Cuneo. Alla terza edizione del Cuneo Archeofilm il pubblico ha premiato il film “Artemide. Il tempio perduto” del regista svizzero Sébastien Reichenbach, e il gradimento delle scuole è andato al corto “Tulsa” del regista iraniano Parviz Shojaei

I premi assegnati nella terza edizione del Cuneo Archeofilm: da sinistra, il Premio Cuneo Archeofilm 2025 e il Premio Cune Archeofilm Scuole (foto AV)
Con l’assegnazione del premio del pubblico “Cuneo archeofilm 2025” e delle Scuole si è chiusa sabato 4 ottobre 2025 la terza edizione del Cuneo Archeofilm, nona tappa del festival diffuso di Firenze Archeofilm in tutta Italia, organizzato dal museo civico del Comune di Cuneo, in collaborazione con Firenze Archeofilm /Archeologia Viva (Giunti Editore) e soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Alessandria Asti e Cuneo e con il sostegno di Fondazione CRC.

Cristina Clerico, assessore alla Cultura del Comune di Cuneo col premio Cuneo Archeofilm 2025″. A sinistra Giulia Pruneti e al centro Michela Ferrero, direttrice dei Musei Civici Cuneo (foto AV)
Il Premio “Cuneo Archeofilm 2025”, assegnato alla pellicola più votata dal pubblico è andato al film “Artemide. Il tempio perduto / Artemis. Le temple perdu” del regista svizzero Sébastien Reichenbach (Svizzera, 52’). L’ubicazione del santuario di Artemide ad Amarynthos è rimasta a lungo uno dei grandi enigmi archeologici dell’antichità greca. Da cinquant’anni l’archeologo Denis Knoepfler si è appassionato a questo tempio perduto. Grazie alle sue ricerche e alla tenacia di un team internazionale di archeologi, il mistero è stato finalmente svelato. Il film ripercorre questa epopea collettiva, ricca di colpi di scena descrivendo le fasi cruciali di un’indagine che ha affascinato, e continua ad affascinare, diverse generazioni di archeologi.

Michela Ferrero, direttrice dei Musei Civici Cuneo, col premio Cuneo Archeofilm 2025 – Scuole, tra Giulia Pruneti – a sinistra – e Cristina Clerico, assessore alla Cultura del Comune di Cuneo (foto AV)
“Il Premio degli Studenti al miglior corto 2025” è stato assegnato dalla giuria studentesca al corto “Tulsa” del regista iraniano Parviz Shojaei (Iran, 7’) selezionandolo tra i 13 film capolavoro proposti alle scuole venerdì mattina. La pellicola racconta in maniera asciutta, ma al tempo stesso struggente, uno degli eventi più tragici della storia della discriminazione razziale in America: il “massacro di Tulsa” nel 1921, durante il quale furono uccisi oltre 300 afroamericani e distrutte 126 abitazioni.

Il regista Stefano zampini alla presentazione del suo film “L’uomo di Val Rosna” al Cuneo Archeofilm (foto AV)
Grande apprezzamento anche per il film “L’uomo di Val Rosna” (Italia, 19’) che nella serata di venerdì 3 ottobre è stato presentato dallo stesso regista Stefano Zampini. La pellicola ricostruisce le ultime giornate dell’Uomo di Val Rosna, cacciatore paleolitico vissuto 14.000 anni fa. Il cortometraggio ne racconta la vita quotidiana, tra caccia, rituali di gruppo e momenti unici: il più antico intervento dentistico conosciuto, la trapanazione di una carie su un dente del giudizio. In un crepuscolo di luce e silenzio, il suo viaggio termina con una sepoltura onorata da una pietra dipinta, simbolo di rispetto e memoria ancestrale.
Selinunte (Tp). Al Baglio Florio l’incontro “Selinunte: nuove ricerche sulla topografia e la storia della città”, dedicato agli ultimi studi su mappa urbana, vie d’acqua e assetti insediativi con Melanie Jonasch e Linda Adorno (Istituto Archeologico Germanico di Roma). A seguire concerto live
Domenica 5 ottobre 2025, alle 17, al Baglio Florio del parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, l’incontro “Selinunte: nuove ricerche sulla topografia e la storia della città”, appuntamento pubblico promosso dal parco archeologico di Selinunte con il Club per l’Unesco di Castelvetrano Selinunte e l’Archeoclub d’Italia di Castelvetrano, dedicato agli ultimi studi su mappa urbana, vie d’acqua e assetti insediativi dell’antica Selinunte. Intervengono Melanie Jonasch e Linda Adorno (Istituto Archeologico Germanico di Roma / Freie Universität Berlin), portando al Parco i risultati di ricerche e cantieri scientifici internazionali. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Alle 18, pausa con servizio bar attivo al Baglio Florio; e alle 18.30, concerto live con Maria Teresa Clemente (violino) e Fabio Pecorella (pianoforte). In programma pagine di Morricone, Gardel, Einaudi, Mascagni, Yiruma, Piazzolla.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale due appuntamenti con “Tracce di Umanità”: esperienza immersiva tra le sale del Museo e i grandi classici del teatro, Sofocle, Aristofane, Plauto, Seneca e Shakespeare
Il museo Archeologico nazionale di Firenze accoglie “Tracce di Umanità”, il viaggio teatrale ideato da La Compagnia delle Seggiole e già protagonista nell’area archeologica di Roselle, con due appuntamenti speciali domenica 5 ottobre 2025, alle 17.30 e alle 18.30; e domenica 19 ottobre 2025, alle 17.30 e alle 18.30. Un’occasione speciale per vivere un’esperienza immersiva tra le sale del Museo e i grandi classici del teatro. Gli spettatori saranno accompagnati in un viaggio attraverso i secoli con una selezione di testi immortali di Sofocle, Aristofane, Plauto, Seneca e Shakespeare: brevi assaggi che restituiscono tutta la forza senza tempo della tragedia e della commedia. Come ricordava Goethe nel suo Viaggio in Italia, a Roma perfino un mediocre può diventare maggiore di se stesso, investito da quell’“aria di grandezza” che vi si respira. La stessa sensazione riaffiora tra le testimonianze millenarie del museo Archeologico, dove il teatro ritrova la sua dimensione originaria e universale. Un incontro con i classici di ogni epoca, capace di parlare ancora oggi alla nostra umanità. Biglietti: intero, 20 euro; ridotto, 17 euro.
Vetralla (Vt). Per Cerealia Festival giornata speciale al Santuario di Demetra nel bosco di Macchia delle Valli: “Incontro con Demetra e Persefone: il ciclo delle stagioni”. Escursione guidata con gli archeologi della Sabap e teatralizzazione di “Donne Perse(phone)”: un dramma antico e una tragedia moderna, il femminicidio

Visita-escursione guidata al santuario di Demetra a Macchi delle valli di Vetralla (Vt) (foto sabap-etru-mer)
A Vetralla (Vt) in località Macchia delle Valli domenica 5 ottobre 2025, alle 15.30, c’è un appuntamento speciale nell’ambito della 15ma edizione di Cerealia Festival: “Incontro con Demetra e Persefone: il ciclo delle stagioni”, con una visita straordinaria al tempio di Demetra nel bosco di Macchia delle valli seguita dalla teatralizzazione del testo di Annalisa Venditti “Donne Perse(phone)”. Partecipazione gratuita su prenotazione al numero telefonico 329 8004420 o su WhatsApp al numero 3500119692. L’evento è organizzato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale, in collaborazione con l’associazione culturale “Music Theatre International – M.Th.I. ETS”, il Comune di Vetralla e l’associazione “La Lestra” di Tarquinia. I partecipanti saranno accompagnati dai funzionari della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale che ripercorreranno le vicende della scoperta e illustreranno il valore storico, archeologico e paesaggistico dell’area di Macchia delle Valli e del Santuario. Il sito archeologico è infatti immerso nel bosco di Macchia delle Valli, a ridosso di una fonte d’acqua, nel cuore della selva Cimina. Il luogo di particolare interesse è stato frequentato fin dall’antichità come documentato dalla presenza della viabilità antica, del santuario e da una serie di canalizzazioni e vasche utili alla raccolta dell’acqua.

Museo nazionale Etrusco di Rocca Albornoz a Viterbo: ricostruzione del santuario di Demetra rinvenuto a Macchia delle Valli (foto drm-lazio)
Il sito archeologico. I resti del santuario etrusco-romano sono stati scoperti nel 2006 In località Macchia delle Valli, presso una sorgente d’acqua. Il complesso è costituito da una serie di ambienti rupestri, di aree cultuali all’aperto e da una piccola struttura costruita (cella) che conservava gli arredi di culto e la statua in terracotta di una divinità femminile. La dea è da identificare con la greca Demetra (etrusca Vei, romana Cerere) ed è raffigurata in trono con nella mano destra una patera umbilicata e nella sinistra, mancante di alcune dita, doveva sorreggere probabilmente un mazzo di spighe. Il culto ha carattere rurale, ctonio ed è legato alla presenza dell’acqua, a cui si attribuirono anche virtù terapeutiche come dimostrato dai numerosi votivi anatomici rinvenuti, che ne attestano il carattere propiziatorio per la fertilità e per la sanatio. La cella è posta entro un anfratto rupestre, dalle cui pareti sembrerebbe essersi staccato un lastrone che, adagiatosi in posizione orizzontale, è stato usato come “terrazza” cultuale. La cella è costruita in lastre di peperino ed ha il tetto a doppio spiovente con i timpani decorati con un disco rilevato. All’interno, sulla parete di fondo, si trova un banco di peperino monolitico su cui era stata adagiata la statua; al centro della parete destra si trovava un tavolino rituale sotto cui erano stati deposti in posizione rovesciata quattro reperti ceramici (tra cui due lucerne di età neroniana); accanto ad esso era un piccolo altare su cui si trovava una moneta bronzea imperiale, interpretabile come l’ultima offerta deposta prima dell’abbandono volontario del santuario. Nell’area di ingresso, coperta in origine da una tettoia, erano alloggiati alcuni apprestamenti per il rituale: una vasca in peperino di raccolta delle acque, un altare, una macina e un focolare. Nella grotta naturale, parzialmente lavorata dall’uomo e atta a ricevere un deposito votivo, è stata scoperta una seconda apertura che metteva in comunicazione l’antro con la vicina cella: in questa zona era una base di peperino con sopra un donario fittile. Altri depositi votivi si trovavano sotto la “terrazza”, nell’area aperta prospiciente e a ridosso della cella. I dati archeologici raccolti dimostrano che il santuario è stato frequentato dalla fine del III sec. a. C fino l’inizio del II d. C.
A seguire l’azione scenica del dramma “Donne Perse(phone)” di Antonella Venditti: l’occasione per immergersi nel culto ormai secolare di Demetra e Persefone. Il femminicidio è raccontato al santuario di Demetra attraverso una teatralizzazione proprio del testo drammatico di Annalisa Venditti, con Marisa Giampietro (Demetra), Giuseppina Carfora (Persefone), Gherardo Dino Ruggiero (Ade), Paola Sarcina (corifeo).
Donne Perse(phone). Un dramma antico per raccontare una tragedia moderna – il femminicidio – attraverso storie realmente accadute, come quelle che affollano con frequenza allarmante notiziari e media. Vite perdute e spazzate via per mano di uomini aggressivi e quindi inadeguati a gestire un rapporto di coppia. Gli antichi greci ricorrevano al mito di Demetra, dea delle messi, e di sua figlia Persefone, rapita da Ade, per spiegare l’alternarsi delle stagioni: nel tempo in cui le due donne sono insieme, la terra fiorisce e fruttifica generosamente, mentre quando la fanciulla è negli inferi con il suo sposo la natura diventa sterile, piombando nel cupo inverno. Annalisa Venditti, attraverso questa opera teatrale, riscrive tale mito in chiave contemporanea per dar voce – phone, dal greco suono – a tutte le donne vittime di violenza di genere e alle madri che mai si rassegnano e invocano giustizia. Da questo dolore, ancora purtroppo così attuale, nasce una rappresentazione scenica di forte impatto emotivo.
Paestum e Velia (Sa). C’è #domenicalmuseo: una giornata tra archeologia, paesaggi unici e attività per tutti. Ecco il programma e i servizi
Con l’arrivo di ottobre e dei primi colori dell’autunno, i Parchi archeologici di Paestum e Velia offrono uno scenario ancora più suggestivo per riscoprire la storia e l’arte della Magna Grecia. Domenica 5 ottobre 2025 torna la “Domenica al Museo”, l’appuntamento che permette di entrare gratuitamente nei due Parchi e vivere una giornata all’insegna della cultura, tra visite guidate, percorsi panoramici e attività speciali pensate per tutte le età. I siti saranno visitabili dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.30) e la giornata sarà arricchita da attività e visite speciali per grandi e piccini. Una domenica tra archeologia, paesaggi unici e attività per tutti.
PROGRAMMA A PAESTUM. “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum”: visite ai depositi del Museo di Paestum – alle 10, 12, 15 e 17 – i depositi museali apriranno le loro porte, offrendo l’opportunità di ammirare reperti poco noti e scoprire storie affascinanti legate alla città antica. Prenotazione obbligatoria: +39 0828 811023 / pa-paeve.promozione@cultura.gov.it
PROGRAMMA A VELIA. Passeggiata al Crinale degli Dei – alle 10 – un percorso suggestivo condurrà tra i resti monumentali dell’Acropoli e panorami mozzafiato sulla costa cilentana, unendo la scoperta archeologica alla bellezza del paesaggio. Appuntamento in biglietteria alle 9.30. Prenotazioni: pa-paeve.promozione@cultura.gov.it
Servizi per tutti i visitatori. Navetta gratuita “Paestum & Velia on the road” – il servizio collega i due Parchi durante la giornata, con partenza da Paestum (parcheggio Voza) alle 14 e rientro da Velia alle 17. È necessario ritirare il ticket navetta in biglietteria. Info e prenotazioni facoltative: +39 391 4777583. Zoom Uphill, veicolo elettrico off-road a quattro ruote motrici, permette anche alle persone con difficoltà di deambulazione di visitare i punti più suggestivi delle aree archeologiche di Paestum e Velia. Maggiori informazioni: Zoom Uphill.
#domenicalmuseo: il 5 ottobre ingresso gratuito a musei e parchi archeologici statali
Domenica 5 ottobre 2025 si rinnova l’appuntamento con la #domenicalmuseo, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese. Le visite si svolgeranno nei consueti orari di apertura, con accesso con prenotazione consigliata o obbligatoria, dove richiesta. La scorsa #domenicalmuseo, 7 settembre, ha registrato 250.741 ingressi.
Padova. Agli Eremitani presentazione del libro “Forma e Immagine. Vasi, cultura e società tra Grecia e Magna Grecia” a cura di Monica Salvadori, Monica Baggio e Luca Zamparo nell’ambito della Fiera delle Parole
Nell’ambito della Fiera delle Parole di Padova, che quest’anno festeggia la 20.ma edizione, venerdì 3 ottobre 2025, alle 17.30, nella sala del Romanino dei musei civici Eremitani a Padova, presentazione del libro “Forma e Immagine. Vasi, Cultura e società tra Grecia e Magna Grecia” a cura di Monica Salvadori, Monica Baggio e Luca Zamparo (Ed. Il Poligrafo). Interviene Francesca Ghedini, professore emerito dell’università di Padova, in dialogo con i curatori. Ingresso libero, senza prenotazione.
Forma e Immagine. Vasi, cultura e società tra Grecia e Magna Grecia. Perché l’universo dei vasi greci esercita tuttora un grande fascino su archeologi e storici dell’arte antica? Che informazioni si possono ottenere oggi da un singolo manufatto che ha giocato un ruolo fondamentale nella quotidianità del mondo antico? Cosa ci racconta del rapporto tra la società e la cultura materiale? E, soprattutto, come possiamo rendere comprensibile tutto questo a un pubblico di non addetti ai lavori? Il presente volume, attraverso un consolidato approccio multidisciplinare, si concentra sul rapporto tra forma e immagine nella produzione vascolare greca e magno-greca. Ponendosi sulla scia della lunga tradizione internazionale dedicata allo studio della ceramica antica in stretta relazione con il suo apparato iconografico, offre molteplici prospettive che mirano a fare luce sui differenti aspetti delle produzioni vascolari, sui contesti di rinvenimento, sull’organizzazione delle botteghe, sulle nuove scoperte, spaziando dall’analisi dei reperti alla riflessione attorno alle modalità espositive e di valorizzazione delle collezioni presso i pubblici più vari, ideale connessione tra Antico e contemporaneità.
Paludi (Cs). Per le GEP 2025, “Passeggiata nell’abitato antico” tra il parco archeologico di Castiglione e il museo civico
Domenica 28 settembre 2025, alle 10.30, il parco archeologico di Castiglione di Paludi e museo civico di Paludi (Cs), per le GEP 2025, “Passeggiata nell’abitato antico”. Si camminerà attraverso il patrimonio più antico che la comunità di Paludi ospita, quello custodito al parco archeologico di Castiglione di Paludi e al museo civico, lungo un percorso di conoscenza attento alla storia, all’archeologia, alla cultura, alle civiltà passate, alle tradizioni. Così il sindaco di Paludi Domenico Baldino: “Accoglieremo con la nostra consueta ospitalità quanti vorranno trascorrere momenti piacevoli nel parco archeologico di Castiglione, per celebrare il patrimonio che custodiamo, migliorarne la conoscenza, diventarne sempre più consapevoli custodi. Siamo fieri di portare avanti e sostenere azioni che puntano alla valorizzazione di luoghi, quali il parco di Castiglione ed il museo civico, che devono sempre più essere sentiti come patrimonio collettivo”. Così Donatella Novellis, direttrice scientifica del parco archeologico di Castiglione e del museo civico di Paludi: “Anche quest’anno il patrimonio culturale straordinario che la comunità di Paludi custodisce partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio, dedicate a un tema particolarmente vicino all’archeologia del sito di Castiglione, ovvero le architetture e l’arte del costruire. L’abitato fortificato ellenistico (IV-III sec. a.C.) che il sito conserva rappresenta una testimonianza splendida di architettura antica, che attesta in modo eloquente la perfezione consapevole e la cura del costruire nel mondo antico”. L’evento vedrà la presenza consueta dell’amministrazione comunale e la partecipazione attiva della Pro Loco Paludi, nelle persone del Presidente Giuseppe Blefari insieme ad associate e associati. Alla passeggiata nel parco archeologico di Castiglione, con partenza alle 10.30 di domenica 28 dal suo ingresso, seguirà la visita al museo civico, con particolare attenzione alla mostra permanente sulla civiltà contadina. In caso di condizioni meteo avverse, ci si ritroverà alle 10.30 direttamente al museo civico, al Centro Culturale Polifunzionale.
Rovereto (Tn). Con la proclamazione del premio del pubblico e il concerto al teatro Zandonai si chiude la quinta e ultima giornata della 36.ma edizione del RAM film festival. In programma ancora 11 film (con prime internazionali, assolute italiane), il programma OFF Fulldome, Vr e Speciale Cinema, e una passeggiata tra le vie di Borgo Sacco

Al teatro Zandonai di Rovereto quinta e ultima giornata del RAM film festival 2025 (foto graziano tavan)
Domenica 28 settembre 2025, alle 18, al teatro Zandonai di Rovereto, con il concerto Nel sonoro flusso, e l’annuncio del vincitore del Premio RAM del pubblico, si chiude la quinta e ultima giornata della 36.ma edizione del RAM film festival di Rovereto, dedicato a “Sguardi sull’acqua”, tema ripreso anche dal concerto finale di RAM in musica: attraverso famose canzoni italiane e straniere, trenta giovani voci del coro Notemagiovani seguono la narrazione della vita del fiume Adige dal passo Resia al mar Adriatico. Ma prima di giungere al gran finale il RAM film festival offre ancora una giornata ricca di appuntamenti. Al Planetario, nel giardino del museo di Scienze e Archeologia, dalle 16 alle 18, il programma Off Fulldome, e al museo, dalle 10 alle 18, Off Vr e Speciale Cinema. Dalle 14.30 alle 16, per il Festival in Città, passeggiata tra le vie di Borgo Sacco “Il porto di Sacco e la navigazione sul fiume Adige” alla scoperta dello storico legame col fiume Adige. Storie di zattere, barche e traghetti di un piccolo villaggio portuale le cui origini si perdono nell’antichità più remota. E ovviamente i film allo Zandonai: 6 film nella sezione mattutina, dalle 10.30 alle 13, con 1 prima internazionale, 2 prime assolute e 2 prime italiane, e 5 film nell’ultima sezione pomeridiana, dalle 15.30 alle 18.
Film in concorso. Per l’ultimo giorno del RAM film festival, è in programma al Teatro Zandonai di Rovereto (Tn), alle 15, la proiezione di una delle opere più attese, nella sezione riservata al cinema d’animazione, la serie Sapiens? firmata dal maestro Bruno Bozzetto, vincitore del Premio Cultura Animata. Oltre a Sapiens? al Teatro Zandonai è in programma la proiezione dei film Mayoral de acero: destajo, in prima assoluta, girato in Colombia e a Cuba, che affronta la produzione della canna da zucchero e la costruzione delle ferrovie come ingranaggi indispensabili di un sistema di sfruttamento; Roma e il suo fiume, in prima assoluta, sulla capacità della città di trasformarsi e adattarsi, nel corso dei secoli; Tuna Tales I In balance with nature sulle storie dei pescatori di tonno in diverse parti del mondo; Mary Lefkowitz and women in ancient Greece, in prima italiana, che sottolinea il ruolo delle donne nell’antica Grecia ispirandosi al lavoro della filologa; Tracking the footsteps of the archosaurs in Émosson, in prima italiana, sulle impronte fossili scoperte nel Canton Vallese a 2.400 metri di altitudine; Deep roots, dark earth, in prima internazionale, che cattura la tenacia dei “freeminers”, i minatori della foresta di Dean. E ancora Donne di miniera, che narra le vicende poco conosciute delle donne che hanno lavorato nelle miniere del Sulcis in Sardegna; La strada di Podestaria ambientato negli alti pascoli della Lessinia; e Philae, le sanctuaire englouti, una delle più grandi storie di salvataggio di un sito faraonico raccontata con ricostruzioni in 3D e Wind’s Heritage che racconta la storia di Mohammad Vali Gandami che a 75 anni si prende ancora cura degli storici mulini a vento di Nashtifan in Iran.






















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