Appia Antica (Roma). Al via nel complesso della Villa dei Sette Bassi del parco archeologico la prima edizione di Sub_urbem – festival diffuso tra spettacoli, arte e archeologia. Per tre giorni concerti, proiezioni, installazioni luminose, visite guidate e laboratori didattici. Ecco il programma

Dal 18 al 20 settembre 2026 il parco archeologico dell’Appia Antica ospita Sub_urbem – festival diffuso tra spettacoli, arte e archeologia, la prima edizione di un festival diffuso che unisce musica, arti visive e cinema all’interno di Villa di Sette Bassi. L’iniziativa, co-organizzata con il Municipio VII Roma Capitale e Percentomusica, accompagna l’apertura al pubblico dell’area delle Terme dei Tritoni, riportata alla luce dalla recente campagna di scavo. La prima edizione di Sub_urbem accompagna dunque l’apertura al pubblico dell’area archeologica delle Terme dei Tritoni all’interno del complesso della Villa di Sette Bassi, trasformando questo momento in un’esperienza culturale unica. Concerti, proiezioni, light mapping e installazioni artistiche guideranno i visitatori alla scoperta di uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti dell’Appia Antica, inaugurando un percorso che, nelle future edizioni, continuerà a rivelare nuovi luoghi di Roma. Per tre giorni la Villa diventa scenario di concerti, proiezioni, installazioni luminose, visite guidate e laboratori didattici, in un programma che intreccia arte e archeologia e invita il pubblico a scoprire il sito da una prospettiva insolita. Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti. Tutte le attività sono a ingresso limitato.
Venerdì 18 settembre 2026. Alle 16, visita al cantiere di restauro del mosaico dei Tritoni; 17, visita alle Terme dei Tritoni; 18, The Pinocchio Project, primo episodio della serie documentaria Stanleyandus – L’Odissea Kubrick; 20.30, Percento Electric Guitar Ensemble, diretto da Luca Nostro e Massimo Colagiovanni; 21.30, Fabio Zeppetella Special 4tet.
Sabato 19 settembre 2026. Alle 16, laboratorio di scavo archeologico; 16.30, presentazione delle nuove scoperte archeologiche a Villa di Sette Bassi; 18, Cocktail Bar, documentario di Stefano Landini e Toni Lama sullo storico Music Inn, presentato alla Festa del Cinema di Roma (Sala Conferenze); 20.30, Obey The Platypus, brani originali in inglese con impronta rock; 21.30, Giorgio Tirabassi in Romantìca. Storie di Roma e di romani, con il commento sonoro dal vivo di Luca Nostro e Massimo Fedeli.
Domenica 20 settembre 2026. Alle 16, laboratorio Tabula lusoria, dedicato ai giochi dei bambini nell’antica Roma; 16.30, visita all’area archeologica; 18, Stolen Moments. Una storia di emigrazione e di jazz, film di Stefano Landini; 20.30, Sedici Noni, sonorità tra il jazz, il neo soul e il prog anni ’70; 21.30, Luttazzi Legacy Trio, con la partecipazione di Emilia Zamuner e Rossana Luttazzi, omaggio alla musica di Lelio Luttazzi.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale terzo appuntamento con MANNight – straordinarie aperture: superstar la Statua Magica della Collezione Egizia, Bodypainting di Weronique Art con il modello e il pubblico. Nel giardino della Vanella Dj set con le composizioni eclettiche di Giuseppe Fava

Nuovo appuntamento di MANNight – straordinarie aperture al museo Archeologico nazionale di Napoli giovedì 17 settembre 2026: dalle 19 alle 23.30 (ultimo ingresso ore 22.30), performance e attività a partire dalle 20.30. La Statua Magica della Collezione Egizia sarà la protagonista della performance di Bodypainting di Weronique Art, l’artista che realizza le sue opere vive in dialogo con i tesori delle collezioni del museo Archeologico nazionale di Napoli. E non solo: lungo i corridoi e le sale del Museo, durante MANNight la visita si arricchirà di emozioni con una serie di performance site specific, in un format di valorizzazione che sta riscuotendo un crescente apprezzamento da parte del pubblico (con 550 accessi per la prima serata e quasi 1200 nella seconda). “MANNight. Straordinarie aperture” è un progetto nell’ambito del Piano di Valorizzazione del MiC, grazie al quale il biglietto ha il costo speciale di 10 euro. Prodotto per conto del museo Archeologico nazionale di Napoli da Casa del Contemporaneo, in collaborazione con La Santissima Community Hub, il progetto MANNight mira soprattutto a valorizzare l’esperienza di visita, senza distogliere il pubblico dalla bellezza delle opere, ma aggiungendo in alcuni momenti uno spunto di riflessione o uno spazio di interazione.

Durante tutta la serata più di venti artisti per un programma ricco di eventi: oltre alla welcome session della dj Angelica Barrella, che accoglierà gli ospiti sul terrapieno del Museo, nel giardino della Vanella porterà la sua musica Giuseppe Fava, resident del collettivo Soul Express Collective, che farà vivere un’atmosfera di voci calde, percussioni vibranti, suoni psichedelici e ritmi house, in un set all’insegna di eclettismo ed empatia.

“Siamo pronti ad accogliere il nostro pubblico per una nuova serata di scoperte e sorprese con performance e con la straordinaria atmosfera che solo le sale del MANN possono offrire”, commenta il direttore del MANN, Francesco Sirano. “Ogni intervento mette in evidenza singole opere o intere sezioni del Museo come, per esempio, le tammorre e i ritmi con cui gli artisti Enzo Tammurriello e Marta Peperna catturano l’attenzione del pubblico conducendolo al ritmo di suoni ancestrali attraverso le sale della Sezione Preistorica, dove sono letteralmente le nostre radici, fino agli spazi dedicati alla Piana Campana dove di fronte a due delle più importanti tombe principesche del Museo (la tomba 104 di Cuma e la tomba della Principessa di Cales) i visitatori sono invitati a danzare in cerchio, quasi riproducendo quelle danze rituali che caratterizzavano le cerimonie funebri”.
Ischia (Na). Al complesso museale di Villa Arbusto di Lacco Ameno la conferenza “Pithekoussai e Cuma: storie e intrecci all’alba della Magna Grecia” con Valentino Nizzo, Matteo D’Acunto e Teresa Cinquantaquattro, settimo appuntamento del “Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio” a cura di Mariangela Catuogno

Giovedì 17 settembre 2026, alle 19.30, al complesso museale di Villa Arbusto di Lacco Ameno, sull’isola d’Ischia (Na), in collaborazione del Comune di Lacco Ameno, l’incontro “Pithekoussai e Cuma: storie e intrecci all’alba della Magna Grecia” con Valentino Nizzo, Matteo D’Acunto e Teresa Cinquantaquattro, settimo appuntamento del “Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio” a cura di Mariangela Catuogno, il ciclo di conferenze annuale promosso dalla Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, che con un approccio interdisciplinare propone una riflessione sullo straordinario patrimonio culturale italiano e internazionale. Quest’anno, in cui ricorre il Centenario della nascita di Lady Walton e si celebra la sua opera di creatrice di un luogo straordinario come i Giardini La Mortella, il Progetto Kepos rende omaggio alla sua memoria e al costante sostegno che dedicò ai giovani talenti musicali con un appuntamento dedicato alla storia della musica. Dopo i saluti della presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, Alessandra Vinciguerra, interverrà Valentino Nizzo, professore di Etruscologia all’università di Napoli “L’Orientale”, con la relazione “Prima dell’alba della Magna Grecia: archeologia e storie di archeologi da Cuma preellenica a Pithekoussai”. Seguirà Matteo D’Acunto, professore ordinario di Archeologia classica all’università di Napoli “L’Orientale”, con la relazione “Storie dalla terra: Cuma dalla fase pre-ellenica alle prime fasi della colonizzazione”. Concluderà gli interventi Teresa E. Cinquantaquattro, MiC, dirigente del Servizio II – Scavi e Tutela del Patrimonio Archeologico, con la relazione “Pithekoussai: dinamiche interculturali tra mondo greco coloniale e comunità indigene”. A moderare gli interventi sarà Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos.
Villanova di Castenaso (Bo). Al museo della Civiltà villanoviana presentazione del libro “Morte nell’arena” di Federica Guidi, archeologa del museo civico Archeologico di Bologna

Cosa raccontano i giochi gladiatori sulla società romana? E quanto di quei rituali di violenza e di morte è davvero scomparso? Giovedì 17 settembre 20026, alle 18, in occasione della 21ᵃ edizione della Rievocazione Storica Legiones in Agro Boiorum, il MUV – museo della Civiltà villanoviana, in via Tosarelli 191 a Villanova di Castenaso Bo) ospita la presentazione del libro “Morte nell’arena” di Federica Guidi, archeologa del museo civico Archeologico di Bologna. L’evento è organizzato dall’associazione di rievocazione storica Legiones in Agro Boiorum in collaborazione con il MUV. Un viaggio tra storia, archeologia e riflessione contemporanea alla scoperta dei retroscena di uno dei fenomeni più emblematici del mondo antico: gli spettacoli nell’arena e il loro significato sociale, culturale e politico. Ingresso libero gratuito. Info: 051-780021 oppure muv@comune.castenaso.bo.it.
Morte nell’arena. Storia e leggenda dei gladiatori (Mondadori). In principio, nel III secolo a.C., si chiamarono munera, cioè obblighi verso i defunti. Poi il nome rimase, ma via via i combattimenti gladiatorii persero il carattere di cerimonia funebre e acquisirono quello di festività offerte da personalità politiche e dall’imperatore per procurarsi consenso, secondo la nota espressione di Giovenale: panem et circenses. Una tradizione che durò oltre sette secoli nel segno dell’intrattenimento grandioso, esotico, violento e globale. Vero e proprio spettacolo interattivo cui il pubblico partecipava non solo con le incitazioni ai contendenti, ma anche decidendo il destino dei vinti. In questo libro l’autrice descrive la scena e i retroscena di un costume che ha attraversato i secoli.
Verona. Al museo di Storia naturale presentazione del libro “Veneti in Egitto. Tra Faraoni e l’Unesco” di Silvana A. Bianchi e Giamberto Bochese per il ciclo “La Biblioteca di Nemo: dialoghi di storia e di scienza al museo di Storia naturale”

Giovedì 17 settembre 2026, alle 17, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale di Verona, riprendono gli appuntamenti con “La Biblioteca di Nemo 2026: dialoghi di storia e di scienza al museo di Storia naturale”, l’iniziativa realizzata dai Musei civici di Verona – museo di Storia naturale di Verona e Servizio Biblioteche Specialistiche e Archivi Storici dei Musei, in collaborazione con il dipartimento di Culture e Civiltà dell’università di Verona e con il patrocinio della Società italiana di Storia della Scienza. In programma la presentazione del libro “Veneti in Egitto. Tra Faraoni e l’Unesco di Silvana A. Bianchi e Giamberto Bochese (2023), che ricostruisce le vicende di uomini e imprese locali impegnati fra 1960 e 1980 nel salvataggio dei due importanti siti archeologici egiziani di Abu Simbel e File minacciati dalle acque della Grande Diga di Aswan. Dialogano con gli autori Andrea Tenca, storico della scienza e bibliotecario al museo di Storia naturale, e la professoressa Simonetta Ponchia, dell’università di Verona. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili: info e programma completo della rassegna sul nostro sito http://tiny.cc/nf62101.
Altino (Ve). Al parco archeologico per il ciclo “Novità, Doc?” la conferenza “Indagare il sottosuolo con la Geofisica: dal dato al modello 3D” con Rita Deiana (UniPd)

Sono numerosi i professionisti che, grazie alle continue attività di tutela e di ricerca, si dedicano alla salvaguardia e allo studio del ricco patrimonio archeologico altinate. Le loro attività sul campo e l’analisi dei dati così raccolti permettono di aggiungere nuovi tasselli utili per ricostruire e capire la storia e le trasformazioni della città di Altino e del suo territorio. Sono stati invitati a parlarne al parco archeologico di Altino (Ve). Giovedì 17 settembre 2026, alle 15.30, al parco archeologico di Altino tornano le conferenze “Novità, Doc?”: in programma l’incontro “Indagare il sottosuolo con la Geofisica: dal dato al modello 3D” con Rita Deiana, professoressa e ingegnere del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova. La conferenza si svolge nel deposito Sala colonne del parco; sono gratuite per abbonati e abbonate e comprese nel biglietto d’ingresso per gli altri. Per informazioni: info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422 789443.
Roma. A Sapienza università presentazione del primo volume dedicato agli scavi archeologici nella Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme di Francesca Romana Stasolla

Giovedì 17 settembre 2026, alle 15, nell’aula Odeion, museo dell’Arte classica, piano terra della Facoltà di Lettere e Filosofia, Sapienza università di Roma, in piazzale Aldo Moro 5, presentazione del primo volume dedicato agli scavi archeologici nella Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme di Francesca Romana Stasolla (TS edizioni). Dopo i saluti istituzionali di Antonella Polimeni, magnifica rettrice della Sapienza università di Roma; Domenico Bellato, console generale d’Italia a Gerusalemme; Fr. Francesco Ielpo ofm, Custode di Terra Santa; Mirko Tricoli, responsabile AICS Gerusalemme; Arianna Punzi, preside della Facoltà di Lettere e Filosofia; interverranno Arnaldo Marcone, università Roma Tre; Vincenzo Fiocchi Nicolai, Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, università di Roma Tor Vergata; Shimon Gibson, University of North Carolina; Basema Hamarneh, Universität Wien.

Hagia Polis Project. Excavations at the Holy Sepulchre in Jerusalem. Vol. 1 – Project and methodology / Progetto Hagia Polis. Scavi presso il Santo Sepolcro a Gerusalemme. Vol. 1 – Progetto e metodologia. Il libro inaugura una monumentale opera in più volumi dedicata allo studio scientifico e alla conservazione del santuario più venerato del cristianesimo. Esso illustra il progetto e la relativa metodologia, ripercorrendo diciassette secoli di storia racchiusi nelle pietre della Basilica del Santo Sepolcro. Grazie a una collaborazione senza precedenti tra le comunità greco-ortodossa, cattolica e armena e a un’équipe multidisciplinare composta da archeologi, ingegneri, storici ed esperti di conservazione – coordinata dalla Sapienza Università di Roma – il libro documenta l’approfondita indagine sulla pavimentazione, sulle sottostrutture e sulle infrastrutture sotterranee della basilica. Integrando scavo stratigrafico, GIS 3D, diagnostica avanzata e rigorose ricerche d’archivio, l’opera illustra la trasformazione del sito da cava e giardino a basilica imperiale e centro di pellegrinaggio di portata mondiale. Offrendo non solo nuovi dati ma anche un modello innovativo di intervento in un luogo di culto ancora attivo, questo primo volume getta le basi metodologiche e interpretative per i successivi volumi della serie.
Francesca Romana Stasolla è professoressa ordinaria di Archeologia cristiana e medievale all’università Sapienza di Roma. Fa parte dei comitati editoriali di diverse riviste scientifiche ed è membro di numerose accademie, tra cui la Pontificia Accademia Romana di Archeologia e l’Istituto Archeologico Germanico di Roma. In qualità di responsabile scientifica delle indagini archeologiche presso il Santo Sepolcro a Gerusalemme, dirige il progetto “Hagia Polis” per conto della Sapienza, sviluppando un approccio metodologico che integra scavo stratigrafico, documentazione GIS 3D, analisi interdisciplinari e una rilettura critica della tradizione storiografica su Gerusalemme. È autrice di centinaia di pubblicazioni scientifiche, tra cui monografie, articoli su riviste e contributi in volumi curati.
Villamarzana (Ro). Prima giornata di “Scavi aperti” al sito protostorico: visita guidata col prof. Michele Cupitò (UniPd), direttore dello scavo, preceduta dalla visita al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine e seguita dalla visita al laboratorio temporaneo

Il 7 settembre 2026, dopo un anno di stop, è ripartita la nuova campagna di scavo al sito protostorico di Villamarzana (Ro), diretta da Michele Cupitò, professore del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova. E sono già fissate le giornate “Scavi aperti”, l’iniziativa che il 17 e il 24 settembre 2026 porta alla scoperta degli scavi di Villamarzana, a visitare il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine e a seguire il laboratorio materiali allestito nel centro di Villamarzana. La nuova campagna di ricerca appena ripartita ha l’obiettivo di approfondire la conoscenza di questo grande villaggio, che tra la tarda Età del Bronzo e l’inizio della prima Età del Ferro (XIII-IX sec. a.C.) rappresentò un importante centro di popolamento, produzione e scambio. Attraverso lo scavo archeologico è possibile ricostruire progressivamente non soltanto l’organizzazione degli abitati, ma anche aspetti concreti della vita quotidiana: gli spazi domestici e produttivi, le attività artigianali, le modalità di approvvigionamento e lavorazione delle materie prime, i rapporti commerciali e le relazioni con altri territori. Lo scavo rientra nel progetto “Prima Europa. La protostoria del Polesine”, nell’ambito del più ampio programma “ArcheoPo. Archeologia in Polesine”, finanziato dalla Fondazione Cariparo e coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza in sinergia con il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine e il Comune di Villamarzana.
Primo Open Day dedicato allo scavo di Villamarzana giovedì 17 settembre 2026. Ritrovo alle 14 al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, nella barchessa nord di Villa Badoer in via Giovanni Tasso 1. I partecipanti saranno accompagnati dal prof. Michele Cupitò, dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, direttore dello scavo di Villamarzana. La partecipazione a “Scavi aperti” è gratuita, su prenotazione. Programma: dalle 14 alle 15,30, visita guidata al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine; dalle 15.45 alle 16.45, visita guidata allo scavo del sito di Villamarzana; dalle 17 alle 17.45, visita guidata al laboratorio temporaneo allestito in via Chiesa a Villamarzana. Per maggiori informazioni e prenotazioni è possibile contattare il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine al numero telefonico 0425 668523 o tramite e-mail all’indirizzo drm-ven.museofratta@cultura.gov.it. Biglietto d’ingresso al Museo archeologico nazionale gratuito. In caso di maltempo l’attività prevederà solo la visita al Museo e ai laboratori.
Pompei. Festa del Vino: al parco archeologico si torna a vendemmiare. Visite ai vigneti dell’area archeologica, brindisi con i vini di Feudi di San Gregorio e degustazione dell’olio IGP del Parco, Pumpaia

A Pompei si torna a vendemmiare e, con il taglio e la raccolta delle uve degli antichi vigneti dell’area archeologica, si celebra la Festa del Vino. Mercoledì 16 settembre 2026, alle 16.30, al Vigneto della Casa del Triclinio all’aperto, con ingresso da piazza Anfiteatro, in occasione della prima vendemmia – frutto del progetto vitivinicolo nato dal partenariato pubblico-privato con il Gruppo Tenute Capaldo, attraverso le cantine Feudi di San Gregorio e Basilisco – i visitatori potranno conoscere alcuni dei vigneti dell’area archeologica e riscoprire il legame profondo con la vite e la cultura del vino. Con la Festa del Vino, dunque, Pompei ripropone in chiave contemporanea un momento che richiama gli antichi saperi agricoli legati a Bacco, dio del vino, della vite, della convivialità e della rinascita della natura. Un tema particolarmente significativo per il Parco, che nel corso del 2026 ha dedicato diverse attività e iniziative alla dimensione dionisiaca della vita pompeiana, anche a seguito della recente scoperta, nella Regio IX, 10, del salone del Tiaso.

Per l’occasione sarà previsto un brindisi con i vini di Feudi di San Gregorio e una degustazione di pane e olio IGP del Parco, Pùmpaiia, e anche di altri prodotti della Parvula Domus – Fattoria culturale e sociale del Parco, espressione della produzione agricola contemporanea sviluppata all’interno del sito archeologico. Il raccolto di quest’anno riguarda i 14 piccoli vigneti custoditi all’interno delle Domus del Parco, per una superficie complessiva di poco più di un ettaro, coltivata anche con finalità di ricerca e didattica. Con la vendemmia 2026 il progetto entra nella sua prima fase produttiva, riportando nel cuore dell’antica città un gesto agricolo che apparteneva alla vita quotidiana dei suoi abitanti e che oggi torna a essere occasione di conoscenza, ricerca e condivisione.

Nel corso della giornata i visitatori potranno assistere alle attività della vendemmia, partecipare alle visite ad alcuni dei vigneti dell’area archeologica e prendere parte al momento conviviale con: brindisi con i vini di Feudi di San Gregorio; degustazione di pane e olio IGP del Parco, Pùmpaiia; prodotti della Parvula Domus/Fattoria culturale e sociale del parco. La giornata sarà anche un’occasione per raccontare il progetto vitivinicolo e il lavoro di ricerca che accompagna la cura dei vigneti di Pompei. Programma visite e attività didattiche: visite ai vigneti dell’orto dei fuggiaschi e del triclinio all’aperto a partire dalle 16. Visite e attività didattiche per i ragazzi presso il vigneto del Foro Boario dalle 15, a cura del Pompeii Children’s Museum. Laboratori su prenotazione su www.pompeiichildrenmuseum.it.





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