Torino. All’Egizio “Io sono Benvenuto” per la Giornata del Rifugiato: serata di happening e spettacoli musicali nelle sale del museo. Ingresso gratuito con un messaggio sul Welcome Wall
Giovedì 22 giugno 2023 al museo Egizio di Torino torna “Io sono Benvenuto”, evento con ingresso gratuito (dalle 18.30 alle 22). Il museo sarà animato da musiche e performance tra cui quelle dei Giovani Cantori di Torino. Il ritmo che le statue della dea Sekhmet creano nell’ambiente della Galleria dei Re dà lo spunto per un’installazione sonora, dove le voci si alternano al silenzio della dea rivolgendole preghiere e inni. Sarà sufficiente scrivere o disegnare un messaggio di benvenuto, da appendere al Welcome Wall all’ingresso del Museo, per entrare gratuitamente all’Egizio giovedì 22 giugno 2023 dalle 18.30 alle 22 (ultimo ingresso 21.15). È la ricetta ormai collaudata di “Io sono Benvenuto”, la serata di happening e spettacoli musicali che si avvicenderanno nelle diverse sale del museo, per celebrare la Giornata Mondiale del Rifugiato. Con questa manifestazione l’Egizio intende confermare la sua vocazione ad essere un luogo di confronto, di dialogo interculturale, un ideale motore di aggregazione e inclusione sociale.

I Giovani Cantori di Torino tra i protagonisti al museo Egizio per la Giornata del Rifugiato “Io sono Benvenuto” (foto museo egizio)
Il programma della serata. La musica sarà protagonista, in un’atmosfera multiculturale: dalla lettura dei geroglifici accompagnata da strumenti tradizionali fino al reggae, da brani con l’arpa e con la pipa cinesi ai canti corali, fino alle canzoni cantautoriali. Ore 19-19.15/ 20-20.15/21-21.15: LOTOS LAB LTD. – MARCO SCIASCIA E BARNABY BROWN – (Piano -1). Un’esperienza di coinvolgimento dei visitatori suonando copie di alcuni antichi strumenti musicali esposti nel museo. Le melodie composte da Barnaby Brown saranno alternate alla lettura dei geroglifici nell’allestimento Il dono di Thot. Ore 19-19.15/ 20-20.15/21-21.15: ASS. ZHISONG (sala 12 – Primo piano). Con Pipa brani ispirati a musiche tradizionali degli Yi, una minoranza etnica cinese del Xinjiang, provincia del nord-ovest della Cina. Con Erhu musiche tradizionali cinesi e Giubilo, suonato abitualmente durante il periodo del Capodanno cinese. Con Guzheng si aggiunge un brano ispirato a una musica tradizionale degli Yao, minoranza etnica cinese e una melodia che ha origini durante la dinastia Qing (1644-1911). Ore 19.30-19.45/20.30-20.45/ 21.30-21.45: RICETTE D’AFRICA – IBSON DAONE (sala 6 – Primo Piano). Performance in solo, chitarra e voce, genere reggae. Ore 19.30-19.45/20.30-20.45/ 21.30-21.45: JACOB – MUSO (Sala 5 – Secondo piano). Presentazione di tre nuovi brani, con tematiche differenti tra loro. Un viaggio che parte dalla Guinea e arriva a Napoli, per un incontro tra mondi diversi, poi non così lontani. Ore 19.30-19.45/20.30-20.45/ 21.30-21.45: GIOVANI CANTORI DI TORINO (Piano Terra – Galleria dei Re). Suoni che convergono per dare voce ad un poeta che racconta il significato dell’accogliere chi è lontano, diverso, difficile da decifrare, andando oltre la superficie comoda delle nostre convinzioni.
Torino. Per Archivissima ’23 il museo Egizio partecipa alla Notte degli Archivi con “Viaggio in Egitto andata e ritorno. I diari di scavo di Francesco Ballerini”
Come si spostavano i reperti tra l’Egitto e Torino a inizio Novecento? E come viaggiavano gli archeologi per partecipare alle campagne di scavo? Lo possiamo scoprire attraverso i diari di Francesco Ballerini, egittologo al seguito di Ernesto Schiaparelli durante gli scavi condotti dal Museo Egizio tra 1903 e 1909. Venerdì 9 giugno 2023, in occasione della Notte degli Archivi – Archivissima ‘23, il museo Egizio di Torino in collaborazione con l’Archivio di Stato di Torino racconterà i diari di scavo di Francesco Ballerini nell’incontro “Viaggio in Egitto andata e ritorno”. La conferenza sarà arricchita da una piccola esposizione di materiali d’archivio. Appuntamento nella sala conferenze del museo. Durata: 30 minuti. Orari delle letture: 18.30, 19.30, 20.30. Ingresso libero fino a esaurimento posti, l’accesso alla sala conferenze avverrà 10 minuti prima dell’evento. Lettere, fotografie, appunti di lavoro e altri documenti saranno letti e commentati per illustrare lo scavo e seguire il viaggio di andata e ritorno di ricercatori e reperti. Prenotazioni su Eventbrite: orario 18.30: https://www.eventbrite.it/…/viaggio-in-egitto-andata-e…; orario 19.30: https://www.eventbrite.it/…/viaggio-in-egitto-andata-e…; orario 20.30: https://www.eventbrite.it/…/viaggio-in-egitto-andata-e….
Capo di Ponte (Bs). Al Centro Comuno di Studi Preistorici la I edizione del Simposio Italiano di Egittologia (SIdE): in presenza e on line
Sarà il Centro Comuno di Studi Preistorici, a Capo di Ponte in Valcamonica, a ospitare la I edizione del Simposio Italiano di Egittologia (SIdE), tra il 6 e l’8 giugno 2023. Il primo giorno sarà dedicato alla registrazione e ad attività informali, mentre le presentazioni saranno divise tra il 7 e l’8 giugno. Il SIdE sarà in formato ibrido, con presentazioni sia in presenza che da remoto e sarà trasmesso online per chi volesse seguirlo nella pagina Facebook e YouTube del Centro Camuno di Studi Preistorici. Per la locandina gli organizzatori si sono ispirati a un frammento parietale conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli, reinterpretato per farne risaltare l’iconografia. “Abbiamo scelto di raggruppare le presentazioni per tematiche”, spiegano gli organizzatori, “sulla base degli abstract presentati, in modo da rendere più semplice lo sviluppo di un dibattito. Il primo giorno il focus verterà su archeologia/cultura materiale e arte figurativa, mentre il secondo giorno si sposterà su collezioni museali, filologia e religione/rito. Nel pomeriggio dell’8 giugno verranno presentati i progetti per il prossimo simposio, con la scelta di un nuovo ente ospitante e l’elezione di un nuovo comitato organizzativo”.
Torino. Al museo Egizio apre la mostra “Frammenti di storia: Eliopoli si racconta” a cura di Federica Ugliano, il nuovo appuntamento del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” con reperti trovati a Eliopoli da Ernesto Schiaparelli

Piccola sfinge da Eliopoli nella mostra “Frammenti di storia: Eliopoli si racconta” del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

L’ingresso alla mostra “Frammenti di storia: Eliopoli si racconta” a cura di Federica Ugliano al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
I frammenti di tre piccole sfingi che provengono da Eliopoli, uno dei principali siti sacri nell’antichità: sono alcuni dei reperti protagonisti della mostra “Frammenti di storia: Eliopoli si racconta”, a cura di Federica Ugliano, il nuovo appuntamento con il ciclo di esposizioni bimestrali, “Nel laboratorio dello studioso”, un viaggio dietro le quinte del museo Egizio di Torino, alla scoperta dell’attività scientifica condotta dai curatori ed egittologi del Dipartimento Collezione e Ricerca del museo. La mostra, dal 2 giugno al 6 agosto 2023 all’Egizio, accende un faro su alcuni dei reperti trovati dall’archeologo Ernesto Schiaparelli e dal suo team di archeologi nella campagna di scavo condotte a cavallo tra il 1903 e il 1906 a Eliopoli, oggi chiamata El-Matariya e situata in un sobborgo del Cairo. Sono previste due visite guidate da un’ora con la curatrice della mostra: la prima martedì 13 giugno 2023 e la seconda martedì 11 luglio 2023, entrambe alle 16.30. La partecipazione è consentita a un massimo di 25 persone con prenotazione online; il costo è di 7 euro a persona (escluso il biglietto d’ingresso).

Federica Ugliano curatrice della mostra “Frammenti di storia: Eliopoli si racconta” (foto museo egizio)
Federica Ugliano, curatrice di “Frammenti di storia: Eliopoli si racconta”, ha conseguito un dottorato di ricerca in studi umanistici (Scienze dei Beni culturali) all’università di Trento, con una tesi dedicata allo studio della collezione predinastica del museo Egizio, di cui ha curato anche il riallestimento. Ha inoltre partecipato a diversi scavi in Italia e in Egitto (Luxor, Abido e Eliopoli). Tra i suoi interessi rientrano la cultura materiale del periodo predinastico, la storia della ricerca archeologica agli inizi del XX secolo e lo studio degli archivi egittologici.

Federica Ugliano nelle fasi di allestimento della mostra “Frammenti di storia: Eliopoli si racconta” (foto museo egizio)
La storia di Eliopoli inizia circa 5500 anni fa, ben prima di faraoni, piramidi e geroglifici. A quest’epoca risalgono infatti i primi reperti in mostra, che testimoniano la presenza di un antichissimo villaggio, costruito sulla cima di una collina di sabbia per mettersi al sicuro dall’inondazione periodica del Nilo. Secondo uno dei miti raccontati dagli antichi egizi sull’origine dell’universo, il dio Atum avrebbe creato il mondo, tutti gli dèi e le creature che lo popolano, dalla sommità di una collina primordiale, emersa dalle acque dell’oceano Nun. che venne identificata proprio con la collina di Eliopoli. A causa di questa sua origine “mitologica”, a partire almeno dall’epoca del faraone Djoser (2700 a.C. circa) piccoli santuari etempli sempre più monumentali, preceduti da viali di sfingi e obelischi, prendono il posto delle abitazioni. Eliopoli si trasforma così in uno dei più importanti centri religiosi di tutto l’Egitto, diventando sede di culto e venerazione di tante divinità e, in particolare, del dio del sole, Ra. Il nome di origine greca che ancora utilizziamo, HeliouPolis – “Città del Sole”, deriva proprio da questa antica tradizione.

Federica Ugliano apre una delle cassettine di Schiaparelli usate per riporre e trasportare i reperti archeologici (foto museo egizio)
Non erano però solo i faraoni a lasciare doni votivi, con dediche e invocazioni agli dèi, ma anche le persone comuni. Tra gli oggetti che potevano essere dedicati alle divinità di Eliopoli, si trovano anche reperti insoliti: in mostra si può ammirare un fossile di riccio marino rinvenuto all’interno di uno dei depositi votivi, scoperti nel 1903 proprio dalla Missione Archeologica Italiana. I geroglifici incisi sulla superficie piana del fossile ci svelano che un sacerdote, di nome Tjanefer, ha trovato questo oggetto curioso e ha deciso di mostrare la propria devozione, consacrandolo al dio Ra e deponendolo all’interno di uno dei suoi templi. Tra le curiosità in mostra anche una delle tante cassettine in legno utilizzate per riporre e trasportare i reperti archeologici, e fatta costruire da Ernesto Schiaparelli.
Torino. Al museo Egizio conferenza del curatore Paolo Del Vesco su “Le figurine femminili della collezione del Museo Egizio”. Incontro in presenza e on line
Le figurine femminili sono oggetti realizzati per lo più in terracotta o pietra (ma anche in legno, avorio o faience) di circa 15-20 cm che rappresentano una figura femminile più o meno stilizzata. “Le figurine femminili della collezione del Museo Egizio” è il tema della conferenza di Paolo Del Vesco, curatore del museo Egizio di Torino, nuovo appuntamento degli incontri con i curatori, lunedì 29 maggio 2023, alle 18, in sala Conferenze del museo Egizio di Torino. Introduce Federica Facchetti, curatrice del museo Egizio. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.

Figurina femminile in terracotta conservata al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Figurine in terracotta di questo tipo sono state ritrovate in tutto il bacino del Mediterraneo, sia in contesti domestici, che funerari e templari. Le figurine rinvenute in Egitto e databili al Nuovo Regno, in particolare, includono elementi figurativi come orecchini tondi, ampie parrucche, coni di profumo o copricapi. La figura, inoltre, può essere a volte sdraiata su un letto e accompagnata da oggetti come uno specchio, un vasetto o una giara, e può anche essere rappresentata in compagnia di un bambino o nell’atto di allattarlo al seno. La conferenza sarà incentrata su alcune delle figurine che fanno parte della collezione del museo Egizio e sul dibattito in corso fra gli studiosi a proposito dei significati e delle funzioni che questi oggetti così particolari potevano avere.

L’archeologo Paolo Del Vesco, curatore al museo Egizio di Torino (foto museo Egizio)
Paolo Del Vesco è curatore e archeologo al museo Egizio dal 2014, con esperienza di scavo in Italia, Siria, Arabia Saudita, Egitto e Sudan. Partecipa dal 2015 alle missioni archeologiche del museo Egizio a Saqqara e a Deir el-Medina e ha collaborato alla realizzazione delle mostre “Missione Egitto 1903-1920. L’avventura archeologica M.A.I. raccontata” (2017), “Anche le statue muoiono. Conflitto e patrimonio tra antico e contemporaneo” (2018) e “Attraverso gli occhi di Tutankhamon: prospettive alternative sull’egittologia” (2022) e delle nuove sale museali “Alla ricerca della vita. Cosa raccontano i resti umani?” (2021).
Vicenza. Ultimi giorni per visitare, nella Basilica palladiana, la grande mostra “I creatori dell’Egitto eterno. Scribi, artigiani e operai al servizio del faraone”: gli orari. E mercoledì visita guidata per famiglie


La mostra “I creatori dell’Egitto eterno” prorogata al 28 maggio 2023
Ultimi giorni per visitare a Vicenza, nella Basilica palladiana, la grande mostra “I creatori dell’Egitto eterno. Scribi, artigiani e operai al servizio del faraone”, ideata e promossa dal Comune di Vicenza e dal Museo Egizio, con il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Vicenza, in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio e la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza. La promozione e l’organizzazione sono curate da Marsilio Arte, che ne pubblica il catalogo. I partner dell’esposizione sono Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia – Vicenza, Fondazione Giuseppe Roi, AGSM AIM, Confindustria Vicenza, LD72, Beltrame Group ed Euphidra. L’esposizione rimarrà allestita fino a domenica 28 maggio 2023 nel salone della Basilica palladiana e sarà aperta martedì 23, mercoledì 24 e giovedì 25 maggio 2023, dalle 10 alle 18, venerdì 26, sabato 27 e domenica 28 maggio 2023, dalle 10 alle 19. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.

Visite guidate per famiglie in basilica palladiana alla mostra “I creatori dell’Egitto eterno” (foto comune di vi)
Mercoledì 24 maggio 2023, alle 17, è in programma una visita guidata a partenza fissa per famiglie che durerà 60 minuti. I posti sono limitati (al massimo 25 persone), pertanto è consigliata la prenotazione online sia del biglietto per la mostra sia della visita guidata. Il costo della visita è di 6 euro a cui aggiungere il costo del biglietto d’ingresso alla mostra. I visitatori dovranno presentarsi all’ingresso 10 minuti prima dell’inizio della visita.

Il faraone Ramses II tra il dio Amon e la dea Mut, gruppo in granito dal tempio di Amon a Karnak (XIX dinastia, regno di Ramses II, 1279-1213 a.C.), conservato al museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)

Il ricco bookshop della mostra “I creatori dell’Egitto eterno” (foto comune di vi)
Il percorso espositivo presenta 180 reperti, 160 provenienti dalle collezioni del Museo Egizio e 20 dal Louvre di Parigi: statue, sarcofagi, papiri, bassorilievi, stele scolpite e dipinte, anfore, amuleti e strumenti musicali permettono di ricostruire la vita quotidiana degli abitanti di Deir el-Medina. Tra i tesori esposti a Vicenza c’è anche il sarcofago antropoide di Khonsuirdis e il corredo della regina Nefertari, ritornato in Italia dopo diversi anni di tour all’estero, in prestito a musei ed enti internazionali. Ai reperti originali si uniscono alcuni contenuti multimediali, che senza sostituirsi all’imprescindibilità della cultura materiale, ampliano, come una sorta di “doppio digitale”, le informazioni e le conoscenze che gli oggetti stessi ci tramandano.
Roma. In Campidoglio la prima Giornata dell’Archeologia italiana all’Estero promossa dal Maeci: 246 missioni archeologiche, antropologiche e etnologiche italiane con 180 direttori. Il vice presidente del Consiglio Tajani: “Gli archeologi italiani sono gli ambasciatori ad honorem senza feluche e con gli scarponi da deserto”
“Siete i nostri ambasciatori perché portate il nostro saper fare e aprite porte di dialogo e di confronto in Paesi importanti per noi”. Così Antonio Tajani, vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, nel salutare i direttori delle 246 missioni archeologiche, antropologiche & etnologiche italiane all’estero riuniti nell’aula Giulio Cesare del Campidoglio a Roma per la prima Giornata dell’Archeologia Italiana all’Estero, per condividere esperienze e risultati delle attività di ricerca, scavo e restauro condotte nei 5 continenti.

I direttori di missioni archeologiche italiane all’estero con le autorità e i tecnici ministeriali sulla terrazza del Campidoglio (foto maeci)

L’aula Giulio Cesare del Campidoglio dove si è aperta la prima Giornata dell’Archeologia italiana all’Estero (foto maeci)
L’iniziativa, organizzata dal Maeci in collaborazione con il Comune di Roma, ha voluto manifestare l’eccellenza italiana nella ricerca archeologica all’estero che le Missioni archeologiche finanziate dalla Farnesina (246 nel 2022) conducono da decenni nei cinque continenti, con l’obiettivo di accrescere presso il grande pubblico e le competenti istanze parlamentari una maggior consapevolezza e attenzione su tale eccellenza italiana. Dopo i saluti del “padrone di casa”, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri (“Straordinaria la capacità dell’Italia nel mettere a servizio le proprie competenze”), e l’intervento di Tajani (“Gli archeologi italiani sono gli ambasciatori ad honorem senza feluche e con gli scarponi da deserto”), ha parlato il ministro alla Cultura Gennaro Sangiuliano (“Grazie all’archeologia ritroviamo le nostre radici, la nostra identità, un tassello dell’immaginario italiano che vogliamo proiettare nel mondo. E sono tantissimi i contributi dati alla ricerca storica dal 1909, anno dell’istituzione della scuola archeologica”), con un video-messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (“Le nostre missioni contribuiscono a valorizzare una parte del patrimonio storico e artistico, scrigno di ricchezze da conservare e trasmettere alle future generazioni”).
Le testimonianze dei capi missione hanno confermato che l’eccellenza italiana in questo campo è riconosciuta in tutto il mondo. Non solo nelle aree di presenza storica, come il bacino del Mediterraneo e il Medio Oriente, ma anche in Sudamerica, in Asia orientale, fino al Giappone. Come si diceva nel 2022 sono state 246 le missioni archeologiche italiane condotte da 184 direttori in 66 Paesi. Di queste missioni 42 sono impegnate in 37 siti Unesco presenti in 20 Paesi. Grazie al Maeci sono impegnate all’estero 55 tra università, istituzioni di ricerca ed enti privati. Sono circa 3000 gli studiosi e i ricercatori italiani e stranieri coinvolti. E per il 2023 sarebbe state proposte oltre 280 missioni archeologiche all’estero per le quali dovrebbe esserci una copertura delle spese intorno al 70%. E dietro a queste iniziative ci sono circa 400 accordi di collaborazione tra istituzioni italiane e straniere.
Torino. Al Salone internazionale del Libro il direttore del museo Egizio Christian Greco presenta il suo nuovo libro “Alla ricerca di Tutankhamun”. Modera Massimo Sideri, editorialista del Corriere della Sera
Secondo incontro del museo Egizio di Torino con il Salone internazionale del Libro. E protagonista è lo stesso direttore Christian Greco per raccontare la storia della scoperta che nel 1922 rivoluzionò gli studi sull’antico Egitto: la tomba del faraone Tutankhamon. Appuntamento sabato 19 maggio 2023, alle 16, in Sala Blu (padiglione 2) del Salone del libro di Torino, per la presentazione del libro “Alla ricerca di Tutankhamun” di Christian Greco in dialogo con Massimo Sideri, editorialista Corriere della Sera. Quando nel novembre 1922 Howard Carter entra nella tomba del faraone Tutankhamon, la soglia che varca non è solo fisica. Grazie a quella scoperta, che annulla la distanza temporale tra l’Antico Egitto e l’era delle missioni archeologiche, il nome di Tutankhamon torna ad essere pronunciato dopo tremila anni. Verificando, infatti, le credenze religiose in base alle quali è stato concepito, la tomba di Tutankhamon ha garantito al faraone una seconda vita, come simbolo dell’intera civiltà egizia. Come è stato possibile? Con il suo nuovo libro, Christian Greco accompagna i lettori in un affascinante viaggio che inizia con la riforma religiosa del faraone “eretico” Akhenaton ed esplora i grandi misteri legati a Tutankhamon – dai suoi antenati alle cause della morte – fino a indagare l’impatto che i favolosi oggetti rinvenuti nella tomba hanno avuto sull’immaginario contemporaneo. Al centro, gli incredibili eventi che portarono Howard Carter alla scoperta della tomba, l’opera archeologica grazie alla quale gli oggetti diventano reperti, il ruolo dei mass media e della politica, l’impatto che questa scoperta ha avuto su tutto il Novecento.
Torino. Il museo Egizio per l’International museum Day ha ricordato un importante progetto “Alla ricerca della vita”. Disponibile il podcast
“Oggi più che mai i musei sono realtà dinamiche, al loro interno e nella relazione con la società civile”: comincia così la riflessione proposta dal museo Egizio di Torino per l’International museum Day. “Uno dei temi complessi con cui al museo Egizio siamo costantemente chiamati a interrogarci è il trattamento dei resti umani, da studiare per trarne informazioni preziose e da esporre con grande cura, per via delle forti implicazioni etiche. La Giornata Internazionale dei Musei ci offre l’occasione per ricordare un progetto importante, “Alla ricerca della vita”: una sala del museo dedicata alla vita nell’antico Egitto attraverso lo studio dei resti umani e l’omonimo podcast realizzato in collaborazione con Piano P. Dallo scavo al rinvenimento, dall’immagazzinamento alle analisi sul DNA, un racconto del lavoro di archeologi, antropologhe, conservatori e genetiste per uno studio dei resti umani che dice moltissimo della nostra storia passata e del nostro presente”. Si può trovare il podcast al link http://ow.ly/W9T450OqOt7.
Insieme le voci, le penne e le matite di archeologi, storici, illustratori. Mercoledì 31 maggio 2023, all’università Ca’ Foscari di Venezia, il convegno “LA STORIA A COLORI. Mondo antico e archeologia attraverso fumetti, albi illustrati ed editoria per l’infanzia” promosso dal dipartimento di Studi umanistici di Ca’ Foscari (dott.ssa Francesca Iannarilli, prof. Emanuele Ciampini). L’idea è nata dal fumetto realizzato per la Missione al Jebel Barkal in Sudan (
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