Verona. A Vinitaly 2024 la Regione Calabria presenta reperti collegati alla plurimillenaria storia del vino nell’Italia meridionale: “Dove tutto è cominciato”. Demma, direttore di parchi archeologici di Sibari e Crotone: “Raccontiamo l’antico rapporto tra Magna Grecia, vino e Calabria”

Reperti archeologici sotto il claim “Dove tutto è cominciato” nello stand della Regione Calabria a Vinitaly 2024 di Verona (foto drm-calabria)

Stand della Regione Calabria a Vinitaly 2024 di Verona: da sinistra, Gallo, Demma e Occhiuto (foto drm-calabria)
“Dove tutto è cominciato”. È questo il claim che accompagna la presenza dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari al Vinitaly 2024 in programma a Verona dal 14 al 17 aprile. Una selezione di reperti collegati alla plurimillenaria storia del vino nell’Italia meridionale ed in particolare nella Regione è esposta nello stand Calabrese aperto a Verona. Proprio per approfondire questa tematica, il direttore dei Parchi, Filippo Demma, il presidente della Regione Roberto Occhiuto e l’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo hanno tenuto una conferenza di presentazione che ha spaziato dalle antiche testimonianze archeologiche alle moderne tecniche di produzione del vino in Calabria. Si è parlato di archeologia, di storia, di cultura in generale. Si è parlato, soprattutto, di sviluppo locale su base culturale e di una importante collaborazione che darà presto i suoi frutti. “La grande ambizione – ha approfondito poi il direttore Demma nel suo intervento – è far sapere al mondo che tutto è cominciato in Calabria. È un’ambizione che stiamo coltivando insieme al presidente Occhiuto, agli assessori Gallo e Varì. Se sarà utile a questo scopo organizzare il Vinitaly nel Parco archeologico di Sibari ci lavoreremo e ci proveremo con tutte le forze, compatibilmente con le necessità di tutela del sito. Ci stiamo lavorando e probabilmente ci riusciremo. L’ambizione è raccontare al meglio la Calabria”.

Reperti archeologici nello stand della Regione Calabria a Vinitaly 2024 di Verona (foto drm-calabria)
Demma ha raccontato ai presenti che fosse già noto il fatto che le più antiche testimonianze di consumo e addomesticazione della vite sulla penisola italica provenissero dalla Calabria ma “finalmente – ha ribadito – proviamo a raccontarlo nei nostri musei, nei nostri parchi archeologici, e proviamo a raccontarlo a chi di vino si occupa e al Vinitaly”. La novità, soprattutto, è rappresentata dal fatto che le istituzioni stavolta fanno squadra per coinvolgere tutti, soprattutto agli stakeholder, per puntare allo sviluppo della Regione e di quella fondamentale area ricca di storia (ma non solo) posta tra Sibari e Crotone. “La cultura di Sibari – ha aggiunto Demma – è la cultura della Magna Grecia. Abbiamo una profondità storica invidiabile, che trova in Sibari un suo punto focale. Il claim di questo Vinitaly 2024 dello stand della Regione Calabria è questo, “Dove tutto è cominciato”, è la prima volta che viene utilizzato, sappiamo da secoli che tutto è cominciato da noi, è un bel segnale di cambiamento”. La rivoluzione può dirsi iniziata e il ministero della Cultura – guidato dal ministro Gennaro Sangiuliano – ne è al centro.
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Tag:direzione regionale musei della Calabria, Filippo Demma, Gennaro Sangiuliano, Gianluca Gallo, ministero della Cultura, parco archeologico di Crotone, Parco archeologico di Sibari, Roberto Occhiuto, Vinitaly
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Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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