Licodia Eubea (Ct). Il XIV Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico entra nel vivo: non solo film (undici tra mattina, pomeriggio e sera), ma anche laboratori didattici, una masterclass per la regia, e il primo “Incontro sull’Antico” incentrato sulle grotte di Licodia Eubea
Con la seconda giornata, giovedì 10 ottobre 2024, il XIV Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct) entra nel vivo. Non solo film (undici tra mattina, pomeriggio e sera), ma anche laboratori didattici, una masterclass per la regia, e il primo “Incontro sull’Antico” incentrato sulle grotte di Licodia Eubea, durante il quale saranno presentati i risultati di uno studio condotto sugli scavi delle Grotte di Marineo, al quale parteciperanno rappresentanti della Soprintendenza ai Beni Culturali e dell’Università di Catania. Dopo i laboratori didattici riservati alle scuole, per tutta la mattinata al polo culturale della Badia mentre al teatro della Legalità c’è la sezione di film “Ragazzi e archeologia”, il pomeriggio si apre alle 15, con la Masterclass di regia “La terza dimensione della Storia. Le antiche aree sotterranee: ricerca ed opportunità” a cura di Massimo D’Alessandro, autore e regista di documentari, video teatrali, servizi televisivi di avventura, esplorazione e ricerca subacquea.
INCONTRO CON L’ANTICO. Alle 18.30, al teatro della Legalità, la conversazione “Le grotte di Licodia Eubea. Ricerca, tutela e valorizzazione di un territorio” con Maria Turco, funzionario archeologo alla soprintendenza ai Beni culturali di Catania; Orazio Palio, docente di Preistoria e Protostoria al Disfor dell’università di Catania; e ad Antonio Barone, autore ed esperto PNRR Beni Culturali del Comune di Licodia Eubea. L’incontro è l’occasione per presentare i risultati di uno studio condotto sugli scavi delle Grotte di Marineo (situate a pochi chilometri da Grammichele, ma ricadenti sul territorio di Licodia Eubea). Gli scavi, che nel 1988 interessarono l’area di Marineo, portarono all’individuazione e all’esplorazione di quattro grotte carsiche formate dall’erosione marina, frequentate alcune in età bizantina e medievale, altre anche in età preistorica. Qui, a partire dal 2017, sono state condotte nuove attività di ricerca da parte della soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Catania, in collaborazione con l’università di Catania.
I FILM DI GIOVEDÌ 10 OTTOBRE. Alle 9, apre il film “Future Memories” (Italia 2024, 12′) di Donatella Altier
Tre uomini, Aleksander, Martin e Francesco. I primi due si incontrano nel campo di concentramento di Sachsenhausen negli anni ’40. Il terzo è un pianista che vive oggi a Barletta in provincia di Bari. Eppure le vite dei tre uomini sono legate da un filo rosso che le ha tenute insieme creando un piccolo miracolo. Nel campo di concentramento di Sachsenhausen, il cantante e compositore polacco Aleksander Kulisiewicz immagazzina nella sua memoria prodigiosa 770 canzoni create dai suoi compagni di deportazione, ripetendole continuamente per anni sottovoce tra le labbra per non dimenticarle; sarebbe impazzito se, dopo la liberazione, una infermiera non si fosse messa al suo fianco durante la convalescenza in ospedale e non gli avesse “svuotato” la memoria fissando sulla carta musica e testi.
Quindi il film “Hema. Una storia di castellieri” (Italia 2022, 70′) di Francesca Mucignato. Prima della nascita di Trieste le terre del Caput Adriae erano già abitate dai nostri antenati, la popolazione dei castellieri. Hema è una bambina che vive nell’età del Ferro nel castelliere di Elleri (posto a metà sul confine tra l’Italia e la Slovenia nei pressi del Comune di Muggia -Trieste) e come tutti i bambini di ogni tempo si affeziona ad un animaletto che trova per caso. Il padre, un commerciante di sale, diviene il protagonista di un triste rito che Hema, in una sorta di gioco, imiterà. Ma un parallelismo ai giorni nostri vede un’altra bambina simile ad Hema, che trovandosi in gita didattica presso lo stesso castelliere, riporta alla luce per caso un reperto che evocherà un legame emozionale con il passato. Presente in ogni epoca la figura di un rapace che sovrintende dall’alto le vicende umane attorno al castelliere e alla necropoli ad incinerazione di Santa Barbara, località nel Comune di Muggia –Trieste.
Segue il film in prima regionale “Gegone, inside the Museum – Kore” (Grecia 2022, 6′) di Giannis Zhonga. Corto animato in stop motion. Elpida (Speranza), una a solitaria ragazzina in sedia a rotelle, arriva con la sua classe al Museo dell’Acropoli. Qui resta affascinata dalla statua di una bellissima Kore a cui però…mancano braccia e gambe. La statua si anima e fa amicizia con la bambina, raccontandole la sua storia
Quindi il film “Dans le secret des hiéroglyphes. Les frére Champollion” (Francia 2022, 52′) di Jacques Plaisant. Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egiziani, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della storia dell’umanità. Quello che non è noto è che dietro questo genio si cela un’altra figura: è Jacques-Joseph, il fratello maggiore della famiglia Champollion. Il recente studio degli archivi di famiglia getta nuova luce su questa avventura intellettuale di decifrazione. È alla luce delle più recenti scoperte scientifiche e della lettura dell’epistolario di Jean-François Champollion e suo fratello che la vita di questo genio può essere riletta.
Chiude la mattinata il film in prima nazionale “Through the legend that I live in. The timeless beat of Mytilene castle” (Grecia 2023, 17′) di Lydia Tsenta. Il castello di Mitilene esiste da secoli: dall’antichità ad oggi, esso rappresenta l’emblema della città di Mitilene. Sui suoi muri sono state scritte migliaia di storie: ci raccontano la vita del castello, ne restituiscono le voci, che rivivono attraverso il nostro protagonista, che si aggira al suo interno e ne simboleggia l’anima, condividendo con noi quanto vorrebbe tramandare alla conoscenza delle generazioni future. Il castello, una presenza ancora forte ai nostri giorni, “rivendica” il proprio posto nella vita contemporanea. Il tempo e gli eventi possono averlo segnato, ma la storia che rivelano è preziosa e non va dimenticata. Oggi il castello di Mitilene sta scrivendo un nuovo capitolo della sua storia, rinasce, continuando a elaborare nuovi percorsi culturali nella vita contemporanea.
Si riprende alle 16, col film “L’Ottava Sfera. La miniera millenaria” (Italia 2024, 25′) di Claudia Crema. Scoperta casualmente nel 1986 in località “Il Forcellino” presso i Piani dei Resinelli, sopra Lecco, l’Ottava Sfera vantò per vari anni il primato di più antica miniera di Lombardia datata con certezza. Risalente al 1200, la miniera venne sfruttata per l’estrazione di galena argentifera, da cui si ricavava l’argento. L’ingresso è ubicato in una stretta frattura alla base di una parete rocciosa che strapiomba per centinaia di metri sull’abitato di Lecco, e gli speleologi che per primi ne varcarono la soglia, dopo un millennio di abbandono, dovettero superare un complicato reticolo di cunicoli e gallerie. Alcune di esse apparvero curiosamente chiuse da cumuli di pietre, si capì in seguito che fu opera di antichi minatori convinti che, con la chiusura delle gallerie ormai sterili, si potesse favorire la ricrescita della vena mineralizzata. Il documentario racconta le vicende di questo sito e di altre realtà minerarie più recenti disseminate su quel territorio, arricchendo l’opera con una serie di interviste e testimonianze rilasciate da studiosi ed esperti in materia per narrare questa affascinante storia risalente a quasi mille anni fa.
Segue il film in prima regionale “Big John” (Italia 2023, 52′) di Dorino Minigutti e Davide Ludovisi. Big John è a pezzi. Bisogna ricostruirlo alla svelta, perché vale milioni di dollari. Big John è il più grande dinosauro triceratopo mai scoperto. Una piccola azienda familiare a Trieste, nel Nord Italia, ha pochissimo tempo per preparare l’immenso scheletro destinato a un’asta internazionale a Parigi. Per Flavio, il socio Iacopo e l’intero team è l’impresa di una vita.
Chiude il pomeriggio il film in prima regionale “Approdi” (Italia 2024, 45′) di Lorenzo Scaraggi. Approdi è un viaggio geopoetico lungo le coste pugliesi ispirato a Breviario Mediterraneo di Matvejević. Nicolò Carnimeo, a bordo della sua barca a vela, incontra intellettuali e scrittori: Alessandro Vanoli a Monopoli, Rita Auriemma a Egnazia, Roberto Soldatini a Trani, Lucio Caracciolo a Bari, Enrica Simonetti a Giovinazzo, Bjorn Larsson a Brindisi. Approdi è una dichiarazione d’amore al mare della Puglia, ai suoi porti e alle sue coste.
Si riprende alle 21.15 con il film in prima nazionale “The tinsmith” (Turchia 2023, 11′) di Havva Okutan. Recep Öztekin vive ad Antalya ElmalÄ ed è, secondo tradizione di famiglia, uno stagnino. Nel film il maestro Recep condivide con il pubblico le sue esperienze, raccontando in che modo abbia appreso questa professione dal nonno e dal padre, e di come il suo mestiere stia andando avanti oggi che l’interesse per la lattoneria è diminuito. Nel film Recep parla dell’attività della bottega di famiglia, del futuro di questa professione in relazione allo sviluppo tecnologico, e dei suoi problemi, tra cui la mancanza di qualcuno che erediterà questo sapere dopo di lui.
Segue il film in prima nazionale “Ugra Tales” (Federazione Russa 2023, 90′) di Alexander Avilov. Un film sugli abitanti dell’Ugra: Khanty, Mansi e Russi che hanno scelto di vivere nella loro terra. Cinque eroi per cinque storie

Frame del film “The city of the wolves… or of the light” di Diana Gergova
Chiude la serata e la giornata il film in prima assoluta “The city of the wolves… or of the light” (Bulgaria 2024, 27′) di Diana Gergova. l documentario riguarda la capitale spirituale e politica della tribù dei profeti della Tracia settentrionale, i Geti, fin dal primo millennio a.C. Scoperta dagli archeologi decenni addietro e identificata come “Dausdava” (la città dei lupi o della luce) dalla Tabula Nona di Claudio Tolomeo, è ancora poco nota. Il percorso attraverso “Dausdava”, tracciato secondo gli insegnamenti orfico-pitagorici sull’immortalità astrale, presenta le iconiche tombe-templi attraverso cui i Geti si resero immortali, i loro santuari e il paesaggio culturale.
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