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Veio (Roma). Aperture speciali per sei domeniche del parco archeologico a ingresso gratuito senza prenotazione. Ecco le date (anche quelle riservate a scuole e gruppi organizzati)

Aperture speciali per sei domeniche del parco archeologico di Veio domenica 5 e 19 ottobre, 2 e 16 novembre, 7 e 21 dicembre 2025, dalle 10 alle 16, ingresso gratuito, senza prenotazione. Le aperture del parco sono possibili grazie al protocollo d’intesa stipulato con l’ente regionale Parco di Veio e il Corpo di San Lazzaro – gruppo Roma e Viterbo. Il parco archeologico di Veio, situato ai confini settentrionali della città metropolitana di Roma, all’interno dell’area naturale protetta del parco regionale di Veio, dichiara sin dalla sua ubicazione lo stretto legame che storicamente caratterizzò i rapporti tra la grande città etrusca e Roma. Aperture riservate alle scuole e ai gruppi organizzati: mercoledì 1° ottobre, 5 novembre e 3 dicembre 2025, su prenotazione all’indirizzo mail: booking@csli-roma.eu.

Il santuario di Apollo o del Portonaccio nel parco archeologico di Veio (Roma) (foto mic)

Tra le evidenze archeologiche che si riferiscono all’insediamento dell’antica Veio, il Santuario etrusco dell’Apollo (o santuario di Portonaccio, dal nome della località), situato nelle vicinanze della Mola di Isola Farnese, rappresenta per visitatori ed escursionisti il tradizionale punto di accesso ai percorsi che attraversano la parte sud del Parco regionale e si trova tutt’oggi immerso in un contesto paesaggistico di forte suggestione, connotato dagli elementi naturali che anche in antico caratterizzavano il luogo.

Torino. Al museo Egizio presentazione del libro “Faraoni e Fiori. La meraviglia dei giardini dell’antico Egitto” di Divina Centore (edito da Il Mulino): un viaggio alla scoperta dei segreti dei giardini dell’antico Egitto

Martedì 30 settembre 2025, alle 18.30 appuntamento in sala conferenze del museo Egizio di Torino, con accesso da via Maria Vittoria 3M, per la presentazione del libro “Faraoni e Fiori. La meraviglia dei giardini dell’antico Egitto” di Divina Centore (edito da Il Mulino) alla scoperta dei segreti dei giardini dell’antico Egitto. Un viaggio tra natura, mito e storia che sorprende e incanta. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/faraoni-e-fiori-la…. L’evento è disponibile anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.

Copertina del libro “Faraoni e fiori. La meraviglia dei giardini dell’antico Egitto” di Divina Centore

Faraoni e fiori. La meraviglia dei giardini dell’antico Egitto. Tebe, 1350 a.C. Sotto il sole ardente, brilla una gemma nascosta: il giardino di Nebamun, alto funzionario del tempio di Amon. Qui palme da dattero, fichi, alberi di persea, ninfee e papiri riflettono il potere e la ricchezza del proprietario. Oasi simili si trovano dentro templi e altri contesti sacri, come anche in residenze private. Quello dei suoi splendidi giardini è un aspetto poco conosciuto della civiltà egizia, eppure resti archeobotanici, testi antichi e pitture sfidano l’immagine di un paese quale terra arida e desertica e ci mostrano come gli egizi sapessero creare giardini e orti incantevoli che oltre a fornire cibo, materie prime e medicine, avevano profondi significati simbolici e tramandavano storie meravigliose.

L’egittologa Divina Centore

Divina Centore è egittologa e, dal 2018, lavora al museo Egizio nel dipartimento “Interpretazione, Accessibilità e Condivisione” dove si occupa di interpretazione museale e del coordinamento editoriale per le pubblicazioni divulgative e scientifiche. Nel 2022 ha curato l’allestimento di “Cortile Aperto: Flora dell’antico Egitto” e nel 2024 “Giardini Egizi: l’orto e il giardino funerario”. Collabora alla Rivista Scientifica del Museo (RiME) e cura gli atti dei convegni.

Rovereto (Tn). Al 36.mo RAM film festival il pubblico premia il film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto: per la prima volta si impone, sui 70 film in concorso, un film di animazione. L’ultima serata chiusa dall’energia del concerto del coro Notemagiovani. Bilancio di un’edizione molto partecipata e apprezzata da pubblico e addetti ai lavori. I commenti di Cattoi e Beretta. Ecco la classifica della Top ten

Prima l’energia del concerto “Nel sonoro flusso” con il coro giovanile Notemagiovani, poi la sorpresa del risultato del voto del pubblico che per la prima volta premia un film di animazione, “Sapiens?” di Bruno Bozzetto: si è chiusa così la 36.ma edizione del RAM film festival di Rovereto che per numero (70 i film in concorso di cui 41 anteprime e 14 proiezioni fulldome e VR) e qualità dei film proposti, per gli incontri, gli approfondimenti, il numero di registi, produttori, archeologi e storici presenti, ha riscosso grandi consensi dagli addetti ai lavori e dal pubblico di ogni età che ha partecipato numeroso. La 36esima edizione del RAM ha visto infatti la presenza di oltre tremila persone durante i cinque giorni di festival. Quaranta gli ospiti e le giurie invitate al festival e quasi cinquanta tra registi, attori e produttori arrivati a Rovereto per presentare i film e partecipare agli eventi organizzati. Molto partecipati gli eventi speciali al teatro Zandonai di venerdì e sabato sera dedicati a Pompei e all’acqua, focus dell’edizione 2025, con l’anteprima italiana del colossal “Our Blue World”.

Matilde Gugole presenta il concerto “Nel flusso sonoro” col coro Notemagiovani al RAM film festival (foto graziano tavan)

Concerto “Nel flusso sonoro”: trenta giovani voci e una narrazione che segue la vita del fiume Adige da passo Resia al mar Adriatico. Attraverso famose canzoni italiane e straniere, il racconto del fiume Adige in prima persona si è snodato in un continuo flusso di musica e parole.

Il coro Notemagiovani al RAM film festival (foto graziano tavan)

Notemagiovani è un coro giovanile il cui genere musicale si può definire choral – pop. Una caratteristica che contraddistingue i brani che vengono proposti, che siano di artisti italiani, stranieri, oppure tratti da musical, è che sono armonizzati e adattati al coro dalle maestre Eleonora Barozzi e Nazarena Raos e da Luca Dossi.

Il premio RAM film festival 2025 al film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (foto graziano tavan)

Premio RAM film festival. Per la prima volta al RAM – come si diceva – vince un film d’animazione: “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’). La serie firmata da Bruno Bozzetto, uno dei più famosi disegnatori italiani riconosciuto anche a livello internazionale e prodotta da Bozzetto studio con RAI KIDS, si compone di tre cortometraggi dedicati all’evoluzione dell’Homo sapiens in relazione ai temi della guerra, del rispetto della natura e del rapporto con la violenza. Scene trattate con ironia e un po’ di leggerezza, e accompagnate dalle sinfonie di Verdi, Chopin e Beethoven.

Proiezioni al teatro Zandonai di Rovereto (foto fmcr)

I primi 40 film premiati dal pubblico hanno tutti ricevuto un voto superiore all’8. Ecco la classifica della top ten, con film distanziati l’uno dall’altro da pochi decimi di punto: 1. Sapiens? di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’); 2. Küttepuude hankimine / Legna da ardere di Liivo Niglas (Estonia 2024, 30’); 3. Ernesto “Tito” Canal: l’uomo che ha riscritto le origini della Laguna di Venezia di Pierandrea Gagliardi e Rossi Marino (Italia 2024, 64’); 4. Pompeii: The New Dig / Pompei: le nuove verità – I corpi di Elena Mortelliti; 5. The Lost World of the Hanging Gardens / Il mondo perduto dei giardini pensili di Duncan George Bulling (Regno Unito 2024, 55’); 6. Diventare Matteotti di Camilla Ferrari, Alberto Gambato (Italia 2025, 44’); 7. Wind’s Heritage / L’eredità del vento di Nasim Soheili (Iran 2024, 30’); 8. Campo della Fiera e il pozzo del tempo di Massimo D’Alessandro (Italia 2024, 50’); 9. Vitrum – il vetro dei romani di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’); 10. Continuations/Hiwadabuki (Cypress bark roofing) / Continuità. Tetto in corteccia di cipresso di Satoru Okabe (Giappone 2024, 17’).

Claudia Beretta e Alessandra Cattoi alla serata delle premiazioni del RAM film festival (foto graziano tavan)

Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione Museo Civico che promuove il festival: “Il RAM è punto di riferimento per il cinema che racconta l’archeologia e il patrimonio e la grande partecipazione, che aumenta di anno in anno, ne è la prova. L’appuntamento di Rovereto è atteso dal pubblico e da una rete sempre più ampia di addetti a lavori che vedono nel festival un’occasione da non perdere. Siamo molto soddisfatti della qualità della nostra proposta che fa sì che la rete del RAM sia sempre più ampia e solida”. E Claudia Beretta, che cura il programma cinematografico del RAM: “Per la prima volta al RAM, a vincere il premio del pubblico è stato un film d’animazione. Non un titolo qualunque, ma un’opera firmata da Bruno Bozzetto, un vero maestro del genere- È un segnale importante: l’animazione non è più considerata un genere minore, ma una delle tendenze più vivaci e riconosciute del cinema contemporaneo. Basti pensare al successo internazionale di un film indipendente come Flow – Un mondo da salvare (Premio Oscar 2025). Il pubblico del RAM si conferma attento, maturo e pronto ad accogliere nuovi linguaggi e nuove forme di racconto”.

Catania. Il film “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo vince il Premio Catania Archeofilm 2025, e al prof. Paolo Matthiae il premio Sebastiano Tusa

Catania Archeofilm 2025: da sinistra, Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva; l’archeologa Giulia Falco; Giulai Pruneti, direttrice del festival; Giuseppe D’Urso, direttore del parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci (foto antonio Parrinello)

 

Frame del film “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo

A vincere il Premio Catania Archeofilm 2025, al termine della prima edizione del Catania Archeofilm, tre serate con il meglio del cinema documentaristico internazionale, è stato il docufilm prodotto da Rai Cultura “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni”, diretto da Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo, sequel del precedente e pluripremiato “Come un fulmine nell’acqua”. Un racconto dedicato all’ultima campagna di scavo nel sito archeologico del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni (Siena) che, conclusa nell’ottobre 2024, ha rivelato scoperte eccezionali. A valutare i film in concorso è stata come sempre la giuria popolare, con il pubblico – italiani e stranieri, alcuni per la prima volta al Teatro Antico di Catania – che ogni sera ha seguito con partecipazione le proiezioni e gli incontri con gli studiosi e ha poi espresso il proprio voto su apposite schede. Il premio “Catania Archeofilm” per i registi Farioli Vecchioli e Gullo è stato consegnato simbolicamente a Piero Pruneti, direttore della testata Archeologia Viva, da Giuseppe D’Urso, direttore del parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci, e dall’archeologa Giulia Falco.

Frame del film “La Grotte Cosquer, un chef d’oeuvre en sursis / La grotta Cosquer, un capolavoro in pericolo” di Marie Thiry

Secondo in classifica il film francese “I misteri della Grotta Cosquer” sui graffiti preistorici di 27mila anni fa scoperti nel 1985 nel sud della Francia; terzo posto per l’inglese “Il mondo perduto dei Giardini Pensili” con il racconto di Ninive, l’antica capitale degli Assiri.  Fra gli ospiti del festival gli archeologi Daniele Malfitana (direttore della Scuola di specializzazione in Beni Archeologici – UNICT) e Massimo Cultraro (dirigente di ricerca ISPC-CNR e docente Preistoria e Archeologia egea – UNIPA).

Catania Archeofilm 2025: Valeria Livigni consegna il premio Sebastiano Tusa al prof. Paolo Matthiae (foto antonio parrinello)

Nel corso dell’ultima serata del Catania Archeofilm, sabato 27 settembre 2025, è stato assegnato anche il Premio Sebastiano Tusa, promosso dalla Fondazione Sebastiano Tusa alla memoria dell’insigne archeologo siciliano: Valeria Livigni, presidente della Fondazione e moglie dell’archeologo, lo ha consegnato al grande archeologo Paolo Matthiae – al quale si deve proprio nel settembre di cinquanta anni fa, la scoperta dell’archivio reale dell’antica città di Ebla in Siria (III millennio a.C.).

Catania Archeofilm: le proiezioni al Teatro Antico di Catania (foto antonio parrinello)

“Catania Archeofilm 2025” è stato organizzato dal parco archeologico di Catania e Valle dell’Aci della Regione Siciliana con Archeologia Viva/Firenze Archeofilm (Giunti editore), in collaborazione con università di Catania – Scuola di specializzazione in Beni Archeologici, e Fondazione Sebastiano Tusa. Scenario del festival, e sua location privilegiata, la straordinaria cavea del Teatro antico di Catania, complesso monumentale che, insieme all’Odèon, è custodito fra i caseggiati d’epoca di via Vittorio Emanuele. Grande soddisfazione è stata espressa dal direttore D’Urso: “Per la prima volta – ha detto – dopo il teatro, la musica e la danza il Teatro Antico di Catania ha ospitato una rassegna di cinema, in questo caso a tema archeologico. Un linguaggio trasversale, quello della settima arte, che vuole essere una forma di apertura verso il grande pubblico per coinvolgerlo nella conoscenza del patrimonio archeologico siciliano e universale”. La terza serata, complice il meteo incerto, si è spostata in via Crociferi, nella Chiesa barocca di San Francesco Borgia che, fra i capolavori del Settecento e la preziosa collezione di argenti e corredi liturgici dell’ordine dei Gesuiti, ha accolto il numeroso pubblico del Catania Archeofilm.

Paludi (Cs). Per le GEP 2025, “Passeggiata nell’abitato antico” tra il parco archeologico di Castiglione e il museo civico

Domenica 28 settembre 2025, alle 10.30, il parco archeologico di Castiglione di Paludi e museo civico di Paludi (Cs), per le GEP 2025, “Passeggiata nell’abitato antico”. Si camminerà attraverso il patrimonio più antico che la comunità di Paludi ospita, quello custodito al parco archeologico di Castiglione di Paludi e al museo civico, lungo un percorso di conoscenza attento alla storia, all’archeologia, alla cultura, alle civiltà passate, alle tradizioni. Così il sindaco di Paludi Domenico Baldino: “Accoglieremo con la nostra consueta ospitalità quanti vorranno trascorrere momenti piacevoli nel parco archeologico di Castiglione, per celebrare il patrimonio che custodiamo, migliorarne la conoscenza, diventarne sempre più consapevoli custodi. Siamo fieri di portare avanti e sostenere azioni che puntano alla valorizzazione di luoghi, quali il parco di Castiglione ed il museo civico, che devono sempre più essere sentiti come patrimonio collettivo”. Così Donatella Novellis, direttrice scientifica del parco archeologico di Castiglione e del museo civico di Paludi: “Anche quest’anno il patrimonio culturale straordinario che la comunità di Paludi custodisce partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio, dedicate a un tema particolarmente vicino all’archeologia del sito di Castiglione, ovvero le architetture e l’arte del costruire. L’abitato fortificato ellenistico (IV-III sec. a.C.) che il sito conserva rappresenta una testimonianza splendida di architettura antica, che attesta in modo eloquente la perfezione consapevole e la cura del costruire nel mondo antico”. L’evento vedrà la presenza consueta dell’amministrazione comunale e la partecipazione attiva della Pro Loco Paludi, nelle persone del Presidente Giuseppe Blefari insieme ad associate e associati. Alla passeggiata nel parco archeologico di Castiglione, con partenza alle 10.30 di domenica 28 dal suo ingresso, seguirà la visita al museo civico, con particolare attenzione alla mostra permanente sulla civiltà contadina. In caso di condizioni meteo avverse, ci si ritroverà alle 10.30 direttamente al museo civico, al Centro Culturale Polifunzionale.

Rovereto (Tn). Con la proclamazione del premio del pubblico e il concerto al teatro Zandonai si chiude la quinta e ultima giornata della 36.ma edizione del RAM film festival. In programma ancora 11 film (con prime internazionali, assolute italiane), il programma OFF Fulldome, Vr e Speciale Cinema, e una passeggiata tra le vie di Borgo Sacco

Al teatro Zandonai di Rovereto quinta e ultima giornata del RAM film festival 2025 (foto graziano tavan)

Domenica 28 settembre 2025, alle 18, al teatro Zandonai di Rovereto, con il concerto Nel sonoro flusso, e l’annuncio del vincitore del Premio RAM del pubblico, si chiude la quinta e ultima giornata della 36.ma edizione del RAM film festival di Rovereto, dedicato a “Sguardi sull’acqua”, tema ripreso anche dal concerto finale di RAM in musica: attraverso famose canzoni italiane e straniere, trenta giovani voci del coro Notemagiovani seguono la narrazione della vita del fiume Adige dal passo Resia al mar Adriatico. Ma prima di giungere al gran finale il RAM film festival offre ancora una giornata ricca di appuntamenti. Al Planetario, nel giardino del museo di Scienze e Archeologia, dalle 16 alle 18, il programma Off Fulldome, e al museo, dalle 10 alle 18, Off Vr e Speciale Cinema. Dalle 14.30 alle 16, per il Festival in Città, passeggiata tra le vie di Borgo Sacco “Il porto di Sacco e la navigazione sul fiume Adige” alla scoperta dello storico legame col fiume Adige. Storie di zattere, barche e traghetti di un piccolo villaggio portuale le cui origini si perdono nell’anti­chità più remota. E ovviamente i film allo Zandonai: 6 film nella sezione mattutina, dalle 10.30 alle 13, con 1 prima internazionale, 2 prime assolute e 2 prime italiane, e 5 film nell’ultima sezione pomeridiana, dalle 15.30 alle 18.

Frame del film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto

Film in concorso. Per l’ultimo giorno del RAM film festival, è in programma al Teatro Zandonai di Rovereto (Tn), alle 15, la proiezione di una delle opere più attese, nella sezione riservata al cinema d’animazione, la serie Sapiens? firmata dal maestro Bruno Bozzetto, vincitore del Premio Cultura Animata. Oltre a Sapiens? al Teatro Zandonai è in programma la proiezione dei film Mayoral de acero: destajo, in prima assoluta, girato in Colombia e a Cuba, che affronta la produzione della canna da zucchero e la costruzione delle ferrovie come ingranaggi indispensabili di un sistema di sfruttamento; Roma e il suo fiume, in prima assoluta, sulla capacità della città di trasformarsi e adattarsi, nel corso dei secoli; Tuna Tales I In balance with nature sulle storie dei pescatori di tonno in diverse parti del mondo; Mary Lefkowitz and women in ancient Greece, in prima italiana, che sottolinea il ruolo delle donne nell’antica Grecia ispirandosi al lavoro della filologa; Tracking the footsteps of the archosaurs in Émosson, in prima italiana, sulle impronte fossili scoperte nel Canton Vallese a 2.400 metri di altitudine; Deep roots, dark earth, in prima internazionale, che cattura la tenacia dei “freeminers”, i minatori della foresta di Dean. E ancora Donne di miniera, che narra le vicende poco conosciute delle donne che hanno lavorato nelle miniere del Sulcis in Sardegna; La strada di Podestaria ambientato negli alti pascoli della Lessinia; e Philae, le sanctuaire englouti, una delle più grandi storie di salvataggio di un sito faraonico raccontata con ricostruzioni in 3D e Wind’s Heritage che racconta la storia di Mohammad Vali Gandami che a 75 anni si prende ancora cura degli storici mulini a vento di Nashtifan in Iran.

Rovereto. Assegnati i premi delle giurie del 36.mo RAM film festival: “Vitrum – il vetro dei romani” di Marcello Adamo vince il premio Paolo Orsi e la menzione speciale Archeoblogger; “Sapiens?” di Bruno Bozzetto il Cultura animata; “Continuations / Hiwadabuki” di Satoru Okabe il Tradizioni e Culture; “Apoleon” di Amir Youssef il premio Storia e Memoria; “O Corpiño” di Blanca Navarrete, Antía Rodeiro il Nuovi Sguardi; “God Science and our Search for Meaning” il Fulldome; “Wind’s Heritage” di Nasim Soheili la menzione speciale CinemAMoRe

Dal RAM film fetsival applauso per la pace: standing ovation al teatro Zandonai di Rovereto (foto graziano tavan)

Tutti in piedi. Per la pace. Contro i conflitti che uccidono le persone e cancellano il patrimonio culturale, memoria storica dell’uomo. La serata delle premiazioni della 36.ma edizione del RAM film festival di Rovereto si è aperta con un fragoroso e partecipato applauso del pubblico del teatro Zandonai che ha prontamente risposto all’appello lanciato Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione museo civico di Rovereto, nel discorso di introduzione: “Siamo qui insieme perché condividiamo interessi e passioni per l’archeologia, per la storia, per il patrimonio culturale. Un patrimonio che non è solo un’eredità che abbiamo ricevuto, ma è un bene fragile e prezioso da conoscere, tutelare e difendere. Un patrimonio che è sempre minacciato dai conflitti, in passato certo, ma quelli di oggi non sono diversi. E non possiamo dimenticare che dietro a ogni conflitto ci sono prima di tutto le persone, le comunità ferite. Per questo vi chiedo di dare con la nostra presenza un segno, per quanto simbolico, della nostra testimonianza: un applauso forte, fragoroso, del RAM Film Festival contro i conflitti. Un applauso per la pace”.

Claudia Beretta e Alessandra Cattoi alla serata delle premiazioni del RAM film festival (foto graziano tavan)

Sei i premi consegnati, per altrettante sezioni del RAM film festival, e due menzioni speciali: Archeoblogger e CinemAMoRe. Particolare attenzione quest’anno al Cinema archeologico con l’attribuzione del premio Paolo Orsi, un riconoscimento biennale in memoria del grande archeologo roveretano per il quale è nato proprio il festival nel 1990.

Frame del film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto

Premio Cultura Animata. La giuria composta da Andrea Artusi, Diego Cajelli e Andrea Voglino ha assegnato il premio al film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’). Le sinfonie di diversi autori di musica classica, Verdi, Chopin e Beethoven, fanno da sfondo a tre cortometraggi usciti dalla matita senza eguali di Bruno Bozzetto, dedicati all’essere umano e al suo comportamento nei riguardi della natura e della so­cietà. La soluzione, per l’ambiente e per tutti gli altri animali, potrebbe essere un mondo senza Homo Sapiens?

La giuria dl premio Cultura animata legge la motivazione (foto graziano tavan)

Motivazione: “Solo un maestro del cinema d’animazione riconosciuto a livello internazionale come Bruno Bozzetto poteva riuscire nell’impresa di mettere in scena con tanta ironia e leggerezza, talvolta persino con humor, i dubbi sulla definizione che il genere umano ha dato di sé stesso. Interrogativi che emergono prepotenti di fronte alle laceranti contraddizioni che hanno punteggiato l’evoluzione della specie homo sapiens su temi come la guerra o il rapporto e la violenza contro gli animali e che hanno segnato e segnano la nostra memoria collettiva”.

Menzioni: al film “The Family Portrait – Ritratto di famiglia” di Lea Vidakovic (Croazia/Francia/Serbia 2023, 15’). Mentre l’Impero austro-ungarico vacilla, Andras e sua figlia restano sorpresi dalla visita dell’impreve­dibile fratello di Andras, Zoltan, che arriva con la sua grande famiglia. Un’osservazione sociale poe­tica, cupa e in parte ironica, in cui i legami familiari vengono smontati e analizzati in profondità. E al film “Il fiume e Nina” di Lorenzo Daniele (Italia 2025, 6’). Attraverso la tecnica dello stop motion, i bambini della Scuola dell’Infanzia del IV Istituto Comprensi­vo “D. Costa” raccontano la storia del territorio di Augusta, in Sicilia orientale: dai primi insediamenti preistorici, all’estrazione del sale, passando per le Guerre Mondiali e l’industrializzazione, con le sue luci e ombre. Un viaggio nella memoria con un mes­saggio finale di speranza.

Frame del film “Continuations. Hiwadabuki / Continuità. Tetto in corteccia di cipresso” di Satoru Okabe

Premio Tradizioni e culture. La giuria composta da Duccio Canestrini, Corinna del Bianco (Fondazione Del Bianco) e Massimiliano Mollona, ha assegnato (e consegnato al regista presente in sala) il premio al film “Continuations. Hiwadabuki / Continuità. Tetto in corteccia di cipresso” di Satoru Okabe (Giappone 2024, 17’). Per la prima volta in quarant’anni viene ricostruito il tetto di un santuario con l’antica tecnica dell’Hiwa­dabuki, che usa corteccia di cipresso sovrapposta a mano. Il film documenta un anno di lavoro artigia­nale e sostenibile, in armonia con la foresta. Non è solo un racconto tecnico, ma un ritratto dello spirito giapponese fatto di preghiera e rispetto. Un’opera rara che custodisce una tradizione millenaria.

Il regista Satoru Okabe mostra il premio Tradizioni e Culture del RAM film festival (foto graziano tavan)

Motivazione: “Siamo in Giappone dove viene documentata la copertura del tetto di un tempio con strati di corteccia di cipresso, una pratica artigianale millenaria che si rende necessaria ogni 40 anni. Molto originale, ben girato e montato. Il ritmo del processo costruttivo si intreccia con quello della natura e di una sorprendente architettura tradizionale”.

Menzioni: al film “Küttepuude hankimine / Legna da ardere” di Liivo Niglas (Estonia 2024, 30’). Il film segue un gruppo di donne Nenets che rac­colgono legna nella tundra innevata. Fa parte di una serie sui Nenets della penisola dello Yamal, che esplora la vita quotidiana del popolo nomade allevatore di renne in Siberia occidentale, durante la stagione del parto delle renne in primavera. Le riprese per la serie sono state realizzate per una ricerca etnografica nel 1999. E al film “Tiwanaku: l’eterna saggezza” di Anaïs Pajot (presente in sala) (Bolivia/Francia 2025, 24’). Nel cuore delle Ande boliviane, a 3800 metri, l’e­nigmatica civiltà di Tiwanaku riemerge dai silenzi della storia, svelando una visione del mondo spi­rituale ed ecologica. Il documentario ne esplora i misteri attraverso personalità della ricerca e dell’ar­cheologia, e le voci degli Andini, un invito a ripen­sare i nostri modelli di civiltà e il nostro rapporto con la natura e gli altri esseri umani.

Premio Storia e Memoria. La giuria composta da Isabella Bossi Fedrigotti, Giuseppe Ferrandi e Maurizio Cau ha assegnato il premio al film “Apoleon” di Amir Youssef (Francia/Egitto 2024, 15’). Un gruppo di statuette del Musée de l’Armée (Mu­seo dell’esercito) di Parigi accompagna Napoleone durante la sua spedizione in Egitto. Il film affronta temi politici legati al militarismo e alla colonizzazio­ne, mettendo in discussione le narrazioni storiche tradizionali.

La giuria del premio Storia e Memoria legge la motivazione (foto graziano tavan)

Motivazione: “Quando il cinema poggia su un’idea forte, sa stupire anche con poco. È quanto accade in Apoleon, geniale rilettura in chiave postcoloniale della campagna napoleonica in Egitto. Sfidando la convenzionalità del racconto tradizionale e lavorando in chiave ironica sulla connotazione culturale del materiale conservato nei musei europei, il film di Youssef conduce lo spettatore in un viaggio inatteso alla scoperta dell’altra faccia dell’epopea del generale francese. Un’opera matura, dissacrante e radicale, capace di affrontare con leggerezza una pagina complessa del passato, fino a rimetterne in discussione i presupposti. Osservata dal punto di vista delle statuine conservate nelle sale del Musée de l’Armée, la storia prende tutta un’altra forma”.

Menzione: al film “Diventare Matteotti” di Camilla Ferrari, Alberto Gambato (Italia 2025, 44’). Attraverso immagini d’archivio e documenti pri­vati, il film ricostruisce la formazione del giovane Giacomo Matteotti a Fratta Polesine. Tra solitudine, impegno sociale e passione per lo studio, emergono le radici del suo pensiero politico. Un viaggio tra memorie, lettere e cronache che racconta l’ascesa di Matteotti nel contesto del Polesine, tra tensioni so­ciali, sfide politiche e ideali profondi.

Premio Nuovi Sguardi. La giuria composta da Valeria Perrone, Elettra Virginia Collini e Matteo Ranzi, ha assegnato il premio al film “O Corpiño” di Blanca Navarrete, Antía Rodeiro (Spagna 2024, 20’). Un documentario etnografico sul santuario di O Corpiño, in Galizia, e sul pellegrinaggio annuale al cosiddetto “santuario degli esorcismi”. Attraverso filmati d’archivio e testimonianze colte e popolari, il film esplora storia, tradizione e aspetti laici della festa, evidenziando anche le critiche verso la rap­presentazione mediatica sensazionalistica.

La giuria del premio Nuovi Sguardi legge la motivazione (foto graziano tavan)

Motivazione: “La giuria ha deciso di assegnare il premio al film documentario O Corpiño per la forza del tema affrontato e per la sensibilità con cui le registe hanno saputo raccontarlo. Il documentario si distingue per l’approfondita valorizzazione del materiale d’archivio attraverso un montaggio che restituisce con efficacia l’evoluzione di una tradizione religiosa radicata nel passato e ancora viva nel presente. Le interviste, condotte con rara delicatezza, offrono punti di vista intimi, mentre la narrazione si mantiene priva di giudizio, invitando ciascuno a confrontarsi con la complessità del rito, tra memoria storica e attenzione al presente”.

Menzione: al film “Apoleon” di Amir Youssef (Francia/Egitto 2024, 15’).

Premio Full Dome. La giuria composta da Chiara SImoncelli, Andrea Cuoghi e Filippo Pontiggia ha assegnato il premio al film “God, Science, and our Search for Meaning / Dio, la scienza e la ricerca del senso della vita” di Dani LeBlanc (Stati Uniti 2024, 30’). Lo spettacolo immersivo esplora le grandi doman­de dell’esistenza umana. Scritto e narrato da Dan Brown, nel film scienza e religione si confrontano come due linguaggi che cercano di raccontare lo stesso mistero.

Chiara Simoncelli, per la giuria del premio Fulldome, legge la motivazione (foto graziano tavan)

Motivazione: “Il film esplora le domande più antiche dell’umanità sull’origine dell’universo e il nostro ruolo dentro di esso, esaminando l’interazione tra scienza e religione, non solo nel passato, ma anche con prospettive rivolte al futuro. Lo fa utilizzando pienamente le potenzialità della tecnologia fulldome, con una narrazione coinvolgente e immersiva, che lascia lo spettatore incantato e incuriosito”.

Premio Cinema Archeologico e Premio Paolo Orsi. La giuria composta da Barbara Maurina (assente), Mireille David Elbiali, Valentina Caminneci e Augusto Marsigliante, ha assegnato il premio al film “Vitrum – il vetro dei romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). “Vitrum” racconta il ritrovamento di un relitto roma­no al largo della Corsica, con un carico eccezionale di vetro grezzo e manufatti raffinati. Un team inter­nazionale di ricercatrici, a bordo della nave Alfred Merlin, indaga su questa scoperta rara per rico­struire il ruolo rivoluzionario del vetro nell’Impero romano e nelle rotte commerciali del Mediterraneo.

La giuria del premio Paolo Orsi legge la motivazione (foto graziano tavan)

Motivazione: “Un’eccezionale scoperta archeologica dà luogo a un racconto che si dipana dal mare della Corsica fino alle coste siro-palestinesi, toccando il litorale della campania e il porto di Pozzuoli. Un relitto sepolto nelle acque più profonde del Mediterraneo con un prezioso carico, unico nel suo genere. La magia del vetro antico svelati dalle più moderne tecnologie di indagine dei fondali e dalla sinergia scientifica di un team internazionale. Attraverso una vera e propria full immersion nel vivo della ricerca e attraverso la forza di immagini straordinarie, il film sa comunicare al grande pubblico non soltanto il fascino di questo materiale ma anche l’impatto rivoluzionario che ha avuto sulla nostra civiltà”.

Menzione: al film “Secret Sardinia, Mysteries Of The Nuraghi / Sardegna segreta, i misteri dei Nuraghi” di Thomas Marlier (Francia 2024, 53’). In Sardegna, una delle civiltà più antiche e misterio­se del Mediterraneo lasciò tracce straordinarie qua­si 4.000 anni fa: i Nuragici, costruttori di torri-for­tezza, santuari e tombe dalla forma geometrica. Oggi, un’équipe di ricerca internazionale indaga questi resti con metodi innovativi, gettando nuova luce su una cultura affascinante dell’Età del Bronzo.

Antonia Falcone, per la giuria della menzione speciale Archeoblogger, legge la motivazione (foto graziano tavan)

Menzione speciale Archeoblogger. La giuria rappresentata da Antonia Falcone ha assegnato il riconoscimento al film “Vitrum – il vetro dei romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’).

Motivazione: “Un documentario che unisce il fascino del ritrovamento archeologico in fondo al mare con il racconto delle tecnologie antiche legate al vetro, in un connubio ideale tra comunicazione accurata di ricerca e narrazione emozionale, cosa che di rado si vede in un film destinato al grande pubblico”.

Frame del film “Wind’s Heritage / L’eredità del vento” di Nasim Soheili

Menzione CinemAmore. La giuria composta da Eleonora Zen e Michele Bellio ha assegnato il riconoscimento al film “Wind’s Heritage / L’eredità del vento” di Nasim Soheili (Iran 2024, 30). A Nashtifan, nell’Iran orientale, Mohammad Vali Gandami è l’ultimo custode di un sapere antico. A 75 anni si prende ancora cura degli storici mulini a vento, gli aasbad, costruendoli e riparandoli con tecniche tramandate solo attraverso l’esperienza. Le sue mani mantengono viva una tradizione che rischia di svanire con il vento.

La giuria della menzione speciale CinemAMoRe legge la motivazione (foto graziano tavan)

Motivazione: “Il film rappresenta pienamente lo spirito dei tre festival nelle tematiche che propone. Con grande capacità di sintesi e uno splendido lavoro fotografico, unisce concetti fondamentali, quali il rispetto delle tradizioni, il senso di comunità e di identità culturale, la spiritualità che accompagna ogni individuo, sottolineata dalla solennità dei ritmi nella narrazione e nelle immagini, l’urgenza di trasmettere i saperi appresi dai propri antenati alle generazioni future, perché nulla venga perso per sempre”.

Paestum e Velia. Per le GEP 2025 un ricco programma che invita a leggere le città antiche come opere collettive, nate dall’incontro tra tecnica, mito e immaginazione e lo fa anche al calare del sole con un’apertura serale straordinaria

Il 27 e 28 settembre 2025 tornano anche nei Parchi archeologici di Paestum e Velia le GEP 2025, l’appuntamento europeo che ogni anno invita a riscoprire il valore dei Luoghi della Cultura attraverso visite guidate, laboratori ed eventi speciali. Il tema scelto per questa edizione, “Architetture: l’arte di costruire”, diventa il filo conduttore di un ricco programma che invita a leggere le città antiche come opere collettive, nate dall’incontro tra tecnica, mito e immaginazione e lo fa anche al calare del sole con un’apertura serale straordinaria.

A Paestum, sabato 27 settembre 2025, è possibile: esplorare i tesori nascosti del Museo con il percorso “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum” (15, 17); partecipare a un esclusivo laboratorio di restauro a porte aperte e scoprire come la storia prende vita attraverso le mani esperte dei restauratori; assistere a una visita al cantiere di scavo del Tempietto presso le mura di cinta, per osservare da vicino l’archeologia in azione; lasciarsi guidare tra le architetture senza tempo di Poseidonia-Paestum con una visita tematica al Museo (ore 16).

A Velia, il viaggio continua con: un percorso tra l’Acropoli e i suoi scorci panoramici; la visita guidata “Pietra, Mito e Acqua alle Terme Ellenistiche” con approfondimenti di storia, archeologia e restauro (ore 16); la scoperta dell’Edificio Imperiale di Casa Cobellis (ore 17).

Domenica 28 settembre 2025.  A Paestum: alle 10, “Alle origini della città: il più antico Tempio di Athena”, visita allo scavo in corso nei pressi del Tempio di Athena, guidata dai ricercatori dell’università di Salerno e della Scuola di Specializzazione Or.Sa.; alle 10, 12, 15 e 17 tornano le visite “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum”, un’occasione unica per scoprire i reperti custoditi nei sotterranei del Museo; ⁠alle 11, “Le Donne nell’Antichità” – KÉRAMOS”: Laboratorio di Ceramica a Paestum, per scoprire il ruolo della donna nel mondo greco – romano e la produzione artigianale femminile e creare oggetti ispirati ai reperti.

A Velia: alle 10, il percorso Crinale degli Dei guiderà tra le terrazze sacre della città antica, tra archeologia e paesaggio; alle 11, visita guidata “Pietra, Mito e Acqua alle Terme Ellenistiche”, per approfondire la storia, il mito e le tecniche costruttive di Elea.

Apertura serale – Sabato 27 settembre 2025. In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2025, sabato 27 settembre, Paestum e Velia si accendono di una luce speciale con un’apertura serale straordinaria dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso 22.30), al costo simbolico di 1 euro. A Paestum, alle 20 e 21.30, sarà possibile esplorare il Santuario meridionale, tra Tempio di Nettuno e Basilica, con percorsi tematici accessibili a tutti oppure intraprendere un percorso alla scoperta dei tesori nascosti nei depositi sotterranei grazie all’iniziativa Oltre il museo. Storie dai depositi di Paestum”, alle 20.30 e 21.30.

A Velia, “Le immagini delle parole. Senofane, Erodoto e gli altri”, percorsi con lanterne e letture commentate delle fonti antiche accompagneranno la visita a Casa Cobellis, alle ore 21:00, per una serata immersi nella storia. Biglietti: https://www.vivaticket.com/it/ticket/giornate-europee-del-patrimonio/279832.

PAESTUM E VELIA ON THE ROAD. Navetta gratuita in partenza da Paestum a Velia e ritorno: un’occasione unica per ammirare la bellezza di due importanti città della Magna Grecia. Si parte alle 15 dal parcheggio Voza, nei pressi del bar Anna, a pochi passi dall’area archeologica. Lo stesso bus ripartirà da Velia alle 18 e vi riporterà a Paestum. Per usufruire del servizio è necessario ritirare il “ticket navetta” in biglietteria. Un’occasione unica per scoprire Paestum e Velia sotto una luce completamente nuova. Tutte le iniziative sono incluse nel prezzo del biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. Sabato 27 settembre e domenica 28 settembre 2025: apertura del Museo di Paestum e delle aree archeologiche di Paestum e Velia e del Museo di Paestum dalle 8.30 alle 19.30, ultimo ingresso 18.30. Sabato 27 settembre 2025: apertura straordinaria serale delle aree archeologiche di Paestum (area del Santuario meridionale) e Velia (parte bassa) e del Museo di Paestum dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso 22.30) con biglietto d’ingresso al costo di 1 euro. Tutte le attività sono comprese nel biglietto di ingresso e nell’abbonamento Paestum&Velia.

Roma. Per GEP 2025 al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia aprono due nuovi allestimenti immersivi che uniscono il digitale all’esplorazione tattile. La direttrice Toniolo: “Grazie all’uso innovativo delle nuove tecnologie, il museo vuole “parlare” a tutti”. Ecco il programma delle GEP: visite guidate e laboratori didattici

Nuovi allestimenti “immersivi” al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto edoardo-delill – courtesy dotdotdot)

In occasione delle GEP 2025, il 27 e 28 settembre 2025, museo nazionale Etrusco di Villa Giulia apre al pubblico due nuovi allestimenti immersivi realizzati grazie ai fondi PNRR. Tornano ad essere visitabili in una veste totalmente rinnovata le sale 6 e 8 al piano inferiore del Museo che ospitano la riproduzione della tomba Maroi di Cerveteri e la ricostruzione della celebre Tomba del Letto Funebre di Tarquinia. Un allestimento immersivo che unisce il digitale all’esplorazione tattile, offrendo in un connubio perfetto sia video proiezioni che modelli di oggetti del corredo funerario e delle tipologie di tombe, per offrire al pubblico informazioni e suggestioni sul culto dei defunti presso gli Etruschi. Grazie al progetto “Etru senza barriere: etruschi 4.0 per un museo nazionale Etrusco pienamente inclusivo e accessibile: cognitivamente, fisicamente e sensorialmente” finanziato dal programma PNRR, il Museo mostra grande attenzione all’accessibilità cognitiva e rende fruibile il racconto delle collezioni ad un pubblico sempre più ampio. “Siamo felici di restituire al pubblico degli spazi completamente rinnovati, accessibili e immersivi, dove le tecnologie digitali si integrano perfettamente con l’esperienza fisica delle nostre opere”, afferma la direttrice del Museo, Luana Toniolo. “Si apre una stagione ricca di novità per il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia che, attraverso un uso innovativo delle nuove tecnologie, vuole “parlare” a tutti, comprese le nuove generazioni, offrendo occasioni di visita innovative e coinvolgenti”.

Nuovi allestimenti multimediali al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: sala immersiva Castellani (foto etru)

Il pubblico potrà così entrare in un ambiente suggestivo che racconta sia la funzione degli oggetti che si ritrovano all’interno dei corredi funerari che l’evoluzione dell’architettura funeraria a Tarquinia e Cerveteri, dalle età più antiche fino alla romanizzazione, oltre al racconto delle scene presenti nella Tomba del Letto Funebre, così da catturare l’attenzione anche dei visitatori più piccoli. La straordinaria storia della famiglia Castellani e la ricchezza della loro collezione di oreficerie e antichità donata allo Stato italiano nel 1919 sono invece al centro di un innovativo progetto di allestimento, totalmente fruibile anche dal pubblico non udente grazie ai video in LIS. Un racconto affascinante costruito per coinvolgere, emozionare e incuriosire con l’ausilio delle più moderne tecnologie, perfettamente integrate con gli altri ambienti del museo: videoproiezioni immersive, vetrine olografiche e una quadreria animata all’interno di una rinnovata cornice architettonica. Uno spazio che sarà riaperto al pubblico a partire dalle ore 14 di sabato 27 settembre 2025 e che “lascerà il segno” nell’esperienza di visita, per la potenza della narrazione e il perfetto intreccio fra accessibilità fisica, cognitiva e sensoriale.

Nuovi allestimenti multimediali al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: quadreria, sala immersiva Castellani (foto etru)

L’apertura delle sale immersive coincide con le Giornate Europee del Patrimonio (27 e 28 settembre) che quest’anno sono dedicate proprio al tema “Architetture: l’arte di costruire”, un invito a riflettere sul valore culturale del paesaggio costruito che ci circonda e un’opportunità per riscoprire l’architettura come espressione viva della storia, della cultura e delle aspirazioni delle comunità, italiane ed europee. Celebriamo quindi il nostro straordinario patrimonio culturale e valorizziamolo attraverso soluzioni innovative e nuove tecnologie per rispondere alle esigenze del mondo contemporaneo, come quelle legate alla sostenibilità e all’accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva.

PROGRAMMA SABATO 27 SETTEMBRE 2025. Alle 11, Tesori nascosti: visita esclusiva ai depositi di Villa Giulia: visita guidata a cura di Stefania de Majo e Valentina Billante (max 10 persone); 16.30, Circolo di lettura “Stregati a Villa Giulia”: ingresso gratuito in sala della Fortuna fino ad esaurimento posti; 16.30, Gioielli etruschi: sperimentiamo la tecnica dello sbalzo: laboratorio didattico per bambini dai 6 ai 12 anni a cura dei Servizi Educativi con Roberta Mingione; 17.30, Tesori nascosti: visita esclusiva ai depositi di Villa Giulia: visita guidata a cura di Vittoria Lecce e Mariacristina Masci (max 10 persone)

SABATO 27 SETTEMBRE – APERTURA SERALE STRAORDINARIA A 1 EURO. Alle 20, Proiezione del Documentario “Threads of Heritage. Down the Rabbit Hole of Art Crime”, realizzato dal Center for Cultural Heritage Technology di Venezia nell’ambito del progetto europeo RITHMS. Il documentario sarà introdotto dalla direttrice Luana Toniolo e dai dott.ri Maurizio Pellegrini e Daniela Rizzo, già funzionari della Soprintendenza per l’Etruria Meridionale ed esperti nel campo del traffico illecito di beni archeologici. A seguire visite guidate: 21.30, Arte e Giustizia: un percorso tra capolavori restituitI, visita guidata a cura di Luca Mazzocco e Giulia Bison; 21.30, Un capolavoro svelato: viaggio nel restauro del Sarcofago degli Sposi
Visita guidata a cura di Miriam Lamonaca.

DOMENICA 28 SETTEMBRE 2025. Alle 11, Giulio III e l’ottavo colle di Roma: simboli di cultura e di potere, visita guidata a cura di Francesca Montuori; 16, Di volume in volume: alla scoperta della biblioteca di Villa Giulia, visita guidata a cura di Antonietta Simonelli e Claudia Polese (max 10 persone); 16.30, Gioielli etruschi: sperimentiamo la tecnica dello sbalzo, laboratorio didattico per bambini dai 6 ai 12 anni a cura dei Servizi Educativi con Roberta Mingione; 17.30, È tutto oro quello che luccica. La Collezione di Augusto Castellani: origini, sviluppo e caratteristiche dell'”oreficeria archeologia italiana“, visita guidata a cura di Maria Paola Guidobaldi. Per partecipare alle visite guidate e ai laboratori didattici occorre prenotarsi all’indirizzo mail: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it indicando l’evento e il numero di partecipanti. Per i laboratori didattici si richiede di indicare anche l’età del bambino. Sarà possibile prenotarsi direttamente all’accoglienza del Museo, salvo disponibilità.

 

Rovereto (Tn). Quarta giornata della 36ma edizione del RAM film festival: dal Buongiorno RAM con Alex Putzer alla serata speciale “Sguardi sull’acqua” con tavola rotonda sull’Adige e anteprima “Our blue world”; 14 film in programma e l’Aperitivo al Giardino con Marirosa Iannelli “Acqua IN comune: crisi idrica, comunità e cambiamenti possibili”.  Ecco il programma

Frame del film “Our Blue Word. A water Odissey – Il nostro mondo blu. L’Odissea dell’acqua” di Ruan Magan

Il ricercatore Alex Putzer a Buongiorno RAM (foto fmcr)

Sabato 27 settembre 2025, quarta giornata della 36ma edizione del RAM film festival di Rovereto (Tn), il BUONGIORNO lo dà il RAM con Alex Putzer, ricercatore alla New York University e all’università Ca’ Foscari di Ve­nezia, alle 9, a ilbardiVerso in corso Bettini 30 a Rovereto, con la “Colazione con ospite” dal titolo “Il fiume in tribunale. Diritti della natura e comunità locali”, sui casi di attribuzione di personalità giuridica a elementi del mondo naturale, come il fiume Whanganui in Nuova Zelanda, riconosciuto persona giuridica dopo 170 anni di lotte dei Maori o il Mar Menor in Spagna, il primo ecosistema in Europa ad ottenere personalità giuridica. Una giornata ricca di appuntamenti in cui Il RAM film festival trasforma Rovereto in un osservatorio sul rapporto tra l’uomo e l’acqua: Un viaggio dagli oceani alle domande sul senso della vita: l’anteprima italiana di “Our Blue World – Il nostro mondo blu” narrato da Liam Neeson e la prima nazionale (sezione fulldome) di God Science and our Search for Meaning – Dio, la scienza e la nostra ricerca di senso scritto e narrato da Dan Brown. In proiezione al Teatro Zandonai di Rovereto nella sezione del mattino, dalle 10.30 alle 13, 4 film (con una prima italiana), e 10 film (con due prime assolute) nella sezione pomeridiana, dalle 15 alle 19.30. e si chiude con la seconda serata speciale “Sguardi sull’acqua”.

Al RAM film festival la tavola rotonda “Adige: il fiume che unisce” (foto fmcr)

Serata speciale “Sguardi sull’acqua”.  Tra le anteprime, il film Our Blue Word. A water Odissey – Il nostro mondo blu. L’Odissea dell’acqua, con la voce narrante di Liam Neeson, che narra il profondo legame tra l’umanità e l’acqua e le sfide per preservarla. Il film, diretto da Ruàn Magan e presentato dalla Brave Blue World Foundation, è stato proposto in 20 Paesi in tutto il mondo e arriva in Italia per la prima volta al RAM, al Teatro Zandonai, sabato 27 settembre 2025, alle 20.30. La proiezione è preceduta dalla tavola rotonda Adige: il fiume che unisce dedicata al secondo fiume più lungo d’Italia, da millenni via di comunicazione vitale e protagonista della storia. Con gli scrittori Fiorenzo Degasperi e Giannantonio Conati, la direttrice dei Musei Civici di Verona Francesca Rossi e Alessandro de Bertolini, ricercatore della Fondazione Museo storico del Trentino, introduce l’archeologo Maurizio Battisti della Fondazione Museo Civico di Rovereto.

Aperitivo al Giardino. Il quarto incontro del RAM film festival è in programma alle 18, al museo di Scienze e Archeologia, in borgo S. Caterina, 41: “Acqua IN comune: crisi idrica comunità e cambiamenti possibili” con MARIROSA IANNELLI, progettista ambientale e divulgatrice. Modera Raffaele Crocco, giornalista e direttore dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo. Evento tradotto nella Lingua dei Segni Italiana, in collaborazione con AbilNova. Siccità, inquinamento, gestione privata, crisi clima­tica: l’acqua è sempre più al centro delle emergenze del nostro tempo. Ma è anche al centro di soluzioni concrete, mobilitazioni collettive e visioni di futuro.In questo incontro parleremo di acqua come diritto umano, bene comune e leva di cambiamento per le comunità; lo faremo intrecciando dati, storie e speranze: da chi difende i fiumi a chi si batte per l’accesso all’acqua potabile, da chi racconta i con­flitti idrici nel mondo a chi costruisce alternative dal basso.

Marirosa Iannelli, progettista ambientale (foto fmcr)

Marirosa Iannelli è progettista ambientale, project manager, divulgatrice, autrice, formatrice. Attualmente lavora nell’Unità Ricerca e Progettazione della ONG ACRA ETS. È presidente dell’organizzazione Mangrovia, co-fondatrice del Climate Media Center Italia e parte del direttivo di Italian Climate Network. Si occupa di attività di advocacy e comunicazione pubblica come esperta di tematiche inerenti ai cam­biamenti climatici, alla sostenibilità e alla transizione economica, sociale e ambientale.

Frame del film “Il mondo perduto dei Giardini Pensili / Lost world of the Hanging Gardens” di Duncan Bulling

Film in concorso, al Teatro Zandonai: Apoleon, in prima italiana, affronta temi politici legati al militarismo e alla colonizzazione, mettendo in discussione le narrazioni storiche tradizionali attraverso un gruppo di statuette del Musée de l’Armée di Parigi che accompagna Napoleone durante la sua spedizione in Egitto. Gynaikokastro Kilkis, a fort impenetrable, in prima assoluta, parla della “fortezza delle donne” di Tessalonica (l’odierna Salonicco) abbandonata. Il David in viaggio 1873-2023in prima assoluta, celebra il trasporto del David di Michelangelo da Piazza Signoria alla Galleria dell’Accademia. Diventare Matteotti va alla ricerca del giovane Giacomo Matteotti nativo di Fratta Polesine, attraverso immagini d’archivio e documenti privati. Tra solitudine, impegno sociale e passione per lo studio, emergono le radici del suo pensiero politico. The lost world of the hanging gardens – Il mondo perduto dei giardini pensili di Duncan George Bulling si chiede se a Mosul, per tre anni devastata dallo Stato Islamico che ha distrutto tesori archeologici inestimabili, sorgessero i leggendari giardini segreti di Babilonia, quando era Ninive, la capitale assira. Les trésors enfouis de Notre-Dame de Paris sullo scavo che, dopo l’incendio che ha colpito Notre Dame, ha riportato alla luce due sarcofagi di piombo e frammenti antichi nascosti sotto il pavimento. Lingua Mater, di Massimo Garlatti-Costa, è un viaggio attraverso gli oceani, tra continenti e culture, per raccontare l’importanza delle lingue minoritarie e il loro rischio di estinzione. In sei anni di ricerche, il film esplora l’intimo legame tra lingua, identità e appartenenza, seguendo le rotte globali del commercio e approdando a Buenos Aires, dove una comunità friulana lotta per mantenere viva la propria eredità linguistica.

Frame del film “Vitrum. Il vetro dei romani” di Marcello Adamo

Operation Deep Blue Legacy: the legacy begins – Operazione Deep Blue Legacy: la missione ha inizio racconta un’audace missione in alto mare intrecciata con temi di memoria storica e di conservazione ambientale: sei subacquei, quattro settimane, due relitti della Seconda Guerra Mondiale da liberare dalle pericolose reti fantasma. Vitrum, il vetro dei romani parla del ritrovamento di un relitto romano al largo della Corsica con un carico eccezionale di vetro grezzo e manufatti raffinati a cura del team internazionale di ricercatrici a bordo della nave Alfred Merlin. In Thalassa di Gianfrancesco Iacono l’immortale poema di Omero e la forza universale del mito, incarnata nell’immagine del mare siculo e lampedusano, divengono cassa di risonanza delle sfide di oggi. Da Girgenti a Monaco, da Monaco ad Agrigento. Il ritorno dei vasi del ciantro Panitteri ripercorre il viaggio che ha visto i reperti dell’antica Akràgas trasferirsi a Monaco di Baviera nel 1824. Gargano Sacro è il cammino di Lorenzo Scaraggi attraverso il promontorio del Gargano, in un viaggio a piedi di 120 km tra boschi, eremi e abbazie millenarie. Diari di scavo – Frattesina ricrea la vita del villaggio protostorico lungo il Po di Adria attraverso reperti e testimonianze. L’uomo di Val Rosnainfine, accompagna in un viaggio nel Paleolitico, nelle ultime giornate dell’Uomo di Val Rosna, tra cacce primordiali, rituali di gruppo e il più antico intervento dentistico conosciuto, una carie su un dente del giudizio.