Ercolano. Il direttore Francesco Sirano presenta il progetto culturale per il rilancio del sito: tre mostre (l’espressione del lusso, la grande tradizione artigianale legata alla lavorazione del legno, i piaceri della tavola) per preparare l’apertura del museo di Ercolano atteso da 40 anni

Scavi borbonici nell’area vesuviana in una stampa dell’epoca

Era il 1738 quando, durante la costruzione della Reggia di Portici, voluta da Carlo III di Borbone re delle Due Sicilie, il funzionario Roque Joaquin de Alcubierre avviò la prima esplorazione di Ercolano: furono rinvenuti statue, pezzi di marmo e frammenti di iscrizioni e cornici. Sono passati 280 anni e il parco archeologico di Ercolano – dopo un 2018 che ha visto un incremento die visitatori del 9% – si prepara al rilancio nel 2019, che passa dalla realizzazione del museo che offra al pubblico la possibilità di ammirare i tesori ercolanesi in loco: lo fa con un progetto culturale ambizioso e il programma espositivo “Ercolano 1738-2018 talento passato e presente” per dare nuovo stimolo alla valorizzazione dell’inestimabile patrimonio culturale rappresentato dai reperti provenienti dagli scavi novecenteschi e destinati al museo del sito. Tre tappe nel 2019 accompagneranno i visitatori alla scoperta di aspetti salienti e identitari dell’antica Herculaneum: l’espressione del lusso, la grande tradizione artigianale legata alla lavorazione del legno, i piaceri della tavola.

Il famoso mosaico di Ercolano con Nettuno e Anfitrite

Preziosi oggetti dai depositi di Ercolano nella mostra “SplendOri”

L’archeologo Andrea Maiuri

“Esporre all’attenzione dei visitatori l’interessantissimo materiale archeologico conservato nei depositi, e sinora illustrato in modo episodico”, dichiara il direttore Francesco Sirano, “lo ritengo un obiettivo imprescindibile della mia direzione, accanto alla conservazione programmata. Con queste mostre intendiamo porre le basi per la definitiva esposizione nel museo del sito di tutti i reperti che dal 1927 in poi Amedeo Maiuri volle che restassero qui e non confluissero più nelle collezioni del museo Archeologico nazionale di Napoli. Con queste mostre parte un processo museografico che non resterà confinato ai laboratori ma coinvolgerà il pubblico come parte attiva della costruzione di un museo che garantisca un’effettiva esperienza di conoscenza. È necessario colmare in tempi rapidi una terribile lacuna nell’esperienza di visita del sito e interrompere il silenzio che dura da oltre 40 anni: il pubblico deve potere ascoltare proprio nell’area archeologica il racconto proveniente dai numerosissimi oggetti d’uso comune: arredi, ornamenti personali e strumenti di lavoro, decorazioni, mobili in vario materiale, dell’incredibile mole di reperti organici proveniente direttamente dalle case, dalle strade, dalle mense degli antichi ercolanesi. Finalmente dobbiamo portare a compimento lavori, studi, restauri condotti per decenni dall’amministrazione dello Stato con tanto sacrificio e passione da parte di tanti colleghi e studiosi e, non da ultimo, con notevole investimento finanziario. Sullo sfondo il dialogo intenso e la ultra decennale collaborazione con la Fondazione Packard con il cui presidente, dr. David Packard, si stanno valutando possibili scenari di cooperazione e partenariato proprio per imprimere una definitiva svolta storica per il Parco e il suo Museo. Adeguamenti impiantistici e per il risparmio energetico, limitate opere strutturali, nuova videosorveglianze e impianto antintrusione. Tutte opere che ci mettono a disposizione uno spazio di più di 400 mq coperto e climatizzato di cui il Parco ha impellente bisogno per compiere adeguatamente la propria missione”.

La locandina della mostra “SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano” all’antiquarium di Ercolano fino al 30 settembre 2019

Locandina della mostra “L’ebanistica e l’arte dell’arredo ligneo” a Ercolano

Locandina della mostra “La civiltà del cibo e i piaceri della tavola nell’antica Ercolano”

Dopo la mostra “SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano”, inaugurata il 20 dicembre 2018 e aperta all’antiquarium fino al 30 settembre 2019, il parco archeologico di Ercolano – come si diceva – ha in programma nel 2019 di offrire al pubblico ulteriori occasioni per approfondire la conoscenza dei luoghi, della storia e delle tradizioni dell’area vesuviana con la diffusione in sedi prestigiose del territorio (la Villa Campolieto e la Reggia di Portici) di altre due mostre che approfondiranno i temi dell’arte lignea e dell’alimentazione, “esibizioni che – dichiara il direttore – si arricchiranno anche di valori simbolici e dimostreranno, attraverso la concreta prassi amministrativa e tecnico organizzativa, come sia possibile e necessario che, all’interno della buffer zone del sito Unesco di Herculaneum, tutte le istituzioni e le realtà culturali ed economiche sane concorrano a ‘fare sistema’ per restituire a questo territorio centralità culturale e qualità della vita che lo hanno caratterizzato per secoli”. Con questa iniziativa il Parco vuole intrattenere con il territorio un rapporto sempre più stretto e svolgere una funzione di catalizzatore delle migliori energie e competenze: ognuna delle esposizioni avrà una sezione dedicata all’attualizzazione delle tematiche per creare un ponte concreto tra passato e presente attraverso le competenze artigianali e di creatività. Inoltre mentre “SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano” si svolge nell’edificio dell’Antiquarium all’interno del Parco, le mostre sull’ebanistica e gli arredi lignei (“L’ebanistica e l’arte dell’arredo ligneo”) e quella sul cibo e i piaceri della tavola (“La civiltà del cibo e i piaceri della tavola nell’antica Ercolano”) saranno allestite nella Villa Campolieto e nella Reggia di Portici. In questa maniera, esplodendo i valori culturali archeologici sul territorio, il Parco intende scardinare le proprie barriere e favorire il godimento e l’attenzione per due eccezionali monumenti la cui storia è intrecciata a doppio filo con quella degli scavi.

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2 risposte a “Ercolano. Il direttore Francesco Sirano presenta il progetto culturale per il rilancio del sito: tre mostre (l’espressione del lusso, la grande tradizione artigianale legata alla lavorazione del legno, i piaceri della tavola) per preparare l’apertura del museo di Ercolano atteso da 40 anni”

  1. Italina Bacciga dice :

    Mi piace

  2. marzia dice :

    L’ha ribloggato su Alchimiee ha commentato:
    “Ercolano 1738-2018 talento passato e presente”

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