Napoli. Al museo Archeologico nazionale torna MANNight con tante performance artistiche in programma nelle collezioni. Il direttore Sirano: “Ci attende un autunno ricco di eventi, segnati dalla celebrazione dei 250 anni di storia del nostro Museo”

Torna il giovedì di MANNight: il 1° ottobre 2026 il museo Archeologico nazionale di Napoli sarà aperto anche di sera, dalle 19 alle 23.30 (ultimo ingresso ore 22.30), con tante performance artistiche in programma nelle collezioni dell’Istituto a partire dalle 20.30. Il progetto MANNight, ideato dalla direzione del museo e prodotto da Casa del Contemporaneo in collaborazione con La Santissima Community Hub, anche questa settimana proporrà al pubblico nuove performance e una selezione originale di musica con FuturoTropicale, dj di base a Milano: un set che guarda alla scena Balearic di fine anni ’80 e attraversa tutti i generi musicali, dalla pop alla disco fino all’house music. Come ogni settimana, accoglierà il pubblico la dj Angelica Barella, con la sua welcome session sul terrapieno del Museo. A partire dalle 19 il biglietto ha un costo ridotto di 10 euro. “Ottobre all’insegna delle aperture serali e non solo”, commenta il direttore Francesco Sirano: “ci attende un autunno ricco di eventi, segnati dalla celebrazione dei 250 anni di storia del nostro Museo. Filo conduttore di queste iniziative sarà la consapevolezza che il futuro incontra il passato: uno slogan che ci accompagnerà per tutto il 2027, connotando la multidisciplinarietà delle nostre attività”.

Durante le MANNight di ottobre 2026, sarà promosso l’abbonamento annuale OpenMANN: al Museo di sera, al Museo tutto l’anno, per radicare sempre più il legame tra l’Archeologico e la città. Durante le quattro serate MANNight di ottobre il Museo aderirà alla campagna di sensibilizzazione, legata al mese della prevenzione del tumore al seno e promossa da Susan Komen Italia in rete con il ministero della Cultura: la Venere Callipige sarà illuminata di rosa.

PROGRAMMA. Dalle 19.30 alle 22, PIANO TERRA, DJ set “Archivi Sonori” Soul Express Collective Welcome Session – DJ Angelica Barella; dalle 20.30 alle 22.45, COLLEZIONE FARNESE – SALA 2, Evento musica live – tromba e chitarra elettrica Enrico Valanzuolo e Francesco Scelzo Interpretazione di celebri temi cinematografici, atmosfere epiche e solenni in dialogo con le collezioni; CAMPANIA ROMANA – SALA 41, Tableaux Vivants – Teatri 35: mosaici e affreschi delle collezioni prendono vita, da ritrovare lungo il percorso di visita; ATRIO, evento musica e danza live clarinetto e danzatori “Omaggio a Partenope” di Liberato “Prima” di Mimmo Napolitano con Luca Iovine, Ida Marino, Giosuè Carbone; PIANO -1 COLLEZIONE EGIZIA – SALA 20, “I custodi dell’eternità – Il corpo come memoria vivente”: performance di Body Art di Weronique Art Ispirata agli ushabti egizi del corredo del comandante; SCALONE, Docubeat – Club Tasso Collage sonori e visivi, che uniscono documentazione, musica e suoni d’ambiente; SECONDO PIANO, SALONE DELLA MERIDIANA, Cosmic Dialogues – Danza e musica Sara Lupoli, Martina Primicile Carafa: due performance site-specific ispirate al rapporto tra cielo, tempo e le opere che abitano la sala; VILLA DEI PAPIRI – SALA 117, evento musica live – quartetto d’archi Veronica Menditto, Ledia Nikolla, Alessandra Gallo, Giovanni Sanarico: esecuzioni di arrangiamenti ispirati a Wuthering Heights di Kate Bush a Pompeii dei Bastille. Un viaggio tra le rovine vesuviane e il loro immaginario romantico, fonte di ispirazione per l’arte, la letteratura, la musica; PIANA CAMPANA – SALA 123, evento musica live – tammora, voce e danza Giusy Lo Sapio, Marta Peperna: un richiamo alle tradizioni e ai riti della Campania; AFFRESCHI – SALA 78, Mixels, installazione digitale interattiva – cosadelfuturo: i visi e gli sguardi riprodotti si fondono con le immagini della collezione; GIARDINO DELLA VANELLA, DJ set “Archivi sonori” Soul Express Collective DJ Futuro Tropicale.
Adria (Ro). Bilancio più che positivo della seconda edizione di Adrikà, la rassegna internazionale del cinema archeologico Adria Delta del Po. Quasi mille presenze: pubblico e partecipazione premiano il festival tra cinema, teatro, musica, danza e archeologia

A due settimane dalla chiusura ad Adria (Ro) della seconda edizione di Adrikà, la rassegna internazionale del cinema archeologico Adria Delta del Po, promossa da Emanuela Finesso, presidente del circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” di Adria con Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria, e l’archeologa Sandra Bedetti, e la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele del festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct), è tempo di bilanci. E sono bilanci più che positivi: Adrikà chiude sfiorando le mille presenze: pubblico e partecipazione premiano il festival tra cinema, teatro, musica, danza e archeologia. I numeri restituiscono la dimensione della partecipazione: 542 presenze nei tre giorni di appuntamenti ad Adria, alle quali si aggiungono le 250 persone che hanno seguito lo spettacolo di Banda Osiris e Telmo Pievani, le 40 presenze a Frattesina e le 160 registrate nei primi due giorni della rassegna, per un totale di 992 presenze complessive.

Le immagini del video realizzato da Qual Buon Veneto rendono bene l’atmosfera di partecipazione di un pubblico variegato e sempre attento. Un risultato che conferma soprattutto la capacità di Adrikà di proporre contenuti diversi mantenendo un’identità riconoscibile. Cinema, teatro, musica e danza si sono incrociati con le conferenze e con gli incontri dedicati all’antico, costruendo un programma nel quale divulgazione e spettacolo hanno dialogato continuamente. Particolarmente significativa è stata la risposta agli appuntamenti teatrali e performativi, così come la partecipazione agli incontri e alle conferenze. Il Cinema Teatro Politeama ha fatto registrare una presenza vicina al tutto esaurito, con ben 250 persone per Banda Osiris e Telmo Pievani, offrendo una delle immagini più significative di questa edizione.

“È stata un’edizione densa e variopinta, piena di contenuti importanti che siamo riusciti a raccontare anche con leggerezza, facendo incontrare arti e linguaggi diversi”, commenta Emanuela Finesso, presidente del Circolo Mazzacurati. “Ci ha fatto particolarmente piacere vedere quanto siano stati apprezzati anche gli incontri e le conferenze, accanto agli spettacoli. Ma forse il segnale più bello è arrivato direttamente dalle persone: in questi giorni più di qualcuno mi ha fermata per congratularsi e per propormi già un’idea per la prossima edizione. Significa che il pubblico non considera Adrikà soltanto qualcosa a cui assistere, ma comincia a sentirsi parte della manifestazione”. Ed è proprio da questa partecipazione che partirà il lavoro per il futuro. Il gruppo organizzatore si riunirà per analizzare punti di forza e aspetti da migliorare dell’edizione appena conclusa e cominciare a costruire il programma del prossimo anno.
Tarquinia (Vt). Alla necropoli dei Monterozzi apertura straordinaria della Tomba dell’Orco con visite guidate a cura del personale del parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia

Mercoledì 30 settembre 2026, alla necropoli dei Monterozzi di Tarquinia (Vt), nel parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, aperta dalle 9 alle 19.30 (ultimo ingresso 18.30), sarà possibile visitare la Tomba dell’Orco, solitamente chiusa al pubblico. Le visite guidate, a cura del personale del PACT, si svolgeranno alle 10, 11 e 12. Le visite guidate sono su prenotazione (Info e prenotazioni: pa-certa.info@cultura.gov.it) e fino ad esaurimento posti, con biglietto di ingresso ordinario. La Tomba dell’Orco è raggiungibili con mezzi propri.
Ercolano (Na). Al parco archeologico il sabato, da ottobre a dicembre, tornano le visite guidate alle Terme Suburbane alla scoperta del cantiere di restauro del complesso termale meglio conservato del mondo romano. Ecco calendario e modalità. Biglietti in vendita dal 29 settembre

Da ottobre a dicembre 2026, al parco archeologico di Ercolano (Na) tornano le visite guidate alle Terme Suburbane, con turni settimanali del sabato alla scoperta del cantiere di restauro del complesso termale meglio conservato del mondo romano. Biglietti in vendita da martedì 29 settembre 2026. Conclusa con successo l’edizione 2026 de Gli Ozi di Ercole, la rassegna che tra il 10 e il 12 settembre 2026 ha animato l’Antica Spiaggia del parco archeologico di Ercolano con reading scenici e incontri musicali, con la direzione artistica di Gennaro Carillo e la partecipazione, tra gli altri, di Lucia Mascino, Laura Pepe, Isabella Ragonese, Carmen Gallo, Silvia Romani, Federica Fracassi, Ambrogio Sparagna, Raffaello Simeoni e Carlo Boccadoro, oltre al concerto di Francesco Di Bella, il parco si prepara ora ad accogliere il pubblico con un nuovo ciclo di visite guidate al cantiere di restauro delle Terme Suburbane. “Questo nuovo ciclo di visite al cantiere delle Terme Suburbane”, dichiara Federica Colaiacomo, direttrice del parco archeologico di Ercolano, “rappresenta un’importante occasione per avvicinare il pubblico a uno spazio straordinario, ancora oggetto di un intenso lavoro di restauro, ricco di testimonianze sulla vita privata e sociale dell’antica Ercolano. Accompagnare i visitatori alla scoperta di questi ambienti, in attesa della loro riapertura permanente, significa offrire un’esperienza di conoscenza autentica e partecipata, fondata sul rispetto e sulla tutela di un patrimonio unico al mondo”.

Riprendono dunque al parco archeologico di Ercolano le visite accompagnate al cantiere di restauro delle Terme Suburbane, tra gli edifici più affascinanti e meglio conservati dell’antica città. Non si tratta ancora della riapertura permanente del monumento, ma di un nuovo ciclo di visite guidate che, in attesa del completamento dei lavori, permettono al pubblico di scoprire da vicino sia gli ambienti sia le attività di conservazione in corso. Dopo il positivo riscontro delle precedenti edizioni, il progetto torna offrendo un’opportunità esclusiva per conoscere da vicino uno dei luoghi più significativi della vita quotidiana in età romana. Le visite si svolgeranno ogni sabato, attraverso un sistema di accessi contingentati che garantisce una fruizione approfondita e in totale sicurezza: i gruppi, composti da un massimo di 15 partecipanti, saranno accompagnati dal personale del Parco, con materiali di approfondimento accessibili tramite QR Code. Trattandosi di un cantiere attivo, per l’intera durata del percorso, di circa un’ora, i visitatori indosseranno un casco protettivo.

Calendario e turni di visita. Ottobre: sabato 10, 24 e 31 ottobre 2026; novembre: sabato 7, 14, 21 e 28 novembre 2026; dicembre: sabato 5 e 12 dicembre 2026. Mattina: 9.30 (visita in italiano), 10.30 (visita in inglese), 11.30 (visita in italiano). Pomeriggio: 14.30 (visita in italiano), 15.30 (visita in inglese), 16.30 (visita in italiano — turno straordinario attivo solo il 10 ottobre, poi sospeso con l’entrata in vigore dell’orario invernale). I gruppi, di massimo 15 partecipanti, si incontrano al punto di raccolta presso la Terrazza di Marco Nonio Balbo. La visita ha una durata di circa un’ora. I biglietti saranno in vendita da martedì 29 settembre 2026, online e in biglietteria. Biglietto integrato (Parco archeologico + Terme Suburbane): 21 euro. Cittadini UE ed extra-UE (in reciprocità) di età compresa tra 18 e 25 anni: biglietto integrato promozionale a 7 euro. Gratuità per i minori di 18 anni (i minori di 12 devono essere accompagnati da un adulto) e per i soggetti esenti a norma di legge. Prenotazioni online e in biglietteria tramite CoopCulture e i canali ufficiali del parco archeologico di Ercolano.

Le Terme Suburbane. Individuato nel 1940 e scavato solo parzialmente fino al 1948 — a causa della guerra e della presenza delle acque di falda — l’edificio fu portato interamente alla luce tra il 1957 e il 1958, con lo scavo del fronte a mare completato nel 1973. Il nucleo originario risale probabilmente all’età augustea; dopo il terremoto del 62 d.C. il complesso fu ampliato con la grande sala del cosiddetto “Samovar”, dotata di un raro sistema di riscaldamento a induzione dell’acqua. Incastonate tra l’antico arenile e le mura cittadine, ai piedi delle lussuose domus affacciate sul mare, le Terme furono concepite in origine come bagno privato della famiglia dei Nonii Balbi e in seguito aperte alla comunità. Il percorso di visita attraversa il Frigidarium, riccamente decorato con marmi e affreschi; la Sala dei Guerrieri (Tepidarium), con le celebri figure in stucco di sette guerrieri; il Calidarium, con il suo elegante labrum in marmo cipollino rovesciato dalla violenza dell’eruzione del 79 d.C.; e il Grande Calidarium con natatio, la piscina riscaldata “a samovar” dalla volta decorata a stucchi strigilati. Pavimenti marmorei policromi, stucchi e pitture di altissima qualità e porte lignee originali, eccezionalmente conservate, rendono questo ambiente un unicum nel panorama archeologico.

Rimaste chiuse al pubblico per oltre vent’anni, le Terme Suburbane sono oggi visitabili nell’ambito del cantiere di restauro reso possibile dal programma di conservazione sviluppato nell’ambito del partenariato pubblico-privato con il Packard Humanities Institute, attivo a Ercolano dal 2001, e proseguito dal 2010 con l’Herculaneum Conservation Project. Il complesso contribuisce agli Outstanding Universal Values che hanno portato Ercolano, insieme a Pompei e Oplontis, a essere iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, ed è integrato nell’app Ercolano Digitale, che offre contenuti multimediali e percorsi personalizzati di visita.
Cavriana (Mn). Alla rassegna internazionale del cinema archeologico il regista Massimo d’Alessandro presenta in anteprima il trailer del suo ultimo film “IULIAE. Il silenzio, la pietra, la memoria” e ne anticipa i contenuti ad “archeologiavocidalpassato.com”

L’uscita del film “IULIAE. Il silenzio, la pietra, la memoria”, ultima fatica del regista Massimo d’Alessandro, che fonde archeologia e narrazione intima, è prevista per dicembre 2026. Ma alla seconda rassegna internazionale del cinema archeologico di Cavriana (Mn) si è potuto apprezzare in anteprima il trailer. Per l’occasione il regista Massimo D’Alessandro presenta ad archeologiavocidalpassato.com come è nato il suo nuovo film.
“Nel maggio 2025 l’università di Foggia, l’università del Salento e il gruppo ASSO – Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione di Roma”, spiega Massimo D’Alessandro ad archeologiavocidalpassato.com, “hanno compiuto una campagna di ricerche archeologiche sull’isola di San Nicola nell’arcipelago delle isole Tremiti. La campagna aveva come obiettivo di indagare le strutture romane del I sec. preesistenti sull’isola, strutture che qualcuno ritiene associate alla relegatio, cioè all’esilio di Giulia Minore, la nipote di Augusto (vedi Isole Tremiti (Fg). Iniziata sull’isola di San Nicola la campagna di scavi archeologici “Sulle tracce di Giulia Minore” nell’ambito del progetto M.A.R.E.A. (Mediterraneo Archeologia Etnografia Ambiente) condotta dall’università di Foggia con il Comune di Isole Tremiti, università di Bari, soprintendenza ABAP FG-BAT e con il supporto di ASSO – Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione – archeologiavocidalpassato). Anche se non ci sono riscontri diretti del fatto che Giulia possa avere abitato in queste strutture, la storia però conferma che lei fu esiliata sull’isola per più di 20 anni. Questa era una conseguenza delle lotte dinastiche di successione: lotte dinastiche che poi, come sappiamo bene, portarono alla vittoria finale di Tiberio, all’interno della quale però abbiamo avuto l’idea di raccontare la storia dell’esilio di questa donna che segue lo stesso destino della madre Giulia Maggiore, relegata anche lei a Ventotene. Quindi è una storia di donne esiliate e la cui memoria è stata – come si dice, damnatio memoriae – dimenticata per secoli. Quindi da quello scavo nasce questo documentario che qui oggi al Festival di Cavriana presentiamo in anteprima come trailer del film che uscirà nel dicembre 2026 e cercherà di raccontare la storia di esilio e di emarginazione di queste donne che, benché potenti, subirono questa sorte”.
“IULIAE, il silenzio, la pietra, la memoria” è un documentario che intreccia lo scavo scientifico sul campo con una storia drammatica e intima. Il film segue la campagna investigativa condotta nell’ambito del Progetto M.A.R.E.A. (finanziato dall’Unione Europea) che vede archeologi delle Università di Foggia e Salento, insieme a speleologi dell’ASSO ETS, scendere nelle spettacolari cisterne romane profonde fino a 15 metri ed esplorare i resti monumentali di un criptoportico e di una sontuosa villa romana sull’isola di San Nicola. Da quelle antiche pietre riemerge la voce spezzata di Giulia, portata in vita in un monologo poetico e incisivo radicato nella rigorosa base delle fonti storiche (vedi Prima campagna di indagini archeologiche sull’isola di San Nicola (arcipelago delle Tremiti, Fg) condotta da UniFg con Asso, UniBa e Sabap-Fg: video di Massimo D’Alessandro sintetizza i risultati raggiunti – archeologiavocidalpassato).

Nell’8 d.C., la condanna di Giulia la Giovane scosse la corte romana [10, 17]. Accusata di adulterio e condotta scandalosa, la nipote del Pater Patriae fu strappata dai suoi figli e esiliata sull’isola remota di Trimerus. Le sue ceneri non avrebbero mai riposato nel mausoleo dinastico, e persino il figlio nato dopo la sua condanna fu privato del diritto alla vita [10, 17]. Ma cosa nascondeva davvero una punizione così severa? Il documentario “IULIAE” rivela che l’accusa morale era il perfetto espediente orchestrato dal regime per mascherare un conflitto dinastico e politico spietato. Julia era il cuore della stessa fazione di sangue di Augustus; era sposata con Lucio Emilio Paolo, che fu giustiziato per aver cospirato contro l’ascesa della fazione claudia guidata da Tiberio e Livia. L’esilio di Giulia equivaleva alla sistematica purga dell’ultimo ostacolo alla successione.

Il film, col coordinamento scientifico di Danilo Leone, Mariuccia Turchiano (università di Foggia), si sviluppa lungo due percorsi narrativi: Scienza e mistero: Si seguono in tempo reale le scoperte archeologiche contemporanee sull’isola di San Nicola. Si accompagnano i ricercatori mentre conducono rilievi 3D con droni, scansioni laser di monumentali rovine romane e discese mozzafiato in cisterne d’acqua sotterranee, tutto alla ricerca di tracce fisiche di un’occupazione durata vent’anni. La voce dell’Esilio: Il silenzio delle pietre viene rotto dal recitativo intimo e moderno di Giulia—una donna istruita ed emancipata che analizza lucidamente i meccanismi di potere che l’hanno schiacciata e condannata alla “morte civile”.

Sullo sfondo, l’isola di San Nicola si rivela come un duraturo “confine di pietra” attraverso i secoli [10]: dal romano Trimerus e dal rifugio monastico benedettino medievale fino alla sua trasformazione nuovamente in prigione nel ventesimo secolo—ospitando prigionieri libici nel 1911, antifascisti come Sandro Pertini e omosessuali deportati dal regime. Un’opera visionaria in cui il mare—lo stesso mare che ha isolato Giulia per vent’anni—diventa un attore dinamico, restituendoci la memoria di una verità che era rimasta sepolta troppo a lungo.
Stintino (Ss). Per le GEP 2026 al museo della Tonnara la mostra “I reperti archeologici subacquei dal mare di Stintino” e la conferenza “Il patrimonio archeologico subacqueo di Stintino e del Golfo dell’Asinara”

Il museo della Tonnara in via Lepanto a Stintino (Ss) partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio, la più estesa e partecipata manifestazione culturale d’Europa, promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e coordinata in Italia dal ministero della Cultura, con un appuntamento dedicato alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio archeologico subacqueo di Stintino e del Golfo dell’Asinara, attraverso una conferenza, l’inaugurazione di una mostra e visite guidate. Domenica 27 settembre 2026, alle 17.30, inaugurazione della mostra “I reperti archeologici subacquei dal mare di Stintino” con una selezione di reperti archeologici provenienti dal mare di Stintino, testimonianze di un patrimonio sommerso che racconta la storia del territorio e il suo rapporto con il Mediterraneo. A seguire la conferenza “Il patrimonio archeologico subacqueo di Stintino e del Golfo dell’Asinara” curata dall’archeologa Gabriella Gasperetti e Alessandra Carreri, funzionarie della soprintendenza ABAP di Sassari e Nuoro. È l’occasione per riscoprire il patrimonio culturale sommerso, conoscerne il valore e riflettere sull’importanza della sua tutela e valorizzazione.
Marzabotto (Bo). Per le GEP 2026 il museo nazionale Etrusco di Marzabotto promuove una visita tematica con accesso straordinario alla necropoli nord della città di Kainua

Domenica 27 settembre 2026, alle 16, in occasione delle GEP 2026 (GEP) il museo nazionale Etrusco di Marzabotto promuove una visita tematica con accesso straordinario alla necropoli nord della città di Kainua. Le visite tematiche sono una passeggiata della durata di circa un’ora e mezzo accompagnati dallo staff del museo. Ogni mese il tema proposto è sempre diverso e permette di conoscere Kainua e la sua storia sotto una luce nuova ogni volta. Il costo è 10 euro e include l’accesso al museo e parco archeologico. Bambini fino a 10 anni non pagano, gratuito anche per i possessori Card Cultura dei musei bolognesi. Per partecipare è necessaria la prenotazione scrivendo a mn-bo.prenotazionikainua@cultura.gov.it




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