Torino. Al museo Egizio l’egittologo Andreas Dorn (Uppsala University) in “The stories of the oldest geological map of mankind: the Turin gold mine papyrus”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme
Il Papiro delle Miniere di Torino è considerato la mappa geologica più antica dell’umanità. Da un punto di vista di marketing, il nome “Papiro delle Miniere”, attribuito alla mappa più di cento anni fa, fu la scelta migliore, ma ignora completamente l’azione principale documentata: il trasporto della pietra di Bekhen, uno scisto grigio scuro/grovacca usato per la produzione di statue, avvenuto nella metà della XX dinastia (Nuovo Regno, intorno al 1150 a.C.). Giovedì 2 maggio 2024, alle 18, nella sala conferenze del museo Egizio, ne parla Andreas Dorn (Uppsala University, Svezia) nella conferenza “The stories of the oldest geological map of mankind: the Turin gold mine papyrus”, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. Introduce Cédric Gobeil, curatore del museo Egizio di Torino. L’ingresso è libero con prenotazione su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/…/the-stories-of-the-oldest…. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. La mappa sul recto del Papiro delle Miniere mostra una sezione del Wadi Hammamat, una valle desertica che collega la Valle del Nilo con il Mar Rosso. Le didascalie, ben scritte e facili da leggere, sono state riprodotte e descritte in centinaia di pubblicazioni accademiche e divulgative di cartografia, geologia ed egittologia. L’opposto è accaduto con il verso del Papiro, che contiene più di dieci testi diversi, tra cui una lettera al re, diversi inni e preghiere, la consegna di grano, note amministrative sulla raccolta di scalpelli di rame da parte dell’amministrazione centrale e diversi disegni non correlati, tra cui uno di un coccodrillo. Questi testi, le origini del papiro, le cave di Bekhen e le miniere d’oro sono presentati nel loro contesto geografico e storico più ampio, con l’obiettivo di comprendere il papiro come una eccezionale testimonianza della dinamica cultura scrittoria Ramesside.

L’egittologo Andreas Dorn (Uppsala University)
Andreas Dorn è professore all’università di Uppsala dal 2018. Ha lavorato a Gottinga, Liegi, Bonn e Friburgo. Ha completato i suoi studi a Basilea con la laurea magistrale su scatole e scrigni utilizzati nelle feste processionali alla fine dell’Antico Regno e una tesi sulle capanne degli operai nella Valle dei Re nel Nuovo Regno. Le sue ricerche includono in particolare la storia culturale e sociale dell’antico Egitto con focus su religione, testi letterari e amministrativi, architettura e arte. Le sue ricerche sono strettamente legate a progetti archeologici come lo scavo della tomba dello scriba Amunnacht a Deir el-Medina (Nuovo Regno); la documentazione di centinaia di graffiti nell’Antica Tebe Occidentale (dalla preistoria fino alla tarda antichità); la pubblicazione di etichette di giare dalla “Città Dorata” del tempo di Amenhotep III e lavori ad Elkab.
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Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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