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Varallo Sesia (Vc). Incontro con l’egittologo Beppe Moiso del museo Egizio di Torino su “Virginio Rosa: Varallo Sesia e l’Egitto” alla vigilia della chiusura della mostra “Liberi di Imparare”

Alla vigilia della chiusura della mostra “Liberi di Imparare”, che fino al 13 febbraio 2022 espone a Varallo Sesia copie di reperti del Museo Egizio, realizzate dai detenuti delle sezioni scolastiche della Casa Circondariale dell’Istituto tecnico “Plana” e del Primo Liceo Artistico di Torino, in seguito a un corso di formazione con gli egittologi del Museo, Beppe Moiso, curatore dell’Egizio, tiene un incontro sulla figura di Virginio Rosa. Appuntamento sabato 12 febbraio 2022, alle 15, nel salone dell’Incoraggiamento di Palazzo dei Musei a Varallo Sesia, per l’incontro su “Virginio Rosa: Varallo Sesia e l’Egitto” con l’egittologo Beppe Moiso, curatore del museo Egizio di Torino, i cui studi si rivolgono in particolare alla formazione della collezione torinese, comprendendo l’intera attività archeologica condotta da Ernesto Schiaparelli e Giulio Farina. Curatore della riproduzione informatica degli archivi cartacei e fotografici per la creazione di una banca dati centralizzata, si occupa degli scavi condotti a Gebelein e Assiut, riconducibili all’attività svolta da Virginio Rosa nella campagna del 1911.

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Storica insegna stradale della Pinacoteca di Varallo (foto eventivalsesia.info.it)

L’incontro è organizzato in collaborazione con Unpli (Unione Pro Loco Piemontese), con cui il museo Egizio ha collaborato per il tour regionale della mostra “Liberi di imparare”. Ingresso gratuito su prenotazione: 0163.51424 oppure info@pinacoteavarallo.it. La mostra itinerante “Liberi di imparare” – L’Antico Egitto nel Carcere di Torino era stata inaugurata il 18 dicembre 2021 nella Pinacoteca di Varallo, grazie a UNPLI che ha fatto da collante sul territorio tra Palazzo dei Musei e il Museo Egizio di Torino. Si tratta di un rilevante e ambizioso progetto che ha promosso l’avvio di una collaborazione tra il museo Egizio, che vanta la più antica collezione al mondo dedicata alla cultura egizia e la Pinacoteca di Varallo, che si annovera tra le più importanti a livello regionale.

La pianta della Tomba di Ignoti disegnata da Virginio Rosa (foto Graziano Tavan)

Virginio Rosa, botanico e chimico, cultore di studi archeologici e di antico Egitto, affonda le sue radici a Varallo Sesia, paese natale della madre. A cavallo tra il 1910 e il 1911, l’allora direttore del museo Egizio, Ernesto Schiaparelli, affidò al giovane Rosa la direzione degli scavi a Gebelein e Assiut, in Egitto, nell’ambito della Missione Archeologica Italiana. La sua attività sul campo fu preziosa non solo come direttore degli scavi, ma anche per aver documentato con disegni e sul suo inseparabile “Giornale di Scavo” tutte le fasi dei lavori e i reperti egiziani. Proprio sulla base dei suoi documenti di inizio Novecento, all’Egizio si è potuto procedere ad alcuni riallestimenti delle sale. Tra i reperti scoperti nel corso degli scavi diretti da Rosa si possono ammirare al museo Egizio: la tomba degli Ignoti, quella di Ini e quella di Iti e Neferu. Rosa morì prematuramente a 26 anni, proprio di ritorno dall’Egitto.

Firenze. Tre settimane al via del quarto Firenze Archeofilm, Festival Internazionale Cinema di Archeologia Arte Ambiente: cinque giorni con oltre 60 film provenienti da 14 nazioni diverse, 11 prime nazionali. Ecco il programma

La locandina della quarta edizione di Firenze Archeofilm 2022

Il conto alla rovescia è iniziato. Mancano esattamente tre settimane alla quarta edizione di Firenze Archeofilm, Festival Internazionale Cinema di Archeologia Arte Ambiente, che apre la stagione dei grandi appuntamenti con il cinema archeologico, in programma nelle sale dello storico Cinema La Compagnia (Firenze, via Cavour 50 rosso) da mercoledì 2 a domenica 6 marzo 2022, con ingresso libero e gratuito (Info: 055.5062303). Firenze Archeofilm è organizzato da Archeologia Viva – Giunti Editore; con il patrocinio dell’università di Firenze e la partecipazione di Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria “P. Graziosi”, in collaborazione con La Compagnia – FST. Direttore artistico Dario Di Blasi, direttore editoriale Giuditta Pruneti. Per cinque giornate (mattino, pomeriggio e sera) sullo schermo scorrerà il meglio della produzione mondiale sui temi dell’Archeologia, dell’Arte e dell’Ambiente. In programma oltre 60 film provenienti da 14 nazioni diverse, con 11 prime nazionali.

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Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeofilm

“Il cinema è uno strumento formidabile per raccontare la storia in modo approfondito e coinvolgente. Trasmette conoscenza, cultura, sapere scientifico”, scrive Dario Di Blasi nella presentazione di Firenze Archeofilm. “È il frutto di un amore difficile ma necessario tra l’archeologo e chi realizza e produce film. Il sapere deve coniugarsi con l’emozione e la passione. Il cinema è racconto, è fiaba, è arte, è cultura. Il mondo antico aspetta di essere raccontato non solo descritto. Il nostro paese, l’Italia, dalla preistoria a oggi è una miniera senza fondo, un mare infinito di possibili racconti, nasconde tesori inesauribili. Da oltre trent’anni, in Italia e in Europa, così come ora a Firenze Archeofilm, con il cinema e con le immagini dedicate ai musei, ai parchi archeologici, alle ricerche, ai nuovi scavi, abbiamo cercato di stimolare la coscienza collettiva sulla bellezza del patrimonio e del panorama storico nei territori di tutto il mondo e sull’importanza per ogni popolo di conoscere, mantenere e promuovere il proprio orizzonte culturale. Siamo ancora testimoni di un periodo difficile, immersi nel clima di una terribile pandemia. Vorremmo conoscere meglio il passato per non commettere nuovi errori fatali”

Il film “La prossima Pompei / The next Pompeii” di Duncan Bulling apre il Firenze Archeofilm 2022

Vediamo il programma in sintesi. MERCOLEDÌ 2 MARZO 2022. MATTINA (9.45 – 13): dopo i saluti, apre il film “La prossima Pompei / The next Pompeii” di Duncan Bulling (Regno Unito, USA; 53’). Seguono il film “I primi Britannici / First Britons” di Penny Palmer (Regno Unito; 60’); e il film “Decumano Maximo” di Alessio Consorte (Italia; 67’). POMERIGGIO (16 – 19): apre il film “Briga, la città dimenticata / Briga, la ville oubliée” di David Geoffroy (Francia; 52’). Segue il film “L’enigma delle ossa: Rivoluzione di Genere / Riddle of the bones: Gender Revolution” (prima nazionale) di Birgit Tanner, Carsten Gutschmdit (Germania; 52’);  e il film “Libri di sabbia” di Maurizio Fantoni Minnella (Italia; 52’). SERA (21 – 23): apre il film “Ecco che cominciamo a dipinger con la pietra” di Massimo D’Alessandro (Italia; 28’); segue il film “L’Arca dell’Alleanza, alle origini della Bibbia / L’Arche d’Alliance, aux origines de la Bible” di Thierry Ragobert (Francia; 90’).

Film “Signore e Principi preistorici / Prehistoric Ladies and Princes” di Pauline Coste

GIOVEDÌ 3 MARZO 2022. MATTINA (10 – 13): apre il film “Il mondo di Cheope / Le monde de Kheops” di Florence Tran (Francia; 52’); seguono il film “Viarium. Paesaggi culturali dell’Ager Bantinus” di Francesco Gabellone (Italia; 12’); il film “Antica Trasversale Sicula. Il cammino della Dea Madre” di Francesco Bocchieri (Italia; 80’); il film “Liguri Apuani” di Diego Bonuccelli (Italia; 15’); e il film “Abbazia di Santa Croce di Sassovivo” di Pietro Galifi (Italia; 15’). POMERIGGIO (16 – 19): apre il film “Stonehenge, le origini svelate / Stonehenge, ses origines révélées” di Peter Chinn (Francia/Gran Bretagna; 53′); segue il film “Signore e Principi preistorici / Prehistoric Ladies and Princes” (prima nazionale) di Pauline Coste (Francia; 52’); il film “Thalassa, il racconto” di Antonio Longo (Italia; 40’); e il film “Vallus, i denti della Terra / Vallus, les dents de la Terre” di Philippe Axel (Belgio; 23′). SERA (21 – 23): apre il film “Narbo Martius, la figlia di Roma / Narbo Martius, la fille de Rome” (prima nazionale) di Marc Azéma (Francia; 52’); segue il film “The Antikythera Cosmos” di Martin Freeth (Regno Unito; 30’); e il film “Città del Vaticano, alla ricerca dell’eternità / Vatican City, the quest for eternity” di Marie Thiry, Marc Jampolsky (Francia; 52’).

Il film “Kromdraai, alla scoperta del primo essere umano / Kromdraai, à la découverte du premier humain” di Cédic Robion

VENERDÌ 4 MARZO 2022. MATTINA (10 – 13): apre il film “70 milioni di mummie animali: il segreto oscuro dell’Egitto / 70 million animal mummies: Egypt’s dark secret” di Jon Eastman (Regno Unito; 60’); segue il film “Kromdraai, alla scoperta del primo essere umano / Kromdraai, à la découverte du premier humain” (prima nazionale) di Cédic Robion (Francia; 52′); e il film “La Flotta delle Indie / La Flota de Indias” di Antonio Pérez Molero (Spagna; 68’). POMERIGGIO (16 – 19): apre il film “Etiopia. Lontano lungo il fiume” di Lucio Rosa (Italia; 44’); segue il film “Cahuachi. Labirinti nella sabbia” di Petra Paola Lucini (Italia; 48’); e il film “The Trace of Time” di Dionysia Kopana (Grecia; 97’). SERA (21 – 23): apre il film “Minorca Talaiòtica / Menorca Talaiòtica” (prima nazionale) di Manu Balaguer (Spagna; 38′); il film “Villa romana del Casale di Piazza Armerina. Alla ricerca del Dominus attraverso i mosaici della residenza tardo-antica” di Maria Aloisi (Italia; 15’); e il film “Il giuramento di Ciriaco / The oath of Cyriac” (prima nazionale) di Olivier Bourgeois (Andorra; 73’).

Frame del film “Egitto: i templi salvati” di Olivier Lemaitre

SABATO 5 MARZO 2022. MATTINA (10 – 14.30): apre il film “Egitto: i templi salvati / Egypt: saving temples” di Olivier Lemaitre (Francia; 53’); segue il film “Homo sapiens, le nuove origini / Homo sapiens, les nouvelles origines” di Olivier Julien (Francia; 52’); il film  “D’Artagnan e i tre moschettieri: la vera storia / D’Artagnan and the three musketeers: the true story” (prima nazionale) di Augustin Viatte (Francia; 52’); il film “Akragas – città della bellezza” di Maria Aloisi (Italia; 9’); il film “Vasa vasa” di Alessia Scarso (Italia; 12’); e il film “Fe Dux. Federico da Montefeltro duca di Urbino” di Giuseppe Dromedari (Italia; 86’). POMERIGGIO (16 – 19.30): apre il film “Al tempo dei dinosauri / Au temps des dinosaures” (prima nazionale) di Pascal Cuissot, in collaborazione con Yusuke Matsufune e Kazuki Ueda (Francia, Giappone; 52’); il film “Verso Canaan: storie di popoli e di una Terra Promessa” di Alberto Castellani (Italia; 50’); il film “Chi ha scritto la Bibbia? Il mistero svelato / Qui a écrit la Bible? Le mystère révélé” di Nathalie Laville (Francia; 52’); e il film “Così parla Tarām-Kūbi, corrispondenze assire / Ainsi parle Tarām-Kūbi, correspondances Assyriennes” di Vanessa Tubiana-Brun (Francia; 46’). SERA (21 – 23): apre il film “I volti dimenticati di Palmira / Les visages oubliés de Palmyre” di Meyar Al-Roumi (Francia; 53’); segue il film “Il busto di Nefertiti: nascita di un’icona / Le buste de Néfertiti, naissance d’une icône” (prima nazionale) di Jean-Dominique Ferrucci (Francia; 17′); il film “Cacciatori di tombe. Il mistero della mummia dipinta / Tomb hunters. The mystery of the painted mummy” (prima nazionale) di Stephen Mizelas, James Franklin (Regno Unito; 44’); e il film “Il riflesso del Dominus tra mito e realtà nei mosaici della Villa romana del Casale di Piazza Armerina” di Maria Aloisi (Italia; 10’).

Frame del film film “Songs of the Water Spirits” di Nicolò Bongiorno

DOMENICA 6 MARZO 2022. MATTINA (10 – 13): apre il film “Guerra all’Amazzonia” di Marcello Brecciaroli (Italia; 48’); segue il film “Bakhtiari sulle pendici di Oshtrankuh / Bakhtirihaey Damaneh Oshtrankuh” di Mohammadreza Hafezi (Iran; 40’); il film “Sulle tracce del patrimonio. Le ragioni dell’archeologia” di Eugenio Farioli Vecchioli (Italia; 60’). POMERIGGIO (16 – 20): apre il film “Songs of the Water Spirits” di Nicolò Bongiorno (Italia; 100′): interviene il regista Nicolò Bongiorno. Alle 18, cerimonia di Premiazione: premio “Firenze Archeofilm”, premio “Università di Firenze”, premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria”; alle 18.30, proiezione del film vincitore.

Egitto. Webinar promosso dall’istituto italiano di Cultura al Cairo su “Dendara dall’Antico al Nuovo Regno. Ricerche in corso in archeologia ed epigrafia” a cura di Andrea Pillon dell’Istituto francese di Archeologia orientale (Ifao). Ecco come seguirlo

L’appuntamento è martedì 8 febbraio 2022, alle 17 ora italiana (18 ora egiziana) per il webinar “Dendara dall’Antico al Nuovo Regno. Ricerche in corso in archeologia ed epigrafia” a cura di Andrea Pillon dell’Istituto francese di Archeologia orientale (Ifao), promosso dal Centro archeologico italiano dell’Istituto italiano di Cultura al Cairo in collaborazione con l’ambasciata italiana al Cairo. La conferenza potrà essere seguita attraverso Microsoft Teams al link https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_ZGM5N2M5NDQtMjgxZi00ZjJjLWFhN2UtNTY0Y2I5ZDE2ZDdk%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%2234c64e9f-d27f-4edd-a1f0-1397f0c84f94%22%2c%22Oid%22%3a%22babdcf46-9524-4ae8-ae30-59e751a8a656%22%7d (istruzioni: 1- clicca sul link; 2- scegli “continua su questo browser”, non sarà necessario scaricare alcuna applicazione; 3 – fai clic su partecipa e sarai nella sala riunioni; 4- Se ti iscrivi da cellulare, dovrai installare l’app).

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La facciata del tempio di Dendara in Egitto

Templi (Dendara) (Ifao). Edificio religioso dedicato al culto di una o più divinità nell’antico Egitto, il tempio è anche un importante complesso comprendente abitazioni per i sacerdoti, vari laboratori di produzione, magazzini ed eventualmente un’abitazione. Forma così un complesso culturale, economico e agricolo di importanza capitale nell’Egitto faraonico. La collezione “Templi” dell’Ifao è dedicata a testi e scene dei templi greco-romani d’Egitto. Soddisfa gli standard editoriali previsti: facsimili, testi geroglifici con apparato critico e fotografie. Il grande formato consente piani dettagliati e una facile gestione del materiale di ricerca.

Egitto. Webinar promosso dall’istituto italiano di Cultura al Cairo su “Wadi Rasras: un eccezionale sito di arte rupestre nel deserto a est di Assuan” a cura della prof.ssa Maria Carmela Gatto dell’Accademia polacca delle Scienze, e del prof. Antonio Curci dell’università di Bologna. Ecco come seguirlo

L’appuntamento è martedì 1° febbraio 2022, alle 17 ora italiana (18 ora egiziana) per il webinar “Wadi Rasras: un eccezionale sito di arte rupestre nel deserto a est di Assuan” a cura della prof.ssa Maria Carmela Gatto dell’Accademia polacca delle Scienze, e del prof. Antonio Curci dell’università di Bologna, promosso dal Centro archeologico italiano dell’Istituto italiano di Cultura al Cairo in collaborazione con l’ambasciata italiana al Cairo. La conferenza potrà essere seguita attraverso Microsoft Teams al link https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_ZjA2NDQ1NmYtODc3Zi00MzI1LTkxYzEtOTI1NzY3NTdjZTU4%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%2234c64e9f-d27f-4edd-a1f0-1397f0c84f94%22%2c%22Oid%22%3a%22babdcf46-9524-4ae8-ae30-59e751a8a656%22%7d (istruzioni: 1- clicca sul link; 2- scegli “continua su questo browser”, non sarà necessario scaricare alcuna applicazione; 3 – fai clic su partecipa e sarai nella sala riunioni; 4- Se ti iscrivi da cellulare, dovrai installare l’app).

Il pannello dipinto trovato negli scavi a Wadi Ras Ras, a est di Aswan, con figure incise e, eccezionalmente, figure animali e umane dipinte in rosso e bianco (foto AKAP)

“In seguito alle ricognizioni effettuate nel tra il 2018 e il 2020 insieme al dott. Sayed el-Rawy (Ispettorato di Aswan), nell’ambito del Progetto Archeologico Assuan-Kom Ombo (AKAP) in aree selezionate nella regione tra Assuan e Kom Ombo”, scrivono Antonio Curci, Maria Carmela Gatto, Serena Nicolini in “Ricerche italiane e scavi in Egitto. RISE VIII. 2020” a cura di Giuseppina Capriotti Vittozzi, “Wadi Ras Ras è diventato uno dei siti di maggiore interesse tra le aree di concessione nel deserto orientale per l’enorme quantità di arte rupestre e per la presenza di numerosi ripari sotto roccia che meriteranno un’analisi più dettagliata. Sebbene al momento siano state fatte solo poche giornate di ricognizione per valutare l’estensione dell’arte rupestre ed essa necessiti di un’analisi molto più dettagliata, alcuni pannelli meritano una breve descrizione per la loro unicità. In particolare, è stato possibile documentare una scena posizionata al di sotto di un piccolo riparo che mostra figure incise e, eccezionalmente, figure animali e umane dipinte in rosso e bianco, che cronologicamente risultano antecedenti quelle incise. Tra le numerose incisioni rupestri presenti lungo lo wadi è molto probabile che siano presenti motivi decorativi risalenti all’Epipaleolitico, oltre naturalmente ad una grande quantità di scene riferibili all’iconografia predinastica, con barche e animali ampiamente attestati. Assai particolare risulta una scena di caccia con elefanti, cani, cacciatori e alcune figure femminili, riconoscibili per la presenza del seno. Sono molto numerosi, infine, i pannelli con segni e simboli geometrici che sono solitamente interpretati come testimonianze del passaggio di carovane di cammellieri. L’abbondanza delle raffigurazioni rupestri presenti a Wadi Ras Ras e il loro ampio arco cronologico richiederanno in futuro maggiori studi di approfondimento”.

Firenze. TourismA 2022: le date del Salone dell’Archeologia e del Turismo culturale (30 settembre – 2 ottobre 2022) e prime anticipazioni

Il Palacongressi di Firenze, sede di TourismA il salone dell’Archeologia e del Turismo culturale (foto AV / Giunti)

tourismA 2022. La macchina a Firenze è (già) in moto… E si possono già segnare la data sull’agenda: 30 settembre – 2 ottobre 2022. Il gruppo di lavoro di Archeologia Viva procede a pieno ritmo per selezionare le molte proposte per il prossimo Salone dell’Archeologia e del Turismo Culturale che sarà sempre ospitato nella monumentale e centralissima cornice del Palacongressi di Firenze capace di offrire ampi spazi espositivi e congressuali. I grandi temi di “tourismA 2022” sono orientati ad approfondire il dibattito su un turismo culturale e ambientale impegnato a proporre mete inedite e modalità per ridurre l’impatto sulle risorse del pianeta. In tal senso sarà orientato anche il workshop per gli operatori turistici già fissato per venerdì 1° ottobre 2022.

Gli spazi degli stand espositivi di TourismA al Palacongressi di Firenze (foto AV/Giunti)

Nei tre giorni della manifestazione sono previsti circa 40 momenti congressuali che vedono al centro le grandi scoperte e la partecipazione dei protagonisti dell’archeologia. Parallelamente grande spazio viene dato alle risorse locali e alla valorizzazione delle realtà virtuose che operano nei piccoli comuni italiani proponendo nuovi sorprendenti itinerari. Non mancherà il tradizionale momento delle missioni archeologiche italiane che operano in altri Paesi (anche i più difficili) con il sostegno del ministero degli Affari Esteri per la presentazione di una serie di sensazionali scoperte dalla Turchia al Pakistan, dall’Egitto all’Armenia, dall’Iraq all’Oman. Grande spazio anche all’archeologia virtuale che vede la partecipazione delle realtà pubbliche e private impegnate nello sviluppo di sistemi d’avanguardia per vivere fantastici viaggi nel tempo dall’età contemporanea fino alla più lontana preistoria.

XXIV Borsa mediterranea del Turismo archeologico di Paestum: le date (27-30 ottobre 2022) e prime anticipazioni

Il grande salone espositivo della Borsa mediterranea del Turismo archeologico di Paestum (foto bmta)
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La locandina della Borsa mediterranea del Turismo archeologico 2022 di Paestum

Mancano ancora otto mesi, ma si può già fissare la data sull’agenda. La XXIV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico si terrà da giovedì 27 a domenica 30 ottobre 2022 a Paestum al Tabacchificio Cafasso. La Regione Campania, la Città di Capaccio Paestum e il parco archeologico di Paestum e Velia annunciano infatti che promuovono la XXIV edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, che si svolgerà al Tabacchificio Cafasso, all’area archeologica e al museo nazionale, alla Basilica da giovedì 27 a domenica 30 ottobre 2022. La manifestazione, unico appuntamento al mondo del suo genere, è un format di successo testimoniato da 7mila visitatori, 150 espositori tra cui 20 Paesi esteri, 100 tra conferenze e incontri con 550 tra moderatori e relatori in 5 sale in contemporanea, 30 buyer tra europei e nazionali, 140 operatori dell’offerta, 120 giornalisti. Obiettivo dell’iniziativa è promuovere le destinazioni turistico-archeologiche, favorire la commercializzazione, contribuire alla destagionalizzazione e incrementare le opportunità economiche e gli effetti occupazionali. La Borsa è l’unico appuntamento al mondo che consente l’incontro delle Organizzazioni Governative, delle Istituzioni e degli Enti Locali con il business professionale, gli addetti ai lavori, i viaggiatori, gli appassionati, il mondo scolastico e universitario, i media.

Un momento del workshop alla Borsa mediterranea del Turismo archeologico di Paestum (foto bmta)

La Bmta si conferma un rilevante momento di approfondimento e divulgazione di temi inerenti il turismo culturale e la fruizione, gestione e valorizzazione dei beni culturali, un grande contenitore con 12 sezioni: ArcheoExperience, i Laboratori di Archeologia Sperimentale con le tecniche utilizzate dall’uomo per realizzare i manufatti di uso quotidiano; ArcheoIncoming, spazio espositivo e Workshop in qualità di Buyer dei tour operator specialisti del turismo archeologico per l’incoming verso le destinazioni italiane; ArcheoIncontri per conferenze stampa e presentazioni di progetti culturali e di sviluppo territoriale; ArcheoLavoro, orientamento post diploma e post laurea a cura delle Università; ArcheoStartup, presentazione di neo imprese per l’innovazione nel turismo culturale e nella valorizzazione dei beni culturali in collaborazione con Associazione Startup Turismo; ArcheoVirtual, Workshop e Mostra multimediale sulle applicazioni digitali e sui progetti di archeologia virtuale in collaborazione con ISPC Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR; conferenze in cui si confrontano organizzazioni governative e di categoria, istituzioni ed enti locali, associazioni culturali e professionali; incontri con i protagonisti, il grande pubblico con i più noti divulgatori culturali, archeologi, direttori di musei, accademici, giornalisti; International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, il premio alla scoperta archeologica dell’anno intitolato all’archeologo di Palmira; premi “Antonella Fiammenghi”, “Paestum Mario Napoli”, “Sebastiano Tusa” alle personalità impegnate a favore dell’archeologia, del dialogo interculturale, del patrimonio sommerso e ai laureati con tesi sul turismo archeologico e sull’archeologia subacquea; salone espositivo, unico al mondo delle destinazioni turistico-archeologiche, su 4mila mq; workshop con i buyer europei selezionati dall’ENIT e i buyer nazionali di ArcheoIncoming e l’offerta del turismo culturale e archeologico.

La locandina della sesta edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”

Nel sottolineare l’importanza che il patrimonio culturale riveste come fattore di dialogo interculturale, d’integrazione sociale e di sviluppo economico, la Borsa promuove la cooperazione tra i popoli attraverso la partecipazione e lo scambio di esperienze: Egitto, Marocco, Tunisia, Siria, Francia, Algeria, Grecia, Libia, Perù, Portogallo, Cambogia, Turchia, Armenia, Venezuela, Azerbaigian, India sono stati negli anni i Paesi Ospiti e dal 2015 l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, il Premio intitolato al Direttore del sito archeologico di Palmira: la Borsa e Archeo in collaborazione con le riviste media partner internazionali Antike Welt (Germania), AiD Archäologie in Deutschland (Germania), Archéologia (Francia), as. Archäologie der Schweiz (Svizzera), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia) selezionano e premiano la scoperta archeologica dell’anno. Dal 2021 il Premio Internazionale “Sebastiano Tusa” alla scoperta archeologica subacquea, alla carriera, alla mostra dalla valenza scientifica internazionale, al progetto più innovativo, al contributo giornalistico in termini di divulgazione.

Torino. Conferenza on line di Heba Abd el Gawad, Corinna Rossi e Irene Morfini su “Transforming the Egyptian Museum in Cairo: an Egyptian European Partnership” per presentare il progetto di riallestimento del museo Egizio de Il Cairo: il museo Egizio di Torino, alla guida di un consorzio di musei europei, cura la galleria dell’Antico Regno

L’imminente apertura del Grand Egyptian Museum e di altri musei regionali in Egitto, ha portato a una redistribuzione degli oggetti che ha interessato il vecchio allestimento del museo di piazza Tahrir. Questa situazione ha rappresentato un’occasione per pensare al futuro del museo e per individuare le direzioni di sviluppo adeguate in modo coordinato. Giovedì 27 gennaio 2022, alle 18, nuovo appuntamento on line con le conferenze del ciclo “Museo e Ricerca. Scavi, Archivi, Reperti” del museo Egizio di Torino. Heba Abd el Gawad, Corinna Rossi e Irene Morfini con la conferenza “Transforming the Egyptian Museum in Cairo: an Egyptian European Partnership” ci guidano alla scoperta del progetto di riallestimento del museo Egizio de Il Cairo. Introduce Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino. La conferenza in inglese si tiene ONLINE sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.

Progetto “Transforming Egyptian Museum in Cairo”

Il progetto “Transforming the Egyptian Museum in Cairo” ha visto il museo Egizio di Torino guidare un consorzio di musei europei, tra cui l’Ägyptische Papyrussamlung di Berlino, il British Museum, il Louvre e il Rijksmuseum van Oudheden di Leida per disegnare un masterplan complessivo a supporto della riorganizzazione dell’iconico museo egizio de Il Cairo. Per testare e applicare i criteri scelti, ad ogni museo partecipante al progetto è stata assegnata una galleria da riallestire parzialmente e il museo Egizio di Torino si è focalizzato sulla sezione dell’Antico Regno. Heba Abd el Gawad, Irene Morfini e Corinna Rossi presenteranno il lavoro che sta per essere completato, le sfide che questo progetto ha dovuto affrontare, i criteri che sono stati individuati per suggerire il progetto di riallestimento, e i risultati preliminari della conservazione effettuata su alcuni oggetti selezionati.

Heba Abd el Gawad

Heba Abd el Gawad è egittologa e curatrice del museo Egizio di Torino

Heba Abd el Gawad è egittologa e curatrice/coordinatrice del progetto “Transforming the Egyptian Museum in Cairo” per il museo Egizio di Torino. Precedentemente ha co-curato il progetto di mostra “Beyond Beauty: Transforming the Body in Ancient Egypt”, nel 2016, al Two Temple Place; ha curato il progetto Assiut al Dipartimento Egitto e Sudan del British Museum ed è ricercatrice del museo Egizio de Il Cairo, per il Dipartimento Greco e Romano del British Museum relativamente al progetto Naukratis. Recentemente è stata curatrice ospite per la mostra “Listen to her! Turning up the Volume on Egypt’s Ordinary Women” al Petrie Museum of Egyptian and Sudanese Archaeology. Nel 2021 è stata selezionata come una delle 21 donne egiziane più influenti per il suo lavoro sulle comunità riguardo il patrimonio culturale.

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L’archeologa Corinna Rossi ideatrice del progetto “Living in a Fringe Environment” (Life)

Corinna Rossi è professore associato di Egittologia al Politecnico di Milano. Si è laureata in architettura a Napoli (Italia) e si è specializzata in Egittologia a Cambridge (UK), dove ha conseguito un MPhil e un PhD e poi è diventata Junior Research Fellow al Churchill College. Il suo principale argomento di ricerca è il rapporto tra architettura e matematica nell’antico Egitto. Ha co-finanziato e co-diretto il North Kharga Oasis Survey insieme a Salima Ikram ed è attualmente direttore della missione archeologica italiana a Umm al-Dabadib (Oasi di Kharga). È membro del team della missione italo-olandese a Saqqara del museo Egizio e del Rijksmuseum van Oudheden oltre che membro della missione congiunta IFAO/Museo Egizio a Deir al-Medina. È direttrice del progetto LIFE (Living In a Fringe Environment) incentrato sul sito archeologico di Umm al-Dabadib con base al Politecnico di Milano in partnership con l’università di Napoli Federico II.

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Irene Morfini, egittologa, fa parte del CAMNES (Center for Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies)

Irene Morfini è egittologa e archeologa. Nata a Lucca, si è laureata in Egittologia sia all’università di Pisa (Italia) che all’università di Leiden (Paesi Bassi). Nel 2019 ha conseguito il dottorato di ricerca all’università di Leiden sotto la supervisione del dr. Demarée con una tesi sugli atti amministrativi del villaggio di Deir el-Medina. Ha partecipato a numerosi scavi in ​​Italia dal 2000 e in Egitto dal 2007, prima nella Tomba di Harwa (Luxor) e poi a Saqqara. Dal 2013 è condirettore del Min Project a Luxor, lavorando nella tomba di Min. Dal 2011 è vicepresidente dell’associazione delle Canarie di Egittologia svolgendo attività di ricerca, studio e diffusione delle conoscenze nel campo del patrimonio archeologico, storico e scientifico dell’antico Egitto, sviluppando progetti culturali in Egitto, Cuba e Ghana. Dal 2017 fa parte dello staff del CAMNES (Center for Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies) che ha organizzato nel 2019 il congresso internazionale Rethinking Osiris. Dal 2019 lavora sul campo per il progetto finanziato dall’UE “Transforming the Egyptian Museum al Cairo”, prima per il museo nazionale delle Antichità di Leida e poi per il museo Egizio.

Firenze. Al museo Archeologico nazionale, dopo due anni di pausa forzata, riprendono gli “Incontri al museo”. Apre Paolo Persano su “Antiope perde la testa! Nuove ricerche sulle sculture frontonali del tempio di Apollo Daphnephoros a Eretria”

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Mario Iozzo, direttore del Maf

La conferenza di Paolo Persano, dottore di Ricerca in Archeologia Classica, su “Antiope perde la testa! Nuove ricerche sulle sculture frontonali del tempio di Apollo Daphnephoros a Eretria” riapre nono ciclo di “Incontri al Museo” dell’Archeologico nazionale di Firenze: anche quest’anno studiosi e appassionati di archeologia e storia dell’arte condivideranno con il pubblico la comune passione per le antiche civiltà nelle conferenze in programma, come di consueto il giovedì alle 17, al piano terra del museo, sempre a ingresso libero. Il primo incontro, già in calendario per giovedì 2 aprile 2020, e poi cancellato per lo scoppio della pandemia, è in programma giovedì 27 gennaio 2022, alle 17, al museo Archeologico nazionale, in piazza SS. Annunziata 9b, a Firenze. “Dopo due anni di pausa forzata per l’emergenza sanitaria che ha rivoluzionato le nostre vite”, afferma il direttore del Maf, Mario Iozzo. “Il museo Archeologico riapre i battenti al suo affezionato pubblico che da quasi un decennio partecipa assiduamente al periodico ciclo di conferenze. La nuova serie, tra gennaio e marzo 2022, grazie alla cortesia e disponibilità di colleghi e illustri studiosi di archeologia, spazia anche questa volta dalla preistoria, con le eclatanti scoperte effettuate proprio in Toscana e che hanno cambiato la storia dell’umanità, ad aspetti di storia e cultura della Grecia, della Magna Grecia, dell’Etruria, dell’antico Egitto, del mondo piceno e di quello romano, con interessanti proposte su iconografie e rituali funerari, fino ai legami che connettono Firenze e Atene tra Medioevo e Rinascimento. Il ciclo comprende non soltanto il resoconto di recenti fruttuose ricerche inedite di giovani studiosi, ma anche le relazioni delle tre nuove curatrici delle sezioni Egizia ed Etrusca del Museo, alle quali va il nostro benvenuto”.

L’amazzone romana, probabilmente pertinente al frontone del tempio di Apollo Daphnephoros di Eretria, conservata alla Centrale Montemartini di Roma (foto musei in comune)
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Paolo Persano, dottore in ricerca di Archeologia classica

Nella sua tesi “Scultura greca del tardo arcaismo: un nuovo esame delle sculture frontonali del tempio di Apollo Daphnephoros a Eretria”, tesi di perfezionamento in Archeologia e Storia dell’arte alla Scuola Superiore Normale di Pisa Paolo Persano nel 2017 giunge a queste conclusioni: “Nel 1975, nel suo ultimo contributo, rimasto incompiuto, Ranuccio Bianchi Bandinelli assimilò i monumenti antichi a figure della geometria solida, poliedri: Ogni faccia del poliedro rispecchia un particolare elemento – sociale, economico, politico – che entra come componente del tutto e ciascuna faccia è al tempo stesso subordinata all’insieme e in qualche misura determinante per esso. L’insieme non sarebbe valido se ne mancasse una. Tale modello interpretativo conserva una sua utilità ancora oggi e si può adottare anche nella discussione delle sculture del tempio di Apollo Daphnephoros a Eretria: un approccio olistico deve esser finalizzato a considerare più facce di questo poliedro. Procedendo in tale prospettiva, si possono passare in rassegna alcuni aspetti del contesto su cui si è concentrata la presente ricerca. Ricostruzione – Esistono dei pezzi, fra cui la testa già collocata su Antiope, che con qualche plausibilità possono essere riferiti al frontone orientale del tempio, dove bisogna immaginare comparisse il dio dedicatario, forse in associazione con la sorella Artemide, divinità di assoluto rilievo nel pantheon eretriese e oggetto di culto a pochi metri di distanza dal frontone orientale. Il frontone occidentale rimane al momento l’unico per cui si possa proporre una ricostruzione. Il soggetto è un’amazzonomachia con il ratto di Antiope da Teseo: rispetto alla ricostruzione precedente si possono evidenziare alcune significative variazioni: • La testa non era posta sul corpo di Antiope, né può esser attribuita plausibilmente ad altre figure del frontone occidentale. La testa di Antiope doveva invece esser volta anch’essa verso sinistra, come documenta la posizione delle spalle. • I cavalli non erano quattro, ma solamente due e non erano in movimento, ma fermi, come consente di ricostruire l’esame dei frammenti riferibili a questo gruppo. • La gamba conservata della figura D non è compatibile con un’amazzone soccombente, ma considerando l’angolo d’incidenza del femore sulla tibia, deve esser riferita a una figura in movimento verso destra. La sua posizione nello spazio frontonale non può al momento esser determinata. • L’amazzone a terra (E) era verisimilmente raffigurata nell’atto di strapparsi una freccia dal corpo e al frammento di bacino deve con ogni probabilità esser associato un braccio con resti di una freccia. • Il guerriero (F) non era in atto di attaccare, ma era raffigurato mentre cadeva a terra: la posizione delle spalle e del braccio sinistro consentono solo tale ricostruzione. La sua posizione nello spazio frontonale non può al momento esser determinata. • L’amazzone romana (G), probabilmente (ma non sicuramente) pertinente al frontone eretriese, deve esser collocata nella metà del frontone a destra di Atena, in visione di tre quarti. Considerando la sua conformazione, l’ipotesi più probabile è che fosse raffigurata nell’atto di incordare il suo arco. • L’amazzone con la pardalis (H) era volta verso sinistra, ma non è possibile ricostruire con certezza il suo gesto. Le dimensioni ridotte rispetto alle altre figure frontonali obbligano a porre la statua non lontana da una delle due estremità”.

firenze_Maf-logoI prossimi “Incontri al museo 2021-2022”. Giovedì 17 febbraio 2022, Mino Gabriele (università di Udine) su “I sette talismani dell’Impero”; giovedì 10 marzo 2022, Claudia Noferi (Firenze, museo Archeologico nazionale) su “Finché morte non ci riunisca. La figura dell’Antenato e l’idea di “Aldilà” nell’ideologia funeraria etrusca”; giovedì 24 marzo 2022, Gianfranco Adornato (Scuola Normale Superiore di Pisa) su “I pinakes di Locri: ermeneutica e intermedialità”; giovedì 7 aprile 2022, Anna Consonni (Firenze, museo Archeologico nazionale) su “Passammo alla pretesa tomba d’Osiamandias, che non è altro che un Ramesseion…”. I recenti scavi negli annessi economici nord del Ramesseum a Tebe; giovedì 28 aprile 2022, Barbara Arbeid (Firenze, museo Archeologico nazionale) su “Bronzetti votivi zoomorfi in Etruria: animali, uomini e divinità fra simbolo e rito”; giovedì 12 maggio 2022, Graziella Becatti (Université Catholique de Louvain, Belgio) su “Hypnos-Somnus: il dio del sonno, un demone custode”; giovedì 26 maggio 2022, Elena Ghisellini (Università di Roma 2, Tor Vergata) su “Nerone e l’arte greca”.

Egitto. Il cda del Grand Egyptian Museum ha fatto il punto sull’andamento dei lavori: il museo completato al 99%. Al Gem già trasferiti oltre 55mila reperti; più di 4500 del tesoro di Tutankhamon in 85 delle 107 vetrine previste

Veduta panoramica del cantiere del Grand Egyptian Musem (Gem) del Cairo (foto ministry of Tourism and Antiquities)
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La riunione del cda del Gem con il ministro del Turismo e delle Antichità Khaled El-Anany (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Il 99% dei lavori del Grand Egyptian Museum del Cairo è stato completato. Ben 85 delle 197 vetrine dedicate al tesoro di Tutankhamon sono state riempite. E complessivamente al Gem sono già stati trasferiti oltre 55mila reperti. È quanto emerso nella recente riunione del Consiglio di Amministrazione della Grand Egyptian Museum Authority, nella sede del ministero a Zamalek, presieduta dal ministro del Turismo e delle Antichità Khaled El-Anany. È stato il maggiore generale Atef Moftah,  supervisore generale del progetto del Grande Museo Egizio e dell’area circostante, a informare i membri del consiglio sui risultati raggiunti: il completamento del progetto del museo è giunto complessivamente al 99%. E nello specifico, l’implementazione dei sistemi elettromeccanici ha raggiunto il 96% e quella dei sistemi di comunicazione e assicurazione ICT al 90%. “Per quanto riguarda i lavori di valorizzazione dell’area circostante”, specificato sempre Atef Moftah, “i cantieri esterni e gli impianti sono stati completati al 98%, le strade circostanti al 92%, e il fronte verso le piramidi ha raggiunto oltre il 99%”. E intanto sono arrivati al 100% i lavori della struttura in cemento e metallo per il Museo delle barche di Cheope. E si sta cercando la soluzione architettonica per aumentare la capacità di parcheggio dei veicoli dagli attuali 1300 a 2000 posti auto. Infine Al-Tayeb Abbas, assistente ministro del Turismo e delle Antichità per gli Affari Archeologici del Gran Museo Egizio, ha passato in rassegna lo stato di avanzamento dei lavori all’interno: “L’ingresso e la grande scala sono al 99%,  e le finiture della sala del tesoro di Tutankhamon sono al 99%, e i manufatti sono stati collocati in 85 delle 107 vetrine, cioè più di 4500 reperti dei tesori del giovane re”.

Torino. Il museo Egizio mette a disposizione del pubblico, per la prima volta, l’archivio fotografico sul sito web: si inizia con gli 11 siti indagati ai primi del Novecento

I templi sull’isola di File in un’immagine dei primi del Novecento (foto archivio museo egizio)

45mila immagini, suddivise tra circa 25mila lastre fotografiche su vetro o celluloide, 15mila diapositive e 4500 stampe Otto/Novecentesche: sono i numeri impressionanti dell’archivio fotografico del museo Egizio di Torino che ora apre le sue porte al pubblico, mettendo a disposizione per la prima volta, attraverso il sito web dedicato (VISITA L’ARCHIVIO FOTOGRAFICO ONLINE), la prima parte del ricco patrimonio di immagini che documentano le ricerche condotte durante le campagne archeologiche guidate da Ernesto Schiaparelli e Giulio Farina tra il 1903 e il 1937. Il recente lavoro di digitalizzazione, riordino e studio, permette oggi al pubblico di consultare le immagini, corredate di didascalie e brevi descrizioni, degli 11 siti indagati dagli archeologi agli inizi del Novecento, ricontestualizzando così i reperti visibili nelle sale e rivivendo una delle fasi più emozionanti della storia del Museo. Lo studio del materiale presente nell’Archivio è ancora in corso e il sito sarà costantemente aggiornato alla luce delle nuove scoperte, nell’intento di costituire una fonte documentaria per studiosi e specialisti.