castellammare di Stabia, il sito scelto dal gruppo Fai Vesuvio per l’undicesima edizione delle Giornate Fai d’Autunno che si terranno sabato 15 e domenica 16 ottobre 2022. Situata sul crinale della collina di Varano, in posizione panoramica sul mare, Villa San Marco è una perla del territorio stabiese. Si trattava di una delle ville d’ozio, residenze di lusso, che dovevano punteggiare fittamente il golfo di Napoli, dotata di terme private, due immensi colonnati con fontane e piscina, statue e raffinate decorazioni parietali. Sepolta dall’eruzione del 79 d.C. e giunta fino a noi in uno straordinario stato di conservazione, costituisce oggi una delle testimonianze più affascinanti del modo di abitare dell’aristocrazia romana fra I sec. a.C. e I sec. d.C.

Dettaglio dei preziosi affreschi che decorano villa San Marco a Castellammare di Stabia (foto parco archeologico pompei)
Allo scopo di accendere i riflettori e far conoscere sempre più questo straordinario patrimonio culturale – ubicato poco lontano dai siti di Pompei ed Ercolano, ai quali la Villa è legata da un’unica storia territoriale oltre che dallo stesso tragico destino dell’eruzione -nello spirito che caratterizza il FAI, il Gruppo Fai Vesuvio ha organizzato per le giornate del 15 e 16 ottobre un percorso esclusivo, che unisce archeologia, storia e letteratura. Un’ occasione per riscoprire una perla del territorio, e rendersi consapevoli di quanto i Romani ci abbiano lasciato, ma anche di quello che è nostro dovere tutelare e preservare. Per le visite del Gruppo Fai (a contributo libero) non è richiesta prenotazione. Orario visite dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 17 (ultima visita alle 17). Il sito di competenza del parco archeologico di Pompei è aperto fino al 31 ottobre 2022 tutti i giorni (escluso il martedì) dalle 9 alle 19 (ultimo ingresso alle 18). Dal 1° novembre fino al 30 aprile 2022 tutti i giorni (escluso il martedì) dalle 9 alle 17 (ultimo ingresso alle 16).
Venezia. “Archeologia e ambiente in laguna. Verso il grande museo del Lazzaretto vecchio”: ne parla a bordo scavo di Lio Piccolo il team di scavo di Ca’ Foscari con i curatori del progetto museale e gli archeobotanici coinvolti. Visita guidata e aperitivo archeologico
Visita agli Scavi, Aperitivo archeologico e ospiti d’eccezione. Nuovo appuntamento, venerdì 14 ottobre 2022, alle 16, a Lio Piccolo (Venezia) con “Archeologia di comunità. Lo scavo della villa marittima di epoca romana di Lio Piccolo, anno 2022”, nell’ambito del progetto “Vivere d’acqua, archeologie tra Altino e Lio Piccolo” dell’università Ca’ Foscari di Venezia. In programma visita dello scavo, conversazione a bordo scavo e aperitivo archeologico. Si accede all’area dello scavo dall’agriturismo Le Saline in via della Sparesera 4 a Lio Piccolo (Ve). Per partecipare scrivere a vivereacqua@unive.it, messaggi whatsapp a +39 351 690 0300. Il tema di venerdì 14 ottobre 2022 è “Archeologia e ambiente in laguna. Verso il grande museo del Lazzaretto vecchio”. Il team di scavo Diego Calaon e Daniela Cottica incontrano Daniele Ferrara, Letizia Pulcini e Giulia Passante della Direzione regionale Musei del Veneto, curatori del progetto museale. La conservazione della risorsa archeologica è davvero una sfida per la Laguna, dove i siti difficilmente possono essere lasciati visibili come in un parco archeologico tradizionale. A questa sfida risponde l’ambizioso progetto del futuro museo di Archeologia del Lazzaretto Vecchio, con un progetto di narrazione della lunga storia conservativa della laguna e di Venezia. Invece gli archeobotanici Marco Marchesini e Silvia Marvelli aiuteranno a capire come l’ambiente naturale, le piante e le erbe ci permettano di tracciare una storia di continue iterazioni tra uomo e ambiente.
Padova. Primi risultati delle indagini archeologiche preliminari nell’area dove sorgerà la nuova Pediatria: trovati un corso d’acqua, una strada glareata, magazzini o edifici per attività artigianali. Nuovi elementi per capire meglio il suburbio orientale della città antica

Nuova Pediatria di Padova: l’area interessata dalle indagini archeologiche preliminari (foto ditta Malvestio Diego & C. snc)
Lì dove sorgerà la nuova Pediatria di Padova le indagini archeologiche preliminari stanno dando nuovi elementi per capire meglio il suburbio orientale della città antica. I primi risultati hanno messo in luce principalmente: gli antichi tracciati di un corso d’acqua, attivo in età preromana, e di una strada romana glareata, ovvero con battuto in ghiaia e frammenti laterizi, giunta a noi in uno stato di conservazione molto residuale; tracce di fondazioni di strutture murarie, pertinenti a magazzini o a edifici produttivi per attività artigianali che necessitavano dell’uso del fuoco e di un’agevole commercializzazione dei prodotti. Con una sola eccezione (una tomba a inumazione in cassetta di laterizi) non sono state individuate sepolture, come invece è avvenuto in altre zone del comparto ospedaliero.

Nuova Pediatria a Padova: resti di edifici destinati ad attività produttive/artigianali (foto ditta Malvestio Diego & C. snc)
Le indagini archeologiche. Lo scorso mese di aprile 2022 sono state avviate le indagini archeologiche preliminari alla realizzazione della nuova Pediatria del polo ospedaliero di Padova, insistenti sul sedime della demolita ex palazzina di Pneumologia. Questo edificio, costruito alla metà del XX secolo, era stato dotato di un piano interrato, la cui realizzazione – insieme alle opere fondazionali e alla fitta rete di sottoservizi – aveva comportato profondi sbancamenti, raggiungendo in alcune zone la stratigrafia alluvionale naturale, e in generale causando una forte frammentazione, tra i diversi interrati, dei risparmi di terreno con stratigrafia archeologica ancora intatta. Lo scavo archeologico è diretto dalla Soprintendenza competente e condotto dalla ditta Malvestio Diego & C. snc di Concordia Sagittaria (VE), con il coordinamento sul campo di Gaspare De Angeli. Il telerilevamento con droni è a cura della ditta Archetipo srl di Padova. L’analisi delle dinamiche idrografiche ha richiesto la consulenza specialistica del geoarcheologo Claudio Balista, mentre per le analisi sui resti inumati è intervenuta Lisa De Luca, antropologa fisica. Il progetto prevede inoltre che una parte del costruendo edificio si estenda verso ovest e verso nord, in zone esterne alla ex Pneumologia e dunque presumibilmente e almeno in parte meno manomesse da disturbi moderni, dove, nella fase attuale dei lavori, si sta effettivamente riscontrando una maggiore integrità della sequenza archeologica.

Indagini archeologiche preliminari nell’area dove sorgerà la nuova Pediatria di Padova (foto ditta Malvestio Diego & C. snc)
Dai primi anni ‘90 del secolo scorso, il comprensorio ospedaliero di Padova è stato interessato da interventi archeologici molteplici e di varia portata, correlati a specifiche necessità a carattere medico-sanitario. In particolare, nell’area prossima alla ex Pneumologia e alla vicina Clinica Ostetrica, alcuni interventi eseguiti negli anni Duemila hanno fatto emergere un quadro insediativo con una iniziale presenza antropica piuttosto rarefatta, a scopo coltivo, con canalizzazioni agrarie, databile tra la tarda età del Ferro e l’età di romanizzazione (III/II-I metà I sec. a.C.), seguita in età romana imperiale dall’impostazione di settori di necropoli e di insediamenti a carattere artigianale/produttivo, anche coesistenti tra loro. Rispetto a tale situazione pregressa, nel cantiere in corso il primo dato da evidenziare è l’assenza di sepolture, se si eccettua una inumazione infantile individuata in un punto marginale del cantiere e di epoca presumibilmente tardo-romana.

Vasellame fittile ritrovato durante le indagini archeologiche preliminari nell’area della nuova Pediatria di Padova (foto ditta Malvestio Diego & C. snc)
È stata accertata la presenza in antico di un corso d’acqua, scorrente in senso ovest-est lungo tutta la fascia settentrionale del cantiere, attivo in età preromana; sulla sponda meridionale del fiume, già sensibilmente ridotto di portata o addirittura interrato, in età romana viene impostata una strada, con sottofondo in pezzame laterizio, giunta a noi in uno stato di conservazione molto residuale, limitato alle due opposte estremità del cantiere; lacerti della stessa strada erano già stati messi in luce in alcuni sondaggi eseguiti negli anni Duemila a ovest dell’attuale cantiere. Sull’asse viario si affacciavano su entrambi i lati strutture murarie, di cui rimangono tracce di fondazioni, probabilmente pertinenti a magazzini o a edifici produttivi per attività che necessitavano dell’uso del fuoco (piattaforme focate) e un’agevole commercializzazione dei prodotti (affaccio sulla strada). Alla fase attuale non sono emersi specifici indicatori del tipo di attività esercitata, come scorie o scarti di produzione (vasellame fittile, laterizi, scorie metalliche).

Nuova Pediatria a Padova: edificio a pianta quadrangolare di grandi dimensioni emerso nello scavo del settore Ovest (foto ditta Malvestio Diego & C. snc)
Per quanto riguarda l’area Ovest, è stato recentemente messo in luce lungo il fronte meridionale della strada un edificio di ampie dimensioni a pianta quadrangolare, suddiviso in vani, con massiccia presenza di prodotti di combustione (carbone, cenere), piccoli fornetti e alcuni drenaggi localizzati di anfore, che venivano collocati sotto i piani di calpestio con lo scopo di deumidificare e bloccare eventuali risalite dell’acqua di falda. Alcune “finestre stratigrafiche”, costituite da profonde fosse moderne che, ripulite in parete, lasciano intravedere in parete e sul fondo gli strati più antichi, sembrano mostrare la presenza di un deposito archeologico abbastanza spesso e stratificato. Come di prassi, le ricerche sul campo continueranno attraverso lo scavo manuale e la documentazione di quanto esposto, anche con l’ausilio di tecnologie avanzate come ortofotopiani, sorvoli con drone, consulenze e prelievi per analisi specialistiche. Non si segnalano, al momento, manufatti di particolare rilievo funzionale o in stato di conservazione più che frammentario, comprese le anfore utilizzate a scopo di bonifica. I reperti mobili verranno in ogni caso, come di prassi, classificati e studiati al fine di ottenere una puntuale datazione delle fasi del sito.
L’area di cantiere presso il bastione Cornaro. L’avvio dei lavori ha richiesto l’individuazione di una specifica area di cantiere che, stante l’impossibilità di occupare – per insuperabili motivi logistici e funzionali legati all’attività ospedaliera – l’ambito adibito a parcheggio presente sul retro della Clinica di Oncoematologia, sarà allestita al piede dello spiccato murario sito a margine del bastione Cornaro. L’apprestamento di tale area, ritenuto ammissibile in forza del carattere di assoluta temporaneità dell’impianto in parola, è stato comunque subordinato alla necessità di minimizzare qualsiasi alterazione percettiva e/o compromissione dell’area del vallo prossima al Bastione, predisponendo opportuni mascheramenti e individuando percorsi di accesso obbligati atti a ridurre le interferenze e garantire l’intangibilità dell’ampio scoperto circostante la struttura bastionata. La definizione del perimetro è stata ragionata in modo da consentire la massima reversibilità, salvaguardando le alberature presenti e prevedendo la posa a secco di fondi drenanti, opportunamente isolati in modo da non intaccare gli strati preesistenti. Al fine di perseguire, inoltre, un generale riordino dell’ambito interessato, al termine dei lavori, oltre ad essere garantito il perfetto ripristino dello stato dei luoghi, sarà cura dell’ente proprietario (ULSS 6 Serenissima) predisporre un complessivo progetto di riqualificazione vegetale dell’ambito volto a valorizzare le relazioni spaziali del sensibile contesto architettonico.
Ferrara. Per “Autunno in bonifica” la conferenza “Dal CIARLE, un tesoro archeologico”: presentazione delle scoperte archeologiche effettuate durante i lavori per la condotta irrigua CIARLE Sud
“Autunno in bonifica”: appuntamento giovedì 13 ottobre 2022, alle 17, a Palazzo Naselli-Crispi in via Borgo dei Leoni 28 a Ferrara per la conferenza “Dal CIARLE un tesoro archeologico”: presentazione delle scoperte archeologiche effettuate durante i lavori per la realizzazione della condotta irrigua CIARLE Sud. Evento gratuito. Prenotazione obbligatoria: tel. 0532 218235 / 0532 218256 – e-mail. direzione@bonificaferrara.it. Le scoperte sono state fatte in occasione di lavori per la posa di un condotto, denominato Ciarle, per conto del Consorzio di Bonifica di Ferrara. Gli interventi hanno portato in luce importanti dati relativi alla presenza di un sepolcreto che per la prima volta attesta la frequentazione di quest’area del ferrarese durante l’età romana. Poco lontano è venuto in luce un’abitazione di età post-medievale (XVII-XVIII sec.), anch’essa scavata e documentata. In questa occasione saranno presentati i primi dati provenienti dagli scavi e si accennerà anche alle scoperte relative all’intervento di restauro del castello dei Lambertini, sempre a Poggiorenatico. Anche in questo caso gli scavi archeologici, tuttora in corso, stanno portando in luce strutture che consentiranno di effettuare una nuova lettura del monumento.
Venezia. Al via le Conferenze Marciane, cinque incontri su “Torcello tra storia e leggenda”, in presenza e on line. Aprono Braccesi e Gambacurta con “Torcello e la laguna dai manufatti micenei alla testimonianze arcaiche”
“Torcello tra storia e leggenda” è il tema affrontato dalle Conferenze Marciane 2022, organizzate dal Centro Studi Torcellani, Biblioteca nazionale Marciana e Centro Studi ClassicA (IUAV) di Venezia, con il fondamentale sostegno e contributo di Banca Annia, e giunte al nono anno consecutivo: cinque incontri previsti in altrettanti giovedì a cadenza quindicinale, tra il 13 ottobre e il 15 dicembre 2022, con inizio alle 17, nel salone sansoviniano. Le conferenze, caratterizzate dal loro stile scientifico-divulgativo ampiamente apprezzato sia dagli studiosi sia dagli appassionati della materia fin dalla loro prima edizione, si arricchisce anche dell’importante collaborazione del Centro Studi ClassicA (IUAV) di Venezia. Il tema di quest’anno – si diceva – sarà “Torcello fra storia e leggenda” ritornando così a trattare argomenti di ricerca particolarmente cari al Centro Studi Torcellani. Si indagherà in modo particolare la realtà lagunare torcellana partendo dalle sue possibili origini più antiche, viaggiando tra storie e testimonianze archeologiche e passando attraverso quelli che sono stati i miti che nel corso del tempo hanno arricchito oppure modificato la storia stessa, per arrivare, infine, al periodo contemporaneo con un omaggio a Gabriele D’Annunzio che ben conosceva l’isola di Torcello. Coordinamento di Lorenzo Braccesi, Maddalena Bassani, Marco Molin. In apertura di ogni incontro: saluti da parte del direttore della Biblioteca nazionale Marciana, Stefano Campagnolo. Modera gli incontri: Marco Molin, direttore del Centro Studi Torcellani.

L’isola di Torcello e la laguna di Venezia protagonisti delle Conferenze Marciane 2022
Prima conferenza, 13 ottobre 2022, alle 16.30, nel Salone sansoviniano “Torcello e la laguna dai manufatti micenei alla testimonianze arcaiche”, Giovanna Gambacurta discute con Lorenzo Braccesi. La conferenza sarà trasmessa sul canale YouTube della Biblioteca, con possibilità di interagire tramite chat, al link: https://www.youtube.com/channel/UCesk4_I8FuO08GpqmnYJINg. Sarà possibile accedere in presenza fino ad esaurimento posti disponibili per massimo di 99 persone. Nelle Sale è vivamente consigliato l’uso di mascherine FFP2, salvo altre disposizioni governative e regionale in materia di contenimento del contagio da Covid-19. Per qualsiasi informazione si prega di scrivere a b-marc.stampa@beniculturali.it. Il ritrovamento dei famosi vasetti micenei rinvenuti nella palude di Mazzorbo e conservati al Museo di Torcello ha portato già nei decenni passati a numerose dispute tra gli storici e gli archeologi. Sono reperti erratici oppure possono essere considerati il segno di una presenza insediativa ben più antica di quella che al momento si conosce? Ne discutono due tra i più apprezzati studiosi della materia, Giovanna Gambacurta e Lorenzo Braccesi, alla luce anche di altre scoperte fatte nel corso del tempo.

L’archeologa Giovanna Gambacurta dell’università Ca’ Foscari
Giovanna Gambacurta: professore associato all’università Ca’ Foscari di Venezia dove insegna Etruscologia e Antichità italiche, è membro dell’Accademia dei Concordi di Rovigo e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. I suoi interessi di ricerca e le sue cospicue pubblicazioni vertono principalmente sulle problematiche inerenti l’Età del Ferro nel Veneto, nonché il popolamento e le dinamiche commerciali tra Veneto e mondo adriatico in età antica.

Il prof. Lorenzo Braccesi
Lorenzo Braccesi: ha insegnato Storia greca e Storia romana negli atenei di Torino, Venezia e Padova. Si è impegnato su più fronti di ricerca, in modo particolare ha studiato la colonizzazione greca e le sue aree periferiche, l’ideologia di propaganda nel mondo antico e l’eredità della cultura classica nella letteratura moderna. Relatore in molti convegni nazionali ed internazionali, autore di numerose opere monografiche e di saggi in collane miscellanee, ha fondato e dirige la rivista Hesperia, studi sulla grecità in Occidente e la collana Venetia/Venezia.
Cagliari. Al via la seconda edizione di Archeologika, grande expo dell’archeologia sarda: tre giorni con percorsi multimediali, ricostruzioni in 3D, megaschermi, momenti di realtà virtuale immersiva, stand, un work shop sul turismo archeologico e tanti momenti di confronto e divulgazione

Il Bastione Saint Remy di Cagliari che per tre giorni ospita i lavori di Archeologika 2022
Al via la seconda edizione di Archeologika, voluta dalla Regione Sardegna come un grande expo dell’archeologia sarda, in programma dal 13 al 16 ottobre 2022 al Bastione Saint Remy a Cagliari. La cerimonia inaugurale di Archeologika è in programma giovedì 13, alle 17.30, alla Manifattura Tabacchi (viale Regina Margherita, 33) a Cagliari, con gli interventi del presidente della Regione, Cristian Solinas; del sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu; del direttore scientifico dell’expo, Giorgio Murru; e del presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni. Il taglio del nastro e l’apertura al pubblico, invece, saranno venerdì 14 alle 10. A seguire, il primo convegno, “I valori del patrimonio archeologico per il turismo culturale della Sardegna”, al quale parteciperanno l’assessore Giovanni Chessa e l’assessore regionale della Pubblica istruzione, Andrea Biancareddu.
“La Regione sta promuovendo con forza il carattere identitario della cultura millenaria sarda e del suo territorio, anche attraverso manifestazioni di prestigio”, interviene il governatore Solinas. “Eventi come l’expo del turismo archeologico possono contribuire a proiettare l’immagine della nostra Isola nel mondo e dare un impulso al turismo culturale, attirando turisti, studiosi e appassionati dall’Italia e dall’estero durante tutto l’anno. Vogliamo proseguire a investire in questo settore, programmando una strategia di tutela e valorizzazione, che partendo dal nostro vasto patrimonio archeologico possa rappresentare un’opportunità di crescita economica e occupazionale”. E l’assessore regionale Chessa: “Il successo della mostra archeologica Sardegna Isola Megalitica, appena conclusa dopo gli allestimenti in quattro musei tra i più importanti d’Europa, ha dimostrato come storia e cultura della Sardegna rappresentano un enorme tesoro che può contribuire anche allo sviluppo del turismo. Perciò, dopo alcune partecipazioni ad eventi fieristici nazionali, è nata l’idea di ospitare a Cagliari un grande evento con percorsi multimediali, ricostruzioni in 3D, megaschermi, momenti di realtà virtuale immersiva, stand, un work shop sul turismo archeologico e tanti momenti di confronto e divulgazione”. E conclude: “Siamo riusciti a fare sistema, mettendo insieme tutte le professionalità del settore per un obiettivo comune e sarà un’ottima occasione per lanciare le eccellenze archeologiche della nostra Isola, al cospetto di studiosi e giornalisti specializzati. Una grande opportunità per far parlare della Sardegna grazie alle potenzialità del patrimonio storico, culturale e archeologico, alle eccellenze della nostra identità, per realizzare il progetto di una Sardegna più attrattiva nel mercato turistico mondiale”.
“L’organizzazione della seconda edizione di “Archelogika”, assicura il presidente della fondazione Mont’e Prama, Muroni, “è stato un banco di prova impegnativo per la Fondazione Mont’e Prama, che è giunto a compimento anzitutto per la grande collaborazione del Servizio Marketing dell’assessorato regionale al Turismo e dei dipendenti e dei collaboratori della Fondazione stessa. Per progettazione, allestimenti e organizzazione degli stand in uno spazio prestigioso ma complesso come la Passeggiata coperta del Bastione Saint Remy, e per i tre giorni di eventi culturali, gli uffici della Fondazione hanno complessivamente assegnato incarichi a fornitori e collaboratori per un milione di euro, Iva compresa: un gigantesco sforzo amministrativo, reso possibile grazie all’abnegazione dell’Area finanziaria e amministrativa. Il puntuale supporto degli uffici regionali ha consentito di unire ai momenti espositivi e convegnistici quelli legati all’incontro fra domanda e offerta dei pacchetti turistici legati alla valorizzazione di beni archeologici e culturali nella nostra Isola”.
ARCHEOLOGIKA 2022. Expo del turismo archeologico. 13 OTTOBRE 2022, alle 17.30: presentazione di Archeologika 2022 a cura di Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama, e Giorgio Murru, direttore scientifico di Archeologika 2022. Saluti istituzionali: Paolo Truzzu, sindaco della Città Metropolitana di Cagliari, e Cristian Solinas, presidente della RAS. 14 OTTOBRE 2022: alle 10, taglio del nastro e apertura al pubblico degli stand alla presenza delle autorità; 10.15, “I valori del patrimonio archeologico per il turismo culturale della Sardegna” con Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama; Gianni Chessa, assessore al Turismo della RAS; Andrea Biancareddu, assessore alla Pubblica Istruzione e Beni Culturali della RAS; Patricia Olivo, Segretaria Regionale del MiC; Gavino Mariotti, Magnifico Rettore Università di Sassari; Francesco Mola, Magnifico Rettore dell’università di Cagliari. Conduce e coordina Pier Sandro Pillonca. Alle 11.30, “I beni culturali del Friuli-Venezia Giulia. Un modello virtuoso di cultura e turismo” con Roberto Corciulo, presidente Fondazione Aquileia; Oldino Cernoia, presidente Fondazione de Claricini; Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Autonoma del Friuli-Venezia Giulia. Presenta e coordina Anthony Muroni. Alle 12.30, “Tharros. Storia e scoperte” con Carla del Vais, università di Cagliari; Anna Chiara Fariselli, università di Bologna; Maura Vargiu, soprintendenza Archelogia Belle arti e Paesaggio per le Province di Cagliari e Oristano. Presenta e coordina Nadia Canu. Alle 15.30, “La voce dei Musei. Politiche e strategie di ricerca, conservazione e comunicazione nei Musei” con Francesco Muscolino, direttore del museo Archeologico nazionale di Cagliari; Elisabetta Grassi, direttrice museo Archeologico nazionale di Sassari; Luana Toniolo, direttrice dei Musei regionali della Sardegna; Massimo Osanna, direttore Generale dei Musei del Ministero per i Beni Culturali. Presenta e coordina, Giorgio Murru. Alle 17, “La Soprintendenza Archelogia Belle arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro. Politica, interventi e prospettive” con interventi di Gabriella Gasperetti, Nadia Canu, Enrico Dirminti, Charlotte Montanaro, Francesco Carrera, Alessandro Carrieri, Antonio Cosseddu. Introduce e coordina Bruno Billeci.

Manneddu, il pugilatore dei Giganti di Mont’e Prama è tornato a casa a Cabras, dopo essere stato l’ambasciatore della Sardegna in giro per il mondo con la mostra “Sardinia, isola megalitica” (foto fondazione mont’e prama)
PROGRAMMA 15 OTTOBRE 2022. Alle 9.30, “Stare in rete. La Rete Nazionale dei Musei delle statue stele Menhir. Prospettive e sviluppo” con Jean Pierre Guichardaz, assessore al Turismo Regione Valle d’Aosta; Angelo Ghiretti, direttore museo di Pontremoli; Giorgio Murru, direttore Menhir Museum di Laconi; Maria Giuseppina Ruggiero, direttrice museo Archeologico di Capo di Ponte. Presenta e coordina Simona Scioni. Alle 11, “Le fondazioni. Un modello efficace per la valorizzazione dei beni culturali in chiave turistica” con Anthony Muroni, fondazione Mont’e Prama; Emanuele Lilliu, fondazione Barumini Sistema Cultura; Andrea Delogu, fondazione Alghero; Emilia Franca Pinna, fondazione Pula; Antonello Figus, fondazione Isola del Romanico. Conduce e coordina Jimmy Spiga. Alle 12.30, “La soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna. Politica, interventi e prospettive” con Monica Stochino, soprintendente, Giovanna Pietra, Enrico Trudu, Riccardo Locci. Coordina Gianfranca Salis. Alle 15.30, “Obiettivo Unesco. Arte e architettura nella preistoria della Sardegna. Le Domus de Janas” con Giuseppa Tanda, già università di SS e CA, presidente CESIM, coordinatrice del progetto; Alessandro Cocco, assessore alla Cultura del Comune di Alghero. Presenta e coordina Giorgio Murru. Alle 16.30, “Cagliari archeologica”. Saluta Paolo Truzzu, sindaco della Città Metropolitana di Cagliari; Riccardo Cicilloni, università di Cagliari; Alfonso Stiglitz, archeologo; Simonetta Angiolillo, già università di Cagliari; Sabrina Cixi, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna. Presenta e coordina Mauro Dadea. Intitolazione del premio Archeologika 2022 al professor Enrico Atzeni. Alle 17.45, “La Sardegna verso l’Unesco” con Pierpaolo Vargiu, presidente Associazione La Sardegna verso l’UNESCO; Anna Depalmas, università di Sassari. Presenta e coordina Riccardo Cicilloni.
PROGRAMMA 16 OTTOBRE 2022. Alle 9.30, “Le nuove frontiere della comunicazione archeologica. Modelli, stili e narrazione” con Patricia Olivo, Segretaria Regionale del MiC; Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva e TourismA; Andreas Steiner, direttore di Archeo; Maurizio Cecconi, Villaggio Globale International; Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino. Conduce e coordina Anthony Muroni. Alle 10.45, “Il modello Paestum. Le sinergie istituzionali per la valorizzazione dei beni archeologici” con Francesco Alfieri, sindaco del Comune di Capaccio Paestum; Tiziana D’Angelo, direttrice del parco archeologico di Paestum; Ugo Picarelli, fondatore e direttore della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum. Presenta e coordina Simona Scioni. Alle 12, “Il restauro di Mont’e Prama. Storia e prospettive” con Patricia Olivo, Segretaria Regionale del MiC; Monica Stochino, soprintendente Archelogia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna; Bruno Billeci, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le Province di Sassari e Nuoro; Gianfranca Salis, coordinatrice Area funzionale patrimonio archeologico della soprintendenza Archelogia Belle arti e Paesaggio di Cagliari; Roberto Nardi, direttore Centro di Conservazione Archeologica di Roma; Gian Mario Porcheddu, centro di Conservazione Archeologica di Roma. Interviene e coordina Nadia Canu. Alle 15, “La gestione dei Beni Culturali in Sardegna. Esperienze e proposte di sviluppo” con Paola Zinzula, direttrice del Servizio Patrimonio Culturale RAS; Silvia Oppo, direttrice del museo Diocesano Arborense; rappresentanti delle società di gestione dei siti e dei musei civici archeologici della Sardegna. Conduce e coordina Valentina Atzeni. Alle 16, “Dall’ipertesto al metaverso: come il digitale sta cambiando la comunicazione culturale” con Simona Battistella, CEO e AD di Cultur-e; Marco Vigelini, CEO Maker-Camp. Interviene e coordina Roberto Vardisio, CEO EntropyKN. Alle 17, “L’interdisciplinarietà. Scienze e tecnologie al servizio dell’archeologia; Luigi Sanciu, direttore del Geo Museo Monte Arci di Masullas e del GeoParc di Genoni; Gaetano Ranieri, geofisico, già università di Cagliari; Nicola Castangia, presidente Archeofoto Sardegna; Giacomo Cao, amministratore unico CRS4. Presenta e coordina Giorgio Murru.
Licodia Eubea (Ct). Al via la XII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico: 35 film in concorso (con 11 prime internazionali), tre premi, e un intero paese coinvolto. Il tema di quest’anno è “Confini”: linee di demarcazione ma anche punti di contatto
Cento pagine. Per un saggio di archeologia? Per un romanzo a soggetto storico-archeologico? Niente di tutto questo. Quelle cento pagine sono servite ai ragazzi di Archeovisiva, l’associazione culturale promotrice dell’evento insieme all’Archeoclub d‘Italia di Licodia Eubea “Mario Di Benedetto”, per realizzare il catalogo che descrive i film, gli eventi e lo spirito che animeranno, dal 12 al 16 ottobre 2022, il Comune di Licodia Eubea per la XII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico.

Giacomo Caruso, presidente dell’Archeoclub di Licodia Eubea, tra i direttori artistici Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio (foto RDCA)
Filo rosso di questa edizione è l’idea di CONFINE: che sia tangibile o meno, fisico o culturale, da percorrere o superare, il confine rappresenta il collante tra film, incontri, mostre ed eventi collaterali. “I confini costituiscono dei limiti condivisi con altri, delle linee di demarcazione tra realtà fisiche, sociali, culturali”, scrivono nell’introduzione del catalogo i direttori artistici Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele. “Al tempo stesso, rappresentano dei punti di contatto, in grado di incidere nelle relazioni e nei rapporti, disegnando ponti o marcando fratture tra individui, popoli e società. È proprio la trasversalità interpretativa di questo termine, assieme alla sua grande attualità, a farne il fil rouge ideale per la XII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico, un filo che si dipana all’interno dell’intero programma, dalla sezione cinematografica a quella degli eventi collaterali, e che coinvolge gli spazi stessi della manifestazione, non più limitati a una sala proiezioni ma diffusi in tutto il territorio licodiano: il nuovo Teatro della Legalità, l’ex Chiesa di San Benedetto e Santa Chiara, il Museo civico “Antonino Di Vita” e i suggestivi scorci del suo centro storico, dal Castello Santa Pau a piazza Stefania Noce”.
Qualche numero della dodicesima edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico. Sono 35 i film in concorso, in visione al Teatro della Legalità da mercoledì 12 a domenica 16 ottobre 2022, per la sezione Cinema e Archeologia, con 11 prime internazionali, 4 nazionali e 18 regionali, che provengono da 14 Paesi (Andorra, Argentina, Belgio, Francia, Gran Bretagna, Grecia, India, Indonesia, Iran, Italia, Portogallo, Serbia, Spagna, Turchia). Tre i premi che verranno assegnati: Premio Archeoclub d’Italia al film più votato dal pubblico presente in sala; Premio ArcheoVisiva al film migliore selezionato dalla giuria internazionale di qualità. Premio Antonino Di Vita: assegnato a chi spende la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio storico-artistico e archeologico. E poi, sempre al Teatro della Legalità, venerdì 14 e sabato 15 ottobre, ci sono sei film in concorso per la sezione Ragazzi e Archeologia, con 2 prime internazionali, 1 nazionale e 3 regionali, insieme ad attività didattiche per le scuole. E domenica, ancora al Teatro della Legalità, si apre la Finestra sul Documentario siciliano. “Le tante opere in concorso quest’anno provengono dal mondo intero, ed affrontano in modo più o meno diretto la tematica del CONFINE”, scrivono ancora Cilio e Daniele. “Lo fanno con grande originalità e sensibilità, adottando tecniche narrative e stilistiche spesso inedite. Il confine si pone tra cielo e terra, fra terra e abissi, tra vita e morte. Ma è anche lo spazio di un palcoscenico, quello su cui una storia va in scena: linea di separazione tra realtà e finzione o passaggio attraverso cui la vita può “sconfinare” nel sogno? O ancora, uno scavo archeologico, confine tangibile e intangibile al tempo stesso: un’interfaccia tra il mondo di oggi e di chi lo vive nella sua contemporaneità, e il mondo come è stato e chi lo ha abitato prima di noi. È il varco, il limen – non più il limes – a quanto spesso ci appare inaccessibile, indefinibile, sfuggente. Un varco aperto, che aspetta solo di essere oltrepassato”. Completano e arricchiscono il programma del Festival al Teatro della Legalità gli “Incontri con l’Autore”. Venerdì 14, con l’antropologo e paleopatologo Dario Piombino-Mascali su “Bioarcheologia dell’infanzia”. Sabato 15, con Carmelo Siciliano, presidente dell’associazione culturale Filellenica con il libro “Sentire la Grecia. In viaggio fra musiche e tradizioni”. Domenica 16, con Mariada Pansera, presidente Archeoclub d’Italia di Augusta (Sr) per il ciclo “L’Archeoclub d’Italia si racconta”.
In occasione della XIX edizione della Festa della storia 2022 promossa dal Comune di Ozzano dell’Emilia (Bo) in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, appuntamento sabato 15 ottobre 2022, dalle 10 alle 18, nell’area archeologica di Claterna in via Stradello Maggio di località Maggio a Ozzano dell’Emilia, per “CLATERNA ATTIVA. Festa della storia 2022: rievocazioni, ricostruzioni storiche, visite guidate e laboratori didattici”. L’evento è gratuito e si svolgerà all’aperto. Prenotazione obbligatoria: 051791337, 


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