Firenze. Al museo Archeologico nazionale tornano i “Pomeriggi dell’Archeologico” che spaziano dall’Antico Egitto al Medioevo: ecco il programma da settembre a dicembre

Da settembre a grande richiesta riprendono al museo Archeologico nazionale di Firenze i “Pomeriggi dell’Archeologico”. Insieme a prestigiosi relatori e relatrici, verranno affrontati i temi più svariati spaziando dall’Antico Egitto al Medioevo, perché tante sono le anime dell’archeologia e del MAF. Si tratteranno pratiche della vita quotidiana, di ideologia funeraria, di storia dell’archeologia, di tutela del patrimonio durante le emergenze e di molto altro. Ecco l’elenco degli incontri in programma fino a dicembre 2026. Ingresso gratuito esclusivamente su prenotazione. Per informazioni: man-fi@cultura.gov.it, 055-2357717.
PROGRAMMA. 10 settembre 2026, “L’arte di illuminare presso gli Etruschi” con Vittorio Mascelli (musei Vaticani); 24 settembre 2026, “Non solo un affare di mummie: alle origini dell’Egittologia in Toscana” con Daniela Picchi (museo civico Archeologico di Bologna); 8 ottobre 2026, “La riscoperta della città medievale di Tusculum (Monte Porzio Catone): quando storia e archeologia da sorelle gelose si trasformano in alleate preziose per la ricerca” con Valeria Beolchini (EEHAR-CSIC); 19 novembre 2026, “La museruola di Kroton. Equipaggiamento equino e arte della cavalleria presso gli antichi Greci” con Gregorio Aversa (MAF); 26 novembre 2026, “Costantino e la Basilica di San Pietro in Vaticano” con Paolo Liverani (università di Firenze); 10 dicembre 2026, “Archeologia nel cratere del sisma. Tra ricostruzione, tutela e valorizzazione. Il caso della basilica di San Benedetto di Norcia” con Claudia Cenci (soprintendente), Gabriella Sabatini (MAF), Marco Cruciani (SABAP Umbria).
Firenze. Al museo Archeologico nazionale visite guidate tattili, al mattino (alla scoperta delle creature fantastiche del mondo antico) e alla sera (a tu per tu con la Chimera), in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità
Mercoledì 3 dicembre 2025, il museo Archeologico nazionale di Firenze, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, propone due appuntamenti; uno al mattino e uno la sera. Al mattino, “L’arte è il tempo dei sensi. La scoperta multisensoriale dell’archeologia del MAF: creature fantastiche e animali del mondo antico”: visita guidata tattile alle 10 e alle 12, per gruppi di max. 8-10 persone non vedenti o ipovedenti, con accompagnatori, della durata di ca. 90 minuti. L’itinerario di visita si articolerà su due piani del Museo attraverso l’uso dell’ascensore e l’esplorazione tattile sarà effettuata mediante l’uso di guanti anallergici in nitrile, resi disponibili dal museo. Prenotazione obbligatoria da effettuarsi contattando l’UICI di Firenze al numero telefonico 055.580319.
La sera: “Chimera. Un mito non solo da sognare…. Visita guidata tattile”. Apertura straordinaria serale dalle 18 alle 22 (ultimo ingresso 21.15) con possibilità di visita guidata tattile della “copia identica” della Chimera, realizzata nel 2012 dalla Fonderia Artistica Ferdinando Marinelli di Firenze, con la medesima tecnica e le stesse proporzioni del bronzo antico. La visita sarà compresa nel costo del biglietto e a cura dell’archeologo Gregorio Aversa e della restauratrice Giulia Basilissi, in collaborazione con i Servizi Educativi del Museo (primo turno ore 18.30; secondo turno ore 20.30). Sarà possibile l’utilizzo dell’ascensore per raggiungere il primo piano del museo e l’esplorazione tattile sarà effettuata mediante l’uso di guanti anallergici in nitrile, resi disponibili dal museo. È gradita la prenotazione all’indirizzo man-fi@cultura.gov.it
Firenze. Al museo Archeologico nazionale per la Festa della Musica visite guidate tra Antico Egitto e antica Grecia
Il 21 giugno 2025, in occasione della Festa della Musica, dopo il consueto orario di apertura del sabato, il museo Archeologico nazionale di Firenze effettuerà un’apertura straordinaria al pubblico dalle 15 alle 19, con visite guidate, in più turni, comprese nel biglietto d’ingresso (non è necessaria la prenotazione). Per il primo turno alle 15.15 Anna Consonni, curatrice della sezione “Museo Egizio” del museo Archeologico nazionale di Firenze, accompagnerà i partecipanti in un percorso dal titolo “Sulle note del passato: musica e musicisti nell’antico Egitto”. Seguirà alle 16 Gregorio Aversa, funzionario archeologo del museo Archeologico nazionale di Firenze, con un percorso dal titolo “Mousikē téchnē: musica greca per immagini”. Un secondo turno è previsto alle 17 (dott.ssa Consonni, “Sulle note del passato: musica e musicisti nell’antico Egitto”) e alle 18 (dott. Aversa, “Mousikē téchnē: musica greca per immagini”). L’appuntamento è per tutti all’ingresso del Museo.
Crotone. Al museo Archeologico nazionale di Capo Colonna apre la mostra “Axioma” dell’artista veneziano Andrea Valleri, le cui opere richiamano al senso dell’esistenza e del pensiero autentico che ci danno il senso della vera bellezza

Un’opera pittorica di Andrea Valleri nella mostra “Axioma” al museo Archeologico nazionale di Capo Colonna (foto drm-calabria)
Al via il 13 luglio 2024 al museo Archeologico nazionale di Capo Colonna (Kr) la mostra “Axioma” dell’artista Andrea Valleri. L’inaugurazione alle 18. Presenta Francesco Cuteri. Intervengono Gregorio Aversa, coordinatore dei musei del Crotonese e responsabile del museo nazionale Archeologico di Crotone; Vincenzo Voce, sindaco di Crotone; e Marianna Savrami, curatrice della mostra. “Axioma”, da cui in italiano assioma o postulato, rinvia etimologicamente a ciò che ha una dignità, è degno di essere considerato nel suo valore, pone un ponte bidirezionale tra cultura scientifica e cultura umanistica, porta il visitatore a riconnettersi con la matrice storica unitaria da cui provengono le differenze. La mostra sarà visitabile fino al 16 agosto 2024. Valleri ha scelto Crotone e nello specifico il museo Archeologico di Capo Colonna, perché è il naturale percorso di tre sue precedenti mostre, negli anni 2022 e 2023, nell’isola di Samos in Grecia, l’isola dove nacque e visse inizialmente Pitagora; Crotone quindi rappresenta il luogo di destinazione dove Pitagora insegnò e fondò la scuola fino a terminare la sua vita nella vicina Metaponto. Costituisce un chiaro richiamo al pitagorismo ma, simultaneamente, anche a tutta quella tradizione connessa alle figure di Parmenide e Platone, figure che rappresentano ancora oggi il richiamo alla fondatezza del mondo intellegibile.

Un’opera pittorica di Andrea Valleri nella mostra “Axioma” al museo Archeologico nazionale di Capo Colonna (foto drm-calabria)

Una scultura di Andrea Valleri nella mostra “Axioma” al museo Archeologico nazionale di Capo Colonna (foto drm-calabria)
Il senso fondamentale delle sue opere richiama al senso dell’esistenza e del pensiero autentico che, nella giusta combinazione, ci danno il senso della vera bellezza. Le sue opere di scultura e pittura si ispirano a grandi modelli del passato, contenuti nella letteratura e nelle arti visive del mondo classico. Questi prototipi sono di per sé evolutivi si dispiegano nella storia, affondano le loro radici in Omero ed Esiodo, attraverso le opere dei grandi maestri del pensiero (Platone, Fidia, Policleto), essi culminano nel dinamismo del periodo ellenistico e passano quindi nella civiltà romana, che li ha resi archetipi della stessa civiltà in tutto il mondo. Egli ritiene che l’archeologia sia idonea a promuovere un confronto tra la storicità del pensiero e l’arte contemporanea. Le sue opere, che indagano sistematicamente nell’antichità e interpretano aspetti della storia e della tradizione, offrono al visitatore un contesto intimo per il dialogo tra creatività antica e contemporanea.

Un’opera pittorica di Andrea Valleri nella mostra “Axioma” al museo Archeologico nazionale di Capo Colonna (foto drm-calabria)

L’artista veneziano Andrea Valleri (dal suo profilo FB)
Andrea Valleri nasce a Venezia il 14 dicembre 1959. Dopo gli studi liceali classici, si laurea in filosofia nel 1985. Veneziano di origine e greco di “adozione”, inizia la sua carriera nell’insegnamento come lettore madrelingua di italiano ad Atene. Dal 1989 fino oggi insegna filosofia presso l’Istituto “Cavanis” di Venezia. L’artista è un autentico esponente del linguaggio della pop art. Utilizza immagini familiari, dando loro un significato profondo. Mette in relazione le sue opere contemporanee con opere e sculture del nostro patrimonio culturale. La prospettiva di Andrea Valleri evidenzia il valore universale della antichità greca, vista come imprinting di una cultura dinamica in continua evoluzione. Le opere di pittura, dense di archetipi e segni alfabetici, offrono al pubblico occasioni di reinterpretare in modo sempre originale e sempre nuovo i frammenti del passato. Le opere di scultura, nel richiamare ai miti antichi attraverso decostruzioni, permettono anche allo spettatore di avere conoscenza dei materiali della loro composizione, svelano autenticamente il messaggio che il senso della realtà è la stessa critica del presente.
Calabria. Il quarto appuntamento di “Fuori Campo. Il cinema abbraccia la storia” fa tappa al parco e museo archeologico di Capo Colonna (Kr) con “Heraion Lakinion. Il mare il sacro e il mito”. In presenza e in streaming su Fb. Protagonisti i registi Antonio Martino e Fabio Serpa, l’archeologa Maria Teresa Iannelli e il film sul patrimonio sommerso proposto dal RAM film festival
Dopo la pausa di Ferragosto si riprende con gli appuntamenti di “Fuori Campo, il Cinema abbraccia la Storia”. Per il quarto appuntamento, la rassegna fa tappa sabato 20 agosto 2022 in uno dei siti più suggestivi della Calabria, nel parco e museo Archeologico di Capo Colonna (Kr) col tema “Heraion Lakinion. Il mare il sacro e il mito”: modera Ernesto Orrico. L’evento, finanziato dal MiC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e dalla Fondazione Calabria Film Commission attraverso l’Avviso pubblico per il sostegno alla realizzazione di festival e rassegne cinematografiche e audiovisive in Calabria 2022, è realizzato grazie alla collaborazione del Ministero della Cultura – Direzione regionale Musei Calabria, RAM Film Festival, Calabria Movie International Short Film Festival e le Direzioni dei Musei e Parchi coinvolti. L’ingresso nel museo e nel parco è gratuito come il resto dell’iniziativa. Per chi non potrà essere presente, può seguire la diretta streaming sulla nostra pagina FB di rete Cinema Calabria. Ad accogliere gli ospiti, alle 18, per la visita al museo e al parco archeologico di capo Colonna sarà lo stesso direttore Gregorio Aversa. Alle 19, nell’anfiteatro del parco, “L’ultima colonna. La terra, il sacro, il mare, la memoria”, video racconto sul parco archeologico di Capo Colonna: un piccolo docufilm a quattro voci realizzato per la tappa da Francesco Cristiano e introdotto, come il resto degli appuntamenti, da Ernesto Orrico, figura fondamentale di moderazione e raccordo, che accompagna il pubblico presente da inizio rassegna in questo percorso di scoperta e conoscenza. Ai saluti, alle 19.20, del direttore Aversa, segue, alle 19.30, sempre nella cornice dell’anfiteatro del parco, l’interessante conversazione sull’archeologia territorio su “L’Heraion del Capo Lacinio. Il mito il culto e il mare” a cura dell’archeologa Maria Teresa Iannelli, Iannelli, responsabile della tutela e della ricerca archeologica nelle subcolonie locresi di Hipponion, di Medma, di Caulonia e di Mèthauros e del relativo. Alle 20, a cura e grazie alla collaborazione di Calabria Movie Short Film Festival, proiezione del cortometraggio di Fabio Serpa “Cracolice” (Italia, 2020; 11’) che narra le vicende di quella che è stata definita la Chernobyl calabrese: questo paesino marittimo del Tirreno è tristemente noto alla cronaca per un evento scoppiato nei primi anni ’90, mai smentito né confermato: a seguito dell’approdo delle famose “navi dei veleni”, la popolazione giovane smise improvvisamente di crescere, creando degli eterni adolescenti. Come questo sia stato possibile, rimane ancora un mistero. Alle 20.15, “Il canto della Sirena: archeologia progresso e tradizione”: workshop su cinema, territorio, archeologia e antropologia, che avrà un particolare taglio politico questa volta, come è nella storia professionale del regista Antonio Martino che da sempre si occupa di documentazioni e reportage di denuncia in ambito internazionale. “Con la riforma agraria, con la forzata industrializzazione del territorio e poi con il boom dell’edilizia abusiva”, ricorda il regista, “iniziarono a venire fuori, seppur involontariamente, reperti archeologici inediti. Molti dei siti archeologici vennero completamente distrutti in nome del progresso. Reperti unici per valenza storica vennero dispersi oppure scavati abusivamente e venduti sul mercato nero, attirando “tombaroli” e ricattatori da tutta Italia. Tra questi, un pezzo unico nel suo genere come l’Askos che testimonia direttamente la presenza di Pitagora a Crotone, trafugato e venduto sul mercato nero e finito nelle vetrine del museo Getty di Malibu”. Per l’occasione parlerà del suo ultimo lavoro in fieri, che sta realizzando proprio nella zona di Crotone e che svela una storia ricca di particolari poco conosciuti ai più. Chiude la giornata, alle 21, a cura del RAM film festival Rovereto Archeologia Memorie la proiezione del film “Il patrimonio sommerso. Un mistero sul fondo del mare” di Eugenio Farioli Vecchioli e Marta Saviane e prodotto da RAI Cultura (Italia, 2020; 60’) che ci porterà a scoprire il mondo sommerso dei nostri mari, che custodiscono tesori e patrimoni inestimabili: la città di Baia, la nave di Albenga, il satiro danzante di Mazara del Vallo, l’incredibile scoperta dei rostri navali della battaglia delle Egadi.
Dantedì al museo Archeologico nazionale di Crotone: incontro on line su Dante, la sua lingua e la figura della Sirena, personaggio mitologico collegato all’antica Kroton

Dante viaggiò e visse in vari luoghi d’Italia: Firenze, che lo vide venire al mondo nel 1265 e poi lo esiliò; Verona che prima lo ospitò e poi lo lasciò andare; Ravenna, che lo accolse fino alla fine dei suoi giorni nel 1321; ma anche altre tappe a Roma, Arezzo, Pisa, Bologna, Forlì… Pur non essendo mai sceso in Calabria, il Padre della lingua italiana cita però uno dei personaggi mitologici più direttamente collegati al patrimonio culturale dell’antica città greca di Kroton: la Sirena. In occasione del Dantedì 2021, giovedì 25 marzo, dalle 18, diretta Facebook sulle pagine del museo Archeologico nazionale di Crotone e della Società Dante Alighieri di Crotone per parlare di Dante, della sua lingua e della figura della Sirena. Partecipano: Gregorio Aversa, direttore museo Archeologico nazionale di Crotone; Antonella Cosentino, presidente Società Dante Alighieri di Crotone. L’iniziativa si svolge in collaborazione col Teatro della Maruca di Crotone.






Uno specchio in bronzo con impugnatura a forma di fanciulla panneggiata databile alla prima metà del V secolo a.C. prodotta da officine di metallurghi di Crotone ed una grande lekythos – brocca per oli e balsami – decorata a figure nere, prodotta in Attica, la regione di Atene, intorno al 500 a.C., e attribuibile al Pittore di Edimburgo: sono solo due degli straordinari esposti alla mostra “Nostoi, rientri condivisi”, aperta al pubblico nella sala esposizioni temporanee del museo Archeologico nazionale di Capo Colonna, con ingresso libero, dal 6 luglio al 31 ottobre 2024, tutti i giorni (escluso lunedì) dalle 9 alle 19.
La mostra, che i parchi archeologici di Crotone e Sibari hanno organizzato per rendere conto dell’imponente patrimonio sottratto nel territorio calabrese a mercanti d’arte e tombaroli negli ultimi anni grazie al prezioso lavoro dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone, illustra, in sintesi, le principali operazioni d’indagine tra le quali spiccano in particolar modo quelle denominate “Tempio di Hera” e “Achei”. La prima ha visto coinvolto il sacro promontorio di Hera Lacinia, la seconda ha permesso di recuperare importantissimi documenti della cultura crotoniate.








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