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L’architetto Anna Onesti dal parco archeologico di Pompei a soprintendente Abap per le province di Salerno e Avellino. Il benvenuto del personale

L’architetto Anna Onesti è il nuovo soprintendente per le province di Salerno e Avellino (foto sabap-sa)

Dal parco archeologico di Pompei alla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino: l’architetto Anna Onesti è il nuovo soprintendente che subentra a Raffaella Bonaudo. È proprio la soprintendenza di Salerno a dare il benvenuto al nuovo dirigente Anna Onesti: “Con entusiasmo e spirito di squadra, ci apprestiamo ad affrontare insieme questo nuovo percorso fatto di progetti, collaborazione e cura del territorio. Da parte di tutto il personale della Soprintendenza un caloroso augurio di buon lavoro! Rivolgiamo, inoltre, un saluto affettuoso e un sincero ringraziamento alla dott.ssa Raffaella Bonaudo per il prezioso contributo profuso in questi anni alla guida della Soprintendenza: la sua professionalità, la dedizione, il senso di responsabilità e la sua umanità hanno rappresentato per noi tutti un punto di riferimento imprescindibile”.

Anna Onesti, funzionario architetto del parco archeologico di Pompei (foto parco archeologico pompei)

Anna Onesti è stata funzionario Architetto, responsabile Area Tutela del Patrimonio culturale, responsabile Ufficio Tutela dei Beni paesaggistici del parco archeologico di Pompei, dove è stata assunta nel maggio 2018. Dal 2017 è membro dell’ICOMOS – International Council of Monuments and Sites. È stata componente della Commissione eventi del parco archeologico di Pompei, e per il Parco è stata referente e responsabile dell’Accordo di collaborazione stipulato nell’ambito del progetto “Artists in Architecture. Re-Activating Modern European Houses”. È stata consulente tecnico d’ufficio al Tribunale di Salerno.

Un libro al giorno. “Elite Women in Hellenistic History, Historiography, and Reception” a cura di Borja Antela-Bernárdez e Marc Mendoza che offrono una descrizione accurata e diversificata dell’esperienza femminile nel periodo ellenistico

Copertina del libro “Elite Women in Hellenistic History, Historiography, and Reception” a cura di Borja Antela-Bernárdez e Marc Mendoza

È uscito per i tipi di Brepols il libro “Elite Women in Hellenistic History, Historiography, and Reception” (Donne d’élite nella storia, storiografia e ricezione ellenistica) a cura di Borja Antela-Bernárdez e Marc Mendoza. Il mondo ellenistico, con le sue numerose nuove tendenze e tradizioni culturali, si è spesso rivelato un periodo impegnativo per gli studiosi. A seguito dei cambiamenti nelle concezioni e pratiche politiche, religiose, culturali, economiche e sociali, anche i ruoli e le nozioni di genere subirono cambiamenti significativi, portando all’emergere di figure femminili forti. Finora, tuttavia, non è stato pubblicato alcun lavoro di ricerca approfondito sulle donne elleniste d’élite. Questo libro mira a colmare questa lacuna storiografica raccogliendo contributi che coprono una vasta gamma di contesti geografici, cronologici e culturali. Pur essendo principalmente focalizzati sulle donne reali, i capitoli qui inclusi cercano anche di offrire ai lettori una descrizione accurata e diversificata dell’esperienza femminile nel periodo ellenistico. Le contributrici di questo libro, sia studiose rinomate che nuove voci della disciplina, sostengono insieme un approccio fresco che vada oltre le spesso problematiche delle storiografie precedenti e offre una nuova comprensione delle donne dell’élite in quel periodo.

Borja Antela-Bernárdez è docente ordinario di Storia della Grecia antica all’università autonoma di Barcellona (dal 2005). Ha scritto libri e articoli su Alessandro Magno e altri argomenti: il mondo ellenistico, la storiografia, il genere e la ricezione classica nel cinema. Co-direttore della rivista Karanos. Bollettino degli Studi Macedoni Antichi, IP del Progetto “Storia del conflitto nell’Antichità”.

Marc Mendoza ha completato il dottorato con una tesi incentrata sui casi di comportamento irreligioso durante il regno di Alessandro. I suoi principali campi di ricerca finora sono stati Alessandro Magno, i Diadochi e l’Asia centrale ellenistica primitiva, ma ha anche pubblicato articoli sulle deportazioni achemenidi, la ricezione moderna e la storiografia catalana. È il segretario di Karanos: Bollettino di Studi Macedoni Antichi.

Palermo. A Palazzo Montalbo proiezione pubblica, in prima assoluta, del docufilm “Il canto del mare e della terra” della regista Ludovica Fales sulle figure degli archeologi Vincenzo e Sebastiano Tusa

Venerdì 9 gennaio 2026, alle 11, a Palazzo Montalbo di Palermo, nei locali del Centro regionale per la Progettazione e per il Restauro e per le Scienze naturali ed Applicate ai Beni culturali, proiezione pubblica, in prima assoluta, del docufilm “Il canto del mare e della terra” della regista Ludovica Fales sulle figure degli archeologi Vincenzo e Sebastiano Tusa. La proiezione sarà preceduta dai saluti istituzionali delle autorità regionali e dalla presentazione a cura di Francesco C. Colanna, presidente GAL Nebrodi Plus; Ferdinando Maurici, soprintendente del Mare; Franco Blandi, direttore del festival Nebrodi Cinema Doc; Antonio Matasso, università di Palermo; Valeria Li Vigni Tusa, presidente della Fondazione Sebastiano Tusa; Ludivica Fales, regista.

Un libro al giorno. “Atene in scena. Mito e attualità nella tragedia greca” di Giorgio Ieranò che segue anno dopo anno la messinscena di dieci capolavori di Eschilo, Sofocle ed Euripide, sullo sfondo degli eventi storici dell’Atene del V secolo a.C.

Copertina del libro “Atene in scena. Mito e attualità nella tragedia greca” di Giorgio Ieranò

È uscito per i tipi di Einaudi il libro “Atene in scena. Mito e attualità nella tragedia greca” di Giorgio Ieranò. Qual è il rapporto tra Atene e il suo teatro? E cosa comunica una tragedia greca alla collettività e agli individui? Sulla scena teatrale gli eroi parlano spesso con il linguaggio degli ateniesi contemporanei e si dividono su problemi che rispecchiano l’esperienza quotidiana dei cittadini. È quel meccanismo che già gli antichi definivano “anacronismo”: il cortocircuito tra mito e realtà, passato eroico e attualità politica, leggenda poetica e vita di ogni giorno. L’anacronismo è il nodo chiave dell’espressione tragica. Non può essere ridotto a un banale rispecchiamento della cronaca né inquadrato in una generica relazione con l’ideologia della “polis” democratica. È invece un gioco drammaturgico complesso che crea sulla scena un tempo sospeso e irrisolto; è una lente deformante che trasforma sia il mito sia la realtà in dimensioni inquietanti e inafferrabili. La tragedia del V secolo a.C. parla sempre di Atene. Ma ne parla in un modo paradossale che trascende la dimensione politica: il teatro diventa il luogo di una trasfigurazione del reale che apre squarci sulle dimensioni più oscure ed enigmatiche dell’esistenza. Il raffinato gioco di contrappunti tra mito e attualità richiede di essere decifrato mediante un’analisi ravvicinata dei testi. Questo libro segue anno dopo anno la messinscena di dieci capolavori di Eschilo, Sofocle ed Euripide, sullo sfondo degli eventi storici dell’Atene del V secolo a.C. Per decostruire gli ingranaggi della prodigiosa macchina della tragedia che da millenni affascina spettatori e lettori.

Sibari (Cs). Per “I Giovedì del Direttore”, in presenza e on line, l’incontro “(Noi e) Gli altri: Un dialogo (ancora) aperto. Dopo quasi 3.000 anni”: Filippo Demma dialoga con il prof. Fabrizio Mollo e il gruppo di ricerca dei Parchi

Chi erano gli uomini che abitavano le terre calabre nel momento in cui i coloni greci raggiunsero le rive della Sibaritide? E in che modo l’interazione tra culture diverse ha plasmato il panorama storico della Calabria antica? Se ne parla nell’incontro “(Noi e) Gli altri: Un dialogo (ancora) aperto. Dopo quasi 3.000 anni”, giovedì 8 gennaio 2026, alle 18, al Punto Ristoro (Catasta) del parco archeologico di Sibari (Cs), nuovo appuntamento de “I Giovedì del Direttore” in cui si propone un dialogo corale, aperto a tutti, una sorta di Simposio sibarita, al quale si potrà sedere portando tutta la propria curiosità. Il prof. Fabrizio Mollo dialoga con il gruppo di ricerca dei parchi archeologici di Crotone e Sibari. Introduce e modera il direttore Filippo Demma. Diretta sul canale YouTube dei Parchi al seguente link: https://youtube.com/live/Oofh6bll320?feature=share. Al centro dell’incontro ci sarà il saggio del professor Fabrizio Mollo “Gli Altri. Le popolazioni non greche della Calabria antica (IX-III sec. a.C.)”. Un testo fondamentale per analizzare la società Enotria ed il suo ruolo nel complesso mosaico del Mediterraneo pre-romano.

Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Sibari e Crotone (foto drm-calabria)

“Il ruolo del simposiarca”, spiegano al Parco, “se l’è preso il direttore Filippo Demma – del resto, lo sappiamo, i Giovedì sono i suoi – e a tavola con lui ci saremo tutti Noi, gli archeologi del gruppo di ricerca dei Parchi, per animare il confronto con l’Autore, e superare le narrazioni lineari che hanno fino a poco fa dominato la ricerca scientifica, approfondire le modalità di scambio tra realtà diverse, leggere e interpretare i segni materiali/immateriali di una convivenza articolata. Ospite graditissimo il pubblico, che potrà partecipare alla discussione aperta, ponendo domande, ma anche proponendo idee e argomenti. Special guests: Damiano Pisarra, soprintendenza Archeologica Belle arti e Paesaggio di Cosenza; Carmelo Colelli, direttore del parco e museo archeologico nazionale della Siritide di Policoro; Vincenzo Cracolici, direttore del parco e museo archeologico nazionale di Metaponto. Perché in fondo questi “Altri” siamo un po’ anche Noi, noi tutti. Quel che siamo oggi, come Italiani e Calabresi, inizia a prendere forma nel momento in cui quel contatto avviene; perché la nostra identità, come tutte le identità, nasce da numerose ibridazioni, è frutto degli incontri con tutti gli Altri con i quali, nel corso di una storia millenaria, ci siamo trovati a condividere spazio e tempo, con cui ci siamo scontrati e incontrati, che nell’incontro ci hanno cambiati e che incontrando, abbiamo cambiato. Esattamente come avvenne quasi tremila anni fa tra Enotri e Greci (e poi, tra Greci e Romani, e poi tra Romani e “Barbari” e poi…). Parleremo quindi di Enotri, di Greci, di fondazioni e conquiste. Ma, soprattutto parleremo di Noi. Trattandosi di un simposio, non potranno mancare il cibo e il vino, quelli del nostro partner gastronomico, Catasta Pollino”.

Copertina del libro “Gli Altri. Le popolazioni non greche della Calabria antica (IX-III sec. a.C.)” di Fabrizio Mollo

Gli Altri. Le popolazioni non greche della Calabria antica (IX-III sec. a.C.) (Rubettino editore). Il libro esamina il complesso rapporto e le interazioni tra Greci e popolazioni indigene e italiche, gli Altri, nella Calabria antica tra IX e III sec. a.C. attraverso fonti letterarie, origini mitiche e documentazione archeologica. Dalla colonizzazione greca, passando per la crisi delle poleis e la fine di Sibari, sino all’arrivo di Lucani e Brettii, alla guerra annibalica e all’affermazione di Roma il Bruzio dimostrerà la sua centralità culturale, economica e politica nel Mediterraneo. L’identità culturale della Calabria antica sarà ricostruita attraverso l’etnografia e gli aspetti socio-antropologici, le cui conoscenze approfondite potranno contribuire a superare la percezione di debolezza e minorità dei Calabresi, spesso frutto di retaggi culturali e condizionamenti ambientali.

#domenicalmuseo. Nella prima domenica di gennaio al primo posto troviamo per la prima volta il Pantheon (15mila ingressi), seguito dal Colosseo (13.892 ingressi), e dalle Gallerie degli Uffizi (11.361 ingressi)

Sono stati oltre 213mila gli ingressi domenica 4 gennaio 2026, giornata di apertura gratuita in occasione della #domenicalmuseo di gennaio, l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese. Nell’ultima prima domenica dell’anno una classifica assoluta nuova: al primo posto per la prima volta il Pantheon (15mila ingressi). Al secondo posto troviamo il Colosseo (13.892 ingressi), e al terzo si confermano le Gallerie degli Uffizi (11.361 ingressi).

Migliaia di visitatori al Colosseo nella prima domenica del mese (foto PArCo)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 15mila ingressi; Colosseo. Anfiteatro Flavio 13.892; area archeologica di Pompei 10.612; Foro Romano e Palatino 8.368; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.750; Terme di Diocleziano 3.331; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.250; Palazzo Massimo 2.019; parco archeologico di Ercolano 1.933; Palazzo Altemps 1.769; museo e area archeologica di Paestum 1.720; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.401; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 1.398; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.250; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.190; Terme di Caracalla 1.183; museo delle Civiltà 1.177; museo nazionale di Archeologia subacquea dell’Alto Adriatico a Grado 806; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 567; area archeologica di Ostia antica 520.

Epifania a Le Castella (Kr): percorso di visita alla scoperta di uno dei luoghi simbolo della costa ionica calabrese

Alla scoperta di Le Castella (Kr). Il 6 gennaio 2026, alle 11, alla fortezza di Le Castella percorso di visita alla scoperta di uno dei luoghi simbolo della costa ionica calabrese. Un percorso accompagnato tra storia e paesaggio, per conoscere da vicino il passato del sito e il suo ruolo strategico nel corso dei secoli, immersi in uno scenario di grande fascino.

Taranto. Befana al museo Archeologico nazionale con la “Tombolata dei miti e delle leggende”

Il 6 gennaio 2026, alle 18, il museo Archeologico nazionale di Taranto invita i bambini dai 6 ai 12 anni a vivere un viaggio tra miti e leggende… giocando con la “Tombolata dei miti e delle leggende”. Tra statue, vasi antichi e reperti misteriosi, i piccoli visitatori saranno i protagonisti della Tombola Mitologica, un gioco speciale che li porterà alla scoperta di divinità, eroi e creature straordinarie custodite nelle vetrine del museo. Un’attività di circa un’ora e mezza ricca di divertimento, curiosità e piccoli premi “mitici”, con un ricordo finale per tutti i partecipanti. La partecipazione è gratuita per i bambini; per gli accompagnatori il costo è di 10 euro, salvo riduzioni o gratuità previste. La prenotazione è obbligatoria chiamando il numero 099 4532112 fino a esaurimento posti, indicando nome, cognome, email, telefono e numero dei partecipanti.

Un libro al giorno. “Archeologia, arte e paesaggio tra Asia occidentale e Mediterraneo orientale (ca. 4500-323 a.C.)” di Marco Ramazzotti che presenta e discute alcuni tra i maggiori contesti archeologici, artistici e insediamentali dell’Eurasia centro-occidentale

Copertina del libro “Archeologia, arte e paesaggio tra Asia occidentale e Mediterraneo orientale (ca. 4500-323 a.C.)” di Marco Ramazzotti

È uscito per i tipi di Mondadori Università il libro “Archeologia arte e paesaggio tra Asia occidentale e Mediterraneo orientale (ca. 4500-323 a.C.)” di Marco Ramazzotti. Questo libro presenta e discute alcuni tra i maggiori contesti archeologici, artistici e insediamentali dell’Eurasia centro-occidentale secondo un approccio geostorico, interdisciplinare e comparativo. I documenti di cultura materiale, figurativa, epigrafica e i dati insediamentali, territoriali e paesaggistici di Mesopotamia, Siria-Palestina, Anatolia, Penisola Arabica e Africa nord-orientale delineano diversi processi complementari e talora sincronici di interazione culturale, economica e simbolica avvenuti tra la metà del V millennio a.C. e la morte di Alessandro Magno in Babilonia nel 323 a.C. È nel corso di questo lungo arco temporale che tra l’Oceano Indiano e il Mediterraneo si formeranno le prime città della storia, gli stati arcaici e gli imperi universali, ed è un’introduzione alla loro complessità e varietà che quest’opera manualistica vuole essere.

Marco Ramazzotti (Sapienza università di Roma)

Marco Ramazzotti insegna alla Sapienza Università di Roma Archeologia e Storia dell’Arte dell’Asia Occidentale e del Mediterraneo Orientale Antichi al dipartimento di Scienze dell’Antichità. Dirige il Laboratorio di Archeologia Analitica e Sistemi Artificiali Adattivi, l’Atlante del Vicino Oriente antico, la Missione Archeologica della Sapienza nella Penisola Arabica e nel Golfo, e presiede il Corso di Studi in Scienze del Turismo Sostenibile presso la Facoltà di Lettere e Filosofia.

Un libro al giorno. “Il battaglione sacro” di James S. Romm che ricostruisce gli ultimi decenni di libertà dell’antica Grecia fino alla distruzione di Tebe da parte di Alessandro Magno

Copertina del libro “Il battaglione sacro” di James S. Romm

È uscito per i tipi di Keller editore il libro “Il battaglione sacro” di James S. Romm, tradotto da Gabriella Tonoli. L’autore ci accompagna avventurosamente negli ultimi decenni di libertà dell’antica Grecia fino alla distruzione di Tebe da parte di Alessandro Magno; e allo stesso tempo ci fa scoprire la saga del più grande corpo militare dell’epoca, il Battaglione sacro: un reparto d’élite di 300 uomini reclutati tra coppie di amanti che rimase imbattuto per quarant’anni. Romm mette in luce un momento caotico della storia antica, decenni segnati da battaglie, dispute ideologiche e scontri tra imperi, regni e città, dall’ascesa di uomini forti senza scrupoli e da donne coraggiose. In gioco c’erano la libertà, la democrazia e il destino di Tebe, all’epoca la principale potenza del mondo greco. Se ne Il fantasma sul trono Romm ci aveva raccontato il destino dell’Impero macedone dopo la morte di Alessandro Magno, ora ci porta a poco prima dell’avventura del famoso condottiero, quando la Grecia combatte per l’ultima volta per la propria libertà. E in un testo avvincente ed erudito insieme, ci ritroviamo immersi in un grande affresco storico difficile da dimenticare.