“Archeologia dietro le quinte”: per le giornate europee dell’archeologia la soprintendenza di Verona apre la sede per far scoprire l’attualità degli scavi, gli avanzamenti di alcune importanti ricerche e la diversità della disciplina

“Archeologia dietro le quinte”: la locandina dell’evento promosso dalla soprintendenza di Verona per le giornate europee dell’archeologia

“Archeologia dietro le quinte”: apertura serale straordinaria della propria sede di piazza San Fermo a Verona è quanto propone la soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, in occasione delle giornate europee dell’archeologia, durante la quale i funzionari incontrano il pubblico. Ai visitatori sarà presentata l’attività di tutela e di ricerca archeologica: un’occasione per scoprire l’attualità degli scavi, gli avanzamenti di alcune importanti ricerche e la diversità della disciplina con la possibilità di avvicinarsi d alcuni contesti archeologici e antropologici, approfondendo aspetti legati alla tutela e alla conservazione. Nell’occasione sarò offerta al pubblico la visita guidata al complesso monumentale di San Fermo, sede della soprintendenza scaligera.

La necropoli di Pradelle di Nogarole Rocca datata tra il Campaniforme e l’Età del Bronzo (foto Sabap-Vr)

Appuntamento venerdì 14 giugno 2019 con “Archeologia dietro le quinte”. Inizia, alle 17.30, Paola Salzani su “Storie del regno dei morti. Le necropoli di Nogarole Rocca, Arano, Olmo di Nogara, Terranegra”. Il recente scavo a Pradelle di Nogarole Rocca, nella bassa pianura veronese, ha portato alla luce, all’interno e sulle sponde di un antico paleoalveo, importantissime tracce di una necropoli che si configura come l’unica e più importante rinvenuta in Italia settentrionale per la quale si possa ipotizzare una continuità di utilizzo tra età Campaniforme (2500-2200 anni BC) ed età del Bronzo (2200-1150 BC). Lo scavo della necropoli di Nogarole Rocca ha portato alla luce più di 40 sepolture, probabilmente in antico sovrastate da tumoli di terra (circa 25), tipologia ben conosciuta in Europa in necropoli coeve dell’età del Rame e del Bronzo Antico. Il rito sepolcrale non è uniforme, sia per la fase Campaniforme che per l’età del Bronzo si può parlare di biritualismo: alcuni individui venivano infatti cremati, altri invece inumati in posizione anatomica diversa. Alle 18, Irene Dori su “Le ossa raccontano. Il mestiere dell’antropologo”. Non tutti sanno in che cosa consista il lavoro degli antropologi. Viene spontaneo immaginare che chi è impegnato in attività accademiche insegni, svolga ricerche e segua lavori di tesi, ma non è altrettanto facile figurarsi che cosa facciano gli antropologi che lavorano come consulenti nelle istituzioni e nei programmi di sviluppo pianificato.

Il centro di produzione di ceramica (I-III sec. d.C.) scoperto in piazza Arditi a Verona (foto Sabap-Vr)

Alle 18.30, Claudia Cenci su “Storie di terracotta. Verona, piazza Arditi: un quartiere artigianale di età romana”. La piazza Arditi a Verona è posta nelle immediate adiacenze di piazza Bra, corrispondenti in età romana alla zona occidentale dell’immediato suburbio, fortemente urbanizzato sin dall’età augustea. A seguito della realizzazione di un parcheggio pertinenziale, sono venuti in luce dati estremamente interessanti sull’organizzazione topografica e la destinazione artigianale del quartiere al limite ovest del settore residenziale compreso tra la via Postumia e l’anfiteatro. Il quartiere meglio esplorato era destinato prevalentemente alla produzione di ceramica comune figulina da mensa. Sulla base dei materiali che accompagnavano gli scarichi, esso appare attivo tra l’età augustea e la metà del III secolo d.C. Vi sono state rinvenute almeno 9 fornaci, alcune di dimensioni molto ridotte, 14 vasche per la decantazione dell’argilla, due pozzi a perdere, alcune fosse per la collocazione dei torni e il dispositivo in pietra per l’inserimento della base di un tornio.

Il chiostro di San Fermo, parte della sede della soprintendenza di Verona

Alle 19, Giovanna Falezza su “L’incendio di una domus: il larario di via Oberdan a Verona”. Nel corso di lavori di un privato in via Oberdan, è stata portata alla luce una domus romana in cui è stato individuato un larario con almeno 13 statuette in bronzo e una maschera. Alle 19.30, Brunella Bruno e Giulia Campanini su “Archeologia dietro le quinte: aree archeologiche e depositi”. Alla fine i funzionari architetti saranno disponibili ad accompagnare i visitatori fornendo informazioni sul complesso monumentale di San Fermo.

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  1. Italina Bacciga says :

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