#domenicalmuseo: Pompei è il sito più visitato nella domenica a ingresso gratuito di settembre, seguito da Pantheon e Colosseo
Per la prima domenica di settembre 2024 a ingresso gratuito Pompei si conferma – nella classifica assoluta – il sito più visitato (18.356 ingressi), ma si invertono gli altri due gradini del podio: al secondo posto il Pantheon (14.759) e al terzo il Colosseo (14.576).

Visitatori nell’area archeologica di Ostia antica (foto graziano tavan)
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 18.356; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 14.759; Colosseo 14.576; Foro Romano e Palatino 8.342; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.600; museo e area archeologica di Paestum 2.569; Villa Adriana 2.468; Terme di Caracalla 2.157; parco archeologico di Ercolano 1.837; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.755; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 1.750; area archeologica di Ostia antica 1.465; museo nazionale romano – Palazzo Massimo 1.074; Museo nazionale romano – Terme di Diocleziano 1.044; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 977; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 928; museo nazionale romano – Palazzo Altemps 881; musei nazionali di Cagliari 841; parco archeologico nazionale dei Massi di Cemmo 800; museo Archeologico nazionale di Taranto 709; museo delle Civiltà 683; museo di Palazzo Grimani 611; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 392; museo Archeologico nazionale di Ravenna 352; museo Archeologico nazionale di Firenze 344.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale con la fondazione Armonie d’Arte tre giorni di teatro e danza contemporanea: insieme temi classici e antropologie attuali, parola e gesto coreutico, intelligenza artificiale e artisticità umana
Dopo l’importante successo registrato il 9 giugno 2024, con il concerto jazz di profilo internazionale di Weckl, Patitucci e Calderazzo, la Fondazione Armonie d’Arte e il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria propongono una tre giorni di teatro e danza contemporanea. Appuntamento il 3, 6 e 8 settembre 2024, alle 20.30, con tre spettacoli con protagonisti della scena artistica italiana e internazionale, che mettono insieme temi classici e antropologie attuali, parola e gesto coreutico, intelligenza artificiale e artisticità umana, in una Calabria che che #valeilviaggio per citare l’ormai celebre claim di Armonie d’Arte Festival. Biglietto unico 15 euro, 10 euro per gli under 18. Con i 3 appuntamenti di Armonie d’Arte a Reggio si consolida la collaborazione tra il museo Archeologico nazionale di Reggio, guidato dal direttore Fabrizio Sudano e la Fondazione Armonie d’Arte, guidata dal presidente Chiara Giordano. “Una collaborazione”, afferma il direttore Sudano, “che nasce dalla comune volontà di valorizzare il grande Patrimonio italiano oltre che calabrese, in un’ottica culturale che pone al centro una rinnovata narrazione e un diverso posizionamento del mediterraneo nel dibattito socio cultuale e socio economico globale”. “Per la prima volta una sezione di un Festival internazionale all’interno di un luogo potente come il museo Archeologico di Reggio”, dichiara il presidente Giordano, “che a pieno titolo può candidarsi ad essere un epicentro culturale a tutto tondo in grado di esprimere un patrimonio eccezionale e, nel contempo, rappresentare anche un’agorá culturale ed artistica tal che il Museo sia uno spazio dinamico dello stare per la cultura contemporanea e per un pubblico sempre più trasversale. Cercheremo di essere all’altezza della fiducia che il direttore del museo Sudano ha riposto in noi e che, d’altronde, noi tutti della comunità culturale e non solo riponiamo in lui e nella sua capacità di un rinnovato protagonismo del Museo e di Reggio Calabria al centro del panorama nazionale e internazionale. Sarà la prima volta, quindi, che il Museo vedrà la presenza di un Festival culturale internazionale con un’attività strutturata e dedicata”.

Remi Picò, artista visivo esperto in nuove tecnologie (foto armonie d’arte)
Si parte martedì 3 settembre 2024 con “Umano C”, creazione di Remi Picò, artista visivo esperto in nuove tecnologie ed attivo in contesti statunitensi di altissimo prestigio, e coreografie di Filippo Stabile, uno dei più apprezzati coreografi italiani under 35, una metaperformance tra intelligenza artificiale e umani partecipanti, tra naufragio e rinascita. Il tentativo di situare il progresso tecnologico nell’interstizio tra eredità antropologica e creatività contemporanea, rimanda ad una poetica complessa e restituisce visioni esperenziali che si alimentano però di culturalità concettuale. Così il segno del viaggio, della memoria, della migrazione e del naufragio, ma anche della scoperta/rinascita e quindi di futuro, incarnato dai Bronzi di Riace, suggerisce e stimola interazioni tutte da sondare e da attivare. Questo studio ne è una testimonianza ed è l’avvio anche di un laboratorio permanente orientato alla ricerca e all’output di ricerca sul rapporto tra intelligenza artificiale e artisticità umana. Prima assoluta, produzione del Festival in collaborazione con Entopan, la performance è preceduta da un breve talk.

Lo spettacolo “Dopo il diluvio” con compagnia “Muta Imago” (foto armonie d’arte)
Venerdì 6 settembre 2024 è invece la volta della compagnia “Muta Imago” con “Dopo il diluvio”. Muta Imago è una compagnia teatrale nata a Roma nel 2006. È guidata da Claudia Sorace, regista, e Riccardo Fazi, dramaturg e sound artist. Da anni la compagnia sta portando avanti un percorso di ricerca sulla percezione del tempo e sulle possibilità che il teatro ha di formulare nuove modalità di racconto che indaghino le caratteristiche del rapporto tra tempo, memoria e identità. E così sarà anche con questo nuovo lavoro, con la regia di Claudia Sorace, drammaturgia / suono Riccardo Fazi, voci di Fazi e Sorace, canto Sara Bertolucci, musiche originali eseguite dal vivo da Lorenzo Tomio. Una cerimonia augurale, nella quale rituali passati, urgenze presente e previsioni future si incontrano. Un’orchestrazione di voci e suoni, luci e gesti che, susseguendosi in un ritmo narrativo e percettivo immersivo, dà vita ad un cortocircuito temporale. Attraverso “Dopo il diluvio” il luogo ospite diventa così sede, grazie alla visione di Muta Imago, di una rinnovata liturgia degli “Auspici”. In scena si avvicendano frammenti di conoscenza, armonie oramai estinte provenienti da antichi strumenti a fiato, e frequenze elettroniche sintetiche che evocano un passato dimenticato insieme a un futuro tanto distopico e imprevedibile quanto seducente. Il pubblico, accolto inizialmente da uno spazio in apparente rovina, scenario di un possibile evento catastrofico, attratto dal fluire della partitura composta da voci e dal passaggio di luci, si troverà all’interno di un Tempio riemerso dalle sue stesse rovine. Invitato a muoversi liberamente nello spazio, seguirà, con la propria cadenza, i sistemi evocativi, che da territori di memoria trasportano verso dimensioni desideranti. Come nel teatro antico, spazio e tempo di scena e di vita ritrovano la loro traccia comune. Anche con “Muta imago” un breve talk precederà la performance.

“Idem – Io contengo moltitudini” con lA Compagnia Abbondanza Bertoni (foto armonie d’arte)
Infine, domenica 8 settembre 2024, a Reggio arriva la Compagnia Abbondanza Bertoni, una delle realtà più importanti italiane più volte premio Ubu, con “Idem – Io contengo moltitudini”. Idem è una delle infinite e possibili messinscene della verità tra quattro esseri umani. Prendono forma le moltitudini che li attraversano presentando iconografie di gruppo e morfologie di identità personali tramite continue migrazioni di spazi, luoghi e personalità. Idem è una danza di forme ed espressioni, atteggiamenti e attitudini che percorrono continuamente il corpo e il viso degli interpretati. Il movimento implode dentro di loro senza mai trovare una via d’uscita. Idem è così vibrazione di un corpo e più corpi: creature tarantolate che urlano il loro essere mille in uno e che trovano identità e condivisione nella compulsività della relazione. Idem è fatto di sensi con cui il pensiero si identifica, di ansie, di piaceri e di paure. Di mille nascite, piccole morti e di una sola resurrezione finale. L’intento di questo spettacolo è quello di lasciare libero spazio per una libera forma a queste voci in un flusso liquido e continuo di “identità” che germogliano, sfioriscono e si incrociano prendendo contorno e contenuto per una visionaria metafora ballata del vivere.
Locri Epizefiri (RC). Dopo cento anni si torna a scavare a Marasà dove Paolo Orsi trovò il gruppo dei Dioscuri. Al via la campagna di scavo dell’università di Bologna con la direzione regionale Musei nei santuari locresi
Parte lunedì 2 settembre 2024 con le attività di indagine preliminare la nuova campagna di scavo archeologico nei Santuari dell’antica città di Locri Epizefiri (RC). Il progetto, finanziato con fondi del ministero della Cultura e voluto dal direttore generale Massimo Osanna, è realizzato dalla direzione regionale Musei Calabria, con la direzione scientifica del dirigente, Filippo Demma, e con il supporto scientifico del dipartimento di Storia Culture e Civiltà e della Scuola di specializzazione in Archeologia dell’università di Bologna, diretta Elisabetta Govi. La collaborazione si inserisce tra le attività previste dalla Convenzione per le attività scientifiche di ricerca, valorizzazione e miglioramento della fruizione del patrimonio afferente alla direzione regionale Musei Calabria, stipulata nell’aprile scorso con l’ateneo emiliano.

Gruppo di lavoro nel sopralluogo a Locri Epizefiri (RC): al centro Elena Trunfio e Filippo Demma (foto drm-cal)
Le indagini archeologiche, volte a migliorare la conoscenza, l’accessibilità e la fruizione dell’antica polis, si focalizzeranno sue due dei più importanti santuari locresi, quello del Themosmophorion e quello del Tempio in località Marasà. Nel primo caso, gli scavi archeologici avranno lo scopo di recuperare i confini originari dell’area sacra, con l’obiettivo di migliorare la comprensione dell’intera struttura e chiarire i rapporti con i complessi sacri vicini. Presso il Tempio di Marasà verrà invece eseguito un saggio in un’area mai indagata prima con metodologia stratigrafica. Sarà allestito, inoltre, un cantiere didattico con la presenza degli studenti dell’università di Bologna che seguirà i principi dell’Archeologia pubblica e sarà visitabile anche da parte del pubblico, che verrà informato del progresso delle indagini anche con conferenze periodiche e post sui social della missione”.

Filippo Demma discute sulla campagna di scavo in avvio a Locri Epizefiri (foto drm-calabria)
“Continua anche nel campo degli scavi archeologici”, sottolinea il direttore Demma, “il grande lavoro riportare alla luce la storia della Magna Grecia; è il segno del nuovo corso che investe i beni culturali e i luoghi della cultura calabresi. La collaborazione con un Ateneo di eccellenza come l’Alma Mater bolognese è un punto qualificante del progetto, che consentirà anche di formare i giovani archeologi in uno dei contesti più interessanti del Mediterraneo”.

Tavolo di lavoro per la campagna di scavo a Locri Epizefiri: in primo piano, Elena Trunfio e Filippo Demma (foto drm-calabria)
“Questo progetto”, interviene la direttrice del sito Trunfio, “rappresenta un ulteriore tassello per mettere in pratica la visione strategica che abbiamo immaginato per la riqualificazione del Parco. L’indagine archeologica ci permetterà di migliorare la comprensione del sito e una maggiore consapevolezza costituisce garanzia di scientificità nel racconto che offriremo ai nostri visitatori. Il Tempio di Marasà è il luogo più iconico di Locri Epizefiri: riprendiamo dopo oltre cento anni gli scavi nella stessa area che permise a Paolo Orsi di recuperare il famoso gruppo scultoreo dei Dioscuri. È una grossa opportunità, nonché una sfida, che stiamo cogliendo con grande entusiasmo, oltre che con impegno scientifico”.

Veduta aerea del Tempio di Marasà nel parco di Locri Epizefiri (foto drm-calabria)
“La partecipazione dell’università di Bologna al progetto di ricerca e di scavo a Locri Epizefiri”, spiega in conclusione la prof.ssa Govi, “costituisce per i nostri studenti una straordinaria occasione di conoscenza di uno dei siti più importanti della Magna Grecia e del Mediterraneo, dando la possibilità di maturare una preziosa esperienza nell’ambito della “archeologia del sacro”, un filone di indagine tra i più complessi e importanti. La collaborazione tra la Scuola di specializzazione in Beni archeologici di Bologna e la direzione regionale Musei Calabria garantisce la sinergica condivisione di obiettivi formativi, mettendo in atto le più avanzate metodologie di ricerca e le migliori strategie di gestione e valorizzazione dei beni archeologici. Gli studenti potranno così sperimentare un approccio completo che li arricchirà sotto molti punti di vista”.
Parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa). Per la domenica a ingresso gratuito molte le iniziative all’insegna dell’arte e della cultura: ecco tutto il programma. Navetta Paestum-Velia
1° settembre 2024: a Paestum e Velia, prima domenica del mese con ingresso gratuito per tutti, tante Le iniziative in programma. Tra templi millenari e paesaggi mozzafiato, un’occasione straordinaria, all’insegna dell’arte e della cultura, per visitare l’area archeologica e il museo di Paestum e l’area archeologica di Velia, accessibili a tutti e aperti dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.30). Con l’iniziativa “Paestum e Velia on the road”, raggiungere Velia da Paestum sarà semplicissimo con la navetta gratuita messa a disposizione dai Parchi. Tante le iniziative in programma per grandi e piccini: visite ai depositi del Museo, attività didattiche per tutti, passeggiata sul Crinale degli Dei, mostra “Elea: la rinascita” e servizio di navetta gratuita tra i due siti e a Velia.
VISITE AI DEPOSITI DEL MUSEO. A Paestum, alle 10, 12, 15 e 17, si potranno scoprire i depositi del Museo e i suoi tesori nascosti che risvegliano antiche leggende e che permettono di vivere un’esperienza unica con l’iniziativa “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum”. Prenotazione obbligatoria al numero 0828811023 o alla mail pa-paeve.promozione@cultura.gov.it
ATTIVITÀ DIDATTICHE. A Paestum, alle 11, “Cronistoria pestana: viaggio tra preistoria ed età moderna”, visita guidata al Museo, per scoprire le fasi di vita di Paestum e del suo territorio, dalla preistoria ad oggi. A Velia, alle 10, “Velia e le sue divinità”, visita guidata all’acropoli per rivivere i luoghi sacri e per scoprire le bellezze del paesaggio ammirando il tempio di Athena, la terrazza di Poseidone, il Crinale degli Dei e avvertire la sacralità che ancora oggi questi luoghi trasmettono. Le attività didattiche sono svolte in collaborazione con Le Nuvole e Effetto Rete Cooperativa Sociale. Appuntamento in biglietteria. Costo dell’attività 3 euro. Per prenotazioni arte@lenuvole.com oppure dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, telefonare al 0812395653. Il biglietto per le attività può essere acquistato direttamente presso le biglietterie di Paestum e Velia.
CRINALE DEGLI DEI. A Velia, alle 10, passeggiata lungo il Crinale degli dei, il percorso archeo-paesaggistico che si snoda lungo le terrazze sacre di Velia, tra l’Acropoli e l’entroterra. Durante la passeggiata si potranno ammirare panorami e scorci unici di Velia, del suo mare e del suo territorio. Lungo il crinale, oltrepassando Porta Rosa, ci si immerge in un territorio vivace e ricco. Appuntamento in biglietteria. Prenotazione obbligatoria alla mail pa-paeve.promozione@cultura.gov.it
MOSTRA “ELEA: LA RINASCITA”. È la prima mostra realizzata a Velia da quando è stato dotato di autonomia speciale nel 2020. La mostra, prorogata fino al 31 dicembre 2024, trae ispirazione dagli straordinari risultati degli scavi recentemente condotti sull’Acropoli, che hanno restituito tracce di un santuario risalente agli anni della fondazione della colonia magnogreca di Elea, verso la metà del VI sec. a.C. Tra i rinvenimenti più significativi compaiono armi greche e italiche che per la prima volta danno concreta evidenza al racconto erodoteo della fuga dei Focei dalla Ionia sotto la spinta dell’invasione persiana. La visita alla mostra è consentita dalle 8.30 alle 18.30 ed è inclusa nel biglietto di ingresso al Parco.
PAESTUM E VELIA ON THE ROAD. Navetta gratuita in partenza da Paestum a Velia e ritorno: un’occasione unica per ammirare la bellezza di due importanti città della Magna Grecia. Si parte alle 15 dal parcheggio Voza, nei pressi del bar Anna, a pochi passi dall’area archeologica. Lo stesso bus ripartirà da Velia alle 18 e vi riporterà a Paestum. Per usufruire del servizio è necessario ritirare il “ticket navetta” in biglietteria.
ZOOM UPHILL. Per una visita più coinvolgente è disponibile gratuitamente lo Zoom Uphill, un veicolo elettrico off-road con quattro ruote motrici che permette anche alle persone con difficoltà di deambulazione di ammirare alcuni dei luoghi più suggestivi ed iconici delle aree archeologiche di Paestum e Velia.
Giardini Naxos (Me). Al teatro della Nike la cerimonia di consegna del 7. Premio Comunicare l’Antico 2024 promosso dal parco archeologico di Naxos Taormina. Ecco i premiati. E presentazione della “Guida all’archeologia di Leontinoi. Protagonisti, monumenti, itinerari” di Massimo Frasca (Gangemi editore)

Il mondo del teatro in Italia e in Grecia e quello universitario, con gli archeologi impegnati nella ricerca e nella divulgazione scientifica, saranno i protagonisti del Premio Comunicare l’Antico 2024, in programma domenica 1° settembre 2024, alle 19, al Teatro della Nike nel parco archeologico di Naxos a Giardini Naxos (Me). La manifestazione, giunta alla sua settima edizione, è organizzata dal parco archeologico Naxos Taormina della Regione Siciliana, diretto dall’archeologa Gabriella Tigano, in collaborazione con il festival Naxoslegge (la cui direzione artistica è affidata a Fulvia Toscano) e con l’Archeoclub Naxos-Taormina-Valle Alcantara. Il Premio Comunicare l’antico, assegnato dal parco archeologico Naxos Taormina, nasce nel 2017 da un’idea di Fulvia Toscano, direttore artistico del festival letterario, ed è assegnato a studiosi e personalità italiane e straniere impegnate nella divulgazione della ricerca archeologica, storica e filologica, ma anche a enti e musei che hanno attuato strategie importanti di valorizzazione e comunicazione al grande pubblico.

Francesco La Torre: premio Comunicare l’Antico alla memoria (foto regione siciliana)

Il regista e attore Daniele Salvo (foto centaro)

L’associazione culturale di Viterbo “Ludi Scaenici” (foto regione siciliana)

La grecista di Ca’ Foscari Monica Centanni (foto regione siciliana)

Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei (foto regione siciliana)
Ecco i premiati 2024: il regista e attore Daniele Salvo, autore, fra l’altro, di apprezzatissime regie di testi di Eschilo, Sofocle e Euripide; il greco Teodoro Angelopoulos, per il festival internazionale dei Giovani Dramma antico di Corinto che propone una rassegna di teatro classico realizzata da studenti; l’associazione culturale di Viterbo “Ludi Scaenici”, che da 25 anni promuove e diffonde al conoscenza di musica e danza dell’antichità; Monica Centanni (università di Venezia), grecista, studiosa di tragedia greca e fondatrice della rivista “Engramma” dedicata alla tradizione classica nella memoria occidentale; infine gli archeologi Fabio Pagano, dal 2019 direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei e docente dell’università di Udine; Massimo Frasca (università di Catania) ed ex direttore della Scuola di Specializzazione in Archeologia e in Beni archeologici dell’università di Catania (di recente autore di una Guida al parco archeologico di Leontinoi che sarà presentata sabato 31 agosto 2024, alle 19, al museo di Naxos). Premio alla memoria all’archeologo Francesco La Torre (università di Messina), scomparso prematuramente due anni fa e apprezzato dalla comunità scientifica internazionale per lo studio delle interazioni culturali tra i Greci e le popolazioni indigene della Magna Grecia e della Sicilia. A consegnare i premi, tra gli altri, saranno: Giovanna Spatari (rettrice UniMe), Massimo Cultraro (archeologo), Massimo Raffa (musicologo), Gigi Spedale (Rete Latitudini). Fra gli interventi: il sindaco di Giardini Naxos, Giorgio Stracuzzi, la storica dell’arte Silvia Mazza e l’archeologo Alessio Toscano Raffa. Ai premiati verrà donata una scultura opera del maestro Turi Azzolina ispirata alla maschera del satiro, figura ricorrente fra i reperti della collezione del Museo di Naxos. Nel corso della serata, presentata dalla conduttrice televisiva Francesca Russo, sono previsti degli interventi musicali del gruppo Klostès, formazione al femminile che propone musica tradizionale con strumenti popolari. L’ingresso alla cerimonia è libero.

Copertina del libro “Guida all’archeologia di Leontinoi. Protagonisti, monumenti, itinerari” di Massimo Frasca (Gangemi editore).
“Guida all’archeologia di Leontinoi. Protagonisti, monumenti, itinerari” di Massimo Frasca (Gangemi editore international). Leontinoi rappresenta una realtà unica e per molti aspetti anomala in confronto alle altre città fondate dai Greci in Occidente. La particolare conformazione geomorfologica e topografica della polis, ubicata sulle due aspre colline di San Mauro e Metapiccola e nella valle intermedia, ha attirato l’attenzione dello storico greco Polibio che ne ha dato una vivida descrizione e, in seguito, di studiosi moderni, anche stranieri, che hanno fornito descrizioni, fotografie e schizzi dei luoghi e dei manufatti lentinesi. Nonostante i numerosi rinvenimenti di oggetti di pregio, molti dei quali confluiti in musei italiani e stranieri, bisognerà attendere l’arrivo di Paolo Orsi in Sicilia per l’inizio degli scavi sistematici a Leontinoi, ripresi con continuità e profitto dopo il Secondo Dopoguerra dalla Soprintendenza alle Antichità di Siracusa e dall’Università di Catania. Con quest’opera l’A. ha inteso realizzare un libro-guida che accompagni, anche fisicamente, il lettore interessato a conoscere la storia e i monumenti archeologici della città fondata dai Calcidesi nel 728 a.C. e, al contempo, ricordare le figure di coloro che, con la loro passione e le loro competenze anche in campi diversi dall’archeologia, hanno contribuito a far progredire gli studi e le ricerche su Leontinoi. Da ciò deriva l’articolazione del libro in quattro capitoli, il primo dedicato ai protagonisti dell’archeologica lentinese, il secondo ai principali monumenti archeologici illustrati e inquadrati storicamente, il terzo ai percorsi di visita dei monumenti e il quarto al museo archeologico di Lentini, fortemente voluto dalla comunità civile locale.

L’archeologo Massimo Frasca dell’università di Catania (foto regione siciliana)
Massimo Frasca è direttore della rivista scientifica Cronache di Archeologia dell’università di Catania. È stato allievo della Scuola Archeologica Italiana di Atene, professore associato di Archeologia Classica e direttore della Scuola di specializzazione in Beni archeologici dell’università di Catania. Ha insegnato Archeologia della Magna Grecia all’università della Calabria e Metodologia della ricerca archeologica all’università di Palermo (sede di Agrigento). Ha diretto numerosi scavi archeologici in Sicilia e in Italia meridionale e ha fatto parte delle missioni archeologiche italiane di Prinias (Grecia), Iasos e Kyme Eolica (Turchia). Tra i principali temi di ricerca sono lo studio della topografia e delle produzioni artigianali delle città greche della Sicilia e dell’Asia Minore e le relazioni tra i Greci e le popolazioni indigene della Sicilia. È autore di numerosi articoli a stampa e di pubblicazioni monografiche, tra cui: La necropoli di Monte Finocchito (Palermo 1981), Scavi nelle necropoli di Leontini (Palermo 1991), Leontinoi. Archeologia di una colonia greca (Roma 2009), Archeologia degli Iblei (Ragusa 2015), Città dei Greci in Sicilia (Ragusa 2017), Civiltà egee alla scoperta dell’Occidente (Ragusa 2019), Monte San Mauro di Caltagirone e la Calcidese Euboia (Roma 2020).
Reggio Calabria. Al museo Archeologico il concerto lirico “Note d’estate” degli allievi del conservatorio “F. Cilea” chiude le manifestazioni “Estate MArRC”
Ultimo appuntamento di agosto per le serate al MArRC. Venerdì 30 agosto 2024, alle 21, al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, si terrà il concerto lirico finale “Note d’estate”, un evento che chiuderà la serie di manifestazioni “Estate MArRC” con un’esibizione dei migliori talenti del conservatorio “F. Cilea” di Reggio Calabria, un’occasione imperdibile per tutti gli amanti della musica lirica e per chi desidera vivere una serata all’insegna della cultura e dell’arte, in uno dei luoghi più affascinanti della città. L’evento, organizzato in collaborazione con il conservatorio “F. Cilea”, vedrà protagonisti gli studenti delle classi di Canto delle professoresse Rita De Matteis e Liliana Marzano, e sarà introdotto dai saluti di Fabrizio Sudano, direttore MArRC di Reggio Calabria e Francesco Romano, direttore del conservatorio Cilea. Il programma della serata include brani tratti dalle opere di celebri compositori come Vincenzo Bellini, Giacomo Puccini, Georges Bizet, Franco Alfano, Camille Saint-Saëns e Wolfgang Amadeus Mozart. Tra le esibizioni, spiccano interpretazioni di arie da opere immortali come Tosca, La Bohème, Carmen, Madama Butterfly e Le Nozze di Figaro. Gli studenti che si esibiranno sulla panoramica terrazza del MArRC sono: Luisa Umbaca, soprano, Davide Fazzari, tenore, Federica Caracciolo, soprano, Mattia Rigillo, mezzosoprano, Roberta Panuccio, soprano. Ad accompagnare i cantanti sarà il pianista Francesco Rosaniti, mentre la serata sarà presentata da Sofia Fava. L’ingresso è al costo di 3 euro e permette la visita del museo dalle 20 alle 23 senza prenotazione con posti limitati sulla terrazza del MArRC.
Giardini Naxos (Me). Al parco archeologico di Naxos il jazz è donna: al via al Teatro della Nike la prima edizione di “Donne in jazz”. La direttrice Tigano: “Un progetto che completa la ricca offerta di questa estate 2024”
Al parco archeologico di Naxos il jazz è donna. Rita Marcotulli, Elisa Nocita, Francesca Tandoi e Maria Pia De Vito. Sono le quattro eccellenti stelle del jazz italiano e internazionale che, dal 28 al 31 agosto, al Teatro della Nike del Parco di Naxos a Giardini Naxos (Me), terranno a battesimo “Donne in jazz”, prima rassegna tematica organizzata dal parco archeologico Naxos Taormina in collaborazione con il Comune di Giardini Naxos e l’associazione culturale Taormina Jazz che ne cura la direzione artistica con Nino Scandurra. Da soliste o insieme alla propria band, saranno protagoniste nelle quattro sere in cui si articola la rassegna. Tutti gli spettacoli iniziano alle 21.30 e i biglietti si acquistano online (circuito BoxOffice Sicilia) e al botteghino del Teatro della Nike. “Un progetto che completa la ricca offerta di questa estate 2024 al Parco di Naxos”, sottolinea Gabriella Tigano, direttrice del parco archeologico Naxos Taormina, “e che, dal cinema alla letteratura, dalla scultura al teatro, dalla musica classica al jazz e alla poesia, darà spazio fino alla fine di settembre a tutti i linguaggi dell’arte perché il Parco sia percepito da residenti e turisti come spazio di aggregazione nel nome della cultura”.
La manifestazione è stata pensata e costruita insieme con il Comune di Giardini Naxos, lavorando a quattro mani con Fulvia Toscano, assessore comunale alla Cultura, che commenta: “La città di Giardini Naxos è lieta di patrocinare un evento che offre al nostro territorio la possibilità di godere del grande jazz. Lieta, in particolare, che la rassegna proponga quattro appuntamenti al femminile, ospitando quattro “signore” del jazz italiano. Un grazie speciale a Nino Scandurra, organizzatore e coordinatore del progetto, e a Gabriella Tigano, direttrice del parco archeologico di Naxos che, come sempre, con generosità e lungimiranza, supporta e rende possibili manifestazioni di grande valenza artistica e culturale”. Per l’associazione Taormina Jazz si tratta di un “debutto” a Giardini Naxos e nell’area archeologica del Parco. Un’opportunità straordinaria per la musica live di qualità, sottolineata con gratitudine da Nino Scandurra: “Grazie al Parco Archeologico Naxos-Taormina ed al Comune di Giardini Naxos, finalmente l’associazione Taormina Jazz aps ha la possibilità di presentare a Giardini Naxos “Donne in Jazz”, una rassegna di grande spessore: quattro concerti con artisti di livello internazionale che spaziano tra stili e sonorità diverse”.

La pianista Rita Marcotulli a “Donne in jazz” (foto regione siciliana)
MERCOLEDÌ 28 AGOSTO 2024: RITA MARCOTULLI. Si inizia mercoledì 28 agosto con la pianista Rita Marcotulli, primadonna assoluta della scena jazzistica italiana, compositrice fra le più affermate in campo internazionale anche per la ricerca sperimentale sfociata in quel mix fra radici mediterranee, musica africana, indiana e il jazz statunitense. Vanta un lungo elenco di partnership e riconoscimenti fra questi tre premi – il Ciak d’oro, il Nastro d’argento e David di Donatello – per la colonna sonora del film “Basilicata Coast to coast” di Rocco Papaleo. A Naxos sarà con l’omonimo trio composto dal batterista messicano Israel Varera e il contrabbassista Ares Tavolazzi. Un appassionante viaggio musicale che, con grande libertà formale, attraversa stili e culture di diverse aree geografiche: dal flamenco alle sonorità arabe e orientali.

Elisa Nocita, voce dalle sonorità mediterranee, a “Donne in jazz” (foto regione siciliana)
GIOVEDÌ 29 AGOSTO 2024: ELISA NOCITA. Giovedì 29 agosto di scena la siracusana Elisa Nocita, talentuosa e virtuosa voce dalle sonorità mediterranee e le suggestioni mediorientali che al Teatro della Nike porterà il progetto “Radici”, album dedicato alla cultura musicale partenopea e siciliana. Due universi, molto vicini, dei quali vengono proposte alcune tra le più belle canzoni che fanno parte del Dna della cultura musicale italiana e che qui riecheggiano di ambientazioni e sonorità tipiche del jazz europeo. Con Nocita sul palco sono Nello Toscano (contrabbasso); Maurizio Diara (chitarra) e Beppe Tringale (batteria).

La cantante e pianista Francesca Tandoi a “Donne in Jazz” (foto regione siciliana)
VENERDÌ 30 AGOSTO 2024: FRANCESCA TANDOI. Venerdì 30 agosto sarà la volta di Francesca Tandoi, cantante e pianista dallo swing innato e considerata da critica e pubblico uno dei talenti più promettenti della scena jazzistica internazionale dove si è esibita con musicisti come Scott Hamilton, Philip Harper, Owen Hart jr, Joe Cohn, Antony Pinciotti, Jason Brown, Daryll Hall, Lee Pearson, Darius Brubeck, Dave Blankhorn, Florin Nicolescu, Marjorie Barnes, Sergei Manukyan. A Giardini Naxos suonerà in trio con Stefano Senni al basso e Giovanni Campanella alla batteria.

La cantante Maria Pia De Vito a “Donne in Jazz” (foto regione siciliana)
SABATO 31 AGOSTO 2024: MARIA PIA DE VITO. La prima edizione di “Donne in Jazz” al Parco di Naxos chiude il sipario sabato 31 agosto con la voce di Maria Pia De Vito. La cantante napoletana sarà in trio con Roberto Taufic, chitarrista honduregno ma cresciuto in Brasile, e il batterista emiliano Roberto “Red” Rossi con il progetto “Linha de passe” che intreccia musica tradizionale brasiliana, napoletana e jazz dando forma a un linguaggio che condivide molti elementi emotivi ed espressivi come la melanconia, il lirismo e il fatalismo.
Al via la VII edizione di Varese Archeofilm 2024, festival internazionale del cinema di archeologia arte ambiente etnologia, in programma alle 20.30, dal 4 al 7 settembre 2024, in sala Montanari (Ex cinema Rivoli), via dei Bersaglieri 1 a Varese. Evento a ingresso libero e gratuito organizzato dal Comune di Varese in collaborazione con museo Castiglioni, associazione Conoscere Varese, Archeologia Viva, Firenze Archeofilm, Ce.R.D.O., con il patrocinio di università Insubria. Selezione filmati: Marco Castiglioni. Archivio cinematografico: Firenze Archeofilm.









Vinitaly and the City diventa Calabria in wine, e da Verona si sposta a sud, ospite da venerdì 30 agosto a domenica 1° settembre 2024 del parco archeologico di Sibari: tre giorni di degustazioni, talk, masterclass e appuntamenti culturali alla scoperta dei vini del Mediterraneo, in una suggestiva cornice ricca di storia, cultura e bellezze naturali. “Siamo particolarmente felici che la scelta della Regione Calabria e di Verona Fiere sia caduta sul Parco Archeologico di Sibari per questo Vinitaly and the City”, ha detto il direttore del parco archeologico di Sibari, Filippo Demma, alla presentazione dell’evento alla Cittadella regionale di Catanzaro giovedì 30 agosto 2024. “Del resto, l’antica Sibari costituisce un sito archeologico di per sé intimamente connesso con la storia del vino in Italia e nell’intero bacino del Mediterraneo. Questa manifestazione è l’occasione per consolidare un nuovo modello di gestione dei beni culturali calabresi, orientato a considerarli come un elemento fondamentale per perseguire uno sviluppo locale su base culturale, che rappresenta il più fecondo orizzonte possibile per questa regione ricca di storia. In questa occasione, l’enorme tesoro storico e archeologico del Parco dà all’evento una cornice adatta a fornire una profondità culturale all’esperienza che i wine lovers d’Italia proveranno e, allo stesso tempo, la possibilità di ampliare gli orizzonti sensoriali dei nostri visitatori”.
La Calabria e il Vino: un legame antico con la Storia. “Già tra il 1300 e l’1100 a.C.”, scrivono gli esperti del parco di Sibari, “i nostri antenati Enotri, grazie ai contatti con i Greci Micenei ed i Fenici, hanno scoperto l’arte di fare vino. Per loro, il vino era un lusso riservato ai nobili, proprio come nella Grecia antica dove si beveva solo durante le occasioni speciali. Quando più tardi i Greci fondarono città come Sibari tra il 720 e il 700 a.C., il vino divenne la superstar dei banchetti. Servito in coppe preziose durante cerimonie sacre e feste pubbliche, era il modo migliore per onorare gli dei e unirsi come comunità. E oggi? Il nostro legame con il vino è ancora vivo, come un buon bicchiere di Magliocco, che ci ricorda le nostre antiche radici e la ricchezza della storia calabrese”.

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