Mostre che continuano nel 2024. A Trento e San Michele all’Adige “Sciamani. Comunicare con l’invisibile”: per la prima volta oltre cento reperti e manufatti della Fondazione Sergio Poggianella provenienti da Cina, Siberia e Mongolia, che raccontano e indagano il fenomeno sciamanico in tutta la sua complessità
Mostre con continuano nel 2024. “Sciamani. Comunicare con l’invisibile”: aperta al Muse, museo delle Scienze di Trento, sabato 16 dicembre 2023, la mostra, che chiuderà il 30 giugno 2024, per la prima volta presenta al pubblico una preziosa selezione di oltre cento reperti e manufatti della Fondazione Sergio Poggianella provenienti da Cina, Siberia e Mongolia, che raccontano e indagano il fenomeno sciamanico in tutta la sua complessità. Un viaggio immersivo tra antropologia, etnografia, psicologia, archeologia e arte alla scoperta di luoghi, riti, linguaggi e oggetti delle culture mongole e siberiane che ancora oggi praticano lo sciamanismo. Negli spazi di Palazzo delle Albere a Trento e del museo Etnografico trentino San Michele, un grande progetto espositivo esplora uno tra i temi più affascinanti della storia umana da punti di vista diversi e complementari: lo sciamanismo. La mostra – un viaggio in tre tappe tra antropologia, psicologia, archeologia e arte contemporanea, tra maschere inquietanti, installazioni immersive, artigianato e opere d’arte – propone un approccio multidisciplinare per riflettere sul rapporto con tutto ciò che è non-umano.
La mostra, sotto la direzione scientifica di Stefano Beggiora del dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa mediterranea dell’università Ca’ Foscari, docente di Etnografia dello Sciamanesimo e uno dei rari esperti italiani di sciamanesimo, unisce per la prima volta tre importanti musei della Provincia autonoma di Trento: Muse – museo delle Scienze di Trento, Mart – museo di Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, e Mets – museo Etnografico trentino San Michele. Con il biglietto d’ingresso intero di MUSE, Mart o Mets puoi acquistare un biglietto d’ingresso ridotto per la mostra Sciamani. Comunicare con l’invisibile. Insieme alla collega Lia Zola, dell’università di Torino, Beggiora ha lavorato sulla selezione degli oggetti e sul concept espositivo della sezione antropologica della mostra, coordinando un board di esperti di diversi atenei, dando così forma e significato a un viaggio immersivo tra antropologia, etnografia, psicologia, archeologia e arte, alla scoperta di luoghi, riti, linguaggi e oggetti delle culture mongole e siberiane che ancora oggi praticano lo sciamanismo.

Allestimento della mostra “Sciamani. Comunicare con l’invisibile” al Palazzo delle Albere a Trento (foto muse-mart)
Allestimento. “La parte più consistente della mostra si trova a palazzo delle Albere, a Trento, collocato presso il Muse e gestito in parte dal Muse e in parte dal Mart”, spiega Beggiora. “La mostra ha quindi due sezioni principali, una principalmente antropologica, alla quale ho lavorato con i colleghi, e una dedicata ad allestimenti di vari artisti moderni e contemporanei che hanno realizzato opere di ispirazione sciamanica, con l’idea di approcciare l’arte contemporanea (soprattutto a tema ambientale, ecologico) con lo sciamanismo tradizionale. Esiste poi un terzo polo, il museo etnografico del trentino, Mets, a San Michele all’Adige e che ospita una sorta di spin off della mostra, una terza sezione che si chiama “Sciamani. Téchne, spirito, idea” in cui si espongono gli oggetti sciamanici della collezione di Poggianella in connessione con altre opere di artisti contemporanei e oggetti della tradizione popolare, creando quindi una sorta di contrasto suggestivo”.

Allestimento della mostra “Sciamani. Comunicare con l’invisibile” al Palazzo delle Albere a Trento (foto muse-mart)
La mostra si compone di 8 sezioni, ciascuna delle quali tocca e approfondisce una particolare tematica tra antropologia e archeologia, sociologia, scienza, psicologia e scienze cognitive, arte: 1) Introduzione: sciamanismo o sciamano? Una riflessione sul termine e sull’evoluzione del significato nel tempo; 2) Sciamani e sacralità: cosa può essere definito “Sacro”? Che ruolo avevano gli oggetti sciamanici? Come si diventa sciamano? È un ruolo solamente maschile?; 3) Sciamani e società: come opera lo sciamano nella comunità? Il suo è un ruolo privilegiato o nasconde dei “lati oscuri”?; 4) Sciamani e natura: gli oggetti sciamanici evocano il mondo naturale e animale. Un’analisi sul DNA permette di ricostruire dei “paesaggi sciamanici” fatti di suoni e luoghi speciali; 5) Sciamani e archeologia: possiamo parlare di sciamanismo preistorico? Una riflessione sulla spiritualità delle/i nostre/i antenate/i; 6) Sciamanesimo contemporaneo: come ogni fenomeno umano anche lo sciamanesimo evolve e si modifica con il passare del tempo. Lo sciamanismo è tutt’ora una pratica viva e dinamica in grado di attingere al sapere tradizionale per agire nella contemporaneità; 7) Sciamani e stati alterati di coscienza: cosa sono gli stati alterati di coscienza? Sono qualcosa di eccezionale o fanno parte della nostra quotidianità? Vivi un’esperienza sensoriale e percepisci le sensazioni dello stato alterato di coscienza; 8) Sciamani e arte contemporanea: arte e reperti sciamanici in dialogo: artisti, fotografi e film makers estendono il tema sciamanico alle problematiche dell’attualità. La mostra prosegue al METS-Museo etnografico trentino San Michele con una sezione dal titolo “Téchne, spirito, idea” che mette in dialogo tre componenti: l’ingegno manuale della cultura popolare, la dimensione spirituale e la creatività artistica.

Maschera dalla Mongolia settentrionale esposta nella mostra “Sciamani. Comunicare l’invisibile” a Trento (foto muse-mart)
Progetto. “Questa mostra – continua Beggiora – ci riporta alle origini dello sciamanesimo, nel continente eurasiatico, in particolare nella Siberia del XVII secolo. Gli sciamani, per le popolazioni nomadi della steppa, erano uomini-medicina, guaritori, forse degli psicoanalisti ante litteram in quanto in grado di catalizzare ed allontanare le ansie e le paure della comunità. La collezione che presentiamo a Trento è straordinaria, unica in Italia. Comprende oggetti di culto, come il tamburo a cornice, amuleti, stoffe e straordinari corredi sciamanici completi. Il percorso di visita si snoda tra storia – presenti alcuni reperti archeologici datati al Paleolitico superiore – arte, ambiente e culti contemporanei legati allo sciamanesimo. Oltre ai manufatti abbiamo realizzato materiali multimediali, come video didattici e di animazione, ma anche un’installazione immersiva dove attraverso il suono del tamburo e una passeggiata virtuale in una foresta è possibile provare una sorta di mini-esperienza di coscienza alterata. Inoltre per la prima volta, grazie al MUSE, sono stati effettuati test del DNA sulle parti animali degli oggetti, una tipologia di ricerca scientifica pionieristica in questo ambito, che ci ha dato conferma sui materiali di origine animale, come pelli di lupo, capra, cervo, furetto e anche una zampa di ghiottone, impiegati per la costruzione dei costumi, dei tamburi e dei vari oggetti personali. Questi ci confermano uno stretto contatto con la fauna tipica dell’area mongolo-siberiana, ma anche i forti simboli totemici dello sciamanismo provenienti dal mondo animale”.
Archeologia 2024. Ecco le date da fissare in agenda per le grandi kermesse di incontri e confronti, e le rassegne del cinema archeologico in Italia
Siamo all’inizio di gennaio. Avete pronta l’agenda per fissare le date degli appuntamenti da non perdere? Le grandi kermesse di incontri e confronti aprono e chiudono l’anno. Le rassegne del cinema archeologico più importanti sono concentrate tra l’ultimo scorcio dell’inverno e l’avvio dell’autunno.

L’ingresso al Palacongressi di Firenze per tourismA (foto archeologia viva)
Si inizia a febbraio con tourismA – Salone dell’Archeologia e del Turismo Culturale, momento di esposizione, divulgazione e confronto di tutte le iniziative legate alla comunicazione del mondo antico e alla valorizzazione delle sue testimonianze promosso da Archeologia Viva, diretta da Piero Pruneti (Giunti editore). Appuntamento al Palacongressi di Firenze dal 23 al 25 febbraio 2024): sarà la decima edizione che, a detta degli organizzatori si annuncia straordinaria. Inaugurazione generale: giovedì 22 febbraio 2024, nel nuovo tempio della cultura Giunti Odeon; inaugurazione riservata a operatori e ospiti: venerdì 23 febbraio 2024, in Palazzo Strozzi Sacrati sede della Regione Toscana.
Si chiude a novembre con la XXIV Borsa mediterranea del Turismo archeologico, promossa da Regione Campania, Città di Capaccio Paestum e Parco Archeologico di Paestum e Velia, col patrocinio del ministero della Cultura, del ministero del Turismo, e del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Appuntamento al Next – ex tabacchificio di Paestum (Sa) dal 31 ottobre al 3 novembre 2024: 160 espositori, 20 Paesi esteri. 150 conferenze e incontri con 600 relatori, workshop con bayer europei e nazionali, un viaggio nell’antichità con la mostra di archeologia virtuale e i laboratori di archeologia sperimentale, orientamento alla formazione e al lavoro.
A marzo arriva il Firenze Archeofilm, il Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente, giunto alla sesta edizione, organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore) nell’ambito delle manifestazioni promosse da “tourismA”. Appuntamento dal 6 al 10 marzo 2024 a Firenze, al Cinema La Compagnia (via Cavour 50r), con ingresso libero e gratuito. Anche in questa edizione saranno selezionati documentari prodotti a livello mondiale.
A ottobre, invece, è il momento del RAM film festival – Rovereto Archeologia Memorie, giunto alla 35.ma edizione, organizzato dalla Fondazione Museo Civico Rovereto, dedicato all’archeologia e al patrimonio culturale materiale e immateriale. Appuntamento a Rovereto, sede principale il teatro Zandonai, dal 2 al 6 ottobre 2024, con proiezioni, incontri, esposizioni, corsi di formazione, visite guidate alla scoperta del territorio e molto altro, in una contaminazione tra conoscenza, emozione e informazione. In programma i più recenti e spettacolari documentari, docu-fiction e corti animati sulla ricerca archeologica e sul patrimonio culturale materiale e immateriale – siti, monumenti, popoli, culture e tradizioni lontane – per sensibilizzare il pubblico rispetto alla bellezza e alle fragilità dei tesori del nostro passato e del nostro presente attraverso la prospettiva esperienziale del cinema.
Neanche il tempo di archiviare l’edizione roveretana che è già il momento del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico di Licodia Eubea (Ct) giunto alla XIV edizione, evento cinematografico dedicato alla divulgazione dell’Antico attraverso le arti visive, organizzato dall’associazione culturale Archeovisiva con la collaborazione logistica dell’Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea “Mario Di Benedetto” e il sostegno di Regione Siciliana, Sicilia Film Commission, ministero della Cultura e Comune di Licodia Eubea. Appuntamento al teatro della Legalità e nella chiesa di San Benedetto e Santa Chiara di Licodia Eubea, piccolo borgo nel cuore degli Iblei, dal 7 al 13 ottobre 2024.
A San Giorgio Bigarello (Mn) durante i lavori al parco pubblico di via Tobagi emerse tre tombe di cinquemila anni fa (Età del Rame) nello scavo di emergenza della Sap diretta dall’archeologo Simone Sestito (Sabap Mn). Parla l’antropologa Vittoria Bianchi che a Palazzo Ducale cura le analisi antropologiche e i prelievi

Una delle sepolture a inumazione scoperte nella necropoli dell’età del Rame a San Giorgio Bigarello, alle porte di Mantova (foto sabap cr mn lo)
Scoperta una necropoli dell’età del Rame alle porte di Mantova. A San Giorgio Bigarello nel corso dei lavori del parco pubblico di via Tobagi in località Mottella sono emerse dal sottosuolo almeno tre tombe risalenti a circa cinquemila anni fa (3400 – 2500 a.C. circa), quasi tutte in ottimo stato di conservazione, con la presenza di pugnali e punte di frecce. Un bell’esempio di archeologia di emergenza, con uno scavo condotto da SAP società archeologia srl sotto la direzione di Simone Sestito della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Cremona Mantova e Lodi. Le analisi antropologiche e il prelievo dei campioni sono a cura dell’antropologa Vittoria Bianchi. Le inumazioni sono state fatte nella nuda terra, in posizione flessa, tipica proprio dell’Età del Rame. Gli archeologi hanno recuperato gli scheletri a una profondità di circa 40 centimetri e li hanno trasferiti nei magazzini di Palazzo Ducale per ulteriori studi.
In questo video l’antropologa Vittoria Bianchi racconta alcuni dei primi curiosi dettagli emersi dagli studi. “Sono qui per fare l’analisi antropologica di questo individuo dell’Età del Rame che è stato ritrovato a San Giorgio Bigarello in provincia di Mantova”, spiega Bianchi. “L’analisi antropologica ha come scopo quello di capire il sesso, l’età ed eventuali patologie. Stiamo facendo una prima analisi. Lo scavo è stato condotto molto bene. Bisogna solo proseguire un po’ nella pulizia delle ossa per esporre il periostio e vedere eventuali lesioni e modificazioni delle ossa. A una prima analisi, si tratta di un uomo di età matura, tra i 40 e i 50 anni probabilmente, ma dopo con l’analisi dei denti potrò essere un po’ più precisa. Da un punto di vista paleopatologico, invece, si può già notare da una prima pulizia una osteocondrosi, quindi problemi di mobilità della colonna vertebrale, e anche tutte le varie superfici articolari, tra cui anche le patelle del ginocchio, hanno delle modificazioni dovute allo sforzo e all’utilizzo di queste articolazioni. Quindi si tratta di un uomo maturo che probabilmente ha fatto attività fisica, quindi movimento anche per “lavoro”, quindi uno stress bio-meccanico abbastanza intenso a livello sicuramente degli arti inferiori e della colonna. Adesso vedremo proseguendo se anche il gomito e la spalla hanno delle modificazioni simili. Si è deciso poi di provvedere a un campionamento, in particolare dei denti, per svolgere analisi chimico-fisiche legate agli isotopi della dieta e agli isotopi della mobilità, e anche analisi genetiche”.
Milano. Al museo di Storia Naturale apre “Tracce”, il nuovo percorso immersivo e coinvolgente dedicato all’evoluzione umana. Due giorni di ingresso gratuito e di incontri aperti al pubblico con studiosi e ricercatori
Al museo di Storia Naturale di Milano apre “Tracce”, il nuovo percorso immersivo e coinvolgente dedicato all’evoluzione umana. Il 19 dicembre 2023, alle 10, ci sarà l’evento di inaugurazione, con ingresso libero fino a esaurimento posti e trasmessa in diretta streaming su scienzainrete.it. Martedì 19 e mercoledì 20 dicembre 2023 sono previsti l’ingresso gratuito al Museo e un programma di incontri aperti al pubblico con studiosi e ricercatori. L’allestimento con cui il museo di Storia di Naturale di Milano riapre la sala dedicata alle origini della nostra specie ha coinvolto, oltre ai Conservatori e al personale del Museo, progettisti, tecnici, grafici e artisti. Programma dell’inaugurazione martedì 19 dicembre 2023: alle 10, i saluti istituzionali di Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano; Domenico Piraina, direttore Cultura e Area Mostre e Musei scientifici; Chiara Fabi, responsabile Musei scientifici. Introduce: Anna Alessandrello, conservatore di Paleontologia MSNM. Alle 10.30, lectio magistralis di Giorgio Manzi, paleoantropologo (Sapienza Università di Roma), “Sulle tracce dell’evoluzione umana”; 12, apertura al pubblico della nuova esposizione; 14.30, “Tracce. Una conversazione sull’evoluzione umana”: Silvia Bencivelli, giornalista scientifica, incontra Marco Cherin, paleontologo (università di Perugia); Jacopo Moggi Cecchi, paleoantropologo (università di Firenze); Marco Peresani, archeologo (università di Ferrara); Fabio Di Vincenzo, paleoantropologo (università di Firenze); Olga Rickards, antropologa molecolare (università di Roma Tor Vergata).
San Vero Milis (Or). Apertura straordinaria del nuraghe S’Urachi: visita guidata, presentazione dei risultati della campagna di scavo e restauro, e visita in anteprima del museo Archeologico in allestimento
Per le “Aperture straordinarie 2023” previste dal piano di valorizzazione del patrimonio culturale promosso dal Mic, “Il nuraghe S’Urachi, dallo scavo all’esposizione museale. Presentazione dei risultati dell’ultima campagna di scavo e restauro sul sito e dei lavori di allestimento del museo civico Archeologico”. Appuntamento venerdì 15 dicembre 2023, alle 15.30, al nuraghe S’Urachi nel comune di San Vero Milis (Or). Dopo i saluti istituzionali di Luigi Tedeschi, sindaco di San Vero Milis, e Monica Stocchino, soprintendente ABAP per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna, intervengono i direttori scientifici Maura Vargiu (Sabap) e Alfonso Stiglitz. Saranno raccontate le diverse attività di ricerca e valorizzazione del patrimonio archeologico che, insieme all’Amministrazione comunale, si stanno portando avanti sul territorio. Si parte dal nuraghe S’Urachi e dai risultati della campagna di scavo archeologico e restauro recentemente conclusa sul sito, per poi recarsi al Museo civico dove si potrà vedere, in anteprima, alcuni dei reperti archeologici che andranno a comporre l’esposizione museale, in corso di allestimento.
Agrigento. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” il convegno internazionale “L’Isola de Tesori. Ricerca archeologica e nuove acquisizioni”: quattro giorni, in presenza e on line, dedicati all’archeologia e ai risultati delle ricerche attualmente in corso in tutti i siti culturali della Sicilia
Quattro giorni dedicati all’archeologia e ai risultati delle ricerche attualmente in corso in tutti i siti culturali della Sicilia. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento prenderà il via giovedì 14 dicembre 2023 e fino a domenica 17 il convegno internazionale “L’Isola de Tesori. Ricerca archeologica e nuove acquisizioni”, che segna un momento di incontro e confronto tra archeologi, esperti del settore e personale dell’assessorato ai Beni culturali e, ancora, ricercatori di università italiane e straniere che collaborano con numerosi presidi culturali del territorio. L’accesso al convegno è libero e potrà essere seguito anche da remoto, richiedendo il link alla piattaforma on line alla email isoladeitesori2023@gmail.com. Al centro del dibattito, per la prima volta organizzato dall’Amministrazione regionale, un’attenta riflessione sulle enormi potenzialità della ricerca nell’Isola, ma soprattutto sulla programmazione delle attività future attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti operanti all’interno del sistema cultura. “La ricerca rappresenta un passaggio fondamentale per la tutela e la fruizione del nostro patrimonio e su di essa dobbiamo continuare ad investire per ampliare l’offerta culturale e far crescere la conoscenza del nostro passato”, afferma l’assessore ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato. “Questo convegno, fortemente voluto dal nostro assessorato, vuole essere un momento fondamentale per ragionare sulle enormi possibilità del nostro patrimonio archeologico che rimane ancora in gran parte da esplorare”.
GIOVEDÌ 14 DICEMBRE 2023. Alle 9, saluti istituzionali: Francesco Paolo Scarpinato, assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana; Mario La Rocca, dirigente generale – dipartimento dei Beni culturali e dell’Identità siciliana; Francesco Miccichè, sindaco di Agrigento; Roberto Sciarratta, direttore – parco archeologico Valle Dei Templi; Ugo Picarelli, fondatore e direttore Borsa mediterranea del turismo archeologico. Alle 10.30, introduzione: Giuseppe Parello, dirigente responsabile Servizio gestione parchi e siti Unesco. PALERMO modera: Grazia Spagnolo. Alle 11.30, Caterina Greco, museo Archeologico regionale “A. Salinas” Palermo; Elisa Bonacini, università di Bari, “Progetto “CHANGES”, #levocidituttinoi. Da Salinas al Salinas, il racconto digitale di una collezione mediterranea; 11.50, Maria Lucia Ferruzza, Alessandra Carrubba, museo Archeologico regionale “A. Salinas” Palermo; Paola Potenza, fondazione “Isabel und Balz Baechi” Zurigo; Annalisa Savio, restauratrice, “L’intervento conservativo sul mosaico di Orfeo e gli animali da piazza della Vittoria a Palermo: nuovi dati”; 12.10, Costanza Polizzi, museo Archeologico regionale “A. Salinas” Palermo; Laura D’Esposito, Archivio di Stato di Palermo, “La riscoperta di Pompei nei depositi del museo Archeologico regionale “A. Salinas” di Palermo, “I reperti delle donazioni borboniche alla luce dei recenti studi”; 12.30, Lavinia Sole, università di Palermo, “La collezione numismatica greca e romana del museo “Salinas” di Palermo: studi e ricerche”; 12.50, Giuseppe Sarcinelli, università del Salento, Il medagliere riscoperto: le monete medievali e moderne del Museo Salinas di Palermo”; 14.30, Elena Pezzini, museo Archeologico regionale “A. Salinas” Palermo; Carla Aleo Nero, soprintendenza di Palermo; Fabrizio Ducati, British School at Rome; Viva Sacco, University College of London, “Le case romane di piazza della Vittoria a Palermo tra tardoantico e alto medioevo: nuovi dati dall’archivio e dai magazzini del Museo Salinas”; 14.50, Maria Amalia De Luca, università di Palermo, “Le monete islamiche del Museo Salinas”; 15.10, Carla Aleo Nero, soprintendenza di Palermo; Giovanni Spallino, ricercatore indipendente, “Ricerche di archeologia urbana a Palermo nell’area di Piazza Marina”; 15.30, Giuseppina Battaglia, Monica Chiovaro, Antonio Di Maggio, soprintendenza di Palermo, “Nuovi dati archeologici dalla città di Palermo e dal suo territorio”; 16.10, Rosa Maria Cucco, soprintendenza di Palermo, “Castelli e fortificazioni: nuovi dati alla luce delle recenti indagini archeologiche della Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo”; 16.40, Domenico Targia, parco archeologico di Himera, Solunto e Iato, “Il Parco archeologico diffuso di Himera, Solunto e Iato. L’attività di ricerca nel biennio 2022-2023”. MESSINA modera: Valentina Caminneci. 17, Luca Sineo, università di Palermo, “Il sito Epigravettiano di San Teodoro: nuove evidenze dalle indagini multidisciplinari in corso”; 17.20, Lorenzo Campagna, Marco Miano, università Messina; Jonathan Prag, Oxford University; Dominic Dalglish, The Open University, “Il Santuario di Apollo ad Alesa Arconidea: gli scavi della Missione delle Università di Messina e di Oxford”; 17.40, Aurelio Burgio, Giovanni Polizzi, università di Palermo, “Halaesa Arconidea: le ricerche archeologiche dell’ultimo triennio dell’Università di Palermo”; 18, Gabriella Tigano, Maria Grazia Vanaria, Laura Riolo, parco archeologico di Naxos, “Naxos. Notizie preliminari su una nuova area sacra extra moenia”; 18.20, Maria Costanza Lentini, Jari Pakkanen, University of London, “Naxos. Novità sulla viabilità urbana”.
VENERDÌ 15 DICEMBRE 2023. MESSINA modera: Valentina Caminneci. Alle 9, Michela Costanzi, Université de Picardie Jules Verne Amiens, “I risultati delle ultime campagne della Missione dell’Université de Picardie Jules Verne di Amiens ad Halaesa: l’acropoli meridionale ed il teatro”; 9.20, Rosina Leone, università di Torino, “Tindari 2016- 2023: scavi e ricerche dell’Università di Torino”; 9.40, Maria Clara Martinelli, Rosario Vilardo, parco archeologico delle isole Eolie, “Studi, ricerche e programmi nel Parco archeologico delle Isole Eolie”. CATANIA modera: Valentina Caminneci. 10, Giulia Falco, parco archeologico di Catania, “Nuove attività di ricerca e di valorizzazione presso l’Anfiteatro e il Teatro antico di Catania e le Terme di Santa Venera al Pozzo in Aci Catena”; 10.20, Daniele Malfitana, Mario Indelicato, Fabiana Cerasa, Lucrezia Longhitano, università di Catania; Antonino Mazzaglia, CNR Catania, “Spazi urbani, infrastrutture e cultura materiale della Sicilia ellenistica e romana: Catania, Santa Venera al Pozzo e l’area etnea”; 10.40, Carla Bottari, INGV, Sezione di Catania- Osservatorio Etneo, “Ricerche multidisciplinari a Santa Venera al Pozzo per documentare le evidenze del terremoto del 251 d.C.”; 11, Maria Turco, Cinzia Melfa, soprintendenza di Catania; Nicola Cucuzza, università di Genova; Orazio Palio, università di Catania, “Attività di ricognizione e scavo sul colle S. Ippolito a Caltagirone”; 11.50, Maria Turco, soprintendenza di Catania; Orazio Palio, università di Catania, “La grotta 3 in località Marineo di Licodia Eubea”; 12.10, Maria Turco, soprintendenza di Catania; Orazio Palio, università di Catania, “Attività di ricognizione e rilievo nelle aree megalitiche in territorio di Bronte”; 12.20, Maria Teresa Magro, soprintendenza di Catania, “Interventi di scavo e restauro presso la villa romana di Castellito a Ramacca”; 12.40, Maria Teresa Magro, soprintendenza di Catania, “L’area sacra di contrada Reitana di Acicatena”; 13, Ferdinando Maurici, soprintendenza del Mare, “Monumenti archeoastronomici in Sicilia”; 14.30, Roberto La Rocca, soprintendenza del Mare, “Il relitto di Marausa secondo: risultati preliminari”; 14.50, Fabrizio Sgroi, soprintendenza del Mare, “Riserva Naturale Orientata di Vendicari: ricerca archeologica subacquea e rappresentazione dei dati”. SIRACUSA modera: Johannes Bergemann. 15.10, Carla Mancuso, Raffaella D’Amico, parco archeologico di Leontinoi e Megara; Alessandra Molinari, Marcella Pisani, università di Roma Tor Vergata, “Da Leontinoi alla città medievale e moderna: nuovi dati da uno straordinario sito pluristratificato”; 15.30, Carla Mancuso, Lorenzo Guzzardi, parco archeologico di Leontinoi e Megara; Massimo Cultraro, CNR ISPC Catania; Massimo Frasca, università di Catania, “Ricerche e scavi del Parco di Leontinoi e Megara”; 15.50, Reine Marie Berard, Centre Camille Jullian, Aix-Marseille Université; Jean-Christophe Sourisseau, Aix-Marseille Université, “Megara Hyblaea: ricerche in corso nel Santuario del Nord Ovest e nella valle dell’Arenella”; 16.10, Rosa Lanteri, parco archeologico di Siracusa; Davide Tanasi, IDEX- South Florida University, “La villa romana del Tellaro (Noto). Indagini remote-sensing e nuovi dati”; 16.30, Rosa Lanteri, parco archeologico di Siracusa; Davide Tanasi, IDEX- South Florida University, “Eloro (Noto): risultati delle campagne 2020-2023”; 17.30, Agostina Musumeci, parco archeologico di Siracusa; Caterina Ingoglia, università di Messina, “Eloro: vecchie indagini-nuovi dati”; 17.50, Rosa Lanteri, parco archeologico di Siracusa; Giuseppe Cacciaguerra, CNR – ISPC, “La topografia di Kasmenai alla luce delle nuove indagini”; 18.10, Rosa Lanteri, parco archeologico di Siracusa; Rodolfo Brancato, università di Napoli Federico II, “L’Olympeion di Siracusa: i risultati delle prime indagini”; 18.30, Anita Crispino, parco archeologico di Siracusa, “Tecnologie applicate a vecchi scavi: nuove indagini archeologiche al Parco della Neapolis”; 18.50, Ermelinda Storaci, parco archeologico di Siracusa; Pietro Militello, università di Catania, “Pantalica: nuovi dati dalla revisione dei materiali dai vecchi scavi”.
SABATO 16 DICEMBRE 2023. SIRACUSA modera: Johannes Bergemann. Alle 9, Giuseppina Monterosso, parco archeologico di Siracusa; Giuseppe Lepore, università di Bologna, “Pittura parietale e stucchi di età ellenistica e romana in ambito siracusano”; 9.20, Rosa Lanteri, parco archeologico di Siracusa; Sebastiano Imposa, università di Catania, “Indagini geofisiche ad Akrai (Palazzolo Acreide”); 9.40, Alessandra Castorina, soprintendenza di Siracusa, “Nuove indagini della Soprintendenza di Siracusa”; 10, Angela Maria Manenti, parco archeologico di Siracusa; Jonathan Prag, Oxford University, “Progetto I Sicily: un aggiornamento”. RAGUSA modera: Maria Serena Rizzo. 10.20, Giovanni Di Stefano, Università della Calabria – Rende; Marcella Pisani, università di Roma – Tor Vergata, “Scavi e ricerche nell’area urbana e nel porto. Pozzi e cisterne”; 10.50, Saverio Scerra, soprintendenza di Ragusa; Giovanni Di Stefano, università della Calabria – Rende; Lorenzo Zurla, ricercatore indipendente, “Recenti scavi a Camarina nel tessuto urbano e nell’agorà”; 11.10, Saverio Scerra, soprintendenza di Ragusa; Isabella Baldini, Salvatore Cosentino, università di Bologna, “Lo Scavo della Necropoli di san Nicola Giglia presso Chiaramonte Gulfi: un esempio di archeologia sociale”; 11.30 Saverio Scerra, soprintendenza di Ragusa; Antonino Facella, università di Genova, “Scavo di una mansio e di un vicus – territorio di Chiaramonte”. ENNA modera: Maria Serena Rizzo. 11.50, Caterina Ingoglia, Lorenzo Zurla, università di Messina, “Scavi e ricerche dell’Università di Messina a Troina”; 12.10, Paolo Barresi, università Kore di Enna; Isabella Baldini, università di Bologna; Carla Sfameni, CNR Roma; Davide Tanasi, University of South Florida, “Nuove ricerche presso la Villa del Casale di Piazza Armerina”; CALTANISSETTA modera: Maria Serena Rizzo. Introduce Luigi Maria Gattuso, parco archeologico di Gela. 12.50, Rosalba Panvini, università di Catania; Bianca Ferrara, università di Napoli Federico II, “Gela Il complesso arcaico di Bosco Littorio: addenda”; 13.10, Marina Congiu, Giancarlo Filantropi, soprintendenza di Caltanissetta, “Elementi architettonici dal pozzo di via Sabello a Gela”; 14.30, Gianluca Calà, soprintendenza di Caltanissetta, “Indagini archeologiche nelle necropoli di Gela. Conferme e novità da un decennio di scavi nell’attuale area urbana”; 14.50, Lourdes Giron Anguiozar, ricercatrice indipendente; Giuseppe La Spina, ricercatore indipendente, “Nuove indagini archeologiche presso l’area delle Fortificazioni greche a Gela”; 15.10, Caterina Ingoglia, Grazia Spagnolo, Antonella Santostefano, università di Messina, “Ricerche e studi dell’Università di Messina a Gela: urbanistica, cronologia delle fasi di vita della città, produzioni artigianali, territorio”. AGRIGENTO modera: Ortwin Dally. 15.30, Domenica Gullì, soprintendenza di Agrigento, “Nuove scoperte nel territorio agrigentino”; 15.50, Federico Rausa, università di Napoli Federico II; Giorgia Moscato, Lucio Vito D’Auria, ricercatori indipendenti, “Eraclea Minoa Project: contesti, cultura materiale e società nelle varie fasi di vita di una sub colonia sulla costa centro-meridionale della Sicilia”; 17.20, Monica De Cesare, Massimo Limoncelli, Elisa Chiara Portale, università di Palermo, “Ricerche dell’Università di Palermo al Santuario di Zeus Olympios”; 17.40, Gianfranco Adornato, Giulio Amara, Scuola Normale Superiore Pisa, “Riscoprire il tempio D di Akragas: antiquaria, archeologia e percorsi multidisciplinari”; 18, Natascha Sojc, università di Augsburg, “The extra urban sanctuary of S. Anna at Agrigento”; 18.20, Laurence Cavalier, università di Bordeaux Montaigne, “Le sanctuaire des divinités chthoniennes à Akragas: nouvelles observations sur l’architecture et l’urbanisme”.
DOMENICA 17 DICEMBRE 2023. AGRIGENTO modera: Ortwin Dally, Alle 9, Giorgio Rocco, Politecnico di Bari, “Il tempio “A”. Nuove acquisizioni”; 9.20, Thomas Lappi, Monika Trũmper, Freie Universität Berlino; Antonello Fino, Politecnico di Bari, “Il ginnasio di Agrigento. Nuove ricerche”; 9.40, Luigi M. Caliò, Gianmichele Gerogiannis, università di Catania; Antonello Fino, Politecnico di Bari, “Le nuove ricerche nell’area del teatro”; 10, Giuseppe Lepore, università di Bologna, “Abitare lungo la costa meridionale della Sicilia: edilizia domestica tra Agrigento ed Eraclea Minoa”; 10.20, Vincenzo Baldoni, università di Bologna, “Il ceramico di Akragas fuori Porta V alla luce delle recenti indagini (2019-2023)”; 10.40, Alessio Toscano Raffa, CNR ISPC Catania, “La ripresa delle ricerche a Finziade (Licata)”; 11, Johannes Bergemann, Rebecca Klug, università di Gottingen, “Geomagnetica in Sicilia: ricerche e primi risultati a Camarina, Vito Soldano e Vizzini”; 11.20, Valentina Caminneci, parco archeologico Valle dei Templi, “Archeologia dell’età contemporanea nella Valle dei Templi”; 12.10, Maria Serena Rizzo, parco archeologico Valle dei Templi, “La valle dei Templi tra tardoantico e medioevo”; 12.30, Maria Concetta Parello, parco archeologico Valle dei Templi, “Akragas. La città arcaica e classica alla luce delle ricerche recenti”. TRAPANI modera: Giuseppe Lepore. 12.50, Heinze Beste, Linda Adorno, Ortwin Dally, Istituto Archeologico Germanico, “Da Est a Ovest – Progetti del Germanico in Sicilia”; 13.10, Clemente Marconi, New York University, Università di Milano, “Le ricerche della missione dell’Institute of fine art – Nyu e dell’Università degli Studi di Milano nel grande santuario urbano di Selinunte”; 14.30, Luigi Biondo, parco archeologico di Segesta, “Da Elyma all’Araba Fenice”; 14.50, Carmine Ampolo, Maria Cecilia Parra, Scuola Normale di Pisa, “Segesta: agorà, sala degli efebi e ginnasio alla luce delle recenti acquisizioni”; 15.10, Monica De Cesare, Gilberto Montali, università di Palermo, “Le ricerche dell’Università di Palermo al Santuario di contrada Mango a Segesta”; 15.30, Rossella Giglio, Emma Blake, Robert Schon, Alena Wigodner, università di Tucson Arizona, USA, “La zona residenziale di M. Barbaro, Segesta. Nuove Ricerche”; 15.50, Alessia Mistretta, università di Ginevra; Emanuele Canzonieri, ricercatore indipendente, “L’urbanistica di Segesta”; 16.10, Maria Cecilia Parra, Alessandro Corretti, Chiara Michelini, Maria Adelaide Vaggioli, Scuola Normale di Pisa, “Entella 2020-2023: spazi del sacro e forme urbane tra prima età ellenistica e romanizzazione”; 16.30, Lorenz E. Baumer, Alessia Mistretta, università di Ginevra, “Note sull’urbanistica ellenistico romana di Lilibeo”; 16.50, Mauro Lo Brutto, Antonella Mandruzzato, università di Palermo; Martina Seifert, università di Amburgo; Maria Grazia Griffo, parco archeologico di Lilibeo, “La carta Archeologica di Lilibeo. Risultati conseguiti e prospettive della ricerca”; 17.10, Maria Luisa Saladino, Francesco Armetta, università di Palermo, “Il contributo delle indagini chimico fisiche a supporto delle problematiche archeologiche di metalli e pitture”; 17.30, Francesca Meli, Cecilia Doriana Tramati, Salvatrice Vizzini, Luca Sineo, università di Palermo; Maria Grazia Griffo, parco archeologico di Lilibeo, “Analisi antropologica e isotopica della Lilibeo punica: i settori di via Berta e di via De Gasperi”; 17.50, Antonino Filippi, università di Roma Tor Vergata, “Dal collezionismo alla musealizzazione: manufatti litici, ceramici e in metallo pre-protostorici poco noti nella collezione archeologica del Museo “A. Pepoli” di Trapani”; 18.10, Giuseppe Parello: conclusioni.
Verona. Per la rassegna “Visti da vicino, visti con te”, al museo civico di Storia naturale l’incontro “Racconti di ossa” con Irene Dori (università di Firenze) e Massimo Saracino (sezione di Preistoria del museo)
Fino al 14 dicembre 2023 nuove occasioni d’incontro per scoprire particolarità e bellezza dell’ampia proposta museale di Verona con la rassegna “Visti da vicino, visti con te” dei Musei civici di Verona. Si inizia giovedì 30 novembre 2023, alle 17, al museo civico di Storia naturale di Verona, con l’incontro “Racconti di ossa”. Interverranno: Irene Dori, dipartimento di Biologia dell’università di Firenze; Massimo Saracino, sezione di Preistoria del museo di Storia naturale di Verona. La partecipazione è compresa nel biglietto d’ingresso al museo. All’interno della sala espositiva sulla preistoria veronese del museo di Storia naturale, vi è una parte dedicata al mondo dei morti che, tanto in passato quanto nel presente, era in genere ben distinto da quello dei vivi. Durante l’incontro saranno trattate e illustrate alcune tombe a inumazione e a cremazione rinvenute nel territorio veronese cronologicamente afferenti alla pre e protostoria.
Cagliari. Conferenza, in presenza e on line, di Massimo Cultraro (Cnr Catania) su “I bronzetti “sardo-feniciani” e le donne di Cagliari. L’inatteso viaggio di Heinrich Schliemann in Sardegna”, sessantottesimo incontro della rassegna “Dialoghi di archeologia, architettura, arte e paesaggio”
Un naufragio nella notte, l’approdo a Cagliari, la folgorazione per i bronzetti nuragici, ma anche per le donne sarde, tutti gli ingredienti per una nuova avventura, assolutamente inedita, dell’impareggiabile Heinrich Schliemann. Giovedì 30 novembre 2023, alle 17, nella basilica di San Saturnino in piazza San Cosimo a Cagliari, e in diretta live, l’incontro “I bronzetti “sardo-feniciani” e le donne di Cagliari. L’inatteso viaggio di Heinrich Schliemann in Sardegna” con l’archeologo Massimo Cultraro, primo ricercatore al CNR di Catania e docente Paletnologia e Preistoria egea dell’università di Palermo, 68mo appuntamento della rassegna “Dialoghi di archeologia architettura arte e paesaggio” a cura di Maria Antonietta Mongiu e Francesco Muscolino. Ecco il link per seguire l’evento in streaming https://www.facebook.com/events/321290237507700.
Sono passati cinque mesi da quel 2 luglio 2023 quando, a ottant’anni, dopo lunga malattia, si è spenta Anna Maria Bietti Sestieri, accademica dei Lincei, professoressa emerita dell’università del Salento, già presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. Oltre che a problemi teorici e metodologici, la sua attività di ricerca si era rivolta principalmente alla protostoria dell’Italia e del Mediterraneo, con numerosi lavori sull’Italia in generale, sul Lazio antico, sulla Sicilia e sulle regioni meridionali, sui rapporti fra Oriente e Occidente mediterranei (vedi
Nuovo incontro dedicato al pubblico della Valpolicella, per raccontare il nostro lavoro alle Colombare di Negrar e per far conoscere l’importanza e il valore di questo sito preistorico a più persone possibile, organizzato dal laboratorio di Preistoria Protostoria ed Ecologia preistorica del dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’università di Milano in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona e il Comune di Negrar. Appuntamento giovedì 7 dicembre 2023, alle 21, nella sala civica di Montecchio di Negrar in via Don Tacchella 4, con il professor Umberto Tecchiati, direttore dello scavo e docente di Preistoria ed Ecologia preistorica all’università di Milano, che racconterà l’avanzamento delle ricerche nella conferenza “Gli scavi dell’università di Milano nel sito preistorico delle Colombare di Villa (Negrar di Valpolicella)”. L’incontro è gratuito.

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