Napoli. Al museo Archeologico nazionale per “Lo scaffale del Mann” presentazione dei libri “Archeologie barbariche. La ricerca sull’antico a Capri e nelle province di Napoli e Terra di Lavoro” e “La ricerca archeologica a Capri in epoca borbonica”
Nuovo appuntamento al museo Archeologico nazionale di Napoli con “Lo scaffale del Mann”: mercoledì 23 novembre 2022, alle 16.30, presentazione dei libri sulle Archeologie borboniche e la ricerca archeologica a Capri. Dopo i saluti del direttore del Mann, Paolo Giulierini, introducono Teresa Elena Cinquantaquattro segretario regionale MiC per la Calabria e il prof. Carlo Rescigno dell’università della Campania “L. Vanvitelli”. Intervengono Francesca Longobardo e Massimo Visone.

La copertina del libro “Archeologie barbariche. La ricerca sull’antico a Capri e nelle province di Napoli e Terra di Lavoro”
“Archeologie barbariche. La ricerca sull’antico a Capri e nelle province di Napoli e Terra di Lavoro” di Raffaella Bosso, Luca Di Franco, Giancarlo Di Martino, Simone Foresta e Rosaria Perrella. Nell’ambito del progetto “Masgaba. Una carta archeologica per l’isola di Capri”, promosso e finanziato dai Comuni di Capri e Anacapri, sotto la direzione scientifica della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, curato dall’associazione Apragopolis e dal CNR ISPC è stato organizzato il convegno “Archeologie borboniche. La ricerca sull’antico a Capri e nelle province di Napoli e Terra di Lavoro”. L’interesse comunemente e costantemente rivolto alle città vesuviane di Pompei, Ercolano e Stabia, scaturito dalle nuove scoperte a partire dal 1738 nel sottosuolo di campagna dei piccoli paesi vesuviani, ha comportato una minore attenzione verso siti di grande valore storico quali appunto in primis Capri, la cui “scoperta” archeologica, segnata dallo scritto di Giuseppe Maria Secondo, era una conseguenza diretta del boom che questa materia stava subendo. Eppure Capri, sede imperiale per oltre un decennio del turbolento Tiberio e ancor prima luogo di diletto del più mite Augusto, fu oggetto di scavi sempre più intensi ma praticamente sconosciuti. Allo stesso modo la città di Napoli, capitale del regno, o Pozzuoli svelavano le loro antichità.

Copertina del libro “La ricerca archeologica a Capri in epoca borbonica”
“La ricerca archeologica a Capri in epoca borbonica” di Luca Di Franco. Questo volume nasce e si struttura a seguito degli studi intrapresi da anni sul territorio di Capri, indagato di volta in volta sotto i vari aspetti che ne hanno costituito la storia archeologica. Le fondamenta di tali studi hanno poi trovato, dal 2019, il supporto istituzionale rappresentato dal progetto “Masgaba. Una carta archeologica per l’isola di Capri”, condotto sotto la direzione scientifica della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli.
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Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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