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Verona. Al museo di Storia naturale la conferenza “Mobilità e differenziazione sociale tra le popolazioni celtiche dell’età del Ferro sui due versanti delle Alpi” con Zita Laffranchi (università di Cordoba) e Marco Milella (università di Pisa), quindicesimo appuntamento con le conferenze dei Musei Civici 2025 – 2026

Martedì 21 aprile 2026, alle 17, nella sala “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale di Verona, 15mo appuntamento con le conferenze dei Musei Civici 2025 – 2026 dal titolo “Mobilità e differenziazione sociale tra le popolazioni celtiche dell’età del Ferro sui due versanti delle Alpi”: relatori Zita Laffranchi dell’università di Cordoba, e Marco Milella dell’università di Pisa. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. La tarda età del Ferro (IV-I sec. a.C.) rappresenta un periodo cruciale caratterizzato da intensi scambi di persone, oggetti e idee tra le Alpi e le pianure. Questo intervento propone un viaggio che collega il territorio svizzero alla provincia di Verona, evidenziando come un approccio integrato, che combina analisi chimiche, antropologiche e archeologiche, possa arricchire la nostra comprensione di questi flussi migratori, rivelando sorprese inaspettate. Particolare attenzione viene riservata ad alcuni contesti veronesi, che offrono uno spaccato privilegiato delle interazioni tra origini diverse e tradizioni locali. Le evidenze archeologiche e isotopiche hanno permesso infatti di esplorare come individui con storie distinte potessero inserirsi nei rituali comunitari, mentre alcuni oggetti e segnali chimici rinviano a memorie di luoghi e percorsi di vita differenti. L’intervento invita a considerare la mobilità non solo come semplice spostamento, ma come una dinamica sociale complessa e creativa. Questa prospettiva è fondamentale per comprendere come le comunità della tarda età del Ferro costruissero identità condivise e gestissero la diversità in un contesto di trasformazione continua.

 

Natale di Roma. Il museo nazionale Romano lo celebra con appuntamenti alle Terme di Diocleziano e a Palazzo Altemps. Ecco il programma

In occasione del Natale di Roma – la leggendaria data del 21 aprile del 753 a.C. legata alla memoria della fondazione della città da parte di Romolo – il museo nazionale Romano apre le sue porte al pubblico con una serie di appuntamenti speciali, alle Terme di Diocleziano e a Palazzo Altemps, per celebrare insieme questa importante ricorrenza.

Le Terme di Diocleziano, martedì 21 aprile 2026, ospiteranno due importanti momenti di rievocazione storica curati dal Gruppo Storico Romano. Al centro della giornata ci saranno due appuntamenti simbolici e altamente evocativi, la rievocazione del Tracciato del Solco Primigenio e dei Palilia, che offriranno al pubblico un’esperienza immersiva tra storia, mito e tradizione, con figuranti in abiti d’epoca e ricostruzioni fedeli dei rituali antichi. Il Tracciato del Solco Primigenio: è il rito che sancisce la nascita dell’Urbe attraverso il gesto fondativo attribuito a Romolo, che segnò con un aratro il confine sacro della città, il cosiddetto pomerium. Sono previste due repliche della rievocazione del Tracciato del solco, alle 11.30 e alle 14.30. I Palilia (o Parilia): una delle più antiche festività della religione romana. Si svolgevano proprio il 21 aprile in onore della divinità Pale, protettrice dei greggi e dei pastori, diventando nel tempo parte integrante delle celebrazioni del Natale di Roma. Appuntamento alle 15.30. Partecipazione gratuita con prenotazione al link: https://natalediroma.eventbrite.it.

Nello spazio del teatro di Palazzo Altemps, alle 17.30, il concerto “2779 Ab Urbe Condita. Palilia”, con l’esibizione degli studenti e delle studentesse del Coro del Liceo Cavour, nell’ambito delle attività previste e progettate nell’Accordo di Partenariato esistente tra Il Museo e il Liceo che, attraverso la musica corale, crea rapporti di inclusione e crescita tra gli studenti. Il coro, composto di 35 studentesse e studenti del Liceo, è uno dei 15 cori che partecipa al Progetto “Un coro in ogni scuola” che, attraverso la musica corale, crea rapporti di inclusione e crescita tra gli studenti ed è realizzato dall’associazione Culturale Decanto. Il repertorio del Coro del Liceo Cavour, attivo da 5 anni, varia dal colto del ‘500, al popolare italiano e straniero, fino al pop arrangiato per sole voci a cappella. Il programma: 1. Benia Calastoria, Bepi de Marzi, 4 voci; 2. Viva la Vida, Coldplay, arr. Biciocchi-Versino, 5 voci; 3. Helplessly Hoping, Crosby, Still &Nash, arr. Dodo Versino, 4 voci; 4. Some Nights, Fun, Elaborazione: Caroni-D’Angelo-Filippini-Versino, 5 voci; 5. Ex’s and oh’s, E. King, arr. Dodo Versino, 5 voci; 6. Chi la gagliarda, donne, vo’ imparare?, Baldassarre Donato, Il Primo Libro di Canzon Villanesche alla Napolitana, № 13 (Venezia 1550), 4 voci; 7. Carol of the bells, M. Leontovich, 4 voci; 8. Drunken master, Medley piratesco, arm. Grifoncoro, 6 voci; 9. Rumour Has It, Adele, arr. Dodo Versino, 5 voci. L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria al https://concerto21aprile.eventbrite.it.

 

Napoli. A Palazzo Corigliano (università di Napoli L’Orientale), in presenza e su Zoom, il seminario “Siracusa: l’alba di una città greca Prime evidenze e spazi del sacro” tenuto da Giulio Amara della Scuola Normale Superiore

Martedì 21 aprile 2026, alle 10.30, al Salone delle Conferenze (II Piano) di Palazzo Corigliano, università di Napoli L’Orientale in piazza San Domenico Maggiore 12 di Napoli, il seminario “Siracusa: l’alba di una città greca Prime evidenze e spazi del sacro” tenuto da Giulio Amara della Scuola Normale Superiore: approfondimento sulle origini della città di Siracusa, con particolare attenzione alle prime testimonianze archeologiche e agli spazi sacri che hanno caratterizzato la sua nascita e sviluppo. Sarà possibile seguire il seminario anche in remoto, tramite piattaforma Zoom, chiedendo il link al responsabile della segreteria dell’evento: nitti_francesco993@libero.it.

 

Tivoli (Roma). Al Santuario di Ercole Vincitore la giornata di studi “Sant’Ignazio a Tivoli. L’eredità spirituale e accademica” a cura dell’Istituto VILLÆ. Ecco il programma

Il Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli (Roma) ospita, martedì 21 aprile 2026 a partire dalle 9, la giornata di studi “Sant’Ignazio a Tivoli. L’eredità spirituale e accademica”, un appuntamento dedicato alla presenza gesuitica nel territorio tiburtino e al suo contributo alla formazione culturale, religiosa e scientifica. L’iniziativa, organizzata dall’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, si inserisce nel programma del 3241° Natale di Tivoli 2026, promosso dal Comune di Tivoli, ed è realizzata in collaborazione con i Parchi Letterari, nell’ambito del Parco Letterario dedicato a Marguerite Yourcenar, Ludovico Ariosto e Ignazio di Loyola, strettamente connesso alla storia del Santuario, prima sede del nucleo originario dei gesuiti a Tivoli. L’ingresso è gratuito. La giornata riunisce studiose e studiosi impegnati nell’approfondire temi che spaziano dalla pedagogia ignaziana alla storia del territorio, dall’archeologia gesuitica al sapere barocco, offrendo un’occasione di confronto tra ricerca scientifica e valorizzazione del patrimonio. L’incontro si configura come un momento di approfondimento e condivisione aperto alla cittadinanza, volto a valorizzare il legame tra storia locale e grandi correnti del pensiero europeo, riaffermando il ruolo di Tivoli come crocevia di cultura, spiritualità e conoscenza.

Veduta aerea del Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli (foto Mibact)

Il programma. Ad aprire i lavori, alle 9.30, saranno i saluti istituzionali del direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, Alberto Samonà, recentemente nominato alla guida dell’Istituto. Alle 9.50, Stanislao de Marsanich, presidente dei Parchi Letterari, introdurrà il tema dell’incontro; 10.10, Alessandro Orlandi (Edizioni La Lepre) approfondirà il tema de “L’eredità del museo kircheriano oggi”; 10.30, Eugenio Lo Sardo, già direttore dell’Archivio di Stato di Roma, “Ercole e Ignazio: gli eroici furori”. Dopo la pausa caffè, alle 11.20, i lavori proseguiranno con l’intervento di Carla Benocci, del Comitato scientifico dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, dedicato a “L’opera gesuitica al servizio della comunità tiburtina: il culto, la cura del territorio e la pedagogia”; 11.40, Sabrina Pietrobono, dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, presenterà “Un mondo sotterraneo. Padri Gesuiti e proprietà storiche della Compagnia di Gesù nel quadro dell’archeologia tiburtina e laziale”. A concludere la sessione alle 12 sarà l’intervento di Viviana Carbonara e Sara Tarissi de Jacobis (Istituto Villa Adriana e Villa d’Este) “Il theatrum di Kircher. Villa d’Este e il Santuario di Ercole Vincitore come dispositivi del sapere”.

Alberto Samonà, direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este (foto da profilo FB)

“È per me motivo di grande soddisfazione questo momento di approfondimento dedicato a Sant’Ignazio e alla presenza gesuitica a Tivoli”, sottolinea il direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, Alberto Samonà, “un capitolo di straordinaria rilevanza nella storia culturale e spirituale del territorio. L’iniziativa testimonia l’impegno dell’Istituto nel promuovere la produzione e la condivisione di conoscenza, favorendo occasioni di confronto tra studiosi e comunità. In questo contesto – conclude – il legame tra eredità gesuitica, formazione del pensiero europeo e identità tiburtina emerge con rinnovata forza, offrendo nuove prospettive di riflessione”. “Con questa giornata di studi”, evidenziano Viviana Carbonara, Sara Tarissi de Jacobis, Tiziano Latini dell’Ufficio Eventi Culturali dell’Istituto VILLÆ, “intendiamo restituire profondità e visibilità a una pagina fondamentale della storia culturale tiburtina, in occasione delle celebrazioni del Natale della città, mettendo in dialogo ricerca, patrimonio e comunità. Il Santuario di Ercole Vincitore, primo luogo di insediamento dei gesuiti a Tivoli, si conferma uno spazio vivo di conoscenza e confronto”.

Villanova di Castenaso (Bo). Al museo della Civiltà villanoviana visita guidata gratuita dedicata all’archeologia del territorio

Domenica 19 aprile 2026, alle 16.30, al museo della Civiltà villanoviana in via Tosarelli 191 a Villanova di Castenaso (Bo), visita guidata gratuita dedicata all’archeologia del territorio ed in particolare alla civiltà Villanoviana. L’esposizione permanente dedicata alla necropoli di Marano di Castenaso permetterà ai partecipanti di scoprire il rituale funerario del periodo orientalizzante; mentre la ricostruzione della capanna villanoviana rivelerà affascinanti aspetti della vita quotidiana nell’età del Ferro. Biglietti di ingresso: 5 euro intero, 3 euro ridotto, gratuito per gli aventi diritto. Informazioni: 051-780021 oppure muv@comune.castenaso.bo.it. Prenotazione su apposito modulo: https://forms.gle/fhjtbgLgJ38z8oME9.

Altino (Ve). Al parco archeologico visita guidata “Destinazione: Altino! Incontri tra popoli diversi”

Reperti dal deposito votico di Porta Approdo ad Altino conservati nel museo Archeiologico nazionale di Altino (foto parco archeologico altino)

Diamo #ParolaalleFonti: quali sono i reperti che raccontano la presenza e gli influssi culturali di greci, etruschi, celti e romani ad Altino? Domenica 19 aprile 2026, alle 15.30, al parco archeologico di Altino (Ve) visita guidata “Destinazione: Altino! Incontri tra popoli diversi”, a cura dello staff del Parco: i partecipanti percorreranno insieme il Museo alla ricerca dei reperti che attestano la presenza e il passaggio di popoli diversi nell’antica città di Altino, dalle sue origini venetiche nel VII secolo a.C. fino alla sua massima espansione nel I secolo d.C. La visita è su prenotazione; è gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri. Per informazioni e prenotazioni: info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422789443.

Torino. Al museo Egizio il concerto “Oriente, Occidente & altro” a cura di Fondazione Merz, con Mario Romeo (fisarmonica) e Ugo Nastrucci (liuti e Ūd), quarto appuntamento con “ONDE: le matinée al museo Egizio”

Domenica 19 aprile 2026, al museo Egizio di Torino, quarto appuntamento con “ONDE: le matinée al museo Egizio” con l’orchestra Filarmonica di Torino, il conservatorio statale di musica “Giuseppe Verdi” di Torino e la Fondazione Merz: alle 11, il concerto “Oriente, Occidente & altro” a cura di Fondazione Merz, con Mario Romeo, fisarmonica, e Ugo Nastrucci, liuti e Ūd, musiche di Dowland, Rameau, Merz, Piazzolla, El Monim, Milan, Sanz, Alfonso X “el sabio”. Mario Romeo e Ugo Nastrucci per Fondazione Merz porteranno i partecipanti in un viaggio dalla musica antica dell’Andalusia all’Egitto contemporaneo, dalle reminiscenze gregoriane alle ispirazioni egizie del barocco francese. L’interazione tra fisarmonica, liuto e ūd arabo costruirà ponti tra culture musicali, epoche e contesti geografici. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. Accesso da via Eleonora Duse. Per la durata dell’evento accesso gratuito in Galleria dei Re (esclusivamente nella Galleria delle Sekhmet). La performance sarà fruibile in piedi. Il biglietto dedicato all’evento non consente l’accesso a altre zone e servizi del museo diversi dalla Galleria delle Sekhmet.

Centuripe (En). All’ex chiesa del Purgatorio “Cineforum ArcheoCiak”, rassegna dedicata al cinema archeologico: due giornate di proiezioni e approfondimenti guidati da Dario Di Blasi. Ecco il programma

Week end a Centuripe (En) tra cinema e archeologia per un viaggio nel tempo con “Cineforum ArcheoCiak”, rassegna dedicata al cinema archeologico, promossa dal Comune di Centuripe, con il supporto organizzativo della cooperativa Controvento, nell’ambito del progetto “Educare in Comune – EmozioniAMOci”: sabato 18 e domenica 19 aprile 2026, all’ex chiesa del Purgatorio, in via Battisti 30 a Centuripe, il cinema diventa strumento di conoscenza e racconto del passato in un affascinante percorso dalla Preistoria al Medioevo. Due giornate di proiezioni e approfondimenti, dalle 17 alle 19, pensate per rendere accessibile e coinvolgente il racconto del mondo antico. A guidare il pubblico sarà Dario Di Blasi, tra i più autorevoli esperti di cinema archeologico a livello internazionale, che accompagnerà le proiezioni con spiegazioni e chiavi di lettura. Nel corso delle due giornate saranno presenti ospiti del settore legati al mondo dell’archeologia e della divulgazione culturale, che arricchiranno il programma con momenti di confronto e dialogo con il pubblico.

I fratelli Angelo e Alfredo Castiglioni tra i Borana e i pozzi cantanti (foto museo castiglioni)

Programma di sabato 18 aprile 2026 “Comunicare l’antico nel modo più immediato ed efficace”: apre il pomeriggio la proiezione del film “I pozzi cantanti di Etiopia” di Alfredo e Angelo Castiglioni (Italia 2009, 50’). Nell’Etiopia meridionale nella terra dei pastori Borana, ci sono pozzi che sprofondano fino a trenta metri nel sottosuolo. Fino a pochi anni fa, uomini e donne scendevano, all’alba, nel buio dello scavo per raggiungere la falda acquifera. Diciotto – venti persone, posizionate le une sulle altre su legni scivolosi di muffa, portavano in superficie l’acqua necessaria agli uomini e agli animali. Un canto scandiva il lavoro. Sei litri ogni tre secondi per ogni uomo. Cori antichi che uscivano dalla terra e che si udivano da lontano. “Pozzi Cantanti” arrivati fino a noi da innumerevoli generazioni di pastori.

Segue il film “Mesopotamia in memoriam. Appunti su un patrimonio violato” di Alberto Castellani (Italia 2019, 50’). Il film intende proporre un’indagine sul “passato” e sul “presente” della Mesopotamia e in particolare sulla grande stagione della nascita e dello sviluppo della cultura urbana in Iraq. Grazie al secolare apporto della ricerca archeologica emerge nella “terra tra i due fiumi” una lunga storia fatta di insediamenti e di figure entrate nel mito.

Programma di domenica 19 aprile 2016: “Un percorso a ritroso nel tempo. Preistoria e medioevo”: apre il pomeriggio la proiezione del film “Roma sotterranea. Una metro nella storia” di Laurent Portes, scritto con Massimo My e Bettina Hatami (Italia 2025, 53’). Il film racconta l’avventura archeologica legata ai quasi 18 anni di scavi della Linea C della metropolitana di Roma, che hanno riportato alla luce reperti eccezionali della città antica. Grazie alla collaborazione fra ingegneri e archeologi, le stazioni del centro sono diventate veri siti museali: tra le scoperte più straordinarie, la caserma romana di Porta Metronia, 1700 mq di mosaici e affreschi ritrovati a 9 metri di profondità e poi ricollocati, e gli Auditoria di Adriano emersi a Piazza Madonna di Loreto. Con consulenza della storica Claudia Devoto, voce narrante di Domenico Strati e musiche di Siegfried Canto, il documentario è una co-produzione internazionale (Italia, Francia, Canada) distribuita da Cineflix Rights, sostenuta da importanti enti culturali europei e nordamericani.

Segue il film d’animazione “Matilde, una donna oltre il suo tempo” di Pasquale Celano e Monica Fornaciari (Italia 2012, 40’). Matilde, una donna oltre il suo tempo racconta la storia di Matilde di Canossa: una delle prime grandi figure della diplomazia europea, entrata nella storia e nella leggenda come nessuna donna prima di lei. Siamo nel XII secolo e Matilde governa un territorio vastissimo, che comprende buona parte dell’Italia settentrionale e centrale, strategico nella lotta tra Papato e Impero. Matilde è legata all’Imperatore da un vincolo di parentela, ma ideologicamente e umanamente sostiene la Chiesa Riformata. Saranno coraggio, determinazione, arte della mediazione e buon cuore, le doti che le permetteranno di sopravvivere nel mondo brutale dell’epoca, facendo trionfare quella riforma del clero indispensabile per il miglioramento dell’umanità.

“Sarà un’occasione per stare insieme e condividere cultura”, sottolinea il sindaco Salvatore La Spina, evidenziando l’importanza di iniziative capaci di rafforzare il legame tra comunità e patrimonio. “In un territorio come quello di Centuripe, tra i più esposti nel tempo al fenomeno dei tombaroli e al traffico illecito di reperti archeologici, diventa ancora più urgente promuovere consapevolezza e responsabilità verso il proprio patrimonio storico. L’archeologia, in questo contesto, non è solo memoria del passato, ma uno strumento fondamentale per costruire identità e futuro. Cineforum ArcheoCiak si propone così come un momento di riflessione e partecipazione collettiva, capace di trasformare la conoscenza del passato in una risorsa viva per la comunità”.

 

Cabras (Or). Al museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or), la conferenza “Mont’e Prama: Una narrazione in divenire (campagne di scavo 2020-2024)” con gli archeologi Silvia Vidili e Alessandro Usai, primo incontro del nuovo ciclo dei “Venerdì al Museo”

Venerdì 17 aprile 2026, alle 18, nella Sala del Paesaggio del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or), la conferenza “Mont’e Prama: Una narrazione in divenire (campagne di scavo 2020-2024)” con gli archeologi Silvia Vidili e Alessandro Usai, funzionario della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna, primo incontro del nuovo ciclo dei “Venerdì al Museo”, conferenze e approfondimenti culturali a scopo divulgativo, con incontri dedicati all’archeologia, e non solo. “Il nostro obiettivo è rendere il Museo un luogo vivo e accogliente, in cui il pubblico possa ritrovarsi e attivare uno scambio culturale sui temi dell’archeologia, ma non solo”, sostiene Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama. “Con questo primo appuntamento creiamo l’occasione per restituire alla comunità risultati provenienti dai lavori più recenti, perché siano sempre più consapevoli della realtà che circonda il territorio di Cabras e del Sinis”. Ad aprire la rassegna di incontri, saranno due archeologi: Alessandro Usai, funzionario archeologo soprintendenza Archeologica Belle arti e Paesaggio della città Metropolitana di Cagliari Oristano e Sud Sardegna, e Silvia Vidili, archeologa che ha partecipato a diverse campagne di scavo a Mont’e Prama. Al centro del convegno, dal titolo Mont’e Prama: una narrazione in divenire – Campagne di scavo 2020-2024, il racconto degli ultimi cinque anni di indagini sul campo. Sarà l’occasione per immergersi ed esplorare il lavoro condotto durante gli anni, con dati emersi dalle recenti attività di scavo, che continuano a scrivere pagine di storia del complesso archeologico del Sinis. I “Venerdì al Museo” proseguiranno per tutta la stagione primaverile con una serie di appuntamenti che ospiteranno esperti e studiosi, con un ampio ventaglio di tematiche dedicate. Per info e prenotazioni, cliccare sul seguente link: https://www.eventbrite.it/e/i-venerdi-al-museo-tickets-1987118807846?aff=ebdsoporgprofile.

 

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Sulle orme di Raniero Mengarelli. Le ricerche olandesi Satricum” con Marjike Gnade: quarto incontro della quarta edizione del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”

Venerdì 17 aprile 2026, alle 16, in sala della Fortuna al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, “Sulle orme di Raniero Mengarelli. Le ricerche olandesi Satricum” con Marjike Gnade, quarto appuntamento della quarta edizione di “CHI (RI)CERCA TROVA”, il ciclo di incontri a cura dei Servizi Educativi che apre il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico. Da gennaio a dicembre 2026, 10 conferenze con esperti e studiosi di diverse discipline che presentano la loro ricerca scientifica e i progetti di studio che vedono il Museo e Villa Giulia grandi protagonisti. Esperienze, indagini, approfondimenti che rendono la ricerca condivisa, partecipata, quindi utile, a beneficio del pubblico di curiosi, studenti e specialisti. Venerdì 17 aprile 2026 Marjike Gnade porterà i partecipanti alle origini degli scavi di Satricum, importante sito archeologico del Lazio Meridionale. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it

Reperti provenieti dagli scavi di Satricum, conservati a Villa Poniatowski del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Grazie alle scoperte di Raniero Mengarelli, a cavallo tra Ottocento e Novecento, è stata riportata alla luce gran parte del sito archeologico. Situato a un punto di incontro tra le vie di comunicazione nord-sud e tra la costa e l’entroterra, Satricum costituisce un importante anello di congiunzione tra queste aree. Nel 1977, la ricerca archeologica del sito, caduta nell’oblio dopo Mengarelli, fu ripresa da archeologi olandesi. Da allora, è stato portato alla luce circa il 40% dell’antica Satricum. Parallelamente agli scavi, si è svolta una ricerca esplorativa nei depositi di Villa Giulia, che ha permesso di collegare tra loro scavi antichi e recenti, spesso con risultati sorprendenti. Nella conferenza saranno presentati i risultati più importanti delle recenti ricerche.

L’archeologa Marijke Gnade dell’università di Amsterdam

Marijke Gnade (1956) è professore emerito di Archeologia delle civiltà preromane dell’Italia Centrale alla Facoltà di Scienze umane dell’università di Amsterdam. Ha condotto diversi progetti di scavo in Italia. Nel 1991, dopo aver partecipato per dieci anni al progetto Satricum, è diventata direttrice dello stesso progetto per conto dell’Università di Amsterdam. Attualmente gli scavi sono coordinati dal Reale Istituto Olandese di Roma.