Roma. All’Istituto Archeologico Germanico, due giornate di incontro di studi in ricordo di Enzo Lippolis. Ecco il programma

Il 28 e 29 ottobre 2026, all’Istituto Archeologico Germanico in via Sardegna a Roma, l’incontro di studi in ricordo di Enzo Lippolis.
PROGRAMMA MERCOLEDÌ 28 OTTOBRE 2026. Alle 9.30, saluti: Ortwin Dally, Luigi M. Caliò, Stella Falzone. Alle 9.45, Ellenismo e romanizzazione: Francesco Maria Ferrara, “La Macedonia e oltre: produzione di modelli di rappresentatività sociale nel Mondo Ellenistico”; Chiara Portale, “Ellenismo e romanizzazione: uno sguardo dalla Sicilia”; Gian Michele Gerogiannis, “Tra Tessaglia ed Epiro: forme di ellenismo tra centro e periferia”; 10.45, pausa caffè. Alle 11.15, Città e territorio: Aldo Borlenghi, “Il tempio a due celle del santuario repubblicano di Montenero Sabino (Rieti)”; Elisabetta Interdonato – Federico Giletti, “Città e territorio: dinamiche insediative e strutture del sacro tra Grecia, Magna Grecia e Roma”; Alessandro M. Jaia, “Il contributo della Topografia storica per l’analisi dei paesaggi antichi risemantizzati: il caso delle Termopili”. Alle 12.15, Architettura: Monica Livadiotti, “La “prassi negata” e i suoi confini insulari: un’estensione della teoria del riuso rituale di Enzo Lippolis all’Egeo orientale”; Nicolò Masturzo, “Il Calcidico augusteo di Leptis Magna: iscrizione dedicatoria e architettura”; Alessandro D’Alessio, “Asimmetrie dello stile e simultaneità del non contemporaneo: il caso del tempio in località San Leucio a Canosa”; 13.15, pausa pranzo. Alle 14.15, Cultura materiale: Marina Albertocchi, “Significato e iconografia di una statuetta fittile dall’acropoli di Gela”; Chiara Tarditi, “La produzione di vasellame in metallo a Taranto nel periodo ellenistico: proposte, dubbi, influenze”; Chiara Giatti, “La materia dei Misteri. Testimonianze eleusine a Roma tra tarda Repubblica e Impero”. Alle 15.15, Archeologia del culto: Massimo Nafissi, “Zeus Eleutherios e la memoria di Platea nell’agorà di Atene”; Valeria Parisi, “Lucera, in Magna Grecia. Culto e cultura materiale oltre i confini (disciplinari)”; 16, pausa caffè. Alle 16.30, Apulia: Ortwin Dally, “L’archeologia della Puglia come archeologia mediterranea”; Antonietta Dell’Aglio, “Gli impianti produttivi di Taranto: aggiornamenti e conferme topografiche”; 18, conferenza serale, Massimo Osanna, “Orione a Pompei. Nuove ricerche su due enigmatici ellenistici”.
PROGRAMMA GIOVEDÌ 29 OTTOBRE 2026. Alle 9.30, Museo di Taranto: Stella Falzone, “Ricomporre, riordinare, e comunicare. L’eredità di Enzo Lippolis nel Museo archeologico nazionale di Taranto”; Laura Masiello, “Archeologia come progetto. L’attività di Enzo Lippolis per il Museo di Taranto”; R. Belli Pasqua – G. Rocco, “Architettura funeraria tarantina. I risultati preliminare del PRIN Taras (2022)”; Amelia D’Amicis, “La ceramica sovradipinta di “Gnathia” a Taranto. Un percorso di conoscenza”. Alle 10.45, Magna Grecia: Carlo Rescigno, “La forma di Crotone: dati dei nuovi scavi”; 11.15, pausa caffè. Alle 11.45, Etruria: Marina Micozzi, “Tra architettura e sepoltura. Una tomba di età imperiale dalla necropoli etrusca di Monte Abatone a Cerveteri”. Alle 12.15, Grecia: Rita Sassu, “L’archeologia del culto nelle poleis doriche. Il caso di Sparta”; Nicola Cucuzza, “Rovine dell’Età del Bronzo e religiosità greca a Creta”; 13, pausa pranzo. Alla 14, Creta/Gortina: Luigi M. Caliò, “La fine delle città: Gortina e Agrigento”; Gilberto Montali, “Edifici da spettacolo a Gortina”; Giulio Vallarino, “Il pritaneo di Gortina”; 15, pausa caffè. Alle 15.30, Tavola Rotonda: Francesca Romana Stasolla, Pier Giovanni Guzzo, Patrizio Pensabene, Pietro Vannicelli.
Napoli. Alla Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti l’incontro internazionale di Studi “Comunicare la Cultura Materiale del Mediterraneo Antico”: due giorni dedicati al confronto su approcci, metodi e strumenti per la comunicazione della cultura materiale. Ecco il programma

Il dibattito sul ruolo del patrimonio culturale nello sviluppo socio-culturale, nella qualificazione o riqualificazione del territorio e dell’ambiente sociale ha assunto nel tempo una sempre maggiore importanza nei programmi degli enti per la tutela e la valorizzazione e degli enti di ricerca. Comunicare la cultura materiale costituisce una delle sfide più complesse, rispetto alla quale si sono fatti negli ultimi decenni enormi progressi, con una significativa sensibilizzazione degli addetti ai lavori e grazie alla centralità che il tema ha assunto nell’ambito delle Digital Humanities. Il 14 e 15 ottobre 2026 alla Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli, in via Mezzocannone 8, si terrà l’Incontro Internazionale di Studi “Comunicare la Cultura Materiale del Mediterraneo Antico”, dedicato al confronto su approcci, metodi e strumenti per la comunicazione della cultura materiale. La discussione verterà su casi di studio, esperienze condotte in siti, parchi e musei archeologici, e sulle sperimentazioni sviluppate da enti e gruppi di ricerca, valorizzando la sinergia tra archeologia, comunicazione museale e Digital Humanities.
L’avvicinamento del pubblico e delle comunità locali alla cultura materiale dei centri del Mediterraneo antico è essenziale non solo affinché esse possano conoscere e riappropriarsi del proprio passato, ma anche perché possano garantire il loro contributo alla conservazione e alla trasmissione nel tempo di un patrimonio culturale di cui sono custodi. Ciò può avvenire solo attraverso l’attuazione di strategie comuni per la disseminazione e trasmissione delle conoscenze sulla cultura materiale a tutti i livelli. L’incontro di studi si connette al progetto di ricerca SiDiCumaFleg – sistemi digitali per la conoscenza e la valorizzazione della cultura materiale dei Campi Flegrei in età romana in corso presso il Dipartimento di Studi Umanistici, avente come obiettivo lo sviluppo di un sistema integrato di conoscenze finalizzato alla tutela e alla valorizzazione della cultura materiale dei Campi Flegrei (Na, Campania) e incentrato su quei manufatti che rappresentano la ricchezza culturale di questo territorio e delle sue comunità tra III sec. a.C. e V sec. d.C. I Campi Flegrei costituiscono dunque il punto di partenza di una riflessione che vuole però coinvolgere studiosi ed esperti di comunicazione impegnati nelle diverse aree del Mediterraneo, per confrontarsi su approcci, metodi e strumenti per la comunicazione della cultura materiale.
La discussione si concentrerà sulle strategie della comunicazione e trasmissione di evidenze materiali spesso difficili da raccontare al grande pubblico, attraverso la sinergia tra archeologia, comunicazione museale e Digital Humanities.
PROGRAMMA MERCOLEDÌ 14 OTTOBRE 2026. Napoli, Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli: alle 10.30, saluti: ANDREA MAZZUCCHI, magnifico rettore dell’università di Napoli “Federico II”; EDOARDO MASSIMILLA, componente interno del Consiglio di Amministrazione dell’università di Napoli “Federico II”; GIANLUCA GIANNINI, direttore del dipartimento di Studi umanistici dell’università di Napoli “Federico II”; ROSALBA DI MEGLIO, coordinatrice del CdLM in Archeologia del Mediterraneo dell’università di Napoli “Federico II”. Introduzione ai lavori: CARMELA CAPALDI, università di Napoli “Federico II”, ANTONELLA CIOTOLA, università di Napoli “Federico II”: “SiDiCuMaFleg. Una risorsa digitale per la cultura materiale dei Campi Flegrei”. SEZIONE I – Musei: progetti e orientamenti, presiede EMMANUEL BOTTE, Centre Jean Bérard UAR 3133 CNRS-EFR. Alle 11, LUIGINA TOMAY, direzione regionale Musei nazionali della Campania, “Raccontare la cultura materiale ai visitatori dei musei. Qualche esempio dalla rete dei Musei nazionali della Campania”; 11.30, FRANCESCO SIRANO, museo Archeologico nazionale di Napoli, “Comprendere, partecipare, appartenere. Il MANN accessibile”; 12, MARIA RISPOLI, museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi”, “Dal museo al territorio: governance, partecipazione ed educazione al patrimonio nel Museo Archeologico di Stabia”; 12.30, FRANCESCO MUSCOLINO, musei nazionali di Cagliari, “La Sardegna e il Mediterraneo: strategie di comunicazione e nuovi allestimenti nei Musei Nazionali di Cagliari”; 13, Refreshment break. SEZIONE II — Territorio e parchi archeologici: progetti e orientamenti, presiede RAFFAELLA BONAUDO, musei nazionali di Matera. Alle 14, ASTRID D’EREDITÀ, parco archeologico del Colosseo, “Oltre la vetrina. Raccontare la cultura materiale sui social del Parco Archeologico del Colosseo”; 14.30, TIZIANA D’ANGELO, parchi archeologici di Paestum e Velia, “Che chic l’archeologia. Raccontare le storie del Mediterraneo antico ai Parchi archeologici di Paestum e Velia; 15, MARINA CASO, parco archeologico di Ercolano, “La cultura materiale di Herculaneum nella prospettiva futuristica di Amedeo Maiuri”; 15.30, SIMONE MARINO, parco archeologico di Ercolano, “Il patrimonio culturale dell’antica Ercolano nell’orbita di un ecosistema digitale”; 16, LUCA DI FRANCO, GIANCARLO DI MARTINO, ROSARIA GAROFALO, musei e parchi archeologici di Capri, “La cultura materiale dell’antica Capri tra ricerca e valorizzazione museale”; 16.30, MARCO MIANO, MARTA POLLIO, STEFANIA TUCCINARDI, università di Messina, “La villa di Damecuta, 1937-2027: un secolo di ricerche in un GIS”; 17, MARIA LUISA TARDUGNO, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio area metropolitana di Napoli, “I depositi del Rione Terra di Pozzuoli: archeologia nascosta e strategie per comunicare la cultura materiale”.
PROGRAMMA GIOVEDÌ 15 OTTOBRE 2026. Napoli, Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli. SEZIONE I – Musei: progetti e orientamenti, presiede CARLO RESCIGNO, Scuola Superiore Meridionale. Alle 9, SARA AIRÒ, STELLA FALZONE, AGNESE LOJACONO, AMBRA MORTELLARO, ALESSANDRA VIVACQUA, museo Archeologico nazionale di Taranto, “Raccontare la cultura materiale. Le strategie di comunicazione delle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MarTA”; 9.30, LUANA TONIOLO, museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e museo delle Civiltà, “La materia della memoria: oggetti e cultura materiale a Villa Giulia”; 10, LAURA PETACCO, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, “Comunicare il tempo di Roma. Il progetto multimediale L’eredità di Cesare e la conquista del tempo come strategia di valorizzazione dei Fasti Capitolini; 10.30, Coffee break. SEZIONE III – Cultura materiale e archeologia urbana, presiede CARLO RESCIGNO, Scuola Superiore Meridionale. Alle 11, GIULIA BOETTO, Centre Camille Jullian, CNRS, Aix Marseille Université, “Comunicare la cultura marittima: relitti di navi in museo, Italia ed Europa a confronto”; 11.30, GIULIANA BOENZI, DANIELA GIAMPAOLA, STEFANO IAVARONE, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, “Conoscere, documentare, comunicare il paesaggio urbano costiero di Napoli antica”; 12.15, GIOVANNA BALDASARRE, ANNA CAPARRO, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, “Napoli sottosopra: raccontare l’archeologia al grande pubblico. Il progetto di tutela attiva e comunicazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli”; 12.45, ALBERT RIBERA, Institut Català d’Arqueologia Clàssica, “Valentia, la storia di una città romana ricostruita e spiegata attraverso la ceramica”; 13.15, Refreshment break. SEZIONE IV – Studio e comunicazione nell’era del digitale, presiede: LUCA CERCHIAI, università di Salerno. Alle 14.30, MACARENA BUSTAMANTE, Universidad de Granada, “Digital Humanities e ceramica. L’archivio online Corpus Vasorum Hispanorum”; 15, MARIA TERESA D’ALESSIO con ROSY BIANCO, SARA BOSSI, VALERIO BRUNI, Sapienza, Università di Roma, “I paesaggi urbani di Pompei nell’Atlante digitale della città”; 15.30, MACARENA BUSTAMANTE, Universidad de Granada, ANTONELLA CIOTOLA, università di Napoli “Federico II”, ARIANA PÉREZ, Universidad de Cantabria, ALBERT RIBERA, Institut Català d’Arqueologia Clàssica, CHRISTOPH BAIER, FRANCESCO FERRARA, Österreichisches Archäologisches Institut, “Lo studio di un grande contesto ceramico a Pompei, Regio VII insula 4”. Presiede ALESSANDRO MANNI, università di Napoli “Federico II”. Alle 16, GLORIA OLCESE, università di Milano, “Comunicare la cultura materiale di Ischia: approcci digitali per l’accessibilità e la valorizzazione dell’area artigianale di Santa Restituta di Lacco Ameno e dei palmenti rupestri dell’isola”; 16.30, MATTEO D’ACUNTO, CHIARA IMPROTA, CRISTIANA MERLUZZO, FRANCESCO NITTI, università di Napoli L’Orientale, MARCO CAPURRO, Scuola Normale Superiore di Pisa, “Dalla ricerca alla comunicazione della cultura materiale: le esperienze dell’Università di Napoli L’Orientale tra Terza Missione e digitalizzazione a Cuma e Pithekoussai”; 17, LUCA CERCHIAI, università di Salerno, Presentazione delle comunicazioni scritte.
Salerno-Fisciano-Caselle in Pittari (Sa). Al via il primo convegno interamente dedicato a “Caselle in Pittari: un insediamento della Lucania antica”: tre giornate di studio, confronto e condivisione dei risultati delle ricerche dell’università di Salerno, con la soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino. Ecco il programma

Al via il primo convegno interamente dedicato a “Caselle in Pittari: un insediamento della Lucania antica”: il 7, 8 e 9 ottobre 2026 tre giornate di studio, confronto e condivisione dei risultati delle ricerche condotte dall’équipe dell’università di Salerno, in collaborazione con la soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino. Le indagini condotte dall’università di Salerno a Caselle in Pittari negli ultimi dieci anni hanno portato alla luce un immenso e significativo patrimonio archeologico ed epigrafico che rende questo insediamento lucano di particolare interesse, benché ancora molti siano gli aspetti da chiarire. Pertanto, l’incontro costituisce l’occasione per presentare i risultati delle ricerche condotte nel sito e metterli a confronto con quelli provenienti dalle indagini svolte negli ultimi anni nei siti del basso Tirreno, in particolare quelli che ricadono nel territorio compreso fra le valli del Mingardo e del Lao, nonché con quelli della Lucania interna. Il convegno, dunque, prevede la presentazione dei lavori dei gruppi di ricerca attivi nei diversi centri, con l’obiettivo di riaprire il dibattitto sui temi legati ai sistemi insediativi e, in particolare, ai luoghi di culto e alle pratiche rituali nel mondo italico a cui è dedicata la tavola rotonda. Le sessioni vedranno l’attiva partecipazione di illustri studiosi, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni da tempo impegnati nella tutela e nella valorizzazione di questo importante patrimonio archeologico.
PROGRAMMA 7 OTTOBRE 2026, alle 10, apertura dei lavori a Palazzo Ruggi d’Aragona, in via Tasso a Salerno, sede della soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino, con i saluti istituzionali: Virgilio D’Antonio, magnifico rettore dell’università di Salerno; Armando Bisogno, direttore del dipartimento di Scienze del Patrimonio culturale – UniSa; Luigi La Rocca, capo dipartimento per la Tutela del Patrimonio culturale – MIC; Anna Onesti, soprintendente ABAP Sa-Av; Mauro Menichetti, direttore del laboratorio di Archeologia “Mario Napoli” – UniSa; Francesco Colace, direttore del Centro ITC per i Beni culturali – UniSa. CASELLE IN PITTARI, IL TERRITORIO: presiede Luigina Tomay. Alle 10.30, Antonia Serritella (UniSa) “Caselle in Pittari, la città ritrovata”; 11, Ettore Valente, Elda Russo Ermolli, Giuseppina Balassone (UniNa), Domenico Guida, Mario Valiante (UniSa) “Aspetti geologici e geomorfologici del sito di Laurelli”; 11.30, pausa caffè; 12, Elio De Magistris (UniSa) “Viabilità e territorio fra le valli del Mingardo e del Bussento”. CASELLE IN PITTARI, GLI SPAZI DELL’INSEDIAMENTO: presiede Anna Onesti. Alle 12.30, Luigi Capozzoli, Gregory De Martino (IMIOT-CNR), Enzo Rizzo (UniFe) “Le indagini geofisiche”; 13, Antonio Serritella, Maria Luigia Rizzo, Michele Scafuro (UniSa) “La ricostruzione dell’impianto urbanistico, gli edifici e i contesti”; 13.30, pausa pranzo. CASELLE IN PITTARI, IL SACRO: presiede Marina Cipriani. Alle 14.30, Maria Luigia Rizzo, Chiara Comegna (Unisa), Celestino Grifa (UniSannio) “Il complesso sacro”; 15, Michele Scafuro (UniSa) “I culti e i riti”; 15.30, Paolo Poccetti (Uni Tor Vergata), Luigi Vecchio (UniSa) “Le dediche”; 16, pausa caffè. CASELLE IN PITTARI, IL RESTAURO DIGITALE: presiede Elena Russo. Alle 16.30, Francesco Colace, Angelo Lorusso, Michele Pellegrino, Domenico Santaniello (Unisa) “Valorizzare il patrimonio digitale nell’era digitale: restauro virtuale, ambienti immersivi e nuove forme di fruizione nell’area archeologica di Laurelli”; 17, discussione e presentazione dei poster.
PROGRAMMA 8 OTTOBRE 2026, alle 10, nell’aula Pecoraro dell’università di Salerno, a Fisciano (Sa). IL QUADRO DEGLI INSEDIAMENTI NEL BASSO TIRRENO: presiede e introduce Luca Cerchiai (Unisa). Alle 10, Salvatore De Vincenzo (UniTuscia), Gianluca Soricelli (UniMolise) “Roccagloriosa: nuovi dati dagli scavi sul pianoro sud-est”; 10.30, Helenia Fracchia (università di Alberta, Canada) “Roccagloriosa: il centro fortificato e il suo territorio”; 11, Simona Di Gregorio, Maria Tommasa Granese, Elena Russo (Sabap Sa-Av) “Testimonianze insediative nel golfo di Policastro”; 11.30, pausa caffè; 12, Fabrizio Mollo (UniMe) “Gli insediamenti delle Valli del Noce e del Lao e del sito di Santa Gada di Laino Borgo”; 12.40, Fabrizio Sudano (MarRC), Stefania Mancuso (Libera università di Lingue e comunicazione di Milano) “La polis di Terina tra topografia e organizzazione urbanistica”; 13.10, Paolo Poccetti (Uni Tor Vergata) “Un quadro dei rinvenimenti epigrafici in Lucania”; 13.40, pausa pranzo; 14.30, discussione finale: coordina Angela Pontrandolfo (emerito Unisa); ne discutono Luca Cerchiai, Emanuele Greco, Adriano La Regina, Giovanni Mastronuzzi, Massimo Osanna, Paolo Poccetti, Carlo Rescigno e Luigi Vecchio.
PROGRAMMA 9 OTTOBRE 2026, giornata conclusiva a Caselle in Pittari, nella Sala Consiliare del Comune. Alle 11, saluti istituzionali: Giampiero Nuzzo, sindaco di Caselle in Pittari; Virgilio D’Antonio, magnifico rettore dell’università di Salerno; Anna Onesti, soprintendente ABAP Sa-Av; Giuseppe Coccorullo, presidente parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni; Giuseppe Tuozzo, presidente BCC Magna Grecia; Mauro Menichetti, direttore del laboratorio di Archeologia “Mario Napoli” – UniSa; Francesco Colace, direttore del Centro ITC per i Beni culturali – UniSa. TAVOLA ROTONDA “Un progetto di valorizzazione per l’area archeologica di Laurelli”: coordina Anna Onesti; intervengono: Roberto Cavaliere, Giuseppe Coccorullo, Francesco Colace, Domenico Guida, Elena Russo, Antonio Pellegrino, Gianluca Ragone, Jepis Rivello, Maria Luigia Rizzo, Michele Scafuro, Antonia Serritella, Michele Speranza, Giuseppe Tuozzo, Ottavia Voza. Alle 13, pranzo con prodotti tipici del luogo; 14.30, visita all’area archeologica; 17, partenza per Salerno.
Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale il convegno “Paestum e il dorico: nuove proposte sull’architettura sacra in Magna Grecia”: storici, archeologi e architetti si confronteranno su forme, proporzioni e soluzioni costruttive. Con visita al Tempietto dorico. Ecco il programma

Il 16 luglio 2026, al museo Archeologico nazionale di Paestum, si terrà “Paestum e il dorico: nuove proposte sull’architettura sacra in Magna Grecia”, giornata di studi dedicata al dorico, il linguaggio architettonico che ha modellato templi e santuari in tutto il Mediterraneo antico e che ha conosciuto una straordinaria fortuna in epoca moderna, grazie al Grand Tour. Il convegno nasce nel cuore di un contesto unico: lo scavo in corso del Tempietto presso le mura occidentali di Paestum, un edificio dorico che sta restituendo dati preziosi sulle tecniche costruttive e sulle pratiche rituali delle comunità greche d’Occidente. Durante la giornata, storici, archeologi e architetti si confronteranno su forme, proporzioni e soluzioni costruttive, mettendo a dialogo esperienze diverse per comprendere come il dorico sia diventato, tra antico e moderno, un linguaggio condiviso e al contempo ricco di varianti locali.
PROGRAMMA. Alle 9.30, Saluti istituzionali e apertura dei lavori: Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia; Roberto Vannata, dirigente del Servizio II della direzione generale Musei; 9.45, “L’architettura monumentale a Taranto tra arcaismo e protoclassicismo” con Giorgio Rocco, Politecnico di Bari; 10.15, “Tra dorico e ionico. Nuovi dati sulle architetture arcaiche cumane” con Carlo Rescigno, Scuola Superiore Meridionale; 10.45, “Note preliminari sull’architettura templare agrigentina nell’età di Terone” con Giorgio Rocco e Antonello Fino, Politecnico di Bari; 11.15, Pausa caffè; 11.45, “Per il dorico di Paestum – osservazioni sul tempio di Nettuno” con Dieter Mertens, Istituto Archeologico Germanico di Roma; 12.15, “Il dorico pestano e il dibattito settecentesco sulle origini dell’architettura” con Fabio Mangone, università di Napoli “Federico II”; 13, Pranzo; 14, “Le terrecotte architettoniche dagli scavi del tempietto: tetti e sistemi decorativi” con Carlo Rescigno e Andrea Averna, Scuola Superiore Meridionale; 14.30, “Il tempio dorico tardo-arcaico presso le mura di Paestum: una proposta ricostruttiva” con Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia; Maria Boffa, Francesco Scelza, Teresa Demauro, Francesco Mele, Vincenzo Amato, per i parchi archeologici di Paestum e Velia; 15, “Verso la mostra “La città nel tempio” con Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia; Maria Boffa, Giovanna Renga, Ornella Silvetti (Ales), Rosaria Sirleto (Ales), Teresa Demauro, per i parchi archeologici di Paestum e Velia. A seguire visita allo scavo del tempietto presso le mura di cinta di Paestum.
Napoli. Alla Scuola Superiore Meridionale presentazione del libro “Parthenope e Neapolis”, Atti del LXII Convegno di Studi sulla Magna Grecia, realizzato a cura di Carlo Rescigno e Luigi La Rocca

Mercoledì 15 luglio 2026, alle 11.30, nell’aula magna della Scuola Superiore Meridionale, in via Mezzocannone 4 a Napoli, presentazione del libro “Parthenope e Neapolis”, Atti del LXII Convegno di Studi sulla Magna Grecia, realizzato a cura di Carlo Rescigno e Luigi La Rocca. Introducono Arturo De Vivo e Aldo Siciliano. Presentano il libro Riccardo Di Cesare (università di Foggia) e Amedeo Visconti (università Suor Orsola Benincasa di Napoli).

Parthenope e Neapolis. Il libro, dedicato alle origini di Napoli e ai più recenti studi su Parthenope e Neapolis, il primo insediamento e la città di fondazione greca dai quali discende Napoli, raccoglie gli atti del LXII Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2023) che si tiene ogni anno a Taranto, con un approfondimento tematico sempre diverso. E offre l’occasione per approfondire il dibattito sull’archeologia della città, sul suo inserimento nel contesto contemporaneo e sulle prospettive future. Nel 2023 il tema è stato Parthenope e Neapolis e nelle giornate del convegno si è discusso delle fonti antiche, delle diverse interpretazioni a loro attribuite dagli studiosi, delle tante novità archeologiche che i lavori per la costruzione della Metropolitana e una accorta azione di tutela hanno permesso di sedimentare. La presentazione sarà l’occasione per tornare a discutere di archeologia napoletana, del suo inserimento nel contesto del contemporaneo, del suo futuro.
Napoli. A Palazzo Corigliano (UniOr), in presenza e online, la conferenza “Cuma, Fondo Valentino: nuovi dati dal santuario di Hera” con Luigi La Rocca (dipartimento per la tutela del Patrimonio Culturale) e Carlo Rescigno (Scuola Superiore Meridionale)

Lunedì 18 maggio 2026, alle 10.30, al Salone delle Conferenze di Palazzo Corigliano all’università di Napoli L’Orientale, in piazza San Domenico Maggiore 12 a Napoli, la conferenza ‘Cuma, Fondo Valentino: nuovi dati dal santuario di Hera” con Luigi La Rocca (capo dipartimento per la tutela del Patrimonio Culturale, MiC) e Carlo Rescigno (professore ordinario di Archeologia Classica, Scuola Superiore Meridionale). Su di una terrazza aperta sul mare, presso l’angolo sud-occidentale della città bassa di Cuma, esisteva un importante santuario di fondazione alto arcaica, dedicato ad Hera. Grazie a un accordo tra proprietà privata, Soprintendenza per l’area metropolitana di Napoli e Scuola Superiore Meridionale, dal 2024 ha preso avvio una ricerca sistematica dalla quale emergono elementi, forma e articolazione di un nuovo monumento cumano. Tramite votivi, frammenti ceramici, iscrizioni, documenti architettonici si compone una nuova pagina di storia dell’architettura e del sacro dell’Italia antica. Dopo i saluti istituzionali di Paola Ricciardi (soprintendente ABAP per l’Area Metropolitana di Napoli) e l’introduzione di Teresa E. Cinquantaquattro (diretrice del Servizio II, DG ABAP, MiC), intervengono Luigi La Rocca e Carlo Rescigno. Ne discutono Matteo D’Acunto e Marco Giglio. Tutti gli interessati sono invitati a partecipare. Sarà possibile seguire la conferenza anche in remoto, tramite piattaforma Zoom, chiedendo il link ai responsabili della segreteria dell’evento: g.vitiello12@studenti.unior.it, f.friscia@studenti.unior.it.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale, in presenza e on line, presentazione pubblica del “Centro per l’Archeologia Alfonso De Franciscis e Mario Napoli”, un nuovo spazio dedicato alla memoria e all’eredità di due grandi figure dell’archeologia italiana
Lunedì 19 gennaio 2026, alle 16, all’Auditorium del museo Archeologico nazionale di Napoli, presentazione pubblica del “Centro per l’Archeologia Alfonso De Franciscis e Mario Napoli”, un nuovo spazio – con sede a Palazzo De Franciscis a Caserta – dedicato alla memoria e all’eredità di due grandi figure dell’archeologia italiana, con l’obiettivo di promuovere la formazione di giovani archeologi, europei e internazionali, favorendo l’adozione di tecniche avanzate e approcci multidisciplinari. Inoltre, si propone di valorizzare e tutelare le realtà archeologiche meno conosciute nel territorio campano e oltre, rafforzando i legami tra arte, storia e società, in linea con la visione dei due maestri. Alfonso de Franciscis e Mario Napoli, compagni di studi e stimati colleghi, sono stati due pilastri dell’archeologia nel secondo dopoguerra. La loro attività ha segnato un punto di svolta nel modo di approcciare lo studio, lo scavo e la conservazione dei reperti archeologici, distinguendosi per rigore metodologico e visione innovativa. Entrambi hanno formato generazioni di giovani studiosi, lasciando un’eredità che oggi il nuovo Centro intende perpetuare e rinnovare.
Alla presentazione, che si può seguire in streaming sul canale YouTube del Mann, saranno presenti Francesco Sirano, direttore del Mann; Vittorio de Franciscis, presidente del Centro; Stefano De Caro, già soprintendente archeologo di Napoli e Caserta; Angela Pontrandolfo, professore emerito dell’università di Salerno; e Carlo Rescigno, membro del CNR e docente all’università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Modera l’incontro Antonio Ferrara, giornalista di “Repubblica”.
Paestum (Sa). Il 2026 porta al parco archeologico la mostra “La città nel tempio” che prende le mosse dalla scoperta del tempietto arcaico e aggiorna la ricerca sull’architettura dorica e sul rapporto tra la città antica e il paesaggio, la religione e l’urbanistica. Prime anticipazioni
I parchi archeologici di Paestum e Velia annunciano la realizzazione della mostra “La città nel tempio”, nel corso del 2026, anche grazie al cofinanziamento della Regione Campania. L’esposizione è ispirata alla recente scoperta di un santuario magno-greco ai margini occidentali dell’antica Poseidonia-Paestum e si propone come uno dei progetti scientifici ed espositivi più rilevanti degli ultimi anni puntando a condividere con il grande pubblico gli aggiornamenti della ricerca sull’architettura dorica e sul rapporto tra la città antica e il paesaggio, la religione e l’urbanistica. La mostra si articolerà tra il museo Archeologico nazionale di Paestum e l’area dove sorge il tempietto dorico, configurandosi come un percorso diffuso capace di mettere in dialogo reperti, contesto archeologico, ricostruzioni, nuove tecnologie. L’allestimento presenterà una selezione di materiali, riportati alla luce durante lo scavo (ancora in corso) – principalmente elementi architettonici in pietra locale (travertino e arenaria) ed ex voto in terracotta- accostati ad altri reperti provenienti da altri musei della Magna Grecia e della Sicilia, per offrire un confronto più ampio sul tema dei santuari e delle fondazioni coloniali. Il percorso sarà inoltre arricchito da una sezione fotografica d’autore, ideata per integrare la narrazione archeologica con lo sguardo dell’arte contemporanea. A guidare il progetto espositivo è un Comitato Scientifico composto da studiosi di rilievo internazionale, a testimonianza del valore e dell’ambizione dell’iniziativa. Ne fanno parte Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia; Mehrdad Hejazi, dell’University of Isfahan; Clemente Marconi, professore all’università di Milano; Dieter Mertens, già direttore dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma; Massimo Osanna, direttore generale Musei; Valeria Parisi, dell’università della Campania Luigi Vanvitelli; Carlo Rescigno, professore all’università della Campania Luigi Vanvitelli.

Tiziana D’Angelo, direttrice dei parchi archeologici di Paestum e Velia, sullo scavo del tempietto dorico nel santuario presso le mura di Poseidonia (foto pa-paeve)
Il percorso espositivo. La mostra sarà articolata in diverse sezioni. Una prima parte, dedicata alla scoperta e allo scavo, racconterà il percorso di ricerca dal presente alle origini del santuario, attraverso fotografie, rilievi, piante, disegni, filmati e approfondimenti geomorfologici e topografici. Una seconda sezione, “Il santuario e la città”, sarà dedicata alla ricostruzione del tempio nelle sue diverse fasi edilizie, all’evoluzione dello stile dorico a Paestum e alla rilettura dell’assetto urbanistico e del paesaggio antico. Seguirà una sezione dedicata al rito, al culto e alle divinità, in cui i materiali votivi permetteranno di ricostruire l’evoluzione delle pratiche cultuali dall’età greco-lucana fino all’età romana. Accanto all’esposizione archeologica, il progetto prevede una mostra fotografica affidata a un autore di fama internazionale, chiamato a interpretare lo scavo, il paesaggio e la scoperta attraverso il linguaggio dell’immagine. L’area dello scavo sarà parte integrante del percorso: grazie all’utilizzo di tecnologie immersive saranno proposte ricostruzioni virtuali del tempietto nelle diverse fasi della sua vita e installazioni contemporanee che permettono di restituirne l’alzato e la decorazione. Saranno, inoltre, previste visite guidate curate dal personale dei Parchi, comprese nel biglietto di ingresso e importanti progetti didattici orientati all’accessibilità cognitiva.

Veduta a volo d’uccello dell’area di scavo del tempietto dorico a ridosso delle mura di Poseidonia-Paestum (foto mic)
Una scoperta che riscrive la storia urbana di Paestum. La scoperta di un nuovo edificio templare collocato a ridosso del circuito murario occidentale, nei pressi della torre 12 e a poca distanza dall’antica linea di costa risale al 2019 durante i lavori di restauro e messa in sicurezza delle mura urbane. È emersa, inoltre, una notevole quantità di materiali architettonici lapidei – blocchi di basamento, rocchi di colonne, metope, triglifi, sime e gocciolatoi, riconducibili a un edificio sacro di ordine dorico. Le successive indagini aerofotografiche e geofisiche hanno permesso di individuare con precisione il perimetro della struttura.

Capitelli, rocchi di colonna, elementi del fregio e del cornicione: sono i frammenti lapidei di un tempio dorico del V sec. a.C. emersi lungo le mura di Paestum nel 2019 (foto parco archeologico Paestum)
Tra il 2022 e il 2024 sono state condotte le prime campagne di scavo sistematiche, che hanno restituito una stratigrafia complessa, estesa dalla prima età imperiale fino alle fasi più antiche della colonia greca, con evidenze che in alcuni punti risalgono addirittura all’epoca preistorica. Nell’estate del 2025 l’area è stata acquisita dai Parchi archeologici di Paestum e Velia e le indagini stanno proseguendo su una superficie di circa 480 mq, con l’obiettivo di comprendere meglio la funzione del santuario, il suo rapporto con le mura urbane e il territorio circostante, nonché di individuare la divinità titolare del culto.

Veduta zenitale del tempietto dorico con l’annesso altare scoperto a ridosso delle mura di Paestum (foto mic)
Il tempio, il paesaggio, il culto. La campagna di scavo 2022-2024 ha riportato alla luce un tempio dorico di modeste dimensioni (11,60 x 7,60 m), orientato est-ovest e databile alle fasi finali dell’epoca arcaica, agli inizi del V secolo a.C. L’edificio presenta una peristasi con 4 colonne sui lati brevi e 6 su quelli lunghi, una cella chiusa sul fondo e un altare collocato in asse a circa 9 metri di distanza. Al di sotto della struttura sono stati individuati frammenti pertinenti a un edificio ancora più antico, databile alla prima metà del VI secolo a.C., oltre a testimonianze di frequentazioni preistoriche, tra cui un recinto di pietre inglobato nella costruzione sacra. Il santuario si inserisce in un’area già compresa nella prima pianificazione urbanistica della colonia e si colloca lungo un limite naturale della città, sulla falesia che segna la placca di travertino su cui sorge Paestum. Come avviene in altri contesti del mondo greco, la presenza di uno spazio sacro al confine contribuisce a definire un’idea di limite permeabile, luogo di passaggio tra città e mare, tra cittadini e stranieri, tra dimensione religiosa, politica ed economica. Un’interpretazione che apre nuove prospettive sul ruolo del santuario come presidio simbolico e territoriale della polis. Dallo scavo proviene un numero eccezionale di reperti: oltre 10.000 oggetti, attualmente conservati nei depositi del museo. Particolarmente abbondanti sono la coroplastica e la ceramica miniaturistica, accanto a ceramiche d’impasto, ceramica corinzia, ceramica a vernice nera, metalli, ambra, osso lavorato ed elementi architettonici che in alcuni casi conservano tracce di decorazione policroma.

Veduta da drone del tempietto greco lungo le mura di Paestum con il team di archeologi che segue le ricerche: al centro la direttrice Tiziana D’Angelo (foto pa-paeve)
Un progetto scientifico ampio. Dal punto di vista strategico, la mostra intende rafforzare il posizionamento dei parchi archeologici di Paestum e Velia come luogo di ricerca, sperimentazione e divulgazione, capace di intercettare un pubblico non solo regionale ma internazionale. Il progetto garantirà piena accessibilità e sarà sviluppato in collaborazione con università, enti di ricerca e partner culturali, per favorire una partecipazione ampia e consapevole alla fruizione del patrimonio.

Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia, e Massimo Osanna, direttore generale dei Musei, all’inaugurazione della sezione romana del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)
Giornata di studi. “La città nel tempio” nasce anche con l’obiettivo di offrire alla comunità scientifica una base aggiornata di dati su cui avviare nuove riflessioni sull’architettura sacra e sull’urbanistica della Magna Grecia. In quest’ottica, il progetto sarà accompagnato da una giornata di studi dal titolo (provvisorio): “Paestum e il dorico: nuove proposte sull’architettura sacra in Magna Grecia”, preliminare all’inaugurazione della mostra e alla pubblicazione del catalogo scientifico.











Commenti recenti