Torino. Nell’anno del bicentenario del museo Egizio, al via “Incanto Egizio: un viaggio in 13 appuntamenti per riscoprire il fascino millenario dell’Egitto e la sua influenza sulla musica classica e contemporanea

Rosanna Purchia, assessore alla Cultura della Città di Torino e presidente dell’associazione Sistema Musica, ed Evelina Christillin, presidente del museo Egizio, alla presentazione del festival “Incanto egizio” (foto museo egizio)
Festival “Incanto Egizio”: 13 appuntamenti, dal 12 ottobre al 19 dicembre 2024, un viaggio attraverso i secoli e le culture, per riscoprire il fascino millenario dell’Egitto e la sua influenza sulla musica classica e contemporanea. “Incanto Egizio” è la rassegna concertistica con cui le più importanti istituzioni musicali di Torino omaggeranno il bicentenario della fondazione del museo Egizio, portando su numerosi palcoscenici della città alcune tra le migliori orchestre, ensemble cameristici, cori e solisti e un mosaico di musiche che spazia dai grandi compositori della musica antica e classica alla tradizione popolare del Novecento, dall’opera al jazz, fino alle composizioni commissionate per l’occasione. “Incanto Egizio” è un progetto di Sistema Musica, associazione fondata dalla Città di Torino che riunisce i principali enti territoriali della musica classica a Torino, in collaborazione con il museo Egizio e con il sostegno di Iren. “Le direzioni artistiche degli enti di Sistema Musica si sono superate nel proporre suggestioni in grado di mettere al centro il Museo e la grande musica, insieme alla danza, alla recitazione e all’arte tutta”, dichiara Rosanna Purchia, assessore alla Cultura della Città di Torino e presidente dell’associazione Sistema Musica. “I 13 appuntamenti che proponiamo al pubblico celebrano l’Egizio con grande originalità e con una sorprendente varietà di stili e discipline”. Le fa eco la presidente del museo Egizio Evelina Christillin: “In occasione delle celebrazioni per il Bicentenario ci apprestiamo a vivere una nuova stagione, in cui festeggiare i 200 anni non significa soltanto offrire un esercizio di memoria, ma anche programmare il futuro con un occhio attento al contesto da cui provengono gli oggetti che custodiamo, studiamo e raccontiamo al pubblico, con l’intenzione di incrociare la ricerca archeologica e la storia dell’antico Egitto con le arti e le diverse realtà culturali della città. Il Festival Incanto Egizio si muove proprio in questa direzione”.
La programmazione inizia sabato 12 ottobre 2024 con la proposta concertistica di Lingotto Musica (All’ombra delle piramidi, ore 20.30) e proseguirà martedì 22 ottobre con uno speciale concerto proposto da De Sono, arricchito da performance di danza e light design (Iside e le Sfingi, ore 20.30), lunedì 28 ottobre con una conferenza-concerto del CFM Centro di Formazione Musicale della Città (Il flauto, strumento di dèi, pastori e musici, ore 17), martedì 29 ottobre con un concerto dell’Orchestra Filarmonica di Torino, che si esibirà anche in una nuova composizione in prima assoluta del maestro Ahmed El Saedi (Il sole incendia Brahms, ore 21). Lunedì 4 novembre, Polincontri presenterà un reading-concerto che prevede anche la prima esecuzione assoluta di una nuova opera del compositore Alessandro Cuozzo (Another Aida’s History, ore 18), giovedì 14 novembre tornerà l’alta divulgazione musicale con la seconda proposta del CFM (Il liuto dal Medio Oriente all’Europa, ore 18.30) e sabato 16 novembre la Academia Montis Regalis proporrà un ricco programma a tema (Antiche Regine, ore 21). Chiuderà il mese l’Accademia Maghini, venerdì 29 novembre, con la prima esecuzione moderna di un oratorio di Antonio Caldara (Gioseffo interpreta i sogni, ore 21). Unione Musicale e EstOvest Festival uniranno le forze martedì 3 dicembre per un concerto che prevede anche l’esecuzione di un brano commissionato per l’occasione al compositore Francesco Antonioni (Beethoven e l’Egitto, ore 20). Le collaborazioni proseguono con il Teatro Regio e il Conservatorio di Torino, che mercoledì 4 dicembre proporranno un originale concerto (Sinfonie d’Oriente, ore 20). Venerdì 13 dicembre l’Accademia Corale Stefano Tempia presenta Passi Ensemble con Sabrina Oggero Viale che accompagnerà i visitatori in un’esplorazione originale degli spazi del museo Egizio con una performance di musiche appositamente studiate per l’occasione (Passi nel Museo Egizio, ore 16). L’ultimo concerto in programma sarà domenica 15 dicembre, con una seconda proposta della Tempia (Thamos, Re d’Egitto, ore 21). A chiudere la rassegna, giovedì 19 dicembre, sarà invece l’incontro-conferenza proposto dal Teatro Regio (Aida inedita, ore 18).
Licodia Eubea (Ct). Per la quarta giornata del XIV Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico protagonista lo storico dell’arte Fabrizio Federici col suo “Mo(n)stre) per l’Incontro con l’Antico” tra le due sezioni di proiezione con sette film (tra cui una prima nazionale e una assoluta


Lo storico dell’arte Fabrizio Federici creatore del sito “Mo(n)stre” (foto fcca)
Per sabato 12 ottobre 2024, quarta giornata del XIV Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct) il programma accanto ai sette film in concorso (cinquei prime regionali, una prima nazionale e una prima assoluta) un nuovo “Incontro con l’Antico”: protagonista Fabrizio Federici, lo storico dell’arte toscano, ricercatore all’università di Firenze, e creatore del profilo social virale in cui “storia dell’arte e cultura pop si incontrano, e si prendono a borsettate”, subito diventato virale, e che oggi conta più di 83mila follower su Facebook e quasi 24mila su Instagram.. Alle 19.15, al teatro della Legalità, Federici parlerà appunto di “Mo(n)stre. Ironia e comunicazione del patrimonio culturale”. Il segreto del suo successo? Riuscire a raccontare l’attualità, l’arte e il patrimonio culturale con ironia attraverso meme graffianti, freddure e giochi di parole che riescono a catturare un pubblico ampio ed eterogeneo.
I FILM DI SABATO 12 OTTOBRE 2024. Alle 16.30, ad aprire la prima sessione di proiezioni è il film, in prima assoluta, “The first Asgard of Wutai Mountain” Cina 2024, 9′) di Zhang Hai. Dei tanti templi immersi nelle foreste del monte Wutai, il primo Asgard, ovvero la prima dimora celeste, è il Tempio di Tai Lu. Si tratta di un tempio della dinastia Ming, per il quale non sono mai state condotte ricerche. Nel 1683, durante la dinastia Qing, accanto al Tempio di Tai Lu venne costruito il Palazzo Kangxi. Nell’autunno del 1938, entrambi gli edifici vennero bruciati durante l’invasione delle truppe giapponesi. Nel 2022 il Maestro Haichun divenne abate del Tempio di Tai Lu e decise di avviare un nuovo progetto di restauro.
Segue in prima regionale il film “Artémis le temple perdu” (Svizzera 2023, 52′) di Sébastien Reichenbach. L’ubicazione del santuario di Artemide ad Amarynthos è stata a lungo uno degli ultimi grandi enigmi archeologici dell’antichità greca. Questo grande Artemision è menzionato in vari testi antichi, che addirittura specificano la distanza tra il santuario e la città di Eretria. Nonostante gli sforzi delle tante spedizioni scientifiche a partire dalla fine del XIX secolo, nessuna traccia del santuario o del suo tempio è stata mai trovata, lasciando il mistero irrisolto.
Quindi in prima nazionale il film “The Custodian” (Turchia 2022, 33′) di Mehmet Fatih Guden. Perché non possiamo essere tutti come Mehmet Coban? Dopo il genocidio armeno del 1915, a distanza di oltre un secolo, i tanti monasteri e le strutture ecclesiastiche lasciate dal popolo armeno in Anatolia sono ancora oggetto di saccheggio e distruzione. Questo documentario racconta la storia di Mehmet Coban, imam della moschea del villaggio, e della sua scelta di proteggere l’antico monastero armeno di Varakavank, nel villaggio di Bakraçlı della città di Van, nel Kurdistan turco. Lo fa da quarant’anni, seguendo l’esempio del padre.
Chiude il pomeriggio, in prima regionale. Il film “Guercino. Uno su cento” (Italia 2023, 64′) di Giulia Giapponesi. La storia di Guercino, il pittore dei sentimenti e maestro del Seicento, è intrecciata con quella della sua cittadina natale Cento, a cui rimase sempre fedele nonostante il successo. Un legame reciproco che è riaffiorato durante il terremoto del 2012, quando l’intera comunità locale corse a salvare le opere del pittore per poi inviarle in un viaggio incredibile nei musei del mondo, dall’Italia fino al Giappone, nel nome dell’amore per l’arte e della solidarietà tra i popoli.
Le proiezioni riprendono alle 21.15, con tre film in prima regionale. Apre il film “Villa Rosa” di Alessandro Tricarico (Italia 2023, 23′) di Alessandro Tricarico. Villa Rosa è un cortometraggio sperimentale che abbraccia l’arte urbana, la rovina, la fiction, il documentario, il romanzo storico, la fotografia e molto altro ancora. Gli eventi raccontati risalgono al 1943, quando Foggia fu quasi completamente distrutta dai bombardamenti alleati. In quegli anni si costruiva Villa Rosa, il cui nome è una dedica del proprietario alla memoria della moglie che, morta prematuramente, non riuscì a vederla ultimata.
Segue il film “Bansky e la ragazza del Bataclan” (Italia-Francia 2023, 52′) di Edoardo Anselmi. Per quanto possa sembrare strano, una anonima porta d’emergenza di una sala concerti può raccontare la storia di una comunità. Con pochi tratti di vernice spray, può addirittura diventare il simbolo di una nazione. Ma nella società dell’immagine e dei consumi tutto, anche un’icona, ha un valore di mercato, e può stimolare i desideri più oscuri. Il film ripercorre l’incredibile viaggio dell’opera iconica realizzata da Banksy al Bataclan, che simboleggia l’orrore del terrorismo e il paradosso della street art e di Banksy stesso.
Chiude la serata il film “Sui tetti di chi dorme” (Italia 2024, 15′) di Antonello Murgia Pisano. Tuvixeddu è la più grande necropoli punica del Mediterraneo. Ciò che rimane della necropoli è soltanto un frammento di bellezza sopravvissuto ai soprusi del tempo, della storia e dei costruttori. È un cimitero dove si ha l’impressione che sia notte anche di giorno. Degli eterni fantasmi, come inquilini sfrattati, raccontano questo dramma: sussurri e grida di questa fugacità. E fanno loro i versi tratti da “La sera del dì di festa” di Giacomo Leopardi: “e pensar come tutto al mondo passa e quasi orma non lascia”.
Gela. All’area archeologica di Bosco Littorio visita straordinaria, a cura del Fai e della soprintendenza del Mare, al laboratorio di restauro dei reperti del relitto Gela II in corso di scavo

Una fase del recupero del relitto Gela II da parte della soprintendenza del Mare con la ditta Atlantid di Palermo (foto salvo emma / sopr. del mare)
Sabato 12 e domenica 13 ottobre 2024 tornano per la tredicesima edizione le Giornate FAI d’Autunno, uno dei più importanti e amati eventi dedicati al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. Per l’occasione a Gela, sabato 12 ottobre 2024, all’interno dell’area archeologica di Bosco Littorio, Ingresso dal lungomare Federico di Svevia, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 (ultimo ingresso alle 17), si potrà assistere in anteprima alle attività di primo intervento e restauro del relitto “Gela II”, la nave oneraria utilizzata per il trasporto di merci sulle rotte tra la Sicilia e la Grecia. Le visite di un’ora circa, su richiesta anche in lingua inglese, prevedono un contributo minimo al FAI di 3 euro e sono a cura degli “Apprendisti Ciceroni” e dei Volontari Gruppo FAI Giovani di Caltanissetta.

Una fase del recupero del relitto Gela II da parte della soprintendenza del Mare con la ditta Atlantid di Palermo (foto salvo emma / sopr. del mare)

La nave appoggio per il recupero del relitto Gela II da parte della soprintendenza del Mare con la ditta Atlantid di Palermo (foto salvo emma / sopr. del mare)
L’imbarcazione, che proprio in questi giorni sta emergendo dai fondali del mare di Gela di contrada Bulala con il suo carico di ceramiche e manufatti, è una nave greca del V sec. a.C. lunga 15 metri e larga 5; il relitto è in corso di recupero a cura della soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e della ditta Atlantis di Monreale (Pa), in sinergia con la soprintendenza per i Beni culturali di Caltanissetta e il parco archeologico di Gela. Nello stesso sito dove lo scorso anno ha avuto luogo la mostra “Ulisse in Sicilia – I luoghi del mito” sul relitto “Gela I”, è stato allestito il laboratorio di restauro e qui, sabato 12 ottobre, il FAI e la soprintendenza del Mare apriranno le porte a quanti desiderano scoprire i reperti fino ad ora rinvenuti. I visitatori, guidati dagli apprendisti ciceroni e volontari della Delegazione FAI di Caltanissetta, potranno entrare all’interno del laboratorio dove vengono realizzate le attività di primo trattamento conservativo, consolidamento e restauro definitivo. L’area di scavo subacqueo, situata in contrada Bulala a soli 6 metri di profondità, ogni giorno continua a restituire importanti reperti destinati alla futura e definitiva musealizzazione al museo dei Relitti delle navi greche di Gela. La nuova struttura museale, in corso di allestimento nella prossima struttura espositiva di Bosco Littorio, ospiterà i due relitti di navi greche recuperati nei fondali prospicenti il museo stesso.

Una fase del recupero del relitto Gela II da parte della soprintendenza del Mare con la ditta Atlantid di Palermo (foto salvo emma / sopr. del mare)
Le operazioni di recupero del relitto “Gela II”, individuato nel 1995 nei fondali di contrada Bulala a Gela, sono entrate nel vivo ai primi di ottobre 2024. La soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, grazie un finanziamento del Fondo Sociale di Coesione di oltre 900 mila euro, già nel mese di luglio aveva avviato lo scavo archeologico subacqueo per mettere in luce i legni dell’imbarcazione, oltre che i materiali relativi al carico della nave. Le operazioni sono state realizzate dalla ditta specializzata in lavori subacquei Atlantis Palermo di Monreale, in provincia di Palermo, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza del Mare. Il tempo stimato per l’esecuzione dei lavori di recupero è di 270 giorni. Una volta completato lo smontaggio e il recupero dei legni dell’imbarcazione, inizieranno i lavori di restauro all’interno dei locali di Bosco Littorio, messi a disposizione dalla soprintendenza per i Beni culturali di Caltanissetta, all’interno del Parco archeologico di Gela.
Velia (Sa). All’area archeologica la Festa delle Melagrane: per tutto il giorno raccolta dei frutti e degustazione di prodotti tipici. Il direttore Tiziana D’Angelo: “Riscopriamo le tradizioni del territorio dall’antichità a oggi”
Dopo il successo della Festa delle Gelse, venerdì 11 ottobre 2024 torna a Velia un evento dedicato alla vegetazione dell’area archeologica, la Festa delle Melagrane. Per l’intera giornata, alla raccolta delle melagrane che crescono nel Parco si affiancherà la degustazione di prodotti tipici del territorio realizzati con i frutti raccolti. Appuntamento dalle 10.30 alle 18.30. L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. “Il ritmo con cui la natura scandisce il tempo ci permette di ampliare la nostra conoscenza del sito di Elea-Velia e di riscoprire tradizioni legate al suo territorio, dall’antichità ad oggi”, dichiara Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia. “La Festa delle Melagrane è uno degli esempi di come ci occupiamo nel corso dell’anno della cura e della valorizzazione del patrimonio vegetale del Parco, coinvolgendo i nostri visitatori in modo attivo e partecipativo”. Introdotto in Italia dai primi coloni greci, il melograno era in antico simbolo di morte e rinascita, legato al mito di Persefone, nonché di fertilità e abbondanza, in quanto frutto sacro alla dea Era. Durante la giornata, sarà possibile immergersi nella storia millenaria di questo frutto e scoprire il Parco attraverso un’altra sua preziosa risorsa, la ricca vegetazione che lo caratterizza.
Licodia Eubea (Ct). Terza giornata del XIV Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico: non solo film (undici tra mattina, pomeriggio e sera), ma anche workshop per le scuole, una masterclass di critica cinematografica, e il concerto-proiezione “Cinema in Note” con al pianoforte il maestro Salvino Strano
Per venerdì 11 ottobre 2024, terza giornata della XIV edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct), il cinema si fa note, in un programma sempre molto ricco: undici film (nove prime regionali, una prima nazionale e una prima assoluta), workshop “HeriTales. Raccontare il Patrimonio” (al mattino) per le scuole tenuto dall’archeologa Concetta Caruso sull’acquisizione di consapevolezza del patrimonio culturale locale; masterclass di critica cinematografica “Leggere, interpretare e raccontare l’audiovisivo” (nel pomeriggio) a cura di Fabio Fancello, comunicatore culturale e dottorando dell’università di Catania. Ma l’appuntamento clou è il concerto-proiezione, alle 21.30, all’ex chiesa di San Benedetto e Santa Chiara di Licodia Eubea. Dopo il successo della scorsa edizione, torna anche quest’anno il concerto per pianoforte del maestro Salvino Strano, anche autore di colonne sonore originali per opere teatrali e cinematografiche: “Cinema in Note” è un omaggio alla nostra Storia e a quella del nostro cinema, attraverso le colonne sonore dei film che l’hanno raccontata meglio. In programma immagini di alcuni tra i più bei film della nostra storia cinematografica come “Il Gattopardo” di Luchino Visconti, “Novecento”di Bernardo Bertolucci, “Amarcord” di Federico Fellini, “La leggenda del Piave” di Riccardo Freda e “Allonsanfan” dei fratelli Taviani.
I FILM DI VENERDÌ 11 OTTOBRE 2024. Alle 9, apre la mattinata il film in prima nazionale di “Rondele. Wielka zagadka sprzed 7000 lat” (Polonia 2021, 54’) di Krzysztof Paluszyn. Questa docufiction è un viaggio attraverso il territorio polacco ed europeo che risale a circa 7000 anni fa. Le scene svolte all’aperto, le accurate inquadrature, l’uso di ricostruzioni, rievocatori e animazioni in 3D faranno rivivere quel mondo lontano. Protagoniste del film sono le rondelle, ancora poco conosciute e studiate, tra i più antichi esempi di architettura monumentale in Europa, risalenti a 7 millenni fa.
Segue il film in prima regionale “The kiss” (Francia 2022, 8′) di Ali Zare Ghanatnowi. Un cortometraggio animato racconta la storia di un amore proibito restituito da un antico bassorilievo. I temi esplorati sono quelli dell’amore, della separazione e dell’incrollabile potere della connessione attraverso il tempo.
Quindi un’altra prima regionale col film “Diving in Aegean History” (Grecia 2023, 12′) di Stelios Apostolopoulos. Il film segue la prima indagine archeologica subacquea sistematica intorno all’Isola di Kasos. Il luogo ha avuto un’intensa attività marittima dall’età omerica fino al secolo scorso. L’archeologa marittima Xanthie Argiris è alla guida di una squadra di archeologi, scienziati e operatori tecnici che si immergono alla ricerca di antichi relitti. Il gruppo sta completando il quarto anno di ricerca subacquea dell’area: scandagliando 60 km di costa sono stati individuati dieci relitti che abbracciano interi millenni di storia fino ai giorni nostri. In 220 immersioni e 320 ore sott’acqua, è stata recuperata una selezione di 108 reperti archeologici. Lo studio della posizione dei relitti e del materiale aggiunge tessere al grande mosaico della mappa archeologica subacquea del Mar Egeo
Ancora una prima regionale con il film “La donna longobarda” (Italia 2023, 25′) di Sandra Lopez Cabrera e Simone Vrech. Il docufilm analizza la condizione femminile nella società longobarda tra il VI e l’ VIII secolo d.C. attraverso gli occhi di una donna del villaggio di Romans. Grazie agli interventi di storici ed archeologi, e soprattutto grazie al lavoro di ricostruzione dei rievocatori storici di Invicti Lupi, il pubblico avrà la possibilità di approfondire la sua conoscenza riguardo tutte le fasi della vita di queste nostre antenate.
Si gioca in casa con l’altra prima regionale in programma, il film “Psittacus” (Italia 2023, 9′) di Lorenzo Daniele. Un gruppo di cinque ragazzi smarrisce un pappagallo che appartiene ad una di loro. Attraverso la tecnica dello storytelling, i protagonisti raccontano la propria esperienza alla ricerca del volatile, tra ambienti urbani ed extraurbani. Si ritrovano a Brucoli, un borgo marinaro caratterizzato da un fiordo naturale e lì entrano all’interno di una grotta. Quando escono fuori, tutto è cambiato e si trovano immersi nel Medioevo. Il pappagallo, psittacus in latino, continua a lasciare tracce di sé, spingendo i ragazzi in una ricerca dentro il Tempo e la Storia ai limiti dell’onirico.
Chiude la mattinata in prima regionale il film “Odyssea. L’Histoire de notre évolution” (Francia 2024, 28′) di Sébastien Duhem. Un film che racconta la storia della nostra evoluzione, dal Neolitico sino alla fine dell’Impero romano d’Occidente.
Nel pomeriggio, alle 16.30, le proiezioni si aprono col film “Saria. Islands on the Edge” (Grecia, 2022) di Yorgos Savoglou e Dionysia Kopana. Saria è un’isola a nord di Karpathos, cosparsa di rovine e resti di antichi insediamenti. Qui oggi abitano solo capre selvatiche e uccelli rapaci. Nonostante ciò, alcune persone continuano a visitarla. Ogni anno, il 27 luglio, i pellegrini fanno rivivere la festa di San Pantaleone. Minas e Giannis vengono ad aprire le loro case nell’insediamento ormai abbandonato di Argos, dove hanno trascorso la loro infanzia. Yannis e Kostas, falegnami e fratelli di una grande famiglia della città di Olimpo, hanno i loro alveari sull’isola e si spostano in continuazione avanti e indietro in barca da Diafani, il porticciolo dell’Olimpo. Tutti questi personaggi si incontrano insieme ai turisti estivi si incontrano su quest’isola selvaggia e affascinante.
Segue in prima assoluta il film “Viaje a Itaca” (Spagna 2024, 27′) di Juan Prado. Per dare alla sua vita una nuova direzione, un giovane regista decide di unirsi all’ultima spedizione del professor Alejandro Gándara prima della pensione. Da Troia a Itaca, il viaggio li spingerà in un territorio sconosciuto dove i confini tra passato e presente sembrano sfumare. Un film che cerca un dialogo con quanti ci hanno preceduto, vivi o morti, per interrogarli su cosa sia genuinamente umano. E per vedere se, dopo tanto tempo e dopo tanti cambiamenti, c’è qualcosa che potrà continuare a sopravvivere.
Quindi in prima regionale il film “Le cime di Asclepio” (Italia 2024, 18′) di Filippo Ticozzi. Un museo si sta svuotando. Ciò che normalmente lo abita cambia posizione e prospettiva. Possono oggetti, statue, cimeli morire?
Ancora una prima regionale con il film “Franco Mezzena. L’Archeologia raccontata con il sorriso” (Italia 2021, 42′) di Nicola Castangia e Andrea Fenu. Dall’incontro tra l’archeologo Franco Mezzena, scopritore dell’area megalitica di Saint Martin de Corleans ad Aosta, con l’archeologo Giorgio Murru, direttore del Menhir Museum di Laconi, nasce questo documentario dove Franco Mezzena racconta la sua scoperta avvenuta nel lontano 1969 e, con il suo sorriso luminoso, ci fa viaggiare tra mito e realtà trascinandoci nel mondo del megalitismo e tra le entusiasmanti avventure degli Argonauti, di Cadmo, di Giasone e della figura di Eracle sollecitando, con maestria e profonde conoscenze, il confronto tra il sito megalitico di Aosta e la Sardegna preistorica.
Chiude il pomeriggio in prima regionale il film “A villa dos centauros” (Portogallo 2023, 25′) di Raul Losada. Ad Alcácer do Sal è stata scavata nel 2023 una lussuosa domus romana. Lontano dal trambusto del porto, era il rifugio ideale per le élite dell’Impero. Nel corso delle indagini è stato scoperto qualcosa di unico per il Portogallo, una rara rappresentazione della centauromachia, molto simile a quello nella Villa di Adriano a Tivoli. Questa scoperta nella lontana Lusitania, a molte miglia da Roma, ci mostra quanto fosse intensamente romanizzato il territorio portoghese, e come fosse in sintonia con l’iconografia dell’intero Impero.
Licodia Eubea (Ct). Il XIV Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico entra nel vivo: non solo film (undici tra mattina, pomeriggio e sera), ma anche laboratori didattici, una masterclass per la regia, e il primo “Incontro sull’Antico” incentrato sulle grotte di Licodia Eubea
Con la seconda giornata, giovedì 10 ottobre 2024, il XIV Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct) entra nel vivo. Non solo film (undici tra mattina, pomeriggio e sera), ma anche laboratori didattici, una masterclass per la regia, e il primo “Incontro sull’Antico” incentrato sulle grotte di Licodia Eubea, durante il quale saranno presentati i risultati di uno studio condotto sugli scavi delle Grotte di Marineo, al quale parteciperanno rappresentanti della Soprintendenza ai Beni Culturali e dell’Università di Catania. Dopo i laboratori didattici riservati alle scuole, per tutta la mattinata al polo culturale della Badia mentre al teatro della Legalità c’è la sezione di film “Ragazzi e archeologia”, il pomeriggio si apre alle 15, con la Masterclass di regia “La terza dimensione della Storia. Le antiche aree sotterranee: ricerca ed opportunità” a cura di Massimo D’Alessandro, autore e regista di documentari, video teatrali, servizi televisivi di avventura, esplorazione e ricerca subacquea.
INCONTRO CON L’ANTICO. Alle 18.30, al teatro della Legalità, la conversazione “Le grotte di Licodia Eubea. Ricerca, tutela e valorizzazione di un territorio” con Maria Turco, funzionario archeologo alla soprintendenza ai Beni culturali di Catania; Orazio Palio, docente di Preistoria e Protostoria al Disfor dell’università di Catania; e ad Antonio Barone, autore ed esperto PNRR Beni Culturali del Comune di Licodia Eubea. L’incontro è l’occasione per presentare i risultati di uno studio condotto sugli scavi delle Grotte di Marineo (situate a pochi chilometri da Grammichele, ma ricadenti sul territorio di Licodia Eubea). Gli scavi, che nel 1988 interessarono l’area di Marineo, portarono all’individuazione e all’esplorazione di quattro grotte carsiche formate dall’erosione marina, frequentate alcune in età bizantina e medievale, altre anche in età preistorica. Qui, a partire dal 2017, sono state condotte nuove attività di ricerca da parte della soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Catania, in collaborazione con l’università di Catania.
I FILM DI GIOVEDÌ 10 OTTOBRE. Alle 9, apre il film “Future Memories” (Italia 2024, 12′) di Donatella Altier
Tre uomini, Aleksander, Martin e Francesco. I primi due si incontrano nel campo di concentramento di Sachsenhausen negli anni ’40. Il terzo è un pianista che vive oggi a Barletta in provincia di Bari. Eppure le vite dei tre uomini sono legate da un filo rosso che le ha tenute insieme creando un piccolo miracolo. Nel campo di concentramento di Sachsenhausen, il cantante e compositore polacco Aleksander Kulisiewicz immagazzina nella sua memoria prodigiosa 770 canzoni create dai suoi compagni di deportazione, ripetendole continuamente per anni sottovoce tra le labbra per non dimenticarle; sarebbe impazzito se, dopo la liberazione, una infermiera non si fosse messa al suo fianco durante la convalescenza in ospedale e non gli avesse “svuotato” la memoria fissando sulla carta musica e testi.
Quindi il film “Hema. Una storia di castellieri” (Italia 2022, 70′) di Francesca Mucignato. Prima della nascita di Trieste le terre del Caput Adriae erano già abitate dai nostri antenati, la popolazione dei castellieri. Hema è una bambina che vive nell’età del Ferro nel castelliere di Elleri (posto a metà sul confine tra l’Italia e la Slovenia nei pressi del Comune di Muggia -Trieste) e come tutti i bambini di ogni tempo si affeziona ad un animaletto che trova per caso. Il padre, un commerciante di sale, diviene il protagonista di un triste rito che Hema, in una sorta di gioco, imiterà. Ma un parallelismo ai giorni nostri vede un’altra bambina simile ad Hema, che trovandosi in gita didattica presso lo stesso castelliere, riporta alla luce per caso un reperto che evocherà un legame emozionale con il passato. Presente in ogni epoca la figura di un rapace che sovrintende dall’alto le vicende umane attorno al castelliere e alla necropoli ad incinerazione di Santa Barbara, località nel Comune di Muggia –Trieste.
Segue il film in prima regionale “Gegone, inside the Museum – Kore” (Grecia 2022, 6′) di Giannis Zhonga. Corto animato in stop motion. Elpida (Speranza), una a solitaria ragazzina in sedia a rotelle, arriva con la sua classe al Museo dell’Acropoli. Qui resta affascinata dalla statua di una bellissima Kore a cui però…mancano braccia e gambe. La statua si anima e fa amicizia con la bambina, raccontandole la sua storia
Quindi il film “Dans le secret des hiéroglyphes. Les frére Champollion” (Francia 2022, 52′) di Jacques Plaisant. Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egiziani, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della storia dell’umanità. Quello che non è noto è che dietro questo genio si cela un’altra figura: è Jacques-Joseph, il fratello maggiore della famiglia Champollion. Il recente studio degli archivi di famiglia getta nuova luce su questa avventura intellettuale di decifrazione. È alla luce delle più recenti scoperte scientifiche e della lettura dell’epistolario di Jean-François Champollion e suo fratello che la vita di questo genio può essere riletta.
Chiude la mattinata il film in prima nazionale “Through the legend that I live in. The timeless beat of Mytilene castle” (Grecia 2023, 17′) di Lydia Tsenta. Il castello di Mitilene esiste da secoli: dall’antichità ad oggi, esso rappresenta l’emblema della città di Mitilene. Sui suoi muri sono state scritte migliaia di storie: ci raccontano la vita del castello, ne restituiscono le voci, che rivivono attraverso il nostro protagonista, che si aggira al suo interno e ne simboleggia l’anima, condividendo con noi quanto vorrebbe tramandare alla conoscenza delle generazioni future. Il castello, una presenza ancora forte ai nostri giorni, “rivendica” il proprio posto nella vita contemporanea. Il tempo e gli eventi possono averlo segnato, ma la storia che rivelano è preziosa e non va dimenticata. Oggi il castello di Mitilene sta scrivendo un nuovo capitolo della sua storia, rinasce, continuando a elaborare nuovi percorsi culturali nella vita contemporanea.
Si riprende alle 16, col film “L’Ottava Sfera. La miniera millenaria” (Italia 2024, 25′) di Claudia Crema. Scoperta casualmente nel 1986 in località “Il Forcellino” presso i Piani dei Resinelli, sopra Lecco, l’Ottava Sfera vantò per vari anni il primato di più antica miniera di Lombardia datata con certezza. Risalente al 1200, la miniera venne sfruttata per l’estrazione di galena argentifera, da cui si ricavava l’argento. L’ingresso è ubicato in una stretta frattura alla base di una parete rocciosa che strapiomba per centinaia di metri sull’abitato di Lecco, e gli speleologi che per primi ne varcarono la soglia, dopo un millennio di abbandono, dovettero superare un complicato reticolo di cunicoli e gallerie. Alcune di esse apparvero curiosamente chiuse da cumuli di pietre, si capì in seguito che fu opera di antichi minatori convinti che, con la chiusura delle gallerie ormai sterili, si potesse favorire la ricrescita della vena mineralizzata. Il documentario racconta le vicende di questo sito e di altre realtà minerarie più recenti disseminate su quel territorio, arricchendo l’opera con una serie di interviste e testimonianze rilasciate da studiosi ed esperti in materia per narrare questa affascinante storia risalente a quasi mille anni fa.
Segue il film in prima regionale “Big John” (Italia 2023, 52′) di Dorino Minigutti e Davide Ludovisi. Big John è a pezzi. Bisogna ricostruirlo alla svelta, perché vale milioni di dollari. Big John è il più grande dinosauro triceratopo mai scoperto. Una piccola azienda familiare a Trieste, nel Nord Italia, ha pochissimo tempo per preparare l’immenso scheletro destinato a un’asta internazionale a Parigi. Per Flavio, il socio Iacopo e l’intero team è l’impresa di una vita.
Chiude il pomeriggio il film in prima regionale “Approdi” (Italia 2024, 45′) di Lorenzo Scaraggi. Approdi è un viaggio geopoetico lungo le coste pugliesi ispirato a Breviario Mediterraneo di Matvejević. Nicolò Carnimeo, a bordo della sua barca a vela, incontra intellettuali e scrittori: Alessandro Vanoli a Monopoli, Rita Auriemma a Egnazia, Roberto Soldatini a Trani, Lucio Caracciolo a Bari, Enrica Simonetti a Giovinazzo, Bjorn Larsson a Brindisi. Approdi è una dichiarazione d’amore al mare della Puglia, ai suoi porti e alle sue coste.
Si riprende alle 21.15 con il film in prima nazionale “The tinsmith” (Turchia 2023, 11′) di Havva Okutan. Recep Öztekin vive ad Antalya ElmalÄ ed è, secondo tradizione di famiglia, uno stagnino. Nel film il maestro Recep condivide con il pubblico le sue esperienze, raccontando in che modo abbia appreso questa professione dal nonno e dal padre, e di come il suo mestiere stia andando avanti oggi che l’interesse per la lattoneria è diminuito. Nel film Recep parla dell’attività della bottega di famiglia, del futuro di questa professione in relazione allo sviluppo tecnologico, e dei suoi problemi, tra cui la mancanza di qualcuno che erediterà questo sapere dopo di lui.
Segue il film in prima nazionale “Ugra Tales” (Federazione Russa 2023, 90′) di Alexander Avilov. Un film sugli abitanti dell’Ugra: Khanty, Mansi e Russi che hanno scelto di vivere nella loro terra. Cinque eroi per cinque storie

Frame del film “The city of the wolves… or of the light” di Diana Gergova
Chiude la serata e la giornata il film in prima assoluta “The city of the wolves… or of the light” (Bulgaria 2024, 27′) di Diana Gergova. l documentario riguarda la capitale spirituale e politica della tribù dei profeti della Tracia settentrionale, i Geti, fin dal primo millennio a.C. Scoperta dagli archeologi decenni addietro e identificata come “Dausdava” (la città dei lupi o della luce) dalla Tabula Nona di Claudio Tolomeo, è ancora poco nota. Il percorso attraverso “Dausdava”, tracciato secondo gli insegnamenti orfico-pitagorici sull’immortalità astrale, presenta le iconiche tombe-templi attraverso cui i Geti si resero immortali, i loro santuari e il paesaggio culturale.
Ischia (Na). Ai Giardini La Mortella di Forio la conferenza “I Giardini delle grani dinastie: dai Medici ai Borbone” con Alberta Campitelli, vicepresidente dell’associazione Parchi e Giardini d’Italia, settimo appuntamento del progetto Kepos 2024
Giovedì 10 ottobre 2024, alle 19, nella Sala Recital Hall dei Giardini La Mortella di Forio (Ischia, Na), settimo appuntamento del Progetto Kepos, in cui interverrà la prof.ssa Alberta Campitelli, vicepresidente dell’associazione Parchi e Giardini d’Italia e presidente della commissione giudicatrice per il bando PNRR Restauro di Parchi e Giardini Storici sul tema dei Giardini Storici con una relazione dal titolo “I Giardini delle grani dinastie: dai Medici ai Borbone”. Dopo i saluti di Alessandra Vinciguerra, presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella si svolgerà la conferenza della prof.ssa Alberta Campitelli. L’appuntamento sarà moderato da Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. Ingresso libero dalle 18.30.

Il giardino della villa Medicea di Castello in Toscana (foto progetto kepos)
Il giardino, in tutti i tempi, è stato specchio del suo committente e per suo tramite sono stati veicolati i messaggi che si voleva giungessero alle comunità di riferimento. Il giardino era quindi la scena del potere, dove veniva presentata la personalità di chi lo aveva voluto, ma era anche simbolo della sua cultura, ricchezza e raffinatezza. Con il Rinascimento e l’affermarsi di potenti e ricche famiglie che dominavano i vari stati in cui era divisa la penisola, il giardino diventa uno status symbol, sia che fosse complemento di palazzi di città sia che fosse a decoro di residenze nel territorio. In questo secondo caso, alla bellezza e delizia del giardino situato nei pressi dell’edificio padronale, si accompagnava la tenuta agricola, fondamentale fonte di reddito.

Il giardino della Reggia di Caserta (foto progetto kepos)
Questa impostazione accomuna i giardini voluti dai pontefici, dai re, dalle potenti dinastie quali i Medici, i Gonzaga, i d’Este, i Farnese, i Borbone, e da numerosi cardinali che ne facevano un mezzo per essere eletti al trono pontificio. Dalla seconda metà del XV secolo a tutto il XVIII secolo si assiste così, nelle diverse regioni, ad un proliferare di splendidi complessi che abbinano arte e natura, spesso opera di grandi artefici e che ancor oggi, in gran parte ancora conservati, ci documentano la cultura e il fascino di tempi passati.
Siracusa. Al museo Archeologico regionale “Paolo Orsi” il convegno “Syracusae. Scavi e ricerche nella città e nella chora”: tre giorni di confronto e di aggiornamento. Ecco il programma. Alla fine inaugurazione del settore E del museo dedicato alla Sicilia del periodo romano
“Syracusae. Scavi e ricerche nella città e nella chora”: il convegno, nell’auditorium del museo Archeologico regionale “Paolo Orsi” di Siracusa, dal 10 al 12 ottobre 2024, è un Importante appuntamento per l’aggiornamento sulle ultime ricerche archeologiche a Siracusa. Il convegno si concluderà con l’inaugurazione del settore E del museo dedicato alla Sicilia del periodo romano.
PROGRAMMA GIOVEDÌ 10 OTTOBRE 2024, alle 9, saluti, Francesco Paolo Scarpinato, assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana; Mario La Rocca, dirigente generale dell’assessorato ai Beni culturali e all’Identità siciliana; Carmelo Bennardo, direttore del parco archeologico e paesaggistico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai; Antonino Lutri, soprintendente BB.CC.AA. di Siracusa. Introduzione: A. Castorina – R. Lanteri su “Le ragioni di un convegno”. Sezione 1. Ricerche numismatiche. Presiede Fabio Caruso. Alle 9.30, A.M. Manenti, “Il Medagliere del Museo archeologico regionale Paolo Orsi, fra vecchie e nuove acquisizioni, ricerca e valorizzazione”; 9.40, B. Carroccio, “Tutelare e valorizzare il patrimonio numismatico all’”Orsi”: I progetti “Ex Thesauris Historia” e “MeMoIRe”; 10, S. Maltese, “La produzione monetaria di Siracusa in età classica: un aggiornamento alla luce delle recenti scoperte”; 10.20, S. Santangelo, “Vecchi scavi, nuove acquisizioni. Rinvenimenti monetari nel territorio di Siracusa”. Sezione 2. Ricerche in ambito urbano. 10.40, R. Lanteri, “Topografia di Siracusa antica: vecchi dati e nuove ricerche per una carta archeologica”; 11. coffee break. 2.1 Ortigia. 11.15, A. Castorina – M. Manenti – R. Pignatello, “Ricerche a Ortigia. L’area della costa di Ponente”; 11.35, F. De Stefano – D. Mazza, “Gli scavi di Piazza Minerva. Una prima ricostruzione dei paesaggi di Ortigia dall’Età del Bronzo all’Età romana”; 11.55, P. Carafa – F. De Stefano, “L’Atlante di Siracusa antica”; 12.15, C. Rescigno – M. Silani, “L’Apollonion di Siracusa: biografia di un tempio antico”; 12.35, dibattito. 13, pausa pranzo. 2.2 Akradina. Presiede Carlo Rescigno. 14.30, E. Storaci, “L’abitato di Acradina a Siracusa in età ellenistico-romana. Frammenti di urbanistica”; 14.50, A.M. Di Maio, “Ritrovamento dei corredi funerari degli ipogei di Via Monsignor Bignami a Siracusa: indagini e nuova lettura”; 15.10, E.F. Castagnino Berlinghieri – G.T. Ricciardi, “Nuovi dati e ricerche in corso dalla “ex Chiusa Del Bono”. Dinamiche storico-insediative e continuità funeraria”. 2.3 Neapolis e Tyche. 15.30, A. Crispino – R. Jung, “The Bronze Age people of Syracuse: Scavi archeologici e nuove metodologie di ricerca nell’area di Case Casto al Parco della Neapolis”; 15.50, A. Crispino, “Scavi nella terrazza sommitale del teatro greco di Siracusa: un aggiornamento”; 16.10, L. Campagna, “Il complesso monumentale della terrazza sommitale del teatro: gli elementi architettonici”; 16.30, E. Storaci, “La necropoli di via Giulio Emanuele Rizzo a Siracusa. Prime osservazioni”; 16.50, coffee break. 17.20, G. Ancona – E.E. Messina, “Nuove acquisizioni dall’area del Temenite”; 17.40, L. Fuduli – M. Limoncelli – L. Schepis, “L’arco onorario della Neapolis di Siracusa. Notizie preliminari”; 18, dibattito.
PROGRAMMA VENERDÌ 11 OTTOBRE 2024. Presiede Maria Elena Gorrini. Alle 9.30, G. Amara, Oltre la “città interna”, fuori dall’Isola. La (ri)scoperta dell’ingrottamento di Siracusa”; 9.50, G. Cacciaguerra, “Corredi funerari e circolazione delle ceramiche romane, tardo antiche e alto medievali a Siracusa: nuovi dati dalla Necropoli di Grotticelli (scavi P.Orsi)”. Sezione 3. Ricerche in ambito extraurbano. 10.10, B. Risposi, “Il Santuario rupestre di Scala Greca a Siracusa: una rilettura aggiornata del contesto e dei culti praticati”; 10.30, L. Idà – L. Longobardi, “Considerazioni preliminari sull’area di Scala Greca nei pressi della porta Scea: trasformazioni tra epoca classica ed età moderna”; 10.50, R. Brancato – S. Kay – R. Lanteri, “L’ Olympieion di Siracusa: indagini archeologiche 2023-2024”; 11.10, coffee break; 11.30, D. Tanasi, “Alle sorgenti del Ciane. Per una storia di lunga durata di Cozzo del Pantano: nuovi dati da studio dei materiali e mappatura digitale”; 11.50, Arena – R. Lanteri – A. Di Guardo – P. Cultrera, “L’approvvigionamento idrico di Siracusa antica: un aggiornamento”; 12.10, G. Luongo, “L’Acquedotto del Paradiso: osservazioni topografiche e archeologiche”; 12.30, dibattito; 13, pausa pranzo. Sezione 4. Cultura materiale. Presiede Stephen Kay. Alle 14.30, G. Adornato, “Marmo pario a Siracusa e in Sicilia. Architettura e scultura, committenza e forme”; 14.50, G. Lepore – M. Benfatti, “Edilizia residenziale a Siracusa in età ellenistica e romana”; 15.10, M.E. Gorrini, “La statua del cd. Vecchio Pescatore di Siracusa: nuove considerazioni”; 15.30, A.M. Manenti – A. Musumeci – V. Guarnera, “Addenda alla carta dei luoghi di rinvenimento di terrecotte nella Siracusa greca”; 15.50, A. Musumeci, “Coroplastica dall’area di Vigna Cassia”; 16.10, V. Guarnera, “Coroplastica dall’area del Campo di Natale”; 16.30, coffee break; 17, A. Granata, “Ceramiche ellenistiche a rilievo da Siracusa”; 17.20, D. Malfitana – A. Mazzaglia, “Il “Ceramico” di Siracusa in età ellenistico-romana. Considerazioni dalla rilettura di contesti e materiali dall’area di Villa Maria (scavi 1964)”; 17.40, A. Coccato – G. Barone – P. Mazzoleni – J. Prag, “Approcci minero-petrografici per l’epigrafia”; 18, dibattito.
PROGRAMMA SABATO 12 OTTOBRE 2024. Presiede Gianfranco Adornato. Sezione 5. Ricerche storiche. 9.30, V. Mignosa, “Ricerche sulla società arcaica siracusana. Un aggiornamento”; 9.50, A. Beghini, “L’impresa di Callippo nella storia dei rapporti tra Siracusa e Atene”; 10.10, conclusioni.
Alle 11, inaugurazione del settore E del museo Archeologico regionale “Paolo Orsi”.
Giovedì 10 ottobre 2024, alle 17.30, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Capena. La necropoli di Monte Cornazzano. Identità e memoria di una comunità” (L’ERMA di BRETSCHNEIDER) curato da Maria Gilda Benedettini e Giovanni Ligabue, con testi di L. Balzerani, M.G. Benedettini, E. Biancifiori, G. Ligabue, E. Mangani, C. Mottolese, S. Neri, D. Rossetti e L. Sagripanti. Ingresso gratuito in Sala Fortuna. Info e prenotazioni all’indirizzo mail 

Ma quella di giovedì 10 ottobre 2024 sarà per il museo Archeologico nazionale di Napoli una giornata speciale che si apre alle 12 con la presentazione di avvio lavori di restauro delle fontane del Mann; continua – come detto –, alle 17, con l’inaugurazione della stagione 2024-2025 degli “Incontri di Archeologia” con la conferenza “I nuovi allestimenti al MANN 2024-2025” di Massimo Osanna, direttore generale Musei Mic; e prosegue con l’apertura serale del museo, con ingresso dalle 19 alle 23.30 al prezzo di 5 euro (l’ingresso è consentito fino alle 23), che prevede un ricco programma per celebrare il trentennale degli “Incontri di Archeologia”. Alle 19.30 passeggiata con il direttore generale Massimo Osanna alla scoperta dei capolavori del Museo: prenotazione su
Incontri di Archeologia. “Ancora una volta gli Incontri di Archeologia si configurano come una vetrina d’eccellenza per raccontare un patrimonio culturale in divenire, sempre aperto ai temi della scoperta e del cambiamento”, commenta il professore Osanna. “Per questo, abbiamo costruito con cura un programma che potesse non soltanto rivolgersi agli addetti ai lavori, ma anche a chi ha curiosità per un mondo vivo e dinamico come quello dell’archeologia. Immediatezza nella comunicazione, taglio analitico, innovazione metodologica sono le matrici identitarie delle nostre conferenze”. Gli incontri, che saranno in calendario sino a maggio 2025, coinvolgeranno funzionari del Museo e relatori esterni, che illustreranno progetti e ricerche legati alle sezioni e agli allestimenti del Mann. Un focus ad hoc sarà dedicato alle collezioni del Medagliere e alla sezione Numismatica (che dovrebbero essere riaperti a dicembre 2024). Gli “Incontri di Archeologia” sono curati dal responsabile dei Servizi educativi del Mann, Giovanni Vastano, in collaborazione con Miriam Capobianco e gli altri membri dello staff dell’ufficio.



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