“Lapilli sotto la cenere”. Con la 14.ma clip del parco archeologico di Ercolano il direttore Francesco Sirano, inizia a portarci alla scoperta della Casa dei Rilievi dionisiaci, nella zona nord-occidentale dell’antica Ercolano. Prima parte: terrazza sull’avancorpo e terrazza mediana

Le caratteristiche terrazze sovrapposte della Casa dei Rilievi dionisiaci nella zona nord-occidentale di Ercolano (foto Paerco)

Con la 14.ma clip della serie “Lapilli sotto la cenere” dedicata all’esplorazione di realtà che per necessità conservative, di restauro o contingenze non sono accessibili al pubblico, il direttore del parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano, inizia a portarci alla scoperta della Casa dei Rilievi dionisiaci, nella zona nord-occidentale dell’antica Ercolano. In questa prima parte, si esplorano la terrazza sull’avancorpo che dava sul mare, e la terrazza mediana della Casa dei Rilievi dionisiaci.

Gli edifici più panoramici dell’antica Ercolano si affacciavano sul fronte a mare. Anche all’estremità settentrionale troviamo un complesso che è articolato su terrazze: è la Casa dei Rilievi dionisiaci. “Questo complesso – spiega Sirano – non è stato completamente scavato, ma da quello che riusciamo a vedere sappiamo che aveva una zona che affacciava direttamente, anche se ora non si vede bene perché lo scavo deve essere ancora completato. C’è una terrazza intermedia e una terrazza superiore. L’edificio si completava con un grande porticato che si trova oggi nella parte ancora non scavata, ma che  fu esplorata durante gli scavi borbonici. Esplorare una zona di Ercolano antica solo parzialmente scavata deve comportare uno sforzo di fantasia. In questo momento siamo sulla terrazza che guardava verso il mare, che oggi non possiamo vedere perché è spostato di un chilometro più a valle, e ci troviamo all’interno della Casa dei Rilievi dionisiaci, una casa caratterizzata dalla presenza di un grande vano, un salone di rappresentanza, e da un padiglione che affacciava proprio sul mare in maniera panoramica”.

Il direttore Francesco Sirano nel grande salone della terrazza sull’avancorpo, con pavimento in lastre di marmo, nella Casa dei Rilievi dionisiaci di Ercolano (foto Paerco)

Anche se siamo all’interno di uno scavo archeologico che deve continuare, si riesce a capire bene dove ci si trova: un grande salone, con una pavimentazione di lusso fatta con lastre di marmo. “Ecco i negativi delle lastre che erano state strappate perché evidentemente prima del 79 d.C. qui si stavano svolgendo dei lavori di restauro”, fa notare Sirano. “Attraverso delle porte finestre, anch’esse dovevano avere una soglia di marmo, di materiale prezioso, si passava in un porticato con un pavimento a mosaico e dei pilastri di mattoni rivestiti di stucco bianco, che forma delle scanalature e imita delle colonne di marmo. Il peristilio, questo colonnato, circondava per intero l’avancorpo della villa. Superato il colonnato ci troviamo su una larga terrazza che circonda l’intero avancorpo, panoramica, da cui si godeva della brezza e della vista sul mare. È impressionante guardare le sezioni esposte dello scavo, perché si possono leggere in crollo quelli che erano i muri perimetrali e i piani superiori della casa. La furia con cui il vulcano si è abbattuto su questa casa la vediamo anche nelle stanze retrostanti il salone che si affacciava verso il mare. Qui infatti abbiamo un corridoio il cui pavimento si è letteralmente ribaltato in una voragine che si era creata al momento del cataclisma connesso all’eruzione. Grazie a questo conosciamo ora anche molto bene questo muro che foderava il fronte del promontorio su cui era articolata la casa nelle sue varie terrazze. Impressionante è anche il crollo delle pareti che davano verso il mare. Queste erano formate da muri in laterizio con il loro rivestimento in intonaco dipinto. E si vedono anche i resti delle travi di legno che formavano sia materiale da costruzione, sia – come in questo caso – cornice e il resto della finestra che è stata abbattuta durante l’eruzione del 79 d.C.”.

Il direttore Francesco Sirano negli ambienti della terrazza mediana della Casa dei Rilievi dionisiaci a Ercolano (foto Paerco)

Una volta passati dalla terrazza sull’avancorpo, che guardava panoramicamente al mare, alla terrazza mediana, si trovano altri ambienti sia con l’affaccio verso il mare, sia più all’interno. Tutti ambienti sontuosi, comunque molto grandi: avevano pavimenti in marmo ancora una volta strappati durante i lavori di restauro precedente all’eruzione del 79 d.C. E una grande apertura verso il salone principale della casa. Subito di lato al salone un cortile era un pozzo di luce utilizzato sia dagli ambienti interni – grazie a una finestra – sia dal salone, dove pure si vede l’imposta di un grande finestrone. E vi si affacciava anche un oecus, un ambiente di soggiorno di cui vediamo una finestra che pure prendeva luce e aria dal cortile. Sul lato Nord del cortile una vasca con al centro lo zampillo d’acqua che fu utilizzato dal momento in cui anche questa casa poté essere allacciata all’acquedotto. In un primo momento infatti fu utilizzata l’acqua che veniva raccolta e che le coperture durante la pioggia restituivano”.

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  1. Italina Bacciga dice :

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