Pompei. All’auditorium la conferenza “Una tomba neapolitana e un tempio pompeiano: cronache dionisiache”, con il professore Carlo Rescigno (all’università della Campania “Luigi Vanvitelli”) promossa dall’associazione internazionale “Amici di Pompei” sulle relazioni tra il santuario dionisiaco di S. Abbondio di Pompei e il mondo ellenistico di Napoli

C’è un filo rosso che lega Pompei e Napoli nel nome di Dioniso. Ne parla all’auditorium degli scavi di Pompei, venerdì 19 aprile 2024, alle 17, il professore Carlo Rescigno nella conferenza “Una tomba neapolitana e un tempio pompeiano: cronache dionisiache”, nuovo appuntamento promosso dall’associazione internazionale Amici di Pompei ETS. Al centro dell’incontro, gli studi del professore Rescigno, ordinario di Archeologia classica all’università della Campania “Luigi Vanvitelli” e coordinatore del corso di dottorato in Archeologia e Culture del Mediterraneo antico alla Scuola Superiore Meridionale di Napoli, che mettono in relazione il santuario dionisiaco di S. Abbondio di Pompei con il mondo ellenistico di Napoli, in particolare delle tombe a camera dell’epoca.

Capitello in tufo dal santuario dionisiaco di S. Abbondio a Pompei (foto luigi spina)

Carlo Rescigno (università della Campania)
“Fin dai tempi della sua scoperta”, scrive Rescigno, “il santuario dionisiaco di S. Abbondio, presso il limite urbano pompeiano, non ha mai smesso di far discutere gli studiosi. La divisione degli spazi, la funzione di essi e l’iconografia del frontone trovano interessanti paralleli in un mondo apparentemente diverso, l’insieme delle tombe a camera ellenistiche di Neapolis rimandando a specifiche ideologie funerarie. Partendo da dettagli decorativi, dal tempio e dalle domus pompeiane, ricostruendo possibili credenze funerarie e forme di organizzazioni sociali, nel corso della relazione si affronteranno aspetti del culto dionisiaco per un periodo che conosce un diretto intervento di Roma nelle forme di controllo di esse”.
Vetulonia (Gr). Al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” presentazione dell’evento “Simposio etrusco-ellenico”
Domenica 14 aprile 2024 il museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Gr) ospita, nella sala espositiva, alle 11, la presentazione dell’evento “Simposio etrusco-ellenico”, un incontro tra due civiltà nel segno del turismo, della cultura e dell’enogastronomia. L’iniziativa, fa parte di un ciclo di incontri e di scambi che Regione Toscana, attraverso l’agenzia Toscana Promozione Turistica, ha avviato da tempo con alcuni territori della Grecia con l’obiettivo di costruire una rete promozionale congiunta fondata sugli elementi comuni che caratterizzano i territori. Intervengono Leonardo Marras, assessore Turismo Regione Toscana; Elena Nappi, sindaco di Castiglione della Pescaia; Ai katerini Zografou, governatrice Halkidiki; Francesco Tapinassi, direttore Toscana Promozione Turistica; Grigoris Tasios, presidente Ente di Promozione Turistica Regionale Halkidiki; Giorgio Broutzas, direttore Ente di Promozione Turistica Regionale Halkidiki; Simona Rafanelli, direttrice del MuVet; George Skiadaresi, archeologo; Kostas Papastathis, archeologo; Eleni Sarikosta, rappresentante per l’Italia di Halkidiki. Modera Clara Svanera, referente relazioni internazionali Toscana Promozione Turistica.
Taranto. Al museo Archeologico nazionale Emilia Zamuner in “Crazy jazz”, accompagnata dal trio jazz Carucci-Morriconi-Bandini, sesto appuntamento della rassegna 2024 “MArTA in Musica: le matinée domenicali”
Sesto appuntamento della rassegna “MArTa in Musica: le matinée domenicali”, la rassegna di Musica e Archeologia organizzata dal museo Archeologico nazionale di Taranto e dall’Orchestra della Magna Grecia. Domenica 14 aprile 2024 Emilia Zamuner sarà la protagonista di “Crazy jazz”, accompagnata dal trio jazz Carucci-Morriconi-Bandini. Ingresso al Museo da corso Umberto. L’accesso sarà consentito dalle 10.45 per la visita guidata, con inizio visita alle 11. L’accesso per il concerto è dalle 11.30 con inizio concerto alle 11.45. Il biglietto di ingresso di 10 euro comprende l’ingresso alla visita e l’ingresso al concerto. Biglietto Unico. Biglietti acquistabili presso l’Orchestra della Magna Grecia – Taranto, in via Ciro Giovinazzi 28 e su https://www.ticketsms.it/event/Crazy-Jazz-MArTa-2024-04-14.
Gambolò (Pv). Al via la seconda edizione di “Ciak: si scava! 2024”, Festival internazionale del Cinema di Archeologia: tre giorni con i migliori film del RAM film festival. E una novità: “Ciak: si scava! For kids”, una sezione dedicata ai più piccoli


Il castello Beccaria Litta a Gambolò (Pv) che ospita “Ciak si scava!” (foto comune di gambolò)
Al via la seconda edizione del festival del cinema archeologico di Gambolò “Ciak, si scava, 2024”, Festival internazionale del Cinema di Archeologia organizzato dal museo Archeologico Lomellino e il Comune di Gambolò in collaborazione con la Fondazione Museo Civico di Rovereto e del RAM Film Festival e con la rivista Archeo. Appuntamento venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 aprile 2024 nel Salone Litta, la prestigiosa sala del castello di Gambolò (Pv). Tre giorni con le migliori e più recenti produzioni internazionali di cinema archeologico tratte dall’edizione 2023 del RAM film festival. Il Festival prevede l’assegnazione di due premi: Città di Gambolò, al film più votato dal pubblico; e Museo Archeologico Lomellino, a quello scelto dalla giuria di esperti. Ci sarà inoltre una novità per i più piccoli: “CIAK: SI SCAVA! FOR KIDS”. Si tratta di un momento dedicato ai più piccoli, che si tiene sabato 13 aprile 2024, dalle 10.30 alle 12, sempre in Salone Litta, con la proiezione di una selezione dedicata. La manifestazione di Gambolò è un’ulteriore occasione di apprezzare film e documentari di grande valore culturale, che non si trovano nella distribuzione cinematografica ordinaria e nelle piattaforme digitali.

Frame del film “Panorami Sommersi. Le Origini di Venezia” di Samuele Gottardello
PROGRAMMA DI VENERDÌ 12 APRILE 2024. Alle 21, apertura della manifestazione e presentazione RAM film festival. Quindi proiezione del film “Panorami Sommersi. Le Origini di Venezia” di Samuele Gottardello, (Italia, 52’, 2023). Un viaggio nella Laguna di Venezia, alla ricerca delle radici romane della città insieme a pescatori, archeologi, artisti, subacquei e a una ragazza non vedente. Nel film, racconto archeologico e antropologico si intrecciano in una narrazione non lineare come i canali della Laguna. Mentre le mani degli archeologi affondano nel fango e riscrivono la storia delle origini di Venezia, nell’acqua torbida si scorgono le vestigia di una civiltà scomparsa ma che si può ancora intravedere nei racconti dei protagonisti.

Frame del film “Memorie di un mondo sommerso” di Philippe Nicolet
Segue il film “Memorie di un mondo sommerso” di Philippe Nicolet (Svizzera, 58’, 2021). Il documentario mostra la vita quotidiana dei contadini del Neolitico e dell’età del Bronzo nel territorio alpino, che dovettero già adattarsi stabilmente ai cambiamenti climatici del loro ambiente. In questi villaggi sommersi, ciò che è eccezionale è l’enorme conservazione delle vestigia, come oggetti domestici o i resti delle loro abitazioni, databili e ricostruibili con grande precisione. Nel 2011, 111 di questi paesi sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, nei sei Stati dell’arco alpino.

Frame del film “Durango 550 – il sentiero dei Pueblo ancestrali / Durango 550 – Path of the Ancestral Puebloans” di Nathan Ward
PROGRAMMA SABATO 13 APRILE 2024, pomeriggio. Alle 16, apre il film “Durango 550 – il sentiero dei Pueblo ancestrali / Durango 550 – Path of the Ancestral Puebloans” di Nathan Ward (Stati Uniti, 27’, 2022). Il Dipartimento dei Trasporti del Colorado, gli archeologi e le tribù nativo americane locali, gli Ute meridionali, gli Hopi e i Pueblo della tribù Laguna, lavorano ufficialmente insieme per scoprire gli antichi insediamenti intorno a Durango. Una collaborazione unica, un nuovo approccio che unisce scienza e credenze culturali tradizionali. Segue il film “La vera storia dei pirati / The True Story of Pirates” di Stéphane Begoin (Francia, 52’, 2022). Come vivevano i pirati e chi si nasconde dietro la leggenda? Il film cerca di ricostruire la storia poco conosciuta della pirateria seguendo due indagini archeologiche: la prima nell’Oceano Indiano alla ricerca della famosa nave pirata Speaker che affondò nel 1702, la seconda a Sainte-Marie Island, dove i pirati si nascondevano e vivevano. Dopo l’intervallo, il festival continua con il film “Dreamland – Terra dei sogni” di Lucas Dye (Stati Uniti, 7’, 2023). Il documentario segue le vicende del collettivo Tuumben K’ooben, con sede nello stato messicano del Quintana Roo, mentre inventa nuovi modi per preservare l’ambiente naturale e l’identità maya locale. Con lo sviluppo delle tecnologie, cresce anche la loro ambizione: decidono di creare un centro agroecologico e di conservazione su un terreno chiamato “Dreamland”, terra dei sogni.

Frame del film “Dame e principi della preistoria / Dames et princes de la préhistoire” di Pauline Coste
Chiude il pomeriggio il film “Dame e principi della preistoria / Dames et princes de la préhistoire” di Pauline Coste (Francia, 52’, 2021). Le eccezionali sepolture del Paleolitico sono ancora poco conosciute dal grande pubblico. Risalenti a 25.000 anni fa, il loro studio rivela un ornamento inatteso e di grande bellezza, e pone una domanda essenziale: chi erano questi individui sepolti con tanta cura? Attraverso diverse sepolture in Francia, nella Repubblica Ceca, in Italia e in Russia, si cercherà di comprendere meglio la Donna del Caviglione, ritrovata nel Nord Italia, che ci servirà da filo conduttore lungo tutta questa ricerca.

Frame del film “Neanderthal, sulle tracce di un’altra umanità / Neanderthal in the Footsteps of Another Humanity” di David Geoffroy
PROGRAMMA DI SABATO 13 APRILE 2024, sera. Alle 21, apre il film “Neanderthal, sulle tracce di un’altra umanità / Neanderthal in the Footsteps of Another Humanity” di David Geoffroy (Francia, 2022, 52’). Minacciato dall’erosione del mare e dal riscaldamento globale, il sito di Le Rozel ha restituito rare testimonianze della vita quotidiana di una comunità di Neanderthal sulla costa della Normandia circa ottantamila anni fa. Qui gli archeologi hanno riportato alla luce tremila impronte umane, che costituiscono finora il maggior ritrovamento al mondo di quel tipo per l’epoca preistorica. Le indagini proseguono portandoci indietro nel tempo, seguendo le tracce di un’umanità ormai estinta.
Segue il film “Spedizione Petra, sulle tracce dei Nabatei / Expédition Pétra, sur la piste des Nabatéens” di Nathalie Laville e Agnès Molia (Francia, 2022, 52’). Da una ventina d’anni, gli archeologi cercano di trovare tracce dei Nabatei, un antico popolo arabo di mercanti, la cui storia è andata perduta. Di loro rimangono monumentali tombe scavate nella roccia, a Petra nell’attuale Giordania e nel cuore del deserto dell’Arabia Saudita, nella segreta città di Hegra. Laïla Nehmé si è posta una sfida audace: tracciare, grazie a una spedizione senza precedenti, la mitica via dell’incenso percorsa per tre secoli dai carovanieri nabatei.

Frame del film “I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion / Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion” di Jacques Plaisant
PROGRAMMA DI DOMENICA 14 APRILE 2024. Alle 15, apre il film “I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion / Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion” di Jacques Plaisant (Francia, 52’, 2022). Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta gli i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi nella storia dell’umanità. Quello che si sa poco è che dietro a questo genio si cela un uomo nell’ombra: Jacques-Joseph, il fratello maggiore della famiglia Champollion. Uno studio recente degli archivi familiari getta nuova luce sulla loro avventura intellettuale. Segue il film “Alla ricerca della musica dell’antichità / A la recherche de la musique de l’antiquité” di Bernard George (Francia, 53’, 2020-2021). Da trent’anni, grazie al contributo delle tecnologie digitali, una disciplina in rapida crescita, l’archeologia musicale, riporta in vita musiche perdute, sacre o profane, che scandivano la vita delle antiche civiltà. Dopo l’iIntervallo, il Festival riprende con il film “La terra di Yrnm” di Nicola Ferrari (Italia, 52’, 2022). L’isola di Pantelleria, sinonimo di vacanze, passito e capperi, ospita una delle aree archeologiche più importanti del Mediterraneo. Da anni, ogni estate, più di 50 tra archeologi e studenti provenienti da tutto il mondo si recano sull’isola e riaprono gli scavi interrotti l’anno precedente. Ad accompagnare le loro attività il racconto di Sebastiano Tusa, archeologo siciliano di fama internazionale, soprintendente del Mare e assessore dei Beni culturali della Regione Siciliana, prematuramente scomparso.

Frame del film “Arte paleolitica: la nostra storia” di Elisabetta Flor e Luca Scoz
Chiude l’edizione 2024 del festival il film “Arte paleolitica: la nostra storia” di Elisabetta Flor e Luca Scoz (Italia, 18’, 2022). L’arte accompagna l’umanità fin dagli albori della sua esistenza. È un tentativo primordiale di interpretazione dell’ambiente naturale? Forse qualcosa di più. Dall’Uomo di Neanderthal ai cacciatori Sapiens dell’epoca glaciale, questo documentario traccia una linea che, dalle principali testimonianze di arte paleolitica dell’Italia nord-orientale, come le pietre dipinte del Riparo Dalmeri, sfocia nella più attuale e drammatica riflessione sul rapporto fra l’umanità e l’ambiente naturale.

Frame del film “L’era dei giganti / The Time of the Giants” di Pascal Cuissot
CIAK SI SCAVA! FOR KIDS! Sabato 13 aprile 2024. Alle 10.30, apre il film “L’era dei giganti / The Time of the Giants” di Pascal Cuissot (Francia, 52’, 2020). Negli ultimi vent’anni, il numero delle nuove specie di dinosauri scoperte si è moltiplicato. Combinando le immagini 3D altamente realistiche di NHK con le evidenze paleontologiche più recenti, questo ambizioso e spettacolare documentario mostra le strategie di crescita e sopravvivenza dei dinosauri al largo delle coste del Giappone. Seguono i film “A misura di bambino. Crescere nell’antica Roma” di Gianmarco D’Agostino (Italia, 5’, 2021); “Il bambino che sarà cavaliere” di Gianmarco D’Agostino (Italia, 7’, 2020); “Il discorso di Txai Surui / The Speech of Txai Surui” di Studenti del Multimedia Project of Escola Parque (Brasile, 4’, 2022).
Roma. In Curia Iulia la conferenza “Adriano e l’immagine dell’Egitto tra Villa Adriana, Roma e la Grecia” con Zaccaria Mari e Anna Maria Reggiani. In presenza e on line
Martedì 9 aprile 2024, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la conferenza “Adriano e l’immagine dell’Egitto tra Villa Adriana Roma e la Grecia” a cura di Zaccaria Mari e Anna Maria Reggiani. Dopo i saluti di Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo, e di Andrea Bruciati, direttore di Villa Adriana e Villa d’Este, intervengono Zaccaria Mari, già funzionario archeologo SABAP per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti, e Anna Maria Reggiani, direttore emerito per l’Archeologia del ministero della Cultura. Ingresso da largo della Salara Vecchia. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite: https://9aprile_adriano.eventbrite.it. L’incontro sarà trasmesso in streaming sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo.

L’Antinoeion, il complesso egittizzante a Villa Adriana a Tivoli (foto PArCo)
L’allora soprintendenza per i Beni archeologici del Lazio, al fine di adeguare Villa Adriana ai livelli qualitativi richiesti dall’UNESCO – che nel 1999 aveva incluso il comprensorio nella lista del Patrimonio dell’Umanità-WHL – pianificò un ambizioso programma per offrire un’immagine più adeguata al contesto internazionale. Gli scavi e le ricerche si indirizzarono sui grandi edifici dell’intorno dell’Area archeologica, da sempre i meno noti. Tra i principali risultati si giunse nell’arco di circa un decennio alla scoperta del periplo stradale di accesso al Grande Vestibolo e al vicino complesso egittizzante denominato Antinoeion, all’altro sito “egizio” tradizionalmente noto come Palestra e al c.d. Tempio di Pluto. Oltre alla migliore conoscenza delle strutture architettoniche, insufficientemente rappresentate nelle piante storiche, ai preziosi reperti, soprattutto scultorei, tornati alla luce e alle decorazioni, gli scavi hanno costituito l’occasione per riconsiderare l’intera problematica dei luoghi egittizzanti della Villa, anche con i suoi addentellati a Roma e nel mondo greco, ove un ruolo preminente ebbe senza dubbio la figura di Antinoo.



A Casa Sanfilippo, sede del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, martedì 16 aprile 2024, alle 10, presentazione del libro “Tra Terra e Acqua: Antiquarium del Mare” in memoria di Daniele Valenti, funzionario della soprintendenza e tecnico subacqueo, a cura di Domenica Gullì, promossa dalla soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento e dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, sotto il patrocinio della Soprintendenza del Mare. Alla presentazione, interverranno Roberto Sciarratta, direttore del parco Valle dei Templi; Vincenzo Rinaldi, soprintendente di Agrigento; e Ferdinando Maurici, soprintendente del Mare. Uno dei momenti clou della manifestazione sarà la lectio magistralis di Stefano Medas, docente all’università di Bologna, che parlerà di “La navigazione antica. Elementi storici, archeologici ed eredità nella tradizione nautica”. La presentazione del volume sarà curata da Maria Concetta Parello, archeologa del parco Valle dei Templi. L’evento è aperto a tutti.

Al Centro Jean Bérard di Napoli appuntamento l’11 e il 12 aprile 2024 con il colloquio internazionale “Ceramiche dipinte opache del sud Italia tra produzioni, contesti e iconografie. Nuovi dati e approfondimenti”, organizzato da Cesare Vita, con la collaborazione del Centro Jean Bérard e il sostegno dell’università di Rennes 2, che segna il culmine del progetto europeo Marie Curie Individual Fellowship
Al via la campagna di manutenzione programmata sui Bronzi di Riace. Nell’ambito di un accordo quadro tra il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e l’Istituto Centrale per il Restauro (ICR), è partita una nuova campagna di verifica e controllo dello stato di conservazione dei Bronzi di Riace e di Porticello. Nel marzo 2023 Museo e ICR hanno condiviso un programma di verifiche, strumentali e visive dello stato di conservazione dei reperti custoditi in Sala Bronzi, con le prime attività di controllo svolte già nel mese di settembre 2023. Le funzionarie del MArRC Barbara Fazzari, responsabile del Laboratorio di Restauro, e Daniela Costanzo, responsabile dell’Ufficio Collezioni, hanno coordinato e curato i rapporti tra il Museo e l’ICR e, insieme al direttore Fabrizio Sudano, seguiranno in prima persona i lavori in sala Bronzi. Il cronoprogramma della prima fase delle attività di verifica e monitoraggio predisposto in accordo con l’Istituto Centrale per il Restauro, prevede, nei mesi tra aprile a settembre 2024, una media di due/tre giorni di attività svolti dal gruppo di esperti che sarà impegnato in indagini autoptiche e diagnostiche sui Bronzi di Riace e di Porticello. Il primo sopralluogo è previsto per il 15 e 16 aprile 2024, seguiranno gli altri incontri fissati dal 27 al 30 maggio 2024, dal 17 al 18 giugno 2024, dal 1 al 3 luglio 2024 e dal 16 al 18 settembre 2024.



“Solo pochi mesi fa – ricorda Filippo Demma, direttore del parco archeologico di Sibari – abbiamo sottoscritto un accordo per la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale della Sibaritide e del Pollino con quattordici comuni della Sibaritide, un’Arcidiocesi ed una Diocesi, un Museo d’impresa, tre Musei privati, un Parco Nazionale ed un Ente gestore di due Riserve ambientali, che porterà alla nascita della Rete dei Musei della Sibaritide. Già dopo pochi mesi, raccogliamo un frutto importante di quell’accordo: l’apertura della mostra nel museo civico di Paludi, con reperti che escono dai magazzini del nostro museo, diventano patrimonio fruibile da tutti e tornano – ripetutamente e a rotazione – nel luogo in cui cono stati rinvenuti poco meno di cent’anni fa. Si concretizza la volontà di fare sistema, di valorizzare la bellezza che ci circonda, attraverso un impegno di comunità”. Apre infatti mercoledì 10 aprile 2024, alle 18, il Centro Culturale Polifunzionale di Paludi (Cs), dove resterà aperta fino al 10 febbraio 2025, la mostra archeologica “Scavare Radici. Il racconto della scoperta di Castiglione di Paludi” a cura dell’archeologa Donatella Novellis, che del parco archeologico di Castiglione e del museo civico di Paludi è direttrice scientifica, e Serena Guidone, funzionaria archeologa al parco archeologico di Pompei, con la partecipazione del museo della Liquirizia “Giorgio Amarelli”. Dopo i saluti di Stefano Graziano, sindaco di Paludi, e di Bruno Pizzuto, assessore ai Beni archeologici e paesaggistici, interverranno il direttore Filippo Demma, la soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza Paola Aurino, le curatrici della mostra. Al termine dell’inaugurazione si festeggerà con una degustazione di fritti e tipicità a cura della Pro Loco Paludi e dell’Azienda Fonsi.
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